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Doppio sciopero nei trasporti pubblici 2/9/04

Cgil, Cisl e Uil non ci stanno: «E’ uno sciopero inutile» 7/5/04

Violano i computer di due sedi Cgil
 

ATAF
Accordo con i sindacati sulle assunzioni: già da gennaio ci saranno 25 nuovi autisti

da l'Unità 1/12/06

Il rilancio del trasporto pubblico a Firenze passa anche dal nuovo accordo siglato tra Ataf e i sindacati che prevede, tra l’altro, nuove assunzioni con contratto di apprendistato di 36 mesi e la definizione delle percentuali riservate a categorie particolari (disoccupati di lunga durata, operatori di servizio già esperti) che saranno assunti a tempo indeterminato. A dirlo è una nota di Ataf nella quale la presidente Elisabetta Tesi si dice «soddisfatta». L’accordo porterà 25 nuove assunzioni già nel prossimo mese di gennaio a copertura del turn-over. Altre assunzioni, il numero non è ancora definito e dipenderà da quanti autisti sceglieranno la strada della pensione, saranno fatte entro il 2007. L’intesa, che fa seguito a quella firmata il 27 gennaio scorso, introduce anche un premio di risultato sia sulla vendita dei biglietti a bordo degli autobus, che sarà assegnato a tutti i dipendenti, sia sulla verifica volontaria dei biglietti. Quest’ultimo, invece, sarà assegnato a tutti i dipendenti che svolgono quest’attività e che abbiano raggiunto personalmente un minimo di sanzioni riscosse.

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Ataf, c’è l’accordo Ma oggi è sciopero

«Premio sulle multe e 100 assunzioni»

da La Nazione 1/12/06

ACCORDO raggiunto tra i sindacati e Ataf per le assunzioni e il premio di risultato per i controllori volontari. Ma nonostante questo oggi sarà complicato prendere un mezzo pubblico. Anche i dipendenti Ataf iscritti ai sindacati confederali e di base, infatti, si asterranno dal lavoro per lo sciopero nazionale degli autoferrotranvieri.
Sarà garantito il normale servizio degli autobus solo nelle fasce orarie protette, cioè dalle 6 alle 9,15 e dalle 11,45 alle 15,15. Per il resto della giornata sarà quasi impossibile trovare un mezzo in circolazione.
Per tutta la giornata di oggi sarà difficile anche prendere un autobus del servizio pubblco extraurbano: il personale della Lazzi incrocerà le braccia dalle 8,30 alle 12 e dalle 15 fino a fine servizio. I bus della Sita non circoleranno dalle 8,15 alle 12,30 e dalle 14,30 fino al termine della giornata. La Copit circolerà solo dalle 6,30 alle 8,45 e dalle 12,45 fino alle 16,30.

INTANTO la situazione sembra distendersi all’interno dell’Ataf. L’accordo con i sindacati prevede, in tutto, un centinaio di nuove assunzioni per colmare le carenze di autisti, sostituire chi va in pensione a fine anno e chi passerà alla guida dei mezzi della tramvia. Sono state fissate le modalità di assunzione per i contratti di apprendistato di 36 mesi e le percentuali riservate a categorie particolari.
L’accordo introduce anche un premio di risultato sia sulla vendita dei titoli di viaggio che sulla verifica volontaria in base a un minimo di multe elevate.
«Il confronto — sottolinea la presidente Ataf, Tesi — proseguirà sulle condizioni di lavoro, officine piazzali e depositi, settore impiegatizio, strategie e alleanze societarie, ma questo è un passo avanti nel cammino di rilancio del trasporto pubblico nell’area fiorentina».
Manuela Plastina

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Firenze * Accordo ATAF-sindacati per la qualità del servizio

Agipress - Notizia n.9380 del 30/11/2006 - 15.51.10


“Dopo la buona notizia della ricapitalizzazione, oggi siamo in grado di poterne dare un'altra che va a sostegno del cammino di rilancio del trasporto pubblico nell’area fiorentina. Siamo molto soddisfatti di poter cominciare a raccogliere i frutti di due anni di lavoro e di poter tornare ad assumere e portare avanti le innovazioni per migliorare la qualità del servizio sulla vendita dei titoli di viaggio e la verifica a bordo”. La presidente di Ataf Elisabetta Tesi commenta così l’accordo siglato ieri in Ataf, tra azienda e Organizzazioni sindacali (Cgil-Filt, Cisl-Fit, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl Trasporti). Un accordo interno, che prosegue sulla strada del patto siglato a gennaio in Prefettura per il rilancio del servizio di trasporto pubblico.
L’accordo prevede, nei punti principali:

Assunzioni
Sono state definite le modalità di assunzione per gli operatori d’esercizio con contratto di apprendistato di 36 mesi e sono state inoltre definite le percentuali riservate a categorie particolari (disoccupati di lunga durata, operatore d’esercizio già esperti) che saranno assunti a tempo indeterminato. Le assunzioni andranno a coprire il turn-over, cioè il numero degli autisti che vanno in pensione.

Premio di risultato vendita e verifica volontaria
E’ stato firmato l’accordo che introduce un premio di risultato sia sulla vendita dei titoli di viaggio che sulla verifica volontaria. “Questo premio è teso a migliorare la qualità del servizio – aggiunge la presidente – e prevede un riconoscimento economico concordato tra le parti che sarà legato al raggiungimento degli obiettivi, e che quindi va a vantaggio sia dei lavoratori di Ataf, sia degli utenti che dell’azienda”.
Per quanto riguarda la vendita dei titoli di viaggio il premio di risultato sarà erogato a tutti i dipendenti.
Il premio sulla verifica volontaria, invece, sarà dato a tutti i dipendenti che svolgono questa attività e che abbiano raggiunto personalmente un minimo di sanzioni riscosse.

Altre intese
Altre intese di carattere organizzativo interno sono state portate a termine, sempre nel rispetto dell’accordo del 27 gennaio firmato in Prefettura. Il confronto proseguirà, come sottoscritto dalle parti, sui temi: condizioni di lavoro, officine piazzali e depositi, settore impiegatizio, strategie ed alleanze societarie.

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DECISIONE RINVIATA
Ataf, fumata nera Stop all’accordo

da La Nazione 24/11/06

FUMATA NERA fra l’Ataf e i sindacati. L’accordo che solo due giorni fa gli stessi rappresentanti sindacali davano per scontato segna una nota di arresto. Oggi la riunione sul corposo accordo che deve disegnare il futuro dell’azienda almeno per i prossimi due anni si è conclusa non con l’auspicata firma, ma con un altro rinvio. A mercoledì della prossima settimana.
Non solo, il più ottimista fra i sindacati, la Fials, oggi incontrerà il prefetto nell’ambito delle procedure per il raffreddamento prima del possibile annuncio di uno sciopero e certo non tralascerà di sottolineare l’avvenuto rinvio.

Di fatto sul tavolo della trattativa ci sono ancora parecchi problemi rimasti aperti. Primo fra tutti le modalità di assunzione, i contratti di formazione lavoro, i piani di risultato. E anche se è confermato che la decisione di procedere a nuove assunzioni è condivisa da azienda e sindacato, tutto da chiarire è il numero dei nuovi autisti che saranno chiamati a rinnovare il turn over. E’ ormai quasi certo che l’azienda si avvarrà di tutte le possibili agevolazioni fiscali offerte dalle assunzioni in apprendistato o prelevando personale dalle liste di mobilità, ma sui numeri che solo due giorni fa i sindacati sventolavano come una vittoria, si parlava di un centinaio di assunzione nei prossimi due anni, ci sono in realtà molte variabili ancora aperte..

Temi ancora aperti e fonte di discussione restano invece l’organizzazione del servizio dei controllori e quella del settore commerciale. Fra l’altro proprio sul servizio di controllo a bordo del pagamento dei biglietti l’azienda ha varato solo pochi mesi un nuovo sistema che consente agli autisti in spostamento fra una linea e l’altra durante il loro normale orario di lavoro, di eseguire verifiche a bordo dei mezzi.
Le cose, insomma, stanno andando molto più lentamente di come tutti si auguravano. Il clima resta comunque ottimista: la firma definitiva dell’accordo quadro, infatti, resta un passaggio fondamentale..

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Accordo ieri sera tra le rappresentanze sindacali unitarie e l´azienda. Assunzioni scaglionate in dodici mesi
Turn over all´Ataf, nuove assunzioni
In un anno mancheranno 100 autisti, ma si discute su quanti prenderne
MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 21/11/06

Accordo tra Ataf e Rsu ieri per nuove assunzioni. E se è ancora incerto il numero dei nuovi assunti, sicura è la caduta di un tabù: è dagli inizi del 2004 che la spa del trasporto pubblico locale non fa nuovi contratti. Nell´intesa raggiunta ieri in viale dei Mille, non c´è un numero scritto in calce: si parla solo di criteri. Criteri che, secondo i sindacati potrebbero portare anche a 100 nuove assunzioni. Ma il numero dovrebbe essere in realtà minore.

IL TRASPORTO PUBBLICO
In un anno mancheranno 100 dipendenti per pareggiare l´organico, ma quanti assumerne resta ancora da decidere
L´Ataf torna ad assumere autisti
Accordo coi sindacati sul turn over, il numero è da definire

Attualmente l´organico è sotto di 35 unità altri 35 andranno in pensione nel 2007
L´anno prossimo circa 30 autisti faranno i corsi a Roma per guidare la tramvia

marzio fatucchi

I criteri diventeranno forse numeri nel prossimo incontro tra le parti, giovedì. Ma, tra esigenza di tagliare straordinario e rimpiazzare gli autisti che andranno in pensione nel 2007, si parla di diverse decine di nuovi contratti. Inoltre, a fine 2007, dovrebbero partire per Roma alcune decine di autisti, che saranno impegnati per alcuni mesi nei corsi per le patenti di guida per la tramvia. Comunque, difficile che questi nuovi autisti siano assunti tutti in blocco: più probabile che il numero si attesti sulla metà, soprattutto prima della partenza per il corso per Roma.

E´ Americo Leoni, della Faisa, il rappresentante dei lavoratori che si sbilancia di più sul numero dei probabili nuovi assunti: «Cento assunzioni? E´ probabile, dovremmo prenderne 30-35 dalla vecchia graduatoria, una trentina per sostituire chi va in pensione. Ne serviranno altri 30 per sostituire quelli che andranno a prendere la patente di guida per la tramvia a Roma» dice Leoni. Si sbilancia di meno Daniele Crescioli, anche lui nelle Rsu per la Cgil, che preferisce sottolineare che «nell´accordo non ci sono numeri, ma criteri: vi è una quota riservata del 10 per cento a contratti di inserimento e reinserimento per disoccupati di lunga durata, se hanno titoli per la professione. Si tocca il problema dello straordinario e dei riposi saltati per coprire i turni, esplosi in modo massiccio con il blocco delle assunzioni». Secondo i sindacati, l´organico sarebbe sotto di almeno 50 autisti. «Va giocata anche la partita della manutenzione, riorganizzando le officine» dice Crescioli.

Ma come fa una azienda in deficit come Ataf ad assumere nuovo personale? «Per recuperare il debito, questa azienda ha fatto risparmi ed abbiamo siglato insieme l´accordo del gennaio scorso. Ma per incassare i soldi del contratto di servizio, deve rispettarlo. Non svolge il servizio bene con queste carenza di personale: non ci sono nuove assunzioni dal 2004, tranne qualche unità dalle categorie protette. Ora siamo sotto organico. In modo primario, ha bisogno di conducenti: non è un problema di deficit, ma di organico». E giovedì verranno fatte verifiche sulla regolarità del servizio e sulla vendita dei biglietti a bordo. «La cosa più bella di questo accordo è che abbiamo ottenuto l´ingresso in modo prioritario di chi è in cerca di lavoro da più di 12 mesi, se ha la patente DE può essere assunto dall´Ataf. Il 10 per cento di assunzioni saranno a tempo indeterminato, altri saranno assunti con forma di apprendistato, ma con modalità uguali al contratto aziendale, migliore di quelli precedenti» dice Leoni. Che per spiegare perché si fanno assunzioni con un bilancio come quello dell´Ataf, si prende ad esempio: «Un vecchio assunto come me costa, per un´ora di straordinario, come due giovani. L´Ataf, per andare bene economicamente, deve macinare chilometri. O assume i tassisti, o non si fanno chilometri». L´intesa di ieri può risolvere l´agitazione in corso e lo sciopero in vista? «E´ sicuramente un primo passo in quella direzione» dice Leoni.

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FILT CGIL Ataf Firenze

 

Firenze lì 25/09/2006

- Alla Presidenza di ATAF

- Alla Direzione ATAF

- All’osservatorio Provinciale del TPL

- Agli organi di informazione

- A TUTTI I LAVORATORI

UTENTI E CONDUCENTI STESSI DISAGI

Questa nostra, per denunciare ancora una volta disservizi e problematiche che rendono complicata la mobilità dei cittadini all’interno di questa realtà metropolitana. Le stesse problematiche, che sono fonte di difficoltà per i lavoratori impegnati nello svolgimento del trasporto pubblico sul territorio Fiorentino.

Stiamo subendo circostanze difficilissime. I rallentamenti del traffico, talvolta assumono veri e propri blocchi alla viabilità. E se i cantieri sparsi ormai ovunque provocano tali criticità, a peggiorare la situazione interviene la superficialità con cui è stimata la percorrenza delle linee, poiché, su alcune di queste, è sufficiente una piccola turbativa per compromettere il rispetto degli orari previsti ed esposti all’utenza. A tal proposito, questa O/S già un anno fa si è rivolta all’osservatorio provinciale del TPL ricevendo assicurazioni di interventi a favore della regolarità e qualità del servizio. Ad oggi, la situazione risulta la stessa. Per cui chiediamo quale siano gli interventi effettuati, visto il vincolo di effettuazione delle corse programmate, contenute nel contratto di servizio.

Paghi 1 prendi 2: questa promozione è usata spesso nel commercio. La nostra realtà ribalta il concetto: Paghi 2 prendi 1.

E’ evidente a tutti coloro che si recano in prossimità del ponte alla Vittoria quanto tempo occorre per attraversare l’Arno in direzione nord. I "grandi lavori" provocano grosse perdite d’esercizio: intere corse non sono effettuate e, se niente viene fatto dalle amministrazioni territoriali per favorire il trasporto collettivo e l’azienda non si adopera per rimediare a quelle turbative sanabili con piccole accortezze, saremo presto alla paralisi generale. Basterebbe allungare i tempi di percorrenza o istituire un tempo di compensazione al capolinea per garantire il rispetto degli orari di corsa. L’avanzamento del "fronte lavori" in Porta Prato, ha addirittura prodotto un peggioramento delle percorrenze. Si interviene tagliando i tempi di corsa, come ad esempio per la linea 27. Costa troppo migliorare il trasporto pubblico e si preferisce sviluppare un servizio virtuale, come entità presente in un progetto non applicabile, utile solo, a ricercare economie da ridistribuire come lauto premio ai dirigenti.

E’ bene ricordare: i lavoratori di ATAF, responsabilmente, hanno contribuito affinché fosse possibile risanare un danno Aziendale prodotto non da loro. Si sono resi disponibili a nuove flessibilità accettando anche una diversa organizzazione del lavoro, come strumento utile al risanamento aziendale ed al miglioramento del servizio offerto all’utenza. Tutti questi buoni propositi, dovevano essere coadiuvati da interventi d’altre entità, ma al momento solo caos è stato prodotto ed a pagarne le conseguenze rimangono sempre gli stessi: i cittadini ed i lavoratori.

FILT CGIL Ataf

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I TRASPORTI
I sindacati Ataf contro l´azienda per la mancanza di efficienza e di organizzazione
Dieci autisti senza autobus

"Un caso che si ripete spesso il lunedì" L´azienda ha sostituito le vetture ferme con quelle di scorta
ILARIA CIUTI su la Repubblica 19/9/06

DIECI vetture ferme ieri mattina all´Ataf. Quando un bus resta in manutenzione in gergo si dice «zero». Così ieri, protesta il sindacato, dieci autisti sono arrivati al deposito pronti a partire ma hanno trovato dieci zeri che li avvertivano della mancanza di altrettante vetture disponibili a essere da loro portate fuori per raccogliere passeggeri che intanto aspettavano invano. Daniele Crescioli, delle rsu, spiega: «Come troppo spesso succede il lunedì, ieri mancavano 10 vetture ancora in manutenzione». Disorganizzazione nel lavoro, secondo Crescioli che racconta come metà della manutenzione sia a carico di Opitec, società partecipata da Ataf, e metà dell´azienda trasporti. «Spesso - dice - Opitec non riesce a terminare una riparazione, che torna indietro a Ataf e sì perde tempo».

Secondo la Filt non basta che l´azienda abbia sostituito le dieci vetture ferme con altrettante di scorta. «Così un bus che si è guastato - racconta Crescioli - non ha potuto trovare sostituzione». E´ l´ennesimo episodio, secondo la Filt, che indica per Ataf la necessità immediata di riorganizzare il lavoro. «Altro che premio ai dirigenti perché tutto va bene - protestano i sindacalisti - Se andiamo avanti così gli effetti dell´accordo del gennaio scorso, fatto per recuperare competitività, saranno vanificati». Crescioli spiega anche che le deviazioni avviate da ieri mattina (tre giorni complessivamente) in via degli Artisti, dove i lavori impediscono ai bus di andare da piazza Conti a viale dei Mille, costringono il 17, che sarebbe la linea flash, a un itinerario assai più lungo delle altre linee. «Così - dice - perde regolarità, senza che vengano attivati rimedi come più vetture e più autisti per sostituire i colleghi che perdono il cambio».

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Aumentano i biglietti di Ataf ma dureranno di più

La crescita del costo del biglietto (da 1 a 1,20 euro) è compensata dall'estensione oraria del tagliando (da 60 a 70 minuti). La tariffa agevolata degli abbonamenti lavoro è estesa anche ai precari, previsti sconti per gli under 15. Soddisfatti sindacati e azienda

PUGNO DURO contro i «portoghesi». L’accordo inoltre prevede nuove busvie

di Olivia Bongianni sull'Unità 9/8/06

Dal 1° settembre, viaggiare in autobus a Firenze costerà 20 centesimi in più. L’aumento del costo del biglietto singolo (da 1 a 1,20 euro) sarà però compensato dall’estensione oraria del tagliando, che durerà 70 minuti, al posto degli attuali 60. L’abbonamento mensile con tariffa agevolata per i lavoratori dipendenti resta praticamente invariato (costerà 20,70 euro anzichè 20) e sarà esteso anche ai lavoratori atipici e ai precari. Inoltre saranno previste tariffe promozionali per gli under 15. 

«Una manovra tariffaria nel segno dell’equità, del miglioramento della qualità del servizio e della salvaguardia del trasporto pubblico, che tutela le fasce deboli ed estende benefici anche a lavoratori precari e atipici, in un momento difficile per la crescita dei costi delle materie prime e servizi». Così l’assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini e la presidente di Ataf Elisabetta Tesi, commentano la sottoscrizione, ieri, dell’accordo sulla rimodulazione tariffaria che dal primo settembre riguarderà l’Ataf. Gli effetti economici della manovra sono stimati in circa un milione e 700 mila euro annui. 

Anche le organizzazioni sindacali si dicono soddisfatte per l’intesa raggiunta, sottolineando che i criteri fondamentali da loro proposti sono stati accolti: «Riteniamo che si siano fatti dei passi avanti importanti rispetto alle condizioni di partenza - spiega Daniele Stolzi della segreteria Cgil di Firenze -. In particolare sono stati accolti i criteri per la tutela delle fasce più deboli e la reintroduzione dell’abbonamento lavoro che si era tentato di abolire, con una leggera diminuzione di prezzo e con l’estensione anche ai lavoratori atipici e precari. Abbiamo introdotto l’Isee per dare abbonamenti scontati a redditi bassi ed abbiamo ottenuto l’abbonamento promozionale per i giovani fino ai 15 anni anzichè a 14 come inizialmente proposto». 

I sindacati sono soddisfatti per il contenimento della manovra a 1 milione e 700 mila euro circa, rispetto ai 2 milioni e 700 mila euro preventivati dall’azienda: «Siamo ragionevolmente soddisfatti dell’accordo, perchè la manovra si è ridotta - afferma Americo Leoni della Faisa - e perchè c’è l’impegno su progetti di lotta all’evasione tariffaria. Questo, insieme alla realizzazione delle busvie potrà consentire di aumentare la velocità commerciale e di avere così maggiori certezze nel numero delle corse e nei tempi di attesa, andando incontro alle aspettative dei lavoratori e alle attese dell’azienda rispetto al bilancio». Per combattere l’evasione e per il miglioramento del servizio, si è infatti costituito un gruppo di lavoro, composto da una rappresentanza dei sindacati, di Ataf e dei propri soci e delle associazioni dei consumatori, che dovrà presentare una proposta di lavoro entro il 15 novembre, mentre riguardo ai tempi di realizzazione delle busvie è stato confermato quanto già definito nell’accordo del 4 agosto scorso.

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BIGLIETTO ATAF
Approvato l´aumento 1,20 euro per 70 minuti
MASSIMO VANNI su la Repubblica 9/8/06

Accordo fatto per i biglietti Ataf. Dal primo di settembre la corsa semplice aumenta di 20 centesimi, ma in compenso la validità passerà da 60 a 70 minuti. Il biglietto a bordo costerà invece 2 euro. Mentre l´abbonamento mensile per i lavoratori dipendenti, reintrodotto a 20 euro, verrà esteso ai precari e agli atipici. In più, ci sarà la tariffa promozionale annuale per gli under: 150 euro. E´ questa la «rimodulazione» delle tariffe decisa ieri da Ataf, Comune e sindacati. Una manovra che riduce l´impatto degli aumenti inizialmente ipotizzati da 2,7 milioni a 1,7. Ecco le altre tariffe: il biglietto da 4 corse (di 70 minuti) costerà 4,5 euro, mentre la carta Agile (dieci corse) costerà 10 euro. L´abbonamento mensile ordinario passa da 31 a 34 euro. Gli studenti pagheranno 23 euro mentre si conferma la cancellazione dell´abbonamento per gli over 65 anni: per la prima volta viene introdotto il redditometro. Col risultato che «le fasce a basso reddito pagheranno meno di prima», dice Daniele Stolzi della Cgil. «Siamo ragionevolmente soddisfatti», dice anche Americo Leoni della Faisa. Mentre l´assessore al lavoro Riccardo Nencini parla di una «manovra nel segno dell´equità».

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ACCORDO

Oggi 8 agosto 2006 presso la sede di ATAF S.p.A. in Firenze tra 

-Ataf S.p.A., rappresentata dalla Presidente del CdA Elisabetta Tesi;

-OO.SS, rappresentate da Daniele Stolzi, Stefano Nuti, Arturo Papini, Americo Leoni, Massimo Triestini;

-Comune di Firenze, rappresentato dall’Assessore Riccardo Nencini,

considerato in particolare

-La rilevante crescita non prevedibile delle materie prime di trazione (gasolio, metano, energia elettrica, lubrificanti) la considerevole crescita dei costi dei servizi (assicurazioni, manutenzioni);

premesso che

1) le parti hanno stipulato in data 27 gennaio 2006 un accordo sindacale che prevede, tra le altre cose, il miglior controllo dei titoli di viaggio, la determinazione di una attenta manovra tariffaria e il miglioramento della qualità del servizio;

2) le parti hanno condiviso di ispirarsi, nella definizione della rimodulazione tariffaria oggetto del presente accordo, ai seguenti criteri:

a) tutelare le fasce deboli, intese come titolari di redditi bassi, pensionati,  lavoratori (dipendenti, atipici e precari) ;

b) premiare i clienti fedeli e gli utilizzatori abituali;

c) avvicinare all’uso del mezzo pubblico i giovani-issimi;

tutto ciò premesso e considerato si conviene

1) manovra tariffaria

la manovra tariffaria, che dovrà entrare in vigore il 1 settembre 2006, è definita come risulta dall’allegato A al presente accordo.

2) effetti economici manovra tariffaria

le parti condividono gli effetti economici netti della manovra, stimabili in circa euro 1.710.000 annui, e si impegnano ad incontrarsi ad un anno dalla firma del presente accordo al fine di valutare la congruità delle azioni.

3) lotta all’evasione e qualità del servizio

viene istituito un gruppo di lavoro costituito da una rappresentanza dei sindacati firmatari del presente accordo, di Ataf S.p.A. e dei propri soci e delle associazioni dei consumatori al fine di monitorare e quindi predisporre tutte le necessarie azioni volte a ridurre l’entità dell’evasione nonché migliorare la qualità del servizio, intesa nella sua più ampia accezione. Tale commissione presenterà alle parti una proposta di lavoro entro il 15 novembre p.v..

4) busvie

si assume quanto definito nell’incontro del 4 agosto col Vicesindaco di Firenze Giuseppe Matulli in ordine alla realizzazione di alcune busvie ivi compresa la tempistica di realizzazione, come risulta dall’Allegato B al presente accordo.

Ataf S.p.A.                               Comune di Firenze                                OO.SS

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CGIL CISL UIL 

SEGRETERIE COMPRENSORIALI FIRENZE

Agli organi d'informazione

 

COMUNICATO STAMPA

OGGI E’ INIZIATO IL CONFRONTO CON CGIL CISL UIL

SULLA MANOVRA TARIFFARIA ATAF

Firenze 2 agosto 2006 - CGIL CISL UIL provinciali di Firenze nell’incontro odierno avuto con l’azienda ATAF ed il Comune di Firenze (in rappresentanza anche degli altri Comuni proprietari), hanno illustrato la loro posizione relativamente alla proposta di "rimodulazione tariffaria" avanzata dall’azienda stessa.

In particolare CGIL CISL UIL hanno confermato il principio che il contratto di servizio in essere (scadenza 2009) può essere modificato solo in presenza di:

· miglioramento del servizio per una sua maggiore efficacia;

· costi non preventivabili all’atto della stipula del contratto stesso (aumenti del carburante).

Ad oggi siamo ancora distanti da questi obiettivi e per questo CGIL CISL UIL hanno richiesto un approfondimento. A tal fine sono stati concordati due ulteriori incontri: il primo per il 4 agosto con il Vicesindaco Matulli per dare attuazione concreta ad alcuni aspetti riguardanti la mobilità e la qualità del servizio ( busvie e linee flash); il secondo per l’8 agosto con ATAF ed il Comune di Firenze per verificare la possibilità di una soluzione.

CGIL CISL UIL provinciali di Firenze

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A sei mesi dall´accordo coi sindacati (meno 2,5 milioni ai lavoratori), non c´è ancora una delle busvie promesse
La crisi dell´Ataf sempre più grave
Diminuisce la velocità dei bus, aumentano le corse cancellate
MASSIMO VANNI su la Repubblica 30/7/06

Palazzo Vecchio non rispetta l´accordo con l´Ataf. A sei mesi dall´accordo sindacale costato scioperi e tumultuose trattative tra Comune, azienda dei bus e sindacati, i primi dati rivelano che la qualità del servizio non è uguale a prima. E´ peggiore. Senza neppure una busvia in più e con i cantieri della tramvia spinti fin nel cuore della città, la cosiddetta «velocità commerciale» dei mezzi, cioè la velocità di movimento dei circa 420 bus in strada ogni giorno, è ulteriormente diminuita nei primi sei mesi dell´anno: dai 16 chilometri all´ora è scesa a 15. Mentre il totale delle corse cancellate, soprattutto per effetto dei ritardi, punta ormai a superare la quota delle 7mila l´anno. Dati approssimati per difetto.

I PROBLEMI DEL TRAFFICO
IL DEFICIT
LA VELOCITÀ
Sei mesi fa l´accordo coi sindacati: finora solo i lavoratori hanno adempiuto alla parte che li riguardava
Bus lenti, crescono le corse annullate
La crisi Ataf peggiora: nessuna busvia creata dal Comune

"E´ l´ufficio mobilità del Comune che blocca tutto: non vogliono togliere posti auto per timore delle proteste dei cittadini"
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)

massimo vanni

Può sembrare un´inezia, 1 chilometro all´ora in meno. Qualcosa che non cambia la sostanza. «Ma non è così», avverte Americo Leoni, lo storico leader della Faisa che conosce a memoria l´aritmetica Ataf: «La stima sulla velocità è una media, in certi momenti le vetture hanno viaggiato con un´ora di ritardo», sostiene. E su scala aziendale la diminuzione di 1 chilometro di velocità equivale ad un costo aggiuntivo di 4 milioni di euro. Mentre le corse soppresse, se si considerano 50 persone per autobus, significano 35mila passeggeri che attendono invano alle fermate. Che sta succedendo nell´azienda di trasporto?
L´accordo siglato il 27 gennaio scorso davanti al prefetto parlava chiaro. Dal primo di marzo, i dipendenti hanno avuto una giornata di meno per la donazione del sangue, hanno pagato 1 euro in più al giorno per la mensa, controllori e capiufficio hanno avuto tre giornate in meno di libertà, gli impiegati hanno lavorato un´ora in più e i turni di 96 autisti sono stati allungati di 1 ora in modo da estendere il servizio serale fino alle 22. Tradotto in costi, dice Leoni, 2,5 milioni di euro di risparmio per l´azienda. Anche perché a questo va aggiunto non solo la «banca del tempo» (fino a 48 ore niente straordinario ma tempo libero, i 6 ausiliari del traffico in meno e i 6 controllori in meno. 

Va aggiunto anche il servizio di verifica volontario (200 gli autisti istruiti) e la vendita dei biglietti a bordo: un successo che si misura ormai in 30mila biglietti venduti ogni mese.
La contropartita del Comune dovevano essere le busvie, unico antidoto contro i ritardi: «Attuazione del progetto già approvato della linea 17 flash, ripristino delle busvie in via delle Porte Nuove, via Toselli e via Ponte di Mezzo. Progettazione e realizzazione delle linee 14 e 23 flash», si legge nella parte dell´accordo che porta la firma del vicesindaco con delega alla mobilità Giuseppe Matulli, dell´assessore allo sviluppo Riccardo Nencini e delle organizzazioni sindacali. A sei mesi dalla sigla, niente di tutto è stato ancora realizzato.

«E´ l´ufficio della mobilità di Palazzo Vecchio che blocca tutto, è la solita storia: non si vogliono togliere posti auto per timore delle proteste. Ma noi abbiamo suggerito più volte come uscirne: garantire la sosta ai residenti e fermare tutti gli altri in zone stabilite raggiunte dai bus», dicono i vertici Ataf. Nonostante le carte firmate e le sollecitazioni, dopo quelle di viale Europa e via dei Novoli, le nuove busvie e le linee flash non sono arrivate. Col risultato adesso di avere un livello di servizio inferiore. E di destinare anche i soldi aggiuntivi che si prevede di incassare per non far franare i conti del bilancio: i 4-5 milioni di euro derivanti dalle modifiche tariffarie che si annunciano per il prossimo settembre (il biglietto orario a 1,20) e i 2,5 che si spera di incassare dalla vendita delle paline delle fermate a sponsor privati. Ma neppure questo basterà.

Per effetto dei deficit annuali, il capitale sociale di Ataf è oggi ridotto a 12 milioni. Il 2005, del resto, è stato chiuso con un disavanzo di 7,5. Mentre la verifica semestrale di pochi giorni fa, secondo quanto si apprende dall´azienda, avrebbe fotografato una stima di 6,3 milioni di deficit per il 2006. E trattandosi di una Spa, se il capitale scendesse ancora sarebbe costretta a portare i libri in tribunale. Tanto che i Comuni, cioè i soci proprietari (l´82 per cento delle azioni è in mano del Comune di Firenze), hanno già convocato per settembre un´assemblea per ricapitalizzare Ataf. Come da tempo stabilito, attraverso il conferimento del capitale immobiliare rappresentato dal deposito di viale dei Mille, proprietà dell´amministrazione fiorentina. Un valore di 23 milioni di euro, secondo le stime di oltre un anno fa, che deve adesso essere aggiornato da una nuova perizia.

RETROSCENA
Tre motivi dietro l´inefficienza del servizio
Vecchia rete, cantieri sosta selvaggia

Alle parole "viva il servizio pubblico" non seguono decisioni concrete che vanno davvero in questo senso
NOSTRO SERVIZIO

La rete Ataf sconta un impianto vecchio di quarant´anni. E basta dire che su quasi due milioni di corse effettuate dai bus ogni anno, almeno due terzi passano dalla zona della stazione di Santa Maria Novella. Una rete a «stella» che conta 2.500 fermate. In qualche caso non perfettamente calibrate: in via Fra´ Bartolomeo, tanto per fare un esempio, ci sono due fermate nel giro di 40 metri e il bus è costretto a fermarsi due volte. Cioè a rallentare, a ripartire e a rimettersi in carreggiata. Quanto incide questo sui tempi?

«Prendiamo il caso di via Jacopo Da Diacceto: delle tre corsie esistenti, una è occupata dalle auto in sosta, l´altra dai cantieri. Ne rimane solo una», dice Americo Leoni della Faisa. «Ci vogliono 20-30 secondi, prima di ripartire: il bus non è una macchina. E quando il primo che arriva si ferma, gli altri dietro si mettono in coda. Qualcuno resta così fermo al rosso del semaforo: e il tempo semaforico di Porta al Prato è di 1 minuto e 30», continua Leoni. Alla fine si perdono 2 minuti nel giro di una sola corsa. E nel giro di una dozzina di corse si produce un ritardo di 24 minuti. L´autista salta l´intervallo, alle fermate si attende per 5-7 minuti in più, o anche oltre. E´ questo che si verifica ogni giorno sulle strade della città. Nel caso dei cantieri che rallentano lo scorrimento. Ma anche nel caso di sosta selvaggia.

«E´ come l´ortolano della zona di San Jacopino che, dopo essere tornato dal mercato di Novoli, piazza il suo furgone davanti al negozio con lo sportellone alzato. Tanto per dar l´idea che sta scaricando. Solo che il furgone resta lì per tutto il giorno», racconta ancora Leoni. E´ il tema dei controlli e delle verifiche. L´eterno tormentone che neppure con gli ausiliari del traffico ha trovato una risposta soddisfacente.

Ma quello che più conta è che la sosta selvaggia e i cantieri aumentano l´attesa alle fermate. Cancellano la regolarità del servizio. Ed è questo il danno peggiore: aspettare senza sapere quando passa il bus, non è un incentivo all´utilizzo del trasporto pubblico. «E´ la logica dell´Eurostar, ormai tutti preferiscono utilizzare il treno anziché la macchina per andare a Roma. Con il bus non siamo ancora a questo», ammettono i dirigenti Ataf. Cosa manca?

Mancano le busvie. Lo stesso assessore all´urbanistica Gianni Biagi ha insistito in questi giorni sulle busvie: «Sono un anticipo di quello che sarà la tramvia», ha spiegato. Ma se la prima linea di tramvia arriverà solo nel 2008, le busvie ancora non sono arrivate. Tantomeno le linee flash, di cui si è parlato per mesi. Il timore delle proteste per la cancellazione dei posti auto ha sempre prevalso su ogni progetto di riforma. Ma non solo questo: «Prendete il Ponte al Pino, la strozzatura che fino ad oggi ha bloccato le linee flash: perché dovremmo tenerci la busvia da via Masaccio in direzione di viale dei Mille? C´è la corsia sul viale dei Mille che corre verso lo stadio, quella del Ponte al Pino potrebbe essere invertita», fanno notare da Ataf. Palazzo Vecchio ha finora respinto l´idea. Le affermazioni di principio circa la priorità del trasporto pubblico non si traducono in fatti.
(m.v.)

la novità
Forse è la volta buona per le paline"intelligenti"

Ataf ci riprova con le «paline intelligenti». Le paline cioè dotate di un display capace di annunciare i minuti di attesa in vista del prossimo bus. Grazie ad un finanziamento europeo di 3 milioni e mezzo di euro, l´azienda di viale dei Mille ha già lanciato una gara. Forse è la volta buona. Una decina d´anni fa apparì la prima «palina intelligente» in via Martelli, alla fermata Duomo. Ma poi sparì anche quella e l´intero progetto si perse nelle nebbie.

«Difficoltà procedurali», è la spiegazione evasiva che viene oggi fornita da Ataf. Adesso, invece, oltre alle paline, la gara porterà all´aggiunta di un pezzo nuovo alla sala radio di Peretola e consentirà anche di montare il sistema di controllo su almeno 100 bus. Funzionerà? Lo stesso sistema tecnologico sperimentato tre anni fa dall´azienda del trasporto pubblico di Napoli non sembra essere stato un successo: «Ci sono zone d´ombra che il sistema non riesce a coprire, il controllo non è efficiente come ci saremmo aspettati», dicono a Napoli. «A noi risulta che abbia funzionato», si replica da parte dell´Ataf. L´aggiudicazione della gara arriverà a giorni.

Nel frattempo Ataf sta progettando di vendere le paline a sponsor privati che, in cambio, potranno apporre il loro nome alla fermata: 1.000 euro per una palina di periferia, anche 10mila per quella di piazza Duomo. Forse di più: dipenderà dalle offerte. L´assessore all´annona Silvano Gori non è però convinto: «Tutte le deroghe al piano della pubblicità sono bloccate», ha tagliato corto giorni fa. E´ cominciato il braccio di ferro: «Se il progetto non rientra nel regolamento, cambiamo il regolamento, non il progetto», è invece la posizione della Spa dei bus.
(m.v.)

le tariffe
Cancellati gli sconti per anziani e lavoratori

Non chiamatelo aumento. Ataf tiene a far notare che accanto ai rincari ci saranno anche degli sconti. Meglio chiamarla «rimodulazione», si avverte. Ma alla fine il totale degli introiti che la Spa progetta di ottenere dalla «rimodulazione delle tariffe» sarà di 4-5 milioni di euro in più. E la sostanza non cambia di molto: a partire dal primo settembre, a meno di altri rinvii, il biglietto orario passerà da 1 a 1,20 euro. Il 20 per cento in più. L´abbonamento mensile da 31 a 34 euro. Quello per studenti da 20,7 a 23. Mentre quello da 27,40 per gli ultra 65enni viene cancellato: al suo posto arriva l´Isee, l´indicatore della situazione economica. Come dire, gli sconti non si danno agli anziani, ma solo agli anziani poveri. Cancellato anche l´abbonamento mensile per i lavoratori da 20,7 euro.

Un cambio di strategia, per l´azienda dei bus che fino ad oggi aveva previsto una serie di agevolazioni per le diverse fasce sociali. Una sterzata che si nota anche nel parziale abbandono della Fata, la carta che dà diritto agli sconti sugli abbonamenti varata dalle precedenti amministrazioni della Spa.

Occhio al biglietto a bordo. Nonostante i 50 centesimi in più (che secondo gli accordi sindacali vanno ad arrotondare lo stipendio dell´autista), il biglietto sul bus ha avuto un successo imprevisto: 30mila biglietti al mese. Un dato che da una parte denuncia una carenza nella rete di vendita e, dall´altra, mostra come il passeggero è disposto anche a pagare qualcosa in più pur di avere un servizio più comodo e confortevole. Un tema analogo a quello della regolarità delle frequenze e delle attese alle fermate: il successo del trasporto pubblico su quello privato si gioca anche qui. (m.v.)

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Ataf
Sciopero rimandato per la busvia
Ma scoppia il caso manutenzione

Olivia Bongianni sull'Unità 28/7/06

L’Azienda di trasporto pubblico fiorentino continua ad essere in ebollizione. Se da un lato lo sciopero, che era stato minacciato per il mancato rispetto degli impegni assunti da Palazzo Vecchio sulla busvia di via Toselli e su parte della linea flash, è per il momento rimandato in vista di un nuovo incontro con l’amministrazione il 4 agosto prossimo, dall’altro si apre la questione legata alla manutenzione dei mezzi. Lunedì scorso infatti il bus numero 16 che collega Scandicci a Firenze è rimasto fermo per un guasto, costringendo i passeggeri a un’estenuante attesa, e ieri mattina in città un bussino elettrico ha perso una ruota mentre era in servizio, fortunatamente senza conseguenze nè per l’autista nè per i viaggiatori. 

Sulla questione busvia i rappresentanti sindacali dell’azienda, dopo l’incontro di ieri con il vicesindaco Matulli, hanno deciso di aspettare la prossima settimana prima di dare il via a eventuali forme di protesta. «Matulli ci ha detto che martedì la giunta dovrebbe produrre un cronoprogramma dei lavori - spiega Andrea Viciani della Cgil -. Noi abbiamo chiesto di rivederci i primi di agosto per trovare un accordo. Aspettiamo quest’ultima data, altrimenti decideremo le azioni da intraprendere».

Intanto Fabiano Casini della Fit Cisl esprime soddisfazione per l’esito dell’incontro con Matulli, auspicando che il 4 agosto possa essere il momento decisivo per definire la realizzazione delle busvie. Sul fronte invece della manutenzione degli autobus, a seguito dell’episodio di ieri i delegati della Cgil hanno chiesto all’azienda di chiarire quello che è avvenuto, poichè si tratta - sostengono - di un episodio grave, che poteva essere pericoloso sia per l’autista che per i passeggeri. «La prima impressione è che si tratti di una causa accidentale, non dovuta a problemi manutentivi - spiega il direttore generale di Ataf Piero Sassoli -. I nostri standard di manutenzione sono allineati con quelli delle altre realtà metropolitane, inoltre la percentuale di corse perse a causa di guasti ai veicoli è bassissima».

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I sindacati: «Colpa della cattiva manutenzione». Ataf: «Da noi guasti rari»
Bus perde ruota, paura a bordo
ILARIA CIUTI su la Repubblica 28/7/06

IL bussino elettrico della linea B passa alle 9,15 da via Curtatone. E´ un attimo, la ruota davanti di destra si sfila e se ne va. Il bussino atterra da una parte, scivola sulla strada, continua per un po´ la sua corsa nonostante i disperati tentativi dell´autista di fermarlo. Alla fine riesce a bloccarsi ma la paura è tanta. Appena la notizia si diffonde, i delegati Cgil chiedono spiegazioni alla direzione. E i Cobas accusano: «E´ un altro episodio di quella scarsa manutenzione che da tempo andiamo denunziando insieme alle carenze di organico». Ricordano anche che proprio su quei bussini elettrici si consumò il marzo 2005 la protesta di alcuni autisti che si rifiutarono di portarli fuori, tanto secondo loro erano in cattivo stato soprattutto al capitolo freni, e si presero in seguito due giorni di sospensione.

Replica il direttore di Ataf Sassoli: «Ci scusiamo con i passeggeri, ma rifiutiamo qualsiasi addebito. Abbiamo 443 mezzi che fanno circa 7.000 corse al giorno. Quale macchina privata non avrebbe un guasto ogni tanto in queste condizioni? Anzi, i nostri sono pochissimi». Nel frattempo però l´atmosfera su Ataf si fa sempre più inquieta. Di ieri l´incontro tra il vice sindaco Matulli e i sindacati degli autisti (Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl) andati a protestare perché «noi abbiamo rispettato l´accordo di gennaio pur con sacrifici mentre l´amministrazione non ha mantenuto la parola e sulle corsie preferenziali e le linee flash promesse è un continuo tentennare», dice Andrea Viciani della Cgil ribadendo: «Ci sono circa 300 morti da smog all´anno nell´area fiorentina, se un´amministrazione non ha il coraggio politico di risolvere il problema della mobilità e rilanciare il mezzo pubblico, meglio che stia a casa». Anche Fabiano Casini, segretario della Fit-Cisl, rivendica le busvie in nome «della regolarità del servizio e l´aumento della velocità commerciale». Matulli alla fine dell´incontro si dice soddisfatto del clima «costruttivo oltre che polemico». I sindacalisti attendono un calendario degli interventi. Si rivedranno il 4 agosto.

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PALAZZO VECCHIO I sindacati e il vicesindaco Matulli si rivedranno la prossima settimana: tramvia, linee flash, ricapitalizzazione

Cominciato il confronto fra Comune e Ataf

da la Nazione 28/7/06

Verificare lo stato di attuazione degli impegni sottoscritti in occasione dell'accordo sindacale del 27 gennaio 2006. E' questo il tema dell'incontro tra il vicesindaco Giuseppe Matulli e i sindacati dell'Ataf. Alla riunione, convocata dal vicesindaco, erano presenti i rappresentanti dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, Faisa-Cisal e Ugl oltre al direttore della mobilità Eraldo Collini e la dirigente dell'ufficio mobilità Carla Guerrini. L'Amministrazione comunale ha fatto il punto sugli impegni assunti in occasione dell'accordo sindacale di gennaio.

Per quanto riguarda le busvie e le linee flash, l'Amministrazione, oltre a sottolineare il completamento delle corsie riservate agli autobus in viale Europa, viale Giannotti e via di Novoli, ha comunicato i prossimi imminenti passaggi. Ovvero l'avvio della realizzazione del primo lotto della 17 flash e la predisposizione del programma delle linee flash 14, 23 e 1. Su questi temi è già stato fissato un incontro tra le direzioni dell'Amministrazione comunale per martedì 1° agosto. L'Amministrazione ha riferito dell'avanzamento dei lavori relativi al piano generale della sosta e, da parte di Ataf, della predisposizione del sistema della mobilità pubblica su gomma nella previsione del sistema tranviario a regime. A seguito delle richieste di informazioni da parte rappresentanti sindacali circa i tempi della ricapitalizzazione di Ataf e della manutenzione stradale oltre che sui temi sopraindicati, l'incontro è stato aggiornato a venerdì 4 agosto per definire modi e tempi degli impegni richiesti come aggiornamento dell'accordo del 27 gennaio.

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Il vicesindaco ritiene inutile quella in via Toselli e parte della linea flash
Gli autisti Ataf attaccano "Busvie o faremo sciopero"
"Il Comune, dicono, non rispetta l´accordo"

Il deficit dell´azienda è a 7,5 milioni ma la ricapitalizzazione continua a non arrivare
"Noi abbiamo fatto la nostra parte procurando 2,5 milioni di risparmi: ora tocca all´amministrazione"
ILARIA CIUTI su la Repubblica 21/7/06

QUESTA volta gli autisti Ataf si sono arrabbiati davvero. Che non si facessero neanche le busvie promesse non l´avrebbero mai creduto, dicono e accusano Palazzo Vecchio di avere tradito l´accordo del 27 gennaio scorso. Lo fanno dopo che il vicesindaco Matulli ha detto che tutto sommato la corsia preferenziale in via Toselli è inutile farla. E così, si ribellano gli autisti, non si farà per intero neanche la famosa linea flash numero 17 che era nei patti, di cui via Toselli costituisce una parte, e che avrebbe dovuto essere l´antesignana di una serie di altre linee flash per il 14 e il 23. Fit-Cgil, Filt-Cisl, Uilt-Uil, Faisa e Ugl scrivono al prefetto che si era speso per l´accordo di gennaio, ai sindaci proprietari di Ataf e all´azienda: «O Matulli smentisce o faremo sciopero». 

Da parte loro i Cobas, che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa, sostengono che, non solo la 17 flash, ma niente è stato fatto di quanto pattuito dal Comune a gennaio: «né le linee flash, né altre busvie, mentre il piano della sosta e quello per il carico e scarico merci sono ancora in alto mare come lo è anche il piano di coordinamento di tutte le aziende che si occupano di mobilità»,dice Alessandro Nannini. In più, aggiungono i Cobas, per ora la ricapitalizzazione dai Comuni non arriva mentre l´assemblea dei soci di ieri mattina ha deciso un ulteriore abbattimento del capitale per far fronte ai sette milioni e mezzo di deficit, meno dei nove milioni e duecento mila euro previsti. «Ma c´è poco da gloriarsi - conclude Nannini - se il deficit è minore è merito solo dei lavoratori ».

Più concentrati sulle busvie ma se possibile ancora più furiosi confederali, Faisa e Ugl che mandano a dire all´amministrazione: «Non è obbligatorio rappresentare i cittadini. A chi non ha il coraggio delle proprie azioni consigliamo altri lidi». Inutilmente il vicesindaco spiega che «le busvie sono necessarie, ma piuttosto di fare intere linee è meglio intervenire sui nodi più problematici». Ma le linee flash non erano state promesse? «Giusto progettarle per intero - spiega Matulli - Ma se nella pratica poi si vede che in un tratto una linea non serve, è meglio rinunciare per passare a altri interventi più necessari. La busvia serve in via Ponte alle Mosse, in entrata, ma non in via Toselli dove il traffico in uscita scorre». E dove i residenti non la vogliono. 

Ma all´Ataf è un incendio. «Le linee flash 17, 14 e 23 facevano parte del doppio accordo di gennaio, uno con Ataf e l´altro con l´amministrazione, che ha fruttato all´azienda risparmi e ricapitalizzazione», spiega Andrea Viciani della Cgil. Che aggiunge: «Noi autisti abbiamo procurato due milioni e mezzo di risparmi, con l´allungamento dell´orario, parte delle riserve tornate alla guida, la vendita dei biglietti a bordo, gli autisti-controllori. Ma non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori se poi l´amministrazione non rende produttivo il servizio pubblico facendolo scorrere». D´altra parte, protestano i Cobas: «Diminuisce il deficit perché diminuisce il servizio. I bus sono in ritardo, sono guasti o sono fermi per mancanza di personale, e quindi le corse saltano, l´80% delle linee ha 10 minuti di ritardo». Sostengono che si aumentano i lavori dati a ditte esterne ma poi finisce che «solo a giugno si siano dovute pagare alla Scaf o alla Pantera 31 rimozioni».

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La busvia in via Porte Nuove non c´è gli autisti Ataf se la fanno da soli
E Legambiente: "Troppi abusivi nelle corsie preferenziali"

I guidatori dei bus si sono trasformati in "paletti" per sorreggere un lungo nastro rosso e bianco in polemica con Palazzo Vecchio
ILARIA CIUTI su la Repubblica 23/5/06

UN lungo nastro rosso e bianco in mezzo alla strada sorretto da una serie di paletti, ogni paletto un autista Ataf con il giubbotto verde fluorescente che brilla al sole e la bandiera rossa dei Cobas. Per un po´ meno di un´ora, tra le 12 e le 13 di ieri, la tanto agognata e ancora non realizzata busvia di via delle Porte Nuove c´è. La formano gli uomini con il giubbotto verde, le auto li aggirano sull´altro lato, i bus scorrono dentro alla via segnata dalla catena umana delle rsu e degli autisti Ataf fuori turno. Si sostituiscono alla corsia inesistente per protestare, spiegano, contro i ritardi del Comune nel fare le corsie preferenziali, in particolare quella di via Porte Nuove-Toselli e al ritorno via Ponte alle Mosse, demolita nel 2003 per lavori e mai ricostruita, nonostante ci sia da tempo il progetto che la vuole in senso omogeneo al traffico e non più contrario, com´era prima.

Non sono i soli, gli autisti Ataf, a sollevare il problema traffico a Firenze. In contemporanea Legambiente, durante la mostra della Carovana del clima promossa in nome dell´educazione ambientale dall´assessorato alla pubblica istruzione in Comune guidato da Daniela Lastri, fornisce dati allarmanti. In via Martelli la corsia c´è e c´è anche la pedonalizzazione, eppure in sole due ore Legambiente ha contato 1.500 passaggi abusivi: 500 sulla corsia dei bus e mille su quella pedonalizzata, la metà erano motorini. In sei monitoraggi acustici in posti diversi ha verificato che la soglia del rumore è in qualsiasi luogo e giorno e notte sempre fuori dai limiti: anche accanto alle scuole (sul viale Lavagnini e in via Martelli) e all´ospedale di Santa Maria Nuova (via Bufalini), e perfino durante la ztl notturna in via Martelli. Nella stessa strada il 20 aprile scorso il benzene, misurato con la tecnica del radiello applicato alla giacca dell´edicolante, superava di 4,3 microgrammi per metro cubo il limite di norma. «E´ un monitoraggio spot ma significativo», dicono il presidente cittadino Leonardo Sgatti e il responsabile toscano trasporti Maurizio Da Re.

Le busvie violate e quelle che non ci sono. «E´ dal 23 dicembre che esiste una delibera comunale per rifare la busvia di via delle Porte Nuova e ancora non abbiamo visto niente», protesta Leonardo Bolognesi, Cobas nell´esecutivo delle rsu, mentre fa il «palo» all´inizio della busvia umana. «Prendiamo atto dell´annuncio del vicesidnaco Matulli che finalmente i lavori per costruirla inizieranno il 4 luglio, ma non smettiamo di preoccuparci per i ritardi che coinvolgono anche le linee flash 17, 14 e 23», aggiunge Daniele Crescioli, Cgil e portavoce delle rsu. Il giudizio di merito è lo stesso, ma i Cobas e i confederali più la Faisa all´Ataf continuano a bisticciare. «Abbiamo organizzato tutto noi», protestano i Cobas. «Ma ci siamo anche noi», sostengono gli altri, più defilati. Su una cosa concordano: che i lavoratori gli sforzi li hanno fatti, il Comune no. «Abbiamo firmato un accordo il 27 gennaio con l´azienda e con l´amministrazione - dice Bolognesi - La parte aziendale è conclusa, di quella concordata con il Comune, che aveva come asse portante le busvie, non è stato realizzato niente». Alla manifestazione, anche Ornella De Zordo, capogruppo in consiglio comunale di Unaltracittà.

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LA PROTESTA In via delle Porte Nuove Cobas e confederali Ataf per il ripristino delle corsie preferenziali

Busvia fai da te? Funziona

 di Ennio Macconi su la Nazione 23/5/06

Il bello è che funziona davvero. Così ieri a mezzogiorno in via delle Porte Nuove è successo che, per circa un’ora, i sindacalisti dei Cobas, in fila indiana con le bandiere in una mano e il nastro rosso e bianco srotolato nell’altra, l’hanno fatta sul serio la loro «busvia umana». Così bene che carabinieri, poliziotti e vigili urbani preoccupati che la manifestazione di protesta creasse più del dovuto il prevedibile ingorgo, hanno finito per dar loro un contributo, indicando agli automobilisti di passare sull’altra metà della carreggiata. Con gli autisti in servizio vero sugli autobus dell’Ataf che passavano e che riconoscevano i colleghi manifestanti, e seguivano le indicazioni per proseguire verso via Toselli solo nello spazio ricavato, appunto, dalla «buisvia umana», con un inconfondibile sorriso di approvazione sulle labbra. Quasi quasi ci sarebbe stato solo da sorridere se il problema non fosse assolutamente più serio. 

Un problema fatto di due problemi: quello delle corsie preferenziali insufficienti e della conseguente protesta degli autisti; e lo stato (che non fa bene a nessuno, nè all’azienda, nè alla città che dall’azienda Ataf riceve un servizio primario) dei rapporti sindacali tra Cobas e sindacati confederali nella Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria in azienda: un vero sfascio, con i secondi, bandiere in mano di Cgil e Cisl (queste abbiamo viste), costretti in disparte sul marciapiede, anche se erano stati fra i promotori dell’iniziativa; e i primi, gli aderenti ai Cobas, megafoni alla bocca, a prenderli in giro, anche in modo pesante, ogni volta che parlavano con i giornalisti. Dedicando un trattamento del tutto speciale per il rappresentante della Faisa Cisal (autonomi), prima apostrofato, e poi costretto ad allontanarsi, se voleva continuare a farsi intervistare da una tv locale. 

I motivi della protesta, condivisi da tutti i sindacati riguardano gli accordi del 27 gennaio. Li ricorda Daniele Crescioli, coordinatore della Rsu: «Siamo qui per ricordare che le busvie sono utili per il trasporto pubblico e parte integrante dell’accordo. Siamo lieti che dal 4 luglio qui si ripristinino le corsie ma ne vogliamo altre». Le corsie da ripristinare (il vice sindaco Matulli ha detto che i lavori partiranno davvero il 4 luglio) sono proprio quelle della protesta: in via delle Porte Nuove, dove c’erano fino al 2003 (poi cancellate per lavori stradali); così come in via Toselli e in via Ponte elle Mosse. Ma Crescioli aggiunge che occorrerebbe che i lavori per la tramvia diventassero un’occasione «per cambiare la mobilità da privata a pubblica». 

Arrivano per condividere la protesta, i consiglieri comunali Ornella De Zordo («Un’altra città, un altro mondo») e Leonardo Pieri, di Rifondazione comunista. Dice la De Zordo: «Questo discorso sulle busvie sta diventando assurdo. I lavori per le linee flash 23 e 14 non sono andati avanti. Quelli del 17 sono in alto mare. Abbiamo scoperto che per il 23 e il 14 la consegna del progetto è fissata addirittura per il 15 settembre. Questa città sta entrando in una situazione sempre più devastante». Claudio Pizzuto, delegato dei Cobas, torna sulla polemica sindacale e accusa la Rsu di voler escludere i Cobas, nonostante la loro forza in azienda. Stamani, intanto, sindacati e azienda riprendono a trattare su alcuni temi: verifica degli inidonei; ufficio commerciale alla stazione; personale in multifunzione.

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Lunedì la manifestazione per ottenere le corsie protette a Porte Nuove-Toselli e Ponte alle Mosse
Una lunga fila di autisti Ataf va in scena la "busvia umana"

Alle 12 si riuniranno tutti i guidatori fuori turno, nessun disagio per le corse
Lo sciopero dei bus di ieri ha registrato un´adesione del 90 per cento
ILARIA CIUTI su la Repubblica 20/5/06


MANCANO le corsie preferenziali. In compenso lunedì avremo la «busvia umana». Uno dietro l´altro, la formeranno gli autisti dell´Ataf, che ieri hanno aderito al 90% allo sciopero nazionale (ma non ci sono stati più ingorghi del solito), sul tracciato della corsia di via delle Porte Nuove-Toselli che insieme a quella di via Ponte alle Mosse aspetta da anni di venire ripristinata. L´appuntamento per tutti gli autisti liberi dal turno di lavoro, è per le 12. Lo danno le rsu, tutti insieme Cobas, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil e Faisa-Cisal. La protesta, si spiega, è per la carenza di corsie preferenziali e per l´esasperazione di vedere che, dopo un accordo con l´azienda e l´amministrazione tanto sofferto come quello di gennaio, solo la parte aziendale è stata realizzata mentre niente, dicono le rsu, si è ancora concretizzato degli impegni comunali che avevano al centro proprio le corsie.

La prima protesta sulle busvie è cresciuta in seno allo stesso Palazzo Vecchio dove i consiglieri della commissione ambiente Malavolti e Baruzzi (Ds), Pieri (Prf), Pettini (Pdci) e De Zordo (Unaltracittà) sottolineano i ritardi delle linee flash per il 17, il 14 e il 23. «Ne abbiamo parlato per mesi - dicono - ma solo in questi giorni gli uffici della mobilità hanno assegnato gli incarichi esterni per la progettazione esecutiva che sarà pronta a fine settembre. Poi, tra verifica, approvazione, gara e appalto dei lavori si arriverà a primavera. Quando nell´accordo Comune-Ataf-sindacati si definivano le linee flash fondamentali per il rilancio del trasporto pubblico». Nella polemica si inserisce anche Legambiente: «Finirà che mentre le busvie erano necessarie per alleggerire l´impatto dei cantieri per la tramvia verranno realizzate due anni dopo la cantierizzazione», dice il responsabile trasporti Da Re. Il responsabile cittadino Sgatti porta come esempio la gara del trofeo Tartaruga, ieri, dove buon ultimo è arrivato il bus, prime le due ruote (12 minuti dal Campo di Marte a Santa Maria Novella il motorino elettrico e 13 la bici), poi il treno (16 minuti) e, a distanza, l´auto (28 minuti).

Alle accuse ribatte il vicesindaco Matulli: «I lavori per le corsie in via delle Porte Nuove e Toselli inizieranno il 4 luglio» Quanto alle linee flash rivela che il progetto esecutivo per il secondo lotto del 17 arriverà addirittura a fine novembre ma che quello per il primo loto verrà consegnato martedì. Per il 14 e 23 «la progettazione - ammette - è avvenuta con molta lentezza». Ma «a causa delle carenze di personale interno e la difficoltà di acquisire progettisti esterni».

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Ataf, sindacati di nuovo sul piede di guerra
Accusano l’amministrazione fiorentina di non aver rispettato l’accordo concluso a gennaio che prevedeva nuove corsie preferenziali. La replica di Matulli: «I tempi non li decidono loro»
MINACCIANO nuovi scioperi se Palazzo Vecchio non realizzerà le nuove corsie preferenziali per gli autobus sempre più imbottigliati nel traffico cittadino. Il vicesindaco di Firenze Matulli chiederà ai suoi tecnici una relazione su quanto è stato fatto 

di Alessio Schiesari sull'Unità 17/5/06

Clima teso tra i lavoratori Ataf e il Comune di Firenze. I sindacati attaccano il Comune, reo di non avere ancora iniziato la realizzazione delle busvie e delle corsie preferenziali previste nell’accordo siglato con le parti sociali lo scorso gennaio. Le linee interessate dalle busvie, cioè le corsie preferenziali protette da cordoli di cui tanto si è discusso negli scorsi anni a Firenze, dovrebbero essere quattro: 17, 14, 23 e 6. Quindi le principali arterie del traporto pubblico fiorentino. Faisa, attraverso il suo rappresentante Americo Leoni, ha minacciato di arrivare presto a uno sciopero se già dalla prossima riunione con i vertici del Comune non arriveranno dei risultati concreti.

Matulli promette che già domani mattina chiederà ai tecnici una relazione sul lavoro svolto in questi mesi ma ricorda le difficolta di realizzazione che si incontrano nel fare certe strutture e contrattacca: «I tempi di realizzazione delle opere pubbliche non li decidono i sindacati».

Ataf, i sindacati premono «Accordi non mantenuti a quando le busvie?»
Leoni (Faisa) e Crescioli (Cgil) denunciano ritardi nell’applicazione del patto. «I lavoratori hanno fatto la loro parte, ora spetta all’azienda»
di Alessio Schiesari/ Firenze

«DAL 2002 a oggi ho già sottoscritto col Comune cinque accordi per la realizzazione di corsie preferenziali e busvie ma, a oggi, devono ancora comprare i pennelli». Non usa giri di parole Americo Leoni, sindacalista della Faisa, per denunciare le inadempienze di Palazzo Vecchio riguardo gli accordi sottoscritti con Ataf. Ma il focoso sindacalista non si ferma qui e rilancia: «Entro la fine del mese ci riuniremo con il Comune, se in quella sede ci faranno vedere qualcosa di concreto staremo tranquilli, altrimenti siamo pronti allo sciopero».

Era il 27 gennaio scorso quando le segreterie confederali e Giuseppe Matulli, vice sindaco con delega alla mobilità, firmarono l’accordo che salvò l’Ataf. In quel testo il Comune riconosceva la priorità del mezzo pubblico e si impegnava a costruire almeno cinque chilometri di corsie preferenziali e le busvie per le principali arterie della città, le linee 17, 14, 6 e 23. Impegni che, secondo la versione di Leoni, puntualizzano e specificano accordi presi già in altre quattro precedenti occasioni con i vertici di Palazzo Vecchio, la prima volta addirittura nel 2002. In questi quattro anni, secondo Americo Leoni, il Comune non ha fatto nulla, e anzi ha tolto alcune preferenziali importanti come quella di via Toselli.

«Col nuovo contratto tutti i lavoratori hanno dato qualcosa: i controllori hanno rinunciato a tre giorni di ferie all’anno, gli autisti hanno visto ridursi le pause tra le corse e gli impiegati hanno aumentato di un’ora alla settimana il tempo trascorso in ufficio. Se si pensa che guadagnando un solo chilometro di velocità media Ataf risparmia nove miliardi di vecchie lire capiamo perché la nostra battaglia è così importante».

Più sfumata invece la posizione di Daniele Crescioli della Cgil: «Su alcune linee c’è un’irregolarità di servizio costante. Noi chiediamo - prosegue il sindacalista - che sia realizzata al più presto almeno la busvia sulla linea 17, per la quale i progetti sono già pronti, e si potrebbe procedere subito con la gara d’appalto». Anche Crescioli ribadisce quanto di buono è stato fatto per la clientela in questi mesi grazie all’impegno dei lavoratori. «Proprio sulla linea 17 - spiega il sindacalista Cgil - grazie alla rimodulazione dei turni siamo riusciti ad offrire ai cittadini due vetture in più che fanno servizio tutto il giorno. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora tocca al Comune che, comunque, nella persona di Matulli si sta muovendo bene».

E proprio dalla bocca di Matulli arriva la risposta di Palazzo Vecchio. Il vicesindaco promette di parlare già domani mattina con l'ingegnere Guerrini, la responsabile del progetto sulle busvie, ma puntualizza: «I tempi di realizzazione di questo tipo di lavori non li decidono né la sinistra critica, né i sindacalisti. Da quando ho la delega alla mobilità abbiamo realizzato le busvie di via di Novoli e di viale Europa, e questo nonostante le fortissime proteste degli abitanti. Noi dal Comune siamo chiamati a mediare tra le esigenze dei commercianti, che vogliono la sosta a rotazione, quelle dei residenti, che vogliono parcheggi riservati, e le richieste della cittadinanza per la costruzione delle piste ciclabili». Matulli però è ottimista: «Questo non significa che non c’è la volontà di favorire il trasporto pubblico, ma che i tempi di realizzazione non sono semplici. Non appena viene annunciata la costruzione di una corsia preferenziale o di una busvia il quartiere interessato chiede subito un incontro con me e i tecnici per fermare il progetto. In ogni caso la progettazione della busvia per il 17 è in fase avanzata. Ai sindacati dico che, se vogliono dei chiarimenti, si rivolgano a me e organizzeremo al più presto uno degli incontri di controllo della realizzazione dell’accordo dello scorso gennaio. Questa è la modalità che avevamo previsto».

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