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presidio davanti alla sede dell'Amig - Firenze 25 Maggio 2005 - LE FOTO
 

FIRENZE
Amig, chiuse le prime due cooperative

da l'unità 28/11/06

Nessuna soluzione. Anzi. Una situazione che, col passare dei giorni, sta definitivamente precipitando. È questa la denuncia che i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative Amig hanno portato ieri fino nel consiglio comunale di Firenze. Una situazione che, oltre tutto, potrebbe portare i genitori dei lavoratori disabili impegnati nelle cooperativa a presentare nei prossimi giorni un esposto presso la procura della Repubblica dopo che, qualche tempo addietro, avevano provato a rivolgersi al difensore civico.

«Ad oggi - spiega Monica Colbani, una delle lavoratrici Amig - la realtà è che due delle cinque cooperative hanno chiuso e altre tre rischiano di farlo a breve. Non è vero, come fatto sapere nei giorni scorsi, che le cose si sono risolte. Anzi. “Terra 2000” e “L’Immagine” sono realtà che non esistono più e, con la loro chiusura, 14 persone tra cui 6 disabili, 5 inserimenti socio terapeutici e 3 lavoratori normodotati hanno perso il loro posto di lavoro». 

Un destino che potrebbe accomunare quanto prima anche gli altri 25 lavoratori circa che operano nelle restanti 3 realtà. «Il nostro timore - prosegue la Colbani - è che un pezzetto dopo l’altro tutta la nostra rete di cooperative venga smantellata e che i progetti che verranno messi in piedi ci vedranno comunque esclusi».

L’universo delle cooperative Amig occupa, in totale, una quarantina di lavoratori, di cui almeno la metà sono disabili. Per tutti loro, ormai da 3 mesi, lo stipendio è diventato una chimera. Anche per questo, ieri mattina, i lavoratori hanno deciso di rivolgersi alla consigliera Anna Nocentini (Prc) affinché portasse la loro istanza nella discussione consiliare di Palazzo Vecchio. «Siamo senza prendere un euro ormai da tre mesi - spiega ancora Monica Colbani - Continuiamo a lavorare facendo leva sul nostro senso di responsabilità avendo in tasca una lettera di preavviso di licenziamento». Non solo. «Noi stiamo davvero facendo il massimo - conclude - perché oltre al normale lavoro andiamo anche ai tavoli e ai convegni in prima persona dal momento che non abbiamo più una amministrazione che ci tutela. Facciamo i delegati sindacali e allo stesso tempo gli assistenti sociali per disabili. Non abbiamo più forza. I tempi della politica sono troppo lunghi, se non s’interverrà alla svelta noi resteremo tutti senza un lavoro». f.san.

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Comunicato stampa

La Funzione Pubblica CGIL di Firenze valuta  positivamente il fatto che finalmente sia iniziata la nuova gestione AMIG da parte di Misericordia, certi che questa nuova gestione operi per far  crescere in qualità e quantità i servizi  per gli ospiti e con l’auspicio che trovi una soluzione occupazionale  anche per i 6 lavoratori che Misericordia non ha intenzione di assumere e per i lavoratori della Cooperativa Artel che continuano ad assistere 30 disabili gravi nelle Case famiglia a loro affidati, pur non avendo ancora definito il loro futuro nella nuova gestione.

La Funzione Pubblica ha chiesto l’apertura del tavolo di crisi alle Istituzioni oltre 6 mesi fa, sono stati mesi difficili, oggi la prima tappa è stata  realizzata, rimangono ancora da definire le soluzioni per tutti i soci lavoratori delle Cooperative Sociali.

Nei giorni passati si sono svolti incontri serrati e nei prossimi giorni continueranno, con Lega Cooperative, Consorzio Metropoli, Confcooperative e Consorzio CO&SO.

 Dagli incontri emergono delle battute d’arresto, soprattutto per la Cooperativa Sociale  Zaffiro, per la quale è stata concordata una soluzione futura che però rischia di non poter proseguire perché i proprietari degli immobili di Calenzano e Via Kioto, dove attualmente si svolgono le attività di lavanderia, hanno dichiarato la loro indisponibilità a stipulare contratti di affitto con i nuovi soggetti se non viene regolarizzato l’affitto  pregresso che AMIG  non aveva pagato.

La Funzione Pubblica ha chiesto di nuovo l’intervento delle Istituzioni, chiamando gli Assessori Salvadori, Nencini e Saccardi a intervenire sia sul Liquidatore di AMIG, che sui proprietari per sbloccare la situazione che rischia di vedere saltare progetti costruiti con tanta fatica, soprattutto dei  lavoratori, che da mesi non percepiscono stipendi e continuano a lavorare, oltre che da tutti i soggetti che hanno partecipato al tavolo delle trattative per costruire progetti per dare soluzioni occupazionali a tutti.

 Inoltre alcuni lavoratori disabili, che hanno fatto una interessante esperienza a Terre 2000 nel settore della ceramica, tra qualche giorno termineranno il periodo di preavviso e ancora non ci sono soluzioni concrete di lavoro; oltre alla disoccupazione non si intravedono possibilità di ricollocazione, se non verrà  realizzata una soluzione tipo laboratorio protetto o Centro diurno per disabili, per il quale abbiamo interessato  la ASL 10, che si dimostra interessata, ma per la soluzione ancora non ci sono atti concreti che invece sollecitiamo.

La Segreteria FP CGIL Firenze

Firenze 17/11/06

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SIGNAVilla Bracciatica

Al centro disabili crisi e difficoltà sempre più gravi

I dipendenti hanno ricevuto solo una parte dello stipendio. Persino il servizio di pulizia lascia a desiderare

di Lisa Ciardi da la Nazione 22/10/06

La crisi dell'Amig continua a far sentire i propri effetti sul centro per disabili di Bracciatica, sulle colline di Lastra a Signa. La struttura, nota anche come Villa Alessandro, ospita ragazzi con gravi handicap e seri problemi di ritardo mentale. Ma a causa della generale crisi dell'Amig, l'associazione onlus che ha ideato e che gestisce il centro, i servizi vanno ormai avanti con difficoltà e i familiari degli ospiti continuano a temerne la chiusura. «La situazione non è rosea - conferma Denise Amerini, responsabile provinciale sanità privata della Cgil - visto che solo questo venerdì i dipendenti delle varie strutture Amig, Bracciatica inclusa, hanno ricevuto parte dello stipendio, dopo un'attesa durata diversi mesi. 

E' solo grazie al loro senso di responsabilità che i centri hanno continuato a funzionare, senza gravi disservizi. Ci sono comunque problemi per l'acquisto di forniture, materiali e alimenti». E alcune attività, a partire dal servizio di pulizia, hanno registrato un po' ovunque periodi d'interruzione. Le speranze di risolvere il problema si concentrano sull'incontro, previsto martedì prossimo, fra il liquidatore Amig e la Misericordia di Firenze. Proprio la Misericordia potrebbe infatti subentrare nella gestione di Villa Alessandro e delle altre strutture Amig. «Speriamo che martedì possa essere concluso il comodato fra il liquidatore e la Misericordia per la gestione delle strutture - prosegue Denise Amerini - sarebbe un importante passo avanti per il mantenimento del servizio e dei posti di lavoro». Oltre a ospitare 100 ragazzi disabili, le strutture dell'Amig occupano infatti 150 persone, parte delle quali organizzate in varie cooperative, come Filo d'Arianna, Terre 2000, Immagine, Zaffiro, Medianformatica e Artel.

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Firenze, 18 ottobre 2006 

Azienda U.S.L. di Firenze  Direttore Generale Ing. Luigi Marroni, Direttore Sanitario Dott. Pierluigi Tosi 

Presidente Provincia di FirenzeMatteo Renzi Ass. Stefania Saccardi

Liquidatore A.MI.G Ing. S. Mitolo

Comune di Firenze Sindaco Leonardo Domenici,Ass. Graziano Cioni, Ass. Riccardo Nencini

Ven. Arciconfratern. MISERICORDIA Provv. Clemente Zileri Dal Verme

Direttore S. D. SDott. Fabio Focardi

Giunta Regionale Toscana Pres.Claudio Martini Ass. Gianni Salvatori

e p. c. Responsabile MOM 2Dott. Saraò 

Responsabile MOM 1 Dott.ssa Zani

I lavoratori tutti, soci, dipendenti, collaboratori della Cooperativa Sociale ARTEL in relazione alla situazione attuale desiderano precisare quanto segue.

La Cooperativa Sociale ARTEL nasce a metà degli anni Novanta quando l’Azienda Sanitaria di Firenze affida all’Associazione A.MI.G la gestione della realizzazione di Gruppi Appartamento per pazienti psichiatrici gravi.

La Cooperativa Sociale ARTEL viene creata da A.MI.G allo scopo esclusivo di fornire il personale che lavora all’interno delle residenze psichiatriche, retribuendo i lavoratori con il contratto nazionale delle cooperative sociali invece che con quello della Sanità Privata.

La Cooperativa Sociale ARTEL di fatto non ha mai avuto autonomia economica e decisionale in quanto la gestione della convenzione è affidata in toto ad A.MI.G.

L’Associazione A.MI.G non ha mai redatto nessun atto ufficiale che dimostri il rapporto di collaborazione con la Cooperativa ARTEL inerente al servizio erogato dalla suddetta cooperativa. Di conseguenza la Cooperativa ARTEL dipende in tutto e per tutto da A.MI.G.

La cattiva gestione negli anni di A.MI.G ha portato alle estreme conseguenze attuali con la sua messa in liquidazione il 30 settembre 2006.

Da circa sei mesi sono in corso estenuanti trattative tra A.MI.G e la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, unico Ente che si è offerto di rilevarLa.

I lavoratori tutti, soci, dipendenti, collaboratori della Cooperativa Sociale ARTEL, che ormai da lungo tempo mantengono con pazienza, efficienza e professionalità il servizio dei Gruppi Appartamento con pazienti psichiatrici gravi, rendono noto che:

·        A causa della liquidazione A.MI.G alle Case Famiglia  non viene più erogato con regolarità il budget mensile o settimanale che permetteva il normale funzionamento delle strutture. Nello specifico, attualmente, le residenze non sono più in grado di provvedere all’approvvigionamento del cibo, alla manutenzione ordinaria ed extra ordinaria delle strutture, al mantenimento dell’auto per il trasporto dei pazienti.

·        Condizioni di insicurezza sul lavoro per il mancato rispetto della normativa 626: è di pochi giorni fa la  sospensione della manutenzione da parte della ditta che si occupa degli estintori

·        Assenza totale di riferimenti e regolare pagamento degli stipendi che non permetterà la garanzia della copertura dei turni come da convenzione ASL, a causa di possibili defezioni e l’impossibilità di nuove assunzioni. Ad oggi 18 ottobre 2006 il lavoratori ARTEL si chiedono per chi stanno lavorando, se, quando e da chi saranno pagati e qual è la loro prospettiva lavorativa.

Per tutte queste motivazioni i lavoratori tutti comunicano che dal 26 Ottobre 2006 saranno nell’impossibilità di proseguire la prestazione del loro lavoro e garantire la necessaria qualificata assistenza e cura agli utenti.

Richiedono, pertanto, chiare e precise garanzie circa il mantenimento e proseguimento del loro lavoro all’interno delle Case Famiglia, nonché garanzie per il pagamento degli stipendi del mese di settembre e ottobre, condizione questa essenziale perché ciascun lavoratore e la Cooperativa Sociale ARTEL  possano continuare a garantire il servizio.

I LAVORATORI della Cooperativa Sociale Artel

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COMUNICATO STAMPA

 

Lunedì 9 ottobre ’06 ore 18,00 è stato convocato c/o la Provincia di Firenze il tavolo Istituzionale che ormai da diversi mesi segue la vicenda AMIG. In contemporanea con l’incontro,  tutti i lavoratori di AMIG e le cooperative sociali organizzano un presidio davanti alla sede della Provincia, perché ad oggi non ci sono ancora certezze sul futuro di tutte le cooperative e piene garanzie sul mantenimento di tutti i posti di lavoro.

 

Funzione Pubblica CGIL Firenze

Antonio Lazzaro

Firenze, 6 ottobre 2006

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Senza stipendio da tre mesi i lavoratori Amig ricevuti in Comune

da l'Unità 27/9/06

Centotrentasette euro e un pugno di promesse. È questo il ricavato ottenuto dai dipendenti delle cinque cooperative sociali di emanazione Amig ieri mattina, durante il loro sit-in di protesta davanti a Palazzo Vecchio. L’idea era quella di unire una campagna di informazione sul dissestato stato finanziario delle cooperative e una raccolta fondi che sarebbe dovuta servire a sostenere i quaranta lavoratori - di cui la metà disabili - che da tre mesi non percepiscono lo stipendio.

Una ventina di lavoratori, metà normodotati e metà disabili, si sono riuniti sotto al Comune armati di cartelli e uno scatolone per le donazioni e dopo circa mezz’ora sono stati chiamati dall’assessore al lavoro Riccardo Nencini. «Ai lavoratori ho riconfermato la volontà delle istituzioni di salvaguardare i livelli assistenziali ai disabili e gli standard occupazionali - ha detto poi Nencini - Ci sono delle trattative in corso, speriamo trovino presto una conclusione felice. Sul fronte degli stipendi però non si può fare molto, Amig è pesantemente indebitata con le banche e queste bloccano tutte le fatture». I soci delle cooperative sociali hanno poi ricevuto la solidarietà di Eros Cruccolini e Massimo Mattei, rispettivamente presidenti dei consigli comunale e provinciale. «È una situazione inammissibile - hanno dichiarato - privare degli stipendi significa privare delle condizioni necessarie per sopravvivere». I membri delle cooperative però non si arrendono: per martedì, infatti, hanno organizzato una giornata di incontro con la città, in cui i rappresentanti delle istituzioni e i cittadini interessati potranno visitare le cooperative (chi volesse partecipare può chiamare lo 055225757). Alessio Schiesari

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LA CRISI DI AMIG METTE A RISCHIO
L’ASSISTENZA  AI PORTATORI DI HANDICAP

Circa 100 tra ragazzi e ragazze portatori di gravi handicap psichici e fisici e oltre 150 tra lavoratori e lavoratrici (molti dei quali non riscuotono da più mesi) che si occupano di garantire a loro e alle loro famiglie una indispensabile assistenza, rischiano di vedere cancellata questa importantissima esperienza dalla irreversibile crisi finanziaria che da tempo ha colpito AMIG.

A Firenze l’attività di AMIG, con le due Residenze sanitarie per disabili, le cinque Case famiglia e le cinque Cooperative per l’inserimento lavorativo di portatori di handicap, non può e non deve rischiare di essere cancellata.

 Da alcuni mesi, su richiesta della Funzione Pubblica CGIL, insieme alle Istituzioni (Regione, Provincia, Comune di Firenze), si è aperto un tavolo che ha come obiettivo quello di dare una soluzione positiva alla crisi e garantire che gli utenti, le loro famiglie e tutti i lavoratori addetti possano proseguire nel loro intervento.

 Martedì 19 settembre, nella sede della Provincia, si  è tenuto un incontro tra le Istituzioni, il Presidente di AMIG e il Provveditore della Misericordia di Firenze (la Misericordia è stata l’unica realtà credibile interessata a mantenere e sviluppare l’attività di assistenza ai disabili svolta ora da AMIG).

 Giovedì 28 settembre saremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori a fare un volantinaggio davanti all’Ipercoop di Lastra a Signa dalle ore 16.30 alle ore 18.3

Il Segretario Generale FP CGIL
Antonio Lazzaro

Firenze, 26 settembre 2006

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OGGI SIAMO QUI

Per informare e chiedere sostegno a tutta la città  sulla grave situazione che da mesi viviamo nelle Cooperative sociali e in tutto il gruppo AMIG,

Le 5 Cooperative sociali occupano circa 50 persone normodotate e disabili che lavorano nelle attività diverse come la tipografia, l’informatica, la legatoria, la lavanderia e  la ceramica.

Queste rappresentano l’esperienza più interessante che a Firenze si è sperimentata per l’inserimento di ragazzi e ragazze diversamente abili, che però saranno chiuse perché in grave situazione a  causa di una sciagurata gestione finanziaria.

Vorremmo che  le responsabilità di chi ha creato questa situazione venissero  fuori in modo trasparente, invece, i responsabili cercano di defilarsi se non addirittura di ostacolare la soluzione dei problemi.

Con il Sindacato, le Istituzioni, Lega Cooperative e Confcooperative stiamo mettendo a  punto un piano per creare nuove cooperative in grado di stare sul mercato e proseguire l’esperienza iniziata.

Ma nel frattempo la situazione si fa sempre più difficile: per trovare la soluzione ai problemi tutti ci dicono che ci vuole tempo, e noi intanto non percepiamo gli stipendi.

Alcuni di noi non possono pagare l’affitto, alcune sono persone monoreddito, altri disabili per questo lavoro  non percepiscono più la pensione, alcune ragazze vivono sole, non hanno più una famiglia su cui potersi appoggiare, ma anche chi ha i genitori, sono spesso molto anziani, con basse pensioni, da non potersi permettere di stare diversi mesi senza retribuzione. Il pagamento degli stipendi è quindi una condizione essenziale per attendere le soluzioni e le prospettive.

Oggi siamo qui, per difendere il lavoro, l’abilità manuale acquisita in questi anni da molti dei lavoratori e lavoratrici e apriremo già da Martedì 3 ottobre 2006  i nostri laboratori per dimostrare a tutti la ricchezza di questa esperienza.

Oggi siamo qui, per sollecitare  il progetto di rilancio delle nuove cooperative, dovrà essere concretizzato velocemente,  perché il clima incertezza, il blocco attivato dalle banche, i lunghi mesi di lotta che abbiamo alle spalle hanno creato un clima di tensione e fortemente pericoloso per la salute psico-mentale di tutti.

Chiediamo sostegno a tutta la città perché, se questa vertenza non avesse soluzione positiva, molti disabilidal 1° ottobre tornerebbero nelle loro case, creando un grosso problema sociale e sanitario .

A  Firenze, città della cultura, dei servizi e della solidarietà, tutti saremmo più poveri!!!

 I lavoratori e le lavoratrici delle Coop. sociali

Terre 2000, Zaffiro, Immagine, Media Informatica, Filo d’Arianna

 

Firenze 26 settembre 2006

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LASTRA A SIGNA I lavoratori sono senza stipendio. E a Bracciatica sospeso anche il servizio di pulizia

Amig sull’orlo del baratro

di Lisa Ciardi su la Nazione 24/9/06

La situazione del centro di Bracciatica si fa sempre più preoccupante.
A lanciare l'appello sono genitori e familiari dei ragazzi con gravi handicap e seri problemi di ritardo mentale che sono ospitati all'interno della struttura di Lastra a Signa, nota anche come Villa Alessandro. A causa della generale crisi dell'Amig, l'associazione onlus che ha ideato e che gestisce il centro, i servizi stanno andando avanti a singhiozzo e i familiari cominciano a temere di dover presto riportare a casa i propri cari. «Da quando mia sorella si è trasferita a Villa Alessandro - spiega un familiare - le sue condizioni di salute sono nettamente migliorate. Riportarla a casa sarebbe un problema per lei e una difficoltà notevole per i genitori, ormai non più giovani».

«Già da alcuni giorni all'interno del centro di Bracciatica è stato sospeso il servizio di pulizia - spiega il padre di un ragazzo ricoverato - perché la ditta che lo svolgeva non riscuote da mesi.
Adesso anche la mensa sembra a rischio». «Non vogliamo entrare nel merito dei dissesti finanziari e delle possibili soluzioni tecniche - conclude un altro genitore - vorremmo solo che le autorità facessero tutto il possibile per non far morire una struttura così importante e per garantire che l'assistenza ai nostri ragazzi possa continuare». Il problema dell'Amig ha molteplici aspetti. Oltre al futuro dei 100 ragazzi disabili assistiti fra Lastra a Signa e le altre strutture dell'associazione, in dubbio c'è anche quello dei 150 lavoratori collegati all'Amig e delle cooperative che con essa collaborano.

«L'unica speranza - spiega Denise Amerini, responsabile provinciale sanità privata della Cgil - è che il 30 settembre l'assemblea dei soci di Amig deliberi la liquidazione volontaria, che dovrebbe evitare il fallimento e portare al subentro della Misericordia nella gestione delle strutture. E' la sola possibilità per salvare i posti di lavoro e i posti per i ragazzi disabili all'interno dei centri». Intanto, proprio la Cgil ha organizzato per il 28 settembre un volantinaggio all'Ipercoop di Lastra a Signa, insieme a lavoratori, genitori e ragazzi disabili. Martedì invece, saranno i lavoratori delle cooperative che fanno capo all'Amig, ovvero Filo d'Arianna, Terre 2000, Immagine, Zaffiro e Medianformatica, a manifestare davanti a Palazzo Vecchio. Raccoglieranno fondi per auto-pagarsi gli stipendi non riscossi ormai da tre mesi. E mentre vanno avanti le battaglie di lavoratori, disabili e familiari, sulla vicenda Amig è stato presentato anche un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze, per chiedere di indagare sulle cause del dissesto finanziario.

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Raccolgono fondi per pagarsi gli stipendi

Nessun futuro certo per i cinquanta dipendenti disabili delle cooperative Amig messe in liquidazione

Alessio Schiesari sull'Unità 23/9/06

Una vera e propria via crucis. Difficile definire altrimenti quella che ormai da oltre sei mesi stanno vivendo i lavoratori delle cinque cooperative sociali di proprietà dell'Amig in cui trovano lavoro, accanto ad una ventina di normodotati, altrettanti disabili. Che le cooperative fossero in condizioni economiche ai limiti del disastroso lo si sapeva da tempo, ma la situazione adesso sta diventando insostenibile: da tre mesi i lavoratori infatti non percepiscono lo stipendio e da ottobre non ci sarà più nemmeno il contributo Inps che fino ad oggi ha permesso loro di avere i quattro quinti delle spettanze. In una situazione simile difficile trovare un santo a cui votarsi, ma i lavoratori hanno deciso di non darsi per vinti e giocheranno martedì prossimo quella che potrebbe essere la loro ultima carta. Si riuniranno in presidio davanti a Palazzo Vecchio a raccogliere fondi per la loro causa, confidando nell'istituzione che più raramente si fa negare: il buon cuore dei loro concittadini.

La crisi delle cinque cooperative, come detto, non nasce oggi. Da mesi infatti i lavoratori e le loro famiglie auspicano che possa arrivare un acquirente in grado di risollevare le sorti delle cinque piccole aziende. A maggio una soluzione sembrava alle porte: infatti l'Associazione nazionale cooperative italiane si era dichiarata disposta ad acquisirne la proprietà, ma da Palazzo Medici Riccardi - è la Provincia a seguire il caso delle cooperative - è arrivato uno stop alla trattativa. Sembra infatti che lo stato economico dell'Anci non offrisse garanzie sufficienti per garantire un futuro stabile alle imprese sociali. Rimane ancora in piedi una trattativa con la Misericordia, che ha chiesto al presidente dell'Amig Becherucci di mettere in liquidazione le cinque aziende in cambio della promessa di rilanciare l'offerta per la loro acquisizione. I bene informati riferiscono che Becherucci si è dichiarato favorevole alla proposta avanzata dalla Misericordia, ma sono in molti tra i lavoratori a temere un suo dietrofront. Le trattative insomma procedono a rilento, indipendentemente dal fatto che le banche abbiano chiuso i rubinetti e i lavoratori non percepiscano da mesi il loro stipendio. I cittadini, con il loro contributo, - che sarà detraibile dalle tasse - potranno contribuire ad alleviare il dramma dei lavoratori.

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LASTRA A SIGNA Protesta ieri a Palazzo Medici Riccardi di lavoratori e famiglie del centro di Bracciatica

Scoppia il «ciclone» Amig

da la Nazione 20/9/06  di Lisa Ciardi

Il centro di Bracciatica è di nuovo a rischio. Inaugurato tre anni fa e già protagonista di un lungo periodo di crisi nel 2005, il polo realizzato a Villa Alessandro, sulle colline di Lastra a Signa, è ancora una volta minacciato dalla chiusura. La struttura, creata grazie a tre miliardi di vecchie lire raccolti in buona parte con una grande campagna di solidarietà, ospita attualmente più di venti ragazzi con gravi handicap e seri problemi di ritardo mentale. Ma la crisi generale dell'Amig, l'associazione onlus che ha ideato e che gestisce Villa Alessandro, rischia di metterne in pericolo la sopravvivenza. 

«Non solo Villa Alessandro e i suoi ospiti sono a rischio, ma un totale di 100 portatori di gravi handicap e oltre 150 lavoratori - spiega Denise Amerini, responsabile provinciale sanità privata della Cgil - molti dei quali da più mesi non riscuotono. Il tutto a causa della crisi finanziaria che da tempo ha colpito Amig, la cui attività si articola a Firenze in due residenze sanitarie per disabili, cinque case famiglia e altrettante cooperative per l'inserimento lavorativo di portatori di handicap». 

Proprio ieri, in Provincia, si è tenuto un incontro fra i rappresentanti dell'Amig, gli assessori di Provincia, Regione e Comune di Firenze e i responsabili della Misericordia fiorentina, che sembrerebbe interessata a rilevare le strutture dell'associazione.

Fuori dal portone di Palazzo Medici Riccardi, con tanto di bandiere e cartelli di protesta, si sono dati appuntamento anche molti fra dipendenti e genitori dei ragazzi di Lastra a Signa. E la lunga trattativa, alla fine, ha lasciato qualche speranza. «I soggetti presenti all'incontro - spiega ancora Denise Amerini della Cgil - si sono impegnati ad avviare il processo di liquidazione volontaria dell'Amig, che dovrebbe evitare il fallimento e portare al subentro della Misericordia nella gestione delle strutture. Solo il 30 settembre però, l'assemblea dei soci di Amig delibererà la liquidazione. Fino ad allora la questione resta aperta». E già nei prossimi giorni, manifestazioni di protesta sono previste anche a Lastra a Signa, dove la Villa di Bracciatica rappresenta un centro all'avanguardia per l'assistenza e la riabilitazione di chi soffre di ritardo mentale.
L'obiettivo è sensibilizzare le autorità locali e quegli stessi cittadini che, anni fa, furono determinanti per finanziare il progetto e per renderlo attuabile.

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LA CRISI DI AMIG METTE A RISCHIOL’ASSISTENZA  AI PORTATORI DI HANDICAP

Circa 100 tra ragazzi e ragazze portatori di gravi handicap psichici e fisici e oltre 150 tra lavoratori e lavoratrici (molti dei quali non riscuotono da più mesi) che si occupano di garantire a loro e alle loro famiglie una indispensabile assistenza, rischiano di vedere cancellata questa importantissima esperienza dalla irreversibile crisi finanziaria che da tempo ha colpito AMIG.

A Firenze l’attività di AMIG, con le due Residenze sanitarie per disabili, le cinque Case famiglia e le cinque Cooperative per l’inserimento lavorativo di portatori di handicap, non può e non deve rischiare di essere cancellata.

Da alcuni mesi, su richiesta della Funzione Pubblica CGIL, insieme alle Istituzioni (Regione, Provincia, Comune di Firenze), si è aperto un tavolo che ha come obiettivo quello di dare una soluzione positiva alla crisi e garantire che gli utenti, le loro famiglie e tutti i lavoratori addetti possano proseguire nel loro intervento.

Martedì 19 settembre, nella sede della Provincia, si terrà un incontro tra le Istituzioni, il Presidente di AMIG e il Provveditore della Misericordia di Firenze (la Misericordia è stata l’unica realtà credibile interessata a mantenere e sviluppare l’attività di assistenza ai disabili svolta ora da AMIG).

La Funzione Pubblica CGIL chiede che  questa riunione sia quella decisiva, non tollerando che personalismi o defatiganti trattative mettano in discussione la possibilità di una soluzione positiva.

Per riaffermare questa nostra volontà il 19 settembre saremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, invitando tutte le famiglie degli assistiti a partecipare, dalle ore 12.00 in poi, al presidio in Via Cavour n° 1, sede della Provincia di Firenze.

Il Segretario Generale FP CGIL

Antonio Lazzaro

 

Firenze, 15 settembre 2006

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Villa Valentina rischia la chiusura

da la Repubblica 13/9/06

Rischio chiusura per Villa Valentina. Colpa del deficit intono agli 8 milioni di euro che spinge l´associazione dei minorati gravi (Amig) verso la liquidazione volontaria. Così il futuro dei circa duecento lavoratori e i cento assistiti di Villa Valentina diventa un punto interrogativo. Tra le varie possibilità anche quella della vendita dell´immobile, oltre all´impegno in prima persona della Misericordia di Firenze. Il tavolo con Comune, Provincia e Amig, l´associazione italiana minorati gravi si riunirà di nuovo il 19 settembre per cercare una soluzione alla crisi di Villa Valentina.

L´Associazione minorati gravi ha accumulato debiti che oscillano tra i 6 e i 9 milioni
Amig in rosso, a rischio Villa Valentina
Futuro nero per duecento lavoratori e cento pazienti

La Misericordia ha consegnato una proposta di subentro
MASSIMO VANNI su la Repubblica

Il deficit milionario spinge l´associazione dei minorati gravi verso la liquidazione volontaria. E per i circa duecento lavoratori e i cento assistiti ricoverati a Villa Valentina sulla via Bolognese il futuro si tinge di nero. L´Amig, l´associazione dei minorati gravi, che è interamente privata, avrebbe accumulato una forte esposizione bancaria: un deficit dai 6 ai 9 milioni di euro, secondo le stime ufficiose. E la Misericordia di Firenze prova adesso a salvare tutto, assistiti e lavoratori.

Di fronte all´assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori, al vicepresidente della Provincia con delega al lavoro Andrea Barducci e all´assessore comunale allo sviluppo Riccardo Nencini, a Palazzo Medici Riccardi il provveditore della Misericordia Clemente Zileri Dal Verme ha consegnato una proposta per subentrare nella gestione di Villa Valentina. Ma siamo ancora all´inizio: «Come Onlus non possiamo rilevare niente ma vorremmo sostituirci all´attuale gestione», conferma il segretario generale della Misericordia Alvise Revedin. Ma se questo è l´obiettivo dichiarato, il progetto è ancora tutto da fare: «Siamo ancora all´inizio, la situazione deve ancora essere chiarita e confidiamo molto nell´aiuto della Regione perché c´è la questione della convenzione da fare con l´Asl», aggiunge Revedin. L´Asl e non solo.

Amig metterà in vendita Villa Valentina per coprire il deficit milionario? La Misericordia di Firenze s´impegnerà ad acquistarla? E i lavoratori, i circa 70 dipendenti diretti dell´associazione Amig e i 130 affiliati a cinque diverse cooperative che comunque lavorano nella villa riservata a persone con grandi disabilità, che fine faranno? Sono questi i punti principali ancora da chiarire. E che dovranno essere chiariti senza prevedere interruzioni di servizio: «E´ chiaro che la villa non può chiudere neppure per un giorno, gli assistiti non possono essere lasciati a loro stessi», tiene a dire il segretario generale della Misericordia Revedin.

«Tra i lavoratori ci sono anche alcuni disabili e in ogni caso si tratta di duecento lavoratori, senza contare gli assistiti che certo non possono essere rispediti a casa», rileva l´assessore comunale Nencini che ha partecipato alla riunione in Provincia. Ma perché l´Amig è finita in una crisi finanziaria del genere? Da dove vengono tanti milioni di debito? Da quanto emerso dalla riunione, alla quale era presente anche l´ex imprenditore metalmeccanico Becherucci in rappresentanza dell´Associazione dei minorati gravi, il deficit deriverebbe sostanzialmente da difficoltà di gestione che si sarebbero via via accumulate nel tempo. E in ogni caso l´Amig non sarebbe in grado di continuare a gestire la villa a lungo.

Il tempo stringe ma «il progetto di un nostro ingresso è ancora in nuce», fa sapere la Misericordia. Per questo, Amig, istituzioni e la stessa Misericordia hanno convenuto che «l´obiettivo è quello di arrivare alla liquidazione volontaria dell´associazione». Comune, Provincia e Regione hanno dato vita ad un vero e proprio «tavolo di crisi» per sostenere la Misericordia e aiutarla a trovare una soluzione. Un «tavolo» che, si fa sapere, tornerà a riunirsi in Provincia il prossimo 19 settembre. Per il momento la Misericordia non esclude di impegnarsi direttamente nell´acquisto della villa dell´Amig. Ma anche su questo punto la trattativa deve essere ancora avviata.

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FP  CGIL      FPL  UIL

Firenze

 

Agli Organi di stampa 
Loro sedi

Firenze, 18 luglio 2006

            In data odierna, su richiesta delle Istituzioni, si sono incontrati i rappresentanti di Misericordia di Firenze con le Organizzazioni Sindacali, alla presenza dell’Assessore Salvadori, al fine di esaminare la possibilità di garantire un futuro all’esperienza di AMIG.

            E’ stato concordato un calendario di incontri con le parti sociali per stabilire un percorso programmatico e giungere, entro il mese di agosto, alla soluzione dell’intera vicenda.

Per  FP  CGIL Amerini – Malgeri

Per UIL  FPL Becattini 

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PROVINCIA Confermata la disponibilità al salvataggio, purché «su basi trasparenti». Domani nuovo incontro

Cooperative sociali, si apre uno spiraglio

da la Nazione 7/6/06

La Provincia ha confermato l'interesse e la disponibilita' «ad un percorso di salvataggio» che pero' deve essere «costruito su basi solide e trasparenti». Lo ha detto in consiglio provinciale il vicepresidente della Provincia Andrea Barducci intervenendo sulla questione delle cooperative sociali di Firenze Terre 2000, Zaffiro, Filo d'Arianna, Media Informatica e l'Immagine.

Barducci ha risposto ad una domanda d'attualita' del gruppo di rifondazione Comunista.
«Le cooperative - ha spiegato - si occupano di 40 disabili psichici, e 15 normo dotati, alcuni di loro sono soci lavoratori e altri dipendenti. All'inizio del mese di maggio i sindacati hanno chiesto l'attivazione dell'unità di crisi per il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Il debito è stimato in circa 800 mila euro, l'azione sindacale e' tesa a garantire l'attivita' produttiva, tra l'altro - ha spiegato Barducci - la stessa Amig sarebbe alla ricerca di un acquirente. Dagli incontri svolti sono state confermate le trattative in essere tra Misericordia e Amig anche se le cooperative sono state poste in liquidazione con l'obiettivo di costituirne una sola recependo tutti i 55 lavoratori interessati». Il prossimo incontro e' fissato per domani.

IL COMUNICATO

LA PROVINCIA INTERVIENE SULLE COOPERATIVE SOCIALI IN DIFFICOLTÀ DI FIRENZE
Il vice Presidente Barducci ha risposto ad una domanda d'attualità di Prc
L'8 giugno un nuovo incontro sulla crisi in atto

Sulla questione delle cooperative sociali di Firenze: Terre 2000, Zaffiro, Filo d'Arianna, Media Informatica e l'Immagine, il vice Presidente della Provincia Andrea Barducci ha risposto, in Consiglio provinciale, ad una domanda d'attualità del gruppo di rifondazione Comunista. "Le cooperative si occupano di 40 disabili psichici, e 15 normo dotati, alcuni di loro sono soci lavoratori e altri dipendenti. All’inizio del mese di maggio i sindacati hanno chiesto l’attivazione dell’unità di crisi per il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Il debito è stimato in circa 800 mila euro, l’azione sindacale è tesa a garantire l’attività produttiva, tra l’altro - ha spiegato Barducci - la stessa Amig sarebbe alla ricerca di un acquirente. Dagli incontri svolti sono state confermate le trattative in essere tra Misericordia e Amig anche se le cooperative sono state poste in liquidazione con l’obiettivo di costituirne una sola recependo tutti i 55 lavoratori interessati. La Provincia ha confermato l’interesse e la disponibilità ad un percorso di salvataggio che venisse però costruito su basi solide e trasparenti. Un prossimo incontro è fissato per l'8 giugno". Per Calò: "Occorre, da parte della Provincia, il massimo dell’attenzione su questa vicenda. Noi esprimiamo tre tipi di preoccupazione: queste strutture cooperative sono coinvolte in una crisi irreversibile; questa vertenza, così aspra, colpisce quella parte del mondo del lavoro dove occorre garantire la qualità e la quantità delle prestazioni fino ad ora erogate dalle strutture delle cooperative; infine, lo stato di salute dell’Amig: pare che dopo questa improvvisa crisi l'Amig abbia trovato un’ancora di salvataggio nella Misericordia. Occorre, comunque, che il tavolo di crisi, convocato per l’8 giugno, dia delle risposte a questa situazione".

06/06/2006 16:07
Provincia di Firenze

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Finalmente firmato l’accordo !!!!

Dopo la grande mobilitazione dei lavoratori, 5 mesi di trattative durissime, dopo pagine di calcoli, interventi delle Istituzioni, articoli sulla stampa nella tarda serata di ieri è stato firmato con le Centrali Cooperative il

CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE

per l’adeguamento economico previsto dalla D.L. 402/04 per i soci lavoratori che operano nelle R.S.A.

Questa la sostanza dell’accordo:

A tutti gi operatori di assistenza di base che lavorano in R.S.A. sia in regime di appalto, di service o gestione diretta è prevista un’indennità oraria integrativa per ogni ora effettivamente          lavorata di € 0,95 per i turnisti che godono dell’indennità di turno del  10% (in sostanza circa € 148 al mese per lavoratori a tempo    pieno ) di € 1,05 per tutti gli altri lavoratori giornalieri e turnisti senza l’indennità del 10% (in pratica € 164 al mese per chi è a tempo pieno).

Adesso occorre far sì che i valori economici previsti dall’accordo per chi opera in R.S.A. siano garantiti anche a tutti gli altri lavoratori del mondo della Cooperazione che operano, ad esempio, nell’assistenza ai disabili,  nel domiciliare,  nel disagio e marginalità    sociale attraverso la definizione di regole certe nell’affidamento dei servizi socio sanitari, concordando con Istituzioni e Cooperative i criteri per le basi d’asta a garanzia di imprese e soprattutto dei lavoratori; attualmente si svolge in Regione una trattativa su questi temi che si dovrebbe concludere nel prossimo autunno.

Questo è il risultato di un sindacato forte. Fai più forte il sindacato. 

ISCRIVITI ALLA CGIL !!

p. FP CGIL Firenze

Marco Bombini

Firenze 31 maggio 2006

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Coop di disabili, uno spiraglio di luce in fondo al tunnel
Ieri un presidio dei lavoratori davanti alla sede fiorentina dell’Amig
L’assessore regionale Salvadori: «I disabili non chiedono assistenza»
di Alessio Schiesari / Firenze sull'Unità 26/5/06

«LA NOSTRA è una storia che deve finire bene». Questo slogan, scritto a caratteri cubitali su uno dei tanti cartelloni esposti alla manifestazione dei lavoratori delle cooperative sociali tenutasi ieri mattina, sembra essere stato profetico. Infatti, al termine della manifestazione e del picchetto organizzato davanti alla sede Amig di Villa Valentina, per i lavoratori disabili e normodotati delle cooperative è arrivata la notizia agognata da tempo: è in arrivo una soluzione per salvare le cooperative. 

Per la verità già ad inizio mattinata si respirava un clima gioioso, con una quarantina di disabili a portare cartelloni benauguranti, sventolare le bandiere Cgil e a scatenarsi in un concerto di fischietti e tamburi, spesso alternato dalle note di Bella ciao cantate a squarciagola. 

Ma la gioia vera è arrivata solo alle 12, quando Raffaele Becherucci, presidente di quattro delle cinque cooperative sociali, ha incontrato i lavoratori, sindacalisti e una rappresentanza dei disabili e delle loro famiglie per dare il sospirato annuncio: c’è una soluzione in vista per le cooperative in difficoltà. Stando alle indiscrezioni trapelate ieri, che probabilmente non verranno ufficializzate prima del prossimo 5 giugno, la soluzione si chiama Unci, l’Unione nazionale cooperative italiane, che sembra pronta ad acquistare metà delle quote delle cinque cooperative per una cifra vicina ai 400mila euro, quanto basta per ripianare metà del debito accumulato. L’altra metà verrà invece spalmato in un piano di risanamento pluriennale che prevede anche la riduzione delle cooperative da cinque a tre. 

Su quali cooperative siano destinate alla chiusura vige ancora il massimo riserbo. In ogni caso Becherucci ha rassicurato tutti i presenti all’incontro, promettendo che nessuno verrà licenziato, e chi fino a oggi era impiegato nelle cooperative ora destinate a scomparire verrà assunto nelle tre che rimarranno in funzione. Anche per Amig si prospetta un cambio di proprietà: come già trapelato nei giorni scorsi Misericordia sembra vicina ad acquistare l’associazione malati gravi, accollandosi così il debito di 10 milioni di euro accumulato da quest’ultima. 

Amig continuerà però a fornire i servizi amministrativi alle cooperative, come già è avvenuto fino a oggi. Grande soddisfazione in Cgil, il sindacato che più ha lottato in queste concitate settimane per la sorte delle cooperative. Morena Viciani, la sindacalista che ha seguito la vicenda, è raggiante: «Se quanto ci è stato detto verrà confermato, per noi è una grande vittoria: nessun licenziamento, nè tra i disabili, nè tra i normodotati. Più di così non potevamo chiedere».

Sempre nella mattinata di ieri era arrivato anche l’interessamento di Gianni Salvadori, l’assessore regionale alle politiche sociali, che a margine della presentazione del progetto per l’inserimento al lavoro dei meno abili (160mila euro per 8 coop sociali) si è impegnato a salvaguardare il futuro dei disabili delle coop in crisi, ma non tutto il resto. «Queste persone - spiega Salvadori - non ci chiedono assistenza , ma dignità».

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Cooperative per disabili, paure e speranze
L’annunciata liquidazione di cinque coop svela un futuro nero per le 45 persone che rischiano di perdere il loro posto di lavoro. Questa mattina a Firenze organizzato un presidio di protesta

VIAGGIO nella cooperativa Il Filo di Arianna e Terre 2000. Qui si intrecciano storie di ragazzi che lavorano nei laboratori di ceramica per 10 euro al giorno

di Alessio Schiesari sull'Unità 25/5/06

La storia delle cinque cooperative di disabili che andranno in liquidazione il prossimo 6 giugno ha scosso Firenze. Il Consiglio Comunale e la Provincia hanno attivato un’unità di crisi, che però potrebbe non essere sufficiente a salvare il lavoro dei 45 disabili e dei 15 normodotati che lavorano nelle cooperative sociali.
A pochi giorni, da quella che potrebbe essere la fine di un’esperienza durata 8 anni, i disabili hanno raccontato le loro storie e il loro lavoro.

Tra una legatoria che ristruttura i testi antichi dell’Istituto geografico militare e il ceramificio in cui vengono realizzati i vasi in vendita nelle Coop toscane, sono usciti spaccati di vite segnate da handicap e disturbi mentali, ma che nel loro lavoro hanno trovato il gusto dell’autonomia. A dispetto di tutto: dei locali fatiscenti in cui sono costretti a lavorare, della mancanza di ascensori per i ragazzi con difficoltà motorie e perfino dell’assenza di aria condizionata nelle sale dove viene cotta la ceramica.

«Per noi il lavoro è una ragione di vita non chiudete le coop»
Parlano i giovani disabili impiegati nelle cinque cooperative sociali che rischiano la chiusura. Oggi un presidio in strada

di Alessio Schiesari/ Firenze

ENTRANDO nel fatiscente palazzone di Giano della Bella che ospita tre delle cinque cooperative sociali nelle quali lavorano 45 ragazzi disabili e prossime alla chiusura si è assaliti da una sensazione di sconforto. Le ampie sale dell’edificio in stile post moderno non vengono pulite spesso, e grandi ragnatele campeggiano dagli angoli dei muri. Ma salendo le scale e arrivando nella stanza che ospita Filo D’Arianna, la cooperativa di legatoria, l’atmosfera cambia improvvisamente. 

Una decina di ragazzi, alcuni normodotati, altri disabili, lavorano alacremente tra colla, fili e macchinari alla ristrutturazione di vecchi libri e alla rilegatura di riviste. Qui e nelle altre cooperative si intrecciano le storie di ragazzi down, altri con disturbi psichici, sordomuti e ritardati mentali. Ora, se qualcuno non interverrà a salvarle dalla morsa dei debiti, questi ragazzi rimarranno disoccupati. A giugno infatti le cooperative verranno messe in liquidità, e il solo soccorso di Nencini, l’assessore al lavoro di Palazzo Vecchio che per le cooperative ha attivato un’unità di soccorso, potrebbe non essere sufficiente. 

Chi nelle cooperative ci lavora, normodotati e disabili, chiede solamente di continuare a fare quello fanno tutti i giorni ormai da anni: lavorare. Il laboratorio ceramiche potrà rimanere com’è ora, senza aria condizionata, anche se con il forno acceso d’estate la temperatura supera i 50 gradi. Non chiedono nemmeno un ascensore per quelli tra loro che hanno difficoltà motorie, continueranno a salire le scale grazie a un montacarichi. L’unico desiderio di questi ragazzi è non smettere di lavorare, perché il lavoro per loro significa cambiamento. 

Come per Fiorenza, una ragazza con gravi problemi di udito che nei suoi otto anni in cooperativa ha superato tanti drammi e adesso, finalmente, ha lo sguardo sereno. Lei, incuriosita dalla presenza di una faccia nuova, è la prima a proporsi di spiegare il lavoro che svolge qui e, dopo avere preso confidenza, racconta senza troppe remore la sua storia: «La mia vera mamma era povera e non mi voleva, così mi ha abbandonata. Io a sei anni ancora non parlavo». Una vita travagliata quella di Fiorenza, dall’abbandono dei genitori naturali al suo rifiuto della famiglia adottiva, che l’ha spinta a scappare di casa. Poi, appena diciannovenne, è stata rinchiusa in un istituto per malati mentali gravi, in cui si è trovata malissimo, e da cui è uscita solo qualche anno fa. «Adesso sto in una casa famiglia», racconta, ma quella che lei chiama casa famiglia è in realtà un altro istituto, solo un po' più vivibile del precedente. Nella sua vita Fiorenza ha assaggiato il lato più amaro dell’esistenza: disturbi comportamentali, problemi a parlare, sordità quasi totale e problemi di alimentazione. Per lei questo lavoro è tutto, e grazie a quello che guadagna sperava, prima dei problemi economici delle cooperative, di potere andare vivere in una casa vera fuori da un’istituto. Grazie al lavoro ha imparato il valore dell’autonomia, che per un disabile rappresenta un bene prezioso. 

Anche Gabriele, un 36enne di Pontassieve che lavora in cooperativa da otto anni, alla sua indipendenza tiene molto. Lui, quando c’è bel tempo, a lavorare ci va in motorino, «facendo arrabbiare la mamma», puntualizza ridendo una sua collega. Spostandosi di qualche passo da Filo d’Arianna si arriva nel laboratorio di Terre 2000, dove si producono ceramiche. Qui sta lavorando Alessandra, una signora che alle cooperative c’è arrivata grazie all’Asl, circa un anno e mezzo fa. Mentre racconta la sua storia sta decorando un grande vaso che finirà negli scaffali della Coop. Per ogni giorno in cooperativa riceve dall’Asl 10 euro. Una miseria, ma che sommata agli aiuti del Comune e della figlia, consente ad Alessandra di continuare a vivere a casa sua, evitando così l’istituto. 

Per stamattina è in programma una manifestazione dei ragazzi delle cooperative davanti alla sede dell’Amig, l’associazione da cui è nato il progetto di lavoro che sembra ora destinato a spegnersi. Per questa occasione i ragazzi hanno preparato dei cartelloni da appendersi al collo. Ma, oltre ai cartelloni, porteranno alla manifestazione anche tamburi e fischietti. Se proprio le loro cooperative devono morire, faranno almeno in modo che non debbano morire in silenzio.

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COOPERATIVE PER DISABILI
Palazzo Vecchio attiva l’unità di crisi per salvare 40 posti di lavoro

da l'Unità 23/5/06

Ottocento mila euro di buco nei bilanci delle cinque cooperative per disabili, il rischio liquidazione diventa sempre più reale e 40 persone vedono vacillare il loro posto di lavoro. Per scongiurare tutto ciò, il Comune insieme alla Provincia di Firenze si impegna ad attivare entro il 6 giugno l'unità di crisi per affrontare la situazione, soprattutto per quanto riguarda la continuità d'impresa delle cooperative e dell'assistenza svolta dall'Amig. 

Sono questi gli elementi centrali dell'intervento in consiglio comunale dell'assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini in risposta alla domanda di attualità sulla "messa in liquidazione di alcune cooperative collegate ad Amig" presentata da Anna Nocentini, capogruppo di Rifondazione Comunista. «Deve essere assunto l'impegno perché questo non accada a partire da una considerazione: l'indebitamento, ovvero 800mila euro circa per cinque cooperative, può essere considerato un costo di avvio di impresa - afferma l’assessore Nencini -. Se avremo una continuità di attività questo costo sarà destinato ad esaurirsi, perché l'impresa ricostituirà la propria dotazione finanziaria».

 Per quanto riguarda poi il quesito circa lo stato di indebitamento dell'Amig, l'assessore Nencini ha spiegato che «si tratta di un'associazione privata Onlus. Il suo bilancio è rintracciabile, ma ad oggi non siamo a conoscenza dell'effettivo stato di bilancio di Amig». Anche per questo sono apparse improprie le affermazioni apparse sulla stampa che attribuivano responsabilità dirette della Società della Salute.

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 Comunicato

La Funzione  Pubblica nella giornata di Venerdì 19 Maggio 06, presso la sala Palazzeschi della Camera del Lavoro di Firenze  ha tenuto una conferenza stampa alla quale hanno partecipato molti giornalisti, agenzie di stampa radio e TV.

La conferenza stampa è stata indetta  per  informare sulla grave situazione di crisi economica,  finanziaria e di direzione in cui si trovano cinque  coperative sociali di emanazione AMIG (Associazione minorati gravi) così denominate:

TERRE 2000 (Produce oggetti di Ceramica)

ZAFFIRO (Lavanderie)

FILO D’ARIANNA ( Legatoria)

MEDIA INFORMATICA

L’IMMAGINE (Tipografia) 

Queste cooperative, nate nel 1998 con finanziamento di un progetto europeo Horizont, occupano attualmente circa 40 persone disabili, inserimenti terapeutici della ASL 10  compresi, oltre a 15 persone non disabili dipendenti che coordinano i disabili nello svolgimento del lavoro nei settori sopra indicati.

Lo stato di grave crisi finanziaria , che ormai si protrae da diversi anni con ritardi nei pagamenti degli stipendi, delle forniture di metano, energia elettrica e affitto locali è arrivato ormai ad un punto tale che da un giorno all’altro potrebbe cessare l’attività e mettere seriamente a rischio l’occupazione per tutti i soci e dipendenti con gravi ripercussioni sociali nella città di Firenze.

Abbiamo già chiesto l’attivazione dell’unità di crisi della Provincia di Firenze, abbiamo chiesto un’incontro al Comune di Firenze, contiamo nell’interessamento delle istituzioni per attivare tutte le possibili soluzioni tese a salvare questa importante esperienza nel sistema sociale fiorentino.

Oggi pomeriggio la Funzione Pubblica con le delegate sindacali aziendali ed una folta delegazione di lavoratori e genitori  dei disabili siamo stati  ricevuti dall’Assessore Nencini congiuntamente al Presidente del Consiglio Comunale e di tutti i capi gruppo in  di Palazzo Vecchio. 

Sono stati assunti impegni di seguire da vicino questa importante e delicata vertenza e da subito di  approvare  un ordine del giorno dove l’Amministrazione Comunale si impegna nel salvataggio delle Cooperative, raccordandosi con l’unità di crisi della Provincia e convocando tutte le parti interessate. 

Appena usciti dalla seduta del consiglio comunale sono state decise le iniziative che intendiamo mettere in programma nei prossimi giorni: 

PRESIDIO DAVANTI ALLA SEDE AMIG,Giovedì 25 Maggio 06 dalle ore 10 alle ore 12.

ASSEMBLEA APERTAMartedì 6 Giugno 06, dalle ore 10 alle ore 12 presso il Conventino Via Giano della Bella,22 Firenze.

Facciamo appello all’AMIG, ALLE Associazioni imprenditoriali, perché si facciano carico e si assumano responsabilità   per queste importanti realtà; alle Istituzioni , alla stampa affinchè l’interessamento dimostrato in questi giorni continui fino a che non sarà trovata una soluzione per il mantenimento dell’esperienza lavorativa di queste cooperative, per i 40 disabili che ci lavorano, per le 15 lavoratrici e lavoratori che hanno dato vita a questa bella esperienza che necessita di prospettive e non certo la chiusura!

Le delegate aziendali CGIL                                  La Funzione Pubblica CGIL Firenze 

Firenze 22/05/06

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SINDACATO I lavoratori oggi in consiglio comunale

Palazzo Vecchio sfratta l’Amig Cooperative sociali nei guai

da la Nazione 22/5/06

Guai in vista per 40 lavoratori disabili e 15 non disabili, tutti impiegati in cinque cooperative nel territorio fiorentino. Le cinque imprese sociali – Terre 2000, Zaffiro, Filo d’Arianna, Media Informatica e L’Immagine – fanno parte dell’Associazione minorati gravi e sono nate nel 1998 grazie a un progetto finanziato dalla Comunità europea. Lo stato di grave crisi finanziaria, con conseguente ritardo di pagamenti di stipendi, energia elettrica e altri bisogni primari, ha portato le cooperative a un debito attuale di oltre 800mila euro. In più, poiché hanno 49mila euro di arretrato con il comune per gli affitti della sede di via Giano della Bella 22, Palazzo Vecchio ha promosso la causa di sfratto per morosità.

Una situazione causata, secondo i rappresentanti della Cgil, da una cattiva gestione mirata più a interessi personali che non a proteggere i disabili e le loro famiglie. In particolare, le proteste dei lavoratori sono indirizzate alla Società della Salute che, secondo il sindacato, all’inizio avrebbe appoggiato le opere ma le avrebbe trascurate in seguito. «Se non cambia qualcosa — ha spiegato ieri Morena Viciani, responsabile dell’ufficio funzione pubblica della Camera del Lavoro — queste persone finiranno per strada, con un danno drammatico per loro e i loro genitori, spesso anziani». Oggi il sindacato si presenterà al consiglio comunale chiedendo di essere ascoltato, in particolare dall’assessore Graziano Cioni. Un’assemblea aperta nella sede dell’Amig valuterà possibili soluzioni e forme di protesta. Federico Viviani

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Licenziamento per 40 disabili

La liquidazione annunciata di cinque cooperative Amig butta nella disperazione i ragazzi che vi lavoravano. Venticinque di loro percepivano uno stipendio da operai

I GIOVANI producevano oggetti in ceramica e lavoravano in lavanderia, nell’informatica e in tipografia. Il presidente di una di queste cooperative denuncia: «Ci sentiamo figli di un dio minore». La mamma di una ragazza: «Mia figlia è su una sedia a rotelle e non si può muovere»

di Alessio Schiesari /Firenze sull'Unità 20/5/06

Una bella storia fiorentina: quaranta ragazzi disabili, che da otto anni lavorano in cinque cooperative, senza l’aiuto economico di nessuno. Le cooperative si sono sempre finanziate da sole, con il ricavato del loro lavoro. Una bella storia a cui però va riscritto il finale. Infatti l’avventura di questi quaranta ragazzi è giunta agli sgoccioli: il 6 giugno infatti le cinque cooperative, soffocate dai debiti, verrano messe in liquidazione, e di acquirenti all’orizzonte non se ne vedono. Ci sarebbe la Misericordia fiorentina, che sta comprando Amig, l’associazione per disabili gravi che ha dato il via al progetto delle cooperative. Anche Amig è in grave difficoltà economica: ha un debito di dieci milioni di euro, ma a differenza delle cooperative ha anche un enorme patrimonio immobiliare, stimato intorno ai dodici milioni di euro. Per questo Misericordia sembra vicina ad rilevare Amig, ma non ne vuole sapere di comprare anche le cooperative in cui lavorano i disabili, che sono ormai vicine alla chiusura.


40 disabili rischiano di perdere il lavoro
La denuncia del sindacato: annunciata a giugno la chiusura di cinque cooperative. Una madre: «Mia figlia disperata»
di Alessio Schiesari/ Firenze

NELLE CINQUE cooperative Amig sono impiegati quaranta disabili. Quaranta ragazzi impiegati nella produzione di oggetti in ceramica, nella lavanderia, nella legatoria, nell’informatica e nella tipografia. Di questi quaranta, ben venticinque percepiscono un normale stipendio da operai, e altri quindici ricevono un assegno dalle Asl che li hanno mandati a lavorare nelle cooperative per favorirne l’integrazione nella società perché, come afferma la legge 68 del 1999, anche i disabili hanno diritto a un lavoro.
Sembra una bella storia, quella di queste cinque cooperative. Purtroppo però, è una storia destinata a finire presto. Il prossimo 6 giugno infatti è prevista una riunione in cui verrà comunicata ai soci la messa in liquidazione delle società. Questo perché le cooperative hanno accumulato un debito complessivo di 840mila euro, da mesi non riescono a pagare l’affitto e faticano a pagare le bollette. Istituti di credito e banche hanno smesso di concedere prestiti e le cooperative, strozzate dai debiti, hanno ora i giorni contati. 

Le cinque società, che oltre ai disabili impiegano anche 15 normodotati, nacquero da un progetto finanziato dalla comunità europea nel 1998. Da quella data si sono sempre sostentate da sole, come imprese tradizionali. Nessun finanziamento da parte dello stato nè degli enti locali, al massimo l’aiuto di imprese come Unicoop «che - come spiega Monica Polvani, operatrice in una cooperativa - a fronte di qualche piccola differenza di prezzo, preferiva i nostri prodotti a quelli provenienti da Cina e Romania, con i quali era impossibile competere sul prezzo». Se le cinque cooperative sono in condizioni economiche molto difficili, Amig, l’associazione minorati gravi, sembrerebbe non stare meglio. La situazione debitoria dell’associazione non è facile: c’è un debito di 10 milioni di euro. 

Ma Amig sembra avere trovato un’ancora di salvataggio: La Misericordia infatti sembra interessata ad acquistare l’associazione, ma ha escluso di voler acquisire anche le cinque cooperative di lavoro, anche se queste sono legate ad Amig da un cordone ombelicale e senza di essa non potrebbero sopravvivere. Ma perchè questa disparità di trattamento? C’è chi sussurra che l’interesse di Misericordia alla struttura di assestenza ai disabili abbia poco a che vedere con la beneficenza, e che l’attenzione dell’organizzazione cattolica riguardi la ricca dote che Amig porta con se: un enorme patrimonio immobiliare e un assegno di settanta euro al giorno proveniente dall’Asl per ogni malato ricoverato nelle sue strutture. E dal momento che i disabili mandati dall’Asl a ricoverarsi nelle strutture Amig sono, ad oggi, settanta, il compenso per prendersi cura di loro ammonta quasi 5mila euro al giorno, circa 150mila euro al mese, per un totale di un milione 764mila euro l’anno. Una cifra cospicua, che le cooperative di lavoro, dal momento che si autofinanziano, non possono offrire ad eventuali acquirenti. 

«Ci sentiamo - afferma Quinto D’Amico, presidente di una delle cooperative - figli di un dio minore. noi non abbiamo 12 milioni di euro di immobili, per questo ci stanno lasciando morire soli». «Siamo nel panico» spiega Laura Galli, mamma di Patrizia Sabatelli, una ragazza di 34 anni che da otto lavora nella cooperativa Media e informatica. «Mia figlia è in sedia a rotelle e può muovere un solo braccio, ma è una ragazza intelligente. Adesso sta provando a fare dei concorsi ma è dura, - continua Laura - al momento l’unica alternativa sembra quella che Patrizia rimanga a casa. Ha già provato a lavorare in strutture per lavoratori protetti ma non si è trovata bene. Alla cooperativa invece era felice, da qualche mese non avevano più soldi per pagarla, ma almeno faceva qualcosa. Adesso è disperata, e io con lei: Sono vedova, come faccio da sola a badare a mia figlia?».

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Comunicato stampa

 E’ convocata una conferenza stampa per il giorno:

 VENERDI’ 19 MAGGIO 2006 alle ore 11.30

presso la sala Palazzeschi (2°piano) della Camera del Lavoro di Firenze Borgo dei Greci 3,

 per  informare sulla grave situazione di crisi economica,  finanziaria e di direzione in cui si trovano cinque  cooperative sociali di emanazione AMIG (Associazione minorati gravi) così denominate:

TERRE 2000 (Produce oggetti di Ceramica)

ZAFFIRO (Lavanderie)

FILO D’ARIANNA ( Legatoria)

MEDIA INFORMATICA

L’IMMAGINE (Tipografia)

Queste cooperative, nate nel 1998 con finanziamento di un progetto europeo Horizont, occupano attualmente circa 40 persone disabili, inserimenti terapeutici della ASL 10 compresi, oltre a 15 persone non disabili dipendenti che coordinano i disabili nello svolgimento del lavoro nei settori sopra indicati.

Lo stato di grave crisi finanziaria, che si protrae da diversi anni, con ritardi nei pagamenti degli stipendi, delle forniture di metano, energia elettrica e affitto locali, è arrivato ormai ad un punto tale che da un giorno all’altro potrebbe cessare l’attività e mettere seriamente a rischio l’occupazione per tutti i soci e dipendenti con gravi ripercussioni sociali nella città di Firenze.

Abbiamo già chiesto l’attivazione dell’unità di crisi della Provincia di Firenze, abbiamo chiesto un incontro all’Assessore Cioni del Comune di Firenze, contiamo sull’interessamento delle istituzioni per attivare tutte le possibili soluzioni tese a salvare questa importante esperienza nel sistema sociale fiorentino.

Nei prossimi giorni verranno decise le forme di lotta a sostegno della difesa dei posti di lavoro e della dignità di questi lavoratori e lavoratrici, soprattutto disabili, che tanto hanno dato per la nascita e la salvaguardia di queste esperienze.

Le delegate sindacali CGIL aziendali                                    per Funzione Pubblica CGIL Firenze

Morena Viciani

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Il lavoro è lo stesso, il salario no
I lavoratori Rsa delle coop sociali chiedono il contratto integrativo
di Valeria Giglioli/ Firenze sull'Unità 14/5/06

LAVORANO come i loro colleghi, per lo stesso tempo e con le stesse mansioni, ma il salario che ricevono è inferiore del 20-25%. Sono gli operatori delle cooperative sociali impiegati nelle residenze sanitarie assistite. Chiedono l’applicazione della delibera regionale 402, del 2004, che stabilisce che, a fronte della retta che la Regione corrisponde per ogni utente Rsa, i datori di lavoro stipulino un contratto integrativo che porti la retribuzione dei lavoratori al livello di quella dei contratti Anaste e Uneba. Ma per gli operatori delle cooperative non è successo. 5 mesi fa è cominciata la trattativa tra sindacati e Agci, Confcooperative e Legacoop. 

Venerdì si è riunita a Firenze l’assemblea regionale dei delegati del settore. Che dipingono un quadro sconfortante. «Dopo 12 anni - dice Massimiliano Losi - prendo 980 euro per 160 ore mensili: meno di 7 euro l’ora lorde». Mediamente i salari oscillano tra i 700 e i 900 euro. Ma per i contratti a cui si riferisce la delibera dovrebbero guadagnare circa 180 euro di più.. Cgil, Cisl e Uil «rivendicano condizioni più stabili, orari e retribuzioni adeguate». Dopo una rottura, la trattativa è ripresa grazie all’intervento della Regione. E il sindacato chiede alle pubbliche amministrazioni «nell’affidare la gestione dei servizi a soggetti privati, di determinare le condizioni perché a tutti i lavoratori (pubblici, privati e soci di cooperativa) vengano riconosciuti gli stessi diritti».

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ASSISTENZA
«Basta bassi salari nelle coop sociali»

da la Nazione 13/5/06

FIRENZE — Insorgono i lavoratori delle residenze assistite: c'è troppa differenza di stipendi tra chi si occupa degli anziani nelle case di cura private e pubbliche e chi invece è dipendente delle cooperative sociali. Una differenza che in Toscana è fuori legge. «Ma le normative non vengono rispettate», denunciano i delegati sindacali di Cgil, Cisl e Uil durante l'assemblea toscana svoltasi ieri a Montedomini di Firenze. «La delibera regionale 402 del 2004 – spiega Marco Bombini, della funziona pubblica di Cgil – obbliga a parificare gli stipendi degli operatori delle residenze sanitarie assistite, siano pubbliche o private. Ma questo non avviene, in particolare in quelle appaltate dalle cooperative sociali». I dieci diversi contratti nazionali che regolano questo settore, spiegano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, fanno sì che il lavoratore di una Rsa privata prenda il 20-25 per cento in più di un dipendente di cooperative. Se poi è una casa di cura pubblica, la differenza salariale raggiunge il 40 %. 

«Una differenza che la legislazione toscana ha annullato – spiega Bombini. - Ma le associazioni delle cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop hanno improvvisamente rotto il tavolo di trattative dopo quattro mesi di discussioni».
Eppure in alcuni casi i salari sono veramente bassi. «Alcuni di noi – dice una lavoratrice di una Rsa – prendono 900 euro al mese. Una cifra irrisoria e offensiva per chi deve occuparsi di persone spesso non autosufficienti, assumendosi importanti responsabilità. Le famiglie devono sapere che, a fronte di circa 90 euro al giorno sborsate per tenere l'anziano nella casa di cura, i responsabili della sua salute vengono sottopagati». I sindacati chiedono ad Asl e enti locali di vigilare sul rispetto degli accordi presi con le cooperative che appaltano il servizio. Manuela Plastina

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FP CGIL - FPS CISL - UIL FPL

Segreterie regionali della Toscana

  Attivo unitario delegati e delegate

della Cooperazione Sociale

LAVORANO DI PIU'

 GUADAGNANO DI MENO

IN AGITAZIONE PER L’INTEGRATVO E PER IL RISPETTO DEL CONTRATTO DOMANI SI RITROVANO AL TEATRO DELLA RSA DI MONTEDOMINI

A FIRENZE A PARTIRE DALLE ORE 10 ALLE 12 INCONTRO STAMPA

            CGIL CISL UIL hanno convocato per  domani 12 maggio un attivo unitario dei delegati/e della Cooperazione Sociale a sostegno della trattativa per il contratto integrativo spettante agli operatori delle Residenze Sanitarie Assistite in base alla Delibera Regionale n.402/2004 e più in generale per rilanciare la vertenza sulle condizioni di lavoro, le retribuzioni ed i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori delle Cooperative Sociali che operano in servizi affidati dalle pubbliche amministrazioni.

.La protesta dei lavoratori e delle lavoratrici nasce dal rifiuto delle Centrali AGCI, Confcooperative e Legacoop  di corrispondere a soci e dipendenti l’integrazione retributiva spettante loro in virtù di una Delibera della Regione Toscana che, a fronte di una retta corrisposta ai gestori in cui sono calcolati i costi del lavoro sulla base di un contratto di riferimento, chiede ai datori di lavoro che adottano un contratto che prevede retribuzioni inferiori, di sostenere la stessa spesa integrando i salari dei propri dipendenti.

Ma l’attivo unitario è anche l’occasione per riportare l’attenzione e l’iniziativa sulle condizioni di lavoro di tutti i soci-lavoratori della cooperazione sociale, che hanno retribuzioni inferiori a quelle dei loro colleghi pubblici e privati, orari di lavoro più lunghi, ma soprattutto retribuzioni di fatto significativamente inferiori a quelle stabilite dal ccnl per effetto della grandissima diffusione del part-time e degli orari di lavoro “variabili” definiti sulla base dei bisogni organizzativi dei servizi.

Nello scambio di responsabilità tra gli Enti Pubblici (che sostengono di affidare, pur dovendo fare i conti con la limitatezza delle risorse e la crescita dei bisogni, i servizi alle cooperative attraverso procedure trasparenti ed a fronte dell’impegno all’applicazione dei contratti di lavoro e delle leggi di tutela) e le cooperative (che lamentano di dovere operare con gare al massimo ribasso, pagamenti ritardati, mancati riconoscimenti degli incrementi ISTAT), a pagare sono le lavoratrici ed i lavoratori, spesso “ricattati”, anche in quanto soci, dal fatto che o si fanno i sacrifici e si lavora o la cooperativa fallisce ed il lavoro si perde.

Per tutto questo e per garantire quella qualità professionale indispensabile nei delicati servizi alle persone più bisognose di attenzione come i bambini, gli anziani, i disabili, CGIL CISL e UIL rivendicano condizioni più stabili, orari di lavoro e retribuzioni adeguate.

L’attivo unitario si tiene a partire dalle ore 10,00 nel Teatro della RSA Montedomini di Firenze e alle 12 è previsto un incontro stampa 

Firenze, 11 maggio, 2005

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