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WELFARE

Cgil, Cisl e Uil:«Un fondo speciale per gli anziani non autosufficienti»

da l'Unità 6/9/05

In una regione come la Toscana considerata «la più vecchia d’Europa», quello della non autosufficienza «sarà “il” problema dei prossimi anni». Lo sostengono unitariamente Cgil, Cisl e Uil che per questo motivo chiedono alla Regione «di predisporre strumenti in grado di far fronte a una situazione che già oggi è pesante per moltissime famiglie, ma che può diventare socialmente esplosiva nei prossimi anni». Tradotta, la proposta è quella di avviare subito «un tavolo di confronto per la creazione di un Fondo regionale per la non autosufficienza»: un’iniziativa coerente con la mobilitazione dei sindacati confederali nazionali che stanno raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare per ottenere un fondo nazionale per la non autosufficienza, così come istituito in altri paesi della Ue. Oggi riesce ad avere risposta soltanto un terzo dei 160 mila casi di non autosufficienza di varia gravità in Toscana, e il dato più preoccupante arriva dall’indice di vecchiaia (percentuale di anziani sui giovani) che in vent’anni è raddoppiato passando dal 100% al 193%.

Il presidente della Regione Martini, dal canto suo, si è detto «pronto, fin da subito», a discutere e a valutare ogni proposta sul tema dell’autosufficienza. Martini ha ricordato che la Regione aveva già iniziato ad elaborare progetti che si basavano sulla cosiddetta tassa di scopo, ma questa possibilità è venuta meno con l’ultima finanziaria. «Oggi la Regione ha in carico tra i 25/30mila anziani non autosufficienti: il nostro obiettivo è triplicare» il numero di anziani assistiti.

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SPI CGIL             

FNP CISL        TOSCANA       

UIL UILP

  

LE RICHIESTE DEI PENSIONATI

 SUL TAVOLO DELLA NUOVA GIUNTA

LA PRIMA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

 I PENSIONATI DI CGIL CISL E UIL HANNO MESSO NERO SU BIANCO LE LORO RICHIESTE DOMANI SARANNO SOTTOPOSTE AL VAGLIO

DEL QUADRO DIRIGENTE DIFFUSO DELLE TRE ORGANIZZAZIONE

PER LA DEFINITIVA APPROVAZIONE

In contemporanea con l’insediamento del Consiglio Regionale e con la presentazione della squadra di Claudio Martini domani a Firenze i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil della Toscana varano la loro piattaforma rivendicativa. Un fondo regionale per la non autosufficienza, un osservatorio per il monitoraggio dei servizi territoriali, la risoluzione del problema non nuovo delle liste d’attesa e soprattutto il contenimento di tasse e tariffe  fra le richieste dei pensionati.

La piattaforma sarà varata nel corso di un

 

ASSEMBLEA REGIONALE

DOMANI GIOVEDI’ 5 MAGGIO ORE 09.30

AUDITORIUM BANCA TOSCANA

VIA PANCIATICHI 87,  - FIRENZE –

Grazie per lo spazio e il tempo che vorrete e potrete dedicare a questo nostro appuntamento.

Firenze 04.05.2005.-

                                                                                                    L’UFFICIO STAMPA

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SPI CGIL             

FNP CISL        TOSCANA       

UIL UILP

 

LE RICHIESTE DEI PENSIONATI

 SUL TAVOLO DELLA NUOVA GIUNTA LA PRIMA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

 I PENSIONATI DI CGIL CISL E UIL HANNO MESSO

NERO SU BIANCO LE LORO RICHIESTE

Firenze 05.05.2005.-In contemporanea con l’insediamento del Consiglio Regionale e a poche ore dalla presentazione della squadra di Claudio Martini stamattina, nel corso di un assemblea unitaria che si è svolta  a Firenze i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil della Toscana hanno varato definitivamente  la loro piattaforma rivendicativa. Un fondo regionale per la non autosufficienza, un osservatorio per il monitoraggio dei servizi territoriali, la risoluzione del problema non nuovo delle liste d’attesa e soprattutto il contenimento di tasse e tariffe  fra le richieste dei pensionati. Di seguito la piattaforma votata stamattina da circa 400 dirigenti sindacali provenienti da tutta la regione:

1.          Introduzione.

La passata legislatura regionale si è conclusa con una importante stagione di definizione normativa in tema sociale e sanitario che ha visto protagonisti, fra gli altri, il sindacato dei pensionati delle Confederazioni C.G.I.L.-C.I.S.L-U.I.L della Toscana.

Volendo proseguire un’esperienza di concertazione e renderla sempre più concreta, S.P.I.-F.N.P.-U.I.L.P. regionali intendono puntualizzare alcune priorità, partendo dagli effettivi bisogni della popolazione anziana.

Tutto questo anche in relazione al «Nuovo patto per uno sviluppo qualificato» concordato fra Regione Toscana e Confederazioni C.G.I.L.-C.I.S.L.-U.I.L., che individua nello stato sociale una delle componenti dello sviluppo toscano ed al suo interno indica nel Fondo per la non autosufficienza uno strumento per una migliore risposta ai bisogni dei cittadini non autosufficienti e delle loro famiglie.

A questo proposito S.P.I.-F.N.P.-U.I.L.P. ritengono che per far fronte ai crescenti bisogni della popolazione anziana siano necessari maggiori e crescenti risorse.

 

2.          Fondo regionale per la non autosufficienza.

L’allungamento della speranza di vita, il mutato contesto demografico, rendono non più rimandabile l’incremento di risposte assistenziali differenziate secondo i bisogni individuali che siano in grado anche di prevenire, ritardare e  attenuare l’insorgere dell’inabilità e rispondere ai bisogni assistenziali e di cura.

S.P.I.-F.N.P.-U.I.L.P. della Toscana condividono e si impegnano a sostenere la piattaforma nazionale, con particolare riferimento alla rivendicazione di un Fondo Nazionale a favore delle persone non autosufficienti la cui realizzazione non trova, ad oggi, risposte legislative adeguate.

Fermo restando questo impegno, S.P.I.-F.N.P.-U.I.L.P. della Toscana chiedono, anche in attuazione del «Nuovo patto per uno sviluppo qualificato» Area Progettuale n. 11, la costituzione di un FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA, che sia:

-                   Universalistico,

-                   Pubblico,

-                   Obbligatorio,

-                   Finalizzato,

-                   Non a capitalizzazione,

-                   Alimentato dalla fiscalità generale, da  risorse pubbliche, nonché da Fondazioni, Enti e privati.

Resta inteso che con l’avvento di un eventuale Fondo per la non autosufficienza nazionale si renderà necessario una armonizzazione dei due strumenti.

 

3.      Zone-Distretto.

Allo scopo di una reale funzione di governo del sistema dei servizi e dei percorsi assistenziali a livello di territorio, si ritiene necessario la definizione di un atto di indirizzo della Regione Toscana per le 34 Zone-Distretto che dia piena, rapida ed integrale attuazione alla normativa regionale circa la definizione dei ruoli, delle funzioni nonché l’organizzazione e la localizzazione delle strutture con la individuazione delle rispettive responsabilità.

Impulso alla programmazione di Zona-Distretto, attraverso l’attuazione generalizzata dei Piani Integrati di Salute (P.I.S.), e la definizione degli strumenti per la verifica dei risultati raggiunti.

 

4.          Delibera regionale 26 aprile 2004 n. 402.

Dare tempestiva attuazione a questa delibera per la riqualificazione dei processi assistenziali a favore delle persone anziane non autosufficienti.

 

5.          Liste d’attesa.

Rendere effettivi i tempi di attesa alle prestazioni stabilendo tempi e modi per raggiungere gli obiettivi definiti dal P.S.R. 2005-07.

 

6.          Osservatorio per il monitoraggio dei servizi territoriali.

Si richiede l’attuazione integrale della normativa regionale in tema di Osservatori sui servizi sociali provinciali e regionale in quanto si ritiene l’esperienza attuale del tutto inadeguata.

 

7.          Buoni servizio.

Definizione dell’atto di indirizzo per l’erogazione dei buoni servizio in conformità a quanto previsto dal Piano Individuale di Assistenza, come indicato dalla delibera regionale n. 402/04.

 

8.          Livelli essenziali di assistenza.

Vista la mancata attuazione dell’art. 117 della Costituzione che assegna allo Stato la definizione dei livelli essenziali di assistenza, definiti dalla L. 328/00, si richiede di dare piena attuazione alla legge regionale  n. 41/05, definendo a livello regionale i livelli essenziali e omogenei degli interventi  e delle prestazioni sociali anche aggiuntive. Qualora questi fossero definiti a livello nazionale si renderà necessaria una loro armonizzazione.

Con i livelli essenziali di assistenza sociale devono essere resi esigibili in particolare:

-            La valutazione multidimensionale e progetto personalizzato e condiviso,

-            Il segretariato sociale,

-            Il pronto soccorso sociale,

-            La valutazione del caso individuale (percorso assistenziale con individuazione del responsabile del caso),

-            La definizione del progetto individuale,

-            Punto unico di accesso sociale e sanitario,

-            La obbligatorietà della presa in carico di urgenza,

-            La certezza e la semplicità di informazione per tutti i cittadini.

 

9.          Accreditamento.

Si chiede la definizione di tempi certi per l’emanazione  della legge sull’accreditamento sociale che riguardi l’insieme delle strutture e dei soggetti privati e pubblici che operano nel campo socio-sanitario e nel sociale per i servizi alle persone che serva a  definirne le caratteristiche con  parametri uguali di qualità, regole e relazioni  su cui fondare i rapporti fra pubblico e privato.

 

10.        I.S.E.E.

Si chiede che la Regione Toscana emani un Atto di indirizzo sull’I.S.E.E. che definisca la soglia uniforme di esenzione ed eventuali criteri di compartecipazione alla spesa dei cittadini in rapporto a fasce di reddito e forme di incentivazione per i Comuni che la applicano.

 

11.        Delibera regionale estate anziani.

Verifica dei risultati dell’applicazione della delibera «Estate Sicura Anziani», anche in relazione alla programmazione del Progetto anziani contenuto nel P.S.R. 2005-07, che contribuisce a definire un sistema a regime di servizi per la popolazione anziana.

 

12.        A.N.C.I.

Apertura di un tavolo di confronto con l’A.N.C.I. Regionale per individuare strumenti per la difesa del reddito della popolazione anziana attraverso una politica di contenimento di tasse  e tariffe locali.

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