cgil Firenze stampa la pagina
 

Home Page


«E io non mangio più finché il governo non si rimangia i tagli»

da l'Unità 17/10/05 

Sono scesi in piazza a Firenze, hanno fatto sentire la loro voce a Roma, parteciperanno al coordinamento nazionale sindacale. Ma non basta. I lavoratori dello spettacolo in Toscana non abbassano la guardia e continuano la loro lotta ai tagli operati dalla finanziaria al Fus. Primo tra tutti Claudio Fantoni, baritono del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, che da oggi ha intrapreso uno sciopero della fame ad oltranza. Lo ha comunicato in una lettera aperta mandata via mail ieri al ministro Rocco Buttiglione, in cui il trentasettenne corista fiorentino dichiara il suo intento di proseguire nello sciopero (assumerà solo tre cappuccini al giorno con qualche cucchiaino di zucchero, sotto il controllo medico del professor Marco Ricca) finché non «sarà evidente e chiaro che in sede d’approvazione della legge finanziaria le risorse destinate al Fus non subiranno i tagli ad oggi previsti». 

La paura di Fantoni come degli altri 200mila lavoratori del settore è quella che il maxiemendamento che a giorni sarà proposto faccia scattare la fiducia in Parlamento e dunque operi un colpo di spugna sulla possibilità di ottenere un dietrofront da parte di Tremonti. «Ministro, sappiamo che il settore spettacolo può essere migliorato - continua la lettera - ma nessun medico si sognerebbe di intervenire su un paziente sottraendogli l’ossigeno, tentando di asfissiarlo». Ma perché uno sciopero della fame? «Perché se i tagli al Fus non vengono rivisti da Tremonti - ci racconta Fantoni, che è anche sindacalista della Uil e responsabile cultura dell’Unione metropolitana Ds - il settore dello spettacolo sarà lasciato senza più nutrimento e portato ad una lenta ma inesorabile morte». Un gesto teatrale? «L’azione di protesta che ho deciso di mettere in atto - recita ancora la lettera rivolta a Buttiglione - è in qualche modo estrema e l’ho intrapresa solo perché ritengo che in simili casi sia un dovere civile offrire il proprio contributo personale ad una giusta causa».

Intanto ieri in consiglio comunale è stata approvata la risoluzione della commissione cultura di Palazzo Vecchio che invita il sindaco Leonardo Domenici «a proseguire con tutti gli strumenti istituzionali a disposizione, anche in qualità di presidente Anci, nell’azione di contrasto alle decisioni di riduzione del Fus e ad attivarsi presso gli organi del Parlamento nell’ambito dell’iter di approvazione della finanziaria affinché le misure in oggetto siamo cancellate o, quantomeno, fortemente limitate».

inizio pagina


LA FINANZIARIA
La protesta di un corista del Maggio
Sciopero della fame contro i tagli al Fus

"Preoccupato per il posto di lavoro di 200mila addetti del settore"
FULVIO PALOSCIA su La Repubblica 17/10/05

Uno sciopero della fame contro i tagli della finanziaria al Fondo unico per lo spettacolo: lo inizierà oggi alle 18 Claudio Fantoni artista del coro del Maggio Musicale (è anche responsabile cultura dell´unione metropolitana Ds). Le motivazioni in una lettera al ministro Buttiglione: «Sono preoccupato - scrive Fantoni - per il mio posto di lavoro e per quello degli altri 200 mila addetti che operano nel settore e sono angustiato dal fatto che mi è stato sottratto volutamente il diritto di svolgere la mia professione con serenità. Il teatro in cui lavoro, uno dei più prestigiosi al mondo, è in una crisi economica indotta da precise scelte ed azioni di governo e non fatalmente in ragione di una situazione di mercato sfavorevole». Fantoni invita il ministro «ad agire con ogni strumento possibile perché il governo cessi con le riduzioni alle risorse destinate alla cultura», convinto che Berlusconi e Tremonti abbiano intrapreso «l´oggettiva linea della dismissione di un intero settore». I consiglieri comunali Ds Morrocchi e Nardella appoggiano lo sciopero, che sarà fatto con lo stile dei radicali (3 cappuccini al giorno).

inizio pagina


LA CULTURA E LA FINANZIARIA
Per la prima volta ieri lavoratori di teatri e musica in piazza ma oggi la serrata delle prime visioni sarà solo di pomeriggio
Lo spettacolo grida il suo no
Tutti in piazza contro i tagli ma i cinema stasera sono aperti

Folto e chiassoso corteo per le vie del centro contro il governo che minaccia gli enti della cultura
FULVIO PALOSCIA su La Repubblica14/10/05

L´uscita del nuovo film di Benigni compromette la serrata delle sale cinematografiche contro i tagli al Fondo unico dello spettacolo, indetta proprio nel primo giorno di programmazione de La tigre e la neve per dare un segnale di protesta forte e deciso, mentre il teatro toscano grida compatto il suo no. Se oggi la gran parte dei cinema fiorentini cancellerà solo gli inoffensivi spettacoli pomeridiani proprio per godere appieno del probabile assalto al botteghino legato a Robertaccio, in oltre trecento operatori del teatro e della musica hanno partecipato, ieri, al corteo da piazza della Repubblica a piazza della Signoria. Mentre oggi tutti i teatri fiorentini e toscani tireranno giù il bandone in segno di protesta, tranne il Comunale, che sì ha cancellato lo spettacolo al Goldoni e le prove di Tancredi ma che sarà comunque aperto nonostante l´adesione allo sciopero pressoché totale dei dipendenti (presenti in gran quantità ieri al corteo; tre i pullmann in partenza, oggi, da Corso Italia per la manifestazione a Roma, 150 circa i lavoratori del teatro d´opera fiorentino che parteciperanno alla manifestazione nazionale). Inevitabile, quando al vertice di un teatro c´è un commissario nominato dallo stesso governo che minaccia tagli inammissibili; ieri intanto, al corteo, ha fatto capolino anche il braccio destro di Nastasi, Amoruso: «sono qui non per adesione, ma per vedere».

Nei 100 buchi del lenzuolone-installazione dell´africano Lygia Pape, hanno messo la testa tutti: in prima fila rappresentanti di Palazzo Vecchio come l´assessore Simone Siliani e Dario Nardella, presidente della commissione cultura; ieri ha approvato una risoluzione che invita il sindaco Domenici, in qualità anche di presidente dell´Anci, «a proseguire con tutti gli strumenti istituzionali a disposizione nell´azione di contrasto alle decisioni di riduzione del Fus». E ancora spuntano i volti di musicisti come Aldo Bennici (direttore artistico dell´Ort) e Orla della Bandabardò, di danzatori come Teresa Zurzolo e Raffaella Giordano; c´è Giancarlo Cauteruccio dei Krypton, Angelo Savelli di Pupi e Fresedde, Enrico Spinelli dei Pupi di Stac, Gianfranco Pedullà del Teatro Popolare d´Arte. Al grido dello slogan «la cultura ci rimetterà la testa» sfilano politici come Alessia Petraglia e Francesca Chiavacci, le attrici Katia Beni e Anna Meacci, l´assessore alla cultura della Regione Zoppi che nella manifestazione fiorentina intravede «una disperazione giocosa», quello della Provincia Maria Cassi che sottolinea le necessità di una «lotta condivisa, di un fronte compatto», e ancora il Teatro Puccini, l´Estate Fiesolana, Pontedera Teatro, Scandicci Cultura (che stasera, al Teatro Studio, dalle 20.30, propone un microfono aperto alle testimonianze di artisti, operatori, lavoratori dello spettacolo, amministratori), il Teatro Regionale Toscano, Firenze dei teatri, Laboratorio Nove, Arca Azzurra Teatro, Quarter, Maggiodanza, Musicus Concentus, Toscana Musiche, Pontedera Teatro, Fabbrica Europa, persino il vicedirettore della Pergola Ventrella e Vinicio Gioli, autore di testi in vernacolo.

Fa discutere lo sfaldamento del fronte cinematografico. Solo Adriano, Flora, Fiamma, Alfieri e Alterciak oggi osserveranno la chiusura totale; le altre sale apriranno la sera, dalle 20. La ragione si chiama Warner Village di Campi, che non aderisce allo sciopero e che ospita il nuovo Benigni su ben quattro schermi (mentre il Vis Pathè apre alle 18): «E´ inutile dare addosso ai multiplex e poi prestarci al loro gioco in un giorno cruciale» dicono Gloria Germani del gruppo Cinehall e Matteo Nenciolini di Giglio Cinematografica, i due circuiti che hanno scelto di aprire a scoppio ritardato; Stefano Stefani dell´Atelier, i cui cinema saranno chiusi per tutto il giorno, parla di «decisione gravissima, senza precedenti». Tra i multiplex toscani, l´unico a scegliere la linea dura è il Medusa di Livorno: adesione totale alla serrata. Nonostante l´appartenenza all´impero mediatico berlusconiano.

inizio pagina


I TAGLI AL FUS
Oltre trecento voci: «La cultura non si tocca»

da l'Unità 14/10/05

Con la testa stretta dentro un foro poco più largo del proprio collo non ci si sente troppo a proprio agio. Questa la sensazione che alla luce dei tagli al Fus provano i lavoratori dello spettacolo e questa l’immagine simbolica offerta ieri dal corteo di oltre trecento persone che ha sfilato da piazza della Repubblica a piazza della Signoria (servendosi dell’installazione messa a disposizione da Sergio Risaliti). Non mancava davvero nessuno. un ritrovo davvero corale che ha dato prova della compattezza e dell’agguerrito atteggiamento degli operatori di Firenze e dintorni. Presenti gli assessori alla cultura di Regione, Comune e Provincia Mariella Zoppi, Simone Siliani e Maria Cassi e molti rappresentanti del centrosinistra (tra gli altri Dario Nardella, Francesca Chiavacci, Alessia Petraglia e Claudio Fantoni dei Ds). ma soprattutto presenti tutti i teatri e le istituzioni culturali: Giorgio Mancini direttore di MaggioDanza, Rosa Maria Di Giorgi presidente dell’Orchestra della Toscana e Aldo Bennici suo direttore, Riccardo Ventrella vicedirettore della Pergola, Giancarlo Mordini del Teatro di Rifredi con Angelo Savelli, Stefano De Martin del Teatro Studio di Scandicci con Giancarlo Cauteruccio dei Krypton e Aldo Frangioni presidente di Scandicci Cultura, Lorenzo Luzzetti del Puccini, Enrica Maria Paoletti dei Cantieri Florida. E ancora la Fondazione Toscana Spettacolo, Luca Dini della Fondazione Fabbrica Europa, Isabella Valoriani del Festival di Montalcino, il Teatro di Pontedera, il Balletto di Toscana, l’Arca Azzurra Teatro, la Limonaia di Sesto, l’Estate Fiorentina e Fiesolana, Eventi Music Pool, il Musicus Concentus. Tanti anche gli artisti, da Anna Meacci a Katia Beni, dai Kinkaleri ai Pupi di Stac, Marinella Salerno, Teresa Zurzolo, la Bandabardò.
La lista di nomi, incompleta, parla da sola. Intanto la commissione cultura di Palazzo Vecchio, presieduta da Dario Nardella, ha votato una risoluzione in cui chiede al sindaco Leonardo Domenici di «proseguire anche come presidente Anci nell’azione di contrasto alle decisioni di riduzione del Fus». Oggi teatri chiusi e spettacoli rimandati. Si replica a Roma, saranno molti di più. v.gr.

inizio pagina


Tagli al Fus: la Cgil parte per Roma Oggi protesta a Firenze

di Valentina Grazzini sull'Unità 13/10/05

LA TOSCANA non ci sta. A veder morire il 40 % delle compagnie di spettacolo, a lasciare che la cultura sia relegata nel cantuccio delle attività superflue.
Arrivano a pioggia le adesioni alla manifestazione che si terrà alle 18 di oggi in piazza della Repubblica, quando nell’enorme lenzuolo-installazione Divisor dell’artista Lygia Pape 100 operatori del settore culturale metteranno la propria testa negli altrettanti fori dell’opera. Perché è innegabile che con la finanziaria di Tremonti, “La cultura ci rimette la testa”. Dario Nardella e Claudio Fantoni dei Ds parteciperanno personalmente. A Pisa si terrà una manifestazione parallela alle 17 alle Logge dei Banchi. Per i circa 20mila impiegati nel settore in Toscana, il taglio al Fus così come annunciato significherebbe la perdita del posto di lavoro. Ecco dunque la decisione, cara ma inevitabile, della serrata di cinema e teatri per la giornata di domani, in concomitanza della manifestazione romana. 

«È stata importante la tempestività della reazione - commenta Paolo Aglietti della Cgil - in meno di 10 giorni la risposta che l’Italia sta dando è davvero forte». Dalla sua, la Cgil toscana ha riempito in men che non si dica ben tre pulmann per la trasferta romana, e ieri ha fatto il punto della situazione in un incontro al quale ha partecipato anche il Sai (sindacato attori italiano). «Quando parliamo di 20mila iscritti all’Empals - spiega Ornella Grassi in rappresentanza del sindacato - non consideriamo l’enorme sommerso del settore. Se la finanziaria non dovesse essere rivista molti artisti cesserebbero di fare il proprio lavoro senza che nessuno se ne accorga, nell’indifferenza generale». 

La mobilitazione toscana del dopo finanziaria ha già avuto un primo appuntamento nell’incontro lunedì al quale hanno partecipato la senatrice Vittoria Franco e gli assessori alla cultura della Regione Toscana e del Comune di Firenze Mariella Zoppi e Simone Siliani. «In un momento come questo prevale la spontaneità nelle risposte - conclude Aglietti. Ma in ogni caso il 18 ci sarà un coordinamento nazionale della Cgil per decidere le prossime iniziative».

inizio pagina


E oggi manifestazione in piazza della Repubblica: "18 mila lavoratori in regione, solo 2000 in grandi istituzioni"
Lo sciopero divide i cinema
Warner e Vis Pathè domani aperti, Atelier chiusi, incerti gli altri

Tutti i teatri tacciono domani sera, repliche spostate o annullate Anche Pisa in piazza
FULVIO PALOSCIA su la Repubblica 13/10/05

I TEATRI chiuderanno tutti. Ma tra le sale cinematografiche l´adesione, domani, allo sciopero dei lavoratori dello spettacolo e alla serrata contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, è incerta. «Facciamo appello al buonsenso perché si capisca che mai come stavolta la coesione è necessaria» dice Paolo Aglietti della Slc Cgil a cui è affiliato anche il sindacato attori italiano; l´associazione Firenze Cinema, che riunisce tutte le principali strutture fiorentine, risponde dando la propria adesione ma i circuiti cittadini temporeggiano. Solo l´Atelier chiuderà con certezza, domani, Alfieri, Flora, Fiorella, Alterciak; i gestori degli altri cinema hanno rinviato ad oggi la decisione. Spaventa la serrata nel giorno in cui esce «La tigre e la neve», il nuovo Benigni, e la concorrenza dei multiplex, dove il film sarà senza dubbio visibile: il Vis Pathè cancellerà tutti gli spettacoli fino alle 18, mentre il Warner Village terrà regolare programmazione. 

Tre i pullman della Cgil fiorentina che domani partiranno da Firenze alla volta di Roma (info e adesioni 0552700517), dove si concentreranno tutti gli operatori italiani di spettacolo; «vorrei ricordare - dice Aglietti - che secondo dati Enpals, in Toscana sono 18 mila i lavoratori dello spettacolo. Di questi, solo 2000 gli assunti con contratto a tempo determinato in grandi istituzioni. Il resto, lavora in quelle piccole e medie realtà che rischiano di scomparire. Questi tagli non faranno altro che incrementare il lavoro nero». 

Lo scopo dello sciopero di domani è «anticipare la desertificazione che arriverà con i tagli»: il Comunale cancella l´ultima recita del balletto In una parte di cielo al Goldoni, alla Pergola niente Io, l´erede di Eduardo (gli abbonati potranno sostituire lo spettacolo di domani con un´altra serata, compatibilmente alla disponibilità, oppure essere rimborsati); il Teatro Studio di Scandicci annulla la seconda replica di Madre assassina del Teatrino Clandestino; chiusi anche la Goldonetta (che recupera domenica lo spettacolo di Raffaella Giordano), il Verdi di Pisa (rimandato al 26 novembre il concerto Vanoni-Paoli), Pontedera annulla «Vico angelo custode» del Teatro minimo di Andria. Il Musicus Concentus e Toscana Musiche fanno slittare al 19 il concerto di Zu & Nobokazu Takemura; la Flog aderisce alla protesta ma conferma il concerto di Zakir Hussain per impossibilità di recupero nei giorni a venire. Due le «premanifestazioni» in Toscana oggi: alle 18 a Firenze in piazza della Repubblica, e a Pisa, alle 17, alle Logge di Banchi.

inizio pagina


CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

 

Conferenza Stampa

"Con la Finanziaria 60000 di posti di lavoro a rischio nel mondo dello spettacolo;

le possibili ricadute nel nostro territorio"

 

Mercoledì 12 ottobre

Il Sindacato Attori Italiano e il SLC CGIL

convocano per le ore 11

una conferenza stampa

Presso la Camera del lavoro metropolitana di Firenze

In Borgo dei Greci 3.

L’iniziativa è stata indetta per informare che l’attacco al fondo unico per lo spettacolo contenuto nella Finanziaria 2006 può provocare il taglio di Oltre 60.000 posti di lavoro tra i lavoratori del comparto .

I sindacati dei lavoratori del comparto hanno quindi indetto uno sciopero generale unitario del settore per Venerdì 14 ottobre a cui hanno dato la loro adesione persino l’AGIS e l’ANICA ( l’associazione dei produttori cinematografici) affinché il Governo cancelli quelle norme della finanziaria.

Nel corso della Conferenza stampa attori e sindacalisti del comparto spiegheranno infine le possibili ricadute sulle produzioni artistiche nel nostro territorio e sui posti di lavoro .

 

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

inizio pagina