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Alla Matec di Scandicci torna lo spettro della cassa integrazione

Per 250 era finita il 9 maggio, ricomincerà forse a luglio
I sindacati stanno preparando una piattaforma di lotta

di Francesco Sangermano da l'Unità 2/6/05

CRISI INFINITA Il 9 di maggio erano tornati in fabbrica dopo tredici settimane di cassa integrazione. In 250 avevano passato oltre tre mesi “a zero ore” (come si dice in gergo, che poi significa a casa, senza lavorare) e speravano che al momento del loro rientro le cose sarebbero cambiate. Speranza vana. «Siamo al punto che non possiamo pensare neppure di lavorare con tranquillità per due mesi» dicono mescolando nelle loro parole rabbia e frustrazione.

La Matec di Scandicci si trascina nell’agonia e presto quel provvedimento che si è esaurito neppure un mese fa potrebbe tornare in vigore. «Non ci sono ordini, se le cose proseguiranno in questo modo a luglio si ricomincia con la cassa integrazione per la maggior parte dei lavoratori» ammette Cesare De Sanctis, esponente della segreteria fiorentina della Fiom Cgil che ormai da anni segue la vertenza dell’azienda di Scandicci. Si è incontrato con l’azienda lo scorso 25 maggio ma i risultati non sono stati quelli sperati. La crisi dell’azienda viene da lontano ma da gennaio si è acutizzata. «Ora non è più possibile parlare di crisi contingente legata al mercato - spiega - ma di vera e propria crisi di progetto industriale. Ma qui entra in ballo la proprietà che deve dirci cosa intende fare dello stabilimento fiorentino».

La cassa integrazione ha riguardato la stragrande maggioranza degli addetti (250 persone su 300) per il periodo masssimo consentito in caso di cassa ordinaria. Altrettante potrebbero essere quelle nuovamente coinvolte da luglio. «L’azienda ci ha comunicato che non è da escludere un ulteriore ricorso a partire da luglio e che potrebbe poi estendersi anche nel futuro. Il fatto è che non ci sono ordini e così non si può programmare il lavoro nemmeno a breve termine. Addirittura nemmeno a due mesi».

l timore dei sindacati è che la famiglia Lonati (proprietaria del gruppo) voglia disimpegnarsi dal capoluogo toscano per investire tutte le risorse sugli stabilimenti di Brescia. Di questo hanno informato le istituzioni e su questo intendono giocare la partita nel prossimo futuro. «Questa operazione rischia di portarci a una lenta agonia - spiega De Sanctis - perché se da una parte non c’è un progetto chiaro sugli esuberi dall’altro manca anche ogni possibile idea di sviluppo aziendale visto che hanno deciso di trasferire e sviluppare a Brescia la produzione dei calzini di spugna che costituivano il 50% della produzione dello stabilimento fiorentino». 

Di più: in una fase di stallo del mercato l’azienda ha acquistato una ditta concorrente operante sempre su Brescia e che impiega 300 addetti. Una contraddizione, agli occhi dei sindacati, che chiedono quindi urgentemente risposte su quale sia nel breve-medio periodo la missione della Matec. «Loro ci rispondono che non hanno intenzione di chiudere la struttura fiorentina, però poi i fatti vanno in tutt’altra direzione». Nel 2003 fu avviato un procedimento di mobilità che portò all’uscita di 60 persone e alla redazione di un piano industriale approvato alla presenza delle istituzioni. Di quel piano non c’è praticamente più traccia. «Disperdere questo patrimonio sarebbe folle» conclude De Sanctis. E anticipa le prossime mosse del sindacato. «Nel giro di un paio di settimane al massimo presenteremo una piattaforma e su quella inizieremo uan vertenza chiedendo un progetto industriale completo per i prossimi mesi che permetta ai lavoratori di avere per lo meno un margine di tranquillità».

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AZIENDE IN CRISI Ha interessato duecento dipendenti

Matec, ultimi 15 giorni di «cassa»
Alla Zanussi si decide il da farsi

da la Nazione 19/4/05

Ancora 15 giorni di cassa integrazione, poi si vedrà. Il provvedimento di 13 settimane deciso per circa 200 lavoratori della Matec, sta arrivando a termine. Tra poco arriverà il momento di ripartire. E anche il momento il cui i lavoratori chiederanno nuovamente lumi sul futuro dell'azienda meccanotessile.

All'inizio di aprile i lavoratori misero in atto un presidio davanti ai cancelli della fabbrica, temendo in particolare uno smantellamento dell'azienda. Smantellamento smentito a più riprese dalla dirigenza del gruppo Lonati, e in parte anche dal Sindaco Gheri, che aveva ricevuto rassicurazioni in tal senso proprio nel corso di una sua visita a Brescia, casa madre del gruppo meccanotessile che possiede Matec.

Si attende per la fine del mese, o al massimo per la metà di maggio che l'azienda presenti il piano industriale, grazie al quale i lavoratori potranno capire quale sarà il loro futuro. Dopo la brutta conclusione della vertenza alla Ciatti, con i lavoratori del reparto produzione messi in mobilità e poi mandati a casa, le istituzioni stanno ora concentrando le loro attenzioni su questo caso, che si annuncia ugualmente spinoso e di difficile soluzione. Dopo la Matec, arriverà il momento anche di discutere la situzione alla Zanussi. Lo stabilimento è sotto controllo di competitività.

Il gruppo Electrolux sta valutando se è ancora conveniente impegnare i settecento dipendenti nella produzione di 800mila frigoriferi l'anno, rispetto agli altri insediamenti produttivi. Scandicci sembra essere in diretta concorrenza con l'altro stabilimento Electrolux a Susegana (Treviso).

Insomma, due grandi impegni per le organizzazioni sindacali sul territorio e per le istituzioni, impegnate per trovare nuovi incentivi finalizzati al rilancio di un'economia che, in tutta l'area metropolitana fiorentina, sembra stagnare in maniera preoccupante. Almeno per quanto riguarda il comparto delle medie e grandi imprese.
morv

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VERTENZA MATEC Vertice in municipio

Gheri riferisce ai sindacati del tour dai Lonati

 di Alberto Fiorini su la Nazione 6/4/05

Matec: mentre si attendono notizie positive da parte del mercato ma anche e soprattutto da parte dell’azienda, i rappresentanti delle Rsu, dei vari sindacati Cgil, Cisl ed Uil oltre al segretario della Camera del lavoro Daniele Stolzi, hanno fatto il punto della situazione ieri pomeriggio presso la Sala Giunta del Comune, assieme al primo cittadino di Scandicci Simone Gheri, che proprio la scorsa settimana si era recato a Brescia, dove la cassa integrazione sta colpendo in maniera pesante i lavoratori, per parlare con i vertici della famiglia Lonati.

Ed il sindaco ha così messo al corrente delle ultime novità. Quella principale, che sembra sia stata confermata al primo cittadino di Scandicci dallo stesso Lonati, parla della presentazione del Piano industriale probabilmente entro la fine del mese di aprile o al più tardi per la metà del mese di maggio. I sindacati chiedono estrema chiarezza su eventuali strategie aziendali ma anche fatti, dopo molti mesi di chiacchiere, nelle quali si è sempre assicurato, da parte dell’azienda, che lo stabilimento scandiccese sarebbe rimasto in vita.

I lavoratori Matec pretendono che l’azienda, specie in un momento di crisi così pesante, presenti un vero e proprio Piano aziendale che sancisca la rinascita ed il rilancio di un’azienda che fa parte del tessuto storico produttivo di Scandicci, che a partire dai primi anni ’70, ha visto nel comparto meccanico uno sviluppo considerevole grazie alla presenza di gruppi nazionali e internazionali. 

In questi ultimi mesi ed in particolare nelle ultime settimane, si è potuto toccare con mano, l’acuirsi della difficoltà che la crisi economica produce sul sistema produttivo in Europa, e che naturalmente investe anche l’Italia, producendo aspetti ancor più acuti, in quanto il nostro paese sta scontando ritardi in materia di programmazione strategica. La globalizzazione, in nome della quale già un’altra azienda storica di Scandicci, la Ciatti, ha visto scrivere la parola fine sul proprio stabilimento produttivo scandiccese, ha comportato e comporta un ripensamento strategico da parte delle classi dirigenti sul riposizionamento del sistema industriale del nostro paese, affinché l’Italia recuperi un livello di competitività. 

Attualmente alla Matec sono ben 260 i lavoratori che si trovano in cassa integrazione e che vi rimarranno sino al prossimo 5 maggio. In un anno alla Matec si è passati da 365 a 310 dipendenti con prepensionamenti e dimissioni volontarie.

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CRISI Picchetti di lavoratori per protestare contro lo «scippo-fusione» del commerciale

Matec: sciopero davanti ai cancelli
Il sindaco incontra i vertici a Brescia

di Alberto Fiorini su la Nazione 2/4/05

Aria di estrema preoccupazione ieri mattina davanti ai cancelli Matec, dove gli operai hanno messo in atto uno sciopero con picchetto dalle 8 alle 10. Una situazione che rischia di farsi più difficile ogni giorno che passa. Malgrado alcuni segni di ripresa del meccanotessile, infatti, il futuro Matec non pare roseo. All’indomani delle dichiarazioni fatte dal direttore delle relazioni industriali del gruppo Lonati Giambattista Garza, sull’obbiettivo di non chiudere lo stabilimento scandiccese, cercando di mantenerlo più a lungo in vita possibile, i sindacati esprimono lo stesso le loro preoccupazioni.

«Malgrado le dichiarazioni fatte — ha detto Cesare De Sanctis (Fiom Cgil) — intanto hanno pensato di spostare il commerciale a Brescia, ledendo in maniera significativa l’autonomia di Matec. E anche per quello che riguarda la ripresa produttiva pare proprio che le macchine per fare le calze sportive saranno realizzate dalla San Giacomo. Tutto lascia pensare che dalle parole ai fatti ci sia una sostanziale differenza». 

Con il picchetto di oggi, i lavoratori hanno iniziato un nuovo percorso di mobilitazione. Allo stato attuale sono ben 260 quelli che si trovano in cassa integrazione sino al prossimo 5 maggio. Al fianco dei lavoratori davanti ai cancelli ieri mattina anche il capogruppo di Rifondazione Mencaraglia. 

Il sindaco Simone Gheri, invece, ieri mattina era a Brescia dove ha incontrato i vertici della famiglia Lonati, visitando anche gli stabilimenti bresciani, tristemente deserti, dato che anche lì la cassa integrazione sta colpendo le maestranze, segno di una crisi che nessuno si attendeva di queste proporzioni. «Mi è stato detto — ha dichiarato il sindaco — che l’azienda sta investendo in ricerca e che si sta attivando alla ricerca di ordini in modo tale da essere in grado di ripartire quando finiranno i periodi di cassa integrazione. E’ stato comunque confermato l’impegno da parte dell’azienda per lo stabilimento produttivo di Scandicci. All’interno del mercato si vedono dei piccoli segnali positivi di ripresa».

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Due ore di presidio per protestare contro lo spostamento della produzione da Firenze a Brescia. In 260 sono in cassa integrazione

Matec in sciopero: «No allo smantellamento»
Francesco Sangermano sull'Unità 1/4/05

Torneranno a manifestare fuori dai cancelli. Due ore, stamani, dalle 8 alle 10. Per protestare contro la linea aziendale, confermata ufficialmente, che mira a spostare progressivamente a Brescia la produzione dello stabilimento fiorentino. I lavoratori della Matec di Scandicci, su proposta della Rsu aziendali e delle organizzazioni sindacali Fiom-Cgil e Fim-Cisl, ha infatti indetto uno sciopero con presidio che si svolgerà stamattina di fronte allo stabilimento di via delle Nazioni Unite.

La decisione dei rappresentanti dei lavoratori è emersa dopo che nella giornata di ieri si è svolta una riunione che ha visto da una parte del tavolo la direzione aziendale e dall’altra Rsu e organizzazioni sindacali. «La direzione - spiega un documento della Camera del lavoro di Firenze - ha già posto in cassa integrazione 260 lavoratori su 310 addetti dello stabilimento fiorentino. Non solo: ha anche comunicato ufficialmente la decisione di spostare a Brescia tutto il settore commerciale della sede fiorentina e di privilegiare la produzione delle macchine per le calze in spugna da uomo in un altro stabilimento, quando questo prodotto costituiva il 30% del nostro lavoro».

Viste le suddette premesse, ecco che ieri mattina i lavoratori si sono riuniti in assemblea e hanno valutato le decisioni assunte dalla Direzione. «Una prima risposta - prosegue la nota della Cgil - alla volontà della direzione di smantellare progressivamente lo stabilimento fiorentino delle sue capacità di produzione e di commercializzazione del prodotto è lo sciopero con presidio che si svolgerà domani mattina (stamani, Ndr)», ma la protesta non si esaurirà certo con l’iniziativa di oggi. La tesi dei sindacati, infatti, rifiuta l’idea che un trasferimento della produzione sia necessario. «Quello che noi sosteniamo - dicono dalla Cgil fiorentina - è che la crisi del settore è da ritenersi ancora congiunturale e non strutturale. In quest’ottica, allora, non serve chiudere reparti altamente professionali ma, anzi, operare in senso opposto e rilanciare con un progetto industriale credibile l’azienda e in particolare la sede di Firenze». Il timore è infatti quello che, alla fine della congiuntura negativa, proseguendo nei tagli l’azienda potrebbe non essere più competitiva sul mercato.

Dopo le due ore di stamani, i lavoratori torneranno a manifestare per 4 ore il prossimo 15 aprile all’interno di un’agitazione che, in quel caso, è stata indetta a livello nazionale. «Non siamo disponibili - dice il delegato Cgil Cesare De Sanctis - a farci spogliare l’azienda petalo per petalo. E al mondo politico chiediamo se è possibile che in 10 anni quella che era un’azienda modello sia ridotta in questo stato. Quella che la proprietà sta mettendo in atto è un’impostazione chiara: non accettiamo che si mascheri una nuova e precisa linea industriale con una crisi di mercato».

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CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

 

COMUNICATO STAMPA e Invito alla stampa

DUE ORE DI SCIOPERO CON PRESIDIO ALLA MATEC

DOMANI MATTINA, venerdì 1 aprile, DALLE ORE 8 ALLE ORE 10

l’assemblea dei lavoratori della Matec, su proposta della RSU della Matec e di FIOM e FIM, ha indetto uno sciopero con presidio che si svolgerà domani di fronte allo stabilimento (Scandicci, via delle Nazioni Unite 1).

Nella giornata di ieri si è svolta una riunione fra la direzione aziendale e la RSU e le organizzazioni sindacali.

La direzione che ha già posto in cassa integrazione 260 lavoratori su 310 addetti dello stabilimento fiorentino ha comunicato la decisione di spostare a Brescia tutto il settore commerciale dello stabilimento e di privilegiare la produzione delle macchine per le calze in spugna da uomo in un altro stabilimento.

Questa mattina i lavoratori si sono riuniti in assemblea e hanno valutato le decisioni assunte dalla Direzione.

Una prima risposta alla volontà della direzione di smantellare progressivamente lo stabilimento fiorentino delle sue capacità di produzione e di commercializzazione del prodotto è lo sciopero con presidio che si svolgerà domani mattina , di fronte ai cancelli , in Via delle Nazioni Unite 1.

Ancora una volta i lavoratori della Matec sono costretti a manifestare contro la Direzione che sta procedendo allo smantellamento di interi reparti dell’azienda fiorentina trasportando le lavorazioni in altri stabilimenti del gruppo.

I sindacati sostengono che la crisi del settore è congiunturale e non strutturale, in quest’ottica non serve chiudere reparti altamente professionali, ma rilanciare con un progetto industriale credibile l’azienda e in particolare la sede di Firenze.

Alla fine della congiuntura se si proseguirà nei tagli l’azienda potrà non essere più competitiva.

Al presidio i lavoratori e i sindacalisti daranno ulteriori informazioni e aggiornamenti sulla vertenza

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

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CRISI Stamani i lavoratori in assemblea. Pesa il nodo delle sinergie commerciali

Matec, un nuovo incontro a vuoto L’azienda: a maggio ripresa regolare

da la Nazione 31/3/05 di Fabrizio Morviducci

Non si vedono schiarite sul caso Matec. Ieri l'ennesimo incontro tra proprietà e sindacati. Un incontro che i sindacati non devono aver giudicato positivamente tanto che, prima di prendere posizioni ufficiali, sarà necessaria un'assemblea dei lavoratori. Le maestranze dell'azienda meccanotessile scandiccese si incontreranno stamani, per decidere il da farsi.

Intanto a fare il punto della situazione è il direttore delle relazioni industriali della Lonati group, Gianbattista Garza. «Nel corso dell'incontro - ha detto il manager bresciano - abbiamo garantito che a maggio la produzione riprenderà regolarmente. Certo il mercato resta stagnante, e le difficoltà sono generalizzate in tutto il comparto meccanotessile. Ma è nostro obiettivo non chiudere la Matec, anzi cercheremo di reggere il più possibile per mantenere in vita lo stabilimento scandiccese». 

Altro punto nodale, l'accorpamento delle figure dirigenziali. «Abbiamo confermato - ha aggiunto Gianbattista Garza - la volontà di individuare una nuova figura dirigenziale comune a Matec e Sangiacomo di Brescia, con caratteristiche tecniche e professionali relative al meccanotessile, che dovrà monitorare e coordinare le attività produttive delle due aziende». Ma l'operazione vede la netta contrarietà del sindacato perché «la scelta sull'accentramento degli uffici commerciali limiterebbe di fatto la presenza autonoma di Matec in tutti i settori di mercato».Il ricorso agli ammortizzatori sociali, risale a febbraio, quando l'azienda ha annunciato la cassa integrazione di 13 settimane a zero ore per 280 dipendenti. I lavoratori fermati sono diventati poi circa 200, ma la situazione è sempre difficile.

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IL CASO Incontro rinviato al 30 marzo
Matec: qualcosa si sta muovendo Segnali positivi

di Fabrizio Morviducci su la Nazione 24/3/05

Dal racconto dei sindacati il gruppo sarebbe al centro del mercato

Matec, schiarite all’orizzonte? Si è tenuto ieri l’incontro tra proprietà e sindacati sulla crisi dell’azienda meccanotessile. Un incontro interlocutorio, la discussione vera e propria è stata rinviata al 30, ma non privo di qualche spunto positivo, almeno alla prima impressione di sindacati e Rsu. Gli spunti positivi arrivano dalla fiera del meccanotessile appena conclusa dove, stando al racconto delle organizzazioni sindacali, il gruppo bresciano che possiede Matec sarebbe stato al centro del mercato. Prodotti di qualità, quelli che escono dalle linee di montaggio di Brescia e Firenze, prodotti che avrebbero trovato un buon riscontro tra gli acquirenti. Il che, tradotto in soldoni, significherebbe promesse d’acquisto e una possibile boccata d’ossigeno per i lavoratori fiorentini, in cassa integrazione fino al prossimo 5 maggio. 

Massima cautela comunque tra i rappresentanti sindacali; prima di tirare il fiato, sarà necessario attendere l’appuntamento del 30. «Per il momento – dicono i rappresentanti della Rsu – non possiamo sbilanciarci, le uniche informazioni che abbiamo sono quelle sull’andamento della fiera del meccanotessile, ma forse è ancora troppo presto per capire se il gradimento riscontrato, possa tradursi in un alleggerimento della cassa integrazione o su ordini che daranno certezze per il futuro immediato». 

Intanto ieri mattina istituzioni, industriali, associazioni di categoria e sindacati, si sono dati appuntamento in sala consiliare per un incontro-dibattito sul patto dello sviluppo. A fare gli onori di casa, il sindaco Gheri; gli interventi anche del vicepresidente della Provincia, Barducci, del vicepresidente di Assindustria, Banelli, del rappresentante Cisl, Fratini. Nel parterre, il responsabile provinciale di Cna, Nenci, oltre a una folta rappresentanza di industriali, esponenti politici, lavoratori. «Occorre percorrere nuove strade – ha detto il sindaco Gheri – che passano necessariamente attraverso le produzioni di qualità e ad alto contenuto tecnologico. Nuove strade che servano a mantenere la competitività attraverso il rilancio del made in Italy e rigenerino la voglia di investire su questo territorio». In questa direzione, come sottolineato dal responsabile provinciale di Cna, Nenci, anche la necessità di potenziare le infrastrutture, in particolare l’Interporto di Prato (e di conseguenza anche la rapida conclusione dell’iter per la realizzazione della bretella Stagno Gonfienti).

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Preoccupati i sindacati per l´unificazione delle strutture commerciali con Brescia
"Matec ridimensionata sui mercati" si allarga la cassa integrazione

All´orizzonte uno sciopero comunale a Scandicci e il ricorso all´unità di crisi
ILARIA CIUTI su La Repubblica 25/2/05

BRUTTE notizie alla Matec, secondo le rsu e i sindacati. La cassa integrazione che, dall´inizio di febbraio, aveva già coinvolto 200 lavoratori su 320 aumenterà ancora fino a lasciare in azienda solo 70 persone fino al 5 maggio. In più, verranno unificate le strutture commerciali di Matec e della Sangiacomo, un´altra azienda, a Brescia, del gruppo Lonati. Né ci si ferma qui. Ci sarà una nuova figura di dirigente comune tra le due aziende che dovrà monitorare e coordinare le attività. Pessimisti rsu e sindacati cui ieri sono state comunicate le notizie dall´azienda. «Siamo molto preoccupati - dicono - Si elimina la competizione interna e si ridimensiona notevolmente la presenza di Matec sui mercati in contrasto con quanto stabiliva il piano aziendale concordato nel 2003 da Lonati anche con le istituzioni locali».

L´incontro di ieri sembra alle rsu la famosa goccia d´acqua in una situazione già minata da tempo. Le preoccupazioni alla Matec non erano mai del tutto finite da quando l´azienda, invece di diventare il grande polo mecanotessile fiorentino promesso da Lonati, ha iniziato negli anni a dimagrire. Poi, il piano industriale del 2003 sembrava prevedere un rilancio. Ora, secondo i sindacati, invece del rilancio si rischia un grave ridimensionamento. Matec, spiegano, era leader nelle macchine da calzetteria per donna che non sono più richieste, ma potrebbe sviluppare il settore uomo. Se invece sarà unita alla Sangiacomo che produce macchinari per calzetteria sportiva si troverà in una posizione di dipendenza e debolezza, una specie di sottodivisione dell´azienda bresciana dominante. In previsione, uno sciopero comunale a Scandicci e il ricorso all´unità di crisi di Regione, Provincia e Comune.

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VERTENZA MATEC La proprietà ha incontrato i lavoratori.

Ancora cassa integrazione

 di Fabrizio Morviducci su La Nazione 25/2/05

La Lonati vorrebbe unificare l’azienda a un’altra del gruppo: la Sangiacomo Ma i sindacati dicono no

Matec, la cassa integrazione proseguirà. Ieri si è tenuto l'incontro tra organizzazioni sindacali e proprietà. Una riunione di verifica nel corso della quale, come si evince da una nota di Fim, Fiom, e Rsu «è stata comunicata la conferma di una situazione negativaed estremamente preoccupante, tale da vedere per le prossime quattro settimane, aumentare il numero dei lavoratori, ad oggi più di 200, coinvolti nella cassa integrazione di 13 settimane». 

Inoltre, l'azienda avrebbe comunicato alcune operazioni in via di definizione per rispondere a questa fase di difficoltà del mercato. Una difficoltà reputata strutturale. Le operazioni secondo i sindacati sarebbero «L'unificazione delle strutture commerciali di Matec e Sangiacomo, l'azienda bresciana acquisita alla metà del 2004, e interessata già da una pesante ristrutturazione; l'individuazione di una nuova figura dirigenziale comune alle due aziende, con caratteristiche tecniche e professionali relative al meccanotessile, che dovrà monitorare e coordinare le attività produttive delle due aziende». La valutazione delle organizzazioni sindacali è negativa. «La scelta sull'accentramento degli uffici commerciali - si legge nella nota sindacale - limita di fatto la presenza autonoma di Matec in tutti i settori di mercato. Anche la scelta di una comune figura dirigenziale, per due aziende 'autonome e in competizione' sembra andare nella stessa direzione». 

Nella prima metà di marzo verrà effettuato un coordinamento tra Rsu del gruppo Lonati. Non si escludono iniziative sindacali per garantire il rispetto del progetto industriale, l'autonomia dell'azienda e i livelli occupazionali «già duramente penalizzati negli ultimi due anni». Il prossimo incontro con l'azienda è stato fissato per il 23 marzo...


LA CRISI Domani inizia la settimana dei confronti decisivi per Ciatti, Matec, Zanussi

Industria, l’ora della verità

di Fabrizio Morviducci su La Nazione 20/2/05

Comincia domani la settimana di passione per le industrie in crisi di Scandicci. Si parte con l'incontro più difficile, quello per la vertenza Ciatti, perché ormai mancano quindici giorni alla scadenza naturale della concertazione, e trentaquattro lavoratori rischiano di andare a casa senza neanche tante prospettive. L'altra sera le Rsu e i lavoratori della Ciatti, sono stati accolti dal consiglio comunale di Signa, che ha approvato all'unanimità un documento di solidarietà e sostegno per questi uomini e donne, e per le loro famiglie. Atti e discussioni più o meno simili sono avvenute anche in altri comuni, dovunque i lavoratori dell'azienda sono andati per chiedere aiuto in vista del termine della mobilità e di un possibile ricollocamento. L'incontro di domani tra proprietà e sindacati, dovrebbe essere lo spartiacque verso la conclusione della trattativa. Da vedere se con esito positivo o meno. 

Cambiando fronte, giovedì prossimo si terrà il summit per la Matec. La proprietà incontrerà i sindacati che chiederanno chiarezza sul futuro dei lavoratori. La cassa integrazione (280 lavoratori su 320 per 13 settimane e a zero ore) è entrata nella quarta settimana, ma con la grave flessione del settore meccanotessile, e con il magazzino stracolmo, la paura dei sindacati è che all'orizzonte si possa profilare una ristrutturazione, oppure provvedimenti che tocchino i lavoratori. Ma per queste due vertenze di difficile soluzione, se ne prepara una ancor più problematica. 

Dopo il summit Electrolux di Amsterdam, è ufficialmente partito il controllo di competitività tra gli stabilimenti del gruppo, Scandicci compreso. Una verifica che entro qualche mese dovrebbe portare a un piano industriale per la delocalizzazione nell'est Europa della produzione. Un trasferimento che abbatterà sicuramente i costi della manodopera, ma rischia di mettere in ginocchio una bella fetta del comparto industriale di Scandicci. Vertenze che si portano dietro anche un notevole impatto sulla serenità sociale di molte famiglie. La politica si muove. Per Ciatti e Matec, è aperta l'unità di crisi della Provincia, per Zanussi al momento c'è solo grande attenzione. A livello locale, c'è chi, come Rifondazione, sta organizzando una fiaccolata di solidarietà.

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Il sindaco di Scandicci mette le mani avanti: "Un progetto del genere non passerebbe"
Voci di vendita della Matec "No a speculazioni immobiliari"

Dal 7 febbraio quasi tutti i dipendenti sono in cassa integrazione per 13 settimane

da La Repubblica 18/2/05

Che nessuno si illuda. Il sindaco di Scandicci Simone Gheri anticipa qualsiasi possibilità e lo dice chiaro e tondo: «Alla Matec non si fa nessuna speculazione immobiliare». Non ha ricevuto richieste ma ha saputo delle voci che girano in fabbrica, quelle, racconta Gheri, per cui la Matec avrebbe intenzione di vendere il nuovo stabilimento di Scandicci per fare cassa. Così decide di anticipare ogni tentativo. «L´amministrazione - chiarisce - non può certo impedire un´eventuale vendita. Ma si rifiuterà sempre e in ogni caso di avallare un´operazione puramente immobiliare». 

E´ l´ultima, questa della vendita, delle notizie che si rincorrono sulla Matec aumentando le preoccupazioni dei dipendenti come dell´intero territorio in cui le crisi aperte non sono poche. La Matec, la Ciatti, l´azienda di mobiletti da televisione che trasloca la produzione in Romania e intende lasciare a Scandicci solo un presidio commerciale tanto che ha già messo in mobilità 34 dipendenti, la Zanussi messa sotto esame da Electrolux che trasferirà in paesi a basso costo del lavoro una metà degli stabilimenti europei, quali ancora non si sa.

Per tornare alla Matec, le voci di vendita alimentano i timori. L´azienda di macchinari per calzetteria, di proprietà del gruppo bresciano Lonati, sembrava ancora pochi anni fa essere destinata a diventare il fulcro di un grande polo meccanotessile fiorentino. Poi, piano piano, il polo è sparito dall´orizzonte dei progetti industriali e le crisi hanno cominciato a inseguire le crisi, la cassa integrazione a generare altra cassa. Fino a che dal 7 febbraio scorso praticamente tutti i lavoratori, 280 su 320, sono stati messi a cassa integrazione a zero ore per 13 settimane. La motivazione è di quelle che non rassicurano: il mercato del meccanotessile è assolutamente fermo, le macchine per calzetteria non si vendono più, ha comunicato l´azienda. Al termine delle 13 settimane non si sa cosa ci potrà essere.

Intanto l´incontro decisivo tra azienda, istituzioni, Confindustria e sindacati per la Ciatti è stato fissato per lunedì. In quello di mercoledì scorso è perlomeno stato deciso di annullare il provvedimento disciplinare ai danni dei lavoratori che l´azienda aveva minacciato. Adesso si deve discutere il destino dei 34 dipendenti che vedranno scadere il 9 marzo il periodo in cui è possibile concordare la mobilità e che, se non arrivano novità, a quel punto si troveranno sulla via che porta al licenziamento.
(i.c.)

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IL PUNTO La cassa integrazione arrivata alla terza settimana

Matec: aperta l’unità di crisi 
Le iniziative con le istituzioni

di Fabrizio Morviducci su La Nazione 18/2/05

Matec, aperta l’unità di crisi tra sindacati e istituzioni. Ma intanto i lavoratori sono preoccupati da una stagnazione del mercato che rende la situazione sempre più difficile. La cassa integrazione è arrivata alla terza settimana, giovedì prossimo, i sindacati incontreranno nuovamente la proprietà e chiederanno informazioni per sapere quali siano le strategie aziendali. «Abbiamo voci allarmanti – ha detto Cesare De Sanctis della Fiom – circa un disimpegno della società da Firenze, anche l’ipotizzata vendita del capannone ex magazzino sembra andare in questa direzione. Dovremo verificare tutte le notizie all’incontro del 24, certo è che difenderemo lo stabilimento di Scandicci con tutti i mezzi possibili». 

Più pragmatico invece Fabio Franchi della Fim Cisl: «Se il capannone si vende ma serve a garantire la stabilità della Matec non saebbe male. L’apertura dell’unità di crisi darà il via a una serie di iniziative che coinvolgeranno il comune e le istituzioni». Intanto la produzione è ferma; i lavoratori stanno smaltendo la coda di produzione e ultimando i prototipi. Ma il polso della situazione arriva dal direttore delle relazioni industriali della Lonati group, Gianbattista Garza. «Per adesso si utilizzano gli ammortizzatori sociali, poi si vedrà. Certo se il mercato non c’è, le aziende non possono andare in perdita. La situazione è già stata illustrata alle organizzazioni sindacali. C’è crisi generale del settore, il meccanotessile ne risente in maniera grave». E sulla ipotizzata vendita del capannone: «Credo sia una tempesta in un bicchier d’acqua – ha detto Garza – la parte vincolata non è oggetto di discussione. Certo, se si presentassero opportunità sull’altra ala della struttura potremmo anche valutarle. Ma non c’è nesso tra le legittime preoccupazioni per i posti di lavoro, e un’eventuale operazione in diritto su una proprietà del gruppo».

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IN BREVE
Lo stabilimento si svuota, forse va a Brescia
Matec, lunedì nero cassa integrazione per 280

da La Repubblica 4/2/05

DA lunedì prossimo la Matec si svuota. Iniziano le 13 settimane di cassa integrazione per quasi tutti i dipendenti (280 su 320). Nelle prime 4 settimane una metà lavorerà e un´altra starà a casa, a turno. Alla fine di febbraio rsu e sindacati incontreranno di nuovo l´azienda. Ma in ballo c´è di più che l´accordo su come gestire la cassa integrazione. La crisi nella vendita di macchinari per calzetteria è strutturale e non congiunturale, ha detto l´azienda all´amministrazione di Scandicci. E il timore è che il gruppo Lonati, proprietario dell´azienda, stia pensando di trasferire tutto a Brescia e chiudere piano piano lo stabilimento fiorentino.

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IL CASO Ieri l’incontro tra i vertici dell’azienda e il Comune

Matec, è crisi vera Operai in apprensione

di Fabrizio Morviducci su La Nazione 3/2/05

Il mercato del meccanotessile è praticamente fermo. E' stata un'affermazione che ha lasciato davvero poco spazio alle repliche, quella del vertice aziendale di Matec, che ieri mattina ha incontrato l'amministrazione comunale. Il sindaco e l'assessore allo sviluppo economico chiedevano lumi sulla situazione in azienda, ma soprattutto sul futuro degli operai, anche alla luce della maxi cassa integrazione (13 settimane per 280 operai su 320) che partirà dal sette febbraio. Ma la crisi del meccanotessile, che paga lo stop alle produzioni e il rapporto di forza tra euro e dollaro sta investendo tutto il gruppo Bresciano, proprietario di Matec. 

L'azienda si è impegnata ad anticipare l'anticipo sugli stipendi, ma i lavoratori guardano comunque il provvedimento con grande preoccupazione. Lunedì scorso i lavoratori hanno scioperato per un'ora, ma non è ancora il momento delle proteste, dei presidi e delle altre iniziative di lotta, ora l'interesse è cercare di capire quali siano le dimensioni di questa crisi, se si tratti o meno dell'inizio di un processo involutivo che possa determinare difficoltà nella prosecuzione del lavoro nell'azienda di Scandicci, o se all'orizzonte si profili una ristrutturazione. 

«Due giorni fa - dicono Fabio Franchi di Fim Cisl e Cesare De Sanctis di Fiom Cgil - si è tenuto l'incontro ufficiale con l'azienda. Ci è stato comunicato che la crisi del mercato sarebbe strutturale. Un fatto questo che potrebbe aprire una nuova fase. Ma ci sono anche altre preoccupazioni: la prima è che l'azienda avrebbe dichiarato di avere problemi di liquidità: come dire che da Brescia non arriveranno più aiuti; oltretutto il magazzino è pieno di macchine. Tutte circostanze che non aiutano affatto a schiarire gli orizzonti sul futuro dell'azienda. Chiediamo di capire quali siano le novità; ci attiveremo con le istituzioni per capire bene come rispondere a questa preoccupazione. Il 23 febbraio ci sarà un nuovo incontro. Certo è che i lavoratori di Scandicci hanno già pagato un pesante tributo alla ristrutturazione del gruppo. Negli ultimi due anni sono già stati persi oltre 200 posti di lavoro; un dato che deve fare riflettere». 

Intanto una domanda di attualità sulla messa in cassa integrazione di 280 lavoratori della Matec di Scandicci è stata presentata anche dai consiglieri di Rc in Provincia. I consiglieri, venuti a conoscenza che 280 lavoratori della Matec di Scandicci chiedono al Presidente della Giunta e all'Assessore competente di attivarsi con iniziative, coordinandosi col Comune di Scandicci, per la salvaguardia di una importante struttura produttiva e di un numero rilevante per l'economia scandiccese di posti di lavoro.

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OCCUPAZIONE Quasi tutto il personale sarà messo in cassa integrazione per tredici settimane. «Il mercato ristagna»

Matec, tira vento di crisi

di Fabrizio Morviducci su La Nazione 28/1/05

Matec, tornano le nubi della crisi (nella foto d’archivio, una protesta dei lavoratori). E' di ieri la comunicazione alle Rsu di 13 settimane di cassa integrazione per 280 dipendenti. Praticamente quasi tutto lo stabilimento, che conta 320 dipendenti. Il provvedimento, che partirà dal prossimo sette febbraio, è stato motivato per la grave stagnazione del mercato, che impone uno stop alla produzione di macchine circolari per calzetteria. Una situazione davvero difficile, per un'azienda che negli ultimi tempi ha fatto spesso ricorso a provvedimenti del genere. La cassa integrazione alla Matec arriva in un momento nerissimo per l'industria scandiccese, con un'altra vertenza aperta e di difficile soluzione, al mobilificio Ciatti di via del Botteghino. Immediatamente si è attivata la macchina dell'amministrazione.

L'assessore allo sviluppo economico, Marcello Dugini, ha convocato per questa mattina i rappresentanti della Rsu, e nel contempo ha in mente di incontrare anche i vertici del gruppo Lonati per capire le dimensioni del fenomeno e se dietro alla cassa integrazione non ci siano progetti per il ridimensionamento dell'azienda di Scandicci. «Il provvedimento - ha detto Marcello Dugini - è della durata massima permessa dalla legge per la cassa integrazione ordinaria. Un atto che per noi è fonte di grande preoccupazione.

Occorre capire se, a fronte di questa situazione, ci sia pericolo per i lavoratori o l'ipotesi di tagli occupazionali.
All'azienda chiediamo un incontro, per arrivare in fondo alla situazione». L'incontro con la proprietà è stato fissato per mercoledì prossimo alle 9,30.

L'amministrazione ha intenzione di andare coi piedi di piombo sulla questione. Anni fa la Matec aveva presentato il progetto per la creazione a Scandicci di un polo meccanotessile. Un progetto che prevedeva la realizzazione di nuove strutture, per creare la cosiddetta «Grande Matec».

Ma quell'idea è purtroppo rimasta solo sulla carta. Nei capannoni realizzati allora, attualmente è insediata una carrozzeria, e i dipendenti dell'azienda meccanotessile hanno passato da allora molte settimane in cassa integrazione. Dopo la comunicazione ai sindacati, l'amministrazione cerca di correre ai ripari. Una situazione davvero difficile, quella dell'industria scandiccese. L'unica a reggere bene, anzi a crescere, è la pelletteria. Per tutte le altre produzioni, in particolare quelle a bassa specializzazione e soggette alle leggi del mercato sul costo della manodopera, si annunciano tempi duri.

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