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IL COMUNALE


Altri articoli 2005 1

 


Cgil all´attacco "Via i dirigenti responsabili del deficit"
"Da molti anni il teatro ha speso più delle risorse disponibili"
MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 29/12/05

Fuori i dirigenti della Fondazione del Maggio Musicale responsabili di «deficit di controllo, sottovalutazioni e eccessi di spesa». La Cgil Slc, il sindacato che rappresenta i lavoratori della Fondazione, critica le scelte manageriali e la gestione del Teatro Comunale di questi anni e arriva a parlare di rimozione di chi è all´origine del dissesto del Maggio. Vanno «rimosse le cause ed i responsabili» di questa guida, affinchè «lo sforzo che si dovrà effettuare non risulti vano». Frasi scritte dal segretario della Slc Paolo Aglietti a quattro giorni dall´apertura arrivata dai sindacati al commissario Salvatore Nastasi. Il milione e mezzo di euro di tagli sui costi del personale, accettati da tutti i sindacati, sono uno sforzo a cui devono corrispondere «garanzie e verifiche puntuali». 

Aglietti chiede in sostanza un monitoraggio della gestione futura: «Non può essere sottaciuto il fatto che il Teatro abbia, da molti anni, speso più delle risorse disponibili», e quindi «la struttura dirigenziale del Teatro non potrà attraversare indenne e senza costi questa pesante opera di risanamento». Più esplicito poche righe dopo: «I problemi (di deficit di controllo ed eccessi di spesa ndr) devono essere valutati ed analizzati, rimossi le cause ed i responsabili» insiste Aglietti. Una accusa diretta ai direttori artistici Tangucci e Mazzonis, una richiesta di rivalsa nei confronti degli ex membri dei cda? «Nessuna caccia alle streghe - spiega al telefono il sindacalista - ma va bloccata la spirale di costi fatta di scenografie che vengono buttate e di eccessi faraonici. Certo, in questi anni il Teatro ha avuto un risalto internazionale: ma dato che vengono chiesti sacrifici a noi, è giusto che ci siano controlli e che la gestione sia rispondente alle risorse a disposizione. Anche per capire chi vuole stare a questo patto». Come dire: chi non è d´accordo, è meglio se ne vada.

Aglietti insiste: i lavoratori sono pronti a fare sacrifici, ma tutti devono fare la loro parte. Tutti, per il sindacalista, significa «Firenze e la Toscana, le sue istituzioni pubbliche, il suo sistema bancario e finanziario, il settore del turismo e del commercio, l´apparato industriale ed i suoi cittadini». Una intesa anche in vista dell´ «investimento urbanistico nell´area delle Officine di Porta al Prato», cioè il nuovo polo della Musica di Firenze.

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Maggio, l’accordo è vicino intesa sui tagli al personale

Ieri terzo round tra i sindacati e il commissario del Teatro fiorentino
Il bilancio di previsione del 2006 avrà un deficit diminuito dell’80%


di Valentina Grazzini/ Firenze sull'Unità 23/12/05


MAGGIO MUSICALE: l'accordo è alle porte. Il terzo incontro tra il commissario Salvatore Nastasi e i rappresentanti dei sindacati svoltosi ieri pomeriggio ha aperto le porte per l'intesa tra le parti. Dopo la battuta d'arresto della scorsa settimana, che aveva visto la Fials abbandonare il tavolo delle trattative, il nuovo confronto ha trovato le quattro sigle presentare compatte una controproposta al commissario: a fronte dei 2 milioni di euro di diminuzione dei costi sul personale chiesti ai lavoratori, questi ultimi si sono dichiarati disponibili ad arrivare alla cifra di 1 milione e mezzo. Bingo. Ricordiamo il piano di Nastasi per risanare il deficit della fondazione lirica: per recuperare gli 8 milioni mancanti, 2 milioni verranno dalla vendita della Longinotti, ormai giunta in porto, altri 2 dai tagli alla produzione (e alla programmazione) concordata con il maestro Mehta e ancora 2 dai contributi degli enti locali (che si sono già dichiarati disponibili a fronteggiarli). I restanti 2 milioni, quelli più difficili da ottenere, vedono i lavoratori fare i conti sulla propria pelle. 

Le voci in esame, che permetteranno di raggiungere l'obiettivo, sono la rinuncia al premio di risultato (quasi un miracolo, se si pensa che proprio questo fu il primo oggetto di discussione appena giunto a Firenze il commissario) e agli introiti previsti da un accordo del 2004, oltre alla facoltà prevista dal contratto nazionale di utilizzare una certa quota di lavoratori a tempo determinato a fronte dei posti vacanti risultanti dai pensionamenti. «Solo parlarne sei mesi fa sarebbe stato improponibile - commenta, giustamente soddisfatto, Nastasi a caldo dell'incontro -. Ho accettato la disponibilità dei sindacati, rimandando a gennaio il prossimo incontro». 

Niente di firmato dunque, ma d'altra parte gli stessi sindacati fanno presente che quando ufficialmente Nastasi accetterà la loro proposta l'accordo dovrà essere comunque preceduto da un confronto con i lavoratori, magari tramite referendum. E dal verificarsi di una serie di condizioni riguardanti le scelte artistiche e l'assetto dirigenziale.
Intanto il commissario ha le carte in regola per presentare un bilancio preventivo del 2006 di gran lunga più positivo di quello passato, con un deficit diminuito dell'80%, vicino al pareggio. Questo comporterà anche una ritrovata credibilità della fondazione di fronte agli sponsor futuri e agli istituti di credito: «Le banche si sono sempre dimostrate disponibili, e di fronte ad un bilancio di previsione "pulito" non vedo perché dovrebbero esserci problemi», dichiara. E il nuovo Cda? Nastasi non ha fretta: «Il mio mandato scade il 9 marzo. Preferisco che il commissario si occupi di risolvere le questioni straordinarie, come il bilancio preventivo e gli esodi, per i quali vi sono condizioni più che positive. Quando saranno ricreate le condizioni per lavorare serenamente, il mio compito sarà finito».

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Soddisfatto Nastasi, il commissario della Fondazione: "Grazie a questa proposta posso fare il bilancio preventivo"
Comunale, i sindacati accettano un taglio
"Un milione e mezzo di euro, ma vogliamo garanzie sul futuro"

I lavoratori: "Vanno trovati i responsabili di questo degrado, poi bisogna puntare anche su programmi popolari"
MARZIO FATUCCHI da la Repubblica 23/12/05

Comunale, si tratta. Dopo l´empasse tra sindacati e azienda e l´abbandono del tavolo di trattativa sui tagli da parte della Fials, ieri i rappresentanti dei lavoratori sono arrivati dal commissario della Fondazione del Maggio, Salvatore Nastasi, con una proposta. «Abbiamo avanzato una proposta unitaria: tutte le segreterie hanno messo sul piatto, per affrontare il deficit, la disponibilità di un milione e mezzo di euro di tagli sul personale» spiega Luciano Di Labio della Fials. Tagli possibili rinunciando ai premi di risultato, all´ultimo accordo e ricorrendo a lavoratori a tempo determinato per rimpiazzare il turnover. La posizione del sindacato (il più rappresentativo tra gli orchestrali) viene confermata da Massimo Vagaggini della Cgil e dagli altri che hanno partecipato all´incontro con Nastasi anche se alcuni aspettano fuori dal teatro i cronisti per far notare che «di tutti questi incontri, non c´è neanche un verbale».

«Prendo la loro iniziativa molte bene: finalmente c´è una proposta, che mi consente di poter fare il bilancio preventivo» commenta Nastasi. Tra la sua richiesta di tagli sul personale e quella dei sindacati c´è ancora una differenza: lui puntava a due milioni, che sommati ai due milioni di risparmi sulla produzione, agli altri due in arrivo da Regione, Comune e Provincia di Firenze e con l´operazione sull´immobile della Longinotti, dovrebbero compensare il deficit previsto di 8 milioni per il 2006. «Siamo vicini al pareggio» dice Nastasi, nonostante la nuova, ulteriore decurtazione del Fus di altri 600mila euro. Certo, i sindacati chiedono garanzie: «Il nostro impegno, i soldi dei lavoratori, sono un pezzo di un mosaico composto dagli altri impegni, dagli enti locali al rilancio della Fondazione» dice Di Labio, che chiede anche di trovare «i responsabili del degrado del Maggio, forse non tutti nella dirigenza hanno dato il massimo» ma anche di «di sfruttare al meglio le risorse esistenti per la programmazione, puntando su programmi popolari». 

«Personalmente, sono d´accordo: ma è un compito che spetta al futuro sovrintendente» risponde Nastasi, ora più concentrato a cercare fondi per gli esodi volontari, i prepensionamenti, ma anche a «cercare investitori: non è detto che non si trovino finanziatori generosi», dice il commissario. Che rimarrà in carica fino a quando non sarà chiusa completamente la vertenza con i sindacati, forse ben oltre il 9 marzo, termine di scadenza della sua presenza, fissato dal ministro Buttiglione: «E´ giusto che la trattativa la chiuda un commissario - dice Nastasti - così che il sovrintendente ed il Cda che arriveranno dopo facciano partire il treno su binari nuovi». Prossimo incontro, a gennaio.

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Altri tagli dal governo e per il Maggio la stagione diventa un rebus

Il commissario Salvatore Nastasi mira ad un’intesa con tutte le sigle sindacali

Parla Nastasi: «Punto ad un accordo con i dipendenti che preveda anche dei prepensionamenti, forse rinunceremo alla “Salome”, ma sarà un grande 2007». Ma tra i sindacati ora serpeggia l’allarme

da l'Unità 20/12/05

«Siamo su una polveriera. Da gennaio il teatro non avrà più i fidi bancari per pagare gli stipendi. Dopo il maxiemendamento ci restano soltanto dei bruscolini...». Salvatore Nastasi l’ottimista, il determinato, l’uomo di Buttiglione col pugno di ferro nel guanto di velluto. Salvatore Nastasi il commissario straordinario, 8 milioni di deficit del Maggio Musicale da riportare in pari, mentre i mesi passano e i lavoratori cominciano a innervosirsi. «Continua a chiamare i nostri incontri una trattativa, ma nelle trattative c’è un do ut des - sbotta Luciano Di Labio della Fials, sindacato che vanta tra i suoi iscritti l’orchestra -. Per ora Nastasi ha solo chiesto, sempre di più e sempre a più duro prezzo, ma non ha messo niente per scritto e soprattutto non sa dire quanto durerà questa situazione, se un anno, due o forse oltre». 

L’incontro di giovedì, quello in cui proprio delle questioni legate ai lavoratori si discuteva, si è concluso con l’abbandono del tavolo delle trattative da parte della Fials. Che comunque questa mattina si riunirà in un’assemblea generale, al termine della quale (e non prima) deciderà se procedere con la sua posizione di rottura oppure rientrare nelle trattative con le altre sigle (peraltro Cgil, Cisl e Uil si riuniranno a loro volta in assemblea domani). 

Situazione non facile, certo, che vede comunque Nastasi armato del suo consueto ottimismo: «Questa settimana la mia agenda fiorentina è fittissima di appuntamenti importanti e delicati: oggi con il maestro Mehta, domani con lui e l’orchestra, il 22 con i sindacati. Il fatto che una parte di questi ultimi, i rappresentanti dell’orchestra, abbia temporaneamente abbandonato il tavolo non toglie che la maggioranza ci stia, sono 400 lavoratori su 500 ad esserci. E la Fials non mi ha comunicato ufficialmente niente. Dunque non direi che si è rotto l’incantesimo, piuttosto che si sono verificate prevedibili divergenze». 

Nell’idea di Nastasi, che è stato riconfermato dal ministro Rocco Buttiglione per altri tre mesi di incarico (i primi scadevano il 9 dicembre), è verosimile che giovedì 22 si giunga ad un’intesa con i sindacati, anche se non alla firma per un nuovo patto integrativo. Firma che potrebbe esserci a gennaio, quando saranno messi sul piatto gli incentivi all’esodo dei lavoratori. Di fronte alla spada di Damocle di una spaccatura tra i sindacati (che la storia del teatro rende non del tutto improbabile) Nastasi ha una contromossa: «Se mi dovessi rendere conto che l’accordo non c’è per tutti i sindacati, preferirei non arrivare alla firma - confessa il commissario - Meglio una dichiarazione di larga intesa». 

E a proposito della programmazione e dei tagli alla produzione, cosa resta da dire? «È certo che il Falstaff sarà spostato dalla Pergola al Comunale - conferma Nastasi - perché non è possibile che un teatro nelle condizioni del Maggio vada a pagare un affitto di 500mila euro per un’opera...». Riguardo alla Salome ed al suo possibile slittamento al 2007 (il che impoverirebbe ancora il prossimo Maggio Musicale, lasciandogli solo un’opera lirica, Nastasi non si sbilancia: «Vedremo... Il Falstaff è più importante di tutto. In settimana metteremo a punto la nuova programmazione e decideremo se la Salome vi rientra». Una previsione? «Il raggiungimento di una larga intesa con i lavoratori, la rinuncia anche alla Salome, e per il 2007 il più bel Maggio Musicale degli ultimi anni».

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Maggio, tagli alle repliche delle opere

Secondo round tra il commissario Salvatore Nastasi e i rappresentanti dei lavoratori
Sul tavolo le strategie per risanare i conti del Teatro gravato da un deficit milionario


di Valentina Grazzini e Gianni Caverni sull'Unità 7/12/05


LE FORBICI cominciano a tagliare. Si è svolto ieri, a conclusione di una giornata improntata allo scottante problema del finanziamento allo spettacolo (iniziata con la Conferenza regionale) il secondo incontro tra il commissario Salvatore Nastasi e i rappresentanti dei lavoratori del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. 

Le parti hanno affrontato il capitolo dei risparmi sulla produzione del 2006, un intervento che frutterà alle casse della fondazione i primi 2 milioni di euro (gli altri 6 che Nastasi conta di reperire riguardano in parti uguali i finanziamenti degli enti locali, gli interventi sul personale e la plusvalenza derivante dalla vendita della Longinotti). Il risultato non è cosa da poco: se il calendario della danza non subirà variazioni, quello della stagione concertistica vedrà soppressa la replica del sabato. Ma i tagli più vistosi riguardano l’opera: la Turandot passa da 6 a 4 repliche (annullate quelle ancora invendute fuori abbonamento), nel 69esimo Maggio la Salomè passa da 6 a 5 e il Falstaff per la regia di Ronconi da 7 a 6 (o forse 5), mentre si rinuncia a Il naso di Sostakovic.

Altrettanti “ridimensionamenti” sono in programma per la stagione che prende avvio dopo l’estate. «La discussione è lunga e difficile», sentenzia Paolo Vagaggini della Cgil. «Deve essere chiaro che i sacrifici che siamo disposti ad affrontare oggi sono il risultato di una situazione di emergenza - gli fa eco Claudio Fantoni della Uil -. Altra cosa sono gli interventi strutturali, che devono essere seri e certi». «La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro sullo scottante tema dei tagli al personale - annuncia Nastasi -. Ho ascoltato le richieste e ho trovato i sindacati disponibili a trattare»... Dalla sua il presidente della Toscana Claudio Martini interviene nel dibattito: «La Regione non si è mai tirata indietro e non lo farà neppure questa volta - afferma -. Però prima di definire quale sarà il contributo della Toscana al Teatro Comunale occorre che il Teatro Comunale ci faccia sapere quale è la sua proposta per definire un programma regionale di teatro. La probabilità di risposte incisive per le sue necessità aumenterebbe con il suo inserimento all’interno del sistema regionale dello spettacolo».

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I tagli di Nastasi: due opere in meno diminuite le repliche dei concerti
Solo Muti e Bocelli si salvano dalle forbici

Rinviata di una settimana la discussione con i sindacati sugli interventi al personale
Saltano "Il Naso" di Shostakovic e il "Nabucco" di Giuseppe Verdi
FULVIO PALOSCIA su la Repubblica 7/12/05

Due opere in meno nel cartellone del 2006: via «Il naso» di Shostakovic al Maggio (sul podio, avrebbe dovuto esserci una bacchetta di lusso come Valeri Gergiev) e «Il Nabucco» a settembre (direttore Oren, regia di Fabio Sparvoli). Meno repliche di tutte le altre 4 opere in programma, a cominciare dalla «Turandot» diretta da Mehta a gennaio (4 recite invece di 6, saltano quelle fuori abbonamento, ancora non prevendute), poi «Salome» di Strauss che inaugurerà il Maggio (5 invece di 6), «Falstaff» di Verdi diretto da Mehta con la regia di Ronconi (o 5 o 6 invece di 7). Confermato l´ «Elijah» di Mendelssohn diretto da Ozawa, in versione semiscenica; «Il Barbiere di Siviglia» in autunno e tutti i balletti. E´ il piano di risanamento del Maggio che comincia a mettersi in moto e che servirà a uscire dal tunnel degli 8 milioni di deficit. Al timone, il commissario straordinario Salvatore Nastasi che ieri ha annunciato ai sindacati i tagli alla produzione da cui ricavare un risparmio di 2 milioni (il deficit è di circa 8); altri 2 milioni di risparmio arriveranno dall´intervento sui premi di risultato e patto integrativo mentre la voce entrate prevede il plusvalore ottenuto dalla vendita della Longinotti (anche in questo caso, 2 milioni di euro), il resto arriverà dall´incremento degli interventi degli enti locali e di una banca, di cui ancora tace il nome. 

«I tagli - spiega Nastasi - trovano Mehta consenziente: si è opposto solo alla proposta di cancellare dal cartellone anche Turandot, nel rispetto degli abbonati». Ma le sforbiciate non finiscono qui. Sì al tour in Giappone (con «Turandot» e «Falstaff») «a patto che i trasporti e i viaggi siano pagati dal paese che ci ospita. Altrimenti, andremo in Cina, approfittando dei finanziamenti del gemellaggio con l´Italia». Infine, Tutti le repliche dei concerti scendono da 3 a 2 (salta quella del sabato) tranne Muti e Steven Mercurio con Andrea Bocelli, a marzo.

Se Nastasi è soddisfatto dell´incontro con i sindacati riguardo ai tagli di produzione, chiede lo scottante capitolo del personale: «I delegati hanno posto obiezioni su alcune mie proposte, mi prendo una settimana per elaborarne di nuove, dopodiché ci rivedremo». Lapidari i commenti dei sindacati: «La trattativa sarà complicata» dicono Paolo Aglietti e Massimo Vagaggini della Cgil, «gli interventi dovranno essere d´emergenza e non strutturali, dovranno essere ridefinite le modalità di produzione» dice Claudio Fantoni della Uil, «siamo molto lontani da una soluzione» dice Luciano Di Labio (Fials).

Della diminuzione delle produzioni Nastasi aveva accennato ieri mattina nella Conferenza regionale dello Spettcolo, al Piccolo del Comunale. «Meno quantità, più qualità» aveva detto, destando la preoccupazione dell´assessore alla cultura della Regione Mariella Zoppi: «Sul parametro qualità vige una tale discrezionalità che può accadere di tutto. Non solo: ridurre le produzioni significa tagliare l´occupazione». «Più mezzi per una promozione davvero agguerrita e competitiva» è la richiesta del direttore artistico del Maggio Tangucci; sul Comunale si è soffermato anche il presidente della Regione Martini, al quale Nastasi ha chiesto un incremento di finanziamenti pari a 400 milioni di euro: «La Regione non si è mai tirata indietro e non lo farà neppure questa volta - ha detto Martini - però prima di definire quale sarà il contributo della Toscana al Comunale occorre che il teatro ci faccia sapere quale è la sua proposta per definire un programma regionale di teatro. La probabilità di risposte incisive per le necessità del Maggio aumenterebbe con il suo inserimento all´interno del sistema regionale dello spettacolo». A fronte dei due milioni e mezzo di euro in meno di fondi alla cultura, anche l´assessore Zoppi ha annunciato interventi: «Stiamo pensando di accorpare in un unico blocco, cioè Toscanamusiche, tutto ciò che va sotto la generica dizione di festival. Avremo così un´unica voce di bilancio che dovrebbe aggirarsi intorno al milione di euro, 350 mila meno dello scorso anno. Se si dovesse scendere ulteriormente, selezioneremo i 25 festival più importanti, gli altri li lasceremo alle Province».

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MAGGIO Ecco il piano del commissario Nastasi

I tagli ci saranno Meno spettacoli ma di prestigio

di Paolo Pellegrini su la Nazione 7/12/05

Opere, concerti, tournée: parte subito, il piano dei tagli pensato dal commissario Salvatore Nastasi per recuperare i primi due milioni sugli otto del "rosso" di bilancio al Teatro Comunale. L’ha annunciato ieri ai sindacati, in un confronto vivace finito giusto in tempo per consentire a orchestrali e coristi di scendere in sala per la Traviata. Si rivedranno tra una settimana, c’è da parlare di altri 6 milioni su tre voci: le nuove entrate dagli enti locali, la plusvalenza dalla vendita Longinotti, ma soprattutto il costo del lavoro. Nastasi mostra fiducia, i sindacati meno: «Sarà dura — ammette Paolo Aglietti, della Cgil — perché non abbiamo neppure cominciato. Ma non ci sottraiamo al confronto». Non sarà lunga, invece: Nastasi deve presentare il bilancio di previsione entro il 31 dicembre, o anche prima se vorrà giocare d’anticipo sulla legge finanziaria.

...«I programmi restano comunque di prestigio assoluto», insiste Nastasi. Che intanto esplorerà le disponibilità delle fondazioni bancarie toscane a sostenere ancora di più il Teatro. Ma i problemi sono altri. «Deve uscire fuori un piano chiaro di incentivi agli esodi per il personale», spiega Claudio Fantoni, baritono del coro. E aggiunge: «Siamo disponibili a sacrifici sulle retribuzioni solo per l’emergenza. Ma non vogliamo coprire il cattivo governo di questa Fondazione». Più chiaro di così.

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Maggio, ripartono le trattative

Nastasi cede sul «premio di risultato», da ottobre il tavolo del confronto

Il commissario ha steso l’odg da discutere con i sindacati dopo il 15 ottobre

di Valentina Grazzini/ Firenze sull'Unità 24/9/05

SONO stati sufficienti tre quarti d’ora, una vera e propria ripresa calcistica, per il secondo tempo dell’incontro tra Salvatore Nastasi e i rappresentanti sindacali del Maggio Musicale Fiorentino, tenutosi ieri mattina in corso Italia alla presenza del sindaco Leonardo Domenici nella sua veste di primo cittadino. Nel tardo pomeriggio di martedì le parti si erano lasciate sul nodo della corresponsione del premio di risultato, una voce del salario considerata sacra da parte dei lavoratori tanto che, avevano premesso questi ultimi, se fosse stata messa in discussione la risposta avrebbe avuto la carica esplosiva di uno sciopero alla prima di domenica. 

Ma il commissario di Buttiglione è uomo saggio (forse anche d’onore), che si è ripresentato ieri con una proposta più morbida: corresponsione del premio per il 2004, trattativa per quelli futuri. «Ho proposto un documento di cui i lavoratori hanno preso atto - sono le sue parole all’uscita del teatro -. Siamo disponibili a pagare il premio 2004, a condizione di aprire subito un tavolo delle trattative, il cui ordine del giorno è già stabilito. Discuteremo tra l’altro la sospensione di alcuni accordi integrativi particolarmente onerosi per il teatro, ma anche il piano di riorganizzazione aziendale (il famigerato piano steso dalla Kpmg ai tempi di Giorgio Van Straten soprintendente, ndr). Un piano che a mio parere è ben fatto, ma se i lavoratori ne vogliono discutere, lo faremo. Riguardo al premio di risultato, ci sarà da capire cos’è un “risultato” per una fondazione in deficit e come ci si arriva». Ma nel documento si parla anche di applicazione del turn over, «nel senso di non procedere più obbligatoriamente ad assunzioni volte a coprire gli organici al 100 %, ma individuare forme più flessibili in relazione alle esigenze del teatro», prosegue Nastasi. Il che significa, in parole povere, dare il via libera a contratti a tempo determinato, soluzione che non mancherà di creare discussione da parte dei lavoratori. Ma di questo si parlerà al tavolo che sarà riaperto nella seconda metà di ottobre.

Soddisfazione anche sul volto del sindaco Leonardo Domenici, presente all’incontro non come presidente del Cda (passato e futuro, è una carica che gli spetta di diritto) della fondazione, ma in veste di primo cittadino: «Ora dobbiamo pensare a lavorare, ci sono gli elementi per farlo bene», dichiara.

Dalla loro i sindacati preferiscono tacere ogni valutazione sul nuovo interlocutore, dietro la cui simpatia intuiscono grande determinazione, una sorta di pugno di ferro e guanto di velluto. A nome della quindicina di sindacalisti presenti, tra rappresentanti del teatro e territoriali, parla Paolo Aglietti della Cgil: «Finalmente possiamo riprendere le trattative laddove le avevamo lasciate in primavera - dichiara -. Quello che ci preme più d’ogni altra cosa è mettere insieme la ricapitalizzazione del teatro, il risanamento del deficit e il rilancio dell’immagine del Maggio, anche a livello internazionale». In programma, da qui alla metà di ottobre «non tanto un’assemblea generale quanto una consultazione diffusa, che si svilupperà nelle prossime settimane attraverso la discussione con i lavoratori», conclude Aglietti.

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IL FUTURO DEL TEATRO
Comunale, sospesi i premi di risultato
Ma Nastasi assicura: quello del 2004 verrà pagato ai lavoratori

Incontro lampo del commissario con i sindacati e Domenici
"Sospenderemo altri accordi integrativi troppo onerosi"
Tra gli altri punti l´applicazione del blocco del turn over
FULVIO PALOSCIA su la Repubblica 24/9/05

La disponibilità a pagare il premio di risultato relativo al 2004 c´è, a condizione che i lavoratori siano disposti a aprire, e subito, un tavolo negoziale con un ordine che lui ha già pronto, nero su bianco, in un documento. E´ la proposta che il commissario del Comunale Salvatore Nastasi ha portato ieri mattina al confronto con i sindacati, presente il sindaco Domenici. Un incontro lampo, di appena un´ora, da cui Nastasi è uscito pieno d´ottimismo, corroborato anche dal rientrato sciopero (paventato nei giorni scorsi) che domani sera avrebbe potuto far saltare la prima dei Lombardi alla prima crociata: «Ho trovato una grande responsabilità da parte dei sindacati: hanno capito che avrei potuto procedere unilateralmente, che sarei in grado di compiere in autonomia scelte traumatiche ma risanatrici della crisi in cui versa il Maggio ma che questo non è il mio modo d´agire: preferisco il confronto».

Il documento parla chiaro: flessibilità e ottimizzazione della produttività. E´ stato Nastasi stesso a illustrarlo, ieri; ora attende una valutazione dalle organizzazioni sindacali: «Sospenderemo i premi di risultato futuri, troppo onerosi per un teatro in cui il risultato artistico non corrisponde a quello economico - spiega il commissario - bisogna vedere qual è il risultato, e come lo si ottiene. Sospenderemo anche altri accordi integrativi particolarmente impegnativi per la Fondazione, nell´ottica di rilancio internazionale del Comunale e di risanamento delle sue casse». 

ùIn particolare, l´accordo del 18 maggio 2004, «stabilito dal decreto Asciutti che è stato da me stilato, e di cui dunque posso dare un´interpretazione autentica. Quell´accordo ci costa 400 mila euro, che non possiamo permetterci». Sul tavolo delle trattative anche «l´applicazione immediata del blocco del turnover: il 100 per cento dell´organico dovrà essere coperto solo in base alle esigenze di produzione, da esaminare di volta in volta, e non attraverso contratti a tempo determinato. Ricorreremo, insomma, a forme flessibili d´assunzione», spiega Nastasi. Che, infine, mostra tutta la sua disponibilità «a discutere con i lavoratori il piano di riorganizzazione aziendale secondo precise modalità tempistiche e priorità. Il piano industriale realizzato dalla Kpmg è buono, a me piace, ma voglio un confronto con le organizzazioni sindacali su alcune parti più deboli». La produzione artistica del Comunale, conclude il commissario, è eccellente «ma oggi non basta più essere i migliori. Bisogna offrire un prodotto imbattibile a costi sostenibili per la comunità. Non potrò certo risanare il teatro in tre mesi, ma intendo almeno porre le basi del risanamento attraverso la responsabilizzazione di tutte le parti. A dicembre scadrà il contratto collettivo di lavoro, dobbiamo entrare nell´ordine di idee che nel 2006 discuteremo quello nuovo: bisogna, dunque, entrare fin da oggi nell´ottica di nuove regole».

I sindacati non esprimono valutazioni. «Con l´incontro di oggi ritorniamo al punto che avevamo lasciato in sospeso la scorsa primavera - dichiara Paolo Aglietti, segretario generale della Slc Cgil che parla a nome di tutte le sigle - ovvero come mettere insieme e bilanciare il risanamento della Fondazione con lo sviluppo e il rilancio del teatro. Stileremo un calendario di consultazioni approfondite con i lavoratori, e non è detto che ricorreremo ad un´assemblea generale. Da metà ottobre inizierà un confronto serrato: sarà una discussione complicata». Chi invece dissente in modo radicale con Nastasi è Paolo Bartolozzi, consigliere regionale di Forza Italia, che riporta il futuro del Comunale sul piano del battibecco politico. Ieri ha infatti inviato una lettera al ministro della cultura Buttiglione invocando un maggior controllo sul commissario: «Nastasi (che continuamente dichiara la sua sudditanza politica al Sindaco Domenici) - scrive Bartolozzi - non può permettersi di dichiarare che il deficit di 28 milioni di euro è uno "squilibrio economico tipico di tutte le Fondazioni e che "il Maggio si trova in una situazione un po´ peggiore solo per la vacatio che c´è stata al vertice negli ultimi mesi" e comprenda che così agendo non fa altro che campagna elettorale per la sinistra per le prossime politiche».

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FONDAZIONE TEATRO COMUNALE Ieri l’incontro tra il commissario Nastasi e i sindacati: sì al premio di risultato 2004

Maggio, la ‘prima’ è salva

da la Nazione 24/9/05

La ‘prima’ del Maggio musicale è salva. Non ci sarà lo sciopero, in realtà solo minacciato e mai proclamato dai sindacati confederali e autonomi per domenica 25 settembre, cioè domani, data inaugurale della stagione autunnale del Teatro. Ieri mattina il commissario straordinario Salvatore Nastasi (nella foto), in carica dal 9 settembre scorso, ha incontrato, insieme al sindaco Domenici, i rappresentanti dei lavoratori. Si è trattato della seconda riunione in pochi giorni e stavolta Nastasi ha presentato, in accordo con Domenici, un documento programmatico che concede sì il premio di risultato 2004 ai lavoratori (si tratta di circa 400mila euro di spesa), ma lo lega all'apertura immediata di un tavolo di trattativa che preveda la discussione sui precedenti accordi aziendali, sul piano industriale già approvato dal precedente consiglio di amministrazione e sul blocco del turn-over. D’ora in avanti, la pianta organica dei lavoratori del teatro sarà completata in modo flessibile (con lavoratori a tempo determinato) e sempre legato alle esigenze di produzione.

Nastasi ha tenuto a sottolineare che «pur potendo procedere anche unilateralmente per i poteri attribuiti dalla legge al Commissario ha scelto la strada del confronto, dichiarandosi molto ottimista per il senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori». Nei prossimi giorni, in ogni caso, i lavoratori si riuniranno in assemblea per esaminare la situazione e valutare il da farsi.

Al termine dell’incontro, solo una specifica: «Nessuna sigla sindacale aveva in realtà proclamato uno sciopero — precisa Paolo Aglietti, segretario provinciale della Slc-Cgil —: consideriamo questo incontro come assolutamente preliminare al confronto vero. La questione del premio di risultato 2004 era minimale e non ne abbiamo discusso. Il commissario ha posto sul tavolo delle discussioni future il piano di risanamento e il piano industriale e noi, anche accogliendo l’appello del sindaco a considerare il teatro soprattutto un bene comune, non ci sottrarremo al confronto. Però abbiamo bisogno di parlare con i lavoratori e ci siamo aggiornati oltre la metà di ottobre. Con la consapevolezza che non sarà un percorso semplice. I punti di partenza per noi, però, sono il profilo internazionale e la qualità artistica del teatro, perché pensiamo che la sostenibilità sociale del prezzo del risanamento non possa essere disgiunto dal rilancio del Teatro». Domani, intanto, la stagione autunnale del Maggio si aprirà regolarmente con l'opera di Verdi ‘I Lombardi alla prima crociata’.

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TEATRO COMUNALE La crisi

Maggio Musicale Oggi un altro incontro Sì o no allo sciopero

da la Nazione 23/9/05

Ci siamo. Oggi sapremo se intanto la nuova stagione del Maggio potrà iniziare regolarmente domenica prossima con ‘I Lombardi alla prima crociata’ di Verdi, oppure no. Sapremo cioè se lo sciopero paventato dai dipendenti del Teatro verrà confermato o meno.

Tutto dipenderà da come andrà l’incontro tra il commissario straordinario, Salvatore Nastasi, e i sindacati, previsto per le 10, negli uffici di via Garibaldi. Anche questa volta ci sarà il sindaco. Sarà il secondo faccia a faccia dopo il primo, svoltosi martedì scorso e che, dopo due ore di confronto, si era chiuso, appunto, con la decisione di riaggiornarsi ad oggi. Quelle prima due ore di martedì scorso erano servite soltanto a presentare le carte in tavola. C’è, come sembra di capire ormai senza ombra di dubbio, un preliminare da risolvere al quale i sindacati non sembrano disposti a rinunciare: il pagameto del «premio di risultato», legato agli accordi integrativi già in essere prima dello scoppio della crisi di primavera , della stagione delle dimissioni del soprintendennte Van Straten a maggio, ed ancora degli inutili tentativi durati tre mesi, da allora, per eleggere il suo successore. Tentativi sfociati il 9 settembre scorso, con l’arrivo del commissario straordinario, mandato a Firenze a sbrogliare la matassa, dal ministro Rocco Buttiglione.

Su questo punto del «premio», il 17 settembre i sindacati al gran completo avevano già scritto a Nastasi una lettera in cui ricordavano che nell’eventualità in cui «non si determinasse il normale pagamento del premio di risultato», i sindacati «non potrebbero esimersi dalla proclamazione dello sciopero». Martedì l’incontro era finito senza porte sbattute. Se si salterà questo ostacolo, allora sì che si dovrà mettere mano all’impresa: risanare al più presto il Maggio con un consenso il più generale possibile.

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Maggio, incontro teso ma senza rotture

Difficile confronto tra il commissario, Domenici e i sindacati: in ballo il discusso premio di risultato

di Valentina Grazzini/ Firenze

UN INCONTRO importante, difficile, che proprio per questo, come è accaduto più volte nella storia recente del Maggio Musicale Fiorentino, si è concluso con un rinvio di tre giorni scarsi, alle 10 di venerdì. Nel confronto tra il commissario ministeriale Salvatore Nastasi e i sindacati, presente il sindaco Leonardo Domenici nella sua veste di primo cittadino - svoltosi nel tardo pomeriggio di ieri in corso Italia - è stato subito affrontata una questione di carattere economico: la corresponsione del cosiddetto “premio di risultato”. 

Una decisione, quella inerente questa voce salariale, che Nastasi si è trovato a dover decidere tra capo e collo, venerdì scorso, quando gli è stato sottoposta in quanto rientrante negli stipendi del mese di settembre. E che si è rivelata un primo territorio di scontro-confronto con gli oltre 500 (tra pianta organica e aggiunti) lavoratori della fondazione lirica. Alla voce di un possibile taglio del premio, i sindacati compatti avevano risposto fin da martedì con la firma di un documento congiunto in cui si minacciava uno sciopero per la prima della stagione, domenica 25.

Ma il dialogo di ieri, pur se non risolutivo in proposito, è comunque valso a raffreddare gli animi - di sciopero, al termine di questo primo round, non si parlava più - e ad offrire una prima ottimistica previsione su quelli che potranno essere i rapporti tra il commissario e i sindacati.

Perché, messi di fronte una cinquantina di sindacalisti da una parte (sia le rappresentanze del teatro che quelle territoriali) e il commissario con la sua squadra (il subcommissario Claudio Sorrentino ed un tecnico) dall’altra, se gli spigoli dovevano acuirsi e la rottura prospettarsi, gli ingredienti c’erano davvero tutti. Al contrario l’incontro di ieri ha visto nascere - a detta delle parti - un confronto molto chiaro, in cui sono emerse le posizioni reciproche senza mezzi termini, ma mantenendo la calma.

Il premio di risultato, dicevamo. Se da parte dei sindacati questa voce (che è una sorta di premio di produttività nelle aziende, una parte dello stipendio che viene calcolata sulla base di una serie di fattori tra cui quello che il teatro ha prodotto nella stagione precedente) è un diritto intangibile, la risposta data ieri dal commissario è di parere contrario. Perché il premio di risultato fa parte di un patto integrativo che è stato annullato dal decreto 7/2005, votato dal Parlamento all’unanimità. E se è vero che nel piano industriale approvato dal precedente Cda ne era prevista la corresponsione, questa faceva parte di una manovra più complessa, che vedeva come “contrappasso” per i lavoratori altre possibilità, come l’esodo incentivato. L’aggiornamento di 48 ore è quello che si è preso Nastasi per studiare una soluzione che possa mettere d’accordo la casse del teatro e i diritti dei lavoratori. I quali comunque ieri sera, all’uscita del teatro, si sono assestati su un corale no comment: preferiscono sospendere qualsiasi dichiarazione fino alla ripresa del confronto, tra due giorni.

Soddisfazione da parte del sindaco, che dalla sua ha sottolineato lasciando il teatro quanto quella di ieri sia stata la prova della presenza concreta, e non solo ornamentale, del commissario e della sua squadra. Vista nel contesto della situazione in cui versa non solo il Maggio, ma la gran parte delle fondazioni liriche italiane. Non è mancata la domanda tormentone per il commissario: nominerà un soprintendente prima del 9 dicembre (scadenza del suo primo trimestre di incarico)? «Farò prima possibile, ma senza rompermi una gamba», dichiara col sorriso sulle labbra, mantenendo la sua cifra stilistica.

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Niente di fatto nella riunione di ieri, i lavoratori temono il taglio del premio di risultato
Minaccia di sciopero per la prima
Comunale, venerdì nuovo incontro commissario-sindacati

Nastasi: "Secondo un decreto ministeriale tutti gli accordi post 2004 sono nulli"
MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 21/9/05

Aleggia lo sciopero per la «prima» al Maggio, domenica prossima, con i «Lombardi alla prima Crociata». Potrebbe essere questo il primo atto del confronto tra i sindacati del Teatro Comunale e il commissario della Fondazione Salvatore Nastasi. Per il momento, non ci sono decisioni definitive: l´incontro di ieri tra le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dei lavoratori e Nastasi, accompagnato dal sindaco Leonardo Domenici e dal subcommissario Claudio Sorrentino, proseguirà venerdì mattina. «Un incontro interlocutorio, la discussione è aperta» dice Massimo Vagaggini della Slc Cgil, uno dei firmatari (assieme a tutte le sigle sindacali) della lettera in cui si minaccia lo sciopero.

Nodo del contendere il «premio di produzione», una partita di qualche centinaio di euro a dipendente da erogare con lo stipendio di settembre. «Sta circolando con insistenza la voce di un mancato pagamento del premio di risultato», si legge nella lettera firmata da Vagaggini, Carlo Bianco (Fistel-Cisl), Claudio Fantoni (Uilsic-Uil) e Santo Giunta (Fials). Un fatto da loro considerato «inaccettabile ed incomprensibile» perché il premio fa parte di accordi pregressi e soprattutto perché i fondi necessari a coprire la spesa «fanno riferimento ad un esercizio economico già chiuso e sono già stati accantonati a bilancio», scrivono Vagheggini e colleghi. Se non arriverà il premio, la minaccia: «Non potremmo esimerci dallo sciopero fino dalla prima dei Lombardi», prevista domenica prossima.

«Come benvenuto non c´è male» sembra abbia commentato Nastasi, che però è riuscito ad uscire dall´incontro senza che lo sciopero fosse già proclamato. «Uno sciopero che non parte subito è già un fatto positivo. C´è una disponibilità di tutti a fare le cose per bene, non in modo provvisorio» ha aggiunto Sorrentino. Ma il premio? «Non è un problema pagarlo: diventa un problema se non viene accompagnato ad altre iniziative importanti. Nessuno si tira indietro sulle proprie responsabilità: a noi le nostre, a loro le loro. Se c´è una uscita c´è una entrata» ha spiegato Nastasi mentre lasciava il Teatro. Un chiaro riferimento agli impegni presi tra organizzazioni sindacali e direzione del Maggio e collegati al nuovo piano industriale, dove questo premio era collegato ad altre iniziative di riorganizzazione, ancora non partite. Il commissario ha anche precisato che «tanti accordi si danno per acquisiti, ma c´è il decreto ministeriale 7/05 approvato all´unanimità, in materia di fondazioni lirico-sinfoniche, che ha stabilito che sono nulli tutti gli accordi stipulati post 2004. Niente è certo: bisogna ricontrattare, a partire dal nuovo accordo nazionale. E nel corso della riunione, ci siamo detti tutto quello che bisognava dire, con tutta la nostra massima disponibilità, tenendo presente la situazione finanziaria ed i conti». Conti che, ci tiene a ribadire Nastasi, dimostrano la difficoltà e la crisi «non di questa, ma di tutte le fondazioni lirico-sinfoniche italiane».

Bocche cucite dal sindacato, che intanto però non ritira né conferma lo sciopero. Positivo il giudizio del sindaco Domenici: «Con la riunione di oggi si è fatto un passo in avanti verso la consapevolezza collettiva della necessità di fare ciascuno scelte impegnative per il risanamento ed il rilancio della Fondazione. Ed è chiaro che anche una singola questione si può affrontare e discutere in un quadro di impegni più generali».

Appuntamento a venerdì, quindi, mentre Nastasi prosegue il suo giro di incontro con le realtà locali. Ieri è stata la volta del prefetto Gian Valerio Lombardi, il quale ha assicurato al commissario la sua massima disponibilità a collaborare. Faccia a faccia anche con gli esponenti di An fiorentini (guidata dal parlamentare Riccardo Migliori), che si augurano di arrivare presto alla nomina del nuovo sovrintendente «ora che sono venute meno le condizioni di stallo che ne aveva finora impedito l´effettuazione».


LA CRISI DEL ‘MAGGIO’ Primo incontro fra il commissario e i sindacati: sul tavolo il problema del pagamento del premio di risultato. La decisione è stata rinviata a venerdì prossimo
Teatro Comunale, lo sciopero è sospeso

di Ennio Macconi su la Nazione 21/9/05

Si sono visti. Si sono studiati. Si sono parlati, e alla fine si sono dati appuntamento a venerdì, alle 10 del mattino.
Per decidere tutto. Intanto, e questo spetterà ai sindacati, per stabilire se la minaccia di sciopero per la prima de «I Lombardi alla prima crociata», il 25 settembre, all’inizio della stagione 2005-2006, verrà confermata, oppure no. E poi, anche per capire, dopo tutto quello che è successo da maggio, a che punto sono le possibilità per iniziare un piano vero e credibile di risanamento, condiviso da tutti.

Si sono visti e si sono parlati per quasi due ore. Tanto è durato, ieri pomeriggio, dalle 18 quasi puntuali alle 19,57, il primo faccia a faccia tra il commissario straordinario del Maggio, Salvatore Nastasi, e le rappresentanze sindacali al gran completo dei circa 480 dipedenti del Teatro Comunale.

Presenti, anche, il vice di Nastasi, Claudio Sorrentino, e soprattutto, il sindaco Leonardo Domenici (insieme nella foto), che con lo scioglimento del CdA di cui è presidente in quanto sindaco, ieri non aveva alcuna veste ufficiale, ma che è stato ospite voluto a tutti i costi, proprio dal commissario Nastasi («Gli abbiamo chiesto di esserci come sindaco della città»).
Quella di ieri per Nastasti è stata una giornata lunga: in mattinata aveva incontrato una delegazione di Alleanza nazionale, guidata dall’onorevole Migliori. Poi aveva avuto un lungo colloquio con il prefetto Gian Valerio Lombardi. Ma l’appuntamento decisivo era con i sindacati. Sul tavolo di questo primo incontro ha pesato la lettera che sabato scorso i sindacati tutti (dai confederali agli autonomi) avevano inviato al commissario. 

Argomento: pagamento del «premio di risultato». Una lettera per dire che dentro la Fondazione stava circolando la voce di un mancato pagamento del premio definito da vecchi accordi integrativi del Teatro, e per aggiungere che: «nel caso in cui non si determinasse il normale pagamento del premio... le scriventi rappresentanze non potrebbero esimersi dalla proclamazione dello sciopero fino dalla prima dei "Lombardi" del 25». Un bel biglietto di saluti per uno, come Nastasi, che è arrivato davvero per ultimo, e che di tutto lo si potrà chiamare in causa d’ora in poi, ma non certo per cause pregresse. Dunque quello che doveva essere un incontro-conoscenza fra le parti ha finito per essere condizionato dalla lettera-minaccia. D’altra parte, il «premio di risultato» non è poca cosa per i dipendenti: oscilla su cifre da diverse centinaia di euro; dai 300, 400 fino anche a 600 e più euro, a seconda delle mansioni. I primi a uscire, a fine incontro, sono stati i sindacati. 

Esce e parla Massimo Vagaggini, Cgil, tecnico macchinista di professione. Dice che parla a nome di tutti e quattro e spiega: «E’ stato un incontro interlocutorio. Si sono prese 48 ore di tempo. Abbiamo fatto una discussione più ampia. C’è stato un clima di confronto». E la minaccia di sciopero? Vagaggini alza un po’ le mani ma non risponde. Ma l’avete ritirata? Stessa reazione. Come dire: vedremo. Dalle facce, però, qualcosa si vede: non sono particolarmente brillanti. Ben diverse, invece, quelle di Nastasi, Domenici e Sorrentino, il vice del commissario, che escono poco dopo: tutte e tre ben sorridenti. Un sorriso convinto, sembra, non solo per i flash dei reporter. Come è andata, chiediamo al commissario. « Ci siamo detti tutto qello che bisognava dirsi - risponde Nastasi - con tutta la nostra massima disponibilità. Tenendo presente la situazione finanziaria e i conti. Spero che il secondo incontro sia ancora più fecondo». Si infila Sorrentino, il vice, e rifinisce sul tenero: «Lo sciopero che non è partito subito è una bella notizia. C’è una disponibilità». Sì, ma la domanda torna sul «premio di risultato». Che farete, Nastasi? «Non è un problema pagarlo - risponde - Diventa un problema se non viene accompagnato a altre iniziative importanti». 

Facciamo notare che quel premio è previsto da accordi integrativi ormai assodati, e Nastasi non si fa prendere impreparato: «Tanti accordi si danno per acquisiti. Ma c’è un decreto ministeriale approvato all’unanimità il 7 maggio in materia di fondazioni liriche che ha stabilito che sono nulli tutti gli accordi stipulati post 2004». La risposta sembra una doccia fredda alle aspettative dei sindacati. Nastasi fa un cenno al piano industriale del Maggio, quello presentato e mai arrivato a nulla. La sensazione è, comunque, che sull’argomento non voglia chiudere. Ma è una sensazione. Il resto si vedrà venerdì. Già, ma quando finirà il suo mandato? Il 9 dicembre, dopo i tre mesi del primo incarico? «Bisogna correre, ma senza rompersi le gambe» risponde il commissario. Il sindaco, accanto, sorride consenziente.

Già. E il sindaco che ne pensa dell’incontro, lui che per una volta è stato solo ospite? «Voglio ribadire due concetti», risponde. «Il primo è che con la riunione di oggi si è fatto un passo avanti verso la consapevolezza collettiva di dover fare scelte impegnative per il futuro, il risanamento e il rilancio dela Fondazione. Il secondo è che è chiaro che anche singole questioni si possono affrontare in un quadro di impegni più generali». Insomma, fra dichiarazioni «in chiaro» e altre no, qualcosa si è capito. Ma venerdì ne sapremo molto, ma molto di più. Sarà il 23. E il 25 il sipario va su.

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