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IL CASO
C´è da affrontare la rischiosa situazione degli 80 dipendenti dell´associazione
Unità di crisi di Comune e Provincia per il crollo di Confcommercio

MARZIO FATUCCHI su la Repubblica 31/12/06

Si riunirà lunedì 8 gennaio l´Unità di crisi messa in piedi da Comune e Provincia per affrontare il problema del crollo deficitario di Confcommercio. A chiederla con insistenza sono stati i sindacati, che temono che ritardi e incertezze possano mettere a rischio la situazione degli oltre 80 dipendenti dell´associazione di categoria fiorentina alla prese con oltre 10 milioni di euro di debiti. «Incontreremo con l´assessore provinciale Stefania Saccardi le parti e costruiremo una valutazione che difenda li interessi di chi è rimasto a piedi: i lavoratori» dice l´assessore comunale alle politiche del lavoro, Riccardo Nencini.

«L´unità di crisi credo debba farsi anch´essa carico e parte attiva per avere impegni chiari dalla Confcommercio nazionale» aggiunge Sergio Pestelli della Filcams Cgil, che chiede esplicitamente ai vertici romani di fare di più: «Finora ci hanno dato solo rassicurazioni verbali, nessun impegno formale. Vogliamo evitare un paradosso, che Roma venga a dare una soluzione parziale e la dobbiamo anche ringraziare. La Confcommercio per noi è unica, anche se le loro regole sono diverse e parlano di autonomia dei livelli locali» insiste Pestelli.

L´assemblea dei soci di Confcommercio si terrà il prossimo 10 gennaio: nel frattempo, si sprecano le voci sul futuro delle società detenute dall´associazione. Su una di queste, la Comservice, fulcro delle attività di servizi alle imprese e di promozione finanziaria, alcuni associati si dicono preoccupati: parte del personale è stato collocato alla Cofidi (nata sotto il patrocinio ma formalmente autonoma da Confcommercio) già nello scorso luglio, si teme che possa essere svuotata delle sue funzioni. Fonti sindacali confermano il trasferimento di due dipendenti e ipotizzano che qualche servizio già svolto in collaborazione con Cofidi possa uscire dalla Comservice, ma senza particolare preoccupazione. «La Comservice proseguirà tranquillamente nella sua attività di servizi», dice Marco Squillantini, il presidente in carica della spa detenuta al cento per cento da Confcommercio, che attende le decisioni dell´assemblea dei soci del 10 gennaio per avere indicazioni. Ma lo stesso Squillantini conferma che «ci sono proposte estremamente avanzate con diverse entità, sia dall´ambito dell´associazione che private, per il salvataggio di tutte le società di Confcommercio. Ho il dovere di esaminarle tutte, ma la decisione su cosa fare spetterà all´assemblea dei soci». 

La Cgil però è preoccupata sulle voci di uno "spacchettamento" di queste e delle altre società di Confcommercio, cioè Policom e Cat. «Sarebbe un fatto negativo: si corre il rischio di una perdita di riferimenti assodati nel dialogo sociale, si andrebbe verso soggetti che risponderebbero non ad un rappresentanza vera ma a logiche lobbistiche. Si abbasserebbe il livello del dialogo sociale della città» dice Pestelli.

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La svolta. L'associazione risorge: cambiano i vertici e gli uffici, ma i fiorentini pensano di fare ricorso al Tar

Nasce la nuova Confcommercio

da Roma arriva Bernabò Bocca

Il vicepresidente vicario ha ricevuto da poco la delega per rilanciare la sede cittadina

Clara D'Acunto su Il Firenze 29 Dicembre

Confcommercio Firenze risorge sotto il segno di Bernabò Bocca. Il vicepresidente vicario dell'associazione e presidente di Federalberghi sarà l'uomo della svolta, mandato da Roma per rimettere in piedi l'associazione decaduta. Dalle ceneri di via Ponte alle Mosse, nascerà una Confcommercio rinnovata: nuovi i vertici e nuova la sede. Il presidente nazionale Carlo Sangalli aveva avvisato: «L'associazione fiorentina vivrà, anche senza continuità». E così è stato. Bocca ha già incontrato le massime cariche del panorama istituzionale ed economico locale ed entro febbraio la sua delega sarà effettiva.

Per ora la sua "permanenza" è solo provvisoria, ma ci sono tutti i motivi per credere che, a Firenze, Bocca ci resti per molto tempo.

AVRÀ A DISPOSIZIONE diversi milioni di euro da investire nell'arco di un triennio. Una dote di tutto rispetto per far ripartire la difettosa macchina dell'associazione, a partire dai servizi per i soci. Il nuovo gruppo dirigente sarà rinnovato, tutti nomi da scegliere tra personaggi fiorentini di spicco. Poi c'è il capitolo personale. 

Gli 86 dipendenti sono troppi per la nuova associazione e qualcuno verrà inevitabilmente lasciato fuori, ma sembra che sia previsto un fondo di solidarietà per rendere più "morbido" il passaggio. La nuova sede dovrebbe sorgere in piazza D'Azeglio, nei pressi dell'Ente Bilaterale turismo toscano.

Tutto pronto dunque. Se però Roma ha già predisposto il piano di rilancio nei minimi dettagli, Firenze preferisce andare con i piedi di piombo. L'assemblea dei soci è prevista entro i primi dieci giorni di gennaio e in quella sede i vecchi vertici decideranno come muoversi.

La scelta è tra impugnare la decisione di Roma e avviare il ricorso al Tribunale amministrativo regionale o lasciare che il percorso avviato dalla sede nazionale prenda corpo.

IL TEMPO a disposizione per avviare la procedure sta per scadere (30 giorni a partire dalla delibera della Giunta Confcommercio Nazionale che lo scorso 13 dicembre ha sancito la decadenza della sede) e fino a ora sembra che nessun socio abbia preso iniziative. Intanto, tra le manovre parallele che tolgono spazio alle festività dei vertici romani e fiorentini, i dipendenti di Confcommercio vivono sempre più nell'incertezza.

«Nulla ci è stato comunicato e fino ad ora non abbiamo ricevuto nessuna garanzia concreta - ha dichiarato Sergio Pestelli della Filcams Cgil - Aspettiamo i prossimi movimenti. Intanto tutti i dipendenti hanno avviato la procedura di messa in mora per chiedere la retribuzione degli stipendi arretrati». Una "quasi" buona notizia è arrivata per Natale: ai lavoratori è stata corrisposta la quattordicesima.

Ancora poco, certo, rispetto a quanto gli spetta di diritto.

«L'importante è fare in fretta - commenta Pestelli - non è più possibile andare avanti in questo modo».

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Una lettera al presidente
 I dipendenti Confcommercio chiedono aiuto a Sangalli

I sindacati puntano a «traghettare» il personale nella futura associazione

da la Nazione 16/12/06

INVIARE UNA LETTERA al presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli, per chiedere un incontro con i dipendenti dell'associazione fiorentina. La decisione è stata presa ieri dai lavoratori e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, durante l'assemblea organizzata nella sede Confcommercio di via Ponte alle Mosse 167. Obiettivo della riunione, decidere il da farsi dopo che la giunta nazionale ha deliberato la decadenza della Unione del Commercio e del Turismo della Provincia di Firenze «in considerazione della situazione di dissesto economico-finanziario dell'Unione di Firenze e per il suo connesso impatto sulle strutture organizzative e funzionali dell'Unione medesima». 

Nello stesso documento, la giunta nazionale aveva dichiarato di volersi impegnare «a ricercare ogni soluzione utile ad assicurare forme concrete di solidarietà nei confronti delle famiglie dei lavoratori dell'Unione di Firenze». Ora occorre quindi capire come queste parole possano concretizzarsi. Se cioè una futura Confcommercio fiorentina possa assorbire i lavoratori della vecchia, già da mesi senza stipendio. Proprio per capirlo, i lavoratori hanno deciso di chiedere l'incontro con Sangalli e con i vertici romani. Lunedì inoltre, le Rsa e una rappresentanza dei lavoratori saranno in consiglio comunale, a Firenze, durante la discussione del punto all'ordine del giorno che riguarda la crisi Confcommercio.

«Il nostro obiettivo - hanno spiegato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil - è chiedere al sindaco di proseguire nel suo impegno per far passare i dipendenti della Confcommercio fiorentina dalla vecchia alla futura associazione. La solidarietà della quale parla la giunta nazionale deve tradursi nel pagamento degli stipendi non elargiti e nel mantenimento dei posti di lavoro».

L’OBIETTIVO è insomma il «traghettamento» degli 86 dipendenti in una nuova associazione che, subito o fra un po’ di tempo, possa nuovamente fregiarsi del nome Confcommercio. E se il progetto non andasse in porto? Il dubbio se lo sono posto in tanti, ieri mattina. E l’unica ipotesi possibile, secondo i sindacati, pare quella di procedere singolarmente alla messa in mora dell'azienda per gli stipendi non percepiti. Un passaggio che permetterebbe anche ai dipendenti le dimissioni per giusta causa in caso di nuove offerte di lavoro, senza obbligo di preavviso e rinuncia alla liquidazione. Ma, ovviamente, la speranza generale è che l’esperienza fiorentina di Confcommercio, fatta anche delle singole storie e capacità di suoi dipendenti, non finisca qui. Anche per questo, da lunedì, gli uffici di via Ponte alle Mosse saranno regolarmente aperti al pubblico. E garantiranno i servizi di sempre.

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Il regalo di Natale: restano senza lavoro

Alla Confcommercio di Firenze 85 impiegati in bilico dopo la decadenza dell’associazione

GLI 85 DIPENDENTI di quella che fu la Confcommercio di Firenze hanno scioperato ieri mattina. Incontro a Roma tra il sindaco Domenici e il vicepresidente Bernabò Bocca che ha garantito azioni di solidarietà per i lavoratori

da l'Unità 15/12/06

Dice (e c’è da scommettere che non c’è retorica in queste parole) uno che da anni è associato della fu Confcommercio di Firenze. «Per quello che possono tengono da soli in piedi la baracca. La loro reazione è stata esemplare. Per loro si deve provare ammirazione e rispetto».

Loro sono gli 85 dipendenti dell’associazione del commercio che, da mercoledì, è stata dichiarata decaduta dalla giunta nazionale della Confcommercio. Loro sono quelli che da settembre non percepiscono lo stipendio e che a luglio non hanno ricevuto la 14ma mensilità prevista dal contratto. 

Loro sono quelli che in tutto questo tempo hanno continuato e continuano a lavorare in una struttura che, comunque, esiste ancora (ieri la presidenza ha confermato che «l’Unione del commercio e del turismo di Firenze non cessa la sua attività fino a un’eventuale decisione presa dall’assemblea straordinaria che si terrà a breve»). 

Loro, ieri mattina, hanno scioperato dalle 11 alle 13 prima di essere ricevuti dai capigruppo del consiglio comunale mentre il sindaco Domenici, a Roma, incontrava il vicepresidente vicario nazionale Bernabò Bocca. «Bocca ha assicurato che Confcommercio intende affrontare il problema degli arretrati, che pensa ad azioni di solidarietà alle famiglie e che avanzerà una proposta in tempi brevi» ha spiegato il sindaco che ha offerto il suo ruolo di sostegno e garanzia ed ha sollecitato Bocca a coinvolgere anche altri soggetti istituzionali. Il vicepresidente ha accolto l’invito e sarà a Firenze la prossima settimana, per incontrare anche il presidente della Provincia e il presidente della Camera di Commercio. Nel contempo ha anche confermato la volontà di riaprire una nuova associazione che potrebbe riassorbire parte dei dipendenti.

I quali, dal canto loro, si riuniranno stamani in assemblea presso la sede di via Ponte alle Mosse. «Siamo rammaricati - spiegano le Rsu - per la decisione presa dalla Confederazione. I dipendenti garantiscono di essere in grado di rispondere alle esigenze degli associati continuando a svolgere il proprio lavoro con estrema professionalità, come hanno fatto fino ad oggi con non immaginabili difficoltà». Apprezzamento è stato da loro espresso per le dichiarazione con cui la Confederazione ha garantito l’impegno ad assicurare «una nuova forte presenza di Confcommercio a Firenze» ed in questo senso «auspicano che proprio dal personale dipendente, dai soci e dagli utenti dei servizi si potrà ripartire in tempi brevissimi».

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CONFCOMMERCIO
Dopo lo sciopero oggi l´assemblea i dipendenti temono per il futuro

da La Repubblica 15/12/06

OGGI assemblea dei dipendenti di Confcommercio che rischiano i posto di lavoro dopo la decisione dei vertici nazionali di chiudere la sede fiorentina. Ieri hanno scioperato due ore, sono stati ricevuti dai capigruppo e dal presidente del consiglio di Palazzo Vecchio. Stanno attrezzandosi a livello legale per garantirsi tre stipendi, la tredicesima e la quattordicesima mai ricevuti. Soprattutto di loro ha parlato ieri a Roma con il vice presidente nazionale di Confcommercio, Bocca, il sindaco Domenici. Bocca ha promesso di studiare una soluzione per gli arretrati e non meglio definite forme di «solidarietà» per le famiglie. Da lunedì saranno a Firenze tre esponenti di Confcommercio nazionale per iniziare a discutere di come rifondare una nuova associazione dei commercianti possibilmente guidata all´inizio da Roma. Il presidente dimissionario Brogioni comunica che il deficit riguarda gli anni 1994-2005 e non il 2006 in cui c´era lui. Nega che sia di 11 milioni come ormai si dice ma dichiara 7.971 mila euro .

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La giunta nazionale guidata da Carlo Sangalli l´ha dichiarata all´unanimità "decaduta"
Chiusa Confcommercio Firenze 61 anni di storia,11 milioni di buco

ILARIA CIUTI su La Repubblica 14/12/06

Quello che si temeva ma che fino a ieri si è cercato di evitare è successo. Confcommercio chiude. L´associazione fiorentina è «decaduta». Lo ha decretato ieri all´unanimità la giunta nazionale guidata da Carlo Sangalli nei confronti dell´associazione fiorentina. Finisce la storia di una parte dei commercianti fiorentini lunga di sessantun´anni, travolta da un buco che dai cinque milioni dichiarati prima dell´estate dall´ultimo presidente, Maurizio Brogioni, è lievitato fino a otto e adesso pare addirittura a undici. Sarebbe proprio questa cifra esorbitante, insieme alla manomissione di alcuni file di ordinaria contabilità scoperta dalla Finanza e le possibili inquietanti pendenze giudiziarie, a consigliare alla giunta romana la via della decadenza. Qualcuno dice che sono stati gli avvocati a consigliarlo. 

Impercorribile in questa situazione la via del commissario, magari il vice nazionale Bocca, l´unico finora a spendersi per la continuità di Firenze ma che ieri ha votato anche lui che gli altri e che oggi incontrerà a Roma il sindaco. Domenici è preoccupato anche per la sorte degli 85 dipendenti senza stipendio da settembre e ora a rischio di trovarsi da un momento all´altro sulla strada.
E´ «la fine di un sogno», dichiara romanticamente il Patto per Firenze, il gruppo formatosi intorno a Franco Torrini con l´intento di non fare chiudere ma di rinnovare l´associazione. «Esprimiamo - aggiunge il Patto - sdegno verso i responsabili di questa grave perdita per la città di Firenze». Una perdita che fa ribellare a Roma via Ponte alle Mosse. «Ci hanno preso in giro», dicono alcuni di quanto resta del gruppo Brogioni dopo essersi affannati a redigere in quattro giorni un piano industriale che convincesse i vertici nazionali e averglielo portato inutilmente la sera di martedì.

Il laconico comunicato romano parla di impegno per «una nuova forte presenza di Confcommercio sul territorio fiorentino». Ma cosa vuol dire? ci si domanda a Firenze. Il Patto dichiara la disponibilità a rifondare una nuova associazione di «liberi imprenditori». Ma a cosa pensa Roma? Sicuramente dovrebbe trattarsi di associazione nuova, con altra sede, altro logo, dirigenti non coinvolti con le ultime tre giunte deficitarie, da quella di Paolo Soderi a quelle di Giovanni Biagiotti e Maurizio Brogioni. C´è chi ipotizza, come sede, una parte di quella regionale che dai tempi di Soderi non è stata mai più amica di Firenze. Ma, in ogni caso, come si fa a pensare a un´associazione che sia in qualche modo collegata a Confcommercio ma scollegata da debiti e pendenze giudiziarie? I legali lavorano, ma i risultati per ora sono incerti. Nel frattempo si prospetta un fuggi fuggi da un´associazione già calata in tre anni da 3.200 a 2.700 iscritti. Chi, per esempio in via Calzaiuoli, propende per traghettare verso Confesercenti. Chi, come alcuni interi sindacati interni, sogna di entrare pari pari, in altre associazioni, per esempio Api o Confartigianato. I dipendenti si riuniscono domani in assemblea.

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CONFCOMMERCIO FIRENZE
AAA presidente cercasi E i dipendenti scioperano

sull'Unità / Firenze 30/11/06

Una barca alla deriva. Con un comandante che ha già deciso di abbandonare il timone e nessuno che, a oggi, sia disposto a prendere il suo posto. Proseguendo nella metafora marinara, l’unica certezza, al momento, è che la Confcommercio fiorentina non naviga in buone acque. 

Ieri, per la prima volta nella sua storia, i dipendenti dell’associazione di commercianti sono scesi in sciopero (non percepiscono lo stipendio da 3 mesi ma nonostante questo continuano a lavorare «per non abbandonare i commercianti») e si sono recati a Roma dove una delegazione è stata ricevuta dall’amministratore delegato Giovanni Bort per cercare una soluzione condivisa alla vicenda. 

Parallelamente, però, c’è anche la questione legata al nuovo presidente. La cordata che ha provato (da destra) la scalata all’associazione è naufragata di fronte alla presa di distanza del vicepresidente nazionale Bernabò Bocca e, di lì a poco, sono decadute la candidatura a presidente (quella di Torrini) e di 9 membri di giunta. Per stasera, in grande urgenza, è stata convocata una nuova assemblea che dovrà decidere se, come previsto, andare al voto entro il 15 dicembre (ma senza un candidato ufficiale) oppure rimandare la tornata elettorale.

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Confcommercio: lavoratori senza stipendio da 3 mesi

Cento dipendenti della sede di Firenze manifestano a Roma. I manifestanti a Carlo Sangalli, presidente della sede nazionale: "Aiutaci a vincere questa guerra"

da Romaone.it

Roma, 29 novembre 2006 - Un centinaio di dipendenti della sede fiorentina di Confcommercio, senza stipendio da tre mesi, sono arrivati a Roma per manifestare. Una delegazione è stata ricevuta dall'amministratore delegato Giovanni Bort mentre gli altri stazionano all'esterno dell'edificio a piazza Belli. Nonostante la mancanza dello stipendio non hanno smesso di lavorare e chiedono in coro al loro presidente Sangalli di aiutarli a superare questo momento: "Abbiamo combattuto insieme tante battaglie aiutaci a vincere questa guerra, noi e i nostri soci non siamo da cancellare".

I cartelli dei manifestanti sottolineano la centralità di Firenze come polo commerciale del paese - " Sessant'anni di storia li volete buttare via così?" - e ancora - "Firenze città di turismo e commercio. Proprio qui facciamo scomparire Confcommercio.".

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Niente 14ma né mensilità di ottobre, in forse anche dicembre e 13ma: "E sulla sede fiorentina deciderà il consiglio nazionale del 5"

Confcommercio, il fronte del no

I dipendenti vanno a Roma ma si vedono negare stipendi e futuro

da l'Espresso

Andati e tornati. Non solo profondamente delusi, ma fortemente allarmati. I dipendenti di Confcommercio che ieri hanno scioperato tutti e 87, quanto ormai sono rimasti, si sono pagati il pullman e sono andati a Roma. A vedere se finalmente qualche dirigente nazionale li ricevesse dopo averlo invano chiesto finora e essere rimasti pazientemente senza le retribuzioni dovute: niente quattordicesima, niente stipendio di ottobre e molto in forse quello di dicembre e la tredicesima. «Abbiamo chiesto che il lavoro venisse pagato, un´elementare e minima questione di giustizia - dice il segretario Filcams-Cgil fiorentino, Sergio Pestelli - Abbiamo anche chiesto rassicurazioni sul futuro dell´associazione rimasta senza più gruppo dirigente. Ci hanno risposto picche in tutti e due i casi. Non si sono vergognati a dire che sugli stipendi non potevano darci nessuna rassicurazione, Neanche le briciole di porre la questione come prioritaria nel consiglio nazionale del 5 dicembre in cui ci hanno detto saranno decise le sorti di Firenze».

Dovrebbe venir deciso se la sede che ha circa otto milioni di deficit può o non può venire aiutata finanziariamente, condizione ormai di sopravvivenza. Ma si parla di questioni molto gravi che avrebbero determinato il buco, di responsabilità anche romane tanto è vero che sarebbe stata aperta, oltre a quella della Procura di Firenze, anche un´inchiesta presso la Procura romana. L´associazione nazionale dunque non si muove. Tanto più che la rissa interna, a Firenze incandescente, si è trasferita anche a Roma, dove ognuno ha un´idea diversa su come rimediare o meno al disastro fiorentino. Quello che però sembra certo è che gli avvocati abbiano sconsigliato ai vertici nazionali, proprio per via delle ventilate possibili connivenze tra le passate gestioni romana e fiorentina, di sbilanciarsi troppo nel sostenere Firenze. Una strada in fondo a cui si profila la temuta parola «decadenza», lasciar decadere, come si dice in gergo, la sede fiorentina e poi magari farne una del tutto nuova, in un altro posto, di altre dimensioni. I sindacalisti raccontano che l´amministratore delegato nazionale Giovanni Bort gli avrebbe detto: «Non possiamo permetterci di non avere una Confcommercio a Firenze». Ma avrebbe anche aggiunto: «O con elementi di continuità o di discontinuità». Sono questi ultimi a allarmare.

Oltre a Bort, che è il tesoriere e dunque personaggio di snodo in questa vicenda, i dipendenti ieri hanno incontrato il direttore generale Luigi Taranto e l´addetto alle relazioni sindacali dell´associazione nazionale. «Tra tutti, non sono stati capaci di dire altro che ci sarà una discussione il 5 dicembre. Nessuno che si sia neanche minimamente preoccupato di dare assicurazioni se non altro sugli stipendi. La situazione sembra davvero compromessa, ma la cosa triste è che a farne le spese sono i lavoratori», è il commento dei sindacalisti dopo la gita senza esiti di ieri. (30 novembre 2006)

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LUCI E OMBRE SUL COMMERCIO
Niente 14ma né mensilità di ottobre, in forse anche dicembre e 13ma: "E sulla sede fiorentina deciderà il consiglio nazionale del 5"
Confcommercio, il fronte del no
I dipendenti vanno a Roma ma si vedono negare stipendi e futuro

Hanno scioperato tutti e 87 i lavoratori e si sono pagati il viaggio in pullman
Anche la procura di Roma, dopo quella di Firenze, avrebbe aperto un´inchiesta

da La Repubblica 30/11/06

ANDATI e tornati. Non solo profondamente delusi, ma fortemente allarmati. I dipendenti di Confcommercio che ieri hanno scioperato tutti e 87, quanto ormai sono rimasti, si sono pagati il pullman e sono andati a Roma. A vedere se finalmente qualche dirigente nazionale li ricevesse dopo averlo invano chiesto finora e essere rimasti pazientemente senza le retribuzioni dovute: niente quattordicesima, niente stipendio di ottobre e molto in forse quello di dicembre e la tredicesima. «Abbiamo chiesto che il lavoro venisse pagato, un´elementare e minima questione di giustizia - dice il segretario Filcams-Cgil fiorentino, Sergio Pestelli - Abbiamo anche chiesto rassicurazioni sul futuro dell´associazione rimasta senza più gruppo dirigente. Ci hanno risposto picche in tutti e due i casi. Non si sono vergognati a dire che sugli stipendi non potevano darci nessuna rassicurazione, Neanche le briciole di porre la questione come prioritaria nel consiglio nazionale del 5 dicembre in cui ci hanno detto saranno decise le sorti di Firenze».

Dovrebbe venir deciso se la sede che ha circa otto milioni di deficit può o non può venire aiutata finanziariamente, condizione ormai di sopravvivenza. Ma si parla di questioni molto gravi che avrebbero determinato il buco, di responsabilità anche romane tanto è vero che sarebbe stata aperta, oltre a quella della Procura di Firenze, anche un´inchiesta presso la Procura romana. L´associazione nazionale dunque non si muove. Tanto più che la rissa interna, a Firenze incandescente, si è trasferita anche a Roma, dove ognuno ha un´idea diversa su come rimediare o meno al disastro fiorentino. Quello che però sembra certo è che gli avvocati abbiano sconsigliato ai vertici nazionali, proprio per via delle ventilate possibili connivenze tra le passate gestioni romana e fiorentina, di sbilanciarsi troppo nel sostenere Firenze. Una strada in fondo a cui si profila la temuta parola «decadenza», lasciar decadere, come si dice in gergo, la sede fiorentina e poi magari farne una del tutto nuova, in un altro posto, di altre dimensioni. I sindacalisti raccontano che l´amministratore delegato nazionale Giovanni Bort gli avrebbe detto: «Non possiamo permetterci di non avere una Confcommercio a Firenze». Ma avrebbe anche aggiunto: «O con elementi di continuità o di discontinuità». Sono questi ultimi a allarmare.

Oltre a Bort, che è il tesoriere e dunque personaggio di snodo in questa vicenda, i dipendenti ieri hanno incontrato il direttore generale Luigi Taranto e l´addetto alle relazioni sindacali dell´associazione nazionale. «Tra tutti, non sono stati capaci di dire altro che ci sarà una discussione il 5 dicembre. Nessuno che si sia neanche minimamente preoccupato di dare assicurazioni se non altro sugli stipendi. La situazione sembra davvero compromessa, ma la cosa triste è che a farne le spese sono i lavoratori», è il commento dei sindacalisti dopo la gita senza esiti di ieri.

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CONFCOMMERCIO
Dipendenti senza stipendio protesta a Roma

da l'Unità 29/11/06

Sono partiti oggi in pullman 70 dipendenti della Confcommercio di Firenze alla volta di Roma per parlare con il presidente Carlo Sangalli per chiedere certezze sul loro futuro. I 100 dipendenti non hanno ricevuto la 14esima di luglio, e nemmeno lo stipendio di ottobre. Forse non sarà loro versato neanche quello di novembre. Per Sergio Pestelli, segretario provinciale della Filcams-Cgil i lavoratori hanno «bisogno di una controparte con cui confrontarsi». I lavoratori chiedono certezze, inizia a mancare il toner per i fax e ci sono gli affitti da pagare. a.d.l.

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LA PROTESTA

Confcommercio I dipendenti marciano su Roma

da la Nazione 29/11706

SI SENTONO abbandonati, senza interlocutori né a Firenze né a Roma e, soprattutto, senza stipendi. I circa 100 dipendenti di Confcommercio dicono basta e incrociano le braccia. Oggi hanno proclamato una giornata di sciopero, la prima nella storia dell’associazione di categoria fiorentina, e una delegazione, accompagnata dalle rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, è in queste ore a Roma dal presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, per chiedere spiegazioni e trovare certezze. «In questi mesi di assenza del gruppo dirigente fiorentino, sono stati i dipendenti a sostenere l’associazione, lavorando e mettendo il massimo impegno nello svolgimento delle mansioni, quasi come se la grave situazione non li riguardasse», spiega Pietro Baio, segretario generale della Uil-Tucs Toscana. «Ora però siamo stanchi», dichiara Sergio Pestelli, segretario provinciale della Filcams-Cgil.

«I dipendenti – prosegue Pestelli – non hanno ricevuto la quattordicesima mensilità di luglio, né hanno riscosso lo stipendio di ottobre. A breve ci saranno le feste natalizie e questa è una spada di Damocle troppo pesante da sostenere». «Per questo – insiste Baio – i lavoratori hanno deciso di autofinanziarsi per noleggiare un pullman e andare a Roma. Auspichiamo che da questo incontro con il presidente nazionale possa arrivare una schiarita.
Anche perché gli avevamo inviato una lettera, ma non abbiamo ottenuto risposte».

E alle già tante preoccupazioni, se ne è aggiunta un’altra: il ritiro di due giorni fa delle candidature di Franco Torrini e della sua squadra.
«Il 4 e il 5 dicembre prossimo – spiega Baio – si devono tenere le elezioni per il nuovo gruppo dirigente. Ma con quali candidati, se proprio due giorni fa si sono ritirati?» «Non sappiamo più nulla», conclude Massimo Falorni della Filcams-Cgil. «Ci mancano dei passaggi, sappiamo che la società di revisione contabile ha finito il suo lavoro, ma non ci risulta che sia stata ancora presentata la relazione tecnica, nella quale è indicata la reale consistenza del deficit dell’associazione». In attesa di conoscere l’esito dell’incontro romano, i rappresentanti sindacali non escludono ulteriori forme di protesta.
Monica Pieraccini

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LAVORO: CONFCOMMERCIO; SCIOPERO GENERALE DIPENDENTI FIRENZE DELEGAZIONE A ROMA PER CHIEDERE CERTEZZE SU FUTURO ASSOCIAZIONE 

Stipendi non retribuiti e incertezza sul futuro, i pendenti della Confcommercio di Firenze indicono uno sciopero generale per tutta la giornata di domani. Sempre domani una delegazione di 70 lavoratori si recherà,insieme ai sindacati,a Roma per chiedere un incontro con la dirigenza nazionale dell' associazione. E' quanto annunciato oggi da Sergio Pestelli, segretario provinciale della Filcams-Cgil, e Pietro Baio, segretario toscano Uil-Tucs ricordando che "i circa 100 dipendenti della Confcommercio di Firenze non hanno ancora riscosso la 14ma di luglio, lo stipendio di ottobre e tra poco anche quello di novembre. 

Non è comunque - hanno aggiunto - solo una questione di stipendi, vogliamo anche risposte concrete sul futuro dell' associazione perché a oggi ci troviamo davanti a una situazione estremamente incerta. I primi di dicembre ci saranno infatti le elezioni per il nuovo presidente, ma ieri sono state ritirate le candidature. Questo è un segnale gravissimo per l' avvenire dell' associazione". Da qui la scelta di andare domani a Roma per ottenere un incontro con i vertici nazionali

"Andiamo a Roma con molte incertezze - hanno detto ancora i rappresentanti sindacali - perché al momento non abbiamo la sicurezza di essere ricevuti, nonostante siano state inviate lettere in merito. Vorremo essere ascoltati - hanno concluso - vista una situazione che si protrae ormai da molti mesi e dato che per la mancanza del gruppo dirigente, sono i lavoratori a tenere in piedi l' associazione". (ANSA). 28/11/2006 - 16.45.39

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Già pagato il pullman che il 29 novembre li porterà alla sede nazionale dell´organizzazione
Confcommercio, dipendenti in rivolta
Senza stipendio da ottobre: sciopero e protesta a Roma

da La Repubblica 23 Novembre 2006

ORA Basta. Ora si sono ribellati. Vogliono protestare, farsi sentire. I circa cento dipendenti di Confcommercio hanno deciso nel corso di un´assemblea che ha visto solo due astensioni alla votazione finale, di dare battaglia. Senza la quattordicesima, senza lo stipendio di ottobre e con molte probabilità anche senza quello di novembre, il 29 sciopereranno. Hanno già pagato le quote per il pullman che li porterà a Roma, dal presidente Sangalli a cui avevano invano chiesto un incontro, alla sede nazionale dell´associazione da cui si spera arrivi un aiuto per pagare il debito denunciato in cinque milioni dal presidente dimissionario Maurizio Brogioni e che forse salirà a quasi otto secondo la società di revisione Price Waterhouse. Hanno dichiarato «lo stato di agitazione». E stasera presidieranno l´assemblea dove Brogioni rivelerà le conclusioni della Price.

Lo stipendio di ottobre è stata una vera brutta sorpresa. Da Roma erano stati promessi i soldi per pagarlo, Brogioni era tornato convinto: «Li ho in tasca», aveva detto. Poi però non si è visto più niente e i dipendenti sono rimasti a bocca asciutta. La speranza è che non accada lo stesso per il sostegno sul debito....

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Oggi l´ultima possibilità di un ripensamento sul versamento di un milione
I sindacati si appellano a Roma: "Salvate la Confcommercio"

da la Repubblica 19/9/06

OGGI la sentenza per Confcommercio. Il consiglio direttivo dell´associazione nazionale dovrà decidere se confermare la decisione della presidenza di non dare più a Firenze il milione di euro promesso per iniziare a uscire dalla crisi scoppiata dopo il buco di circa sei milioni in bilancio. La speranza di sopravvivenza della sede fiorentina è appesa a questo filo e le rsu dei 110 dipendenti come i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil si appellano a Roma e ai dirigenti fiorentini. Chiedono al consiglio nazionale di ripensarci e di dare a Firenze quel milione che potrebbe convincere le banche a collaborare. Altrimenti, spiegano, «le conseguenze sono facilmente intuibili». Si chiude e si licenzia. Noi, ricordano, ci siamo mostrati responsabili verso l´associazione in crisi, le imprese associate, i lavoratori. Adesso, continuano, tocca a voi «avere uno scatto di responsabilità per scongiurare conseguenze drammatiche». Rsu e sindacati si appellano a Confcommercio nazionale perché si possa avviare il piano di risanamento della sede fiorentina assicurando di essere pronti a discutere e trattare un accordo che lo possa sostenere. Infine, un avviso ai dirigenti locali: noi ci impegneremo se Roma ce ne darà la possibilità, è il succo del discorso, non osiamo neanche ipotizzare che i dirigenti locali non facciano altrettanto. (i.c.)

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Firenze 18 Settembre 2006

- Alla Presidenza della Confed. Generale del Commercio.

- Ai membri del Consiglio Direttivo Nazionale di Confcommercio.

- Al Presidente e agli organismi dirigenti di Confcommercio Firenze.

In queste ore la possibilità che le lavoratrici e i lavoratori della Confcommercio di Firenze possano rischiare il loro posto di lavoro si è resa più concreta; ciò è confermato dalle informazioni provenienti dall’interno dell’Associazione fiorentina e da quella romana che la stampa locale ha puntualmente riportato.

Se domani (Martedì 19) il Consiglio Nazionale deciderà di non concedere gli aiuti economici (più volte indicati in un milione di euro) non si concretizzerà il piano economico e di ristrutturazione, necessari al conseguimento del supporto degli istituti di credito..! Le conseguenze sono facilmente intuibili!

Le OOSS e la RSU di Confcommercio, assieme ai lavoratori, hanno finora affrontato la vicenda con il massimo di responsabilità e discrezione, sollecitando fin dall’inizio i gruppi dirigenti locali e nazionali al massimo impegno nell’interesse dell’Associazione, dei servizi erogati, del patrimonio di imprese che ne fruiscono e dei lavoratori che garantiscono con professionalità tutte le attività aziendali.

E’ essenziale uno scatto di responsabilità, di buon senso, da parte del gruppo dirigente, tale da costituire il fondamentale banco di prova verso l’impegno di tutti a scongiurare le conseguenze drammatiche che potrebbero profilarsi.

Con questa nota le OOSS e le RSU intendono lanciare un appello alla Presidenza nazionale di Confcommercio e al Consiglio Direttivo, affinché, al di la delle scelte relative agli assetti, sia dato il via al piano economico-finanziario e conseguentemente a quello di risanamento che, tramite il confronto e la trattativa sindacale, potranno prefigurare un accordo che apra una nuova prospettiva all’associazione e al futuro delle famiglie di chi vi lavora.

Se ciò avverrà, sindacati e lavoratori potranno costituire una importante garanzia nel senso indicato, non volendo neanche immaginare che i gruppi dirigenti, non cogliendo l’appello alla responsabilità, decidano per il peggio.

Le decisioni determinanti di queste ore saranno seguite con ovvia attenzione, dopodiché le OOSS RSU, assieme ai lavoratori decideranno le iniziative conseguenti. 

Filcams/CGIL – Fisascat/CISL – Uiltucs/UIL                 RSU Confcommercio

                Firenze                                                            Firenze

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