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Sit-in di protesta dei dipendenti del tribunale «Il prefetto ci aiuti»
E il 9 dicembre sarà sciopero

da la Nazione 11/11/05

Erano tanti e arrabbiati i dipendenti del tribunale di Firenze che mercoledì mattina sono scesi in piazza, proprio davanti al tribunale stesso, per un sit-in di protesta (nella foto) organizzato, hanno detto i sindacati, «per sensibilizzare la cittadinanza sui malanni della più grande struttura giudiziaria fiorentina». I manifestanti, che hanno anche preso parte a un’assemblea, hanno chiesto l’intervento e la mediazione del prefetto Gian Valerio Lombardi affinché sia risolta la vertenza in atto.
L’agitazione dei dipendenti, comunque, va avanti con altre forme di lotta. Nell’assemblea di mercoledì è stato stilato il programma organizzativo dello sciopero già proclamato nei giorni scorsi per il 9 dicembre prossimo da parte della Rappresentanza sindacale unitaria del tribunale di Firenze e dai sindacati Fp-Cgil, Fps-Cisl, Uil-Pa, Rdb-Cub e Sag-Unsa.
Gi. Pa.

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I SINDACATI DEL TRIBUNALE

«Giustizia a rischio»
Pronto lo sciopero

da l'Unità 29/10/05

«Non avere più soldi ma perché le poche risorse a disposizione vengano gestite meglio». Sono queste le ragioni per cui i sindacati dei lavoratori del Tribunale di Firenze stanno organizzando una serie di manifestazioni di protesta: con un sit-in il 9 novembre prossimo per poi ritornare a farsi sentire questa volta con uno sciopero il 9 dicembre. Il tutto per denunciare lo stato disastroso in cui versa la macchina della giustizia a Firenze.

I sindacati puntano il dito su chi è stato chiamato a dirigere la cancelleria del Tribunale, la vita di chi fino a quel momento era riuscito - seppure nelle difficoltà e nelle ristrettezze in cui versa di questi tempi la Giustizia - a lavorarvi, è diventata impossibile. Sotto accusa sono i metodi: chi dirige la cancelleria, dicono, sembra avere una certa predilezione per le maniere forti: tagli alle risorse (pare che sotto la scure sia finita anche la carta igienica), tagli al personale (già in sofferenza perché mancano 52 delle 281 persone previste) impegni presi in materia dei diritti dei lavoratori e poi disattesi, atteggiamenti intimidatori verso chi non si allinea ai suoi voleri, porte sbattute in faccia e nessuna volontà di dialogo con i sindacati (con tanto di incontri per le vertenze disertati) abolizione unilaterale del meccanismo delle turnazioni.

Il risultato di questa gestione, spiegano i sindacati, è che «sappiamo a che ora entriamo a lavorare, ma non più a che ora usciamo». E, soprattutto, che «la macchina della Giustizia a Firenze non funziona e non può funzionare». Per questo sciopereranno (il 9 dicembre): «non per avere più soldi ma perché le poche risorse a disposizione vengano gestite meglio. Vogliamo solo tutelare il diritto dei cittadini alla Giustizia». «Perché dietro questo tipo di gestione del Tribunale - concludono - c’é la precisa volontà politica che mira a non far funzionare la macchina giudiziaria». Martino Scacciati

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L´agitazione è fissata per il 9 novembre mentre uno sciopero si terrà il 9 dicembre
Tribunale, sit-in dei dipendenti
Protesta contro una dirigente e per la massa di lavoro

FRANCA SELVATICI su la Repubblica 29/10/05

Al malessere ormai cronico che soffoca gli uffici del tribunale, oberati da una massa dilagante di cause e di adempimenti burocratici, s´è aggiunta nell´ultimo anno una tensione crescente. I dipendenti che prestano servizio nelle numerose sedi sparpagliate per la città, lavorando in molti casi in stanze anguste, sporche e polverose, sono ormai alla esasperazione e, d´accordo con Cgil, Cisl e Uil, dopo aver percorso invano la strada del tentativo di conciliazione davanti al prefetto, hanno deciso di protestare pubblicamente, con un sit-in davanti al tribunale il 9 novembre e con uno sciopero il 9 dicembre.

Da anni in tutta Italia la macchina della giustizia è in crescente difficoltà. A Firenze, tuttavia, ai problemi generali si è aggiunta una variabile locale che ha accresciuto a dismisura il malessere dei dipendenti. Da circa un anno è arrivata una dirigente amministrativa che - secondo i lavoratori - ha definitivamente compromesso il precario equilibrio al quale si fondava il funzionamento degli uffici. 

Per anni - spiegano i rappresentanti sindacali - si è cercato di contemperare le necessità di efficienza degli uffici con i diritti dei lavoratori. Il sindacato avvocati, che ha partecipato alla conferenza stampa dei dipendenti, ha dato atto che negli ultimi anni le cancellerie hanno dimostrato maggiore disponibilità e volontà di far funzionare il servizio. Invece la dirigente - accusano i sindacati - si è mossa nel presupposto che il malfunzionamento del tribunale fosse da addebitare ai lavoratori, inclusi quelli che praticamente vivono in pianta stabile in ufficio. E così sono cominciati a fioccare ordini di servizio, visite fiscali, provvedimenti disciplinari, e perfino il tentativo di licenziare una centralinista cieca. Gli effetti sono stati devastanti. Anche i dipendenti più dediti al lavoro hanno cominciato a temere gli strali della dirigente. Negli uffici il disagio è profondo. I lavoratori parlano di «vessazioni» e di «clima di intimidazione generale» e si sentono trattati come «servi della gleba», non come «soggetti che hanno i loro diritti, mai anteposti (tutt´altro!) ai loro doveri». C´è chi sostiene che «la cura ha ucciso il malato», cioè la ansimante macchina giudiziaria fiorentina. I sindacati hanno chiesto un´ispezione ministeriale. I lavoratori dichiarano: «Alla città vogliamo dire che si fa sciopero non per i soldi ma per far funzionare il servizio».

La politica attuata dalla dirigente si intreccia con le difficoltà crescenti dovute alla riduzione delle risorse destinate al servizio giustizia. Dovrebbe essere avviato il processo telematico, ma il ministero ha cancellato oltre 8.000 caselle di posta elettronica su base nazionale. E gli investimenti in tecnologie sono stati ridotti di 72 milioni di euro. «E´ un momento gravissimo anche per gli avvocati», ha detto il segretario del sindacato Roberto Inches, «e il rischio è la fuga dalla giustizia».

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LA PROTESTA I motivi: cronica carenza di personale e accordi disattesi

Tribunale, sit-in e sciopero «Vogliamo lavorare meglio»

da la Nazione 29/10/05

Un’assemblea con sit-in di protesta il 9 novembre e poi il 9 dicembre uno sciopero generale del personale del tribunale. Lo hanno annunciato ieri i sindacati Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica, Rdb Cub, Sag-Unsa e la Rsu, spiegando che la protesta è stata indetta non «per avere più soldi, ma per lavorare meglio e far funzionare più velocemente la macchina della giustizia».

Nel corso di una conferenza stampa, a cui ha preso parte anche il sindacato degli avvocati, i rappresentanti sindacali hanno rilevato la situazione di sofferenza in cui si trova a lavorare il personale amministrativo a causa non sola della cronica carenza di organico — mancano 52 addetti — ma anche di comportamenti della dirigenza amministrativa. 

I sindacati lamentano che le intese e gli accordi raggiunti anche in passato, con dimostrazione di buona volontà del personale, per far fronte alle carenze di organico e assicurare il massimo funzionamento degli uffici giudiziari, sarebbero stati disattesi. Motivo che avrebbe portato anche al fallimento di un tentativo di conciliazione avviato davanti al prefetto dallo scorso aprile. Di qui la decisione di organizzare il sit-in, davanti al tribunale, e di scendere in sciopero. 

«Siamo spettatori attoniti», ha detto Roberto Inches, segretario del sindacato degli avvocati di Firenze, ricordando come da marzo, quando ebbero un incontro col presidente del tribunale per discutere dei problemi di organizzazione degli uffici giudiziari, la situazione non sia cambiata.
L’avvocato Andrea Chiarini, consigliere nazionale del sindacato degli avvocati, ha poi rilevato che «se Firenze piange altre città non ridono». A suo parere in realtà «c’è la volontà di non far funzionare il sistema» se si considera fra l’altro che ogni anno il budget per la giustizia in Finanziaria viene ridotto.

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