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Agli organi di informazione    

CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA

Anche i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale della Toscana partecipano a pieno titolo allo sciopero generale del 25 novembre.

         La legge finanziaria colpisce duramente anche il settore del TPL, tagliando drasticamente i contributi (già decisi negli anni precedenti) per l’acquisto di nuovi autobus.

         Lasciando il settore senza regole precise in merito all’affidamento dei servizi.

         Non adeguando le risorse destinate al servizio che sono ancora ferme ai livelli di 8  anni fa.

         E’ stato possibile continuare a garantire il servizio di trasporto anche grazie al contributo della forza lavoro, visto l’aumento del 18% di Km.  prodotti per addetto verificatosi nel periodo 1996/2003.

         Anche in Toscana gli effetti di questa situazione rischiano di produrre pesanti riduzioni dei servizi di trasporto persone e difficoltà nella gestione delle aziende di trasporto. Del resto alcuni segnali già si sono evidenziati: ATL Livorno, CAT Carrara, ATAF Firenze.

         Per fare fronte a questa preoccupante situazione le Segreterie Regionali FILT/CGIL – FIT/CISL – UILT/UIL della Toscana hanno elaborato in accordo con le Confederazioni Regionali CGIL – CISL - UIL una proposta complessiva che, coinvolgendo gli enti locali e le imprese, può contribuire a fronteggiare la situazione, evitando che gli effetti delle scelte di questa e delle precedenti leggi finanziarie si traducano in una pesante riduzione dei servizi e di peggioramento delle condizioni dei lavoratori addetti .

         Per illustrare la situazione complessiva del trasporto pubblico locale in Toscana le scriventi segreterie convocano una conferenza stampa per il giorno  GIOVEDI’ 24 novembre 2005 alle ore 11,30 presso la CGIL Regionale (Via P. Capponi, 7).

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SINDACATO

Il trasporto pubblico poco usato: «Si deve riorganizzare»

Massimiliano Fabozzi (Filt- Cgil) lancia una serie di proposte

da la Nazione 18/10/05

Quando si parla di riassetto della mobilità, si parla anche di trasporto pubblico locale (Tpl). Un Tpl che a Empoli e nel Circondario ha subìto un calo ben visibile dagli studi condotti dalla Tages: nel decennio 1991-2001 si registra infatti un incremento dell’uso del mezzo privato a scapito dei mezzi pubblici pari al 13%. Per le 7 linee urbane di competenza comunale il movimento passeggeri rilevato è risultato pari a 990 utenti sul totale delle corse esercitate con una media di 9,9 passeggeri a corsa. Le fasce orarie nelle quali si esercita la maggior parte delle corse sono quelle di punta: 7-9 con il 20% delle corse e 12-15 con il 25% delle corse. In entrambi le fasce orarie si è registrato un movimento passeggeri pari al 27% del totale. In media sulla rete urbane si sposta per motivi di studio il 41% degli utenti, il 18% per lavoro e il restante 41% per altri motivi. L’abbonamento risulta usato dal 58% circa del campione intervistato (444 utenti in tutto) mentre il biglietto dal restante 42%.

Interessante a proposito l’intervento di Massimiliano Fabozzi della Filt-Cgil del trasporto pubblico locale. «Il sindacato ha accolto con favore la nascita dell’ufficio mobilità - ha detto - e il piano urbano del traffico non può non considerare il riassetto del trasporto pubblico locale e anche di quello extraurbano, che è in calo: chi ha la capacità di governo, ha la responsabilità di sviluppare e rendere efficiente questo servizio che significa migliorare la qualità della vita e fronteggiare, oltre ai problemi derivanti dalla saturazione di traffico, anche quelli legati all’ambiente e alla salute. Ricordiamo che in città il flusso in entrata e in uscita è di 10 mila veicoli all’ora per un totale di 110 mila veicoli al giorno».

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Mercoledì sciopero dei trasporti pubblici 
Disagi per chi è solito usare gli autobus

da la Nazione 16/9/05

Sarà una giornata pesante, quella di mercoledì prossimo, per coloro , e sono migliaia , che usano gli autobus del servizio pubblico per raggiungere il proprio posto di lavoro o di scuola .
Cgil, Cisl e Uil hanno infatti proclamato uno sciopero nazionale al quale hanno aderito anche i sindacati di categoria della provincia di Firenze.
L’agitazione riguarderà, salvo ripensamenti dell’ultimo momento, sia il personale viaggiante (gli autisti) che gli addetti agli impianti fissi.

Fatto salve le fasce orarie del primo mattino, sul trasporto pubblico locale scenderà un vero e proprio black out che costringerà tantissimi pendolari ad muoversi con il mezzo privato per non rischiare di rimanere a piedi una volta uscito dal lavoro.
Ma vediamo nel dettaglio le modalità dello sciopero per quanto riguarda le aziende che fanno capo a PiùBus, la Società che garantisce il servizio ad Empoli e circondario. Il personale Sita sciopererà dall’inizio del servizio alle 04,15 , quindi dalle 8,15 alle 12,30 e dalle 14,30 al termine del servizio. I dipendenti Lazzi dall’inizio del servizio alle 5,30 e dalle 8,30 alle 12, quindi dalle 15 al termine del servizio. I dipendenti del Copit dall’inizio del servizio alle 6,30, quindi dalle 8,45 alle 12,45 ed infine dalle 16,30 al conclusione del servizio. Gli addetti agli impianti fissi sciopereranno per l’intero turno.

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Oggi niente bus per quattro ore nel pomeriggio

da la Nazione 22/4/05

Sono prevedibili disagi per la circolazione in città, oggi, a causa dello sciopero nazionale di quattro ore degli autoferrotranvieri. I sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt hanno infatti confermato la protesta che verrà attuata con modalità diverse a livello locale, fermo restando il rispetto delle fasce di garanzia. La protesta è su scala nazionale, ma avrà fasce orarie differenti a seconda delle città: qui a Firenze i mezzi pubblici si fermeranno dalle 16,30 alle 20,30.

La conferma dello sciopero è arrivata al termine di un incontro ieri mattina tra i rappresentanti dei lavoratori e quelli delle associazioni datoriali Asstra e Anav. Le nuove norme del trattamento di malattia degli autoferrotranvieri, varate mercoledì dal Senato in via definitiva, non hanno fatto cambiare idea ai sindacati che, attraverso lo sciopero di oggi, ribadiscono la loro netta contrarietà.

Il via libera alla modifica della normativa in vigore, osteggiata dalle aziende, è giunto grazie a un emendamento approvato nell’ambito del decreto antismog. L’emendamento è stato accolto invece con soddisfazione dal presidente di Asstra, Enrico Mingardi, che ha invitato i sindacati a revocare la protesta.

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Sciopero di 4 ore dei bus pubblici

da l'Unità 22/4/05

FIRENZE Dopo una settimana di passione per il traffico fiorentino, disagi previsti per oggi per la circolazione in città a causa dello sciopero nazionale di 4 ore degli autoferrotranvieri. I sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt hanno infatti confermato la protesta, che a Firenze vedrà gli autisti dell’Ataf scioperare dalle 16.30 alle 20.30. Le altre aziende di trasporto pubblico si asterranno dal lavoro dalle 17 alle 21.

Oggi sciopero dei bus dalle 16.30 alle 20.30

Sciopero nazionale di 4 ore degli autoferrotranvieri. A Firenze gli autisti di Ataf e Li - Nea si fermeranno dalle 16.30 alle 20.30 di oggi. Mentre quelli di Sita, Florentia, Lazzi e Auto Linee incroceranno le braccia dalle 17 alle 21. Anche gli operai e gli impiegati si asterranno dal lavoro le ultime 4 ore del turno giornaliero. L’agitazione proclamata dai sindacati di categoria di Cgil - Cisl - Uil è scattata dopo che il Senato ha varato le nuove norme sul trattamento di malattia degli autoferrotranvieri, varate ieri dal Senato. Il via libera alla modifica della normativa in vigore, osteggiata dalle aziende, è giunto grazie a un emendamento approvato nell'ambito del decreto antismog. L' emendamento è stato accolto invece con soddisfazione dal presidente di Asstra, Enrico Mingardi, che ha invitato i sindacati a revocare la protesta. La nuova norma rimette alla negoziazione tra le parti gli eventuali trattamenti di favore in caso di malattia, modificando in parte il precedente comma che ha equiparato il trattamento di malattia degli autoferrotranvieri a quello dei lavoratori dell'industria, scaricando però sulle aziende tutti i maggiori costi prima sostenuti dall'Inps.

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Ataf, fatto l’accordo sulla cassa malattia

da l'Unità 19/3/05

FIRENZE Lo sciopero dei mezzi pubblici di lunedì 21 è stato revocato. Gli autoferrotranvieri hanno ottenuto che i giorni di malattia tornino ad essere coperti al cento per cento. Mercoledì sera infatti a Roma c’è stato l’incontro tra Asstra, Anav, i sindacati e il sottosegretario Sacconi. Asstra ha deciso di sospendere la sua iniziativa, e cercherà di convincere il governo a tornare indietro. In caso contrario ricorrerà alla Consulta.
In questi due mesi e mezzo le aziende di trasporto cercheranno di convincere il Governo a ricollocare la cassa malattie all’Inps. Pronto il ricorso alla Consulta

Ataf, sciopero revocato: l’azienda pagherà le malattie fino a giugno
Jacopo Cosi

FIRENZE Lo sciopero dei mezzi pubblici di lunedì 21 è stato revocato. Gli autoferrotranvieri hanno ottenuto per adesso che i giorni di malattia tornino ad essere coperti al cento per cento. Mercoledì sera infatti a Roma c’è stato l’incontro tra Asstra (associazione delle aziende tra i cui iscritti figura l’Ataf di Firenze), Anav (associazione delle aziende aderenti a Confindustria, tra cui Lazzi e Sita), i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Faisa, e il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi. Asstra ha deciso di sospendere la sua iniziativa. A causa di una norma della Finanziaria 2005 infatti la cassa malattie era stata caricata quasi del tutto sulle spalle delle aziende, e tolta da quelle dell’Inps. Le aziende di trasporto pubblico, che versano in condizioni di bilancio precarie, si erano opposte al provvedimento mandando a casa degli autoferrotranvieri una lettera dove dichiaravano l’impossibilità di coprire le cifre (1,4 milioni in più per la sola Ataf). Da qui lo sciopero del 21, poi revocato perché Asstra ha deciso che pagherà al cento per cento fino al 31 maggio. 

Due mesi e mezzo di passione nei quali le aziende cercheranno di ottenere dal governo il maltolto. «Adesso speriamo di parlare di contenuti» dice la presidente di Ataf Elisabetta Tesi. «Continueremo a premere sul governo - prosegue il vicepresidente Valerio Vannetti -. E allo stesso tempo stiamo portando avanti le procedure per ricorrere alla Corte Costituzionale». Secondo Asstra infatti ci sarebbero gli estremi per sollevare un vizio di incostituzionalità sulla norma incriminata. Resta un forte mal di pancia invece per i lavoratori delle aziende iscritte ad Anav. 

L’associazione non ha revocato il provvedimento e gli autoferrotranvieri di Lazzi e Sita sono sempre scoperti. Per questo motivo, ma anche per rivolgere la protesta direttamente verso il governo, resta confermato a livello nazionale lo sciopero dell'8 aprile, che sarà di quattro ore. «Rimangono alcuni problemi - commenta Andrea Viciani della Cgil-Ataf - e il comportamento del governo continua a preoccuparci sempre di più: nell’incontro di mercoledì ci hanno proposto la soluzione di una contrattazione tra sindacati e aziende. Una cosa che non esiste! Come si fa a contrattare il pagamento della malattia? Non scherziamo per favore».

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Le aziende pagheranno i giorni di malattia ai dipendenti fino al 31 maggio
Ataf, lo sciopero non c´è più
ILARIA CIUTI su la Repubblica 19/3/05

DOPO il no a fine della riunione di giovedì scorso con i sindacati e il sottosegretario al lavoro Sacconi, Asstra (l´associazione delle aziende del trasporto pubblico locale) ci ripensa e ieri fa sapere la nuova decisione: di rinviare al 31 maggio la sospensione del pagamento dell´indennità di malattia agli autisti che le aziende avevano iniziato dal 1° marzo per protesta conto la Finaziaria che ha trasferito sulle loro spalle anche la quota prima corrisposta dall´Inps. E Cgil, Cisl, Uil e Faisa toscane ritirano lo sciopero indetto per lunedì dalle 16.30 alle 20.30 dopo le infuocate proteste degli autisti, furiosi di non venire più pagati in caso di malattia. I sindacati giudicano la sospensione un primo risultato, ma, siccome Asstra propone di usare il periodo di sospensione per trovare nuove regole sull´indennità, non cancellano, ma rimandano la protesta: all´8 aprile, giorno in cui le organizzazioni nazionali hanno già dichiarato sciopero. I bus dell´Ataf e i pullman delle linee extraurbane lunedì viaggeranno regolarmente. Si fermeranno, invece, venerdì 8 aprile.

La pace tra autisti e Asstra è guerreggiata. Bene, dicono i sindacati, ricominciare a rispettare «un diritto elementare come il pagamento della malattia». E per questo «diamo atto degli sforzi fatti per far prevalere la linea morbida dentro Asstra al presidente dell´Anci, il sindaco Domenici e alla Regione Toscana», dice il responsabile del trasporto pubblico locale toscano della Filt Cgil, Carlo Bruni. Grosse pressioni su Astra le ha fatte anche Ataf. 

Ma non basta. «La posta in gioco - aggiunge Bruni - a questo punto si è alzata. Asstra fa finta di cedere ma chiede al governo di togliere alle aziende l´obbligo di pagare la stesa indennità di prima e di rimandare alla trattativa col sindacato la ricerca di nuove regole al ribasso. Chiaramente non tollereremo mai che si paghi meno di quanto stabilito dal contratto. Asstra rimanda a maggio con l´intenzione di mettere la corda al collo del sindacato: avete due mesi per accettare tutto o ricominciamo a non pagare. La risposta inizierà dallo sciopero dell´8 aprile».

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LA MOBILITÀ
Fermi lunedì per quattro ore. Smog: Domenici scrive al governo per avere sostegni
Ataf, niente accordo sulle malattie e gli autisti confermano: sciopero

I sindaci minacciano blocchi al traffico in aprile, Firenze oltre la soglia per 53 giorni
ILARIA CIUTI su La Repubblica 18/3/05

FALLITO, alle 20 di ieri sera, l´incontro tra le associazioni delle aziende del trasporto pubblico locale che dal 1° marzo non pagano più la malattia dei dipendenti, i sindacati e il sottosegretari al lavoro Sacconi. La speranza era che se ne uscisse, se non con un accordo, almeno con la decisione di sospendere per due mesi il provvedimento in attesa di ridefinire, tra aziende e sindacati, le regole dell´indennità di malattia dopo che la Finanziaria ha tolto alle prime il contributo dell´Inps. 

Solo se quella sospensione fosse arrivata i sindacati toscani avrebbero ritirato lo sciopero dei bus cittadini e dei pullman extraurbani proclamato in tutta la regione per lunedì dalle 16.30 alle 20.30. Invece, l´unico risultato raggiunto a Roma è che Sacconi ha promesso che verrà ritirata dalla Finanziaria la clausola per cui le aziende avrebbero dovuto iniziare a pagare al posto dell´Inps le stesse identiche cifre di prima e che verrà così permesso alle aziende di stabilire nuove regole attraverso la trattativa con i sindacati. Per il resto, niente: così, sempre alle 20 di ieri, lo sciopero è stato confermato.

L´ultima speranza, visto che in tarda serata Asstra e Anav (le associazioni delle aziende) erano ancora riunite tra loro, è restata solo che la notte portasse consiglio e riuscisse a convincerle per quella sospensione negata nel pomeriggio e chiesta a gran voce da Ataf. Altrimenti la palla passa adesso a Palazzo Vecchio. «Se non la si trova a Roma, trovate voi una soluzione», hanno detto ieri le rsu di Ataf e sindacati ai capigruppo della maggioranza incontrati nel pomeriggio. D´altra parte, è stato il loro ragionamento, il Comune è il principale azionista di Ataf, deve prendere l´iniziativa. «Avremmo potuto lottare insieme alle aziende contro la Finanziaria. Ma così siamo costretti alla guerra contro aziende che cancellano un diritto fondamentale», hanno ancora detto le rsu, lasciando capire che, se si continuerà a non pagare la malattia, lo sciopero di lunedì non sarà che un inizio di una stagione caldissima...

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Autoferrotranvieri e cassa malattia, ancora scontro con il Governo. A Firenze però si è trovato l’accordo  

Un tendone per protestare

da l'Unità 15/3/05

FIRENZE Manifestazione ieri in piazza Stazione a Firenze degli autisti Ataf per protestare contro la disdetta dei trattamenti di malattia nelle aziende di trasporto. Alla manifestazione hanno partecipato circa 80 tranvieri che per l'occasione hanno allestito un gazebo, ribattezzato la «tenda del pronto soccorso per gli autisti ammalati». Saltata intanto a Roma l’intesa con il ministro del lavoro e del welfare Roberto Maroni. Tutto rinviato a giovedì. Tuttavia l’Asstra (associazione delle aziende di trasporto pubblico in Italia) avrebbe intenzione di presentarsi con la sospensione della lettera di disdetta del trattamento malattie ai lavoratori del pubblico trasporto. Questo vuol dire che a Firenze Ataf sarebbe pronta a pagare secondo quanto stabilito dalla nuova norma delle Finanziaria 2005, in attesa di vincere la sua battaglia con il governo che ha deciso di mettere sulle spalle delle aziende tutto il peso della cassa malattie, togliendo l'onere all'Inps.
Il vertice romano è stato aggiornato a giovedì, intanto Asstra ha deciso di coprire la cassa malattie

L’Ataf pagherà i giorni di malattia
Jacopo Cosi

Primo round agli autisti. La riunione di ieri a Roma con il ministro del lavoro e del welfare Roberto Maroni è saltata ma il sottosegretario Guido Sacconi ha aggiornato il tutto a giovedì pomeriggio. E l'Asstra (associazione delle aziende di trasporto pubblico in Italia) avrebbe intenzione di presentarsi con la sospensione della lettera di disdetta del trattamento malattie ai lavoratori del settore del pubblico trasporto. Questo vuol dire che a Firenze Ataf sarebbe pronta a pagare secondo quanto stabilito dalla nuova norma delle Finanziaria 2005. Stringendo i denti in attesa di vincere la sua battaglia con il governo che ha deciso di mettere sulle spalle delle aziende di trasporto pubblico tutto il peso della cassa malattie, togliendo l'onere all'Inps.

Ieri la battaglia dei lavoratori è andata in scena alla stazione Santa Maria Novella di Firenze. Tra il serio e il faceto gli autoferrontranvieri hanno denunciato la loro situazione. Ataf che non può sobbarcarsi 1,4 milioni di euro di cassa malattie, i quali venivano pagati dall'Inps, ha mandato dal primo marzo la disdetta a casa dei lavoratori. A questo punto, siccome la Finanziaria 2005 aveva deciso appunto che l'Inps non pagava quasi più niente e le aziende di trasporto quasi tutto, gli autoferrotranvieri sono, se si ammalano, «senza stipendio per i primi tre giorni e poi dal quarto con il solo cinquanta per cento» spiega Massimiliano Bianchi della Filt-Cgil. E ieri alla stazione di Santa Maria Novella gli autisti si misuravano la pressione prima di partire: «È alta» dice uno. «Parto lo stesso» risponde l'autista che scherza, perché per fortuna non è vero. E se anche fosse vero è meglio partire, lavorare e non rimanere a casa a fare la fame, visto che nessuno paga la malattia.
«Stamani al gazebo della stazione abbiamo cercato di mettere in evidenza, e informare l'opinione pubblica anche in preparazione dello sciopero del 21 marzo - dice sempre Bianchi - che sarà di quattro ore e vedrà partecipare gli iscritti ai sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) e Faisa».

Giovedì però potrebbe cambiare tutto e lo sciopero essere rinviato, se passerà la nuova linea delle aziende che a Firenze significa Ataf. Cioè, come detto, Asstra (a cui Ataf è iscritta) sarebbe pronta a pagare la malattia secondo quanto stabilito dal governo per uno-due mesi ai lavoratori del servizio di trasporto locale finché non vincerà la sua battaglia. Convincere il governo a riportare la situazione alla normalità, con l'Inps che fa l'Inps e paga la malattia ai lavoratori e le aziende che continuano a versare la loro parte senza doversi svenare. «Speriamo che la situazione si sblocchi» aggiunge Bianchi. «Il rischio di confusione è ancora altissimo - dice la presidente di Ataf Elisabetta Tesi -. Lungi da noi non corrispondere il trattamento di malattia ai lavoratori, ma non certo come deciso dalla Finanziaria. Non possiamo accollarci altri 1,4 milioni di spese».

Alla manifestazione in Santa Maria Novella hanno partecipato circa 80 autoferrotranvieri che per l'occasione hanno allestito un gazebo, ribattezzato la "tenda del pronto soccorso per gli autisti ammalati", in cui sono stati simbolicamente distribuiti medicinali e cure mediche. L' iniziativa è stata inoltre accompagnata alle 12 da un minuto di fermo del servizio durante il quale gli autisti hanno suonato a ripetizione il clacson in segno di protesta.

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LA VERTENZASlitta a giovedì l’incontro al ministero del Welfare

Autisti ai ferri corti

Ataf, rivolta contro i tagli all’indennità di malattia «In altre città i primi tre giorni vengono pagati»

E’ stato confermato il nuovo sciopero per lunedì 21
Pronto soccorso improvvisato alla Stazione ‘Grido di dolore’ con i clacson

da La Nazione 15/3/05

Monta la rabbia fra gli autisti dell’Ataf, ora che il governo Berlusconi ha tagliato l’indennità di malattia. Monta la rabbia anche verso l’amministrazione comunale, che partecipa alla gestione dell’azienda tranviaria, con una propria quota. «Le aziende di importanti città come Genova, Bologna e Milano — racconta Cristiano Sabatini, della Uil trasporti — hanno deciso di pagare i primi tre giorni di malattia dei lavoratori in attesa di trovare una soluzione per tutti, a Roma. Ma ci sono anche altri comuni toscani che si stanno comportando nello stesso identico modo di Genova, Bologna e Milano. Stiamo parlando di Massa Carrara, Piombino, mentre Lucca sta decidendo. Ci rendiamo conto che Leonardo Domenici, oltre a essere sindaco di Firenze, è anche presidente dell’Anci, quindi una sua presa di oposizione può influenzare altri comuni, ma ciò non toglie che realtà importanti sono scese subito a fianco dei lavoratori. Di fatto questo emendamenento, per effetto dell’allegato alla legge finanziaria, cancella ottant’anni di conquiste e ci riporta al 1924, con i lavoratori divisi in due categorie: gli stipendiati e i salariati, i buoni e i cattivi. Fra i buoni ci sono gli impiegati e i capicontrollori, fra i cattivi gli autisti e i controllori».

L’allegato alla Finanziaria, spiega Sabatini, ha rivoluzionato le erogazioni Inps e Inail. Per i primi tre giorni di malattia i lavoratori non percepiscono una lira. Su uno stipendio di 1.100 euro si possono perdere anche 150 euro; dal quarto al ventitresimo giorno al lavoratore viene riconosciuta un’indennità pari al 60% dello stipendio e dal ventitresimo al 180° giorno l’indennità scende al 50%. Ogni due anni, poi, gli autisti dell’Ataf vengono sottoposti a visita medica. Se i valori pressori o quelli sanguigni non risultano perfetti, il lavoratore può essere rimosso dalla guida e inviato in un altro settore e, se questo settore è già occupato, rischia di restare in lista di attesa a stipendio zero.

I dipendenti dell’Ataf hanno cercato anche la mediazione del prefetto, il quale per due volte ha organizzato riunioni, ma la presidenza dell’azienda tramviaria non si è presentata perché, questa la motivazione, la trattativa va fatta a livello nazionale e non locale.

La vertenza — fermo restando il fatto che il 21 marzo ci sarà un nuovo sciopero — si sta inasprendo non solo per le notizie che arrivano da Comuni che hanno deciso di pagare le indennità di malattia, ma anche da ciò che succede sul piano nazionale.
Ieri mattina, infatti, ci doveva essere un incontro a Roma, con il sottosegretario al Welfare, Guido Sacconi, ma è saltato. L’incontro è stato rinviato a giovedì.

Stamani a Firenze Cgil Cisl Uil e Faisa si incontreranno per decidere iniziative di lotta da adottare proprio nella giornata di giovedì, in occasione dell’incontro romano.

Ieri, fra piazza della Stazione e piazza dell’Unità, nella rotonda, i dipendenti dell’Ataf hanno allestito un ‘pronto soccorso’ chiamato «Ospedale Fate Bene Fratelli», convenzionato con il governo e le associazioni dei datori di lavoro, Asstra e Anav. L’ospedale da campo era attrezzato per soccorrere autisti ammalati, costretti comunque a prendere servizio per non perdere lo stipendio. Alcuni dipendenti Ataf, vestiti con camice bianco come i medici, hanno distribuito medicine virtuali e prestato i primi interventi come misurare la pressione.

A mezzogiorno i bus si sono accostati alle fermate e hanno lanciato il loro ‘grido di dolore’: per un minuto hanno suonato il clacson a ripetizione.

Con questa iniziativa fantasiosa e clamorosa, i lavoratori dell’Ataf hanno inteso richiamare l’attenzione degli utenti e della popolazione di Firenze per ottenere il sostegno alla loro vertenza. Qualcosa di altrettanto fantasioso sarà organizzato giovedì in concomitanza con l’incontro di Roma. Ieri si stava pensando anche a un corteo. Oggi si conosceranno le decisioni del sindacato.

Lo sciopero proclamato per lunedì 21 marzo resta in piedi. E nulla potrà scongiurarlo, se non la revoca della disdetta dei trattamenti di malattia nelle aziende di trasporto. L’allegato alla Finanziaria è stato definito nel volantino distribuito ieri ai passeggeri dell’Ataf «una vergogna». «Il lavoratore malato ha il diritto di essere pagato».

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Incontro a Roma. Gli autisti preparano una tenda di pronto soccorso come protesta e manifesteranno a mezzogiorno
Vertenza Ataf, il giorno della verità

da la Repubblica 14/3/05

Il governo ha deciso di scaricare sulle aziende i costi delle malattie
oggi è il giorno della verità per la vertenza malattie che riguarda gli autisti dell´Ataf, l´azienda e il governo. Oggi si terrà il vertice al ministero dei trasporti a Roma, giudicato decisivo «per capire le intenzioni del governo», dice il vicepresidente Ataf Valerio Vannetti. La finanziaria ha infatti scaricato sulle aziende il costo dei giorni di malattia dei dipendenti: il risultato è che i deficit dei bilanci sono notevolmente aggravati e ai lavoratori non tutte le assenze per motivi di salute vengono pagate. E i lavoratori sono in aperta rottura conil governo ma anche con l´azienda. Intanto Cgil Cisl Uil e Faisa oggi allestiranno una simbolica tenda di pronto soccorso in piazza della stazione alle ore 11 e fermeranno i bus per un minuto a mezzogiorno suonando insieme i clacson a ripetizione. In attesa dello sciopero che è già stato indetto per il 21.

LA PROTESTA
Tenda "pronto soccorso" dei sindacati in piazza stazione, a Roma le aziende incontrano il governo
Ataf, finti medici per gli autisti oggi vertice sulla vertenza malattie

MASSIMO VANNI

Una tenda di pronto soccorso in piazza stazione e alle 12 lo stop dei bus con concerto di clacson. E´ la protesta degli autisti Ataf, che per effetto dell´allegato alla legge finanziaria lavorano adesso senza indennità di malattia. Non riscuotono cioè lo stipendio per la totalità dei giorni in cui risultano malati.

Gli autisti di Cgil, Cisl, Uil e Faisa monteranno una simbolica tenda di pronto soccorso in piazza stazione alle 11. E un´ora dopo, a mezzogiorno in punto, fermeranno per 1 minuto i bus alla fermata più vicina suonando il clacson a ripetizione. Una protesta che annuncia lo sciopero del 21 prossimo e che va in scena nelle stesse ore del vertice convocato al ministero dei trasporti. Un vertice giudicato decisivo da Ataf, «per capire le intenzioni del governo», dice il vicepresidente Valerio Vannetti.
La finanziaria ha scaricato i costi della malattia sui bilanci delle aziende di trasporto. Col risultato di aggravare i deficit: «Eravamo riusciti a scendere a 8 milioni di deficit per il 2005, rispetto ai 13 previsti, adesso però rischiamo di dover pagare ancora 1,4 milioni di euro, se davvero i costi delle malattie ci cadranno addosso», dice Vannetti. Il bilancio aziendale è decisivo, ma gli stipendi lo sono di più: un autista che guadagna 1.100 euro al mese, può perdere anche 150 euro se sta a casa tre giorni. 

Non era possibile, come ha fatto Cofferati a Bologna, garantire comunque le indennità? No, secondo Vannetti: «Così si allenta la presa sul governo, è invece il governo il responsabile ed è sul governo che bisogna premere». Non così però la pensano i sindacati, che sono quasi più arrabbiati con l´azienda che col governo: «Quella della finanziaria è fantascienza, ma non capiamo la scelta delle aziende», dice Cristiano Sabatini della Uil. «Finora le indennità venivano coperte per metà dall´Inail e per metà dalle imprese: almeno per la loro metà potevano garantire il pagamento», insiste Sabatini.

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I SINDACATI
"Governo e Ataf fanno scaricabarile"

da la Repubblica 11/3/05

«Governo e aziende fanno a scaricabarile sulle spalle dei lavoratori». Giudizio duro da parte dei tre segretari toscani di Cgil, Cisl e Uil, Silvestri, Salvadori e Marchiani, sulla decisione delle aziende del trasporto pubblico di non pagare più i primi tre giorni di malattia dei dipendenti e di decurtare del 50% il salario dei giorni successivi. Denunciano «la forzatura della Finanziaria che ha trasferito gli oneri di copertura della malattia dall´Inps alle aziende». Ma anche le aziende che «invece di far valere le proprie ragioni nei confronti del governo, prendono provvedimenti che non hanno uguali nel mondo».

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IL CASO
La Finanziaria obbliga le aziende a versare una parte dell´indennità finora tutta coperta dall´Inps
Bologna paga, Firenze no "Niente stipendio a chi è malato"

I Comuni azionisti sposano in pieno la linea dura assunta dalle associazioni nazionali

da La Repubblica 10/3/05

MENTRE ieri gli autisti scioperavano, Ataf era riunita con i sindaci dei Comuni azionisti, Firenze in testa con il suo 82% di quote (presenti il vicesindaco Matulli e l´assessore al bilancio Albini), e poi Sesto, Scandicci, Campi, Bagno a Ripoli, Calenzano, Fiesole, Impruneta e Vaglia. Un incontro già fissato per discutere della ricapitalizzazione dell´azienda, in cui invece si è prima di tutto parlato dello sciopero. Resistere, è stata la direttiva dei Comuni all´Ataf, aderire fino in fondo alla trattativa nazionale in cui le associazioni delle aziende del trasporto pubblico italiane, Asstra e Anav, hanno deciso di disdettare ogni accordo sul trattamento di malattia, lasciando gli autisti malati senza paga finchè non vengano riviste le regole delle indennità di malattia. Una decisione presa dopo che la Finanziaria ha liberato l´Inps dal farsi totale carico degli autisti malati, obbligando le aziende a pagarli in parte di tasca loro come succede nell´industria. Asstra e Anav si incontreranno la settimana prossima al ministero del lavoro, chiede di essere presente anche la presidente di Ataf, Elisabetta Tesi.

Un atteggiamento diverso, quello di Firenze e degli altri Comuni, rispetto ad altre città, dove le aziende, di fronte alle proteste degli autisti, hanno deciso autonomamente di continuare a pagare almeno per altri due mesi, in attesa che la situazione si definisca. Lo ha chiesto all´azienda di Bologna il sindaco Cofferati, lo hanno deciso La Spezia, Genova e Milano, queste ultime due non appartengono neanche ad Asstra. Ma i sindaci di Ataf rivendicano la fermezza: «Ancora una volta le pesanti politiche del governo ricadono sui Comuni e sulle aziende partecipate». Protestano che loro stessi e l´azienda dovrebbero sborsare ben 1.400.000 euro per le indennità di malattia degli autisti. «Riteniamo importante mantenere l´unitarietà della trattativa nazionale - concludono - Come altrettanto importante sarà il confronto ampio con i sindacati regionali». Nel frattempo Asstra e Anav ricorreranno contro i Cobas accusati di aver trasformato in sciopero contro il caso malattia una protesta già indetta per il contratto nazionale. (i.c.)

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Segreterie Provinciali di Firenze

Agli organi di informazione

 NOTA SULLO SCIOPERO DEL 9 MARZO 2005 

A seguito dell’atto irresponsabile del Governo, che attraverso un provvedimento ha modificato i trattamenti di malattia, scaricando tutto l’onere sull’Azienda, nonché a seguito degli atti unilaterali delle aziende toscane del TPL, ivi compresa ATAF, le quali hanno azzerato i vecchi trattamenti di malattia senza confronto alcuno con le OO.SS., saltando, non presentandosi nella sede prefettizia, le procedure di raffreddamento,  si è palesata l’alta adesione allo sciopero del 9 marzo 2005, non indetto dalle OO.SS. in questione, il quale sciopero, tra l’altro, non verteva sul trattamento di malattia.

Preannunciamo che, visto il clima nelle aziende,lo sciopero del 21 marzo 2005 indetto da FILT/cgil – FIT/cisl – UILTrasporti/uil – FAISA/cisal, sulla questione del trattamento malattia, determinerà un’alta adesione dei lavoratori , provocando forti disagi agli utenti del servizio.

Le Segreterie

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AI LAVORATORI e ALLA STAMPA

proclamazione di una prima azione di sciopero regionale di 4 ore.

Queste OO.SS , dopo aver espletate le procedure di raffreddamento e conciliazione, così come previsto dalla legge 146/90 e 83/2000 sulle problematiche relative alla illegittima disdetta del trattamento di malattia per gli autoferrotranvieri ed avendo avuto dette procedure esito negativo, proclamano una prima azione di sciopero regionale per il giorno 21 marzo c.a. dalle ore 16.30 alle ore 20.30. Tale sciopero dovrà essere effettuato secondo le modalità degli accordi applicativi del diritto di sciopero in vigore in ogni singola azienda e con la salvaguardia delle fasce di garanzia.

Sarà cura delle OO.SS comprensoriali, comunicare le modalità nelle rispettive aziende con il preavviso dei 10 giorni previsti.Lo sciopero si è reso indispensabile per gli inammissibili atti di rottura delle relazioni industriali con il non rispetto delle leggi, la disdetta delle norme ed accordi che regolano il trattamento di malattia degli autoferrotranvieri. IL tutto nell’illegittimità e con la palese volontà di creare confusione nel settore e le conseguenti spaccature tra i lavoratori; ciò in totale disprezzo per il servizio oltre che per l’utenza.

L’atteggiamento negativo delle aziende è proseguito durante le procedure di raffreddamento e conciliazione, nonostante la norma prevista dall’articolo 2 punto B della regolamentazione provvisoria della commissione di garanzia, circa la sospensione degli atti unilaterali.

La gravità della situazione è tale da far prevedere che, se non avviene il ritiro immediato delle disposizioni date dalle aziende, ci saranno le proclamazioni di altri scioperi ed iniziative atte a contrastare tali atteggiamenti.

Facciamo presente che le controparti datoriali non si sono presentate alle procedure di conciliazione e raffreddamento.

E’ inaccettabile che lavoratori esposti a rischi notevoli debbano presentarsi in servizio in situazioni di precarietà di salute, diventando un pericolo per se stessi e i cittadini tutti, poiché le aziende, non pagando i primi tre giorni di malattia e decurtando tutti gli altri istituti, costringono i lavoratori a presentarsi al lavoro anche con la febbre.

Facciamo presente che l’atteggiamento delle aziende toscane non è riscontrato in tutte le aziende italiane del TPL. Difatti molte hanno responsabilmente non effettuato la disdetta e altre hanno sospeso la messa in pratica.

 

Firenze lì, 8 febbraio 2005                                     Le segreterie Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal della Toscana

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Bus, oggi sciopero contro il governo

Berlusconi scarica i costi della malattia sulle aziende che non possono pagare. E il welfare non c’è più

Jacopo Cosi sull'Unità 9/3/05

FIRENZE Un’influenza? Costerà 600 euro. Un’operazione chirurgica con convalescenza e riabilitazione? «Metterà gli autisti alla fame» dice Andrea Viciani della Cgil-Ataf. Il governo ha tagliato le risorse alle aziende di trasporto pubblico e non contento in una norma della Finanziaria ha accollato sulle spalle di queste anche le spese per la malattia, che fino a ieri spettavano all’Inps in maggior parte. Le aziende di trasporto pubblico hanno quindi deciso a livello nazionale di sospendere i pagamenti (a Firenze dal primo marzo) maggiorati dalla Finanziaria del governo di centrodestra. Agli autoferrotranvieri non è rimasto altro che l’arma dello sciopero.
Ti ammali? E allora niente stipendio

Bus fermi per lo sciopero contro i tagli voluti dalla Finanziaria. A Firenze revocato il “mercoledì ecologico”

Sciopero di 24 ore oggi. E poi non è finita perché Carlo Bruni, coordinatore regionale della Filt-Cgil, annuncia lo «stato di agitazione permanente da ieri», e conferma notizie di picchettaggi e autobus che improvvisamente mettono il cartello deposito e scendono i passeggeri a Firenze. Il passo verso lo sciopero selvaggio che mise al centro dei riflettori un anno fa circa soprattutto gli autoferrotranvieri di Milano è breve, vicino.

Lo sciopero di oggi è indetto dai Cobas per altri motivi che non sono quello della cassa malattie. I Cobas contestano soprattutto il rinnovo del contratto di lavoro che invece i sindacati confederali hanno firmato di recente con le aziende di trasporto pubblico. Ma allo sciopero di oggi parteciperanno anche i lavoratori iscritti ai sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil, per le ragioni appunto suddette del taglio all'assistenza sanitaria operato di fatto dal governo. E non finisce qui perché i confederali hanno poi proclamato a livello regionale un altro sciopero che sarà di 4 ore il 21 marzo prossimo. «Per cominciare» dicono. In attesa che a livello nazionale sempre i confederali scelgano la data di quello che sarà il terzo sciopero del settore.

La battaglia parte a tutto vantaggio del governo per adesso. Gli autisti sono contro le aziende e scioperano. Una guerra tra poveri. La rabbia degli autisti è stata scatenata infatti dalle aziende di trasporto, le quali però obtorto collo hanno dovuto dire: non possiamo sostenere anche la cassa malattie, non pagheremo un euro in più ai lavoratori di quello che già sosteniamo. E così dal primo marzo gli autisti non prendono quasi niente se si ammalano, perché la parte che spetta all'Inps, come deciso in Finanziaria, è diminuita.

Ieri Cgil, Cisl e Uil sono usciti molto arrabbiati dalla Prefettura di Firenze. Aspettavano di incontrare Ataf per cercare una soluzione al problema. Ma Ataf, come aveva annunciato, non si è presentata. «Questa partita è nata con un provvedimento del governo sulla Finanziaria - dice il vicepresidente dell'azienda fiorentina di trasporto pubblico Valerio Vannetti -, vogliono destabilizzare il settore accentuandone le difficoltà e attaccando i lavoratori». «Il comportamento delle controparti datoriali - attacca Carlo Bruni - è dir poco osceno. Perché non si sono presentati all'incontro in Prefettura? A Bologna, l'Atc ha sospeso il provvedimento fino al 31 maggio. Potevano farlo anche loro».

«Perché si rivolgono contro di noi? - risponde Vannetti -. Lo scherzo che il governo ha combinato al trasporto pubblico locale con la Finanziaria costerebbe ad Ataf un milione e mezzo di euro in più. Come facciamo a dire: eccoli, adesso che stiamo cercando di ristruttura i conti del bilancio» che sono in profondo rosso. «Questa è una materia di natura nazionale, per il confronto non serve andare in Prefettura a Firenze - continua il vicepresidente -. Dove li riprendiamo i soldi? Dobbiamo scaricare tutto sui cittadini aumentando le tariffe? Capisco il sindacato, ma le aziende sono l'anello debole di questo meccanismo, non devono attaccare noi». Poi Vannetti chiosa con una apertura ai sindacati: «Ci sono tutte le condizioni per fare una battaglia comune e denunciare la politica irresponsabile di questo governo».

Oggi a Firenze per i disagi che si creeranno dallo sciopero degli autobus sarà revocato il blocco alla circolazione degli euro 1 e di tutti gli altri mezzi che si fermano al mercoledì. Via libera insomma a tutti i veicoli. Domani invece resta il solito blocco del traffico: non potranno circolare le auto con targa dispari né i veicoli euro 0. Ataf e Linea scioperano dall'inizio del servizio alle 6; dalle 9 alle 11.45; dalle 15.15 a fine servizio. Sita dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 a fine servizio. Lazzi dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 a fine servizio.

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Come funzionava (e come non funziona) la malattia

Le nuove «regole» volute dal governo sula gestione della malattia nelle aziende pubbliche di trasporto si traducono in un pesantissimo danno nei confronti dei lavoratori. Ecco cosa succedeva prima dei nuovi provvedimenti e quale è la situazione attuale.
FINO AL TERZO GIORNO
Per i primi tre giorni di malattia secondo le vecchie norme il salario veniva pagato per il 50 per cento dal’Inps e per il restante 50 per cento dal’azienda. Ora dovrebbero esser pagati interamente dal'azienda, ma dal'inizio del mese non percepiscono nulla.
DAL QUARTO AL VENTESIMO GIORNO
Tra il quarto e il ventesimo giorno gli autisti malati venivano pagati interamente dall'Inps, Con le nuove norme invece dovrebbero esser pagati a metà tra Inps e azienda. Dal primo marzo percepiscono metà dello stipendio perché le aziende non hanno risorse per far fronte alla loro parte.
DAL VENTUNESIMO GIORNO IN POI
Dal ventunesimo al centotantesimo giorno di malattia gli autisti erano pagati interamente dal'Inps. La Finanziaria del governo ha stabilito invece che il 34 per cento di questo costo ricada sule spalle delle aziende. Di conseguenza, sempre a partire dall’inizio di marzo, i malati percepiscono soltanto il 66 per cento dello stipendio.

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I BUS
Oggi sciopero Cobas revocati tutti i blocchi
ILARIA CIUTI su La Repubblica 9/3/05

C´è lo sciopero dei bus, saltano i provvedimenti antismog. Niente blocco né per euro 0 né per euro 1. Oggi circolano liberamente tutti i tipi di veicoli. Lo ha deciso il sindaco Domenici a causa dello sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico proclamato dai Cobas. Fermi i bus di Ataf e Li-nea dall´inizio alle 6, dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.14 alla fine. Per la Sita, stop dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alla fine. Per la Lazzi, dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alla fine. Il 21 lo sciopero del bus si ripete: lo hanno deciso ieri Cgil, Cisl, Uil e Faisa.

LO SCIOPERO
Protestano i Cobas ma i confederali, che si fermeranno il 21, potranno aderire individualmente anche oggi
Fermi i bus, revocati i blocchi del traffico

DOMANI torna tutto come previsto, è giovedì e si fermano auto e motorini euro 0 dalle 8 alle 19 e targhe dispari dalle 9 alle 17. Quanto allo sciopero del bus di oggi, è molto probabile che aderiranno assai più autisti di quelli dei soli sindacati autonomi. Cgil, Cisl, Uil e Faisa hanno proseguito anche ieri il loro tentativo di trovare un accordo a livello locale e sono andati dal prefetto per cercare di incontrare le aziende toscane. Non l´hanno trovato e la loro protesta è rimandata al 21. Ma già ieri mattina hanno organizzato un sit in davanti ai cancelli Ataf di viale dei Mille e hanno appeso in azienda i volantini che danno libertà di coscienza ai loro iscritti e simpatizzanti a proposito dell´adesione alla fermata indetta dai Cobas. In pratica, scioperate pure anche voi, se volete.

«La situazione è troppo grave per fare distinguo. Qui si sciopera per difendere la malattia», dicono le rsu Cgil alludendo al fatto che gli autisti protestano perchè dal 1° marzo non vengono più pagati se sono malati. Le aziende hanno ritirato qualsiasi accordo sul trattamento per la malattia, dopo che la Finanziaria ha tolto loro i sostegni dell´Inps, obbligandole a pagare di tasca propria. Una situazione tesissima che non ha lasciato spazio ad alcuna mediazione. Anche ieri, dopo la defezione di lunedì scorso, le aziende non si sono presentate dal prefetto. «Non lo devono fare, perché la vertenza è nazionale», le giustificano le associazioni di categoria, Asstra e Anav. Ma i sindacati sono di avviso contrario: gli accordi, sostengono, sono stati cancellati azienda per azienda e le singole aziende devono tornare sui loro passi. Non importa se le segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil e Faisa, non hanno ancora deciso il prevedibile sciopero nazionale. I sindacati toscani ne hanno già indetto ieri uno regionale: dalle 16.30 alle 20.30 del 21 marzo.(i.c.)

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LO SCIOPERO Protestano gli autisti delle aziende pubbliche e private

I Cobas incrociano le braccia Oggi si fermano gli autobus

di Ennio Macconi su La Nazione 9/3/05

Lo sciopero lo ha proclamato la confederazione dei Cobas (che fra i sindacati non è maggioranza) ma, visto i temi della protesta, oggi è probabile che a incrociare le braccia siano davvero in tanti fra gli autisti di Ataf, Sita, Lazzi, Cap. Questo vuol dire che oggi potrebbe essere davvero una giornata pesante, senza, o con pochissimi mezzi pubblici funzionanti e circolanti. La protesta dei Cobas ci sarà dall’inizio del servizio stamattina fino alle 6,15; dalle 9,15 alle 11,45; dalle 15,15 fino al termine del servizio, la sera. Attenzione ancora alle ‘fasce protette’, i due periodi della giornata durante i quali, per legge, il servizio deve essere garantito.Questi periodi garantiti vanno: dalle 6 alle 9,15; dalle 11,45 alle 15,15.

I Cobas hanno proclamato 24 ore di sciopero nazionale per protestare ancora una volta contro il contratto nazionale firmato dalle altre organizzazioni sindacali nei mesi scorsi (Cgil, Cisl e Uil in testa), ma non da loro e soprattutto, per protestare contro la legge finanziaria del 2005 e ciò che ha prodotto a proposito delle assenze per malattia. La finanziaria 2005 volendo far risparmiare l’Inps che prima pagava l’intero importo per i giorni di malattia, ha stabilito che ad assumersene l’onere debbano essere le aziende del trasporto pubblico. Cosa che né le aziende pubbliche (come l’Ataf, per esempio) adereni all’Astra, né quelle private (Sita, Lazi, Cap), aderenti all’Anav hanno alcuna intenzione di fare, visto anche il pesante riflesso che questo avrebbe sui bilanci già in fibrillazione. In pratica così, se un autsita o un dipendente Ataf o Lazzi si ammalasse, non prenderebbe un euro di stipendio per i primi 3 giorni; dal 4° al 20° giorno riscuoterebbe solo il 50 per cento; dal 21° giorno al 180° arriverebbe al 66 per cento. «Insieme alla protesta contro la firma del contratto nazionale — spiega Alessandro Nannini, membro dell’esecutivo nazionale dei Cobas — la protesta per la diaria giornaliera, il periodo di malattia insomma, è il motivo centrale dello sciopero». Secondo Nannini c’è da aspettarsi una adesione alta. «La faccenda della malattia — aggiunge — colpisce davvero tutti». Cgil, Cisl e Uil, che sembrano condividere in pieno le perplessità su quanto prodotto dalla legge finanziaria oggi però non scioperano. Ieri, per le cosiddette «procedure di raffreddamento» (il tentativo di conciliazione prima della protesta) dovevano incontrarsi in prefettura con le aziende di trasporto. 

Appuntamento che le aziende hanno disertato, dopo aver motivato la loro decisione: presenza inutile, visto che in sede locale, le aziende non hanno alcuna competenza a trattare un argomento come questo. A questo punto, questione di giorni, è di fatto già scontato, che anche i sindacati confederali e la Faisa proclamino lo sciopero. «Penso che proclameremo uno sciopero regionale che probabilmente potrà esserci tra il 19 e il 21 marzo — risponde Andrea Viciani, responsabile del trasporto pubblico della Filt-Cgil di Firenze — Nessuno ha una situazione come quella degli autoferrotramvieri per la malattia, ad esempio. Noi intanto a livello nazionale ci siamo già mossi per presentare ricorsi legali contro le aziende, ma sollevando anche il problema agli ispettorati del lavoro. Solo che noi in Toscana ci siamo mossi per primi, ma le aziende in prefettura, hanno fatto arrivare un documento in cui spiegano che loro non hanno competenza in sede locale».

Elisabetta Tesi, presidente dell’Ataf, a proposito della protesta risponde così: «Questa della finanziaria è una cosa che secondo me non doveva avvenire e che di fatto subiamo noi aziende, e anche i lavoratori. Dobbiano discutere con il governo per capire perchè assegni alle aziende degli oneri aggiuntivi di questa portata (almeno 100 milioni di euro, in tutta Italia). E mi sembra anche legittimo che i lavoratori siano salvaguardati di fronte alla malattia e nello stesso modo, rispetto a tutti gli altri lavoratori».

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PROTESTA COBAS
Trasporti pubblici domani sciopero
Cgil Cisl Uil e Faisa stanno per fissare il secondo giorno
ILARIA CIUTI su La Repubblica 8/3/05

SCIOPERO del bus domani per l´intera giornata. Lo indice il sindacato di base a livello nazionale. Dunque anche Cobas e sindacati autonomi di Ataf, Li-nea, Sita, Lazzi. Si viaggerà al sicuro solo nelle fasce di garanzia, il resto è a rischio. L´orario di fermata è, per i bus di Ataf e Li-nea, dall´inizio del lavoro alle 6 del mattino, dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.15 alla fine. Per i pullman della Sita dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alla fine servizio. Per la Lazzi dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alla fine.

Non sarà il solo sciopero degli autisti questo marzo. Cgil, Cisl, Uil e Faisa minacciano di replicare intorno al 20. Hanno tentato ieri l´ultima possibilità di mettersi d´accordo davanti al prefetto mentre un gruppo di autisti faceva un sit-in in strada. Il tentativo è fallito perché Ataf e le altre aziende del trasporto pubblico non si sono presentate. Il prefetto ha fissato un nuovo incontro per oggi. Ma Asstra e Anav (le due associazioni nazionali delle aziende) hanno già comunicato che la questione del trattamento in caso di malattia dei dipendenti - la ragione per cui si sciopera - è «di esclusiva competenza nazionale» e che a livello locale sono impossibili negoziati.

La spiegazione non convince i sindacati confederali: «Se anche oggi le aziende non si presentano, noi decideremo la data dello sciopero a livello regionale». In attesa, intanto c´è la fermata di domani. Dovrebbero aderirvi solo gli autisti dei Cobas, che sono in minoranza in Ataf, Sita e Lazzi. Ma non è facile prevedere cosa accadrà, se anche gli altri si uniranno visto che il motivo del contendere è scottante per tutti. E´ successo che dal primo marzo gli autisti malati hanno visto andarsene lo stipendio: non ricevono più niente i primi tre giorni, il 50% fino a 20 giorni, il 66% dopo. Ovvero intascano solo la parte dell´Inps che prima li pagava per intero. A sparigliare le carte è stata la Finanziaria che ha deciso di equiparare le aziende del trasporto pubblico all´industria e liberare l´Inps dall´obbligo di pagare l´intera malattia. Ma Asstra e Anav hanno esortato le aziende a non tirare fuori una lira per protesta contro la Finanziaria. «E´ assurdo che debbano pagare i lavoratori», replicano i sindacati su questo punto uniti, anche se non sui tempi della lotta: confederali e autonomi.

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I BUS
Lunedì dal prefetto poi scatterà lo sciopero

da La Repubblica 4/3/05

I delegati toscani di Cgil, Cisl, Uil, Faisa degli autisti di Ataf e delle altre aziende dei bus regionali hanno confermato. Se lunedì dal prefetto non si raggiungerà un accordo sul trattamento dei giorni di malattia sarà subito un primo sciopero (oltre a quello del 9 dei Cobas) seguito da «tutti gli altri scioperi necessari». Ciò, nonostante che la presidente Ataf, Elisabetta Tesi, precisi che le aziende toscane hanno smesso di pagare, per polemica con la Finanziaria, la malattia dalla stessa data delle altre aziende italiane e che la vertenza è nazionale.

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Cgil Cisl e Uil decideranno oggi la data: la rottura è avvenuta sul pagamento delle malattie
I bus verso il doppio sciopero mercoledì il primo stop per 24 ore
Indetto dai sindacati di base, poi i confederali

La Finanziaria ha tolto all´Inps l´obbligo dei versamenti per trasferirlo alle aziende Ma dal 1° marzo molti lavoratori sono scoperti

ILARIA CIUTI su La Repubblica 3/3/05

I BUS si fermano. Sono previsti ben due scioperi di Ataf e delle altre linee urbane ed extraurbane solo in marzo. Gli autisti protestano contro le aziende che, per manifestare il loro scontento nei confronti dell´ultima Finanziaria che ha tolto loro il sostegno dell´Inps nel pagamento dei giorni di malattia dei dipendenti, «se la sono presa contro questi ultimi», come dicono i sindacati. 

In soldoni, se prima la malattia dei lavoratori del trasporto pubblico era pagata interamente dall´Inps tranne i primi tre giorni che erano a metà, adesso devono pagare le aziende come avviene nell´industria. Ma le aziende, che erano abituate altrimenti, non tirano fuori un soldo e dal 1° marzo i lavoratori malati non riscuotono, protestano sindacati sia confederali che di base. 

Diverse, solo le date della protesta. Quella del coordinamento nazionale dei sindacati di base è già fissata: il 9 marzo, per 24 ore. Parteciperanno, dunque, anche gli autisti dei Cobas e dei sindacati autonomi di Ataf, Li-nea, Sita, Lazzi. I confederali, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, e Faisa-Cisal, invece, non hanno ancora deciso la data ma giudicano anche loro inevitabile lo sciopero. Se non sarà nazionale, come si pensa che sarà, comunque lo proclameranno a livello regionale. Oggi si riuniscono i delegati toscani. Lunedì è già fissato l´incontro con il prefetto per le procedure di raffreddamento e in quella sede, si prevede, verrà decisa la data della fermata.

All´Ataf l´atmosfera è incandescente. «Siamo ben oltre lo stato di agitazione che normalmente precede gli scioperi. Il clima è così teso che si sono dovuti interrompere anche i pur necessari incontri sul piano di impresa iniziati a gennaio», dicono le rsu. Cgil, Cisl, Uil e Faisa d´azienda firmano un volantino eloquente: «Sulla malattia, una vergogna!!». Una vergogna «inaudita», spiegano, che dal primo marzo scorso i lavoratori malati non siano più tutelati in caso di malattia. L´esortazione a non pagare, le varie aziende italiane del trasporto pubblico locale l´hanno ricevuta dalle associazioni nazionali di categoria, ma quelle toscane, Ataf compresa, sono passate alle vie di fatto ancora prima delle altre, protestano i sindacati bollando tanto zelo e chiedendo alle aziende di tornare sui propri passi.

Tutto comincia dall´articolo 1, comma 148, della Finanziaria del governo che «libera» l´Inps dal corrispondere buona parte del trattamento economico in caso di malattia degli autisti. Le aziende si sono ribellate. E la stangata, tradotta in cifre dai Cobas, significa che un autista Ataf con anzianità al di sotto dei 16 anni perderà, se si ammalerà, una cifra al lordo che va dai 54,69 euro per un giorno a 218,76 per cinque. Non basta. Lo stesso regime vale da ora in poi anche per gli infortuni sul lavoro e le perdite di compenso si traducono anche in una diminuzione del premio di risultato e su tutte le altre indennità. Invano autisti e sindacati hanno atteso finora una soluzione generale, venerdì scorso si è rotta anche la trattativa tra sindacati e aziende nazionali. Intanto, mercoledì prossimo 9 marzo, gli autisti aderenti ai sindacati di base di Ataf e Li-nea si fermeranno dall´inizio del servizio alle 6, dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.15 alla fine. Per Sita l´orario è dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 a fine servizio. Per Lazzi dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 a fine servizio.

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Trasporti: il governo vuole scaricare i costi della cassa malattia sulle aziende locali

da l'Unità 17/2/05

I lavoratori ma anche le aziende di trasporto pubblico locale si preparano ad un altro braccio di ferro con il governo. Il centro-destra infatti ci sta riprovando. Questa volta si tratta di una voce della Finanziaria 2005 che scarica i costi della cassa malattie sulle aziende. In pratica se fino a ieri quando un autista si ammalava, percepiva lo stipendio quasi interamente dall'Inps, da domani invece lo percepirà quasi del tutto dalla sua azienda. A Firenze, per Ataf, che gestisce il trasporto pubblico locale, «si tratterebbe di un costo da 1,5 milioni di euro in più l'anno» dice il vicepresidente Valerio Vannetti. Una cifra che andrebbe ad intaccare ulteriormente i già precari bilanci delle aziende di trasporto in generale, e di Ataf in particolare.

«Non avevamo altra via che annullare questo tipo di accordo contrattuale con i lavoratori» dice Vannetti. I quali naturalmente hanno risposto in via ufficiale ad Ataf con una "opposizione" all'annullamento. «Ancora una volta il governo dà prova della sua politica irresponsabile - commenta il vicepresidente - Noi non possiamo assumerci anche questo onere, che poi ricadrebbe sui comuni soci che partecipano alla società (Palazzo Vecchio detiene l'82 per cento delle azioni). Aggiungiamo la nostra protesta a quella dei lavoratori, che hanno tutto il diritto di vedersi pagare i giorni di malattia. Dall'istituto apposito che è l'Inps però, e non da Ataf». Ad aprile entrerà in vigore la nuova norma decisa in Finanziaria. La partita sul trasporto pubblico che il governo continua a picconare è di nuovo aperta.  j.cos.


I TRASPORTI
I sindacati avviano le procedure di raffreddamento
Vertenza sulle malattie si va verso lo sciopero

da La Repubblica 16/2/04

NUOVE nubi sull´orizzonte dei bus e dei pullman della Toscana. Gli autisti sono decisi anche a scioperare per conservare le norme che finora hanno loro assicurato di non perdere neanche un briciolo di stipendio in caso di malattia. Un trattamento che veniva pagato agli autoferrotranvieri dall´Inps e che la Finanziaria ha stabilito che torni a carico delle aziende come nell´industria privata. Per esempio, i primi tre giorni venivano pagati agli autisti metà dall´azienda e metà dall´Inps, il resto dall´Inps. Ora dovrebbero provvedere interamente le aziende, le quali hanno deciso di disdettare tutto: sia il pagamento a loro carico della malattia che gli accordi integrativi aziendali sulla questione. «Le aziende toscane poi - spiega Carlo Bruni della Filt-Cgil regionale - hanno ecceduto in zelo, hanno addirittura inviato la lettera di disdetta a ogni singolo lavoratore che se da ora in poi si ammalerà vedrà diminuire considerevolmente la busta paga ».

Per questo le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil hanno scritto alle associazioni delle imprese del trasporto pubblico locale, Asstra e Anav, all´assessore ai trasporti toscano Riccardo Conti, al prefetto e alla commissione di garanzia. Dichiarano lo stato di agitazione della categoria e aprono le procedure di raffreddamento prima della dichiarazione di sciopero. Se le aziende non sospenderanno i loro provvedimenti, gli autisti andranno avanti nella loro lotta. Chi ha spedito le lettere prima e chi dopo: la Lazzi ha già cancellato gli accordi da gennaio, Ataf lo farà dal 1° marzo. «Ma la sostanza è la stessa», protestano i sindacati, mentre le aziende, a cominciare dall´Ataf, giustificano la loro ribellione spiegando che non si possono cambiare le regole per legge e che la Finanziaria non può mettere loro in testa spese che prima non avevano. D´accordo nel criticare la Finanziaria, i sindacati si dicono però assolutamente indisponibili a che paghino i lavoratori. (i.c.)

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