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Careggi accordo col sindacato

da la Nazione 22/12/06

SI È CONCLUSO con la sottoscrizione da parte di un’ampia maggioranza dei sindacati del comparto sanità e cioè Cgil,Cisl, Uil, Fials e Nursincup l’iter preliminare di modifica all’atto aziendale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.
La direzione aziendale considera che l’incontro positivo sia la dimostrazione del grande senso di responsabilità delle parti che nei prossimi 180 giorni vedranno definire i regolamenti organizzativi e la definizione dei rapporti interdipartimentali e gestionali mancanti.

“La modifica dell’Atto aziendale - tiene a sottolineare la direzione - non è un punto di arrivo ma un punto di partenza che ci vincola agli impegni assunti”.

Con il nuovo atto, viene ridefinito il modello organizzativo per dare necessarie garanzie operative alle future sfide per il dipartimento oncologico, quello dell’emergenza-urgenza, il rilancio della trapiantologia, oltre che per la formazione in ambito sanitario.

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SANITÀ ACCORDO CON I SINDACATI

Careggi, il futuro dell’ospedale passa dal centro oncologico

da la Nazione 20/12/06

CAREGGI ha un nuovo atto aziendale. Lo hanno sottoscritto la dirigenza dell’azienda ospedaliero universitario e i rappresentanti sindacali, dirigenza sanitaria e dirigenza amministrativa che hanno approvato all’unanimità le modifiche al vecchio atto. Principali obiettivi del documento che è stato adeguato alla nuova disciplina regionale sul sistema sanitario, spiega la direzione di Careggi, sono la definizione di un nuovo modello organizzativo e dare garanzie operative alle future sfide che attendono l’azienda: l’avvio del nuovo dipartimento oncologico, l’attenzione verso l’emergenza-urgenza, il rilancio della trapiantologia, ma anche una particolare attenzione alle politiche dello staff e della formazione. 

«La Regione – spiegano da Careggi – ci ha assegnato il compito di attivare il laboratorio regionale per la formazione. L’atto aziendale appena sottoscritto ci permette di accogliere la sfida, cercare di realizzarla relativamente agli aspetti legati all’educazione continua in medicina (Ecm), alla formazione universitaria, alle linee guida regionali e a tutti gli aspetti innovativi ad essi connessi, dall’e-learning alla sperimentazione sul campo fino alla ricerca connessa alla formazione». Il nuovo atto aziendale dà il via alla definizione del nuovo modello organizzativo, ma anche dei regolamenti. L’atto prevede anche l’avvio di un percorso di integrazione tra la componente ospedaliera e universitaria che convivono a Careggi.

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Reumatologia scoppia Pazienti in branda
Sovraffollamento nel reparto di Careggi

da la Nazione 10/12/06

E’ CAOS NEI REPARTI del nuovo San Luca di Careggi. Quasi quotidianamente, denunciano gli infermieri, numerosi pazienti si trovano a trascorrere ore e ore, spesso giorni e notti intere, nei corridoi sopra alcune barelle con le ruote negli stretti corridoi.
È successo anche l’altra notte: un uomo di una certa età, portato a metà giornata in ospedale, è stato trasferito solo ieri in tarda mattinata in un normale letto di degenza, dopo le dimissioni di un altro degente. Il resto del tempo lo ha trascorso su un lettino nel corridoio. È successo alla reumatologia del nuovo San Luca, il reparto diretto dal professor Matucci e considerato tra i migliori luoghi di assistenza sanitaria ad alta specializzazione.

MA I 19 POSTI LETTO non sembrano mai bastare e, quasi quotidianamente, devono essere utilizzati uno o due lettini aggiuntivi da sistemare nei corridoi.
Gli infermieri non ce la fanno più. «Non possiamo garantire più la corretta assistenza in queste condizioni — lamenta uno di loro — Il nostro è un reparto delicato, con molti pazienti anziani che hanno bisogno di cure particolari. Noi facciamo del nostro meglio per dare loro assistenza, ma in queste condizioni è davvero difficile».
La colpa, dicono gli infermieri, è della circolare regionale che impone di dimettere i pazienti dai pronto soccorso e di sistemarli nei reparti. «Ma noi non possiamo sempre accoglierli», dicono.
Il problema del sovraffollamento va ad aggiungersi a quello cronico della carenza di personale. «Siamo in pochi — aggiungono gli infermieri — costretti a turni aggiuntivi massacranti per garantire il servizio. Ma se un domani capitasse qualcosa a un paziente, chi ci difende?».

SUL PROBLEMA interviene anche il responsabile Cgil di Careggi, Roberto Vangelisti. «Questo è considerato un ospedale ad alta specializzazione, portato da tutti come esempio della buona sanità toscana. Bisogna però che sia vero. La direzione deve prendersi carico di questa difficile situazione. Visto che stanno rivedendo l’atto aziendale, pensino a una nuova organizzazione che possa aiutare una volta per tutte a superare questo problema». Manuela Plastina

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FIRENZE
Careggi, le Rsu chiedono cento infermieri in più

da l'Unità 2/12/06

UN CENTINAIO di assunzioni in vista non può bastare. A sostenerlo sono le Rsu di Careggi che, sul tema del personale nel principale noscomio fiorentino, chiedono a gran voce l’apertura di un tavolo regionale con l’assessore Enrico Rossi.

«Recentemente - spiega Roberto Vangelisti della Cgil - abbiamo firmato con l’azienda un verbale al termine di una riunione che prevede un centinaio d’assunzioni tra gli infermieri, 26 operatori socio-sanitari, 3 tecnici di laboratorio e 4 tecnici di radiologia. Abbiamo dato mandato all’azienda di procedere intanto in questo senso ma è un verbale che non ci lascia affatto soddisfatti. Non è così che si possono risolvere le carenze di personale che ormai da tempo caratterizzano la struttura di Careggi». 

Il ragionamento dei sindacati muove da una considerazione di fondo. «Le assunzioni previste non vanno neppure a coprire il turnover - spiegano - Significa che il numero delle persone che lo scorso anno hanno lasciato il lavoro è maggiore di quelle che adesso verranno assunte. 

Oltre a questo va poi ricordato che lo scorso anno è stato effettuato un numero impressionante di ore di Tav (turni aggiuntivi valorizzati, vale a dire straordinario retribuito più del normale). A maggio abbiamo fatto il conto che con un anno di Tav sarebbe stato possibile pagare 85 infermieri e 48 operatori socio sanitari ma questi numeri, nella situazione attuale, sono destinati a crescere ulteriormente».

Ragioni, queste, che hanno spinto i lavoratori a chiedere con urgenza un incontro con l’assessore regionale alla sanità Enrico Rossi affinché la partita delle assunzioni possa riaprirsi. «È necessario che l’assessore sia sensibilizzato al riguardo - conclude Vangelisti - e vengano definite una volta per tutte anche le regole riguardanti gli orari e le turnazioni dato che, vista la mole di straordinari che facciamo, spesso e volentieri le tabelle vengono disattese». Su quali siano i bisogni le Rsu sembrano avere le idee chiare. «A nostro avviso servono almeno altri 100 infermieri, 50 operatori socio sanitari, 5 tecnici di laboratorio e altrettanti di radiologia. Ma, numeri a parte, è la Regione che deve dirci che tipo di prestazioni vuole che eroghiamo. Perché se continueranno a crescere i servizi accentrati su questo ospedale, parallelamente dovranno anche crescere le risorse umane a nostra disposizione». f.san.

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SANITA’I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil di Careggi: «Abbiamo sistemato anche i punti critici, siamo soddisfatti»

«Pronta disponibilità, ora l’accordo è completo»

da la Nazione 17/9/06

 «Abbiamo sistemato anche i punti critici dell'accordo sulla pronta disponibilità». A dirlo, soddisfatti, sono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil di Careggi che mettono la parola fine alla burrascosa vicenda della pronta reperibilità che ha scaldato gli animi per tutta l'estate dopo che una direttiva aziendale imponeva a tutti, infermieri e operatori, di rientrare in servizio in caso di assenza improvvisa di un collega. Le proteste avevano fatto prima rinviare, poi sospendere la decisione. Poi era arrivata la firma di un accordo, siglata dai soli sindacati confederali, per la pronta disponibilità volontaria. Due giorni fa Cgil, Cisl, Uil e rappresentanti aziendali hanno dettagliato meglio i punti considerati critici dai lavoratori. In particolare è stato chiarito che i dipendenti svolgeranno le sostituzioni solo nel loro dipartimento e non saranno chiamati a farlo in reparti specialistici diversi da quelli dove lavorano normalmente.
Inoltre, sottolineano i sindacati, l'accordo sarà valido solo fino al 31 dicembre come soluzione provvisoria. Dopo, dicono, sarà necessario risolvere il problema con assunzioni di infermieri, operatori e tecnici sanitari.
Manuela Plastina

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CAREGGI I partecipanti al concorso saranno inseriti in una graduatoria per future assunzioni. Incontro sindacati-azienda

Quattrocento candidati per un posto da infermiere

da la Nazione 13/9/06

 Mancano poche ore al termine degli scrutini del concorso per un posto da infermiere a tempo indeterminato a Careggi. Circa 400 persone hanno sostenuto la prova di esame venerdì scorso per entrare in una graduatoria dalla quale in futuro potranno essere assunti nuovi infermieri nella cittadella ospedaliero-universitaria. In attesa del nome del vincitore, ieri i sindacati hanno incontrato la dirigenza aziendale. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto a Careggi di assumere più infermieri dalla graduatoria, in modo da colmare le carenze di personale in cui da tempo versa l’ospedale, ma anche di prevedere un nuovo bando sia per operatori sociosanitari sia per tecnici sanitari.
«Ma prima di tutto – dicono i rappresentanti dei sindacati confederali – bisogna stilare una nuova organizzazione del lavoro all’interno di Careggi per capire realmente quanto personale manca e in quali reparti. Solo così potremo rendere l’ospedale efficiente».
Entro l’inizio della prossima settimana incontreranno nuovamente i responsabili aziendali per riparlare del piano assunzioni. M. P.

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Intramoenia, polemica sull’uso del personale

Il sindacato di base della Asl 10 denuncia: «Infermieri sottratti all’attività ordinaria». La Cgil ribatte: «Fa parte del nostro lavoro». Nel mirino liste d’attesa di 400 persone per la radioterapia a Careggi

PREOCCUPAZIONE per la riduzione di posti letto nel periodo estivo. Il direttore sanitario di Careggi Majno: «Nessun disagio da segnalare, si è svolto tutto come previsto»

di Sonia Renzini sull'Unità 24/8/06

Sanità fiorentina nell’occhio del ciclone. Dalle liste d’attesa di 400 persone per trattamenti di radioterapia post-intervento a Careggi alla riduzione dei posti letto che sia a Careggi che in tutta la Asl 10 ha portato alla chiusura di numerosi reparti nel periodo estivo. Non solo. Alla Asl 10 il sindacato di base denuncia l’eccessivo utilizzo del personale per intramoenia. Dipendenti amministrativi, tecnici e infermieristici verrebbero usati come supporto di medici che esercitano la libera professione durante l’orario dei lavoro e in un periodo, quello estivo, già di forte emergenza. Andando così a gravare su un organico che secondo il sindacato è ridotto all’osso. «C’è una inevitabile ricaduta sulla qualità dell’assistenza - dice Sergio Scortecci della Rdb per la Asl 10 - visto che gli organici non sono in condizioni normali, da tempo c’è una penuria enorme di infermieri e se poi questi si sottraggono all’attività ordinaria e gratuita è chiaro che la situazione diventa insostenibile». C’è di più, secondo il sindacato di base il personale, allettato dal pagamento di produttività aggiuntiva, sarebbe incline a prestazioni di questo genere nei giorni di riposo, eludendo le normative sulla sicurezza.

Careggi, liste d’attesa e piano ferie sono nell’occhio del ciclone

Il direttore sanitario Majno: «Per la radioterapia priorità ai pazienti con urgenza»

«È CHIARO che essendo gli stipendi degli infermieri bassi - continua Scortecci - ovviamente molti cercano di arrotondare cercando di usare i giorni di riposo e eludendocosì la legge 626 sulla sicurezza che prevede invece periodo di riposo da osservare tra un turno e l’altro. Per questo abbiamo indetto lo stato di agitazione del personale e chiediamo al più presto un incontro con l’azienda». Getta acqua sul fuoco la Cgil che minimizza il numero degli infermieri effettivamente usati per questo scopo e rilancia invece la questione del pagamento. «Queste prestazioni non sono sottratte al lavoro ordinario - dice Fernando Biondi della Cgil - proprio perché vengono fatte durante l’orario di lavoro, ne fanno parte, e poi il numero degli infermieri non è così alto. Semmai il problema è un altro, secondo un accordo fatto con il ministro Bindi una quota del pagamento dovrebbe essere dato al personale di supporto e il 5% andare nel fondo comune. Tutto questo ora non avviene più e noi abbiamo chiesto proprio a settembre un incontro con l’azienda per ridefinire la questione». Mentre sulla riduzione dei posti letto: «Tutto come previsto, niente da segnalare».

Sul fronte Careggi invece infuria la polemica sulle liste d’attesa per la radioterapia - 400 persone al 31 luglio di quest’anno - e sulla riduzione dei posti letto. «Sul problema della radioterapia abbiamo sollevato un’interrogazione - dicono i consiglieri comunali Stefano Alessandri di Alleanza Nazionale e Gabriele Toccafondi di Forza Italia - un paziente affetto di tumore che aveva avuto un intervento ci ha segnalato di dovere aspettare 5 mesi per sottoporsi al trattamento. Senza contare i disagi causati dal piano ferie». Ribatte il direttore sanitario di Careggi Edoardo Majno: «I pazienti con urgenze hanno la priorità assoluta, ed è tutto regolare per quanto riguarda la riduzione dei letti. A fine agosto abbiamo la prova del 9, il Pronto soccorso ha funzionato senza intoppi e anche le chiusure ormai stanno rientrando». Toccafondi e Alessandri di contro puntano il dito sulla chiusura di interi reparti: da quello di patologia chirurgica 1 diretto da Bechi con 9 posti letto a medicina e riattivazione di Alterini (13 posti letto), solo per fare qualche esempio.
«La necessità della sanità non va in vacanza - dice Toccafondi - Invece qui si continua a gestire il piano ferie come un’emergenza».

Contrario alla polemica sulla riduzione dei posti letti Roberto Vangelisti della Cgil: «È assurdo che rimangano aperti interi reparti se non sono pieni. Il piano ferie è lo stesso dello scorso anno, semmai la situazione è più grave solo perché c’è ancora meno personale. Il problema ci sarà proprio a settembre con la riapertura di tutti reparti».
Per la Cgil la strada per uscirne è una sola e passa per l’assunzione del personale: «Mancano almeno 150 infermieri e 70 oss, a settembre questo sarà argomento di battaglia con l’azienda». Sonia Renzini

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CAREGGI Accordo a metà

Al lavoro se serve ma solo i volontari Sindacati divisi

da la Nazione 5/8/06

Accordo raggiunto a Careggi sulla pronta disponibilità. La delibera emessa un paio di settimane fa dalla direzione sanitaria che obbligava tutti, infermieri e operatori sociosanitari di ogni reparto, a rientrare in servizio in caso di assenza improvvisa di un collega, aveva suscitato le ire dei sindacati. In cento avevano marciato pacificamente su Villa Medicea, sede degli uffici amministrativi. Una reazione che, dopo lunghi colloqui con l'azienda, aveva portato la direzione alla temporanea sospensione della delibera. Ora la delibera è stata del tutto ritirata. Da oggi in poi saranno reperibili solo quei lavoratori che decideranno di farlo volontariamente: ognuno sarà libero di dare la propria disponibilità a rientrare a lavoro all'improvviso. Così si risolve almeno parzialmente anche il problema delle assenze improvvise, alle quali fino a ora gli stessi lavoratori dovevano trovare una soluzione, chiamandosi al telefono a vicenda per sapere chi poteva sostituire il collega assente. Da ora in poi saranno individuati dei coordinatori che, in caso di assenza di una persona, avranno il compito di rintracciare i dipendenti che si sono resi disponibili per farli rientrare a lavoro. Ma l'accordo con l'azienda ha spaccato la Rsu: se i sindacati erano insorti insieme contro la delibera, ora si sono divisi alla riunione decisiva: Cgil, Cisl e Uil hanno firmato la tregua, Rdb e Cobas si sono rifiutati di farlo ritenendola ingiusta e non rispettosa dei diritti dei lavoratori.
Manuela Plastina

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FIRENZE
Pronto soccorso, con i ricoveri notturni si argina l’emergenza

da l'Unità 4/8/06

Il grido di allarme lanciato dall’assessore Cioni sull’emergenza estiva nei pronto soccorso degli ospedali cittadini ha già prodotto un primo risultato. «Stanotte (ieri notte n.d.r.) a Careggi nessuno ha dormito nel Pronto soccorso e chi è arrivato prima delle 24 è stato sistemato nei reparti», hanno spiegato ieri il professor Giancarlo Berni, direttore del Dea (Dipartimento di emergenza-accoglienza) e il direttore sanitario Edoardo Majno, in occasione della visita al pronto soccorso dei consiglieri del Comune di Firenze Stefano Alessandri (An), Gabriele Toccafondi e Massimo Pieri (Forza Italia).

Per fronteggiare il numero elevato di pazienti che si sono rivolti al Pronto soccorso nei mesi di giugno e luglio, provocando anche situazioni di disagio e di criticità, la direzione sanitaria ha infatti emanato una disposizione, in cui si ribadisce “la necessità di garantire ai pazienti del Pronto soccorso la tempestività del ricovero nelle strutture di degenza”, al fine di evitare premanenze prolungate e ingiustificate presso il pronto soccorso e l’Osservazione. Per questo è stata sospesa la disposizione che limitava l’invio dei pazienti ai reparti oltre le 21 ed è stato stabilito che il personale degli altri reparti dovrà provvedere a trovare una collocazione idonea dei pazienti, anche mediante il ricorso a letti aggiunti. 

Una decisione che, se da un lato risponde in maniera tempestiva alle richieste dell’amministrazione comunale e dell’assessore regionale Rossi, che aveva invitato le direzioni a prendere provvedimenti per evitare i pernottamenti nei pronto soccorso, dall’altra scontenta non poco i sindacati, preoccupati delle possibili conseguenze per i lavoratori. «La riduzione del numero dei posti letto in alcuni reparti durante il periodo estivo - attacca la Cgil - derivava da una situazione di carenza di personale. Il fatto che ora quei reparti debbano accogliere pazienti ulteriori rispetto a quelli previsti non può che peggiorare le condizioni di lavoro». Ad accrescere lo stato di agitazione è anche una delibera dell’azienda in cui si afferma che nel caso di assenze improvvise tutto il personale deve essere disponibile: a questo proposito è previsto per oggi un incontro con l’azienda.
Olivia Bongianni

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LA PROTESTA In cento hanno marciato sino alla Villa Medicea, sede della direzione aziendale

«Careggi, turni impossibili»

Nel mirino la delibera sulla ‘pronta disponibilità’. Ferie più lontane

da la Nazione 28/7/06

I dipendenti di Careggi ieri mattina hanno marciato verso Villa Medicea, sede della direzione sanitaria.
Avevano promesso di farlo se non fosse stata revocata entro mercoledì sera la delibera che obbliga alla pronta disponibilità. E hanno portato a termine quanto promesso.
Non vogliono quella decisione aziendale di applicare a tutti, infermieri e operatori sociosanitari, l’obbligo di tornare in servizio anche a termine turno se un collega si assenta improvvisamente. Un servizio che finora era destinato solo per le terapie intensive, le sale operatorie e l'area critica.

Ma qualche giorno fa la direzione, senza avvisare i rappresentanti dei lavoratori, aveva esteso l’obbligo a tutti per sopperire a un problema annoso, di mancanza di personale che possa sostituire chi si assenta improvvisamente. Ma la pronta disponibilità secondo i sindacati non è la soluzione adatta e, soprattutto, non è stata discussa con i lavoratori. Il 25 la Rsu ha scritto una lettera di fuoco alla direzione intimando di revocare immediatamente la delibera entro il 27, giorno di assemblea sindacale.

Altrimenti, promettevano, avrebbero occupato la sede di villa Medicea.
I dirigenti hanno subito risposto: il 26 in una lettera hanno annunciato la sospensione del provvedimento fino al primo agosto, giorno di convocazione del tavolo di trattative con i sindacati.
Ma per i rappresentanti non basta. Ieri mattina all’assemblea sindacale hanno partecipato circa cento persone che hanno ‘marciato’ verso villa Medicea.

Qui hanno incontrato il dirigente che si occupa dei rapporti sindacali che ha ribadito la volontà dell’azienda di trovare un accordo per risolvere il problema delle assenze improvvise senza far arrabbiare i lavoratori. Se non sarà raggiunto, dicono i sindacati, sciopereranno, ma solo da settembre perché la legge vieta l’astensione dal lavoro in agosto.
«Ma qui la situazione è grave – ribadisce Roberto Vangelisti della Cgil. – Un’infermiera ha raccontato che non può prendere le ferie estive se non trova una collega che la sostituisca e se si deve assentare per qualche motivo, ha i sensi di colpa nei confronti del collega che resta solo».

Secondo i rappresentanti sindacali, infatti, se non viene aumentato il personale, non verrà mai risolto alcun problema.
«Avevano promesso 174 nuove assunzioni – ricorda Vangelisti. – Ma negli ultimi otto mesi siamo passati da 2086 elavoratori a 1999».
Dei settanta operatori sociosanitari arrivati, ne sono usciti lo stesso numero.
Di settantotto infermieri a tempo determinato, ne sono entrati solo ventidue. A settembre ci sarà il concorso per il tempo indeterminato. Ma nel frattempo tanti vanno via.

«Così non si può continuare – conclude il rappresentante Cgil. – Siamo pronti a batterci per rimpinguare in modo deciso il personale e per lasciare aperte le graduatorie, in modo che al primo lavoratore che va via ne venga assunto subito un altro».
Manuela Plastina

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I SINDACATI
L´istituto contrattuale previsto per i reparti di emergenza è stato esteso a tutti i settori
Careggi, la "pronta disponibilità" fa infuriare gli infermieri

MICHELE BOCCI su la Repubblica 22/7/06

Per chi ci lavora Careggi sarà come un enorme pronto soccorso. L´azienda ha deciso un cambiamento nell´organizzazione che ha mandato in bestia gli infermieri e di conseguenza le organizzazioni sindacali, arrivate a convocare un´assemblea in un periodo come questo. Il 29 luglio tutti coloro che non sono in ferie o in servizio discuteranno dell´estensione a tutti i reparti della "pronta disponibilità" e studieranno con la Rsu le strategie per bloccarla. Si tratta di un istituto contrattuale che è stato previsto per rimpolpare i reparti di area critica, come appunto il pronto soccorso o le sale operatorie, quando si presenta un caso urgente. 

Per come l´ha disegnata adesso Careggi, invece, serve a rimpiazzare all´ultimo momento l´infermiere, l´operatore socio sanitario o il tecnico che per problemi personali non si presentano al lavoro. E non solo nei reparti legati alle emergenze, ma in tutte le attività dell´azienda. Anche per gli altri lavori avverrà quindi quello già previsto per i medici: chi è inserito nei turni di disponibilità dovrà per forza presentarsi a lavorare se richiamato. Fino ad oggi ai lavoratori veniva solo proposto il rientro, che poteva essere rifiutato esattamente come uno straordinario.

«Si tratta di una decisione completamente al di fuori del contratto di lavoro - commenta Roberto Vangelisti della Cgil aziendale - Fino ad ora l´azienda lasciava l´organizzazione ai reparti, con gli infermieri che chiamavano i colleghi liberi per tappare i buchi, che si aprono quotidianamente. Era un modo irresponsabile di gestire i problemi ma anche quanto deciso adesso non va bene. Tra l´altro la decisione di attivare per tutti la pronta disponibilità è l´ennesima dimostrazione che in questo ospedale c´è una carenza di infermieri. Altrimenti non ci sarebbe bisogno di imporre alla gente di rientrare al lavoro. Così finisce che ci saranno persone che magari dopo il turno giornaliero dovranno venire in reparto anche di notte».

Da tempo le difficoltà legate agli organici vengono risolte con l´istituto del turno aggiuntivo, la tav, una specie di straordinario, però meglio pagato. «E´ stato il ministro Sirchia ad introdurlo - spiega Vangelisti - E´ come una libera professione e anche se a livello nazionale è prevista solo per gli infermieri e i tecnici di radiologia, a Careggi è stata estesa agli operatori socio sanitari. L´infermiere che la fa, sempre volontariamente, viene pagato 28 euro lordi l´ora, contro i circa 10 dell´attività istituzionale. La tav è servita a superare le difficoltà delle aziende a reperire infermieri sul mercato ed è stata finanziata proprio dalla mancata assunzione di personale. L´azienda di Careggi in questi anni ne ha fatta una quantità eccessiva».

Effettivamente in questi anni si è fatto largo uso della tav, facendo lievitare enormemente alcuni stipendi. Da ora in avanti, la notte e nel week end, si introduce la pronta disponibilità, a cui non ci si può sottrarre e che paga assai meno della tav: circa 12 euro e mezzo ogni ora lavorata più 20 euro per restare a disposizione. Anche per questo i lavoratori si ribellano. «Una volta c´era il gruppo sostituzioni - prosegue il sindacalista - pronto ad intervenire nel caso di assenze improvvise. Veniva scelto su base volontaria. Ora però manca il personale per costituirlo e così si è deciso di estendere la pronta disponibilità, anche se quella prevista da Careggi non è nel contratto di lavoro». Secondo tutta la Rsu si torna sempre lì, alla carenza del personale.

«Certo - dice Vangelisti - Fino a poco tempo fa il direttore Andrea Des Dorides diceva che gli organici erano a posto. Poi ha ammesso che c´era bisogno di assumere e l´azienda si è messa a fare una nuova graduatoria per far entrare una ottantina di infermieri a tempo determinato in attesa di fare un nuovo concorso. Ma non stanno entrando abbastanza dipendenti e i disagi cadono su chi lavora già qui. E infatti in molti se ne vogliono andare, scappano da Careggi verso altre aziende. Basta andare a vedere in quanti hanno fatto domanda di mobilità. Anche l´ufficio pensioni è pieno di domande di chi vuole smettere di lavorare appena la legge glielo permette la legge».

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CAREGGI Un solo infermiere ieri in terapia intensiva cardiologica

«Il reparto è abbandonato» Parte la raccolta di firme

da la Nazione 4/6/06

Un solo infermiere per sei pazienti nel reparto di terapia intensiva cardiologica di Careggi, uno dei quali addirittura intubato. Questo, ieri, Ma è ormai abituale la terribile condizione di carenze d’organico che sta vivendo il policlinico fiorentino, nell’esplosivo cocktail che emerge dalle croniche carenze di personale e dalle sacrosante ferie di chi tutto l’anno lavora come un pazzo.

Ieri pomeriggio nel reparto del professor Antoniucci, a controllare di pazienti in terapia intensiva c’erano un solo infermiere e due operatori sociosanitari.
Numeri choc, quando invece gli accordi prevederebbero per quel reparto due infermieri, un giornaliero e due operatori sociosanitari per ogni turno.

La situazione è talmente difficile che il personale di cardiologia ha praticamente concluso una raccolta di firme per protestare contro la situazione che si vive fra quei corridoi. Il problema infatti è che la mancanza di personale sembra ormai una triste consuetudine per un reparto considerato tra i migliori nel panorama sanitario italiano: il primario David Antoniucci, infatti, è stato definito dal periodico ClassCity come uno dei più bravi medici in Italia. Ma a quanto pare l’azienda non vuole saperne di sostenere adeguatamente un patrimonio come questo. E allora? Allora il problema è anche strutturale e non riguarda solo il reparto di Cardiologia I di Careggi.

I numeri, infatti, parlano chiaro: calcolando lo straordinario, i turni aggiuntivi valorizzati, le ore non fatte dai part time, dalle assenze per maternità e dalle malattie prolungate, i sindacati quantificano la carenza di personale a Careggi addirittura in 440 unità, un numero enorme rispetto ai circa duemila che sono tutt’ora in servizio. «Non pretendiamo 400 assunzioni — hanno già fatto sapere i sindacati —. Ma neanche l’ultima, ridicola proposta da parte dell’azienda di assumere 50 infermieri: non basta neppure a coprire la prossima uscita da Careggi di 76 pensionati». Gi. Pa.

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SANITA’Già partite le prime settanta lettere per gli operatori sociosanitari in graduatoria dal vecchio concorso

In arrivo 174 assunzioni a Careggi

da la Nazione 25/5/06

A Careggi arrivano 174 nuovi dipendenti. Sono già partite le prime lettere di assunzione per i 70 operatori sociosanitari in graduatoria dal vecchio concorso, per i 74 infermieri che hanno presentato domanda e per i quali sarà  firmato un contratto a tempo di otto mesi, per 12 infermieri e 18 operatori a tempo indeterminato in mobilità . 174 nuovi ingressi promessi dalla direzione dell'azienda ospedaliera nell'incontro coi sindacati di martedì, convocato poche ore prima dell'assemblea generale della Rsu che da quasi due settimane hanno avviato lo stato di agitazione.

In pratica vengono prese tutte le persone che hanno dato la loro disponibilità  acquisendo tutta l'attuale domanda che c'è sul mercato.
A settembre, massimo ottobre dovrebbe svolgersi l'atteso concorso scaduto con bando di iscrizione scaduto l'8 maggio per un solo posto di infermiere. Hanno presentato domanda ben in 600, che entreranno in una graduatoria dalla quale poi i sindacati chiederanno l'assunzione di ulteriore personale.

Careggi risponde così alle richieste dei rappresentanti sindacali che lamentano carenze di personale in quasi tutti i reparti, sanitari e non, per un totale di 400 dipendenti infermieri in meno rispetto al necessario che metterebbero a rischio l'assistenza ai pazienti.

Ma le 174 nuove assunzioni — più del triplo rispetto a quelle precedentemente prospettate dalla direzione di Careggi di 50 nuovi infermieri — non accontentano la Rsu che giudica la promessa dell'azienda solo un 'contentino' accettato per risolvere l'emergenza.

«Ma non basta — dicono i rappresentanti dei lavoratori —. Siamo disponibili a riaprire la trattativa, a metterci al tavolo a parlarne, ma non consideriamo l'accordo raggiunto e quindi non interrompiamo lo stato di agitazione». Manuela Plastina

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LA ASL
Assumono infermieri rispondono solo in cinque
Sessanta i posti ma molti rifiutano "Troppo scomodo"
MICHELE BOCCI su la Repubblica 18/5/06

Tanta fatica per deliberare l´assunzione di 60 infermieri da piazzare nei reparti in difficoltà e solo in 5 rispondono alla chiamata della Asl di Firenze. Gli altri per ora non si trovano. Colpa certamente del mercato carente ma anche delle scelte di alcuni degli infermieri interpellati dall´azienda. «Vengo solo se mi mettete a lavorare a Santa Maria Nuova, a Borgo San Lorenzo non ci vado». Questa una delle risposte date all´ufficio infermieristico dell´azienda che stava scorrendo la graduatoria di un vecchio concorso.

Gli infermieri, che ormai sono professionisti laureati, stanno acquisendo una posizione di forza e hanno maggiore scelta. Magari alcuni degli interpellati dopo aver fatto il concorso per la Asl nel 2005 sono finiti a lavorare da qualche altra parte, a Careggi o in una clinica, e sono disposti a spostarsi solo verso certe strutture. Oppure non lavorano ma stanno aspettando l´occasione giusta, certi che prima o poi, viste le esigenze delle aziende, arriverà. La Asl fiorentina ha deliberato l´assunzione anche 50 oss, gli operatori socio sanitari che, dopo un corso di 1.000 ore, svolgono funzioni di supporto nei reparti. Loro hanno risposto quasi tutti. Poi verranno presi una quindicina di professionisti tra medici e tecnici.

Mancate risposte a parte, per la Asl è stato un successo poter deliberare l´entrata di 110 persone, come da tempo richiesto dai sindacati. Con la Finanziaria 2006 che rende quasi impossibile assumere personale, ci sono voluti controlli severi sulle spese. Quei risparmi hanno permesso di reperire risorse da investire per rimpolpare gli organici, operazione necessaria se non si vogliono tagliare prestazioni sanitarie. Infermieri (se arriveranno) e oss serviranno soprattutto per i reparti i grandi ospedali come Torregalli e Santa Maria Nuova ma anche per potenziare alcuni servizi territoriali attivi 24 ore come quelli psichiatrici. Oltretutto si avvicina la stagione delle ferie con i suoi tagli ai servizi. Non è la risposta definitiva alle carenze di organico, dicono i sindacati ma ammettono anche dall´azienda, però è un passo avanti che permetterà di respirare un po´ ad alcune unità operative dove si fanno centinaia di ore di straordinari.

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Careggi, il sindacato vuole 200 assunzioni
Il policlinico fiorentino è in grave carenza di organico e i nuovi ingressi previsti dall’azienda non paiono sufficienti
La Rsu si dice pronta a scioperare se non saranno accolte le richieste di aumento d’organico

di Sonia Renzini / Firenze sull'Unità 10/5/06

CAREGGI, sono almeno duecento i dipendenti che l'azienda deve assumere tra infermieri, operatori sociosanitari e tecnici di laboratorio per far fronte alle carenze del personale. È quanto sostengono i rappresentanti di tutte le Rsu dell'ospedale fiorentino dopo un rapido calcolo fatto mettendo insieme gli straordinari e i turni aggiuntivi fatti dal personale, i contratti con part time, le assenze per maternità e per aspettativa.

In realtà, il risultato finale parla di 440 dipendenti in meno, ma il sindacato opta per il compromesso e si ferma a 200. Intanto è stata annunciata un'assemblea generale del personale per il 24 maggio prossimo, ma anche due presidi, uno a Careggi e uno davanti alla sede della Regione, che si svolgeranno nei prossimi giorni. Dopodiché se dall'azienda non ci saranno risposte concrete sarà sciopero.

Particolarmente a rischio i reparti di odontoiatria, con sette dipendenti in meno, cardiochirurgia, ortopedia e gastroenterologia dove lavora un solo infermiere. Mentre i dipendenti del day hospital e dell'ambulatorio di urologia lavorano quasi tutti di mattina a part time. Risultato, manca il personale nel pomeriggio. Non solo. Per far fronte all'assenza di cuochi la mensa di Careggi dal 15 maggio avrà un vitto ridotto.

La questione della carenza di personale ha già portato alla rottura delle trattative tra il sindacato e l'azienda nell'incontro del 4 maggio scorso. Alle denunce delle rappresentanze Rsu dei lavoratori di Careggi l'azienda aveva risposto con la recente assunzione di trenta dipendenti e con l'impegno a ingaggiarne altri cinquanta con il concorso indetto per infermieri.

Ma al sindacato non basta. Primo, perché i numeri delle assunzioni fatte e annunciate sono considerate una goccia nel mare rispetto alle esigenze attuali. «Tanto più che nel frattempo tra trasferimenti e prepensionamenti sono stati 70 i dipendenti che se ne sono andati via», spiega Roberto Vangelisti della Cgil. Inoltre, il concorso potrà tenersi verosimilmente non prima del prossimo settembre, lasciando completamente nell'emergenza tutto il periodo estivo. Non convince il sindacato nemmeno la riduzione annunciata di posti letto in alcuni reparti. Come ad odontoiatria, per esempio, dove l'azienda Careggi ha proposto di limitare il numero a 22 dai 34 attuali. «Solo che poi vogliono che il turno di notte sia svolto solo da un infermiere e da un operatore sociosanitario, una cosa impensabile - conclude Vangelisti - e poi finora la riduzione dei posti letti c'è stata solo a medicina, mentre in altri reparti, come a terapia intensiva,sono aumentati. E lì del personale ce n'è più bisogno che mai». C’è da aspettarsi una lotta dura nei viali del policlinico fiorentino, perlomeno fino alla vigilia dell’emergenza estiva.

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SANITA’ Sindacati preoccupati

«Mancano gli infermieri»
Stato di agitazione all’ospedale di Careggi

da la Nazione 10/5/06

Il personale di Careggi ha proclamato lo stato di agitazione. I rappresentanti sindacali manifesteranno sotto la sede di Villa Medicea e davanti alla Regione, il 24 maggio si riuniranno in assemblea generale. Tutto senza recare disagi ai pazienti, assicurano. «Almeno non più di quanti già ne patiscono» dicono in modo unanime Cgil, Cisl, Uil e Rdb. «Da mesi ormai denunciamo la carenza di personale che sopporta più i turni massacranti e i continui straordinari. Mancano gli infermieri e chi lavora in queste condizioni rischia la salute propria e dei pazienti». Secondo la Rsu le situazioni più complicate sono al day hospital e agli ambulatori di urologia, a ortopedia, a clinica medica. Situazione difficile anche a odontoiatria: la mancanza di personale ha costretto a ridurre i posti letto da 34 a 22, gestiti però da un solo infermiere. Nelle cucine mancano almeno 15 persone e da lunedì il vitto sarà garantito ai degenti solo in modo ridotto. Manca ancora la programmazione delle ferie, il programma di riduzione dei posti letto durante l’estate e un referente che possa trovare una sostituzione in caso di assenze improvvise.

Calcolando lo straordinario, i turni aggiuntivi valorizzati, le ore non fatte dai part time, dalle assenze per maternità, dalle malattie prolungate, i sindacati quantificano la carenza di personale a Careggi in 440 unità, tanti rispetto ai meno di 2000 infermieri in servizio. «Non pretendiamo 400 assunzioni – dicono i sindacati. - Ma neanche l’ultima proposta da parte dell’azienda di assumere 50 infermieri. Una proposta ridicola, che non colma neanche l’uscita da Careggi a breve di 76 pensionati». E poi, si chiedono, «come mai nella sanità pubblica è necessario ridurre i letti mentre in quella privata riescono ad aumentarli costantemente?».
Manuela Plastina

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SANITA’ Una lunga giornata di trattative e di tensione: nessuna assunzione e servizi ridotti

Il personale non basta Careggi taglia i letti

da la Nazione 4/4/06

Mancano gli infermieri nelle tre cliniche chirurgiche. E Careggi chiude 12 posti letto. Una decisione arrivata in serata dopo una difficile giornata di trattative e nervosismo. La carenza di personale è denunciata ormai da mesi, generalizzata in tutti i reparti. Ieri mattina i rappresentanti dell’Rsu sono andati a Villa Medicea, sede della direzione di Careggi, per denunciare la situazione.

Ricevuti da direttore sanitario, responsabile dell’ufficio infermieristico e delle cliniche chirurgiche, hanno ottenuto una promessa: entro la serata la direzione avrebbe deliberato l’assunzione di 10 operatori o la chiusura di 12 posti letto su 48. La decisione poi ha optato per la seconda ipotesi, progressiva, con le dimissioni dei pazienti e provvisoria: tra 15 giorni, spiega la direzione, verrà presentato un piano per risolvere l’emergenza. Cgil, Cisl e Uil sono usciti soddisfatti. Ma non tutti hanno accettato: Massimo Geri, infermiere di medicina interna I e rappresentante dell’Rsu-Cobas, ha occupato la sala riunioni assistito dai colleghi di Rdb e Nursing Up chiedendo la soluzione delle assenze improvvise. «Qualche settimana fa - spiega - ho avuto il distaccamento della retina. Non trovando sostituzione, ho lasciato una sola collega di notte a gestire 20 malati gravi. La mattina dopo due pazienti sono morti. Probabilmente sarebbe avvenuto lo stesso, ma ho sporto denuncia alla Procura». 

Anche domenica è successo un episodio simile: l’assenza improvvisa di un’infermiera è stata sostituita solo dopo tre ore da un infermiere di un altro reparto e dopo numerose telefonate tra colleghi e il rimpallo di responsabilità tra i dirigenti. Dopo quasi un’ora di protesta, Geri è stato ricevuto dal direttore sanitario che ha promesso che in caso di assenza, per questi 15 giorni sarà possibile rivolgersi a un responsabile sanitario. E l’occupazione è finita. Manuela Plastina

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LE REAZIONI I sindacati: «L’organico è insufficiente, lo diciamo da tempo. A Chirurgia 3 ci vorrebbe un’altra persona a turno»
«Qui occorrono più infermieri»

da la Nazione 21/1/06

Gli infermieri non hanno colpe su quanto accaduto, ma se fossero più numerosi potrebbero garantire anche maggior sorveglianza nei reparti. I rappresentanti dei sindacati di Careggi difendono unanimamente i lavoratori di Chirurgia 3 che, appena hanno notato l'assenza del paziente morto nel cantiere, hanno dato l'allarme, ma denunciano la carenza di personale.

«Il nuovo Chirurgia 3, inaugurato pochi giorni fa — ricorda Roberto Vangelisti della Cgil — da una parte è più gradevole, grazie a camere a uno o due posti, dall'altra è molto dispersivo per il personale. Due infermieri e un operatore sociosanitario si trovano a occuparsi di numerosi pazienti in tante stanze. Se devono accudire un paziente che sta male, non possono allo stesso tempo controllare gli altri. Ci vorrebbe almeno una persona in più a turno». D'altra parte, sottolinea Vangelisti, è vietato chiudere le porte,quindi in qualsiasi reaprto sarebbe possibile una ‘fuga’.

Secondo Franco Pietrangeli della Cisl, la colpa non è addossabile agli infermieri perché «se una persona vuole uscire trova comunque sempre il modo di farlo». Più duro il commento di Aurelio Minichiello dell'Rdb. «Ci vuole il morto per attirare l'attenzione sulla mancanza di sicurezza a Careggi, eppure noi la denunciamo da mesi. E' assurdo che fino a oggi nessuno si sia adoperato per verificare realmente se Careggi è sicura. E quando, come rappresentanti dei lavoratori, facciamo sopralluoghi, per esempio al San Luca, per accertarsi se è veramente sicuro per dipendenti e pazienti, veniamo colpiti da provvedimenti disciplinari, com'è successo proprio a me». Secondo Minichiello la mancanza di personale impedisce agli infermieri di occuparsi dell'assistenza e della sicurezza. «Due infermieri per 31 letti ordinari divisi in due corridoi da 110 metri ciascuno sono troppo pochi».
Per quanto riguarda la sicurezza del cantiere, poi, i pareri sono discordanti. 

Secondo Vangelisti «la recinzione arancione è una garanzia importante. Mi meraviglio però che non fosse recintato abbastanza bene anche un fossato così alto. Comunque è difficile prevedere le azioni di un paziente che esce di notte e si fa strada tra le recinzioni per entrare nel cantiere».
Il cantiere invece non era sicuro secondo Minichiello: «La tragedia dimostra che chiunque poteva entrare, quindi mancava sicurezza. Non basta un cartello di divieto. L'Azienda ospedaliera deve verificare le eventuali colpe della ditta che ha vinto l'appalto». Più cauti invece Pietrangeli della Cisl e Angelo Bassi della Uil: solo la magistratura, dicono, potrà accertare le responsabilità.

I consiglieri regionali di An in un'interrogazione urgente hanno chiesto l'intervento dell'assessorato per aprire un'inchiesta che chiarisca le responsabilità dell'accaduto, affinché un «episodio di una gravità inaudita non si verifichi più».Manuela Plastina

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