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IL CONVEGNO
Epifani all´incontro organizzato da Cgil e Filt regionali
"Trasporti, settore a picco un tavolo per la riforma"

da la Repubblica

Guglielmo Epifani dice che il problema del trasporto pubblico locale «in crisi profondissima» è «centrale e decisivo per il futuro» in un paese dove « le città chiudono per inquinamento». Chiede che si apra subito il tavolo - governo, enti locali, sindacati - per la riforma. Il segretario nazionale Cgil interviene al convegno sui trasporti organizzato ieri da Cgil e Filt regionali. Dove si apprezza il modello toscano ma dove si spiega che anche qui il piatto del trasporto pubblico piange e si conferma che anche per la Toscana il problema dei trasporti pubblici è centrale: dall´utilizzo delle infrastrutture esistenti, alla creazione delle nuove, alla gestione di un servizio non più solo per chi non ha scelta ma che sia protagonista della «politica territoriale, ambientale, economica», come dice il segretario nazionale della Filt, Fabrizio Solari.

Su tutto, le gare per la liberalizzazione del trasporto pubblico (il termine per le preofferte in Toscana è stato rinviato a marzo) che sia la Cgil che l´assessore ai trasporti regionale Riccardo Conti dichiarano irrinunciabili. Conti garantisce le risorse per le gare. Per le innovazioni la Regione, dice, ricorrerà a fondi extra: come ha fatto per il bus di Novoli e come farà per la navetta ferroviaria Pisa città-Pisa aeroporto. A proposito di gare, Pietro Ruffolo, della segreteria regionale Cgil, si augura una rete e un´alleanza tra le 44 aziendine toscane, di cui ben 12 pubbliche. Quattro i principali nodi del sistema dei trasporti toscani, secondo Ruffolo. I primi due citati sono il rilancio del sistema portuale e la regolarizzazione dei 2.000 lavoratori degli interporti di Guasticce e Gonfienti. Ma i più preoccupanti sono treni e bus. Per prime, le ferrovie che «puntano solo all´Alta Velocità e ridimensionano la rete locale di chi non viaggia in Eurostar», mentre all´Osmannoro «rischiano di costruire un grande contenitore dove non si faranno le attività di eccellenza promesse». 

Quanto al bus, si rivendica il «senso di responsabilità» dimostrato nell´aver firmato il contestato contratto di dicembre ma si riconosce un problema anche per il sindacato in una Toscana, per esempio, che col suo 54% di sì è penultima nella lista delle regioni che hanno dato l´assenso al contratto nel referendum indetto dalla sola Cgil. Si risolverà il problema, però, solo se si partirà dalla riforma del trasporto pubblico, «se si decide - dice Epifani - dove si trovano le risorse, quante sono necessarie, chi è responsabile di spenderle evitando la logica di rincorsa tra Stato, Regioni e Comuni».(i.c.)


Sindacati

Il segretario Cgil a Firenze 
Epifani sulle riforme: ''L'obiettivo del governo è solo ridurre la spesa"  

 

dal Corriere di Firenze

 

FIRENZE - Dire che l'Italia è più ricca, "è una battuta, fra l'altro poco rispettosa dei problemi delle persone". E' il commento del segretario della Cgil Guglielmo Epifani - che ieri ha preso parte a un convegno organizzato dalla Filt-Cgil sul trasporto pubblico locale - a quanto dichiarato mercoledì sera, a "Porta a Porta", dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo il quale "il paese si sta arricchendo".

 "Perché - ha aggiunto Epifani , come è noto le persone, le famiglie fanno molta fatica ad arrivare a fine mese. Non credo si sentano molto più ricche di qualche tempo fa", "L'Italia è sempre più ricca e gli italiani sempre più poveri - ha osservato il segretario della Cgil - E' evidente che una delle due affermazioni non regge".  

 

Ma il tema su cui si è incentrato l'intervento del segretario della Cgil è soprattutto quello delle riforme. Chiusa la verifica interna al Governo, secondo Epifani si deve aprire subito il tavolo di riforma del trasporto pubblico locale e per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri.

"Bisognerà che rapidamente il Governo e gli enti. locali prendano in mano il tavolo con noi - ha spiegato Epifani - per dare una risposta al problema della riforma: è una questione di finanziamenti, di dove si trovano le risorse, di quante risorse sono necessarie, di chi è responsabile di spendere queste risorse evitando questa logica di rincorsa tra Stato centrale, Regioni e Comuni che finisce per aggravare i problemi del trasporto pubblico locale, proprio in un momento in cui, invece, la centralità del settore mi pare confermata. Si chiudono i centri città per l'inquinamento: è evidente che c'è un nuovo bisogno di avere un trasporto pubblico di qualità".

 

Rispondendo a una domanda sull' esito del referendum tra gli iscritti alla Cgil che hanno approvato a maggioranza l'accordo recentemente siglato tra scioperi e polemiche, Epifani ha osservato che "i lavoratori in una situazione difficile hanno capito perché il contratto è stato firmato e capiscono anche che il vero problema adesso è riformare il settore altrimenti i problemi sono destinati ad aumentare".


In realtà, ha poi dichiarato Epifani, "il vero obbiettivo del governo non è fare una riforma delle pensioni, ma ridurre la spesa". Comunque, ha aggiunto, "bisogna aspettare qualcosa di ufficiale perché su questa materia abbiamo già avuto nel passato molti cambiamenti di opinione".

"Si tratta di aspettare - ha detto- che il Governo ci convochi e ci dica esattamente cosa ha deciso di fare. E' evidente che se dovesse essere ritirata la decontribuzione sarebbe la conferma del fatto che il sindacato aveva avuto ragione a dire che era un provvedimento sbagliato". "Nel contempo - ha aggiunto - vedo però che il Governo insiste nella riduzione di spesa dello 0,7%, Quindi si conferma che il vero obbiettivo del Governo non è fare una riforma delle pensioni, non è allargare la soluzione dei problemi per chi, penso ai lavoratori precari discontinui, oggi ha molti più problemi sulla prospettiva previdenziale, ma solo quella di ridurre la spesa, che è il vero motivo per cui noi non siamo stati d' accordo con le sue scelte".

"Dire che tutti gli scioperi sono politici è una risposta sbagliata e troppo semplice a , problemi che invece sono .. ben più complessi". Ha ancora commentato il leader Cgil, rispondendo a una domanda sulle ultime dichiarazioni di Berlusconi. "E' un modo - ha precisato - per non rispondere alla contestazioni che gli scioperi fanno", I "Se uno dice così che tutto è : politico - ha aggiunto - fa anche meno fatica a spiegare! perché c'è stata quella battaglia sull'art'18, perché c'è questa iniziativa sul declino industriale, perché scioperano i medici, perché si ferma il Paese quando ci sono le crisi, perché i lavoratori hanno di fronte a loro solo l'arma della mobilitazione dello sciopero per far valere i loro diritti e le loro ragioni o le loro preoccupazioni".

 


Il segretario della Cgil Epifani e il responsabile economico dei Ds Bersani criticano l’assenza di una politica economica

«Toscana penalizzata da questo governo»

Jacopo Cosi - Silvia Gambi sull'Unità

FIRENZE «Il presidente del Consiglio ha detto che l'Italia oggi è più ricca: una battuta poco rispettosa dei problemi delle persone». Parole dure che il segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani pronuncia durante il suo intervento al palazzo degli Affari di Firenze in occasione del convegno della Cgil-Filt dal titolo «Trasporti e mobilità». Un Epifani a tutto campo che interviene dalle pensioni («il governo vuole solo ridurre la spesa e non fare una riforma seria ») agli scioperi («dire che sono tutti politici è una risposta troppo semplice per problemi che invece sono molto complessi»).

Mentre la situazione del trasporto pubblico è fuoco che cova sotto la cenere: «Se entro tre mesi - dice sempre Epifani - non si rinnova il contratto nazionale degli autoferrotranvieri ci sarà di nuovo casino». Un mancanza di prospettive che tocca tutti i settori, come dice Luigi Bersani responsabile nazionale Ds per l'economia che definisce «dadaista» la serata di Berlusconi da Vespa, «dalla performance a Porta a Porta - spiega Bersani - io ricavo un monito a noi che siamo opposizione: dobbiamo sentire, a questo punto, che l'incertezza che ha il paese riguarda anche noi e dobbiamo fare dei passi politici, programmatici, per non lasciare nel vuoto la preoccupazione della gente. Perché, a quanto si vede, il governo ci ride sopra su tali preoccupazioni».

Duro nei confronti del governo anche anche Riccardo Conti, assessore regionale ai trasporti e Pietro Ruffolo, segretario regionale Cgil-Filt.

Nel pomeriggio, poi, Epifani è stato a Prato, al capezzale di un distretto, quello del tessile, in seria crisi.

«Una città che è sempre meno un polo di produzione tessile-laniera e sempre di più un polo integrato della moda»: è questo il futuro di Prato disegnato da Giuseppe Gregori, segretario della Cgil di Prato, nel corso del convegno che si è svolto ieri in città dedicato proprio al distretto.

«Dobbiamo fare scelte decisive: in primo luogo il prolungamento della nostra tradizionale filiera, a monte ricerca, innovazione, creatività; a valle strategie di marketing, realizzazione e commercializzazione del prodotto finito». Un disegno ambizioso, che guarda avanti, oltre la crisi che sta interessando il settore e che ha portato alla perdita di 2 mila posti di lavoro. Anche se la Cgil pratese puntualizza che molti di questi lavoratori hanno trovato un nuovo impiego.

Per sostenere la situazione è però necessario raddoppiare gli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione, l'indennità di disoccupazione.

E solo il Governo può dare queste risposte. «Il problema è che manca una politica industriale complessiva - ha commentato Guglielmo Epifani, segretario nazionale della Cgil, presente al convegno - Il Governo si limita ad affrontare le crisi una per una, non appena scoppiano, e senza riuscire a prevenirle. A Prato c'è un clima favorevole, grazie alla coesione tra le forze economiche e sociali, ma il distretto ha bisogno di sostegno».

Anche per questo i Ds toscani hanno stabilito insieme a Bersani che il prossimo 12 marzo organizzeranno un convegno nazionale proprio sulle medie e piccole imprese.