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altri articoli 2005

COMUNE DI SESTO FIORENTINO
Accordo fatto I precari saranno assunti

da la Nazione 17/12/06

UNA INTESA “antiprecarietà” al Comune di Sesto. L’accordo firmato nei giorni scorsi fra l’amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali prende le mosse da quanto previsto dalla Finanziaria appena approvata dal Senato per la stabilizzazione del personale in servizio a tempo determinato o comunque con i vecchi contratti di collaborazione coordinata e continuativa e si pone proprio l’obiettivo di inserire i cosiddetti “atipici”, in totale 32, che operano in questo momento all’interno della macchina comunale sestese in un percorso lavorativo più stabile e con maggiori certezze e diritti. Il progetto approvato si articola in diversi punti: anzitutto le collaborazioni coordinate e continuative attualmente in essere saranno prorogate fino al prossimo 31 marzo. Dopo questa data saranno indetti bandi di assunzione a tempo determinato riservati e le assunzioni che il Comune attuerà attingeranno da queste graduatorie.

Insieme a questi posti riservati sarà anche indetto, come da accordo siglato con la Rsu comunale nell’ottobre scorso, il bando a tempo determinato per gli asili nido.
Qualora le graduatorie riservate non siano immediatamente ed interamente utilizzate rimarranno comunque valide fino al loro esaurimento. Le assunzioni, dopo un primo periodo di tre mesi, saranno poi riconfermate fino al raggiungimento dei tre anni e in seguito, attraverso diversi dispositivi, potrebbe scattare anche l’assunzione a tempo indeterminato. Per applicare il protocollo appena firmato sarà istituito anche un tavolo tecnico che dovrà fissare una data (forse quella dell’avvio del procedimento per le assunzioni a tempo determinato) che costituirà una sorta di spartiacque: dopo questa data infatti il Comune non potrà più rinnovare i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (i cosidetti Co-co-co) né stipularne di nuovi.

“LA PREMESSA politica da cui l’accordo firmato parte- ha spiegato infatti l’assessore al personale Maurizio Andorlini- è proprio quella di fare in modo, per il futuro, di privilegiare ed utilizzare quelle figure che possano essere comprese nella contrattazione di comparto: in pratica tempo indeterminato, tempo determinato e formazione lavoro. Ciò provocherà sicuramente una certa rigidità ma contribuirà anche a bloccare forme di lavoro precario”.

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SIGNA
In Comune blocco degli straordinari e una giornata di sciopero

da La Nazione 13/12/06

STATO di agitazione fra i lavoratori del Comune di Signa. Le organizzazioni sindacali di categoria, Cgil, Cisl e Uil, e i dipendenti del municipio hanno proclamato il blocco del lavoro straordinario e una giornata di sciopero da articolare per i vari servizi. Contestano, in particolare «la posizione di chiusura dell'amministrazione comunale sulla questione delle politiche di sviluppo professionale ed economico per il personale dell'ente». «I lavoratori hanno chiesto un progetto concreto di sviluppo per tutto il personale - si legge nella nota dei sindacati - nell'ambito di una  riqualificazione complessiva che consenta di offrire servizi migliori alla città. Contemporaneamente hanno chiesto il riconoscimento del loro impegno, delle qualità professionali, delle  competenze.

NEGLI ULTIMI anni le politiche dei servizi nel territorio si sono sviluppate e tutte le amministrazioni hanno risposto investendo nel personale. Signa ha fatto una scelta contraria. Non investire, non innovare, non credere nel valore del lavoro dei propri dipendenti significa non credere nel futuro della nostra città». Per questo, sindacati e dipendenti «invitano l'amministrazione comunale a riconsiderare le proprie posizioni».
Li. Cia.

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LA POLEMICA
Aveva attribuito fino a 500 euro mensili in più agli impiegati
"Stipendi più bassi" il Comune si corregge

da la Repubblica 8/12/06

Stipendi dei dipendenti comunali, l´importo lordo era esatto, ma quello netto no. Le cifre fornite dall´amministrazione comunale e riportate da Repubblica mercoledì scorso hanno sollevato decine di reazioni da parte degli impiegati comunali, che si sono trovati «paperoni» loro malgrado. Colpa di una non corretta applicazione delle detrazioni sull´importo lordo degli stipendi, per arrivare al netto, apportata nell´elaborazione fatta dalla direzione organizzazione di Palazzo Vecchio. Il direttore, Pietro Cipriani, fornisce adesso i compensi medi dei vari livelli organizzativi, cifre che si discostano dalla tabella pubblicata due giorni fa anche di 500 euro. Le nuove medie calcolate sono importi mensili netti, non tengono conto di tredicesime e di altre indennità accessorie.

I livelli sono divisi in 4 categorie generali: i dipendenti comunali, i vigili urbani, gli insegnanti ed a chi viene applicato il contratto degli statali, gli educatori. Nel primo caso, si parte dalla categoria A (custodi) con mille euro, la B (esecutori di servizi educativi e culturali) con 1.040, la B3 (operai ed impiegati con professionalità specifica) con 1.080, la C (impiegati) con 1.180, la D (impiegati prima fascia e carriera direttiva) con 1.350 e la D3 (funzionari) con 1.550. I dirigenti scendono dai 3.400 ai 3.050 (di base). La maggioranza dei 5.152 dipendenti comunali si concentra nelle fasce C e D, in tutti oltre 2.800.

Per gli insegnanti, la categoria C ha una media di stipendio mensile di 1.580, la D di 1.830, il preside guadagna 2.950 euro al mese. In polizia municipale, grazie alle indennità, la categoria C parte da 1.330 euro al mese, la D da 1.450, la D3 da 1.650 euro. Per quanto riguarda gli educatori, la C parte da 1.200 euro al mese, la D da 1.360. A questi importi, si possono aggiungere gli importi per le posizione organizzative (i cosidetti "minidirigenti") ed, ovviamente, straordinari e varie indennità.

La prima versione "maggiorata" degli stipendi aveva fatto andare su tutte le furie i sindacati ed i dipendenti stessi, che hanno vivacemente protestato anche con la direzione organizzazione, che ha subito precisato e corretto le cifre. «Vogliamo sperare che si sia trattato di un infortunio e non invece di un tentativo qualunquistico di voler dimostrare che il lavoro pubblico costa eccessivamente e di conseguenza va tagliato» scrivono Chiara Tozzi e Antonio Lazzaro della Cgil Funzione pubblica. «Dati che sono fortemente gonfiati e totalmente creativi, così come è creativa la finanza comunale» aggiungono le Rdb. (m.f.)

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COMUNICATO FP FIRENZE

Al Quotidiano  La Repubblica

E p.c. alla stampa cittadina

ai lavoratori del comune di Firenze

Firenze, 7.12.06

Mercoledì 6 dicembre  sul vostro giornale è apparso un articolo dedicato al personale del Comune di Firenze; accanto all’articolo è stata pubblicata una tabella che conteneva i presunti stipendi netti dei lavoratori del Comune divisi per livello professionale. Quei dati, purtroppo per i dipendenti del Comune di Firenze, sono totalmente falsi e non riusciamo a comprendere quale sia la fonte da cui sono stati tratti.

 Infatti i dati veri che vi inviamo e vi invitiamo a pubblicare sono i seguenti:

Livello B3 posizione economica 5  (ad es.autista di scuolabus) al mese netti euro 1024

Livello C1 posizione economica 2 ( impiegato amministrativo) al mese netti euro 1143

Livello C   posizione economica 5 (vigile urbano) comprese tutte le indennità al mese netti 1390

Livello C posizione economica 5 (impiegati amministrativi) netto 1221 al mese

Livello D   posizione economica 1 (impiegati direttivi  etc.) netto 1185 al mese  netto

Livello D3  (funzionari) al netto mensile 1338,46

I dati che vi forniamo sono tratti dalle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori del comune di Firenze e dimostrano come nella realtà il lavoro pubblico in generale, e più specificamente negli Enti locali, abbia retribuzioni che sono tra le più basse a parità di qualifiche professionali e di titoli di studio posseduti .

Vogliamo sperare che la tabella da voi pubblicata sia dovuta ad un infortunio e non al tentativo qualunquistico e maldestro di voler dimostrare che il lavoro pubblico costa eccessivamente e di conseguenza va tagliato.

Noi del lavoro pubblico abbiamo un’idea diversa, crediamo che esso vada valorizzato perché il lavoro pubblico organizzato in maniera efficace è il primo e più importante pilastro della difesa e dell’eguaglianza dei diritti di tutti i cittadini.

Certi che pubblicherete queste nostre brevi considerazioni

Distinti saluti

Antonio Lazzaro

Segretario generale della FP CGIL di Firenze

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IL GOVERNO DELLA CITTÀ
Quanto incidono sul bilancio e quanto producono. Intanto crescono i lavoratori esterni, fuori dalla pianta organica
Al via la battaglia dei dirigenti
Il Comune ne ha uno ogni 74 dipendenti, la Regione uno ogni 9

MASSIMO VANNI su la Repubblica 6/12/06

NON sono troppi 69 dirigenti in pianta organica a Palazzo Vecchio? «Una migliore organizzazione consentirebbe una riduzione», attacca il segretario della funzione pubblica Cgil Antonio Lazzaro.

«Siamo in media con le altri grandi città», ribatte l´assessore all´organizzazione Riccardo Nencini. «Troppi? Cosa si dovrebbe allora della Regione?», domanda agitando le statistiche il direttore del personale del Comune Piero Cipriani. E i grafici, in effetti, non sembrano generosi per il governo di Claudio Martini: un dirigente ogni 74,6 dipendenti a Palazzo Vecchio, un dirigente ogni 9,7 dipendenti in Regione. Una proporzione stupefacente. Ma se da una parte il conto dei dirigenti apre un problema in Regione, dall´altro consola ben poco Palazzo Vecchio, che ogni anno spende oltre 200 milioni, più di un terzo del bilancio annuale, solo per pagare i propri dipendenti.

Dopo il sistema sanitario delle Asl, Palazzo Vecchio è la seconda azienda della Toscana. Non ha gli oltre 6mila dipendenti che aveva dieci anni fa: le ultime finanziarie hanno imposto una cura dimagrante. Ne ha però 5.152 nella rilevazione fatta dagli uffici alla fine dello scorso ottobre. Anzi, 4.724, se si tiene conto dei 388 insegnanti e dei 40 non docenti impegnati nel funzionamento dell´Iti, l´istituto professionale Leonardo Da Vinci che ogni anno costa al Comune 18 milioni di euro (e che Palazzo Vecchio ha più volte tentato, senza successo, di trasferire allo Stato).

Troppi? Pochi? Poste così, senza tener conto dei servizi erogati, dei costi e della qualità, sono domande senza risposta. Anche perché alla cifra dei dipendenti in pianta organica vanno aggiunti i lavoratori esterni: i servizi in appalto che negli anni, per effetto degli tagli alla spesa e del nuovo modello politico del «Comune snello» che controlla ma non gestisce, si sono via via sostituiti all´amministrazione nelle pulizie dei locali, nel portinariato, in alcuni servizi sociali e museali. Quanti sono gli esterni che lavorano per Palazzo Vecchio? Non esistono statistiche: «Forse 1.500», secondo la Cgil. «Forse 1.000», dicono gli uffici. In ogni caso, cifre che dovrebbero essere sommate a quelle della pianta organica, per avere il totale generale.

L´assessore Nencini, un passato da dirigente sindacale, ritiene di dover andare avanti. E giorni fa ha messo a punto un piano che prevede il ricorso all´affidamento esterno di altri servizi (dalle procedure per la riscossione delle multe alle piscine), ritiene che, grazie alle «esternalizzazioni», si può recuperare personale da destinare ad altri uffici risparmiando sulla spesa. La Cgil è schierata compatta. Contro il piano del sindacalista- assessore.

«Ci sono lavoratori che fanno le stesse cose dei dipendenti ma, essendo esterni, guadagnano 3-400 euro al mese di meno. Possiamo continuare così? E´ un fatto di responsabilità sociale, il Comune che appalta deve garantire le stesse condizioni anche agli esterni», dice il segretario della funzione pubblica Cgil. Se però un servizio in esterno finisce per avere lo stesso costo della gestione comunale, che senso ha fare le esternalizzazioni?

La spesa del personale è cresciuta nel tempo a Palazzo Vecchio: nel giro di 6-7 anni è passata dal 34 al 39 per cento del bilancio. Mentre nello stesso periodo le figure impiegatizie (i vecchi sesti e settimi livelli), per effetto soprattutto dei nuovi ingressi nel settore della polizia municipale e del sociale, si sono ingrandite fino ad essere oggi la metà del totale. Sono le fasce con uno stipendio netto, dice il Comune, da 1.500-1.600 a 1.900 euro di media al mese (nel senso che anzianità e assegni familiari possono far oscillare di molto la busta paga), le prime candidate ad ogni progetto di ristrutturazione. 

E i dirigenti?
La Cgil chiede di ripuntualizzare il sistema degli incentivi per i dirigenti. Oltre i 3.400 euro di media, i dirigenti hanno una «retribuzione di risultato» legata all´attività effettivamente svolta. Una voce aggiuntiva che può raggiungere gli 8-9mila euro l´anno. Quanti di questi premi sono effettivamente calibrati ai risultati ottenuti? «Si deve recuperare una metodologia per la valutazione del risultato», dice Lazzaro della Cgil.

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Gli agenti contro la pattuglia di cui i commercianti di Por Santa Maria hanno pagato il servizio domenicale
L´80% dei vigili in sciopero corteo di protesta in centro

MARZIO FATUCCHI su La Repubblica 5/12/06

E´ riuscito, lo sciopero dei vigili urbani contro la giunta Domenici. L´ottanta per cento degli agenti ieri in servizio hanno aderito alla protesta indetta dalle rappresentanze sindacali unitarie, circa 300 per ogni turno. Sciopero con tanto di corteo che è passato «sul luogo del delitto», dicono i sindacati: cioè Por Santa Maria, dove il Comune ha sperimentato per la prima volta il servizio di una pattuglia "pagata" dai commercianti della zona, che ne hanno coperto il costo per 8 ore ogni domenica. 

Una scelta che è tra i più forti motivi di protesta contro la giunta, e che ha dato lo spunto agli striscioni alla testa del corteo partito da piazza Signoria: «Al servizio di tutti, servi di nessuno», «La polizia municipale non è in vendita». «Molti degli agenti che hanno sfilato fino a Ponte Vecchio avevano anche cartelli con su scritto "affittasi"» racconta Stefano Cecchi delle Rsu di Palazzo Vecchio. 

Tra gli altri motivi della contestazione, anche la mancata attuazione dei turni settimanali di 35 ore. «Erano previsti da 8 anni, tutti gli altri Comuni dell´area metropolitana li hanno istituiti con il sistema della "banca delle ore": le ore in più a settimana diventavano 8 giorni di recupero l´anno. Che la giunta di Palazzo Vecchio faccia lo stesso» dice Nicola Buti, della Uil dei vigili urbani, che ha proposto anche: «Invece dei commercianti, che sia Della Valle a pagare le decine di pattuglie impegnate allo stadio».

Ieri, anche l´ingresso di Palazzo Vecchio era sguarnito: una sola agente, nessuno al metal detector. Garantite solo la centrale radio per le emergenze, la guardia a Palazzo Guadagni e una pattuglia per la polizia giudiziaria. Circa 200-250 (secondo gli stessi manifestanti) i vigili che hanno partecipato al corteo.

«Il successo dello sciopero è innegabile: ora l´amministrazione si deve sedere ad un tavolo cambiando impostazione, con una maggiore apertura. Se hanno rinviato la trattativa per metterci alla prova, la risposta credo sia stata efficace» manda a dire alla giunta Chiara Tozzi, eletta nelle Rsu nelle file della Cgil.

La giunta non perde tempo: il primo a reagire è l´assessore Graziano Cioni, a cui compete la delega della polizia municipale. «Stante i termini della trattativa, che non è mai stata chiusa da parte nostra, credo che oltre alle richieste ci sia qualcosa di più: una espressione di un disagio più ampio all´interno del corpo dei vigili urbani. E´ questo uno degli elementi che discuterò con l´assessore all´organizzazione, Riccardo Nencini» dice Cioni.

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Il piano predisposto dall´assessore Riccardo Nencini. La Cgil dice no ma è pronta ad avviare una trattativa
Servizi comunali affidati all´esterno
Sono: multe, mense, cimiteri, Costoli, settore casa, musei

da la Repubblica 3/12/06

Ci sono sei esternalizzazioni, ovvero il trasferimento della gestione dei servizi a soggetti estranei all´apparato di Palazzo Vecchio, nel piano di riorganizzazione elaborato per il Comune di Firenze dall´assessore Riccardo Nencini. Gestione delle multe e delle mense, ma anche cimiteri minori, la piscina Costoli, il settore casa e le biblioteche nel piano di razionalizzazione che punta a due obiettivi di fondo: risparmiare denaro e recuperare personale per rafforzare settori nevralgici della macchina comunale a corto d´organico. A tal proposito Nencini punta nel 2007 a recuperare 50 dipendenti grazie a questa manovra di riorganizzazione con parziale esternalizzazione dei servizi. Il piano sarà presto presentato ai sindacati.

In 1300 all´assemblea al Puccini: no alle esternalizzazioni ma disposti a trattare
"Prima pensiamo agli sprechi"

da la Repubblica 3/12/06

La Cgil conferma la sua contrarietà alle esternalizzazione dei servizi anche laddove si intraveda una convenienza economica». Chiara Tozzi della Cgil riassume così la posizione emersa dall´assemblea degli iscritti Cgil di venerdì mattina. Nei fatti, un no al piano dell´assessore Riccardo Nencini prima ancora di studiarne i contenuti. «Prima di pensare agli affidamenti esterni si deve pensare agli sprechi, ai costi della politica e degli apparati», dice Chiara Tozzi dopo l´assemblea (la prima conferenza di produzione) che al teatro Puccini ha richiamato circa 1.300 dipendenti comunali iscritti alla Cgil. Niente da fare, insomma, anche se Chiara Tozzi conferma la disponibilità del sindacato ad avviare un tavolo di confronto con l´amministrazione comunale.

«Andrei piano con la parola "piano", fino ad oggi l´amministrazione ha presentato solo una difficoltà di bilancio e insieme a questo ha affermato che alcuni servizi dovrebbero trovare una diversa organizzazione, sia interna che esterna», dice Antonio Lazzaro, segretario provinciale della funzione pubblica Cgil. «Il mio giudizio è che, fino ad ora, c´è stata un po´ di confusione sull´idea di esternalizzazione - aggiunge Lazzaro - e invece noi vorremmo proporre un modo diverso di ragionare, che metta al centro le questioni relative all´efficienza dei servizi e alla qualità del lavoro». Non solo. «Faccio un esempio - dice Lazzaro - fino ad oggi c´è stata una sorta di ideologia dell´esternalizzazione, proposta come panacea agli alti costi dei servizi di gestione diretta, oggi ci rendiamo invece conto che molti servizi esternalizzati non hanno coniugato efficienza con economicità. Anzi, c´è stata una caduta della qualità dei servizi e un aumento dei costi». (m.v.)

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COMUNICATO STAMPA

Oltre 1300 persone hanno partecipato questa mattina al teatro Puccini alla 1^ Conferenza di Organizzazione della Funzione Pubblica Cgil del Comune di Firenze.

La Conferenza indetta per discutere di esternalizzazioni, lavoro pubblico e ruolo del sindacato nella contrattazione si è aperta con la proiezione di un filmato per ricordare i 100 anni della Cgil.

I numerosi interventi tesi anche ad affrontare le criticità presenti in quei settori dove ormai da anni il pubblico e il privato convivono per assicurare e gestire i servizi pubblici, hanno evidenziato il rischio forte di una dismissione graduale e silenziosa dei servizi gestiti dall’Amministrazione Comunale.

L’assemblea ha ribadito il ruolo centrale svolto dal sindacato confederale rispetto all’annunciate forme di esternalizzazione di alcuni servizi. Ribadisce che tale scelte penalizzano fortemente il futuro dei servizi pubblici e dei lavoratori coinvolti.

Rilanciano il ruolo del lavoro pubblico , rivendicandone la piena dignità e respingendo qualsiasi campagna mediatica di denigrazione tesa a dimostrare che la riduzione della spesa pubblica passa soprattutto attraverso il taglio del lavoro pubblico.

L’Assemblea esprime forte preoccupazione per tutti i contratti a termine in scadenza al 31/12/2006 e alla concreta possibilità che essi siano rinnovati. Chiede all’Amministrazione l’apertura di un tavolo negoziale che da subito si faccia carico del lavoro precario in Comune.

Inoltre ritiene auspicabile il confronto sui temi dei costi della politica, individuati come fattori di spreco rivendicando questa criticità come un terreno di confronto tra le parti.

Ribadisce il proprio impegno a svelare le contraddizioni che si celano dietro la logica delle esternalizzazioni, alla loro scarsa convenienza ed economicità che rappresentano.

L’Assemblea si è conclusa con l’intervento del compagno Antonio Crispi della Segreteria Nazionale della Funzione Pubblica CGIL.

 

Firenze, 1 dicembre 2006

                                               La Funzione Pubblica CGIL Comune di Firenze

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Vigili urbani: sciopero dopo dieci anni

Lunedì astensione dal lavoro e manifestazione davanti a Palazzo Vecchio

da la Nazione 28/11/06

LUNEDÌ PROSSIMO i vigili urbani scioperano. E’ la prima protesta clamorosa contro la giunta di Palazzo Vecchio: l’ultima volta era stata una decina di anni fa. E’ prevista anche una manifestazione in piazza della Signoria, con gli agenti ovviamente senza armi. Domani pomeriggio il segretario generale del Comune ha convocato i rappresentanti sindacali, perché così vuole la procedura per gli scioperi.

IL PENTOLONE
bolliva da tempo: del «lavoro in affitto» in Por Santa Maria, dove i commercianti si sono tassati per pagare gli straordinari ai vigili e farsi controllare la strada contro gli abusivi, gli agenti non erano affatto soddisfatti. E non avevano gradito neppure che gli ambulanti del mercato di San Lorenzo avessero avuto la medesima idea: un «servizio in conto terzi» per tener lontani abusivi bianchi e neri il sabato e la domenica. «Domani potrebbe essere il trippaio di piazza dei Cimatori — protesta un agente di polizia municipale — a volere un vigile a disposizione»
Ma non è tutto qui: i sindacati respingono l’idea che «si possano affidare ad altri soggetti funzioni che sono proprie della polizia municipale e che vengono svolte con competenza impegno e professionalità dal personale del settore».

IL PROBLEMA
è quello della riscossione delle multe che Palazzo Vecchio vorrebbe affidare a una società esterna. E la Rsu annuncia battaglia perché la gestione dei procedimenti sanzionatori ha pesanti implicazioni su garanzia, legittimità e privacy dei cittadini».
Così, dopo un mese di blocco del servizio straordinario, i novecento vigili della città lunedì incrociano le braccia per l’intera giornata. In un documento che la rappresentanza sindacale ha inviato all’amministrazione comunale si addita anche la gestione del comandante Alessandro Bartolini perché la struttura organizzativa della direzione della polizia municipale sarebbe «troppo stratificata con frequenti sovrapposizioni di compiti e funzioni» e perché alcuni trasferimenti di personale sarebbero avvenuti con «una gestione assolutamente discrezionale, capace solo di aggiungere forte malessere». Durante lo sciopero vengono garantiti solo i corpi di guardia, la presenza alla centrale radio e una pattuglia per la polizia giudiziaria.

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Anche i vigili scendono in piazza contro le multe affidate all´esterno

NOSTRO SERVIZIO su la Repubblica 17/11/06

I vigili scendono in sciopero, il primo da oltre 10 anni, contro la giunta comunale. Ci sarà anche una manifestazione in piazza della Signoria. L´assemblea indetta dalle Rsu della polizia municipale ieri mattina ha deciso di proclamare una intera giornata di astensione dal lavoro, il prossimo 21 dicembre. E´ la conclusione dello scontro partito più di due settimana fa, dopo che Palazzo Vecchio aveva annunciato di voler esternalizzare la gestione della riscossione delle multe. Ma sono molti i motivi che hanno portato i quasi mille vigili di Palazzo Vecchio a scegliere di scioperare e di manifestare.

Nel documento che è stato inviato all´amministrazione comunale si respinge l´idea che «si possa di affidare ad altri soggetti funzioni che sono proprie della polizia municipale, e che vengono svolte con competenza impegno e professionalità dal personale del settore». Tra queste «la gestione dei procedimenti sanzionatori, per le loro implicazioni su garanzia e legittimità, interessi economici e privacy dei cittadini» ma anche «l´ultimo esempio di "servizio in conto terzi" ideato per contrastare l´abusivismo commerciale pagato dall´associazione dei commercianti di Via Por S.Maria, che con questa operazione, unitamente all´amministrazione, ha di fatto dato vita alla "polizia privata".

Pagare i vigili per poterne disporre davanti ai propri negozi!», contestano le Rsu dei vigili urbani. Tra le accuse rivolte alla giunta anche «la forte preoccupazione e disagio nei confronti di una struttura organizzativa, quale quella della Direzione della polizia municipale, troppo stratificata con frequenti sovrapposizioni di compiti e funzioni» ed alcuni trasferimenti di personale, avvenuti con «una gestione assolutamente discrezionale, capace solo di aggiungere forte malessere». «Durante lo sciopero, saltano tutti i servizi, vengono garantiti solo i corpi di guardia, la presenza alla centrale radio, ed una pattuglia per la polizia giudiziaria» spiega Chiara Tozzi, delle Rsu dei vigili. 

«Gli proporremo un incontro per discutere delle loro richieste» risponde per il momento l´assessore all´organizzazione Riccardo Nencini. (m.f.)

Al Sig. Sindaco del Comune di FIRENZE

Al sig. Prefetto della Provincia di FIRENZE

OGGETTO: Proclamazione  Sciopero

            La Rappresentanza Sindacale Unitaria del Comune di Firenze ha proclamato per il giorno Lunedi  4 DICEMBRE 2006 uno sciopero per l’intera giornata per il personale della Direzione 21 (Corpo di Polizia Municipale).

            La proclamazione dello sciopero, votato nell’Assemblea tenutasi in data odierna, scaturisce dalla mancata apertura del confronto negoziale richiesta dalla RSU con piattaforma inoltrata  in data 20 ottobre 2006 alla controparte aziendale.

            Si allega in copia piattaforma della RSU.

Firenze, 16 novembre 2006

 

                                                                     Il Coordinamento R.S.U.

                                               ( C. Tozzi, S. Cecchi, G. Manuelli, D. Trombino, L.Cirri)

 

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Le Rsu inviano una diffida al comando e alla giunta, lamentando un comportamento antisindacale
I vigili sono pronti allo sciopero
Dopo il blocco degli straordinari la vertenza si inasprisce

A rischio anche oggi i servizi in occasione della festività di Ognissanti
Oggi nei cimiteri apertura come di domenica, a Trespiano il vescovo ausiliario
MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 1/11/06

Dopo l´agitazione, arriva lo sciopero dei vigili. Le Rsu minacciano due ore di astensione dal lavoro della polizia municipale dopo che le posizioni tra l´amministrazione, il comando e gli agenti si sono irrigidite. Prima i sindacati hanno indetto lo stato di agitazione, con il blocco degli straordinari. Poi, ieri, la situazione è precipitata. Le Rsu hanno inviato una diffida al comando ed alla giunta, per gli atteggiamenti presi, sostengono le rappresentanze sindacali, contro gli agenti che non hanno voluto fare lo straordinario lo scorso 28 ottobre. 

L´accusa delle Rsu è di «comportamento antisindacale» perché «il comando avrebbe richiesto al personale che ha aderito allo stato di agitazione, proclamato dalla medesima, una dichiarazione scritta per motivare la mancata effettuazione del servizio straordinario ed avrebbe altresì definitivamente eliminato gli aderenti a tale iniziativa sindacale dalla lista del servizio straordinario», scrivono le Rsu nella lettera inviata al comandante Alessandro Bartolini, all´assessore alla polizia municipale Graziano Cioni, a quello all´organizzazione Riccardo Nencini e al sindaco Leonardo Domenici. 

Secondo le Rsu, dato che i vigili sono in agitazione sindacale, questo atteggiamento «ove effettivamente esercitato, si configurerebbe, senza dubbio alcuno, come comportamento antisindacale, come previsto dallo Statuto dei Lavoratori», alla stregua dei datori di lavoro che chiedono ai dipendenti se sciopereranno o meno. Se arriveranno conferme a queste notizie, «le Rsu procederanno all´azione giudiziaria nei confronti dei responsabili».

Il comportamento del comandante, secondo la valutazione di Palazzo Vecchio, sarebbe al massimo ai limiti ma comunque legittimo; ma inasprisce il confronto sindacale, nato dalla notizia del finanziamento privato, da parte dei negozianti di Por Santa Maria, della presenza domenicale di due agenti. Una novità che è stata ritenuta inaccettabile da parte delle Rsu.
Nonostante l´agitazione, però, sembra che non ci saranno le paventate assenze di agenti in occasione, oggi, festa di Ognissanti, in tutti i cimiteri comunali e non, aperti con orario domenicale. Il cimitero di Trespiano alle 15 di oggi ospiterà la solenne celebrazione presieduta dal vescovo ausiliario Claudio Maniago. «Certo, la risposta dagli agenti potrebbe non essere collegiale, per colpa anche di questo clima - ammette Chiara Tozzi, della Cgil di Palazzo Vecchio - ma andremo avanti: le Rsu si riuniranno per ulteriori forme di lotta. Non escludiamo due ore di sciopero». 

Da Palazzo Vecchio c´è chi cerca di buttare acqua sul fuoco: «Quando lo straordinario è volontario è necessario che chi aderisce comunichino in tempo utile la sua volontà per organizzare il servizio. Ma nessuno deve giustificare niente se non aderisce, ma è anche ovvio che sulle comunicazioni si costruiscono turni di lavoro che in qualche misura allungano il rientro nel giro dello straordinario volontario - ribatte l´assessore all´organizzazione Riccardo Nencini - indico solo la procedure corretta e non faccio apprezzamenti su tutta la vicenda».

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Firenze, la giungla delle esternalizzazioni

Nel 2007 il Comune appalterà all’esterno molti servizi e destinerà il personale a nuove competenze

La Cgil: «No a privatizzazioni selvagge». L’assessore Nencini: «Regolarizzeremo i precari»

BIBLIOTECHE, musei, ufficio casa, refezione scolastica. impianti sportivi, cimiteri. Ecco tutte le voci che l’amministrazione dovrebbe decidere a breve di passare di mano

di Francesco Sangermano/ Firenze sull'Unità 27/10/06

La lista è lunga e articolata. Nella denuncia avanzata dalla Funzione Pubblica della Cgil occupa tre pagine: biblioteche e musei, ufficio casa, refezione scolastica, impianti sportivi, cimiteri, procedimenti sanzionatori della polizia municipale. Servizi oggi in mano alla macchina comunale ma che, a breve, dovrebbero non esserlo più. «Ma la Cgil non intende più assistere in silenzio a tutto questo: vogliamo entrare nel merito dei problemi e sfidare l’Amministrazione sul piano dei contenuti e respingendo qualsiasi ipotesi di smantellamento o privatizzazione dei servizi e del lavoro pubblici». 

L’obiettivo del sindacato va però anche oltre. «Alla difesa del lavoro pubblico - dicono - chiediamo che venga anche qualificato e migliorato il lavoro dei dipendenti comunali. Vogliamo contrastare il dilagare del precariato e del lavoro “non buono” puntando a ridurne il peso e garantendo comunque tutele e diritti adeguati a tutti questi lavoratori che riteniamo nostri colleghi a tutti gli effetti». 

Istanze che l’assessore comunale al lavoro, Riccardo Nencini, ha fatto sapere di voler sposare a sua volta. «Per ogni capitolo tirato in ballo dalla Cgil - dice Nencini, ex sindacalista a sua volta - ci sarà un confronto sindacale e ci auspichiamo di trovare un accordo soddisfacente per tutti. Loro hanno le loro ragioni nel sostenere la condizione di lavoro, ma noi non abbiamo intenzione di perdere nemmeno un dipendente comunale se e quando procederemo alle esternalizzazioni». In un simile quadro, ad ogni modo, Nencini rivendica che «per la prima volta si propone l’avvio di un confronto sindacale» aggiungendo che «ci sono le condizioni perché, ad esempio, tutta la partita del precariato possa essere sottoposta a contrattazione». La scadenza è già fissata. «Ci siamo dati tutto il 2007 come anno per fare accordi e realizzare questi progetti - conclude Nencini - all’interno di un programma che prevederà per Palazzo Vecchio una contrazione della spesa pari a 22 milioni di euro. I processi di esternalizzazione serviranno a liberare forza lavoro per poter svolgere le nuove competenze cui il Comune sarà chiamato a far fronte, dal catasto alla regolarizzazione degli extra comunitari fino a tutte le attività notarili legate al decreto Bersani».

FUNZIONE PUBBLICA CGIL COMUNE DI FIRENZE
Comitato degli Iscritti

ESTERNALIZZAZIONI, CONTRATTAZIONE RAPPRESENTANZA SINDACALE: LA POSIZIONE DELLA FUNZIONE PUBBLICA CGIL DEL COMUNE DI FIRENZE

Da alcune settimane i progetti di riorganizzazione ed esternalizzazione di alcuni servizi annunciati dalla giunta comunale sono al centro delle vicende sindacali dell’ente. La RSU, con decisione unanime del suo coordinamento, ha organizzato una lunga serie di assemblee nei settori interessati, con l’obiettivo di informare i lavoratori e per promuovere una mobilitazione che permettesse di affrontare da posizioni di forza il confronto con l’Amministrazione.

Queste iniziative si sono inevitabilmente intrecciate con altri problemi da tempo al centro del confronto fra le parti (ITI, settori educativi, contratto aziendale) e per le quali la RSU aveva ripetutamente chiesto l’apertura di tavoli di trattativa seri e concreti.

In generale, insomma, una situazione complessa e delicata, che richiedeva alla RSU e alle organizzazioni sindacali una grande unità e capacità di indicare prospettive chiare ed articolate, sostenute da percorsi di mobilitazione adeguati ai diversi obiettivi da raggiungere.

Purtroppo, una gestione spesso approssimativa di alcune assemblee, il mancato approfondimento da parte della RSU delle varie situazioni – sicuramente diverse nelle cause e nelle prospettive – la strumentalizzazione delle giustificate preoccupazioni diffuse fra i lavoratori, hanno invece creato una situazione confusa ed ambigua, sfociata anche in iniziative, mai decise dalla RSU, come la presenza alla riunione del Consiglio comunale di lunedì 9 ottobre, a cui i delegati della CGIL non hanno partecipato.

Contro quanti che su questo hanno pensato bene di costruire l’ennesima patetica speculazione sulla CGIL servizievole appendice di qualche assessore ci basta ricordare - se mai ce ne fosse bisogno - le nostre scelte sui tanti problemi in discussione e l’impegno spesso fondamentale dei nostri delegati nelle assemblee e nelle trattative (magari mentre qualche altro "combattente" era in tutt’altre faccende affaccendato), nelle riflessioni e nelle proposte: iniziative e proposte con cui la CGIL intende difendere i servizi pubblici, punta a qualificare e valorizzare il lavoro dei dipendenti comunali, si batte contro il precariato. Ma per farlo bisogna saper costruire partecipazione e consapevolezza fra i lavoratori, non certo con comizi e proclami, proponendo soluzioni e non solo sventolii di bandiere, e riportando la RSU – quella vera, quella dei delegati eletti da tutti i lavoratori – al centro del confronto e delle iniziative, restituendole quel ruolo di rappresentanza e di contrattazione secondo noi insostituibile ed oggi seriamente attaccato da più parti.

La situazione di questi ultimi giorni, i molti discutibili articoli usciti sulla stampa cittadina, vanno infatti in una direzione che non ci piace e ci preoccupa, dove un grande rumore rischia di coprire la realtà dei fatti, crea allarmismi e divisione fra i lavoratori, impedisce di trovare soluzioni concrete.
L’Amministrazione Comunale porta la prima e più grande responsabilità di questa situazione, dimostrandosi capace, come al solito, solo di annunci ed interviste, ma mai di progetti seri e credibili.

Ma non meno irresponsabile, a nostro giudizio, è anche chi, per miseri interessi di bottega sindacale e di visibilità, sta affossando la possibilità di affrontare questa situazione in maniera efficace e unitaria, seppellendo di fatto anche la stessa rappresentanza dei lavoratori in nome di un generico populismo della "gente". Una demolizione della rappresentanza che lascia spazio ad ogni genere di protagonismo negativo, sia di autentici residui corporativi come il numericamente irrilevante CSA, sia di singoli personaggi che usano le trattative per tutelare soprattutto la propria situazione personale.

Per essere ancora più chiari: contrastare tutto questo vuol dire cose molto concrete come rivitalizzare il consiglio della RSU, ribadire che ai tavoli delle trattative partecipa la delegazione trattante della RSU e non il primo che passa, gestire come RSU i rapporti con la stampa.

LE NOSTRE PROPOSTE

La CGIL non intende più assistere in silenzio a tutto questo: una volta di più vogliamo parlare ai lavoratori e ai delegati della RSU seriamente interessati a vincere – e non solo fare – qualche battaglia, entrando nel merito dei problemi, per sfidare l’Amministrazione sul piano dei contenuti e respingendo qualsiasi ipotesi di smantellamento o privatizzazione dei servizi e del lavoro pubblici.

ITI – IPIA: l’A.C. intende arrivare alla "statalizzazione" della scuola ed ha avanzato anche alcune ipotesi sul futuro di insegnanti e personale non docente

Su questo va detto innanzi tutto detto con chiarezza che quello di cui si discute non è un progetto di privatizzazione. La trasformazione del contesto socio economico e del ruolo stesso della scuola rende, secondo noi, sensato ed auspicabile un serio progetto che liberi il Comune da un carico gravoso ed improprio, garantendo nello stesso tempo un futuro alla scuola. In questa direzione le ipotesi sono molte (consorzio fra enti locali, intervento della Regione, ecc.) e quello proposto della statalizzazione è certamente uno di quelli possibili.

I problemi, semmai, sono altri: va chiarita rapidamente l’effettiva praticabilità del progetto (evitando quello che temiamo di più, cioè un lento ed inesorabile smantellamento per esaurimento della scuola), costruendo un percorso chiaro e trasparente che veda la RSU protagonista. Per questo è grave che gli assessori continuino ad evitare ogni seria occasione di confronto.

In questa prospettiva gli obiettivi prioritari da raggiungere sono la salvaguardia dell’esistenza della scuola nella sua dimensione e struttura attuale, la tutela professionale e di carriera per gli insegnanti e per il personale non docente, la garanzia per il futuro dei precari "storici".

BIBLIOTECHE E MUSEI: l’A.C. ha avanzato una confusa ipotesi di affidamento di questi servizi ad una "Istituzione", strumento gestionale previsto dalle norme sugli enti locali e applicato in molte altre situazioni (ad es. le biblioteche comunali di Roma)

A costo di scandalizzare nuovamente qualcuno vogliamo dire che, a nostro giudizio, per le biblioteche e i musei comunali la prospettiva dell’Istituzione è, purtroppo, l’ultimo dei problemi. La vera priorità è la grave crisi di personale e di prospettive in cui versano questi settori e la necessità di seri investimenti per garantire un futuro fatto non solo di appalti e precariato.

In particolare nelle biblioteche è indispensabile ricostruire e rinnovare la dotazione di bibliotecari (non si assume dal 1988), qualificare professionalmente il personale che gestisce il front – office e definire un piano per l’apertura delle nuove biblioteche.

Per i musei i problemi non sono dissimili, con l’aggravante di una forte presenza di lavoratori interinali che in questa situazione rischiano veramente il posto di lavoro e rispetto ai quali l’A.C. deve dare risposte certe e garanzie.

Solo in presenza di risposte chiare su questo si potrà parlare anche di strumenti gestionali e di Istituzione, rispetto alla quale è ovviamente indispensabile che ogni decisione in merito sia accompagnata da precisi impegni per garantire le condizioni di lavoro degli attuali dipendenti, che devono restare da tutti i punti di vista dipendenti del Comune.

Avanziamo però, fin da ora, qualche domanda sull’ ipotesi Istituzione: a) quali sono i vantaggi reali e le ricadute positive che si intende ottenere con questa scelta? b) Non è che sia solo un modo per incrementare, piuttosto che razionalizzare, le spese (con altri presidenti, consigli di amministrazione, segretari, ecc)? c) E non è che questa operazione ha l’unico scopo di moltiplicare gli appalti, magari in maniera più "discreta"?

UFFICIO CASA: l’A.C. intende passarne le funzioni alla partecipata Casa SpA, insieme con il comando di un imprecisato numero di dipendenti

In questo caso siamo di fronte ad una scelta sbagliatissima, inconciliabile con il ruolo sociale ed istituzionale dell’ufficio; una scelta deleteria che danneggia, più che i dipendenti, i cittadini più svantaggiati.

Per questo ci siamo opposti fin dal primo momento a questa scelta, a nostro giudizio doppiamente sbagliata perchè mossa unicamente da patetiche "astuzie" contabili, ma anche perché l’efficienza di queste società partecipate è in genere molto discutibile. In proposito basta ricordare il giudizio a suo tempo espresso dal difensore civico sulla qualità dei rapporti fra cittadini e partecipate, che mise in evidenza criticità destinate a divenire drammatiche in un ambito delicato come il settore casa.

Va inoltre ribadito che ogni ipotesi di comandare alcuni dipendenti del Comune alla partecipata è possibile solo con il consenso degli interessati e l’accordo della RSU, accordo ovviamente improbabile.

REFEZIONE SCOLASTICA: l’A.C. prevede di appaltare i centri cottura ancora a gestione diretta 

La privatizzazione in questo settore è un processo in atto da anni, che ha spesso comportato prezzi economici rilevanti e scadimento nella qualità del servizio. L’attività a gestione diretta rischia dunque già ora di essere puramente residuale.

Crediamo quindi che questa situazione vada ripensata, ma non certamente verso l’esternalizzazione completa. L’alimentazione dei bambini è un tema troppo importante per affidarlo esclusivamente alle delizie del mercato.

Piuttosto, si possono individuare prospettive nuove, che qualifichino la scelta di mantenere la gestione diretta di alcuni centri cottura. In particolare lo stesso progetto di rilancio e qualificazione della scuola per l’infanzia comunale rappresenta un’occasione in questa direzione: proponiamo, cioè, di inserire i centri cottura nel progetto 0-6, affidando ad essi la fornitura dei pasti prioritariamente alle scuole comunali e contemporaneamente, facendone dei centri di eccellenza che permettano di non rimanere completamente ostaggi del mercato, ma semmai di definire standard di qualità da estendere anche alle forniture appaltate.

IMPIANTI SPORTIVI: L’A.C. ipotizza di affidare alle società sportive anche quegli impianti ancora oggi a gestione diretta

Anche qui la realtà conosce da tempo un diffuso appalto alle società sportive. Ci domandiamo però, sulla scorta di molte esperienze passate, se queste società, per la loro natura di associazioni fondate sul volontariato, possano garantire sempre una gestione adeguata, soprattutto di quegli impianti di grande dimensione, dove è attualmente concentrato il personale comunale. Inoltre non possiamo dimenticare che queste gestioni celano talvolta veri rapporti di lavoro subordinato all’insegna della precarietà e dello sfruttamento più selvaggio.

A nostro giudizio il Comune deve quindi mantenere una presenza efficace e qualificata anche dentro questo settore di rilevante importanza sociale, una presenza che sia in grado di garantire i cittadini sulla continuità e qualità dei servizi e di contenere anche i rischi di gestioni inefficienti e clientelari.

CIMITERI: L’A.C. prevede di avviare con il 2007 un "project financing" con partner privati per la costituzione di un nuovo soggetto a cui affidare la gestione dei piccoli cimiteri

Siamo di fronte all’ennesimo annuncio su una situazione che si trascina, tanto per cambiare, da anni, a testimonianza di una sicura efficienza programmatoria dei nostri amministratori.

Comunque, su questo, esiste fin dal settembre 2002 un accordo fra RSU e Amministrazione che garantisce il personale anche in presenza di nuovi modelli di gestione per i cimiteri più piccoli, da applicare pienamente e senza ambiguità.

Accanto a questo è però necessario garantire anche i 30 lavoratori interinali che da anni mandano avanti il servizio e che rischiano di essere semplicemente espulsi. Crediamo, perciò, che la RSU debba chiedere l’apertura di un tavolo di trattative per garantire la stabilizzazione di questi lavoratori e la loro assunzione da parte del nuovo soggetto gestore che offra garanzie sul piano della solidità imprenditoriale e sia in grado di garantire adeguati inquadramenti.

Quello che è certo è che la situazione attuale non è più accettabile: se il "Project financing"non è attuabile a tempi brevi sarà inevitabile un ripensamento delle scelte fatte, ivi compresa l’eventuale indizione di un concorso pubblico per personale a tempo indeterminato.

PROCEDIMENTI SANZIONATORI (POLIZIA MUNICIPALE): L’A.C. intende affidare importanti aspetti del servizio ad una partecipata (SAS), insieme con il comando di alcuni vigili

Come nel caso dell’ufficio casa ci domandiamo in primo luogo il senso e l’utilità di questa operazione, che ottiene solo di fare uno spostamento "virtuale" del costo del personale (oltretutto, in questo caso, ad una partecipata sull’orlo del tracollo ed oggetto di indagini da parte della magistratura per l’inefficiente gestione della manutenzione stradale), senza reali garanzie di un vero miglioramento del servizio.

Vogliamo ricordare ai nostri amministratori due cose: 1) che stiamo discutendo di un servizio che riguarda la privacy e le tasche dei cittadini, con evidenti problemi dal punto di vista delle procedure e delle garanzie di riservatezza; 2) che da questo servizio il bilancio comunale trae risorse molto consistenti ed è quindi il caso di pensare, una volta tanto, anche ad una valutazione ponderata del rapporto costi-benefici prima di qualsiasi scelta.

Va infine ribadito che il comando – come nel caso dell’ufficio casa – si fa solo con il consenso dei lavoratori.

SCUOLA PER L’INFANZIA, ASILI NIDO, CODE CONTRATTUALI, PRECARI

Nella grande agitazione di questi giorni abbiamo l’impressione che molte di queste cose non tocchino più di tanto molti cuori in subbuglio, mentre in altri casi si assiste all’ennesimo teatrino di strumentalizzazioni e annunci terroristici, volti più a deprimere che a far ragionare i lavoratori.

A nostro giudizio solo la capacità di intrecciare efficacemente i molti piani dell’azione sindacale può produrre seri frutti: per questo vogliamo risultati veri sui nodi irrisolti del contratto aziendale (precariato, progressioni verticali, sistema a regime delle progressioni orizzontali, 35 ore, ecc.) e dare un futuro alla scuola per l’infanzia e agli asili nido, migliorando contemporaneamente le condizioni di lavoro di chi ci lavora.

MOLTE BATTAGLIE DA FARE, PER VINCERLE

La CGIL intende affrontare tutti questi problemi con l’obiettivo di ottenere risultati concreti e positivi per tutti i lavoratori. A noi non appaga strappare qualche facile applauso, magari da qualche politicante in cerca di visibilità e di ruolo. Vogliamo piuttosto provare a difendere efficacemente i servizi pubblici ed a qualificare e migliorare il lavoro dei dipendenti comunali; e vogliamo contrastare il dilagare del precariato e del lavoro "non buono" (appalti, cooperative) puntando a ridurne il peso e garantendo comunque tutele e diritti adeguati a tutti i questi lavoratori, nostri colleghi a tutti gli effetti, indipendentemente dalla "divisa" che sono costretti a portare.

Firenze, ottobre 2006

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Polizia Municipale: l'assemblea generale indetta dalla RSU contesta i progetti di esternalizzare  alcune funzioni, critica  le scelte sulla struttura organizzativa e sulla gestione del personale, chiede l'applicazione delle 35 ore, attacca  l'intenzione di "affittare" i servizi della PM  ad alcuni privati. Proclamato lo stato di agitazione e il blocco degli straordinari - 16 ottobre 2006

 

L’assemblea generale della Polizia Municipale riunita in data  16/10/2006, esprime totale dissenso rispetto alle ipotesi avanzate  dall’Amministrazione Comunale di affidare ad altri soggetti funzioni che le sono proprie e che vengono svolte con competenza impegno e professionalità dal personale del settore

In particolare ritiene che la gestione dei procedimenti sanzionatori per le loro implicazioni in tema di  garanzia e legittimità e  riguardando interessi economici e privacy dei cittadini,  debbano essere svolte da personale del settore. Dovrebbe essere interesse, anche dei nostri amministratori, garantire trasparenza e correttezza nelle procedure oltre ad efficacia del risultato, vista l’importanza che i proventi delle sanzioni amministrative hanno nel bilancio comunale.

L’Assemblea denuncia inoltre forte preoccupazione e disagio nei confronti  di una struttura organizzativa, quale quella della Direzione PM,  troppo stratificata con frequenti sovrapposizioni di compiti e funzioni. La sovrabbondanza e burocraticità delle procedure ha prodotto  una prevalenza  schiacciante di rendiconti e caselle da riempire che niente hanno  da dividere con le esigenze della cittadinanza e la reale efficacia del servizio.

I questionari proposti  al personale hanno evidenziato e certificato in modo schiacciante un malessere organizzativo e forte scollamento dalla Direzione.

Ritiene inoltre che gli ultimi trasferimenti del personale di categoria D, preceduti da un lungo periodo di “travaglio” vissuto con ansia dai potenziali interessati, improntati da una gestione assolutamente discrezionale, sono stati solo capaci di aggiungere forte malessere  (basti pensare agli spostamenti di colleghi a un passo dalla pensione.)

Nel  frattempo le parti del contratto decentrato da definire in questo settore, come le 35 ore, godono di un ingiustificato oblio da parte della dirigenza.

L’assemblea condanna fermamente l’ultimo esempio di  “servizio in conto terzi” ideato per contrastare l’abusivismo commerciale pagato  dall’associazione dei commercianti di Via Por S.Maria, che con questa operazione, unitamente all’Amministrazione,  hanno di fatto dato vita alla POLIZIA PRIVATA . Pagare i vigili per poterne disporre davanti ai propri negozi!!

QUESTO E’ MOLTO DI PIU’  DELLA FAMOSA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE UN VASO STRACOLMO.

Per queste ragioni l’assemblea, esprimendo solidarietà ai lavoratori degli altri settori dell’amministrazione interessati a processi di esternalizzazione, da mandato alla RSU di proclamare lo stato di agitazione e attuare tutte le forme di lotta necessarie a respingere le scelte sbagliate dell’A.C., iniziando dal blocco del servizio straordinario A PARTIRE DA SABATO 28 OTTOBRE 2006.

RSU COMUNE DI FIRENZE

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L´assessore Nencini progetta una mezza rivoluzione. E dice ai lavoratori del Comune: "Non avete niente da temere"
Palazzo Vecchio appalta all´esterno
Il progetto riguarda mense, multe, sport, biblioteche e cimiteri
MASSIMO VANNI

«I dipendenti del Comune non hanno nulla da temere», è il calmante che l´assessore all´organizzazione Riccardo Nencini usa in premessa. «Ci sarà un confronto progetto per progetto con le Rsu», aggiunge pure l´ex segretario della Camera del lavoro fiorentina. Ma sui tempi nessuna concessione: sarà il 2007 l´anno delle grandi decisioni. E il progetto comincia ormai a prendere forma: cinque settori di Palazzo Vecchio affidati ad una gestione esterna.

IL FUTURO DEL COMUNE
L´assessore Nencini spiega perché si sta progettando di esternalizzare cinque settori dell´amministrazione pubblica
Palazzo Vecchio si snellisce 
"I dipendenti non temano"

Gestione esterna per recupero multe, servizi sportivi, biblioteche, mense e cimiteri ma senza licenziare nessuno

massimo vanni

Cinque settori «esternalizzati», come si dice in un brutto sindacalese: recupero multe, servizi sportivi, biblioteche, mense scolastiche e anche servizi cimiteriali. Il Comune del 2010 che Nencini immagina è un Comune che sa accogliere le nuove competenze, dal catasto ai permessi di soggiorno per gli immigrati, alle attività notarili derivanti dal decreto Bersani. Un Comune che svolge attività di inclusione sociale attraverso i servizi educativi e l´assistenza agli anziani. Ma proprio per questo un Comune più snello. Non nel numero dei dipendenti, visto che gli attuali lavoratori dei cinque settori resterebbero comunque al Comune. Ma nelle funzioni.

«Prendiamo il caso del recupero multe, ci sono 25 vigili oggi che svolgono questo servizio - dice Nencini - e affidare all´esterno il servizio significherebbe poter utilizzare quei vigili altrove». Affidare il recupero delle multe a chi? «Sto pensando ad una società controllata dal Comune, una società che già esiste - sostiene l´assessore - per esempio la Sas». Cioè la società dei servizi alla strada, oggi interamente pubblica (il Comune ha acquistato tempo fa le quote private che erano della Scaf).
Stesso schema per gli impianti sportivi, già per metà e forse più affidati in gestione a società sportive. «Si tratta di continuare, favorendo l´emersione di una pluralità di soggetti, a cominciare dalle società sportive: anche qui il punto non solo le risorse e gli eventuali risparmi che un affidamento esterno può comportare, il punto vero è quanto posso concentrare altrove le forze». Cioè i circa 100 dipendenti oggi impiegati nel settore sport. «Non sono convinto, abbiamo già affidato quello che era affidabile, gli impianti che sono ancora del Comune hanno al loro interno più società sportive e svolgono attività sociali», si oppone il diretto interessato, l´assessore allo sport Eugenio Giani.

Nencini però guarda anche alle biblioteche. «In questo caso non penso ad un vero e proprio affidamento esterno ma ad un braccio operativo attraverso la costituzione di una Istituzione, cioè una società di proprietà del Comune», continua il responsabile organizzazione. In questo caso, i dipendenti comunali che oggi lavorano nelle biblioteche continuerebbero ad essere dipendenti comunali e a lavorare nello stesso posto. L´Istituzione però potrà avvalersi anche di lavoro esterno: «E´ una questione di operatività», rileva Nencini.

Quarto settore nel mirino, le mense scolastiche. Anche qui, come per lo sport, secondo Nencini si tratta di continuare. Uscendo dalla gestione diretta, che oggi riguarda ancora 5 centri cottura: «E´ giusto che l´assessorato all´istruzione si concentri sul progetto di educazione 0-6 anni». Ma si tratta di un processo a lento ma necessario. Come per i servizi cimiteriali: «Quando il project-financing che abbiamo avviato avrà concluso la fase costruttiva passeremo all´affidamento della gestione». E anche in questo caso, dice il responsabile dell´organizzazione di Palazzo Vecchio, si dovrà arrivare ad una scelta radicale.
Le Rsu rumoreggiano e proclamano già lo stato di agitazione? «I lavoratori non hanno da temere, non credo sia possibile discutere questi processi senza i lavoratori e il mio modello esclude lo scontro», conclude Nencini.

LE RSU
Cecchi: "Assieme all´Iti uno dei settori più a rischio"
Agitazione nelle mense c´è aria di sciopero

MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 11/10/06

Poca chiarezza sull´operazione, molti dubbi sui diritti dei lavoratori, una diminuzione della qualità del servizio ed una critica di fondo: «Non si risolvono i problemi di Palazzo Vecchio con operazioni di finanza creativa». Così Stefano Cecchi, coordinatore delle Rsu del Comune, bolla l´operazione annunciata agli inizi di settembre dall´assessore Riccardo Nencini. Da allora, tutti i settori coinvolti sono in stato di agitazione, hanno tenuto assemblee, l´ultima delle quali, racconta Cecchi «stava già per trasformarsi in uno sciopero: i lavoratori erano arrabbiatissimi». In questo caso si trattava dei 40 lavoratori (cuochi e autisti) della refezione scolastica. «Questo settore, assieme all´ufficio casa, ai cimiteri, ai musei e biblioteche, al recupero contravvenzioni, sono al centro della annunciata esternalizzazione. Ma anche il passaggio dell´Iti allo Stato farà nascere grandi problemi al personale».

Nel caso delle mense, oltre al problema che «gli interessi delle multinazionali del catering e delle esternalizzazioni sono sotto gli occhi di tutti, vedi quanto successo a Campi», Cecchi ricorda che «quando vincono le gare, queste aziende assumono i lavoratori solo a tempo determinato, a 9 mesi». In tutto, sono tra i 250 e 300 i dipendenti coinvolti nel progetto di Nencini: «In molti casi, gli assunti a tempo determinato si vedranno stravolgere il contratto. E i tanti precari assunti in questi settori rischiano di finire a casa» sostiene Cecchi. Ultimo caso citato da Cecchi, l´Iti Leonardo da Vinci: «Se passa sotto lo Stato, tutto il personale docente finirà negli ultimi posti delle graduatorie: se in esubero, possono essere trasferiti ovunque - dice Cecchi – tutti problemi da affrontare con l´assessore: ma ancora non abbiamo avuto risposte chiare. E il personale rimane in agitazione».

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PALAZZO VECCHIO
Impiegati in agitazione
"No al passaggio di altre funzioni a Casa Spa"
da la Repubblica 28/9/06

No dei dipendenti dell´Ufficio casa del Comune ad un loro trasferimento a Casa Spa. E´ il risultato di una delle assemblee indette dalla Rappresentanze sindacali unitarie dopo le dichiarazioni dell´assessore all´organizzazione Riccardo Nencini, che aveva indicato questo settore, assieme a quello dei musei, biblioteche, sport, refezione scolastica, Iti, scuola e asili nido come quelli dove era possibile ipotizzare una riorganizzazione, fino a renderli in qualche modo esterni: come appunto, passare l´Ufficio casa a Casa spa, l´azienda pubblica che gestisce il patrimonio Erp. «Ribadiamo che tutte le funzioni trasferibili a Casa S. p. A sono già state in passato attribuite a tale società partecipata e trasferire il resto delle attuali competenze significherebbe passare la gestione pubblica di controllo all´ente controllato» dicono i dipendenti, che temono che il loro passaggio a Casa spa sia solo una operazione di «finanza creativa». E per questo motivo, annunciano «altre forme di lotta». Chiarimenti sulle scelte di Palazzo Vecchio vengono chiesti anche da Rifondazione comunista e Unaltracittà/unaltromondo, che hanno presentato una interrogazione. «Condividiamo lo stato di mobilitazione indetto in questi giorni dalle rsu - hanno dichiarato i consiglieri Anna Nocentini, Ornella De Zordo, Leonardo Pieri e Mbaye Diaw - è preoccupante che l´amministrazione comunale scelga la via delle esternalizzazioni».

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IL COMUNE
Agitazione dei dipendenti assemblee e possibili disagi

da la Repubblica 23/9/06

Le rappresentanze sindacali unitarie di Palazzo Vecchio hanno dichiarato lo stato di agitazione contro la giunta Domenici. A far arrabbiare le Rsu, le dichiarazioni dell´assessore all´organizzazione Riccardo Nencini che aveva ipotizzato novità nella gestione di alcuni servizi comunali, come la gestione dell´Ufficio casa direttamente da Casa spa, la nascita di una istituzione esterna per la gestione di musei e biblioteche, ed altri interventi simili per la refezione scolastica, sport, Iti, scuole materne ed asili. «Respingiamo l´ennesimo tentativo di screditare i lavoratori pubblici, insito nei processi di esternalizzazione in atto nel Comune di Firenze - scrive per le Rsu Stefano Cecchi - non possono essere ancora una volta proprio i lavoratori a pagare sulla propria pelle le scelte, peraltro discutibili, assunte dall´amministrazione comunale». Le Rsu hanno indetto lo stato di agitazione di tutto il personale. Fin da subito, partiranno numerose assemblee: giovedì scorso per asili nido e materne, il 25 settembre per l´Ufficio casa, il 28 per l´Iti, il 29 per biblioteche e musei, il 4 ottobre per la refezione ed il 12 ottobre per i servizi sportivi. In occasione delle assemblee, sono possibili disagi.
(m.f.)

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BAGNO A RIPOLI Soddisfazione espressa anche dai sindacati per l’accordo sulla parte normativa. L’estensione anche a chi non è di ruolo

Avanzamenti di carriera e produttività: intesa dipendenti-Comune

di Claudio Contrafatto su la Nazione 12/9/06

In un’atmosfera di generale soddisfazione è stato presentato ieri mattina in municipio a Bagno a Ripoli il contratto collettivo decentrato integrativo del personale del comune, presenti il sindaco Luciano Bartolini, l’assessore al personale, Alessandro Calvelli, il direttore generale, Marina Ristori, le Rappresentanze sindacali unitarie e le Organizzazioni sindacali provinciali. Il testo, siglato il 31 luglio scorso, contiene norme tese alla valorizzazione delle risorse umane con il miglioramento delle competenze professionali, specifiche sulla politica dell’orario di lavoro ed altre sul trattamento economico del personale. Le parti hanno anche concordato di attivare entro sei mesi un confronto in materia di lavoratori atipici, esternalizzazioni, processi di mobilità. All’accordo si è giunti alla fine di un lungo confronto durato un anno e mezzo. Lungo ma condiviso, ha detto Bartolini, e che porterà a una nuova e diversa valutazione e responsabilizzazione individuale del personale. 

La valutazione sarà rigorosa e permanente ma non ‘ispettiva’, pensata in termini di resa verso il cittadino-utente. Calvelli ha messo l’accento sul dialogo che si è instaurato sin dall’inizio della trattativa con i sindacati al di là dei momenti di criticità ed il clima è stato sempre costruttivo.

Marina Ristori ha messo l’accento sulla bontà dello strumento normativo concordato malgrado i lacci delle leggi attuali. Adesso, però,- ha concluso - l’amministrazione è chiamata al compito più difficile: l’applicazione concreta. Fanfani e Meazzini delle Rsu hanno sottolineato le novità caratterizzanti del contratto come l’accordo per l’estensione dello strumento normativo a tutti i lavoratori dell’ente, compresi quelli non di ruolo, e l’introduzione di un sistema di valutazione permanente, basato su criteri innovativi rispetto al passato, utilizzabile sia in fase di applicazione dell’istituto della produttività sia per gli auspicabili avanzamenti di carriera dei dipendenti.

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SAN PIERO A SIEVE I sindacati denunciano con un documento le inadempienze dell’amministrazione: «Problemi irrisolti da otto mesi»

Dipendenti in agitazione, cresce la tensione in Comune

di Riccardo Benvenuti su la Nazione del 28/5/06

C’è una certa tensione in comune a San Piero a Sieve, ma stavolta ad agitare la vita della Giunta di Alessia Ballini (nella foto) non è una polemica politica per il mancato completamente di qualche opera pubblica od un’interpellanza presentata dalle opposizioni di centro destra o di sinistra. E nemmeno qualche protesta portata avanti da cittadini che si sentono abbandonati dall’amministrazione comunale. 

Stavolta a tener alto il termometro della politica sono i dipendenti comunali che hanno dichiarato lo stato di agitazione. Fatto decisamente insolito per il panorama della giunte mugellane, basta infatti ricordare il clamore che lo sciopero contro l’amministrazione comunale di Borgo San Lorenzo indetto dalla Cgil e dall’allora Consiglio d’Ente in carica (l’antesignano delle attuali Rsu), uno sciopero che fu il primo effettuato a livello locale contro una giunta di sinistra. Tornando ai giorni nostri, in un volantino diffuso da Cgil funzione pubblica, Uil poteri locali e Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) i lavoratori del comune di San Piero a Sieve hanno dichiarato «lo stato di agitazione del personale del Comune in quanto da circa otto mesi attendono la risoluzione dei problemi contrattuali ad oggi insoluti a causa di un atteggiamento indifferente e non concludente da parte dell’Amministrazione Comunale».

Amministrazione che, secondo quanto affermato dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, pare sorda alle richieste dei dipendenti. «I lavoratori e le loro Rappresentanze Sindacali si rammaricano per gli effetti negativi e per i disagi ai servizi che tale agitazione potrà arrecare a tutta la cittadinanza, ma l’eccessivo protrarsi della inconcludente situazione vertenziale, rende insostenibile e difficoltosa l’ordinaria attività quotidiana».
All’Amministrazione Comunale è stato chiesto di dare seguito alle richieste dei lavoratori con fatti concreti. Il tempo dell’attesa, insomma, è già terminato.

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LA SVOLTA Firmato ieri un accordo innovativo che interessa 316 lavoratori

Rivoluzione in Comune a Sesto Fiorentino

Nel contratto dei dipendenti ora trionfa la meritocrazia

di Sandra Nistri su la Nazione 7/2/06

Meriti e diligenza nello svolgere il proprio lavoro e non semplice presenza in ufficio. D’ora in poi i 301 dipendenti a tempo indeterminato del Comune di Sesto e i circa 15 a tempo determinato per ottenere gli incentivi legati alla produttività non potranno più contare solo sulla loro assiduità dietro la scrivania ma dovranno essere sottoposti al giudizio del funzionario e dirigente del loro settore. Una vera rivoluzione giocata sulla “meritocrazia” quella introdotta dal contratto decentrato di lavoro per i lavoratori del Comune di Sesto firmato ieri dalla delegazione trattante dell’amministrazione (guidata dal direttore generale del Comune dottor Giuseppe Amodei) e dai sindacati dopo un anno e mezzo di trattativa: svolta davvero epocale anche per il colore politico della maggioranza che governa a Sesto che mai, almeno per quanto riguarda la macchina comunale, aveva proposto piattaforme del genere. 

L’accordo non riguarderà però né le persone assunte con contratto di collaborazione coordinata e continuativa né i contratti “ad personam”. Che la novità sia dirompente lo dimostra il fatto - spiega il sindaco Gianni Gianassi- “che il contratto approvato è il primo del genere nella provincia fiorentina ma probabilmente anche uno dei primi addirittura a livello regionale. Infatti viene sostituito il regime di produttività legato alle presenze, che fino ad oggi contavano per il 60%, con un sistema in cui invece assume la maggiore importanza la valutazione fatta sia dai funzionari che dai dirigenti. Il dato della presenza al lavoro rimarrà ma avrà un peso determinante l’esame del lavoro svolto da ogni singolo dipendente per dare modo a ciascuno, se esegue bene la sua mansione dalla più semplice a quella più complessa, di poter ottenere gli incentivi legati alla produttività”. 

I fondi a disposizione dell’amministrazione sestese per questo capitolo sono, in totale, un milione 437mila euro, un milione e 80mila dei quali previsti per la produttività, per le progressioni orizzontali con aumento di stipendio e le cosiddette “posizioni”. Circa 360mila euro saranno invece destinati, fra l’altro, ai “progetti speciali”. “Il contratto- sottolinea l’assessore al personale Massimo Andorlini- avrà decorrenza dal 2006 e dunque questi fondi cominceranno ad essere erogati ai dipendenti nei prossimi mesi”. Nell’accordo grande spazio ha anche la formazione che “nei prossimi tre anni- sottolinea il direttore Amodei- riguarderà tutti i dipendenti comunali e non più solo alcuni”.

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