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Doppio sciopero nei trasporti pubblici 2/9/04

Cgil, Cisl e Uil non ci stanno: «E’ uno sciopero inutile» 7/5/04

Violano i computer di due sedi Cgil
 

In Ataf scoppia la grana sicurezza

L’azienda annuncia che sui tram sarà predisposto il cosiddetto «uomo morto» simile a quello dei treni e contrastato dai ferrovieri. Neanche gli autisti lo vogliono e promettono battaglia

POLEMICHE IN VISTA per Andrea Viciani della Cgil: «Ci sembra un elemento di disturbo». Questo meccanismo sui treni avverte il macchinista, con un cicalino assordante, di mollare il pedale per soli due secondi e mezzo.

di Osvaldo Sabato sull'Unità 15/2/06

Grigio metallizzato e rosso. Saranno questi i colori dei tram che fra qualche anno si vedranno circolare a Firenze. Questa soluzione cromatica sostituisce il verde scelto inizialmente per ricordare i vecchi “Tranvai” fiorentini. L’anticipazione apparirà sul primo numero di “Bus Top”, mensile che sarà distribuito gratuitamente da domani. Sulle tre linee tranviarie saranno utilizzati dei moderni veicoli a rotaia Ansaldo Breda modello “Sirio” con tanto di telecamere per la sicurezza dei passeggeri, che nelle ore di punta avranno la possibilità di prendere un tram ogni 3 minuti e 10 secondi. 

Sempre sul fronte della sicurezza, Ataf fa sapere che sui tram sarà in funzione anche il contrastato, dai sindacati, meccanismo dell’”uomo morto. Si tratta di un sistema già noto ai ferrovieri (sigla Vacma) e consiste in un pedale, come quello delle vecchie macchine da cucire, da tenere sempre pigiato. Sui treni ogni 55 secondi, un cicalino assordante avverte il macchinista di mollare il pedale per soli due secondi e mezzo.

IN CASO contrario il treno si ferma. Sui tram invece gli autisti dovranno fare pressione su una manopola che controlla la velocità, anche in questo caso, se dopo un primo avvertimento non ci sarà una risposta, il tram si ferma automaticamente.

Nelle ferrovie da mesi i sindacati sono sul piede di guerra per l’eliminazione dell’”uomo morto”, ritenuto stressante per la ripetitività a cui sono sottoposti i macchinistici. «Non lo sapevamo che anche sui tram ci sarebbe stato un marchingegno del genere» dice il coordinatore della Rsu di Ataf Daniele Crescioli, che sembra cadere dalle nuvole. «Questo è un elemento di disturbo» sintetizza Andrea Viciani della Cgil. Come dire che questo fatto potrebbe far riaprire una tensione dentro l’azienda assopita dopo la firma del recente accordo, approvato poi dai dipendenti a larga maggioranza dopo un referendum interno. «La questione la conosciamo per le grandi battaglie che hanno fatto i ferrovieri - aggiunge Viciani -. Noi non lo sapevamo perché eravamo decisamente un passo indietro sul funzionamento di questi mezzi» aggiunge Viciani prima di sottolineare che «ora sicuramente daremo l’importanza necessaria e al momento opportuno ci faremo sentire»...

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I lavoratori di Ataf hanno detto sì

Votato l’accordo siglato a fine gennaio: favorevole l’87% sugli oltre 900 andati alle urne La presidente Tesi: «Il bilancio del 2005 si chiuderà con un passivo minore del previsto»

LA RISPOSTA alle minacce che avevano turbato la firma dell’accordo tra azienda e sindacati è arrivata dalle urne. Grande soddisfazione della Rsu mentre la confederazione dei Cobas scrive al prefetto per poter sottoscrivere a sua volta l’intesa Accordo all’Ataf
c’è il sì dei lavoratori


di Francesco Sangermano sull'Unità 10/2/06

Dopo quattro giorni di voto le urne si sono aperte. E per la soddisfazione dei rappresentanti della Rsu e della presidente di Ataf Elisabetta Tesi i numeri hanno lasciato poco spazio ad interpretazioni: l’accordo siglato lo scorso 27 gennaio è stato accolto favorevolmente dall’86.89% dei votanti mentre contrario si è detto soltanto il 13.11% con oltre 900 lavoratori (su 1384 aventi diritto) che si sono recati alle urne. Un risultato «che è la migliore risposta democratica a chi ha pensato di inquinare il clima con lettere di minacce» hanno tenuto subito a sottolineare i rappresentanti sindacali che da lunedì si siederanno al tavolo con l’azienda per dare avvio alle trattative per l’attuazione dell’intesa. Il tutto mentre la presidente Tesi ha annunciato che «il 2005 si chiuderà con un passivo di 7,6 milioni di euro contro i 9,2 preventivati in sede di budget». I Cobas, intanto, hanno chiesto con una lettera al prefetto di poter sottoscrivere a loro volta “per adesione” l’accordo.

Al referendum interno l’87% dei votanti si è detto favorevole
La Rsu soddisfatta: «È la risposta democratica alle minacce»

di Francesco Sangermano / Firenze


QUATTRO GIORNI di voto. Poi, ieri, lo scrutinio. E la piacevole scoperta che la stragrande maggioranza dei dipendenti Ataf che si sono recati alle urne ha accolto positivamente l’accordo siglato tra i sindacati e l’azienda di trasporto pubblico lo scorso 27 gennaio.
I numeri servono in questo caso a chiarire meglio il concetto: 902 votanti su 1384 aventi diritto (pari al 65.17%) con 769 schede favorevoli (86.89%), 116 contrarie (13.11%), 9 nulle e 8 bianche.

«Le cifre parlano da sole, siamo in presenza di un ottimo risultato» esordisce Andrea Viciani, membro Cgil della Rsu. La risposta positiva dei lavoratori è la vittoria più grande che i rappresentanti del sindacato potevano aspettarsi dopo mesi di vertenza, di tensioni, di scontri. «In realtà erano 5 anni e mezzo che inseguivamo questo accordo - prosegue Viciani - vale a dire da quando chiedemmo il piano d’impresa al precedente management». E così snocciola ora i risultati che questo accordo permetterà di raggiungere. A partire dalla ricapitalizzazione uficializzata mercoledì pomeriggio dai soci proprietari e che (se il gruppo tecnico di lavoro confermerà le stime) sarà pari a 23 milioni di euro. Eppoi le garanzie del mantenimento dell’azienda in mano pubblica e il ritiro della disdetta degli accordi relativi alla contrattazione di secondo livello prevista a partire da marzo. «Noi abbiamo fatto la nostra parte - rivendica Viciani - e l’accordo garantisce che altrettanto facciano anche i proprietari e gli enti locali. Il voto dei lavoratori e le parole soddisfatte di alcuni sindaci che si erano mostrati piuttosto duri in fase di trattativa, sono la conferma che questo era l’unico accordo possibile. E un grazie particolare credo vada riservato al prefetto che ha svolto il suo ruolo di mediazione in maiera esemplare nonostante fosse da poco arrivato in città».

Con un simile risultato vien più facile anche tornare a parlare delle minacce ricevute da alcuni rappresentanti della Rsu aziendale. «È la risposta democratica a chi invia le lettere contro gli accordi - spiega il coordinatore della Rsu aziendale, Daniele Crescioli - ma la cosa più importante è che i lavoratori si sono così assunti la propria responsabilità all’interno del risanamento aziendale». «Evidentemente - incalza Americo Leoni della Faisa - chi lavorava in silenzio per arrivare a un accordo ha avuto la meglio su chi, in maniera rumorosa, ha provato in tutti i modi a lavorare per il no». Alla soddisfazione dei rappresentanti della Rsu si è poi unita in serata quella degli esponenti Ds Auzzi, Murras e Luzzi nonché della segreteria della Camera del lavoro di Firenze secondo cui è stato dimostrato come «attraverso il consenso si possa avviare il risanamento e il consolidamento del trasporto pubblico».

Sarà insomma in un clima di rinnovata serenità che i lavoratori inizieranno da lunedì (con la speranza di portarle a termine nel giro di un mesetto) le trattative con la proprietà per l’attuazione delle varie parti dell’accordo, compresa la novità assoluta della vendita a bordo dei biglietti. «È innegabile che siamo molto soddisfatti - dice la presidente di Ataf, Elisabetta Tesi - perché l’adesione dei lavoratori fa presagire un futuro ottimo non solo nelle relazioni sindacali ma anche in azienda. Oltre tutto i dati sull’ipotesi di chiusura di bilancio del 2005 sono confortanti: la perdita ammonterà a 7,6 milioni contro i 9,2 approvati in sede preventiva all’inizio dell’anno. A questo punto siamo pronti per procedere alla ricapitalizzazione come concordato ed approvato all’unanimità da tutti i soci nella riunione di martedì».

I prossimi giorni, però, porranno sul tavolo anche una nuova questione. È di ieri, infatti, la notizia che la confederazione dei Cobas ha inviato una lettera alla prefettura con la richiesta di aderire all’accordo e di firmare “per adesione” (non avendo preso parte in prima persona alla trattativa). «Una simile richiesta rende merito alla delegazione trattante - afferma Cristiano Sabatini della Uil - ma ne andrà valutata o meno la fattibilità. Anche perché, dopo esser stati “costretti” a firmarlo come delegati rsu, ora sembrano voler diventare soggetto riconosciuto portando la propria adesione all’accordo».

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L´azienda dovrebbe risparmiare due milioni e 500mila euro grazie al taglio dei tempi morti e degli straordinari
Piano Ataf, via libera dagli autisti
L´87% dicono sì, il servizio regolare dei bus si estende fino alle 21,30

da la Repubblica 10/2/06

Ataf, i lavoratori approvano a larga maggioranza l´accordo sindacale che da il via al rilancio ed al risanamento dell´azienda. Il sì è arrivato dal referendum interno tra i 1.384 dipendenti: hanno votato in 902, e la proposta di accordo ha visto 769 sì: l´87 per cento. Un sì che da il vie libera alla ricapitalizzazione e che, secondo la presidente dell´Ataf Tesi «rivoluziona l´organizzazione del lavoro in ogni settore dell´azienda che acquista flessibilità e produttività senza penalizzare nessuno».

Era stato siglato da Cgil, Cisl, Uil e Faisa. Ora anche i Cobas hanno chiesto di aderire
Approvato l´accordo Ataf ora bus regolari fino alle 21,30
L´87% dei lavoratori dice sì all´intesa

La presidente Tesi: "Il 10% degli autisti lavorerà di più per cinque giorni a settimana in cambio di due liberi"
Soddisfatti per il voto i sindacati: "Ai dipendenti garantita la ricapitalizzazione dell´azienda"
ILARIA CIUTI

PASSA a grande maggioranza l´accordo Ataf, sottoscritto in prefettura da Rsu, sindacati di categoria e azienda e sottoposto al referendum in azienda. I lavoratori lo approvano all´86,65%: un risultato insperato anche per i più ottimisti. Su 1.384 dipendenti hanno votato in 902 (il 65,17%), i sì sono stati 769, i no 116, 8 schede bianche e 9 nulle. Soddisfatti delegati e sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil e Faisa che avevano siglato la bozza. Mentre i Cobas che, tranne le due Rsu, non hanno partecipato alla trattativa scrivono ora al prefetto e all´azienda per chiedere di aderire. E la presidente di Ataf, Elisabetta Tesi, annunzia che l´allungamento del regolare servizio di bus dalle 19.30 alle 21,30 è cosa fatta: «Lo permette il nastro allungato: il 10% degli autisti che lavorerà di più per cinque giorni la settimana in cambio di due liberi».

Tesi sostiene che «l´accordo è innovativo a livello nazionale». Perché, dice, «rivoluziona l´organizzazione del lavoro in ogni settore dell´azienda che acquista flessibilità e produttività senza penalizzare nessuno». Il nastro allungato, continua la presidente, porterà all´azienda anche un risparmio di 80.000 ore di straordinario e l´altra novità, il biglietto venduto a bordo, «servirà alla lotta contro l´evasione. Costerà 50 centesimi di più che andranno agli autisti, ma anche il biglietto del treno costa di più a bordo e la rete di vendita a terra resta tal quale». Oltretutto, spiega Tesi, gli autisti potranno fungere da controllori nel tempo di spostamento tra la sede dove prendono servizio e quella dove montano sul bus da guidare.

Per riassumere, i punti principali dell´accordo che dovrebbe assicurare a Ataf 2.500.000 di risparmi, sono l´allungamento del nastro (un´ora di lavoro in più delle 6,36 attualmente di media) per i volontari che desiderino due giorni liberi la settimana; la vendita a bordo del biglietto; la possibilità per gli autisti di utilizzare i tempi morti per fare da controllori: una soluzione che ha evitato di eliminare dal conto delle ore lavorative i tempi morti, come inizialmente chiesto da Ataf ma rifiutato dai sindacati, così come il nastro allungato ha evitato la guerra sul turno spezzato. Poi l´accordo contempla, tra l´altro, la riduzione da due a un giorno di riposo per chi dona il sangue, 50 centesimi in più di mensa, 8 mesi invece di un anno di riposo dalla guida per i 90 autisti occupati in altre mansioni, l´eliminazione dei 15 lavoratori di riserva.

«Il referendum parla da solo - dice Andrea Viciani della Cgil - È l´accordo che inseguivamo da 5 anni. Ai lavoratori vengono garantiti la ricapitalizzazione di Ataf e l´impegno dell´amministrazione per l´azienda e il trasporto pubblici. Ringraziamo il prefetto. Ora dobbiamo tutti lavorare per ricostruire un clima di serenità». Soddisfatto anche Amerigo Leoni della Faisa: «Ce l´abbiamo fatta nonostante le difficoltà». Qualche strascico di polemica con i Cobas. «Troppo comodo firmare ora che è andata bene solo per essere riconosciuti come parte in causa nella contrattazione», protesta cristiano Sabatini della Uil. Emanuele Giacomelli, Rsu Cobas ribatte che la sua organizzazione non era neanche stata invitata a trattare: «Quest´accordo è una sconfitta accettabile. Firmiamo per poter diventare controparte ogni volta che non verrà rispettato».

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CGIL – CAMERA DEL LAVORO  METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE 

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

COMUNICATO STAMPA 

ATAF: Successo del referendum sull’accordo

La Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze esprime viva soddisfazione per i risultati del referendum sull’accordo con ATAF ed evidenzia l’alta partecipazione al voto e l’altissima percentuale di consensi (oltre l’86%).

Con questo risultato i lavoratori, attraverso un metodo altamente democratico, hanno dimostrato uno spirito di attaccamento al servizio pubblico, garantendone la tutela per la città e i cittadini. 

La Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze sottolinea, inoltre, come sia possibile, attraverso il consenso, avviare il risanamento ed il consolidamento del trasporto pubblico.

Il risultato ed il metodo sono una risposta anche a chi ha tentato di inquinare il clima democratico addirittura con le minacce. 

Firenze, 9 Febbraio 2006 

La Segreteria della CdLM di Firenze 

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

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TRASPORTI Da oggi al lavoro un gruppo tecnico con tutti i comuni dell’area

All’Ataf arrivano i soldi L’intesa fra i soci c’è

da la Nazione 8/2/06

Riavviato il processo di ricapitalizzazione dell'Ataf. Lo ha deciso, all'unanimità, l'assemblea dei soci dell'azienda di cui fanno parte i Comuni di Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Bagno a Ripoli, Calenzano, Fiesole, Impruneta e Vaglia.
«Con la recente sottoscrizione dell'accordo sindacale e il sostanziale rispetto del piano industriale che porterà l'Ataf al pareggio nel 2009 — hanno sottolineato il vicesindaco Giuseppe Matulli e l'assessore alle società partecipate Tea Albini — ci sono i presupposti per riavviare le procedure del processo di ricapitalizzazione dell'azienda da parte dei Comuni soci. Da oggi è già al lavoro un gruppo tecnico dei vari Comuni che porterà alla rimodulazione del protocollo d'intesa, con le modifiche necessarie. Una volta terminato questo lavoro comunicheremo all'azienda la data per l'assemblea straordinaria».

Soddisfazione per la ripresa dell'iter di ricapitalizzazione, interrotto dalla lunga trattativa sindacale che ha visto anche momenti di forte tensione, è stata espressa anche da altri sindaci presenti all'assemblea.
«Prendiamo atto con piacere — ha detto il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi — delle vicende degli ultimi tempi che hanno portato alla sottoscrizione dell'accordo sindacale aziendale, che era la condizione fondamentale per riavviare il processo di ricapitalizzazione».
«Ora — gli ha fatto eco il primo cittadino di Scandicci, Simone Gheri — ci sono le condizioni per il rilancio dell'azienda, che deve puntare con determinazione alla centralità del trasporto pubblico».
«L'accordo sindacale — ha sottolineato il sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini — è una buona base per il rilancio di Ataf. D'ora in poi sarà necessario un monitoraggio continuo per verificare la concretezza in termini di bilancio e di risultati di qualità del servizio per i cittadini».

Intanto il piano industriale sottoscritto anche dai sindacati ha introdotto una serie di variazioni negli orari di lavoro sia degli autisti che del personale a terra. Fra le più importanti novità l’introduzione della possibilità di verificare la validità dei biglietti dei passeggeri per tutti gli autisti che decidano autonomamente di effettuare il controllo durante i loro spostamenti per servizio. Di fatto sarà come se sui bus fiorentini salissero ogni giorno mille possibili controllori.

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INDAGINI La Digos continua a seguire la pista interna all’azienda

Minacce ai sindacalisti Ataf
La procura apre l’inchiesta

da la Nazione 7/2/06

Minacce aggravate. E’ questo il reato ipotizzato nel fascicolo d’indagine aperto dal procuratore aggiunto Francesco Fleury  sul caso delle lettere anonime a sette sindacalisti dell’Ataf.
L’inchiesta è condotta dagli uomini della Digos fiorentina, guidati da Gianfranco Bernabei, e sembra sempre più puntare sulla pista interna all’azienda.
Per individuare il responsabile del gesto intimidatorio, secondo gli investigatori, si deve cercare tra i «dissidenti» o, per meglio dire, gli insoddisfatti della travagliata trattativa portata avanti, per mesi, da azienda e sindacati: trattativa sfociata in un accordo siglato, la sera del 27 febbraio, in Prefettura.

La lettera è stata spedita, come rivela il timbro postale, lo stesso giorno, poche ore prima, quindi, del raggiungimento dell’intesa fra le due parti.
A far propendere per la pista interna sarebbe anche il riferimento esplicito, contenuto nella missiva, a una riunione preliminare avvenuta nei locali di uno dei sindacati che compongono le Rsu; riunione di cui esterni all'azienda non potevano essere a conoscenza.

Nel documento, che i rappresentanti hanno ricevuto insieme alla posta ordinaria, erano contenuti avvertimenti pesanti.
«Il nostro gruppo — si legge — è pronto a combattere scendendo in campo con tutte le forze a disposizione. Pertanto se ci tenete alla vostra incolumità e a quella dei vostri familiari state attenti a non sbagliare mai perché abbiamo occhi e orecchi da tutte le parti. Noi vi osserviamo anche quando siete in casa». Segue la firma, considerata poco credibile dagli inquirenti, di un fantomatico «Gruppo combattente». Gigi Paoli

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Ataf, la Digos segue la pista interna

Alcuni particolari nella lettera di minacce ai sindacalisti farebbero presupporre che chi l’abbia scritta sia dentro l’azienda. Sopresa fra gli autisti. L’assessore Nencini: «Isolare questa gente»

QUEI GIORNI di difficili trattative raccontati dal coordinatore delle Rsu Crescioli e dalla presidente di Ataf Tesi. Ieri i sindacalisti indicati nella lettera sono stati dal prefetto De Martino


di Osvaldo Sabato e Alessio Schiesari sull'Unità 2/2/06

Il giorno dopo la lettera di minacce ai sindacalisti della Rsu di Ataf fra gli autisti si respira un clima di sorpresa e sconcerto per quanto è successo.
Nessuno sa darsi una spiegazione «anche perché a noi quell’accordo piace» dicono in tanti. Sul fronte delle indagini la Digos intanto privilegia la pista. Gli inquirenti sono convinti che chi ha scritto quella lettera era a conoscenza di alcuni particolari noti solo in ambienti Ataf.

Mentre continuano le dichiarazioni di solidarietà verso i sindacalisti, che proprio ieri sono andati in visita dal prefetto di Firenze, Andrea De Martino.
Fra le reazioni e i commenti è da registrare anche quello dell’assessore al Lavoro di Palazzo Vecchio, Riccardo Nencini: «È la democrazia il modo migliore per isolare questa gente» dice.

Il riferimento è al prossimo referendum fra i lavoratori che dovranno dire la loro ultima parola sull’accordo azienda-sindacati definito da più parti «storico» per la sua importanza nel rilancio dell’azienda di trasporto pubblico fiorentina.

Non capiamo il perché di queste minacce»
Viaggio fra gli autisti di Ataf il giorno dopo la lettera intimidatoria ai sindacalisti che hanno firmato l’accordo

Alessio Schiesari sull'Unità 2/2/06

ALLE FERMATE Ataf davanti alla stazione di Santa Maria Novella ieri mattina nulla faceva pensare a una mattina diversa dalle altre. Intorno alle tredici il via vai di uomini con la giacca blu di servizio era, come gli altri giorni, più intensa che in ogni altro orario. Gli autisti, raccolti in gruppi, chiacchieravano ad ad alta voce, ma dalle facce distese si intuiva che non sono le lettere minatorie ai sindacalisti l’argomento centrale delle discussioni. Il primo a voler commentare la lettera minatoria indirizzati ai rappresentanti sindacali Ataf è Nicola, un autista cinquantenne. 

«Dubito che ci sia qualcosa di concreto in quelle minacce. Comunque ho letto che la Digos sta indagando, se c’è qualcosa di serio in questa storia verrà certamente fuori presto» e aggiunge «Io lavoro in questa azienda da molti anni e le posso dire che questo è sicuramente uno dei migliori accordi mai firmati, sicuramente il più vantaggioso per i lavoratori degli ultimi dieci anni. Visto e considerato il momento il difficile momento che l’Italia sta attraversando siamo soddisfatti di come i nostri rappresentanti hanno difeso i nostri diritti». 

Dal gruppo accanto interviene un’altro autista, anche lui di nome di Nicola: «Questa storia delle lettere ai nostri sindacalisti mi sembra tutta una grossa bufala, secondo me non è vero niente. E, guardi, non sono certo l’unico a pensarla così». Un’altro giovane autista, di nome Marcello, aggiunge: «Sono d’accordo con lui. Questi qua sono un gruppo di cretini che sta provando a farsi della pubblicità. Noi siamo rilassati perchè i sindacati hanno firmato un buon accordo. Credo che proprio questo contratto segni la fine dei privilegi di cui hanno goduto i dirigenti dell’azienda per troppo tempo». 

Il baracchino che dà informazioni ai viaggiatori è affollato di dipendenti Ataf. Controllori di biglietti, responsabili del personale e impiegati. Incarichi diversi ma anche qui le reazioni sono simili a quelle degli autisti. «Prima di tutto mi pare di aver capito che è una cosa vecchia, relativa a prima della firma del contratto. Il fatto che nel frattempo non sia successo nulla mi sembra un buon segnale» commenta Luca, un controllore sessantenne, che prosegue «Mi dispiace che forse qualche collega possa avvertire della tensione per questa brutta storia, il clima in questi giorni era positivo. Eravamo tutti abbastanza soddisfatti per l’accordo che avevamo firmato dopo questa lunga lotta». Un dipendente, sentendo che si parla delle minacce ai sindacalisti, commenta ridendo: «Ma è vero che nella lettera c’è scritto che hanno occhi e orecchie anche nelle case dei sindacalisti? Beh, se fosse così magari, si tratta solo di un gruppo di mogli arrabbiate coi loro mariti».  

Vi racconto quei giorni difficili...

Il coordinatore della Rsu di Ataf: «Fra un incontro e un altro pensavo ai lavoratori e alle loro famiglie»

di Daniele Crescioli Coordinatore Rsu Ataf

Il 27 gennaio si sono conclusi, con un accordo, 5 anni di trattativa nella più grande azienda di trasporto pubblico della Toscana. Due i momenti veramente duri: la disdetta totale degli accordi e la firma separata del verbale di intesa in Prefettura il 3 gennaio. Ho temuto che questo dividesse i lavoratori. All'interno della Rsu, salvo la componente Cobas, ho trovato una maggioranza coesa che ha lavorato con strategia puntuale. Inoltre, la trattativa sul tavolo della mobilità, con i suoi risultati, ha prodotto un effetto positivo anche su quello aziendale, siamo così riusciti a costruire un accordo che coinvolge tutti i lavoratori e tutti i settori aziendali dando risposte alle richieste di nuovi servizi ai cittadini. 

I giorni trascorsi fra la prima intesa e l'accordo raggiunto venerdì scorso sono stati un continuo susseguirsi di relazioni con i soggetti coinvolti, proprietà, direzione, organizzazioni sindacali a tutti i livelli; fra un incontro e l'altro pensavo ai circa 1500 lavoratori e alle loro famiglie, a cosa sarebbe accaduto qualora non vi fosse stata un'intesa, nei momenti più difficili ho pensato addirittura ad eventuali interessi contrari all'accordo e questo scenario era inquietante. Usando però la tenacia, con l'aiuto dei componenti di maggioranza della Rsu (CGIL CISL UIL FAISA), siamo riusciti ad allacciare una serie di contatti con le controparti che si sono intensificati sempre di più portando così ad una prima bozza di intesa che è stata poi perfezionata fino all'accordo sottoscritto. Di questa prima esperienza da responsabile della RSU due sono i ricordi più importanti: la totale indifferenza dei delegati Cobas e la posizione espressa in trattativa all'indomani della firma separata (noi siamo qui per ascoltare), e la leggerezza con cui camminavo la notte all'uscita dalla Prefettura dopo aver raggiunto l'accordo. 

Nel tragitto per raggiungere l'auto pensavo all'importante mediazione del Prefetto di Firenze che aveva riaperto il dialogo fra le parti, nonché al fatto che per la prima volta, senza creare disagi ai cittadini, si è risolta una delicata trattativa. Oggi con la mente più serena e con meno preoccupazioni io e la maggioranza della RSU consegniamo ai lavoratori un intesa che delinea chiaramente il futuro del nostro posto di lavoro e la serenità delle nostre famiglie.

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Ataf: La lettera spedita poche ore prima dell´accordo
Minacce al sindacato indagini su pista interna

LAURA MONTANARI su la Repubblica 2/2/06

«Gruppo combattente», così è firmata la lettera di minacce recapitata via posta all´Rsu dell´Ataf e impostata a Campo di Marte il giorno 27. Cioè poche ore prima che venisse siglato l´accordo fra sindacati e azienda. Su quella missiva indaga la Digos fiorentina che sembra credere alla pista interna. Per individuare il responsabile (o i responsabili) del gesto intimidatorio, secondo gli investigatori, si deve cercare tra i «dissidenti», cioè fra coloro che nella trattativa, si opponevano all´accordo. Chi ha scritto la missiva è qualcuno che conosce bene l´Ataf ed era al corrente dei passaggi della trattativa. Nella lettera c´era scritto: «Il nostro gruppo ha ascoltato le parole dei lavoratori Ataf ed è pronto a combattere scendendo in campo con tutte le forze a disposizione. Pertanto se ci tenete alla vostra incolumità e a quella dei vostri famigliari state attenti a non sbagliare mai perché abbiamo occhi e orecchi da tutte le parti. Noi vi osserviamo anche quando siete in casa». Solidarietà ai sindacalisti Ataf che ieri hanno anche incontrato il prefetto De Martino, è arrivata dai Ds in consiglio comunale.

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ATAF La lettera ai sindacalisti che hanno siglato l’accordo: procura e Digos avviano gli accertamenti. Coro di solidarietà

Minacce, pista interna

da la Nazione 2/2706

Gli atti sono già arrivati in procura per gli accertamenti, ma i commenti sulla «vicenda-Ataf» rimangono su un livello del tutto asettico, come pure proverbiale e doverosa la prudenza degli inquirenti e degli investigatori della Digos. Però quella lettera-volantino a firma di un sedicente ‘Gruppo combattente’ e spedita a sette sindacalisti dell’azienda dei trasporti fiorentina e arrivata per posta alle Rsu del viale dei Mille, fa decisamente storcere il naso: i passaggi dai toni più minacciosi, specie verso i famigliari dei sindacalisti così pesantemente attaccati per aver apposto la firma su un accordo, paiono a molti un «monito» in puro stile mafioso.

Piste per le indagini? Gianfranco Bernabei, dirigente Digos, si mantiene necessariamente sul vago. Ma non può fare a meno di parlare di «questione interna». Ed è in quella direzione, fa capire, che lavoreranno procura e investigatori.
I destinatari della missiva dovrebbero avere spiegato alla polizia quali e quante fibrillazioni interne hanno preceduto la firma sull’accordo. La vicenda fa registrare intanto altre prese di posizione a sostegno dei dipendenti e sindacalisti oggetti del pesante avvertimento. «Solidarietà ai sindacalisti impegnati nella vertenza Ataf e alle loro famiglie» è stata espressa dai consiglieri comunali Ds. «Si tratta di minacce che hanno le caratteristiche degli avvertimenti tipici dei mafiosi e dei terroristi. Siamo vicini a tutti i lavoratori e alla Rsu impegnati con i vertici dell’azienda e gli enti locali nel difficile compito del risanamento e del rilancio del trasporto pubblico locale. Chi ha fatto questa minaccia sappia che tutti noi ci sentiamo colpiti allo stesso modo dei lavoratori Ataf. E’ tutta la comunità locale a essere offesa e minacciata».

E sostegno e solidarietà sono state espresse anche dal consiglio di Quartiere 4, che in un ordine del giorno approvato all’unanimità parla di «minacce inqualificabili e incivili, da rigettare con forza. Restiamo convinti che la dialettica democratica, anche aspra e talvolta accesa, mai debba travalicare in gesti che sconfinano sui terreni della violenza e della intimidazione». Anche i consiglieri del gruppo di Rifondazione Comunista e la segreteria provinciale di Prc bollano gli autori della lettera minatoria come «mafiosi, nemici della democrazia e della partecipazione dei lavoratori. D’accordo con Cgil, Cisl e Uil riteniamo che a questo atto intimidatorio si debba rispondere affermando il massimo di partecipazione e di democrazia».
Ieri pomeriggio il prefetto De Martino ha incontrato i sindacti e in mattinata la vicenda della lettera minatoria era stata tema di dibattito del Comitato per l’ordine pubblico. g. sp.

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Minacce ai sindacalisti dell’Ataf

Un fantomatico «Gruppo combattente» invia una lettera minatoria ai delegati della Rsu
che hanno trattato con l’azienda l’accordo firmato in prefettura il 27 gennaio scorso
LA BUSTA con la lettera è stata inviata nello stesso giorno in cui in prefettura fu firmata l’intesa. Il coordinatore della Rsu Crescioli: «Preoccupati. Ma non ci intimidiscono»


di Osvaldo Sabato sull'Unità 1/2/06

Una lettera firmata da un non specificato «Gruppo Combattente», piena di minacce, è stata consegnata questa mattina alle Rappresentanze Sindacali Unitarie (Rsu) dell'Ataf, l'azienda di trasporto pubblico urbano di Firenze. Il documento bolla come «infame» l'accordo fra azienda e sindacati del 27 gennaio, stessa data del timbro postale sulla busta. Preoccupazione ma senza allarmismi. È questo lo stato d’animo dei sindacalisti nel mirino di chi ha scritto questa lettera: «I lavoratori di Ataf ci hanno manifestato tutto il loro appoggio» commenta Daniele Crescioli, all’uscita dalla questura dove si era recato insieme ai suoi colleghi per presentare una denuncia contro ignoti. Alle Rsu dell'Ataf è arrivata la «piena solidarietà» da Cgil, Cisl e Uil fiorentine che «chiedono al prefetto di Firenze che siano attivate tutte le iniziative per la tutela dei rappresentanti sindacali aziendali». Anche il sindaco Leonardo Domenici ha voluto far arrivare ai sindacalisti la «piena solidarietà e vicinanza» propria e da parte della giunta comunale. Ataf, da parte sua, esprime «il proprio sdegno con fermezza».


Dopo l’accordo in Ataf una lettera di minacce: «Sindacalisti attenti...»

Recapitata ieri mattina alla Rappresentanza sindacale unitaria: «Abbiamo occhi e orecchi e vi osserviamo anche dentro casa»

di Osvaldo Sabato / Firenze


NON È IL CASO di sottovalutare, ma neanche di allarmarsi troppo. In sintesi è questo lo stato d’animo dei sindacalisti della Rsu dell’Ataf dopo le minacce di un fantomatico «Gruppo combattente». Nella lettera minatoria giunta ieri alle rappresentanze sindacali, sono indicati per nome e cognome praticamente tutti i protagonisti sindacali, che hanno siglato «lo storico» accordo Ataf dopo ben cinque anni di trattative difficili e complesse. «Se ci tenete alla vostra incolumità e quella dei vostri famigliari state attenti a non sbagliare mai perché abbiamo occhi e orecchi da tutte le parti» è scritto nel messaggio indirizzato al coordinatore della Rsu, Daniele Crescioli (Cgil) e ai delegati del suo stesso sindacato, Fosco Menichetti e Massimo Milanesi, a quelli della Cisl Milco Pini, Andrea Renieri, ad Americo Leoni della Faisa/Cisale e a Cristiano Sabatini della Uil Trasporti, l’elenco non comprende i delegati dei Cobas Giacomelli e Nannini, probabilmente perché non partecipavano alle trattative «loro hanno firmato l’accordo all’ultimo tuffo» ricorda Leoni. 

Un altro particolare balza agli occhi: la lettera, che ha più il sapore dell’avvertimento a non sottoscriverlo, il timbro postale è del 27 gennaio, è stata inviata da Campo di Marte nello stesso giorno in cui, con la mediazione del prefetto Andrea De Martino, si è chiusa la trattativa aziendale. Come dire che chi ha scritto sapeva che ormai la firma era in dirittura d’arrivo? Ora sarà compito della Digos cercare di capire bene se dietro a questa sigla si nasconde la mano di un mitomane, o qualcosa di più serio. Intanto i sindacalisti protagonisti di questa incresciosa vicenda hanno presentato una denuncia contro ignoti per le minacce «se continuate ad agire da infami - è scritto - verrete puniti». «Il nostro gruppo - si legge ancora nella lettera - ha ascoltato le parole dei lavoratori Ataf ed è pronto a combattere scendendo in campo con tutte le forze a disposizione. Pertanto «se ci tenete alla vostra incolumità e quella dei vostri famigliari state attenti a non sbagliare mai perché abbiamo occhi e orecchi da tutte le parti. Non vi osserviamo anche quando siete in casa». Segue poi la firma «Gruppo combattente». 

«È una minaccia dura e vergognosa - è stato il primo commento di Americo Leoni della Faisa/Cisal -. Noi siamo convinti di aver agito nell’interesse dei lavoratori e devo dire che ora l’atmosfera in azienda mi sembra più serena rispetto a prima». Immediata la solidarietà dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Firenze, Alessio Gramolati, Adriano Fratini e Vito Marchiani. «Le organizzazioni sindacali provinciali - si legge in un comunicato - ritengono che a questo atto intimidatorio vada risposto affermando il massimo di partecipazione e di democrazia nelle scelte che dovranno accompagnare Ataf al superamento delle proprie difficoltà». Cgil, Cisl e Uil inoltre chiedono al prefetto di Firenze che siano attivate tutte le iniziative «necessarie alla tutela dei rappresentanti sindacali aziendali». 

L’INTERVISTA
Crescioli: «Sì, siamo preoccupati Ma non ci intimidiranno»

o.sab.
«Sono preoccupato, ma con la coscienza tranquilla» dice Daniele Crescioli. «Questo è un gesto di alcuni estremisti che però non sanno quello che è il vero accordo» aggiunge il coordinatore della Rsu di Ataf.
Crescioli lei aveva avuto dei segnali prima di queste minacce?
«Nessuno. Certo quanto è successo è preoccupante, ma non ci lasciamo intimidire. Noi andiamo avanti per la nostra strada».
Lei ritiene che le intimidazioni arrivino da persone che sono esterne ad Ataf?
«È difficile rispondere, anche se dimostrano di avere notizie abbastanza precise».
Qual’è il suo stato d’animo e quello dei suoi colleghi?
«Noi siamo stupefatti anche perché siamo convinti che i lavoratori dell’Ataf non corrispondono a chi ha fatto un gesto del genere».
Come vi siete accorti di questa lettera?
«Ci è stata recapitata ieri mattina. Non aveva nessun indizio particolare, una busta normale come tante altre».
Nell’elenco dei minacciati mancano i delegati dei Cobas?
«Io non voglio pensare o ipotizzare delle ipotesi. E poi può darsi che sia stato fatto apposta per far ricadere la colpa su alcuni. Secondo me non è così perché uno potrebbe pensare: guarda non ci sono i Cobas e quindi. Io non credo che sia così».
La reazione dei lavoratori?
«Di totale indignazione». 

La solidarietà del sindaco Domenici

«La nostra piena solidarietà e vicinanza ai sindacalisti dell'Ataf oggetto di minacce e la ferma condanna verso gli autori di queste squallide intimidazioni». La esprimono il sindaco Leonardo Domenici e i componenti della giunta comunale, «Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai sindacalisti e alle loro famiglie, nella certezza di interpretare il sentimento di tutta la città» è scritto in un comunicato dell’Ataf. Anche il presidente della Provincia Matteo Renzi ha inviato un messaggio ai sindacalisti. Siamo vicini ai sindacalisti e alle loro famiglie - afferma Renzi - La nostra terra, la nostra gente sa rigettare queste intimidazioni che sono estranee alle sue tradizioni di confronto e di crescita civili». Lo stesso ha fatto il capogruppo in Regione del Pdci Luciano Ghelli.

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ATAF
Lettera ai sindacalisti con insulti e minacce
MARZIO FATUCCHI sulla Repubblica 1/2/06

«Se continuate ad agire da infami verrete puniti». E´ una lettera piena di minacce ed insulti quella arrivata ieri ai delegati sindacali dell´Ataf. Firmata da un sedicente «gruppo combattente» chiama in causa direttamente, citando i loro cognomi, tutti i rappresentanti dei lavoratori che hanno firmato l´accordo con l´azienda che punta al rilancio del trasporto pubblico locale. Probabilmente, la lettera è precedente l´accordo: porta la stessa data della firma, il 27 gennaio. Nel testo, dopo una citazione di Che Guevara, parte l´attacco alle Rsu: «Il nostro gruppo ha ascoltato le parole dei lavoratori Ataf ed è pronto a combattere scendendo in campo con tutte le forze a disposizione. Pertanto se ci tenete alla vostra incolumità e quella dei vostri famigliari state attenti a non sbagliare mai perchè abbiamo occhi e orecchi da tutte le parti. Noi vi osserviamo anche quando siete in casa». La Digos ha già sentito i sindacalisti e sta indagando. Il testo lascia comunque qualche dubbio agli inquirenti. Immediata la reazione del mondo politico e sindacale. Solidarietà è arrivata ai sindacalisti da parte delle organizzazioni confederali di Cgil, Cisl e Uil e di categoria Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl. 

«La nostra piena solidarietà e vicinanza ai sindacalisti dell´Ataf oggetto di minacce e la ferma condanna verso gli autori di queste squallide intimidazioni» ha detto il sindaco di Firenze Leonardo Domenici assieme alla giunta di Palazzo Vecchio. Messaggi anche dal presidente della provincia Matteo Renzi, da esponenti dei partiti come Michele Morrocchi (Ds), Nino Frosini e Luciano Ghelli (PdCi), da tutto il gruppo della Margherita a Palazzo Vecchio e dagli stessi vertici dell´Ataf.

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ALLARME Il volantino firmato «Gruppo Combattente». Indaga la Digos 

Minacce per posta ai sindacalisti Ataf «Sarete puniti»

da la Nazione 1/2/06

Minacce ai sindacalisti dell’Ataf e alle loro famiglie sono arrivate per posta nella sede della Rsu del viale dei Mille. Nella cassetta della posta uno dei rappresentati dei lavoratori ha trovato anche una busta bianca rettagolare che conteneva una pagina scritta a stampatello: «Lettera a tutti i lavoratori e in particolare ai sindacalisti», firmata da un fantomatico «Gruppo combattente».

Nello scritto si citano sette sindacalisti invitandoli a fare attenzione «perchè se continuate ad agire da infami verrete puniti». «Entrate nelle sedi sindacali e chiedete ai lavoratori perchè i nostri padroni guadagnano cifre da capogiro continuando a costruire società per fare gli affaracci loro e voi dovete sudare per arrivare alla fine del mese». «Il nostro gruppo — si legge ancora — ha ascoltato le parole dei lavoratori Ataf ed è pronto a combattere scendendo in campo con tutte le forze a disposizione. Pertanto se ci tenete alla vostra incolumità e quella dei vostri familiari state attenti a non sbagliare mai perchè abbiamo occhi e orecchi da tutte le parti. Non vi osserviamo anche quando siete in casa''.

Il timbro postale è quello di Campo Marte del 27 gennaio, venerdì, lo stesso dell’accordo raggiunto fra lavoratori e Ataf. La lettera, così hanno potuto ricostruire i sindacati dell’Ataf, è stata spedita la mattina del 27, molte ore prima della firma dell’accordo, raggiunto in prefettura alle 23, dopo una lunga seduta cominciata alle 16. Nessuno sapeva come sarebbe andata a finire la trattiva, anche se c’erano i presupposti per un accordo. Ma le cifre non erano state ancora individuate: cinquanta centesimi all’autista su ogni biglietto fatto a bordo e una terzo della multa incassata (che è di 40 euro) ogni volta che viene trovato un passeggero senza biglietto. Un accordo giudicato soddisfacente anche dalla stessa azienda che vuole cercare di dimezzare l’evasione. Sulle cifre dell’accordo nessuno sapeva nulla. Solo quindici giorni prima l’azienda aveva spedito una bozza di accordo che i lavoratori, molto preoccupati per l’esito della vertenza, avevano giudicata inaccettabile. La lettera che è arrivata ieri, e che ha provocato la reazione immediata delle segreterie sindacati confederali, azienda e quella del sindaco, è stata interpretata come un pressione pesante e minacciosa a «non svendere i diritti dei lavoratori».

La lettera, comunque, è stata consegnata alla Digos, che ha ricevuto una denuncia dai sette sindacalisti. Gli agenti della questura hanno già cominciato le indagini.

PROVINCIA Solidarietà dal presidente Renzi
«Siamo vicini ai lavoratori»

Il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, ha espresso ieri in una nota ufficiale la solidarietà ai sette sindacalisti diventati oggetto delle minacce contenute in una lettera inviata alla Rappresentanza sindacale unitaria dell’Ataf e firmata con la sigla di un fantomatico «Gruppo Combattente».
«Siamo vicini ai sindacalisti e alle loro famiglie — afferma in una nota il presidente della Provincia Matteo Renzi —. La nostra terra, la nostra gente sa rigettare queste intimidazioni che sono estranee alle sue tradizioni di confronto e di crescita civili».

REAZIONI La preoccupazione delle segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl

«Squallide intimidazioni» La condanna del sindaco

«La nostra piena solidarietà e vicinanza ai sindacalisti dell’Ataf oggetto di minacce e la ferma condanna verso gli autori di queste squallide intimidazioni». La esprimono il sindaco Leonardo Domenici (nella foto) e i componenti della giunta comunale, una volta appresa la notizia delle minacce ai sindacalisti e ai loro familiari, contenute in una lettera indirizzata alla Rsu firmata da un cosiddetto Gruppo Combattente.
«La conclusione positiva della lunga e difficile vertenza dell’Ataf — dicono ancora il sindaco e gli assessori — rappresenta un motivo di grande soddisfazione, soprattutto perché l’accordo è stato sottoscritto da tutte le rappresentanze sindacali, senza eccezione alcuna. Comprese quelle che durante la trattativa avevano mantenuto un atteggiamento critico, fino all’aperta contestazione». «Di fronte al delirante comunicato — proseguono — che minaccia quanti nell’azienda hanno lottato in ogni momento per salvaguardare tutti i posti di lavoro, concorrere al rilancio dell’Ataf e difendere tutte le conquiste dei lavoratori, esprimiamo la nostra piena solidarietà ai sindacalisti e alle loro famiglie, nella certezza di interpretare il sentimento di tutta la città».
Solidarietà ai sindacalisti della Rsu dell’Ataf è stata espressa dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl, in un comunicato stampa congiunto nel quale sottolineano che «l’accordo così come precedentemente comunicato sarà sottoposto al referendum nei giorni 6-7-8-9 febbraio quale massima espressione democratica». Nota di solidarietà ai sindacalisti e ai rappresentanti della Rsu dal Partito dei Comunisti italiani.

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Accordo Ataf: niente tagli e azienda pubblica

Con l’intesa saranno risparmiati più di 2 milioni di euro. Entro cinque anni è previsto il pareggio di bilancio
La firma la notte scorsa in prefettura chiude una trattativa difficile ed estenuante. Ora il rilancio si fa concreto
EVITATO il rischio fallimento. La soddisfazione dell’azienda, dei sindacati e del sindaco Domenici. Ora la parola passa ai lavoratori che dovranno votare l’accordo. Fra le novità la possibilità di acquistare il biglietto direttamente sul bus al prezzo di 1,50 euro


di Osvaldo Sabato sull'Unità 29/1/06

Alla fine bisogna dire grazie anche ai lavoratori di Ataf che hanno chiuso la vertenza senza neanche un giorno di sciopero, portando così a casa la difesa di posti di lavoro e la garanzia che l’azienda resti in mano pubblica. Un grazie bisogna dirlo anche al management Ataf e alla proprietà, che decide di investire sul trasporto pubblico, nonostante le difficoltà dei bilanci comunali sempre più tagliati dal governo. Un grazie al prefetto De Martino, che si è rivelato un mediatore di rango. E un grazie alla città che ha avuto la pazienza di aspettare la firma dell’accordo sapendo che avrebbe rappresentato il trampolino del rilancio di Ataf. A vertenza chiusa l’azienda punta al pareggio di bilancio entro i prossimi cinque anni e si impegna da subito a migliorare il servizio. Il probabile prolungamento delle corse fino alle 21.30 non è altro che un puzzle dell’auspicata maggiore competitività di Ataf. Tutti positivi i commenti dei protagonisti.

Le corse di Ataf saranno prolungate fino alle 21.30
L’accordo non prevede tagli all’occupazione. Anche gli autisti potranno svolgere il compito di controllori quando non sono alla guida

di Osvaldo Sabato


DIFFICILE, estenuante e complessa. Non era facile trovare la quadratura del cerchio dopo mesi di tensio-
ni. Ma per fortuna alla fine ha prevalso il buon senso, sapendo che questa volta a rischiare erano tutti. I conti in rosso del bilancio Ataf, infatti, non lasciavano nessun margine: o l’accordo, oppure il fallimento dell’azienda.
L’essere riusciti a farlo, in un momento in cui la conflittualità nel mondo del lavoro è acuta, dimostra che quando c’è il buon senso la stretta di mano è sempre possibile. Nel documento di sedici pagine sottoscritto, anche grazie all’ottima mediazione del prefetto Andrea De Martino, la notte scorsa in prefettura, dall’Ataf, dal Comune di Firenze, dai sindacati confederali e a sorpresa anche dei Cobas, viene tracciato il futuro di Ataf, che punta al rilancio e al pareggio di bilancio entro i prossimi cinque anni, a partire dal 2005.

Risanamento, che naturalmente presuppone una maggiore competitività dell’azienda. Su questo punto erano d’accordo anche i sindacati, che portano sì a casa la garanzia che non saranno tagliati posti di lavoro e che Ataf rimarrà in mani pubbliche, ma dovranno fare turni di lavoro più lunghi, per recuperare autisti e aumentare il numero delle corse almeno fino alle 21,30. È questo uno dei passaggi chiave dell’accordo. Maggiore disponibilità degli autisti, significa far crescere il numero delle corse, significa far lievitare gli incassi di Ataf. Una bella scommessa, condivisa anche dai sindacati: infatti è previsto che circa 100 autisti (10%) daranno la propria disponibilità a prolungare, su cinque giorni di lavoro, il proprio impegno di 50 minuti (il tempo medio è di 6 ore e 36 minuti). In cambio riceveranno riposi compensativi e l’adesione sarà su base volontaria. La proprietà pubblica da parte sua si impegna a ricapitalizzare l’azienda entro maggio (pari a 23 milioni con il passaggio dei depositi in zona Le Cure dal Comune all’Ataf) e a trasformarla in un’impresa della mobilità con la gestione anche della tramvia. È toccato all’assessore al Lavoro Riccardo Nencini indicare quali saranno le prossime tappe: «Il 7 febbraio è convocata l’assemblea di soci e in questa occasione l'azienda formalizzerà l’avvio del processo di risanamento previsto dal piano industriale. Da questo momento i soci daranno il via alle procedure amministrative per la ricapitalizzazione, che sarà erogata entro maggio» conferma. Comprensibile la soddisfazione di Daniele Crescioli, coordinatore della Rsu Ataf e di Cristiano Sabatini (Uil Trasporti) e Amerigo Leoni (Faisa-Cisal) e di Rifondazione Comunista. «Questi accordi sono essenziali per il mantenimento e il rafforzamento del ruolo dell’azienda pubblica» assicura il sindaco Leonardo Domenici commentando la firma della notte scorsa. Anche il suo vice Giuseppe Matulli ha insistito, durante la conferenza stampa di ieri a Palazzo Vecchio, sull’importanza strategica di Ataf.

Ma eccoli i punti del rilancio.
Leggendo più nel dettaglio l’accordo si scopre che prossimamente per tutto il giorno sarà possibile acquistare direttamente il biglietto sul bus, dall’autista, al prezzo di 1 euro e 50 (i 50 centesimi di sovrapprezzo andranno all' autista), così come 1/3 dell’ammontare delle multe che farà e riscuoterà.

La tanto sospirata produttività passa anche attraverso il compito di controllore che i mille autisti, autorizzati dall’azienda, possono fare quando non sono alla guida del bus. In questo modo è convinta Ataf si combatteranno i cosiddetti “portoghesi” e si cercherà di contenere l’evasione, che attualmente rappresenta un 15% di mancati introiti. Gli autisti che non saranno alla guida dovranno lavorare un’ora in più ed avranno tre giornate libere in meno all’anno e svolgeranno attività polifunzionali, sarà inoltre costituita la banca del tempo: cioè le prime 48 ore di straordinario non verranno pagate, ma confluiranno nella banca e si trasformeranno in permessi. Chi non potrà più guidare verrà riutilizzato in altri ruoli dopo corsi di formazioni. I giorni di riposo retribuiti per la donazione del sangue passano da due a uno per la prima e terza donazione, restano di due per la seconda. Questo era uno dei punti più discussi. Aumenta il costo della mensa di 50 centesimi: primo e secondo con contorno costerà 1,68 euro. Cresce anche l’orario di lavoro degli impiegati e i contratti di 34 autisti part-time diventano a tempo pieno. «A fine 2006 - dice l’assessore al lavoro Riccardo Nencini - Ataf avrà un risparmio superiore ai due milioni di euro», a fronte di una perdita annua tra gli 8 e i 10 milioni. Per la presidente di Ataf, Elisabetta Tesi, «il risanamento era il primo passo per il rilancio che questo accordo consente: non perdiamo un posto di lavoro, l’azienda resta pubblica e migliorerà con l’avvento del sistema tramviario» dice. Anche per i sindacati il punto vero è «la riorganizzazione dell’azienda che porterà ad un miglior servizio». Intanto con la chiusura della trattativa hanno scagionato il rischio dei doppi turni, lo scenario che più li preoccupava.

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I TRASPORTI
Le novità scatteranno il primo marzo, quando entrerà in vigore l´accordo siglato venerdì notte
Ataf, il biglietto si farà a bordo e all´autista andranno 50 centesimi

I guidatori potranno anche improvvisarsi controllori mentre si spostano tra un servizio e l´altro
Grazie all´allungamento del 10 per cento dei turni sarà possibile portare il servizio serale fino alle 21.30
MASSIMO VANNI su la Repubblica 29/1/06

l´accordo Ataf lancia l´autista-bigliettaio e controllore. A partire dal primo di marzo, quando entrerà in vigore l´accordo siglato venerdì notte in prefettura tra Ataf e sindacati (Cobas compresi), tutti i viaggiatori potranno acquistare dagli autisti i biglietto a bordo del bus durante tutta la giornata (adesso solo di notte). Costerà 1 euro e mezzo anziché 1 euro. E gli autisti, sempre «garantendo condizioni di sicurezza per la guida», si metteranno in tasca la maggiorazione: i 50 centesimi. Non solo.
I circa mille autisti Ataf potranno anche improvvisarsi «controllori», durante i loro spostamenti tra un servizio e l´altro. Un esercito potenziale di mille controllori in più a caccia giornaliera di evasori e «portoghesi». E potranno intascarsi un terzo della multa, cioè 15 euro, a patto che la multa (oggi di 45 euro) venga pagata in contanti. «In realtà quasi nessuno paga in contanti, per noi il vero affare è la vendita dei biglietti», dicono i sindacati. Ma anche così, sarà una rivoluzione.

Cosa succederà se alla fermata 5 o 6 viaggiatori chiederanno di comprare il biglietto? Il bus si fermerà per arrotondare lo stipendio dell´autista e aggiungere così altri ritardi a quelli provocati dal traffico? E se l´autista non avesse il resto? Non solo. Chi verrà pescato senza biglietto potrà sempre dire di essere in attesa della fermata successiva per chiederne uno all´autista: chi mai più pagherà la multa? «Le multe non sono un problema, ciò che c´interessa è il biglietto», confessa un autorevole assessore di Palazzo Vecchio. «L´importante è per noi aumentare gli introiti», gli fa eco il direttore Ataf Piero Sassoli.
Al di là dell´arrotondamento dello stipendio, l´accordo cambierà qualcosa anche nell´organizzazione del lavoro. Niente turni spezzati, «bestia nera» dei sindacati: la riforma radicale che potrebbe risolvere tutti i problemi di orario è rinviata «sine die». Si è invece raggiunto un compromesso che consentirà di allungare il 10 per cento dei turni degli autisti e, per questa via, di allungare finalmente il servizio serale fino alle 21.30. Nessun ordine di servizio però: saranno «volontari» gli autisti disposti a lavorare 50 minuti in più dal lunedì al venerdì: in cambio avranno sabato e domenica liberi. Il servizio del fine settimana sarà un po´ peggiore («Solo una flessione del 5 per cento», dice l´azienda), ma almeno nei giorni feriali sarà migliore: il 10 per cento equivale a circa 100 autisti in più.

Gli impiegati Ataf, dalla loro, lavoreranno 1 ora in più alla settimana. E dovranno recuperare le prime 48 di straordinario (la cosiddetta Banca del tempo). I controllori avranno tre giorni liberi in meno all´anno. Circa 35 dipendenti torneranno alla guida (c´è il blocco totale delle assunzioni). E tutti pagheranno la mensa 50 centesimi in più.

Sono queste le voci dell´accordo che, dice il sindaco Leonardo Domenici, consente «il mantenimento della proprietà pubblica» di un´azienda che altrimenti avrebbe rischiato il fallimento. «Adesso scatterà la ricapitalizzazione, conferiremo entro maggio all´azienda il deposito di viale dei Mille che vale 213 milioni», dice l´assessore al lavoro Riccardo Nencini. E voce su voce, l´accordo sindacale consentirà di recuperare 2,5 milioni di euro. «Diciamo oltre 2», usa prudenza Nencini. Ma basterà questo sforzo, questo «storico accordo» siglato dopo 5 anni di scontri, come ricordano il coordinatore delle Rsu Daniele Crescioli, Cristiano Sabatini della Uil e il capopopolo della Faisa Americo Leoni, a risanare un´azienda che ogni anno produce un deficit di 8-9 milioni di euro?

«E´ per questo che l´accordo prevede gli autisti-bigliettai», spiega Leoni. «Oggi abbiamo 91 milioni di passeggeri e 30 milioni d´incasso - fa i conti Leoni - se riusciremo a far pagare il biglietto al 10 per cento in più dei passeggeri, avremo risolto tutti i problemi di deficit».

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TRASPORTI Mobilità: firmato anche un protocollo fra Comune e sindacati

Vertenza Ataf, trovata l’intesa Accordo siglato in prefettura

su la Nazione 29/1/06

C’è voluta una trattativa fiume, ma alla fine è stato trovato l’accordo che mette fine alla vertenza Ataf. La firma è arrivata ieri sera in Prefettura tra la presidente Elisabetta Tesi (nella foto piccola) e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Nella stessa riunione è stato siglato un protocollo tra il comune di Firenze e i sindacati territoriali a proposito della gestione dei processi di mobilità.

I contenuti dell’accordo, che sarà illustrato nei dettaglia stamani a mezzogiorno durante un incontro nella sala di Lorenzo in Palazzo Vecchio, recepiscono senz’altro i punti strategici alla base della riapertura delle trattative, avvenuta il 4 gennaio scorso grazie alla mediazione del prefetto De Martino.
I sindacati, quindi, devono aver ricevuto precise garanzie sul mantenimento della proprietà pubblica di Ataf, sul risanamento aziendale che interessi tanto la struttura organizzativa interna quanto il sistema societario, sulla progressiva integrazione delle politiche di mobilità nell’area metropolitana.

Per arrivare a un simile risultato, a suo tempo, è stata «interrotta l’efficacia delle azioni procedurali avviate dalle parti, con l’ulteriore impegno a non assumere atti unilaterali», ovvero sia l’Ataf ha congelato la disdetta degli accordi integrativi, che avrebbe comportato forti riduzioni negli stipendi dei dipendenti da marzo in poi, e i sindacati hanno deciso di non accelerare la dichiarazione dello sciopero, che avrebbe paralizzato la mobilità cittadina.
Il negoziato vero e proprio è iniziato il 17 gennaio: dieci giorni nei quali è stata posta la parola fine su una vertenza che ha conosciuto momenti di particolare asprezza. Resta da capire, adesso, la posizione dei Cobas, che non avevano sottoscritto la riapertura delle trattative.

 

Mille autisti con licenza di multare chi è senza biglietto
Un terzo della sanzione andrà al controllore come incentivo. Ma il ticket si potrà fare anche a bordo

di Paola Fichera su la Nazione 29/1/06

Prima grande novità: tornano i controllori. Portoghesi del bus attenti, dal 1 marzo ci sono 1000 possibili autisti-controllori pronti a sanzionare le vostre possibili dimenticanze. Con un particolare non insignificante: gli operatori in questione sono fortemente motivati a ‘controllare’ la regolarità del pagamento del titolo di viaggio (altrimenti detto biglietto) perché un terzo di ogni multa sarà incassata come incentivo proprio dal controllore volontario. E poichè la multa minima (quella pagata a bordo) è di circa 40 euro oltre al prezzo del biglietto (ma può lievitare a 80 euro dopo i 60 giorni dalla contestazione e a 240 euro in casi particolari) l’incentivo alla fine potrebbe risultare non poca cosa.

Unica facilitazione per gli utenti la possibilità, dal primo marzo, di acquistare il biglietto anche a bordo del mezzo, chiedendolo all’autista. Costo del biglietto orario da 60 minuti: 1 euro e cinquanta. Cioè 50 centesimi in più di chi lo ha invece acquistato prima di salire sul bus nei luoghi destinati alla prevendita. E quei cinquanta centesimi in più sono un altro incentivo per l’autista che in quel momento sta svolgendo una doppia funzione rispetto al suo lavoro ordinario.

Sono due dei punti che toccano più da vicino l’utenza nel doppio accordo per il rilancio dell’Ataf siglato venerdì sera in Prefettura. Fra le firme, anche quella arrivata all’ultimo minuto a sorpresa dai Cobas, che non hanno partecipato alla trattativa e colto quindi, ancora una volta, tutti di sorpresa. La prima, quella che riguarda direttamente l'Amministrazione comunale, è il frutto del confronto tra Comune e organizzazioni sindacali sul tema della mobilità territoriale; la seconda verte invece sui temi del risanamento e sviluppo dell'Ataf e arriva al termine della trattativa tra azienda, Rsu e sindacati. Ieri festa grande in Palazzo Vecchio dopo mesi di tensione. Obiettivo previsto dal recupero di produttività un paio di milioni di euro l’anno. Che non sono poca cosa nel piano quinquennale di ripianamento del bilancio che è attualmente a meno 9 milioni di euro.

I punti essenziali dell’intesa li hanno illustrati il sindaco Leonardo Domenici, il presidente di Ataf Elisabetta Tesi e i rappresentati sindacali. Erano presenti il vicesindaco Beppe Matulli, l'assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini, il sindaco di Scandicci Simone Gheri, il capo di gabinetto della Prefettura di Firenze Renato Saccone. «Questi accordi — ha detto Domenici — sono essenziali per il rafforzamento del ruolo dell'azienda pubblica, e sono una premessa indispensabili per potenziare il trasporto pubblico in città e nell'area». E a seguire, naturalmente, i ringraziamenti a tutti gli attori dell’accordo. «E' stata — ha specificato — una trattativa ‘multilivello’, condotta in diverse sedi; il suo esito è positivo sia sul fronte aziendale, sia per il sistema della mobilità». Il vicesindaco Matulli ha invece ricordato gli impegni sottoscritti dall'amministrazione in materia di mobilità a partire dalla conferma del ruolo strategico di Ataf e della sua proprietà pubblica. La parola è poi passata al presidente dell'Ataf Tesi che ha ribadito l'importanza degli accordi, sottolineando come questi rappresentino «il presupposto fondamentale per il risanamento della società e quindi per il suo rilancio. L'intesa siglata con i sindacati ci consente di riaffermare tre capisaldi del piano industriale: ovvero la garanzia occupazionale, il mantenimento dell'azienda in mano pubblica, il miglioramento graduale del servizio attraverso una diversa organizzazione del lavoro e una maggiore flessibilità».

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Ataf, scoppia la pace fra azienda e sindacato
Accordo vicino nonostante la protesta dei Cobas

da l'Unità 18/1/06

«UN ACCORDO in tempi ragionevoli? Sono pronto a scommettere» dice il coordinatore della Rsu di Ataf Daniele Crescioli. Parole, che sintetizzano l’ottimismo e fotografano la distensione in atto fra sindacati e azienda, dopo mesi di incomprensioni e rotture sul rinnovo del contratto. 

Quella di ieri è stata una giornata importante nel confronto favorito dalla mediazione del prefetto Andrea De Martino a Palazzo Medici Riccardi l’amministrazione comunale era rappresentata ai massimi livelli con il vice sindaco Giuseppe Matulli e gli assessori Tea Albini e Riccardo Nencini. Sul tavolo il documento sul sistema della mobilità territoriale elaborato dal Comune di Firenze e discusso con i sindacati «abbiamo letto con piacere alcuni provvedimenti sul trasporto pubblico locale» sottolinea Crescioli «in questo documento si parla chiaramente di ricapitalizzazione, ovviamente a patto che si raggiunga un accordo» aggiunge il coordinatore della Rsu aziendale. Su questo documento non sono però mancate delle obiezioni dei Confederali «comunque la situazione la ritengo complessivamente positiva» dice sempre Crescioli. 

Il confronto che prevede contemporaneamente anche la trattativa sulla riorganizzazione del lavoro va avanti su un altro binario. Gli aspetti più spinosi sono sempre quelli legati al turno spezzato e ai giorni di riposo degli autisti «non abbiamo dei punti che non vogliamo trattare - dice il sindacalista della Rsu - il direttore generale ha ripreso i turni binati, noi abbiamo proposto delle forme alternative e l’impressione che ci sia la massima apertura da parte dell’azienda». Insomma, nessun no a prescindere «direi che abbiamo fatto un grosso passo in avanti» spiega Crescioli. 

Le prossime tappe saranno decisive per capire meglio tutta la situazione: il prossimo 27 gennaio tutti di nuovo dal prefetto, mentre lunedì riprende il confronto Ataf-sindacati. «Pensiamo di potere portare dal prefetto il documento con l’accordo finale insieme a quello del tavolo comunale» auspica Crescioli, poi la prova del nove sarà il giudizio dei lavoratori. 

Sono stati giorni anche di una dura polemica dei Cobas per quella che loro definiscono esclusione dalla trattativa «sono stati loro a mettersi da soli fuori gioco» ribatte Crescioli «noi andiamo avanti a maggioranza e siamo decisi ad arrivare ad un accordo finale». 

Sul fronte aziendale il cambio di clima dentro Ataf è confermato anche dalla presidente Elisabetta Tesi «contiamo di poter tornare dal prefetto con un’intesa» dice, con il tono di chi è ottimista, ma cautamente. Certo è che la ritrovata sintonia fra i soci pubblici, il management e i sindacati, lasciano sperare in una soluzione positiva che possa rilanciare Ataf e scongiurare definitivamente il rischio di un fallimento dell’azienda del trasporto pubblico fiorentino. Osvaldo Sabato

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Turni spezzati e riduzione delle ferie, i nodi della vertenza Ataf

da l'Unità 17/1/06

«Mi chiede se sono fiducioso? In questi giorni noi abbiamo indirizzato la nostra attenzione sull’organizzazione del lavoro» commenta il direttore generale di Ataf Piero Sassoli. Quella di oggi è una tappa chiave nella lunga e dura vertenza con il sindacato.

Questa mattina, infatti, sia l’azienda che la Rsu saranno dal prefetto De Martino per fare il punto della trattativa: è il settore degli autisti, quello che risulta più spinoso nella riorganizzazione. «Il turno spezzato? Noi l’abbiamo riproposto e i sindacati hanno confermato la loro indisponibilità» precisa Sassoli . Nessun no ufficiale da parte del sindacato anche se su qualche aspetto «la loro disponibilità ad approcciare un dialogo esiste» aggiunge Sassoli. Concretamente «sugli schemi di riposo sono disposti a parlare» osserva il direttore generale di Ataf. L’azienda propone dieci giorni in meno di ferie, monetizzandone una parte, e per circa il 10% degli autisti schemi di lavoro «tipo cinque più due, vuol dire che quando sei al lavoro, lavori di più rispetto ad oggi» precisa Sassoli. I sindacati hanno dovuto registrare anche la richiesta di un aumento «del nastro lavorativo». In pratica Ataf mira ad una diversa articolazione del lavoro: attualmente un conducente è disponibile 6 ore e 55 minuti «noi abbiamo chiesto 7 ore e 30» precisa Sassoli. «Si tratta di articolare la sua disponibilità per un periodo più lungo» spiega il dirigente Ataf. Questo aspetto della trattativa è particolarmente importante perché è legato all’eventuale prolungamento delle corse serali «sono tutti strumenti, come il turno binato, per potere assicurare un miglior servizio alla città» afferma Sassoli. «Quando noi chiediamo le modifiche dei parametri lo facciamo con un duplice motivo: aumentare la produttività e la flessibilità per poter erogare un servizio migliore» conclude Piero Sassoli. Nessun accenno ad aumenti salariali o a premi di produttività. «Stiamo affrontando aspetti normativi. Poi vediamo se vengono dietro cosa potrebbe esserci». L’appuntamento questa mattina a Palazzo Medici Riccardi. Osvaldo Sabato

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Direttore dell´azienda e sindacati hanno raggiunto un´intesa, ma anche la presidente Tesi prende tempo
Ataf, bozza d´accordo già a rischio
Niente orario spezzato, Palazzo Vecchio non gradisce
MASSIMO VANNI su la Repubblica 16/1/06

Ataf, sindacati e direttore delineano una bozza di accordo tecnico. Una bozza che non prevede il turno spezzato, odiatissimo dagli autisti, ma che prefigura circa 1 milione e mezzo di euro di recupero produttività in un´azienda con 8 milioni di deficit stimati per il 2006. La presidente Elisabetta Tesi per il momento non si pronuncia e conta di approfondire i punti in discussione in vista del nuovo in contro col prefetto in programma per domani. Il suo obiettivo dichiarato, come ha spiegato più volte, è un piano industriale che permetta un recupero di almeno 4 milioni. solo in parte da addebitare all´accordo sindacale. Un milione e passa dovrebbe arrivare dalla manovra tariffaria, che cancellerà gli sconti per gli anziani a reddito medio alto.

ALL´ATAF BOZZA D´ACCORDO GIÀ A RISCHIO

L´azienda conta di ottenere un altro mezzo milione dalla contrazione delle spese e il contestato aumento della mensa interna. Ma resta ancora un altro milione che, forse, neppure la più volte annunciata stretta sui controlli «anti-portoghesi» (l´evasione è stimata in alcuni milioni di euro) potrebbe garantire.

I sindacati interni, con l´eccezione dei Cobas che pure rappresentano una consistente forza sindacale interna, avrebbero già fatto sapere di essere pronti a firmare. A patto, come hanno sempre detto, di non parlare di doppi turni e di non toccare le cosiddette zone e i tempi di trasferimento degli autisti (in pratica l´accordo che riguarda l´organizzazione del lavoro). In cambio dell´aumento di produttività chiedono piuttosto all´amministrazione comunale interventi concreti per la velocizzazione del trasporto pubblico. Busvie cioè. Ma può bastare un accordo che, oltre al blocco del turn-over e alla manovra sulle tariffe, consente solo di recuperare 1,5 milioni di euro? Quali garanzie di risanamento possono esserci per lo stesso Palazzo Vecchio, che detiene l´82 per cento delle azioni e che si dice pronto a ricapitalizzare Ataf conferendo all´azienda il deposito di viale dei Mille valutato 23 milioni di euro? «E´ ancora troppo poco», è il commento che arriva dal Comune.
MASSIMO VANNI

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Ataf: Ds e Prc soddisfatti per la ripresa delle trattative

da l'Unità 6/1/06

Mesi di muro contro muro, tensioni e scioperi annunciati, minaccia di libri in tribunale, mancata ricapitalizzazione del bilancio e il suo abbattimento di 9 milioni di euro per ripianare le perdite. Non sono stati tempi facili per l’Ataf con lo scontro dentro l’azienda diventato più duro dopo la cancellazione dei contratti integrativi, insomma quando sembrava che tutto fosse in alto mare a sorpresa martedì una schiarita con l’annuncio delle ripresa delle trattative con la mediazione del prefetto De Martino. «Esprimiamo soddisfazione per la ripresa delle trattative» dicono all’unisono Manuele Auzzi, segretario metropolitano dei Ds, e Maurizio De Santis, segretario provinciale di Rifondazione. Ieri i due esponenti politici si sono incontrati per fare il punto della situazione. «Riteniamo che la scelta per la mobilità nell’area metropolitana - hanno poi dichiarato i due segretari - di sviluppare e qualificare il servizio di trasporto pubblico, non possa prescindere dal valore strategico del mantenimento della proprietà pubblica di Ataf». Intanto nel sindacato scoppia la polemica fra la Faisa/Cisal e il delegato della Uil nella Rsu per non aver sottoscritto il patto in azienda sconfessando così la firma in prefettura «del superiore Confederale, che invece aveva stipulato il verbale» scrive in una nota Americo Leoni.

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Ataf, riparte la trattativa del rilancio

Con l'eccezione dei Cobas tutte le altre sigle sindacali firmano la tregua e da questa mattina si torna a discutere su come superare la crisi. È un successo anche per il prefetto di Firenze

L’ANNULLAMENTO dei contratti integrativi resta congelato. È stata questa la chiave che ha riportato il dialogo fra azienda e sindacati. Ora il risanamento sembra più vicino

sull'Unità 4/1/06

Da oggi e ad oltranza, fino a quando non sarà firmato un vero e proprio accordo che chiuda mesi e mesi di fibrillazioni e tensioni fra l’azienda e i sindacati. Dire chi ha vinto e chi ha perso quando si riapre una trattativa non ha molto senso. Sicuramente si può dire che ha vinto il buonsenso: quello del management di Ataf, che ha deciso di congelare l’annullamento degli accordi integrativi, e della Rsu che ritorna a discutere sul futuro dell’azienda di trasporto pubblico per portarla fuori dalle secche in cui si è cacciata in questo ultimi anni. Restano isolati i Cobas. Solo il sindacato di base si è tirato fuori da questa intesa. Ora sotto con la trattativa che si preannuncia faticosa e delicata ma può rappresentare una svolta a questo punto a portata di mano. La road mape del rilancio è sempre quel piano industriale che punta al risanamento economico e finanziario di Ataf che eviti il fallimento dell’azienda. Il pericolo è sempre dietro l’angolo nonostante l’abbattimento del capitale sociale di 9 milioni e 200mila euro necessario per azzerare le perdite dell'esercizio 2004.

Ataf, riparte la trattativa azienda-sindacato

Con la mediazione del prefetto di Firenze si sana la rottura: la Spa congela la disdetta dei contratti integrativi. L’unico no è dei Cobas

SULLO SFONDO resta sempre la mancata ricapitalizzazione dei comuni proprietari in attesa di un vero e proprio accordo a tutto tondo azienda-sindacato. «Questa firma è un fatto molto importante - hanno spiegato il vicesindaco di Firenze Matulli e gli assessori Albini e Nencini. Un risultato importante che porta a casa anche il prefetto Andrea De Martino. 

L’intesa firmata ieri in Prefettura dal vice presidente Ataf Vannetti e dal coordinatore delle Rsu Crescioli con i segretari delle altre sigle (Cgil,Cisl,Uil,Faisa e Ugl) prevede che il Comune, l'Ataf, le organizzazioni sindacali territoriali e la Rsu aziendale «nella consapevolezza che la situazione economica-finanziaria di Ataf richiede un impegno forte per tempestive politiche di risanamento e di sviluppo condivise, rilevano comunanza di vedute in ordine ai seguenti obiettivi generali: ovvero il valore strategico del mantenimento della proprietà pubblica di Ataf; il risanamento aziendale, funzionale allo sviluppo di lungo periodo e alla ricapitalizzazione da parte dei comuni azionisti, che agisca su tutta la struttura organizzativa e del sistema societario; l'integrazione progressiva delle politiche di mobilità nell'area metropolitana». 

In concreto si apriranno subito due tavoli di confronto sia sulle questioni legate al sistema della mobilità territoriale; che sui temi del risanamento e dello sviluppo di Ataf. La prossima tappa sarà il 17 gennaio quando tutti insieme ritorneranno dal prefetto per fare il punto della situazione. Intanto, l’appuntamento è per questa mattina alle 11 nella palazzina della presidenza Ataf. Sarà il primo faccia a faccia. Servirà per annusarsi e capire l’aria che tira. «Pensiamo ad assemblee con gli altri sindacati» annuncia Crescioli. È il segnale di un ritorno di fiducia e la Cgil ha pensato di inviare un sms a tutti i suoi iscritti per avvisarli dell’accordo. «A questo punto diciamo che gli obiettivi nostri e dell’azienda sono comuni» conclude Crescioli. Osvaldo Sabato

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LA MEDIAZIONE
Azienda, assessori e sindacati firmano l´armistizio davanti al prefetto. Ma Nencini avverte
Ataf, ricomincia la trattativa "Accordo a giugno o fallimento"

NOSTRO SERVIZIO su la Repubblica 4/1/06

Ataf, si firma l´armistizio. Dopo i reciproci sgambetti che avevano portato gli autisti a bocciare i piani del Comune e l´azienda a disdire per reazioni tutti gli integrativi, oggi riparte ufficialmente la trattativa. Davanti al prefetto Andrea De Martino che li aveva convocati, sindacati e assessori di Palazzo Vecchio firmano un verbale improntato al disgelo: l´azienda sospende la disdetta degli integrativi che dal primo marzo significherebbero anche 300 euro in meno in busta paga, i sindacati fanno altrettanto con le procedure di sciopero. Un azzeramento bilaterale delle armi per costruire un accordo e salvare l´azienda dal fallimento.

«E´ un buon passo», commenta soddisfatto l´assessore allo sviluppo Riccardo Nencini, uscendo insieme alla collega delle Spa Tea Albini e al vicesindaco Giuseppe Matulli. Si è imboccata la strada dell´accordo? Perché i lavoratori Ataf dovrebbero accettare ora quello che già hanno rifiutato, a cominciare dal turno spezzato? «Se non c´è accordo non faremo nessuna ricapitalizzazione e a giugno porteremo i libri contabili in tribunale», è l´eloquente risposta di Nencini. Come dire, i sindacati non hanno alternativa.

«Non abbiamo accettato niente, adesso si fa il confronto», tiene a dire Daniele Crescioli della Cgil. «Se tornano alla carica con la proposta dell´orario spezzato su base volontaria faremo una controproposta che, senza prevedere il turno spezzato, garantisce gli stessi effetti», aggiunge. Ma neppure per i sindacati è così semplice. L´accordo raggiunto in prefettura, ieri, è stato firmato da Cgil, Cisl, Uil e dalla Faisa di Americo Leoni. I Cobas però, che in azienda sono una forza consistente, si sono rifiutati. E´ la linea dello scontro?

«Abbiamo ottenuto la sospensione della disdetta degli integrativi e l´impegno a mantenere pubblica Ataf spa. Non solo, abbiamo anche ottenuto che assieme al piano di risanamento l´azienda venga ricapitalizzata dai Comuni proprietari», spiegano le Rsu Ataf che ieri hanno in pratica detto sì con 9 voti contro 6 (sono 15 in tutto, il rappresentante Uil ha detto no, l´altro Uil era assente). «Un accordo che sblocca una situazione di stallo«, lo giudica Alessio Gramolati segretario della Camera del lavoro. Ma ai Cobas non è bastato. E da oggi si comincia di nuovo a trattare. Su due tavoli, tra l´altro.
Oggi riparte la trattativa in azienda, tra le Rsu e l´azienda. Mentre a giorni ci sarà anche la trattativa del Comune per studiare tutte le misure necessarie a promuovere il trasporto locale. Busvie, anzitutto. E il 17 gennaio, spiega Leoni della Fisa, nuova convocazione in prefettura per una prima verifica. (m.v.)

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LA VERTENZA Attraverso la mediazione del nuovo prefetto De Martino, è stata raggiunta un’intesa per la riapertura dei tavoli di confronto

Ataf, spiragli per la trattativa

da la Nazione 4/1/06

La vertenza dell’Ataf è stata sbloccata e ripartono le trattative. Il prefetto Andrea De Martino, alla sua prima prova operativa, è riuscito a rimettere in moto la macchina del confronto. Così già oggi i sindacati riprendono la trattativa interna all’azienda e dalla prossima settimana quella con il comune per le corsie preferenziali e la protezione del trasporto pubblico.

Attorno al grande tavolo ovale stile impero, in Palazzo Medici Riccardi, ieri mattina si erano seduti da una parte i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Faisa-Cisal, Ugl e dalla Rsu dell’Ataf e dall’altra il vice presidente dell’azienda Valerio Vannetti, il vice sindaco Giuseppe Matulli e gli assessori Tea Albini e Riccardo Nencini.

Il prefetto, dopo un lungo e paziente lavoro di mediazione, è riuscito a mettere tutti d’accordo su un documento che ammette «un impegno forte per tempestive politiche di risanamento e di sviluppo condivise» e pone tre punti strategici: il mantenimento della proprietà pubblica di Ataf, un risanamento aziendale che interessi tanto la struttura organizzativa interna quanto il sistema societario, la progressiva integrazione delle politiche di mobilità nell’area metropolitana.

Comune, azienda e sindacati (con l’eccezione dei Cobas che non hanno firmato) hanno convenuto di aprire immediatamente due tavoli di confronto: il primo, promosso dal Comune, con il coinvolgimento dei sindacati territoriali, sulle questioni del sistema della mobilità; il secondo, in sede aziendale, sui temi del risanamento e dello sviluppo dell’Ataf. Per arrivare a questo risultato è stata «interrotta l’efficacia delle azioni procedurali avviate dalle parti, con l’ulteriore impegno a non assumere atti unilaterali», e cioé l’Ataf ha congelato la disdetta degli accordi integrativi, che avrebbe comportato forti riduzioni negli stipendi dei dipendenti da marzo, e i sindacati hanno deciso di non accelerare la dichiarazione dello sciopero.
Il prefetto, per ribadire il suo ruolo di garante dell’intesa, ha dato appuntamento a tutti per il 17 gennaio alle 16: in quella riunione le parti dovranno riferire sugli esiti degli incontri.

«Questa firma è un fatto molto importante — hanno commentato il vicesindaco Matulli e gli assessori Albini e Nencini — perché, grazie al prefetto De Martino, consente la riapertura delle trattative tra l'azienda e i sindacali per l'applicazione del piano industriale». «L'accordo — ha detto il segretario provinciale della Cgil Alessio Gramolati — sblocca una situazione di stallo, in un ambito di chiarezza per quanto concerne gli assetti societari dell'azienda, che vengono di nuovo confermati nel loro carattere pubblico, e conseguente chiarezza sulla ricapitalizzazione che insieme al risanamento è condizione indispensabile per la salvaguardia di un'importante realta' aziendale». La posizione dei Cobas è stata illustrata da Alessandro Nannini: non hanno firmato perche' il mandato avuto dai lavoratori condizionava la riapertura delle trattative al ritiro da parte dell'azienda della disdetta degli accordi integrativi, che invece è stata solo congelata. Si sono così riservati di firmare il documento nel caso che cambi il mandato.

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Prefettura di Firenze

Comune di Firenze, Ataf s.p.a, 00. SS. e RSU Ataf,

nella consapevolezza che la situazione economico-finanziaria di ATAF spa richiede un legno forte per tempestive politiche di risanamento e di sviluppo condivise,

rilevano comunanza di vedute in ordine ai seguenti obiettivi generali:

Accogliendo la proposta del Prefetto De Martino, convengono sull'apertura immediata di due tavoli di confronto: il primo, promosso dal Comune, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali territoriali, sulle questioni del sistema della mobilità territoriale; il secondo,in sede aziendale, sui temi del risanamento e dello sviluppo di ATAF.

Da oggi è interrotta l'efficacia delle azioni procedurali avviate dalle parti, con l'ulteriore impegno a non assumere atti unilaterali.

 Il Prefetto, garante del percorso così convenuto, invita le parti a dare massimo ed immediato impulso ai tavoli concordati, riferendone l'esito nell'incontro che si terrà il prossimo 17 gennaio alle ore 16.00.

Il Prefetto

Il Comune di Firenze    l'Ataf Spa   

RSU ATAF    CGIL    CISL    UIL   FAISA-CISAL    UGL

Firenze 3 Gennaio 2006

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