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LA PROTESTA
Oggi sciopero alla Richard Ginori "Contrari al piano industriale"

da La Repubblica 7/3/06

Oggi i lavoratori della Richard Ginori di Sesto Fiorentino sono in sciopero. L´annuncio è della Rsu, rappresentanza sindacale unitaria, dell´azienda, che spiega: «Continua la lotta dei lavoratori per salvare il proprio posto di lavoro, le produzioni di altro pregio del loro stabilimento, un pezzo significativo della storia artistica e industriale del nostro territorio». Alle 9 di questa mattina dall´ingresso dell´azienda partirà un corteo che attraverserà tutto il centro di Sesto passando davanti alla sede del Comune.

«Con questo ulteriore momento di mobilitazione - proseguono sempre i sindacati - i lavoratori vogliono affermare la loro contrarietà alle anticipazioni sul piano industriale della direzione aziendale che prevede forti tagli occupazionali e lo stravolgimento delle produzioni di Richard Ginori, da sempre nella fascia alta delle produzioni di ceramica in Italia e nel mondo».

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GINORI 2 La manifestazione pubblica di protesta prevede il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni e dei pensionati

Stamani sciopero, corteo in centro e incontro con Martini

da La Nazione 7/3/06

Un grande corteo, che prenderà avvio da viale Giulio Cesare intorno alle 9 e che passando per le strade della città, attraverserà il centro, sfilerà davanti al palazzo comunale per arrivare fino al cinema Grotta dove sarà in corso il convegno sulla tutela e rilancio delle produzioni manifatturiere in Toscana, e dove i lavoratori della Richard Ginori incontreranno il presidente della Regione Toscana Claudio Martini. 

Il corteo prevede anche il coinvolgimento di scuole, associazioni, pensionati, ed è l'ultima iniziativa promossa dai lavoratori della Richard Ginori di Sesto, che domani i lavoratori incroceranno nuovamente le braccia, per salvaguardare i posti di lavoro e la loro azienda. La tensione in azienda rimane alta dopo che si è capito che il ritiro della cassintegrazione per 50 lavoratori, inizialmente proposto dall'azienda, non avrebbe significato un cambio del clima aziendale, visto che la proprietà ha rimesso sul tavolo del confronto il problema degli esuberi.

"Con questo ulteriore momento di mobilitazione - spiegano adesso le rappresentanze sindacali della Ginori - i lavoratori vogliono affermare la loro contrarietà alle anticipazioni sul piano industriale della direzione aziendale che prevede forti tagli occupazionali e lo stravolgimento delle produzioni di Richard Ginori che si è assestata da sempre nella fascia alta delle produzioni di ceramica in Italia e nel mondo". Secondo i sindacati si gettano così le basi per affondare per sempre la storica manifattura: "Questi stravolgimenti annunciati, il cambio di produzioni, la ricerca di mercati per basse produzioni di qualità sono gravi sintomi di incapacità gestionale dell'attuale gruppo dirigente che se continuerà su questa strada distruggerà progressivamente le alte capacità professionali e il marchio Richard Ginori da sempre sinonimo di qualità, creando solo disoccupazione". Franco Calamassi

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LA CRISI ALLA RICHARD GINORI

Chiti: «Sono gli amministratori che piacciono alla destra»  

da l'Unità 5/3/06

I lavoratori della Richard Ginori da una parte, Vannino Cihti (coordinatore della segreteria nazionale della Quercia e capolista dell’Ulivo in Toscana) dall’altra. Oggetto dell’incontro, ieri mattina a Sesto Fiorentino, la situazione della storica azienda di porcellana per la quale la proprietà (il gruppo Pagnossin) ha prospettato un piano industriale che potrebbe incidere pesantemente in termini occupazionali.

«In questi anni la destra ha privilegiato le rendite e non il lavoro, e la situazione della Richard Ginori è uno spaccato di questa realtà» ha esordio Chiti davanti alle organizzazioni sindacali, la Rsu, i lavoratori della manifattura oltre al sindaco di Sesto Gianni Gianassi, il segretario comunale Ds Damiano Sforzi e il vicepresidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci. «Il proprietario della Richard Ginori Rinaldini - ha proseguito - è la stessa persona che Berlusconi ha voluto come amministratore straordinario di Volare Web. Una persona che ha come obiettivo la rendita finanziaria e non puntare sulle attività industriali e sull’innovazione. Il centrosinistra ha un’altra ricetta: quella di privilegiare tutti i lavori. Dagli imprenditori veri che investono nella loro azienda ai lavoratori autonomi e dipendenti in tutti i settori. 

È con questa prospettiva, e col lavoro dei sindacati e degli enti locali, che è possibile rilanciare anche la Ginori che non può che continuare a competere puntando sulla qualità delle produzioni». Chiti, per concludere, ha avanzato un paragone con un’altra grande azienda toscana. «È necessario - ha detto - che alla Ginori si proceda come alla Piaggio. Dopo la morte di Agnelli fu messa nelle mani di una finanziaria e fu un disastro. Poi, però, è arrivato un imprenditore serio come Colaninno e le cose sono ricominciare a funzionare».

Soddisfazione per l’incontro è stata espressa dai sindacati che proprio su quest’ultimo aspetto hanno tenuto a sottolineare come «stiamo scioperando in una situazione di annunci proprio per giocare di anticipo e lavorare su una direzione, come ricordato da Chiti, analoga alla Piaggio». Nuove iniziative di protesta sono stete già annunciate per la prossima settimana. «Martedì - spiega Luca Paoli, segretario provinciale della Filcem-Cgil - si terrà a Sesto un convegno sul “made in Florence” e in quell’occasione manifesteremo con un corteo che si concluderà al cinema Grotta dove un lavoratore dell’azienda prenderà la parola.

Venerdì, invece, in occasione dello sciopero nazionale della chimica partiranno 4 pullman che porteranno più del 50% dei lavoratori ad evidenziare la situazione della Ginori davanti a Palazzo Chigi con magliette a tema e con una “impersonalizzazione” dei prodotti realizzati nella fabbrica». f.san.

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GINORI Ieri la solidarietà del mondo politico

Torna l’incubo esuberi Dubbi sul piano industriale Ombre sulla trattativa

da La Nazione 5/3/06

 L'ombra lunga degli esuberi si allunga sulla Ginori. L'azienda sembra intenzionata ad inserire nella bozza di piano industriale che dovrà presentare ai sindacati e su cui avviare una trattativa, la previsione di un eccesso strutturale di occupati per la manifattura sestese. Anche se fonti aziendali per il momento non confermano né smentiscono, questa potrebbe anche essere una manovra tattica per indirizzare la trattativa su un terreno più favorevole all'azienda ad esempio a livello di cassintegrazione. La settimana che va ad aprirsi, nella quale sono in calendario una serie di incontri fra sindacati e azienda, dovrebbe portare qualche chiarimento.

Ieri intanto i lavoratori della Richard Ginori hanno incassato la solidarietà di autorevoli esponenti del mondo politico locale e non solo. Nella mattinata nella sede dei Ds sestesi, in piazza Ginori, c'è stato un incontro fra Vannino Chiti, coordinatore della segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra, le rappresentanze sindacali, un gruppo di lavoratori e i sindacati di categoria. Erano presenti anche il sindaco Gianni Gianassi e il vicepresidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci. "Alla Ginori serve puntare sulla qualità e sulla qualificazione del lavoro e della produzione - ha affermato Chiti, che si è impegnato a seguire la questione anche nelle prossime settimane - servono imprenditori e non finanzieri e non serve far concorrenza al ribasso con i Paesi emergenti sui prodotti di bassa gamma". La mattinata si è conclusa con un volantinaggio da parte di politici e lavoratori al mercato e per le strade e le piazze del centro. "A quanto ci risulta l'azienda ha messo sul piatto anche la questione degli esuberi - ha spiegato Damiano Sforzi, segretario dei Ds sestesi - ma l'importante è che sia ripreso il filo del confronto, anche attraverso importanti sigilli istituzionali, e che si vada avanti, avendo per il momento messo da parte l'ipotesi della cassintegrazione. C'è un impegno convergente affinché l'ipotesi degli esuberi resti tale e non si concretizzi". 

Sulla vertenza Ginori c'è da registrare anche l'autorevole presa di posizione del mondo ecclesiastico locale. In una nota ufficiale della parrocchia di Sesto si legge che quella della Ginori "è una difesa che riguarda tutti, perché si tratta di Sesto, della sua storia, della sua economia, della sua vita. La Ginori per Sesto non è una fabbrica: è stata sempre, più semplicemente, la fabbrica. Più che un luogo è stata una vera scuola di lavoro. Sesto non può abbandonare la sua fabbrica".
F. C.

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CGIL – CAMERA DEL LAVORO  METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE 

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI 

 

Comunicato stampa

Continua la lotta dei lavoratori della Richard Ginori di Sesto Fiorentino, per salvare il proprio posto di lavoro, le produzioni di alto pregio del loro stabilimento, un pezzo significato della storia artistica e industriale del nostro territorio

Martedì 7 marzo i  lavoratori della Richard Ginori saranno ancora una volta in sciopero per salvaguardare i posti di lavoro e la loro azienda.

 Alle ore 9 dall’ingresso dell’azienda partirà un corteo che attraverserà tutto il centro di Sesto fiorentino passando di fronte alla sede del Comune. 

Con questo ulteriore momento di mobilitazione i  lavoratori  vogliono affermare la loro contrarietà alle anticipazioni sul piano industriale della direzione aziendale che  prevede forti tagli occupazionali e  lo stravolgimento delle produzioni di Richard Ginori che si è assestata  da sempre nella fascia alta delle produzioni di ceramica in Italia e nel mondo. 

Questi stravolgimenti annunciati , il cambio di produzioni, la ricerca di mercati per basse produzioni di qualità sono gravi sintomi di incapacità gestionale dell’attuale gruppo dirigente che se continuerà  su questa strada distruggerà progressivamente le alte capacità professionali e il  marchio Richard Ginori da sempre sinonimo di qualità, creando solo disoccupazione.

RSU RICHARD GINORI

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta 

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RICHARD GINORI
Vanno avanti gli scioperi dei dipendenti

da l'Unità 4/3/06

Non si fidano e vanno avanti nella protesta. Continua l’agitazione dei 370 dipendenti della Richard Ginori di Sesto Fiorentino, come deciso da un’assemblea che si è tenuta ieri all’interno della storica fabbrica. «La cassa integrazione come pretesto per passare poi ai licenziamenti è stato confermato - spiega Luca Paoli della Cgil - dall’azienda dicendoci che ci sono degli esuberi». Ecco perché ai lavoratori non basta la sospensione della cassa integrazione e decidono di continuare con gli scioperi. Intanto è annunciata una manifestazione a Firenze e a Roma di fronte a Palazzo Chigi.

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GINORI Ieri mattina l’assemblea dei lavoratori

Tregua accettata Ma le voci sul piano portano sconforto

di Franco Calamassi su La Nazione 4/3/06

I lavoratori della Richard Ginori riuniti in assemblea ieri mattina hanno approvato gli ultimi passaggi della vertenza, con la sigla di una 'tregua' fino al 21 marzo, e dato incarico ai sindacati di proseguire la trattative con l'azienda.
Ma il clima, seppur parzialmente rasserenato dall'uscita di scena del ricorso immediato alla cassintegrazione per 50 lavoratori, continua a rimanere incandescente. E la tregua è e resta una "tregua armata'.

Tanto più che ieri, a poche ore dalla firma del protocollo che impegna le parti ad una fitta serie di colloqui da qui fino al 21 marzo, in azienda circolavano voci e indiscrezioni non confermate sui contenuti del piano a cui l'azienda sta lavorando.
E nel quale si tornerebbe a parlare di esuberi strutturali. "Non abbiamo conferme per il momento - dichiara Massimo Guerranti della Cisl - ma pare che l'azienda abbia abbandonato l'idea dell'industrializzazione spinta e abbia invece rispolverato il 'piano Biesuz' con, però, qualche significativa novità: si farebbe infatti riferimento alla presenza di esuberi strutturali, individuati questa volta nel reparto della decorazione". Per i lavoratori della storica manifattura sestese sarebbe una nuova doccia fredda, a poche ore da quello che pareva essere un sostanziale rasserenamento del clima.

L'azienda da parte sua continua a mantenere un riserbo assoluto, forse sintomatico anche della ricerca di una strategia precisa. "Il fatto è che andando avanti così si rischia di perdere una realtà industriale che è un autentico patrimonio di questo territorio - prosegue Guerranti - ogni giorno parte un treno, e in azienda ci sono fortissime preoccupazioni manifestate dai lavoratori anche nell'assemblea di ieri". L'assemblea ha intanto deciso di non smobilitare le attività di sensibilizzazione.

Stamani una delegazione di lavoratori della Ginori si incontreranno con Vannino Chiti, coordinatore della segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra. L'incontro si terrà nella sede dei DS di Sesto in piazza Ginori. Lunedì poi di Ginori parlerà la quinta commissione consiliare, e per martedì i lavoratori stanno organizzando un grande corteo per le vie della città che dalla manifattura arriverà al polo scientifico per incontrare il presidente della Regione Martini, in occasione del convegno sul futuro dell'industria manifatturiera.

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Richard Ginori, sospeso l’avvio della cassa integrazione

La svolta ieri dopo l’incontro in Comune, a Sesto Fiorentino, tra i proprietari della storica manifattura sestese, le istituzioni e i sindacati
Adesso i lavoratori chiedono che venga presentato un nuovo piano industriale nel quale vengano salvaguardati il marchio e l’occupazione

PIÙ che di una pace però, si tratta di una tregua. Paoli (Filcem Cgil) attacca: «Con la proprietà c’è una divergenza totale. Fosse per loro il tavolo l’avremmo abbandonato subito».  


/ Sesto Fiorentino sull'Unità 3/3/06

Non si saprà mai se è stato l’effetto Nazionale a portare fortuna ai lavoratori della Richard Ginori, ma in fondo, poco importa. Quello che conta è che, ieri, appena un giorno dopo il volantinaggio all’Artemio Franchi, tra dirigenza e lavoratori c’è un accordo.

L’intesa è arrivata dopo cinque estenuanti ore di trattativa, in cui non sono mancati momenti di forte attrito fra le parti. Domenico Dal Bò, amministratore delegato della storica azienda fiorentina, Assindustria di Firenze, il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi, il vice presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e le Rsu aziendali, con al seguito i vari sindacati hanno sviluppato un accordo che si sviluppa su tre punti: anzitutto, e questa è la nota più lieta, l’azienda ha accettato la sospensione di ogni procedura di Cig. 

In altre parole i cinquanta lavoratori messi in cassa integrazione qualche giorno fa, riprenderanno a lavorare normalmente. Sindacati e dirigenza si sono accordati sull’avvio di una discussione sul futuro dell’azienda e dello stabilimento sulla base di un piano industriale che sarà presentato dai vertici della Ginori entro la fine di questo mese.

LAVORO

Richard Ginori sospesa la cassa integrazione

INFINE le parti si sono ripromesse di incontrarsi spesso per approfondire le rispettive valutazioni su tutti gli aspetti della situazione aziendale, cercando così di favorire un clima positivo. Purtroppo però, nella coda della nota diramata dalla Ginori, si torna a fare presente che l’azienda è in difficoltà, a causa della mancanza di commesse e dell’eccessivo aggravio dei costi.

«Le notizie sulla sospensione della cassa integrazione e sulla discussione di un nuovo patto industriale sono certamente positive - commenta Luca Paoli, sindacalista della Filcem Cgil - ma le preoccupazioni per il futuro dell’azienda restano molte. Comunque l’essere riusciti a evitare la perdita di posti di lavoro è qualcosa di molto importante e per questo ci sentiamo di ringraziare la Provincia, il Comune di Sesto e - questa la novità per un sindacato - Assindustria. La divergenza di opinioni con la proprietà è enorme e, se non fosse stato per l’aiuto di questi tre soggetti, ci saremmo alzati dal tavolo delle trattative dopo cinque minuti».

Domani mattina intanto, ci sarà un’assemblea sindacale in cui si discuterà del protocollo d’intesa raggiunto, ma anche per pianificare come continuare la lotta che - come sottolineano i sindacati - non è certa finita. Insomma, più che di una pace si tratta di una tregua. Comunque per il momento i posti di lavoro sono salvi. Il problema però è: per quanto ancora?

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L´ACCORDO
Ginori, stop alla cassa integrazione
ILARIA CIUTI

da la Repubblica 3/3/06

STOP alla cassa integrazione. I 50 lavoratori della Richard Ginori di Sesto non dovranno restare a casa per tre mesi da lunedì come l´azienda aveva deciso e come non sembrava disposta a ripensare. Chiamato ieri in Comune dal sindaco Gianni Gianassi, l´amministratore delegato Domenico Dal Bo´ ha finalmente accettato la sospensione della cassa alla presenza anche del vice presidente della Provincia Barducci, le rsu e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Un passo in avanti conquistato dall´incessante mobilitazione dei lavoratori e dall´impegno delle istituzioni, a cominciare dal sindaco Gianassi. Si è anche concordato l´avvio di una discussione sul futuro dello stabilimento e la presentazione di un piano industriale da parte dell´azienda, che ha ricordato la mancanza di commesse e l´aumento dei costi, entro marzo. Rsu e sindacati hanno chiesto che il piano dia certezze sul futuro dello stabilimento e sulla salvaguardia di occupazione, marchio e attività industriale a Sesto.

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GINORI Dopo una giornata di febbrili incontri

Colpo di scena: cancellate le 50 cassa integrazioni

di Franco Calamassi su la Nazione 3/3/06

Tregua alla Ginori. È stata sospesa la cassa integrazione. A poche ore dalla scadenza per l’avvio della procedura, annunciata per lunedì prossimo, l’azienda ha deciso di tornare sui suoi passi, di raccogliere l’invito del Comune di Sesto, della Provincia di Firenze e anche dell’Associazione Industriali di Firenze, e di ritirare per il momento la richiesta di mettere fuori dalla fabbrica 50 dei 370 lavoratori di viale Giulio Cesare per tre mesi.La decisione è arrivata alla sei di ieri pomeriggio, al termine di una giornata convulsa, trascorsa con una riunione dietro l’altra, al termine di una maratona di trattative durata praticamente ininterrottamente dalle 8.30 di mattina fino al tardo pomeriggio. Alla fine è passato il principio affermato dai sindacati, ma che ha trovato anche il sostanziale appoggio dell’Associazione Industriali di Firenze, che si è spesa attivamente per il raggiungimento di una tregua, e cioè che non può passare l’idea della cassintegrazione in assenza di un piano industriale.

L’accordo-ponte di ieri è stato trovato nella sede istituzionale del Palazzo Comunale di Sesto, dove si sono svolte quasi tutte le riunioni, e per sancire il percorso delle prossime settimane è stato firmato dalle parti un protocollo d’intesa. Fra i principali artefici di quello che comunque appare un successo, c’è il sindaco di Sesto, Gianni Gianassi, che assieme al vicepresidente della Provincia Andrea Barducci, ha condotto le trattative per tutta la giornata e anche nei giorni precedenti, prima con incontri separati con Associazione Industriali, sindacati e azienda e poi, dalle 13 fino alla 18, tutti quanti assieme. Per l’azienda erano presenti l’amministratore delegato Domenico Dal Bò e il direttore del personale Mugnaioni. Alla fine, per sancire l’accordo è stato sottoscritto un accordo che prevede di avviare una discussione sul futuro dell’azienda e dello stabilimento sulla base di un piano industriale che sarà presentato da Ginori entro marzo, e di promuovere incontri per favorire un clima di idonee relazioni industriali. 

Le posizioni per il momento sembrano comunque restare distanti. L’azienda ha insistito per inserire nell’accordo un passaggio nel quale fa presente «le difficoltà e la gravita della situazione attuale», per la quale ha una spiegazione chiara: «deriva dal basso carico di lavoro dovuto alla mancanza di commesse e all’eccessivo aggravio dei costi».
Stamani i lavoratori di Ginori saranno riuniti in assemblea per valutare gli sviluppi della vertenza. «Abbiamo superato una battaglia e non vinto una guerra - era il commento a caldo dei sindacati ieri sera dopo la sigla della tregua – tuttavia adesso non dobbiamo abbassare la guardia».

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VERBALE DI RIUNIONE

Il giorno 2 marzo 2006 presso la Sede del Comune di Sesto Fiorentino, alla presenza del Sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi e del Vice Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci si sono incontrate la Società Richard Ginori 1735 spa in persona dell’Amministratore Delegato Ing. Domenico Dal Bò, assistito da Assindustria di Firenze, le Rsu aziendali assistite dalla Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil.

Le parti hanno accolto la proposta delle istituzioni riassunta nei seguenti punti:

  1. accettazione da parte dell’azienda di sospensione dell’avvio della procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria;
  2. avvio di una discussione sul futuro dell’azienda e dello stabilimento sulla base di un piano industriale che sarà presentato dall’azienda alle ooss all’indomani della sua approvazione negli organi societari entro la fine del corrente mese di marzo;
  3. di incontrarsi, nel frattempo, per approfondire le rispettive valutazioni su tutti gli aspetti della situazione aziendale favorendo il più possibile un clima di idonee relazioni industriali.

Lavoratori&azzurri: dopo la Matec tocca alla Ginori

Gli operai della storica azienda faranno volantinaggio allo stadio prima della partita. E intanto polemizzano con i centri commerciali di Sesto

I lavoratori approfitteranno dell’arrivo degli azzurri per sensibilizzare e informare i cittadini riguardo la vertenza Ginori

I sindacati chiedono il blocco della cassa integrazione, che riguarda 50 dipendenti e garanzie sul futuro

di Alessio Schiesari sull'Unità 1/3/06

DOPO l’incontro con Lippi dei lavoratori Matec ecco che, alla vigilia del match Italia - Germania, lo sposalizio tra la Nazionale azzurra e e lavoratori in difficoltà si rinnova.

Questa volta a mobilitarsi saranno i lavoratori della Richard Ginori, la storica azienda fiorentina di oggetti in porcellana che minaccia di mettere in cassa integrazione decine dei suoi 370 operai dal prossimo 6 marzo. Dalle 18 davanti ai cancelli dell’Artemio Franchi gli operai daranno vita ad un volantinaggio per informare e sensibilizzare gli spettatori sulla vertenza riguardante la loro azienda. «L'intenzione dei lavoratori - spiega la Cgil in una nota - è di non lasciare nulla di intentato per far recedere la direzione dalla decisione di mettere in cassa integrazione per tre mesi ben 50 dipendenti». «I lavoratori - prosegue la nota della Cgil - chiedono di «avere un piano industriale triennale di rilancio dell'azienda concordato e sottoscritto tra la direzione dell’azienda e i rappresentanti dei lavoratori».

I sindacati, oltre a chiedere una marcia indietro dei vertici di Richard Ginori sulla procedura di cassa integrazione, chiedono garanzie sull'occupazione e sullo sviluppo produttivo e commerciale dell'azienda. Infine le maestranze dei lavoratori chiedono certezze sulla costruzione del nuovo stabilimento produttivo in un'area del Comune di Sesto Fiorentino.

Nel comunicato diramato da RSU e organizzazioni sindacali viene anche denunciato il comportamento dei responsabili di diversi grossi centri commerciali di Sesto Fiorentino, che avrebbero allontanato i lavoratori della Richard Ginori durante un volantinaggio «con modi - scrive la nota - assai poco civili». Nei confronti dei centri commerciali in questione - I Gigli, Carrefour e Coop - Cgil annuncia di riservarsi la possibilità di agire per vie legali e che, comunque, «non sono escluse forme di boicottaggio per chi ha dimostrato così poca sensibilità sociale. Perciò - prosegue il comunicato - sono state informate le RSU di quei centri commerciali affinché si adoperino presso le loro rispettive direzioni perché si modifichino da subito atteggiamenti e comportamenti non all'altezza della solidale e civilissima popolazione di Sesto Fiorentino e più in generale di una civile convivenza».

Intanto da Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne ipercoop di Firenze, si scusa per l’episodio accaduto nel parcheggio del centro di Sesto Fiorentino. «Come cooperativa siamo molto dispiaciuti, però è il consorzio che dà le autorizzazioni per i volantinaggi. Certo è che - ha proseguito Vanni - questa forma di rigidità non ci convince.

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I dipendenti della azienda volevano volantinare in cortile
Allontanati i lavoratori della Ginori La Coop: "E´ il regolamento, scusate"

da la Repubblica 1/3/06

LA crisi della Richard Ginori di Sesto, con la cassa integrazione in arrivo dal 6 marzo e la minaccia di «cinesizzare» (più quantità e meno qualità) le porcellane famose nel mondo, viene tenuta a forza fuori dai cancelli della grande distribuzione. Anche da quelli della Coop che adesso si scusa. Ieri mattina i lavoratori che continuano a opporsi alle decisioni del nuovo amministratore Domenico dal Bo´ sono stati cacciati, racconta Luca Paoli della Cgil, dalle aree antistanti il Carrefour di Calenzano e l´Esselunga di Sesto. «Ma ancor più li ha fatti rimanere male l´essere stati cacciati anche dal parcheggio dell´Ipercoop di Sesto», dice Paoli. La Coop non nega ma l´addetto alle relazioni esterne, Claudio Vanni, spiega: «Siamo in condominio con il Centro commerciale e abbiamo un regolamento comune in cui si vieta il volantinaggio che tutti vorrebbero venire a fare lì. Se però i lavoratori della Ginori, con cui a nome della Coop mi scuso e a cui rinnovo tutta la solidarietà, ci avessero avvertito avremmo istruito altrimenti i vigilanti». Dopodichè, in attesa degli incontri di domani, la mattina col sindaco Gianassi che vedrà anche l´azienda, e il pomeriggio con la Ginori per discutere della cassa integrazione, i lavoratori continuano a volantinare. Oggi a Firenze, allo stadio, per la partita Italia-Germania. (i.c.)

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GINORI Le strade sotto controllo degli operai

Tensione sempre più alta L’amministratore delegato costretto a partecipare a un finto corteo funebre

 di Franco Calamassi su la Nazione 1/3/06

Un requiem per Richard Ginori. Lo hanno ironicamente recitato ieri mattina i lavoratori della manifattura di porcellana sestese, portando una vera e propria cassa da morto con su scritta la data di nascita di Richard Ginori e quella, presunta di morte, il 2006, accompagnando in un mesto corteo ‘funebre’ dalla portineria fino all’entrata degli uffici un amministratore delegato certamente sorpreso dell’accoglienza ricevuta. E non senza qualche momento di forte tensione.

Il nuovo capitolo della dura vertenza Ginori apertasi qualche giorno fa è stato scritto ieri mattina. Dalle 8 alle 9, nel corso del primo turno di sciopero, i lavoratori hanno effettuato un volantinaggio su viale Giulio Cesare, attraversando in maniera continuativa la strada sulle strisce pedonali. Costringendo gli automobilisti a fermarsi, hanno consegnato loro un volantino e naturalmente generato un non piccolo ingorgo. Un ingorgo nel quale è rimasto bloccato, come già era successo qualche giorno fa, il nuovo amministratore delegato, Domenico Dal Bò. La sua auto è stata circondata dai manifestanti, e non sono mancati momenti di tensione, che in qualche momento hanno fatto temere che la situazione potesse degenerare. Infastidito, Dal Bò è sceso dall’auto e ha proseguito a piedi dal viale fino alla portineria. Lì, ha trovato ad accoglierlo un altro gruppo di lavoratori, che lo hanno nuovamente fermato. 

Di nuovo tensione alle stelle, finché dall’interno della fabbrica è arrivata, portata in spalla da un gruppo di lavoratori una bara con la scritta “Richard Ginori, 1735-2006”, indicando l’anno in corso come quello della morte presunta. Dalla portineria il “corteo funebre” ha ‘scortato’ l’amministratore delegato fino all’entrata degli uffici. «Abbiamo voluto con questa manifestazione – dichiara Nencini, della Rsu della Ginori – dare evidenza al fatto che con il piano messo a punto da Dal Bò si rischia di fare il funerale alla Ginori, deprimendone tutte le caratteristiche e i valori distintivi. Il clima è certamente molto teso con l’azienda in questo momento, ma noi non reagiremo alle provocazioni e manterremo i nervi saldi».

Sul posto ieri mattina erano presenti sia i vigili urbani che agenti del Commissariato di polizia in divisa e in borghese.
Intanto l’azienda prosegue nella linea del silenzio, mentre domani le parti sono state convocate dal sindaco di Sesto Gianassi per vedere di trovare qualche punto di contatto su cui intavolare una trattativa che per il momento vede azienda e sindacati fermi rispettivamente sulle proprie posizioni. I sindacati non accettano per il momento di trattare la cassintegrazione richiesta da Ginori (50 lavoratori a casa per tre mesi a zero ore dalla prossima settimana), in assenza di un piano che chiarisca quali sono le prospettive all’interno del quale si colloca la cassintegrazione, e senza sapere cosa intende fare la proprietà per rilanciare l’azienda.

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CGIL - CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

Continua la lotta alla Richard Ginori

Per salvaguardare l’occupazione, la qualità del lavoro, una storia di produzioni artistiche di ceramica

Comunicato stampa

Domani sera: Mercoledì 1 marzo, il pubblico di Italia Germania sarà informato sulla vicenda della Richard Ginori

Rilevati alcuni episodi incresciosi avvenuti durante i volantinaggi dei giorni scorsi

Si susseguono le iniziative di lotta dei lavoratori della Richard Ginori.

Oggi , martedì 28 febbraio, si è svolto un volantinaggio che ha interessato il territorio di Sesto Fiorentino.

Domani con inizio alle ore 18 i lavoratori informeranno della loro vertenza, attraverso un nuovo volantinaggio, il pubblico della partita di calcio Italia Germania che si svolgerà a Firenze , allo stadio Artemio Franchi.

L’intenzione dei lavoratori è di non lasciare nulla di intentato per far recedere la Direzione dalla decisione di mettere in cassa integrazione per 3 mesi 50 dei 370 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento a partire dal prossimo 6 marzo.

Vi ricordiamo che le richieste avanzate dai lavoratori sono le seguenti:

· Avere un piano industriale triennale di rilancio dell’azienda concordato e sottoscritto fra Direzione e Rappresentanti dei lavoratori

· Far recedere l’azienda dalla procedura di Cassa Integrazione

· Avere certezze, attraverso un Protocollo istituzionale, sull’occupazione e sullo sviluppo produttivo e commerciale dell’azienda e sulla costruzione del nuovo stabilimento produttivo in un’area del Comune di Sesto.

La RSU e le organizzazioni sindacali stanno valutando il da farsi su alcuni episodi che sono accaduti durante il volantinaggio ai centri commerciali principali del territorio sestese ( Carrefour, I Gigli, Coop) dove i lavoratori sono stati allontanati con modi molto poco civili .

Mentre non sono escluse forme di boicottaggio per chi ha dimostrato così poca sensibilità sociale, sono state informate le RSU di quei centri commerciali affinché si adoperino presso le loro Rispettive Direzioni perché si modifichino da subito atteggiamenti e comportamenti non all’altezza della solidale e civilissima popolazione di Sesto Fiorentino e più in generale di una civile convivenza.

RSU RICHARD GINORI

FILCEM CGIL , FEMCA CISL, UILCEM UIL

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

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GINORI Il vero business nel possedere il marchio, da tempo, non è più legato alla produzione di porcellana ma ad altri affari
E dietro i piatti? I terreni

di Franco Calamassi su la Nazione 26/2/06

Qual è il valore dei terreni della Richard Ginori, quelli attorno alla fabbrica e quelli su cui sorge la fabbrica? Nelle ore in cui i lavoratori della storica manifattura di Sesto sono impegnati in un'operazione di sensibilizzazione della cittadinanza con volantinaggi al mercato e in altri luoghi per cercare di respingere la cassintegrazione proposta dall'azienda, a porsi la domanda è il consigliere comunale di Forza Italia Andrea Giachetti. "Il fatto è - spiega Andrea Giachetti, da sempre molto attento alle questioni urbanistiche sestesi - che sui terreni in questione non si capisce bene quale sia l'attuale destinazione. 

Nel piano strutturale, approvato dalla precedente giunta, era stata prevista la possibilità di un'ampia e articolata edificazione, sia commerciale che residenziale. Appena sono emerse le difficoltà dell'azienda, il Comune ha fatto marcia indietro, non inserendo quella zona fra quelle svincolate dal nuovo regolamento urbanistico. I terreni su cui insiste la fabbrica e tutti quelli intorno, sempre di proprietà di Ginori, sono quindi in una sorta di limbo".La vicenda urbanistiche tornano quindi ad intrecciarsi fortemente con il destino industriale della storica manifattura, che già una volta, negli anni Settanta, ha lasciato l'area di Doccia, dove poi è stata realizzata un'ampia urbanizzazione residenziale.

E che non si tratti di una questione di lana caprina, o di mero interesse immobiliare, per dir così, lo dimostra anche il fatto che la Filcem Cgil ha chiesto, per bocca di Luca Paoli, che il Comune di Sesto si faccia garante della trattativa con l'azienda, "inserendo una clausola di salvaguardia nel nuovo piano industriale di rilancio, con la quale si preveda che la concessione dell'autorizzazione a costruire case nell'area di via Pratese venga data solo dopo che il nuovo stabilimento sia realizzato, i forni trasferiti, l'attività iniziata e i lavoratori inseriti nella nuova fabbrica". Il timore dei lavoratori, fondato o meno, è reale. Anche perché Ginori, che fino a due anni era proprietaria dei terreni su cui si trova la fabbrica, ha ceduto gli assets immobiliari, per recuperare un po' di liquidità. Ora i terreni sono di proprietà di una nuova società, Ginori Real Estate, al 50% di proprietà di Carlo Rinaldini e al 50% di un gruppo di immobiliaristi toscani.

Attribuire un valore ai terreni ha un significato anche in relazione all'eventuale ottenimento di garanzia da parte del mondo creditizio.
Tutte questioni di particolare rilevanza, se si considera che Richard Ginori è anche una società quotata in Borsa, sottoposta a particolari obblighi e trasparenze, e che anzi, per via della sua situazione finanziaria non facile, è stata sottoposta dalla Consob all'obbligo di fornire informazioni agli investitori con maggiore frequenza del normale, una volta al mese.
Intanto, mentre i lavoratori della Ginori in lotta hanno ricevuto la solidarietà dei dipendenti di alcune fabbriche della Piana, le organizzazioni sindacali di categoria fanno sapere di aver chiesto ai sindacati nazionali di porre la "questione Ginori" come uno dei punti-cardine del prossimo sciopero nazionale della categoria.

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LA VERTENZA
La Ginori ora teme novanta licenziamenti
ILARIA CIUTI su la Repubblica 25/2/06

POTREBBERO arrivare anche i licenziamenti alla Richard Ginori di Sesto, non solo la cassa integrazione. L´azienda, di proprietà del gruppo di Pagnossin del trevigiano Carlo Rinaldini, non parla. «Non rilascio dichiarazioni», dice il nuovo amministratore delegato Domenico Dal Bo´ che ha scatenato la protesta dei lavoratori decidendo la cassa integrazione per 50 dipendenti su 370, per 13 settimane a partire dal 6 marzo. 

E´ proprio ieri, mentre stavano di nuovo manifestando in assemblea contro la cassa e decidendo le iniziative dei prossimi giorni, che ai lavoratori è arrivata una inquietante copia della Gazzetta di Treviso di giovedì scorso. Il giornale della città scrive che Dal Bo´ riaprirà la Pagnossin, l´azienda di ceramiche che Rinaldini aveva chiuso a dicembre a Treviso, dove verranno assunti 50 dipendenti da far diventare in seguito cento. Ma che, in cambio, licenzierà 90 persone alla Ginori.

«Siamo molto preoccupati - dice Luca Paoli della Filcem-Cgil - A meno che l´azienda non smentisca immediatamente la Gazzetta. Non siamo neanche riusciti a discutere con la dirigenza della cassa integrazione, stiamo ancora aspettando la data per l´incontro. Ma non ci sarà nessuna trattativa se ci saranno i licenziamenti». Novanta licenziamenti: sarebbero i primi da quando circa quattro anni fa la Ginori è entrata in crisi. Sarebbe la riapertura di un altro caso drammatico nell´area fiorentina, dopo quelli della Matec e della Zanussi. 

Si rifiuta di crederci il sindaco Gianni Gianassi che ha la Gazzetta di Treviso stesa sul tavolo, nonostante i modi spicci di Dal Bo´ che, lunedì scorso, la mattina ha annunziato la cassa integrazione ai sindacati, il pomeriggio l´ha firmata e martedì ha incontrato Gianassi annunciandogliela solo alla fine del colloquio e senza neanche dirgli i numeri. «Ma mai Dal Bo´ mi ha parlato di esuberi - dice - Mi ha solo detto, di fronte alla mia richiesta di riaprire il confronto su un piano industriale di rilancio approvato appena 15 giorni prima della sua venuta, che l´unico modo di far fronte ai conti in rosso era agire in modo deciso e che lui mi ringraziava del consiglio ma avrebbe fatto tutto quello che la legge gli permetteva di fare. Ma non ha parlato di licenziamenti».

LA VERTENZA
Voci di licenziamenti
La Ginori rischia 90 posti

Nel frattempo, ieri i lavoratori, che per tutta questa settimana hanno scioperato quattro ore al giorno, hanno deciso di andare avanti nella loro battaglia contro la cassa integrazione e la decisione di Dal Bo´ di non puntare più sulla qualità ma sulla produzione industriale, passando da 3 a 6 milioni di pezzi l´hanno e facendo scendere il prezzo da 2,50 a un euro per piatto. Una vertenza, quella proposta dai sindacati, articolata in tre punti: un piano industriale triennale di rilancio della storica azienda di porcellane che dal 1735 è stata simbolo di qualità e bellezza; il ritiro della cassa integrazione; un protocollo con le istituzioni che «dia certezze sul futuro occupazionale e produttivo dell´azienda e sulla costruzione del nuovo stabilimento». Stabilimento che sarà necessario appena nel 2009 scadrà il patto per cui la Ginori può restare in viale Giulio Cesare, nonostante che l´edificio sia stato venduto, per 19 milioni e per fare fronte ai debiti, alla Richard Ginori Real Estate, una società di affari immobiliari al 50% di Rinaldini e al 50% della società di costruzioni Trigono. «I ricavati hanno permesso alla Ginori di andare avanti, ma si deve all´amministrazione di Sesto l´avere vietato qualsiasi speculazione edilizia», commenta Paoli.

Oggi i lavoratori distribuiranno volantini al mercato di Sesto per spiegare, dicono, ai cittadini i rischi per l´occupazione che ci sono alla Ginori. Lunedì sciopereranno in modo articolato tutto il giorno e alle 11 faranno un girotondo che abbraccerà il museo di Doccia, simbolo della gloriosa storia della porcellana Ginori. E il 10 marzo, giorno dello sciopero nazionale dei lavoratori chimici, andranno di fronte a Palazzo Chigi. Gianassi annunzia anche che il 7 marzo di parlerà del caso Ginori durante l´incontro sullo stato della manifattura nell´area fiorentina che verrà chiuso dal presidente della Regione Martini. (i.c.)

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I lavoratori annunciano nuovi scioperi:
«No a esuberi e possibili speculazioni»

da l'Unità 25/2/06

L’OBIETTIVO è solo e soltanto uno: far recedere l’azienda dalla decisione di mettere in cassa integrazione per tre mesi 50 dei 370 dipendenti. È con questo spirito che i lavoratori della Richard Ginori di Sesto Fiorentino si sono riuniti ieri mattina in assemblea ed hanno deciso di continuare manifestazioni e scioperi in attesa che si riapra un tavolo di confronto con il management dell’azienda.

Dopo l’annuncio da parte del neo amministratore delegato dell’azienza Domenico Dal Bò di aprire la procedura di cassa integrazione per 50 dipendenti, l’aria che si respira all’interno dello stabilimento di viale Giulio Cesare è sempre più pesante. E così, in un clima ormai di scontro aperto, oltre a recedere dalle procedure di cassa integrazione, le Rsu e i rappresentanti sindacali di Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, chiedono all'azienda ulteriori gatranzie. In primo luogo di sottoscrivere un piano industriale triennale di rilancio che non preveda esuberi ma certezze sui livelli occupazionali, lo sviluppo produttivo, commerciale e sulla costruzione del nuovo stabilimento. 

Si vuole insomma evitare il rischio anche di possibili speculazioni edilizie sul terreno dove sorge attualmente la fabbrica. Per tutte queste ragioni stamattina è in programma un volantinaggio al mercato di Sesto Fiorentino, mentre dopo domani i lavoratori della Richard Ginori sciopereranno per tutta la giornata e saranno protagonisti di un girotondo simbolico intorno al museo di Doccia, la struttura che ricorda le tappe dello sviluppo dell’azienda. f.san.

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«Un piano per non morire»

Richard Ginori: infuocata assemblea dei lavoratori contro la cassa integrazione

da la Nazione 25/2706

Nessuno spazio per l’apertura di una trattativa sulla cassintegrazione, in assenza di un quadro più ampio delle prospettive industriali all’interno delle quali porre la cassintegrazione stessa. L’assemblea dei lavoratori della Richard Ginori, svoltasi ieri mattina in un’affollata sala mensa, sceglie la strada dell’opposizione dura alle richieste dell’azienda, che aveva comunicato la propria decisione di voler mettere in cassa integrazione per 3 mesi 50 dei 370 lavoratori dello stabilimento Ginori di Sesto Fiorentino a partire dal prossimo 6 marzo.

Richard Ginori rappresenta un pezzo importante della storia recente di Sesto Fiorentino, con le sue porcellane ha reso il marchio Ginori famoso in tutto il mondo, ma ormai da diversi anni si dibatte in una crisi che negli ultimi mesi sembra essersi ulteriormente aggravata.

Concorrenza sui prodotti meno qualificati dalla Cina e anche all’Europa dell’Est, e anche difficoltà finanziarie legate al gruppo che possiede la Manifattura, la Pagnossin di Carlo Rinaldini.
«Ma invece che puntare sulla qualificazione del prodotto — si chiedevano perplessi ieri mattina i lavoratori — il nuovo amministratore dice di voler procedere ad una industrializzazione spinta di Ginori, portando al produzione da 3 a 7 milioni di pezzi, e quindi necessariamente abbassando la qualità: a noi pare un controsenso».
L’assemblea dei lavoratori, arringata da Luca Paoli della Filcem Cgil, ha avuto poche esitazioni nel dare via libera alla piattaforma proposta dalle organizzazioni sindacali e che si articola in tre punti.

«Chiediamo — ha spiegato Paoli — un piano industriale triennale di rilancio dell’azienda, concordato e sottoscritto fra direzione e rappresentanti dei lavoratori; di fare marcia indietro rispetto alla cassa integrazione; e infine di avere certezze, attraverso un protocollo istituzionale, sull’occupazione e sullo sviluppo produttivo e commerciale dell’azienda».
La mobilitazione dei lavoratori Ginori che lottano per il lavoro e per la fabbrica prevede una forte campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, per ottenerne il consenso. Per tutta la giornata di oggi i lavoratori saranno impegnati in operazioni di volantinaggio e sensibilizzazione al mercato di Sesto e in altri punti nevralgici della città. Dalla prossima settimana riprenderanno gli scioperi «in ordine alfabetico» che stanno paralizzando la normale attività dell’azienda. E lunedì è in programma anche un’azione «di grande effetto scenico», con un girotondo di lavoratori che abbracceranno simbolicamente il Museo di Doccia: «a dimostrare che le aziende non sono solo di chi le possiede per disporne a piacimento, ma sono un patrimonio di tutta la collettività». Franco Calamassi

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CGIL - CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

Comunicato stampa

Continua la lotta alla Richard Ginori

Per salvaguardare l’occupazione, la qualità del lavoro, una storia di produzioni artistiche di ceramica

Venerdì 24 febbraio, Sesto Fiorentino: questa mattina, alle ore 11, una affollatissima assemblea dei lavoratori in sciopero ha deciso di continuare manifestazioni e scioperi per far recedere la Direzione dalla decisione di mettere in cassa integrazione per 3 mesi 50 dei 370 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento a partire dal prossimo 6 marzo.

Le organizzazioni sindacali e la RSU aziendali hanno sottoposto all’assemblea una piattaforma in 3 punti:

· Avere un piano industriale triennale di rilancio dell’azienda concordato e sottoscritto fra Direzione e Rappresentanti dei lavoratori

· Far recedere l’azienda dalla procedura di Cassa Integrazione

· Avere certezze, attraverso un Protocollo istituzionale, sull’occupazione e sullo sviluppo produttivo e commerciale dell’azienda e sulla costruzione del nuovo stabilimento produttivo in un’area del Comune di Sesto

L’assemblea dei lavoratori ha approvato questa piattaforma e i lavoratori si sono resi disponibili a continuare la lotta che si articolerà nei prossimi giorni nel seguente modo:

SABATO 25 FEBBRAIO:

VOLANTINAGGIO DALLE ORE 10 ALLE ORE 18 AL MERCATO DI SESTO FIORENTINO PER SPIEGARE ALLA POPOLAZIONE I GRAVI RISCHI OCCUPAZIONALI DI QUESTA VERTENZA

LUNEDì 27 FEBBRAIO:

SCIOPERI ARTICOLATI PER L’INTERA GIORNATA DI LAVORO

E ALLE ORE 11

UN GIROTONDO DI LAVORATORI CHE ABBRACCERANNO SIMBOLICAMENTE IL MUSEO DI DOCCIA (INGRESSO IN VIA PRATESE)

per manifestare visivamente la loro intenzione di salvaguardare la storia e le produzioni dei lavoratori della Richard Ginori, che con il loro lavoro di generazioni hanno dato lustro con la qualità e raffinatezza dei loro prodotti a Sesto Fiorentino e alla regione Toscana, portando in tutto il mondo la classe e uno stile inconfondibile.

La RSU Richard Ginori e le organizzazioni sindacali aspettano la presenza degli organi di informazione

RSU RICHARD GINORI

FILCEM CGIL , FEMCA CISL, UILCEM UIL

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

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IL CASO GINORI L’azienda vuole mandare a casa cinquanta lavoratori

«La cassa integrazione? Un tentativo di coprire i problemi»

da la Nazione 24/2/06

 «Noi siamo convinti che la richiesta di cassintegrazione per 50 lavoratori della Ginori di Sesto sia un maldestro tentativo di coprire il vero problema dell'azienda. E il vero problema dell'azienda si chiama Pagnossin e il suo proprietario, Carlo Rinaldini».

A parlare così è Luca Paoli, segretario della Ficem Cigl di Firenze. Dopo che tre giorni fa l'azienda ha annunciato di voler mandare a casa 50 lavoratori per 3 settimane a partire dal 6 marzo, è entrata nel vivo la battaglia per la difesa della Richard Ginori e il livello dello scontro sembra destinato ad alzarsi.
«Forse bisognerebbe che qualcuno, anche nel mondo finanziario e delle banche, facesse una riflessione chiedendosi se continuare a dar credito a chi distrugge un patrimonio aziendale e il valore di un'azienda», sostiene Paoli. Propria la scorsa settimana il pool di istituti di credito con cui Pagnossin, la capogruppo di Ginori, ha rapporti e capitanato da Antonveneta, ha dilazionato ulteriormente il proprio credito, mentre in Borsa le azioni Pagnossin facevano registrare un salto in avanti del 18%.
Ginori è titolare di un marchio storico, vecchio di quasi 300 anni, famoso in tutto il mondo per la produzione di porcellane di qualità.

Fattura circa 35 milioni di euro e dà lavoro a 370 persone nello stabilimento di Sesto. Da due anni, seppur a fasi alterne, attraversa una profonda crisi, che l'ha portata a veder saltare quattro amministratori delegati nel giro di un anno e a modificare più volte le proprie strategie aziendali.

Intanto non si ferma la mobilitazione dei lavoratori della Ginori.
Ieri hanno tappezzato di volantini il centro di Sesto e i principali centri commerciali della zona, cercando e ottenendo la solidarietà della gente. Ieri pomeriggio c'è stato un incontro dei rappresentanti sindacali e di una delegazione di lavoratori con il sindaco Gianassi, e stamani è in programma un presidio davanti ai cancelli e manifestazione alle ore 11. F.C.

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FILCEM CGIL FIRENZE

RICHARD GINORI

DOMANI  LAVORATORI IN ASSEMBLEA

E INCONTRO STAMPA ALLE  11 DAVANTI AI CANCELLI

IN VIALE GIULIO CESARE  A SESTO FIORENTINO 

Non si ferma la mobilitazione dei lavoratori della Rchard Ginori di Sesto fiorentino dopo che il nuovo amministratore delegato rimangiandosi  precedenti impegni   (nessun provvedimento di cassa integrazione e mobilità per i prossimi tre anni) ha avviato le procedure per la cassa integrazione a zero ore per 50 dei 370 dipendenti a partire dal 6 marzo e per tredici settimane.

Dopo i volantinaggi di oggi l’incontro con le istituzioni locali di oggi domani i dipendenti si ritroveranno in assemblea nella sala mensa. Per spiegare in dettaglio la situazione che si è venuta a creare è stato convocato un

INCONTRO STAMPA

DOMANI 24 FEBBARIO 2006 ORE 11

C/O CANCELLI RICHIARD GINORI

VIALE GIULIO CESARE - SESTO FIORENTINO - (FI)

Grazie per il tempo e lo spazio che  vorrete e potrete dedicare a questo nostro appuntamento.                                                       

                                                                                             L’UFFICIO STAMPA

Firenze 23.02.2006

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Ginori, cassa integrazione per 50

Aperta ieri la procedura preannunciata lunedì dal nuovo amministratore delegato Dal Bò Lavoratori in sciopero, la rabbia della Cgil: «Assurdo pensare di farci competere con la Cina»

FINO A DICEMBRE l’azienda aveva assicurato che per tre anni non sarebbe stato preso alcun tipo di provvedimento. Oggi previsti volantinaggi davanti ai centri commerciali della Piana

di Francesco Sangermano sull'Unità 23/2/06

Lunedì il neo amministratore delegato Domenico Dal Bò lo aveva preannunciato. «Ricorreremo alla cassa integrazione ordinaria». Ed era stata una doccia fredda tremenda per i 370 lavoratori della Richard Ginori di Sesto Fiorentino che fino a dicembre avevano ricevuto rassicurazioni che per tre anni non sarebbe stato preso alcun provvedimento simile. Ieri le parole si sono trasformate in fatti e l’azienda ha annunciato l’apertura della procedura: cassa integrazione a zero ore per 50 dipendenti a partire dal 6 marzo e per 13 settimane. 

Una decisione che ha provocato la dura reazione da parte dei dipendenti della storica azienda di porcellana di Sesto: immediatamente usciti dalla fabbrica hanno annunciato che stamattina si recheranno davanti ai principali centri commerciali della Piana per fare volantinaggio mentre nel pomeriggio si incontreranno col sindaco di Sesto Gianni Gianassi. «La proprietà non vuol scommettere sulla qualità ma pensa di fare concorrenza alla Cina. Un’idea assurda per la quale a pagare saranno così solo i lavoratori».

Schiaffo ai lavoratori della Ginori: cassa integrazione per 50

Aperta la procedura che decorrerà dal 6 marzo per 13 settimane
Dipendenti in sciopero: «Per mesi hanno garantito il contrario»


di Francesco Sangermano/ Sesto Fiorentino (FI)

IL MONDO si è capovolto nello spazio di tre mesi appena. Un nuovo amministratore delegato, un piano industriale che salta e uno nuovo che poggia su premesse opposte. E la mannaia che si abbatte subito sul capo dei lavoratori. Testuale: «Cinquanta in cassa
integrazione ordinaria a zero ore per tredici settimane a partire dal 6 marzo». Et voilà. Dalle parole (pronunciate nel corso dell’incontro coi sindacati di lunedì) ai fatti (la procedura di cassa è stata aperta ieri) il neo ad della Richard Ginori, Domenico Dal Bò, è passato davvero in fretta. E così nella storica azienda di porcellane di Sesto Fiorentino è esplosa ancora più forte la rabbia e la tensione dei 370 dipendenti che già all’inizio della settimana avevano proclamato sette giorni di sciopero contro le intenzioni manifestate da Dal Bò. 

«Per noi sentir parlare di cassa integrazione è stato un fulmine a ciel sereno» prova a spiegare Luca Paoli, segretario fiorentino della Filcem-Cgil. Perché quelle parole hanno sconfessato d’improvviso mesi di trattative e di incontri avuti col precedente amministratore delegato. «Fino a dicembre - spiega Paoli - i rappresentanti dell’azienda hanno ripetuto che non ci sarebbe stato né cassa né mobilità per i prossimi 3 anni e su queste basi avremmo dovuto redigere il piano industriale. Il nuovo ad (arrivato a gennaio, il quarto nel giro di un anno, Ndr) ha invece ribaltato il postulato di base».

I sindacati hanno già richiesto alla proprietà un incontro (che dovrebbe avvenire la prossima settimana) ma le preoccupazioni vanno ben oltre l’esclusivo aspetto della cassa integrazione. «La nuova strategia - prosegue il segretario fiorentino della Filcem - pare volta a una industrializzazione spinta dell’azienda. Un concetto che può non sembrare una bestemmia ma che applicato alla Richard Ginori è invece un colpo dritto al cuore. Perché quello che serve alla fabbrica di Sesto è caso mai una maggiore qualificazione delle produzioni. C’è bisogno di decoratori a mano e non di macchine per le decalcomanie. L’obiettivo dovrebbe essere puntare sulla qualità del Made in Italy e non fare concorrenza alla Cina. E invece la proprietà, per far fronte alla sua situazione debitoria, vuol percorrere quest’ultima strada e spera di poter competere su prodotti standard che vanno bene per tutti».

Per protestare contro questa situazione i lavoratori della Ginori sono subito usciti dai cancelli e per oggi hanno previsto un’intera giornata di sciopero con volantinaggio di fronte a tutti i principali centri commerciali della Piana. Non solo. Nel pomeriggio è infatti previsto un incontro dei rappresentanti dei lavoratori col sindaco di Sesto Gianni Gianassi che anche ieri, non appena appresa la notizia dell’avvio della procedura di cassa integrazione, si è recato davanti ai cancelli della fabbrica per testimoniare la propria solidarietà ai dipendenti.

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Il nuovo amministratore della storica fabbrica di porcellane di Sesto Fiorentino vuole una forte accelerazione della produttività

Gelata sulla ripresa della Ginori Cinquanta in cassa integrazione

da La Nazione 23/2/06

FIRENZE — La Richard Ginori intende mandare in cassintegrazione 50 dei 370 lavoratori per 13 settimane. La procedura è già partita nella storica manifattura di porcellane di Sesto Fiorentino. La cassinterazione è il primo atto del nuovo amministratore delegato, Domenico Dal Bò, trevigiano, subentrato da quattro settimane alla guida dell’azienda. «Si continua a far pagare ai lavoratori responsabilità che non sono loro – dichiara Luca Paoli della Cgil – E si è anche buttato al vento il piano industriale messo a punto con il precedente amministratore, oltre all’impegno di non ricorrere alla cassintegrazione per tre anni». Il nuovo amministratore vorrebbe portare la Ginori sulla strada dell’industrializzazione spinta, passando dai 3 milioni di pezzi prodotti all’anno attualmente a 7 milioni.

Alla decisione di mettere in cassintegrazione 50 lavoratori si è giunti dopo uno stillicidio di alti e bassi andato avanti da più di due anni. L’azienda è passata negli ultimi mesi attraverso quattro amministratore delegati, e una continua ricerca di far quadrare un cerchio finanziario sempre più complicato da una pesante situazione debitoria. Una situazione alleggerita da un’operazione sugli assets immobiliari, ceduti ad una nuova società immobiliare, creata pariteticamente con alcuni immobiliaristi toscani. Negli ultimi mesi il peggio sembrava esser passato, con un fatturato in costante, seppur leggera, ripresa, con un clima di maggior fiducia nei lavoratori, e una prospettiva di ricollocazione industriale della manifattura in uno stabilimento più moderno. E invece la cassa integrazione, per di più – attaccano i sindacati – senza un piano di rilancio dell’azienda». F.C.

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Richard-Ginori, è scontro aperto

L’azienda annuncia la cassa integrazione e i lavoratori della celebre ceramica di Sesto entrano in sciopero

di Francesco Sangermano sull'Unità 22/2/06

Basta la parola. Cassa integrazione. Solo minacciata, per ora, ma di questi tempi è più che sufficiente. E allora ecco la reazione: scioperi articolati per tutta la settimana e interruzione dell’attività produttiva. I 370 lavoratori della Richard Ginori di Sesto Fiorentino lo hanno deciso ieri in assemblea e lo hano messo in pratica da subito. Questa è la loro risposta al primo incontro avuto l’altro ieri con il nuovo amministratore delegato dell’azienda Domenico Dal Bò che, nell’ottica di un nuovo piano industriale, ha annunciato di voler fare ricorso proprio alla Cassa integrazione ordinaria.

«La Cassa integrazione - afferma il segretario fiorentino della Filcem-Cgil Luca Paoli - non può essere usata come biglietto da visita senza tenere conto che esiste una legge e una procedura da rispettare. Inoltre, la Richard Ginori è una realtà sana che non ha un problema industriale ma, piuttosto, finanziario». Il segreatrio provinciale della Filcem sottolinea che, prima della nomina di Dal Bò «stavamo discutendo con la proprietà sulla base di un articolato piano industriale che garantiva l’occupazione per i prossimi tre anni» e assicura che, da parte dei sindacati, c’è ancora la «totale disponibilità a trattare con l’azienda».

Immediate sono arrivate anche le attestazioni di solidarietà ai lavoratori a partire, ieri mattina, dal sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi e da alcuni rappresentanti locali di Prc e Pdci che hanno incontrato i lavoratori davanti ai cancelli. A loro hanno espresso solidarietà e garantito l’impegno delle istituzioni per risolvere positivamente la situazione prima che il sindaco incontrasse nel pomeriggio proprio Dal Bò. «Nel lungo colloquio - informa una nota dell’amministrazione comunale - Dal Bò ha illustrato al sindaco le linee guida che il nuovo management della società vuole perseguire nello stabilimento di Sesto Fiorentino». Da parte sua, Gianassi, si legge ancora nella nota, «ha ripetuto alla società l’invito a un confronto con le organizzazioni sindacali che possa rilanciare il patrimonio occupazionale e commerciale dell'azienda, a partire dal lavoro sviluppato in questi mesi, senza un ricorso non motivato agli ammortizzatori sociali».

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RICHARD GINORI Il nuovo vertice aziendale si presenta con un drammatico e imprevisto biglietto da visita

E’ cassa integrazione

da la Nazione 21/2/06

 Doccia fredda per i lavoratori della Richard Ginori. Ieri il nuovo amministratore delegato, nel corso del primo incontro con i sindacati aziendali e di categoria, ottenuto dopo pressanti richieste, ha detto di stare lavorando ad un nuovo piano industriale, di non essere soddisfatto dei livelli di produttività e di voler ricorrere da subito alla cassintegrazione ordinaria. Si è presentato dunque con i gradi del 'duro' l'ingegner Domenico dal Bò, nominato poche settimane fa ai vertici della Richard Ginori. Cinquantaseienne, trevigiano, Dal Bò è molto legato al suo territorio, dove ha ricoperto anche cariche amministrative.
L'incontro si è svolto nella mattinata nella sede del Museo di Doccia, in via Pratese a Sesto, ed era presente anche un alto funzionario dell'Associazione Industriali di Firenze.

I sindacati hanno deciso di non porre tempo in mezzo e mobilitare subito i lavoratori. Alle 13.30 in fabbrica c'è stata un'accesa assemblea con sciopero immediato e la decisione di un pacchetto di iniziative che si articolerà fin da stamani in una serie di scioperi a scacchiera. Sempre stamani è prevista una manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento in viale Giulio Cesare, nel corso della quale è attesa anche la presenza del sindaco e di altre istituzioni locali.

"L'ingegner Dal Bò si è presentato dicendo che nello stabilimento produttivo di Sesto Fiorentino produce poco", spiega Alessandro Bianchi della Cisl. "Adesso siamo sui tre milioni di pezzi all'anno - questo in sintesi quanto ha detto il nuovo amministratore delegato di Ginori ai sindacati - dobbiamo arrivare a sei milioni di pezzi, per ottenere un giusto rapporto fra il numero degli addetti e il numero di pezzi prodotti". Logica conseguenza, via alla cassintegrazione. Da subito.

Anche se i sindacati non hanno accettato una discussione su queste basi, e l'azienda non ha comunicato quando le lettere partiranno, né per quanti lavoratori, né per quanto tempo. Rinviato ad una prospettiva assai più lontana nel tempo anche il ragionamento sul trasferimento dell'azienda. "Il fatto è - conclude Bianchi - che ci troviamo a confrontarci con un'azienda che è schizofrenica, che cambia manager e prospettive industriali continuamente, e che non offre nessuna attendibilità per un confronto serio sulle prospettive di rilancio dell'attività". F. C.

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SESTO FIORENTINO
Il sindaco: "Spero sia scortesia"
"Nessuna risposta dalla Ginori"

da la Repubblica 19/2/06

Il sindaco chiama, Richard Ginori non risponde. Ancora nessun segnale dai vertici dell´azienda dopo che il 1° febbraio il sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi, aveva scritto una lettera al nuovo amministratore delegato di Richard Ginori 1735 Spa, Domenico Dal Bò, «esprimendo il desiderio di conoscerlo, al fine di avviare corretti e collaborativi rapporti istituzionali». «Spero sia solo una scortesia personale - ha detto Gianassi, che dalla nomina di Dal Bò il 31 gennaio scorso si era messo a disposizione per fissare un incontro - e non il segno di una mancanza di volontà di confronto. Mi auguro che almeno con i sindacati e i lavoratori venga usato un metodo più aperto e disponibile e spero che il buon lavoro svolto fino a qui non venga vanificato da disegni tutti estranei agli interessi del marchio Ginori e alla professionalità dei suoi dipendenti».

Il Comune di Sesto è da tempo al fianco dei lavoratori della Richard Ginori: è di metà gennaio l´ultimo incontro con Provincia, Regione e sindacati per «ribadire la necessità di spingere sulla proprietà per un rilancio del marchio e per il mantenimento e lo sviluppo dell´occupazione».

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SESTO FIORENTINO Il numero degli addetti è sceso ulteriormente: ora sono 370. La soglia era costituita da quattrocento dipendenti
Richard Ginori scende ancora sotto la «quota psicologica»

da la Nazione 1/2/06

Diminuiscono i dipendenti della Richard Ginori di Sesto: la storica manifattura di porcellane è infatti scesa a quota 370 addetti. Solo pochi mesi i dipendenti erano invece attestato a 390. Da diverso tempo invece Richard Ginori aveva abbandonato la quota ‘psicologica’ di 400 unità.
Una lenta, ma purtroppo inarrestabile erosione di forza lavoro che ha prodotto uno snellimento e dimagrimento dell’azienda e che il managment — è storia — non ha certo tentato di arrestare, visto che va nell’ottica di un contenimento assoluto dei costi, specie quelli della forza-lavoro.
Un problema serio invece per i sindacati: «Quello della riduzione della forza lavoro rappresenta un problema nel problema — riferiscono fonti sindacali — perché questo perdurante clima di incertezza crea un forte senso di sfiducia nei lavoratori e alcuni decidono di lasciare o vanno in pensione senza essere sostituiti.

Poiché il lavoro dentro Ginori è un lavoro molto particolare, in molti casi ancora legato ad una grande manualità e comunque ad una particolarissima professionalità, non investire sulle risorse umane e sulla capacità di rigenerare queste competenza rischia di diventare nel medio periodo un problema serio per l’azienda».
Intanto lavoratori, sindacati, istituzioni, investitori e autorità di Borsa restano ancora in attesa di conoscere il nome del nuovo amministratore delegato, dopo tre settimane di “sede vacante”.

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Vertice tra Regione, Provincia e Comune di Sesto Fiorentino
"Nessuna speculazione edilizia nell´area Richard-Ginori"

da la Repubblica 18/1/06

Evitare tentativi di speculazione edilizia nell´area della Richard Ginori di Sesto. E´ stata la questione affrontata ieri in una riunione in Regione a cui hanno partecipato l´assessore alle attività produttive Ambrogio Brenna, il sindaco di Sesto Gianni Gianassi e Andrea Barducci, vicepresidente e assessore provinciale allo sviluppo economico di Firenze, Cgil Cisl e Uil e la rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento. 

«Abbiamo condiviso la strategia per impedire, attraverso gli strumenti urbanistici a disposizione del Comune di Sesto Fiorentino, qualsiasi tentativo di speculazione edilizia», spiega Brenna. «Il marchio Richard-Ginori ha un futuro luminoso almeno quanto il suo passato, è per questo indispensabile lavorare uniti per chiedere alla proprietà di attuare, attraverso la definizione di un piano industriale, il risanamento finanziario dell´azienda, di compiere nuovi investimenti e soprattutto di cogliere la sfida della globalizzazione che richiede, per essere vinta, più capacità di innovare per uno sviluppo di qualità. Conseguentemente è necessario un rilancio del marchio Ginori e politiche di conservazione e valorizzazione delle professionalità nella manifattura di Sesto utili al mantenimento e allo sviluppo dell´occupazione».

L´incontro era stato fissato prima della comunicazione del cambio di deleghe per l´amministratore delegato dell´azienda. I partecipanti hanno discusso la relazione presentata dal sindaco Gianassi, condividendo le preoccupazione sui continui cambi di vertice dell´azienda. Regione, Provincia e Comune sono favorevoli a un prossimo incontro con la dirigenza dell´azienda una volta che i suoi assetti societari saranno definiti.

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IL FATTO Sindaco e sindacati da Brenna

Il vertice in Regione conferma «I terreni Ginori sono vincolati al futuro dei suoi lavoratori»

Le istituzioni si attiveranno per chiedere un incontro all’azienda appena terminato il riassetto della direzione

da la Nazione 18/1/05 di Franco Calamassi

Sganciare il destino della Richard Ginori, e in particolare dello stabilimento di Sesto Fiorentino, da quello di Pagnossin e dell'attuale proprietà della Ginori. Sembra essere questo, a pochi giorni dal terremoto al vertice che ha nuovamente modificato azzerato il managment della storica manifattura, il binario su cui hanno trovato un comune denominatore Regione Toscana, istituzioni locali e sindacati nel corso del vertice che si è tenuto ieri mattina in Regione al tavolo dell'assessore regionale alle attività produttive Ambrogio Brenna.

All'incontro erano presenti i sindacati di categoria e i rappresentanti dei lavoratori Ginori, il sindaco di Sesto Gianassi e il vicepresidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci. Tutti concordi nel denunciare la scarsa affidabilità della proprietà di Ginori, con lo spettro della Matec, l'azienda di Scandicci che ha chiuso i battenti rifiutando ogni rapporto con sindacati ed enti locali, ben presente. L'affidabilità della proprietà è al momento è il problema principale con il quale sindacati ed enti locali si trovano a dover fare i conti per salvare azienda e posti di lavoro. Quali strumenti di pressione e indirizzo sindacati ed enti locali possono utilizzare per indirizzare le scelte aziendali o patrimoniali?

Per il momento l'unico elemento concreto emerso sta nella 'benedizione' ottenuta da parte della Regione Toscana alle scelte urbanistiche del Comune di Sesto. "Regione e Provincia hanno condiviso le scelte contenute negli strumenti urbanistici in adozione nel Comune di Sesto Fiorentino che impediscono, nei fatti, qualsiasi tentativo di speculazione edilizia sull'area dello stabilimento Ginori" recita il comunicato congiunto emesso al termine dell'incontro.

"Abbiamo discusso e condiviso la strategia per impedire, attraverso gli strumenti urbanistici a disposizione del Comune di Sesto Fiorentino, qualsiasi tentativo di speculazione edilizia sull'area dello stabilimento della Richard-Ginori. ", ha riferito a margine dell'incontro l'assessore Ambrogio Brenna.

"Il marchio Richard-Ginori ha un futuro luminoso almeno quanto il suo passato, è per questo indispensabile lavorare uniti per chiedere alla proprietà di attuare, attraverso la definizione di un piano industriale, il risanamento finanziario dell'azienda, di compiere nuovi investimenti e soprattutto di cogliere la sfida della globalizzazione che richiede, per essere vinta, più capacità di innovare per uno sviluppo di qualità".

Per questo "Comune, Regione e Provincia si attiveranno per incontrare l'azienda una volta definiti gli assetti interni". I sindacati, Cgil, Cisl e Uil, hanno chiesto con forza di avere accanto nella propria battaglia le istituzioni locali, per rendere evidente come l'area fiorentina non possa permettersi il lusso di perdere un pezzo così importante del tessuto economico e produttivo come Richard Ginori. Ed è evidente la preoccupazione, espressa anche nelle parole del sindaco Gianassi: "È nostra convinzione che il marchio Richard-Ginori continui ad avere un proprio riscontro nel mercato del lusso e dell'oggettistica da tavola. Anche per questo, siamo preoccupati per l'alto indebitamento dell'azienda e per la sua bassa capacità patrimoniale, il tutto aggravato da un'incertezza societaria sul destino dello stabilimento di viale Giulio Cesare".

Intanto anche la Uilcem esprime forte preoccupazione per le incerte prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento Ginori di Sesto Fiorentino: "Serve una forte mobilitazione dei lavoratori a sostegno di una efficace azione sindacale volta a incalzare l'azienda a dichiarare finalmente le proprie strategie ed il progetto industriale".

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Economia

Individuata la necessità di bloccare le speculazioni nell'area

Brenna: 'Puntare al risanamento della Richard-Ginori'

Incontro in Regione con Comune di Sesto Fiorentino, Provincia e sindacati

da Prima Pagina

Si è svolto stamani presso la sede della Regione Toscana un incontro sulla strategia da adottare per evitare nell'area dello stabilimento Richard-Ginori di Sesto Fiorentino qualsiasi tentativo di speculazione edilizia. Hanno partecipato alla riunione Ambrogio Brenna, assessore alle attività produttive della Regione Toscana; Gianni Gianassi sindaco di Sesto Fiorentino; Andrea Barducci, vicepresidente e assessore allo sviluppo economico della Provincia di Firenze; le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) di categoria e territoriali e la Rsu dello stabilimento di viale Giulio Cesare.

'Abbiamo discusso e condiviso la strategia per impedire, attraverso gli  strumenti urbanistici a disposizione del Comune di Sesto Fiorentino, qualsiasi tentativo di speculazione edilizia sull'area dello stabilimento della Richard-Ginori. ”, ha riferito a margine dell’incontro l’assessore Ambrogio Brenna. “Il marchio Richard-Ginori ha un futuro luminoso almeno quanto il suo passato, è per questo indispensabile lavorare uniti per chiedere alla proprietà di attuare, attraverso la definizione di un piano industriale, il risanamento finanziario dell’azienda, di compiere nuovi investimenti e soprattutto di cogliere la sfida della globalizzazione che richiede, per essere vinta, più capacità di innovare per uno sviluppo di qualità. Conseguentemente è necessario un rilancio del Marchio Ginori e politiche di conservazione e valorizzazione delle professionalità nella manifattura di Sesto Fiorentino utili al mantenimento e allo sviluppo dell’occupazione.”

L’incontro di stamani era stato fissato prima della comunicazione del cambio di deleghe per l’amministratore delegato dell’azienda. I partecipanti hanno discusso la relazione presentata dal sindaco Gianassi, condividendo le preoccupazione sui continui cambi di vertice dell’azienda. Regione, Provincia e Comune, e si sono detti favorevoli a un prossimo incontro con la dirigenza dell’azienda una volta che i suoi assetti societari siano definiti.   Cristiano Lucchi

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RICHARD GINORI Combattuto e sofferto consiglio d’amministrazione

«Terremoto» al vertice Biesuz è stato detronizzato
Al suo posto forse Dal Bo

Montesi Righetti farà da reggente con Turchetti

da la Nazione 15/1/06 di Sandra Nistri

“Terremoto” negli assetti societari della Richard Ginori 1735. Il consiglio di amministrazione della società, riunito due giorni fa, ha infatti operato una serie di modifiche sostanziali alle deleghe ed ai poteri dei suoi componenti a partire dalla carica di amministratore delegato. Il dottor Giuseppe Biesuz, nominato nell’aprile scorso con il conferimento di tutti i poteri di ordinaria amministrazione e straordinaria relativamente ai rapporti bancari, infatti non è stato confermato nell’incarico: come informa un laconico comunicato presente sul sito Internet dell’azienda Biesuz (che al momento dell’insediamento si era detto fiducioso nella ripresa della Ginori affidata soprattutto alla forza dello storico marchio) manterrà solo la carica di consigliere, senza deleghe operative. La revoca della fiducia a Biesuz, fra l’altro, sarebbe avvenuta con un ristrettissimo margine e con il consiglio di amministrazione, in pratica, spaccato a metà.

Per il momento non è stato reso noto il possibile successore del quarantaquattrenne Biesuz ma la carica potrebbe essere affidata a Domenico Dal Bo, già direttore generale di Volareweb di cui è commissario straordinario Carlo Rinaldini azionista di maggioranza Richard Ginori e titolare di Pagnossin: per Dal Bo fra l’altro, in questi giorni, si era ventilato negli ambienti finanziari un incarico in Pagnossin mentre per Biesuz era considerata quasi certa la permanenza come amministratore delegato in Ginori. Le altre deleghe affidate dal consiglio di amministrazione Ginori riguardano poi il presidente dottor Filippo Montesi Righetti cui sono stati conferiti tutti i poteri di ordinaria amministrazione mentre al dottor Manfredo Turchetti sono stati affidati i poteri riguardanti i rapporti con le banche, con la Consob e con Borsa Italiana. Di più il comunicato firmato dal presidente Montesi Righetti non dice ma, in sette righe totali, è indicato comunque un percorso destinato a provocare non poche ripercussioni a catena. Le reazioni all’annuncio anche se solo “in rete”non si sono infatti, come prevedibile, fatte attendere: “E’ sconcertante- scrive ad esempio in una nota il sindaco sestese Gianni Gianassi- la scarsa chiarezza che la proprietà ormai da tempo manifesta verso le necessarie e non rinviabili operazioni di rilancio della Ginori. 

Il cambio delle responsabilità in un momento così delicato, nel quale si era avviata una proficua trattativa tra le parti su un piano industriale che prevedeva ristrutturazioni e rilancio della produzione e faceva intravedere buone possibilità per il futuro, è certamente un colpo inferto ala credibilità dell’azienda. Certamente una proprietà che, prima cede il 50% degli asset immobiliari, poi conferisce mandato a Mediobanca di vendita senza dargli seguito, che silura dalla metà del 2004 tre amministratori delegati, che di fatto chiude le attività della controllante Pagnossin, appare sempre meno idonea ad azioni credibili di rilancio industriale e difesa dell’occupazione”. L’amministrazione comunale si dice comunque disponibile per quanto potrà fare e di sua competenza. Intanto martedì prossimo alle 9,30 in Regione è convocato un “vertice” sulla Ginori che vedrà riuniti, insieme all’assessore alle attività produttive Ambrogio Brenna, il vicepresidente della Provincia Andrea Barducci il sindaco di Sesto, i sindacati e le Rsu della Ginori.

RICHARD GINORI / I SINDACATI «Non voremmo ricominciare tutto da capo. Finalmente c’era un piano industriale, che non ci convinceva, ma era meglio del nulla»

Il colpo di spugna porta sconcerto e preoccupazione fra i lavoratori

da la Nazione 15/1/06

Sconcerto e preoccupazione. I sindacati accolgono con questo stato d’animo le notizie provenienti dal consiglio di amministrazione Ginori con il ritiro delle deleghe all’ormai ex amministratore delegato Biesuz. L’uomo dell’annunciato rilancio dello storico marchio e degli annunciati investimenti. “La sensazione è che si siano persi inutilmente dei mesi- sottolinea Luca Paoli della Filcea Cgil. Con Biesuz, dopo tanto tempo e sollecitazioni, si era arrivati alla presentazione di un piano industriale che non ci convinceva ma era comunque una base su cui avevamo cominciato a confrontarci. Ora ci troviamo al punto di partenza e non possiamo certo ricominciare a discutere da zero. Questa è la dimostrazione che i problemi non derivano in particolare dalla Ginori, fra l’altro gli ultimi prodotti stanno andando molto bene e ai lavoratori sono richiesti anche straordinari, ma dai debiti della proprietà che mostra di non avere voglia di investire. Non vorremmo poi che il siluramento di Biesuz fosse una sconfitta della parte che voleva rilanciare il marchio Ginori e un tentativo di avviare una delocalizzazione. Se l’azienda pensa di poter realizzare prodotti in Romania o Bangladesh sappia che ci opporremo con tutte le forze ed i mezzi”. Molto simili anche le reazioni a caldo di Massimo Guerranti segretario Femca Cisl: “ Siamo molto preoccupati- dice. Il piano industriale che era stato presentato ai sindacati ed istituzioni, anche se carente in molti tratti poteva rappresentare un punto di partenza per la discussione, pur con tutte le sue debolezze: ora dobbiamo ripartire daccapo con altri sei mesi persi inutilmente. Quanto accaduto in consiglio di amministrazione poi dimostra in pieno che la Ginori, silurando Biesuz, sembra interessata più che al rilancio del marchio e della produzione agli interventi di edificazione e alle operazioni connesse nell’area Ginori. Il cambio di tanti amministratori delegati nell’arco di pochi anni dimostra poi in pieno l’inaffidabilità di questa proprietà”.
Sandra Nistri

Nel senese «licenziati» 12 dipendenti

Alle preoccupazioni innescate dai cambi al vertice della Ginori si aggiunge la batosta del licenziamento di dodici lavoratori della Richard Ginori 1735 impiegati nello stabilimento di Trequanda nel Senese. La Provincia di Siena ha appena approvato l’inserimento di questi lavoratori in liste di mobilità, con firma del decreto apposta dal dirigente del servizio lavoro dottoressa Patrizia Papi. Otto dei dipendenti licenziati sono italiani e quattro stranieri (in maggioranza provenienti da paesi dell’Est Europa): la loro età varia dai 26 ai 60 anni e quattro hanno figli a carico. Fra l’altro tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro erano stati inseriti nell’azienda con contratti a tempo indeterminato: sette assunzioni risalivano al periodo 1996-97 e le altre erano più recenti, del periodo 2001-2002, con l’insediamento della Ginori. Lo stabilimento di Trequanda della Ginori (terrecotte di qualità) acquisito alla fine del 2001 contava nel 2003 22 addetti. L’anno dopo invece gli addetti erano scesi a 16 ma il personale era già stato sottoposto a cassa integrazione per via della crisi produttiva dell’azienda che aveva comportato anche la chiusura del punto produttivo Ginori di Laveno (Varese). Fra l’altro, prima di decidere di chiudere lo stabilimento di Trequanda (decisione che lo stesso ormai ex amministratore delegato Biesuz aveva più volte annunciato) Ginori aveva investito nell’ammodernamento dei macchinari per realizzare terrecotte di qualità.

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LAVORO

La Ginori ricomincia da Internet

da la Nazione 13/1/06

Ginori ricomincia ... dal sito. Anno nuovo e sito, internet, nuovo di zecca infatti per la storica manifattura che produce porcellane a Sesto Fiorentino.
In attesa che la trattativa fra azienda e sindacati, rientrata nel vivo dopo la pausa per le festività, produca gli effetti sperati, e in attesa di indicazioni concrete da parte dell’azienda sul futuro dello stabilimento di viale Giulio Cesare e sulla nuova destinazione industriale da individuare nella Piana, Richard Ginori ha aperto l’anno con un sito internet completamente rinnovato.

Il sito, consultabile all’indirizzo www.richardginori1735.it, è realizzato in due versioni, lingua italiana e in inglese. Si tratta di uno strumento comunicativo informatico per il momento quasi esclusivamente riservato agli addetti ai lavori e agli operatori finanziari, contenente tutte le notizie di natura economica e finanziaria dell’azienda, utilizzato dalla direzione dell’azienda anche per la diffusione delle notizie richieste periodicamente dall’autorità di Borsa. È invece ancora in via di realizzazione la sezione relativa alla storia dell’azienda e alla presentazione dei suoi manufatti, attuali e storici.

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