cgil Firenze stampa la pagina
 

Home Page


 

IN TANTI PER SALVARE LA COSTITUZIONE DI TUTTI
1° Giugno 2006 FIRENZE
Foto di Stefano Bacci

www.salviamolacostituzione.it
 

CGIL REGIONALE TOSCANA

 REFERENDUM

GRANDE SODDISFAZIONE

DI LUCANO SILVESTRI SEGRETARIO REGIONALE DELLA CGIL

A scrutinio pressoché ultimato e con il NO alla riforma costituzionale imposta dal centro destra sulla strada del trionfo il segretario regionale della Cgil ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Esprimo la mia più grande soddisfazione e ringrazio le compagne e i compagni della CGIL Toscana che hanno dato con il loro impegno un contributo decisivo a questa bella vittoria.

Voglio anche sottolinearne alcuni aspetti. Prima di tutto la partecipazione al voto superiore al 50% degli aventi diritto, non era affatto scontata visti i tentativi della destra di mettere la sordina a questo referendum e alcune disattenzioni del centrosinistra.

Da mettere in rilievo poi che la vittoria del NO è forte e omogenea su tutto il territorio nazionale con il si che prevale solo in due regioni. Non c’è dunque un pericolo di spaccatura del paese e il tentativo di Berlusconi e di Bossi del separatismo del nord è sconfitto. Il trionfo del no  dice chiaramente che  l’avversione alla riforma voluta dal centro destra è generalizzata a dimostrazione che nella coscienza del paese i valori della nostra costituzione nata dalla resistenza sono ben saldi. Il paese vuole unità e non è disponibile ad assecondare quanti perseguono una inconsistente quanto stupida politica contraria all’unità nazionale.

I l risultato referendario di oggi è un monito severo e forte! Gli aggiustamenti e gli aggiornamenti della Carta Costituzionale sono possibili, ma solo nel solco dei suoi principi e dei suoi valori, non dimenticando che la nostra è una Costituzione con caratteri di grande modernità  e, freschezza.” Democratica” nb

inizio pagina


CGIL CISL UIL

Zona Sud Est Valdarno Valdisieve

Attivo del Valdarno

mercoledì 21 giugno 2006

alle ore 9.00

presso la Camera del Lavoro di Figline Valdarno

Piazza San Francesco d’Assisi, 3

 

Salviamo la Costituzione

le ragioni del NO

nel referendum costituzionale

del 25-26 giugno 2006

partecipa

Daniele Stolzi, Segretario della

Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze

 

CGIL CISL UIL

inizio pagina


CGIL CISL UIL
MUGELLO-ALTO MUGELLO

ASSEMBLEA TERRITORIALE

DELEGATI, PENSIONATI, GIOVANI,  CITTADINI

 Martedì, 13 giugno 2006

con inizio alle ore 15.00

 presso “Saletta Giotto”

Comune di Borgo S. Lorenzo - Via Giotto, 17

 

Partecipa: Alessandro Nencini

MagistratoComitato Salviamo la Costituzione  

Info: CGIL Borgo San Lorenzo

 tel 0558496081      email: cdlborgo@firenze.tosc.cgil.it

inizio pagina


CGIL  CISL  UIL

Sesto, Campi, Calenzano 

Attivo di Zona

Delegati RSU, Pensionati

martedì 20 giugno 2006

alle ore 15.00 presso Circolo Arci “La Costituzione”

via Gramsci, 560 - Sesto Fiorentino

 

Salviamo la Costituzione

le ragioni del NO nel referendum costituzionale del 25-26 giugno

partecipa il prof. A. Cacopardo

del Comitato “Per la difesa della Costituzione”

Sesto Fiorentino 5 giugno 2006                               Cgil/Cisl/Uil

inizio pagina


CGIL CISL  UIL  ZONA SCANDICCI LE SIGNE

 

LUNEDI’ 19 GIUGNO 2006  ORE 15 

 CASA DEL POPOLO DI CASELLINA PIAZZA DI VITTORIO 1  

ATTIVO DI ZONA DELEGATI  RSU PENSIONATI 

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

 PERCHE’ VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 25 E 26 GIUGNO

LA RIUNIONE E’ APERTA A TUTTI

                                                                                                 Scandicci 8 giugno2006

inizio pagina


Cgil   Cisl    Uil        Chianti  Fiorentino

Attivo Territoriale

Rappresentanze Sindacali Unitarie e Leghe Pensionati

 VENERDI 16 GIUGNO 2006

Con inizio ore 15

Presso Circolo Arci S.Casciano.V.P. via dei Fossi

o.d.g. :

Salviamo la Costituzione

Le ragioni del NO nel referendum costituzionale
del 25 e 26 Giugno 2006

Introduce :Giovanni Ronchi Seg.g.a .Cisl Firenze

Partecipano:

Esponente  del Comitato Fiorentino salviamo la Costituzione

Arturo Papini  Uil  Regionale

Conclude Andrea Montagni  Segreteria Cgil Firenze

 ------------------

Partecipate numerosi all’ iniziativa

inizio pagina


«Il mondo del lavoro base per la difesa della Costituzione»
Parla Luciano Silvestri (Cgil) dopo la manifestazione che ha portato 45mila persone in piazza a Firenze

di Francesco Sangermano/ Firenze sull'Unità 3/6/06

NEANCHE LORO se ne aspettavano così tanti. Ventimila, avevano detto presentando l’appuntamento. Ma giovedì sera, in piazza della Signoria a Firenze, ne sono arrivati più del doppio. «Una partecipazione straordinaria e davvero un grande successo per tutti noi che abbiamo contribuito ad organizzarla» dice all’indomani il segretario generale della Cgil Toscana, Luciano Silvestri.

Il giorno dopo, però, è già tempo di guardare avanti, a tre settimane che dovranno vedere i comitati per il no impegnarsi ancora di più in vista della consultazione del 25 e 26 giugno in cui i cittadini saranno chimati a confermare o meno la riforma di 53 articoli della Costituzione varata dalla destra. «Siamo partiti senz’altro col piede giusto - prosegue Silvestri - e ora dobbiamo portare avanti il lavoro basandoci su queste 45 mila persone che si sono mobilitate non in occasione di uno sciopero ma solo per il desiderio di esserci. A volte anche in presenza di manifestazioni in occasione di scioperi non si riesce a portare in piazza così tanta gente». Silvestri al riguardo ha una convinzione. «La gente ci segue perché questa mobilitazione esprime dei contenuti. E in questo quadro è indubbio il forte contributo che possono portare il movimento sindacale e il mondo del lavoro alla tenuta democratica».

Sindacati e associazioni non hanno esitato a prendere in mano le redini di questa campagna referendaria in un momento in cui la politica, gioco forza, era impegnata su altri terreni ed altri appuntamenti. Sessanta pullman sono arrivati a Firenze da tutta la Toscana e le strutture territoriali hanno portato un contributo eccezionale. «Ma adesso dobbiamo ripartire da subito a svolgere un lavoro impegntivo nei luoghi di lavoro e sul territorio per difendere le ragioni del no - continua ancora il segretario toscano della Cgil - Laddove è possibile faremo assemblee nelle fabbriche e perfino il porta a porta purché la gente capisca l’importanza di questo referendum e vada a votare».

Riemerge prepotentemente il legame fra mondo del lavoro e Costituzione. «Lo dice la Carta stessa con l’articolo 1 - conclude Silvestri - “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. D’altronde non poteva che essere così dato che gli scioperi del ‘43 e del ‘44 costituirono una prima spallata al fascismo eportarono alla nascita della Costituzione. Non dimentichiamoci che per quegli scioperi furono deportati 122 mila lavoratori nei campi di sterminio nazisti e che solo pochi fecero ritorno a casa. Negli ultimi 5 anni si è avuto il tentativo di restaurare e costruire un regime autoritario è stato palese. È stato anche grazie alle lotte straordinarie del mondo del lavoro e sindacale se questo non è accaduto».

inizio pagina


In 45mila dicono no allo scempio della Costituzione

Grande partecipazione alla fiaccolata fiorentina. Scalfaro: «Salvaguardiamo i diritti fondamentali delle persone»
di Francesco Sangermano/ Firenze sull'Unità 2/6/06

LUCI NELLA NOTTE Alla fine anche il tempo si è schierato dalla parte del “no”. Dopo la pioggia, il vento e il freddo, il cielo si è aperto per accogliere le migliaia di persone che dalle sette e mezzo in poi hanno iniziato a gremire piazza Indipendenza a Firenze. Un’ora e poco più per radunarsi, poi il lungo serpentone di fiaccole si è dipanato lungo le strade del centro di Firenze ed ha gremito piazza della Signoria al canto di “Bella Ciao” ritmato dai tamburi. 

La campagna referendaria per il “no” alla riforma della Costituzione varata dal governo Berlusconi è partita ieri sera a Firenze in vista del voto del 25 e 26 di giugno. I sindacati e le associazioni che hanno partecipato all’organizzazione dell’iniziativa ne attendevano 20 mila e la risposta di Firenze e della Toscana ne ha portati in piazza più del doppio (gli organizzatori dicono 45 mila). Dietro allo striscione che apriva il corteo («Comitati salviamo la Costituzione - Referendum vota no») hanno sfilato il presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il ministro per le Riforme istituzionali e per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, l’ex ministro Franco Bassanini e il segretario regionale della Cgil, Luciano Silvestri mentre il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici e il presidente della Regione Claudio Martini si sono uniti al corteo prima che questo raggiungesse piazza della Signoria. Numerose le bandiere dei partiti dell’Unione e di Cgil, Cisl e Uil, che si sono unite a quelle arcobaleno della pace e a quelle dell’Arci. «Dico grazie a Firenze e alla Toscana per questa risposta - ha esordito dal palco Domenici - Dopo che da questa regione in 110 mila avevano firmato l’appello per il referendumarriva un altro segno contro chi ha pensato solo alla difesa dei propri interessi privati».

In precedenza era stato Scalfaro a illustrare i temi del “no”. «Se si voterà per una rivalsa contro Prodi e contro la maggioranza che ha vinto le elezioni politiche si farà un danno alla Carta costituzionale e a tutto il popolo italiano» ha detto anche in qualità di presidente del coordinamento dei comitati “Salviamo la Costituzione”. «I cittadini non devono andare a votare animati da sentimenti “politicizzati” - ha proseguito - ma dalla consapevolezza dell’importanza del quesito». Poi è entrato nel merito. «Non pensiamo che questa Carta costituzionale sia intoccabile, ma pensiamo che siano intoccabili i diritti fondamentali delle persone» ha spiegato. Poi, analizzando l’impianto delle modifiche introdotte dal governo Berlusconi, ha sottolineato la gravità del fatto che in molte votazioni non si sono raggiunti neppure i due terzi dei voti. «È stata una riforma varata a colpi di maggioranza, senza ampio consenso nel Paese» ha precisato e al riguardo ha ricordato come nel 1947 la Costituzione ebbe 556 voti a favore e soltanto 62 contrari. «In questa riforma - ha aggiunto - il Parlamento è mortificato e il capo dello Stato è ridotto a nulla. Il potere di scioglimento delle Camere viene dato al primo ministro, senza contrappesi e garanzie. Queste cose fabbricano un primo ministro onnipotente, ma un primo ministro onnipotente lo abbiamo fatto cadere 63 anni fa dopo che era stato prodotto da una dittatura...».

Concetti fatti propri anche Vannino Chiti che, dal canto suo, si è soffermato maggiormente sull’«orrendo pasticcio» rappresentato dalla riforma. «Non mi stupisco che sia così - ha aggiunto - perché la riforma è frutto di un compromesso: ci sono pezzi che andavano bene alla Lega, altri ad An e altri all’Udc. Noi vogliamo invece che le riforme siano il frutto di una larghissima convergenza. Per questo dal giorno dopo il referendum ci impegnamo solennemente coi cittadini a cercare la discussione e il consenso tra le forze politiche ma anche tra i sindacati le organizzazioni imprenditoriali e il mondo della cultura».

inizio pagina


Firenze, in piazza per la Costituzione

Attese 20mila persone alla fiaccolata che apre la campagna referendaria per il no alla riforma di Berlusconi. Alle 19.30 il corteo poi comizio in piazza della Signoria con Scalfaro e Chiti

L’IMPEGNO di sindacati e mondo dell’associazionismo per impedire che la Carta venga snaturata dal colpo di mano della destra. Striano (Arci): «Berlusconi è stato sconfitto sul piano politico, adesso dobbiamo batterlo anche su quello culturale»

di Francesco Sangermano e Tommaso Galgani sull'Unità 1/6/06

Si apre questa sera a Firenze la campagna nazionale per il no al referendum del 25 e 26 giugno. Saranno migliaia «i no» che arriveranno da tutta la Toscana grazie ai 50 autobus organizzati dai sindacati, ma anche ai treni e a mezzi propri. Il ritrovo è stato fissato in Piazza Indipendenza a partire dalle 19 dove verranno distribuite le torce e da dove partirà la fiaccolata che si concluderà in Piazza Signoria. Sul palco di Piazza della Signoriasaliranno quindi il rappresentante del coordinamento toscano dei comitati referendari Francesco Baicchi , il sindaco Leonardo Domenici, il segretario generale della Cgil Toscana Luciano Silvestri. A seguire interverranno Mila Pieralli in rappresentanza dell’Anpi e Flaminia Fioramonti dei «Giovani per la Costituzione». Le conclusioni saranno invece affidate al ministro dei rapporti col Parlamento Vannino Prima e a Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della repubblica e presidente nazionale del comitato «Salviamo la costituzione».

Migliaia a Firenze per votare no al referendum

Alle 19,30 il corteo parte da Piazza Indipendenza. Comizio conclusivo con Scalfaro, Chiti, Domenici e Silvestri
di Tommaso Galgani / Firenze

SONO PIÙ DI 20MILA le fiaccole attese, stasera a Firenze, alla manifestazione che darà inizio alla campagna nazionale per il no al referendum sulla riforma della Costituzione, per cui saremo chiamati alle urne il 25 e 26 giugno. Il corteo, organizzato dal Comitato per il No regionale e che vedrà la partecipazione di tutti i partiti dell’Unione, partirà alle 19,30 da Piazza Indipendenza, dove verranno distribuite le torce, e si concluderà in Piazza della Signoria. Qui, il rappresentante del coordinamento toscano dei comitati Francesco Baicchi darà dal palco il benvenuto ai partecipanti, prima del saluto alla città da parte del sindaco Leonardo Domenici. Dopo di loro prenderà la parola il segretario generale della Cgil Toscana Luciano Silvestri, seguito da Mila Pieralli, in rappresentanza dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, e da Flaminia Fioramonti dei “Giovani per la Costituzione”. 

Prima delle conclusioni che saranno di Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica e presidente nazionale del comitato “Salviamo la costituzione”, parlerà a nome del governo Vannino Chiti, ministro dei Rapporti col Parlamento e per le Riforme istituzionali. Dall’Unione toscana sono partite inoltre varie iniziative capillari sul territorio per sostenere il No, col coinvolgimento degli amministratori e dell’associazionismo locale. È importante sapere che chi non può tornare a casa per votare (studenti fuori sede, lavoratori, turisti) può rivolgersi alle sedi provinciali dei partiti, per fare il rappresentante di lista in un seggio della città in cui si trova. In tal modo per legge c’è la possibilità di voto, presentando la sola tessera elettorale e il documento d’identità. 

L’atmosfera, in questi giorni, è feconda anche per proposte e idee tese a promuovere una “cultura della Costituzione”. Una di queste (pensata da un sacerdote pratese, don Marco Natali, responsabile dell’associazione per la legalità “Ezechiele 37”) è distribuirne il testo ai diciottenni, italiani e immigrati. Maria Romana De Gasperi, figlia di Alcide, la ritiene un’iniziativa valida. «Sarebbe davvero una cosa buona, in un Paese dove pochi hanno letto la Costituzione - ha dichiarato nell' incontro organizzato dalla parrocchia di Bonistallo per parlare del padre -; nelle scuole se ne parla poco e oggi è difficile capire cosa significasse, dopo la dittatura, assaporare la libertà«. 

Sempre nell’ambito della manifestazione nazionale a difesa della Costituzione, presso la Feltrinelli di via de’ Cerretani a Firenze, alle 18 di oggi il regista Claudio di Lazzaro presenta il proprio documentario «Camicie Verdi» (interverrà, tra gli altri, Francesco “Pancho” Pardi). Si annuncia nutrito anche il fronte delle associazioni giovanili insorte per difendere la carta. «Non possiamo permettere che si compia la riforma costituzionale dei quattro “presunti” saggi di Lorenzago» ripetono all’unisono i segretari delle giovanili dell’Unione, annunciando di sostenere compatti «tutti gli eventi che permetteranno la vittoria del no al referendum confermativo». Schierato per il no anche il Patto Giovani Liberaldemocratici, per bocca del segretario Federico Perugini («fermo il rifiuto a una riforma pericolosa imposta da Bossi»). Diverse anche le iniziative nei centri minori: stasera a Poggibonsi (Siena), in piazza Nagy, dalle 21,15 si celebra il sessantesimo anniversario della Costituzione con “Le parole della Repubblica”: in programma la lettura del testo del ‘46 e di alcune poesie ad esso ispirate.

inizio pagina


COMITATO “SALVIAMO LA COSTITUZIONE”

1° GIUGNO 2006 – FIRENZE - IN TANTI PER SALVARE LA COSTITUZIONE DI TUTTI

 SARà UNA GRANDE MANIFESTAZIONE

CRESCE L’ATTENZIONE E LA MOBILITAZIONE PER L’APERTURA NAZIONALE DELLA CAMPAGNA PER IL NO AL REFERENDUM DEL 25 E 26 GIUGNO

-L’ELENCO DI COLORO CHE PRENDERANNO LA PAROLA DAL PALCO DI PIAZZA

SIGNORIA-  ALLE 17.30 INCONTRO STAMPA IN PIER CAPPONI PRESENTI

TRA GLI ALTRI  OSCAR LUIGI  SCALFARO E IL MINISTRO VANNINO CHITI

 Firenze 30.05.2007.- Sono già cinquanta gli autobus prenotati dalle organizzazioni sindacali (ma non ci sono solo i sindacati ad organizzare la partecipazione)  per la manifestazione – fiaccolata del 1° giungo a Firenze, quando alla presenza di Oscar Luigi Scalfaro, suo il comizio conclusivo, prenderà ufficialmente il via la campagna nazionale  per il no al referendum del 25 e 26 giugno.  50 gli autobus già prenotati dicevamo, molte le telefonate di adesione che arrivano al comitato e questo fa ben sperare, l’obbiettivo delle 20.000 presenze  potrebbe essere superato.

 Il ritrovo per tutti è in Piazza Indipendenza a partire dalle 19.30. Qui verranno distribuite le torce e da qui partirà la fiaccolata che si concluderà in Piazza Signoria. Il benvenuto ai partecipanti, dal palco di Piazza Signoria, sarà dato dal rappresentante del coordinamento toscano  dei comitati Francesco Baicchi e il saluto della città dal suo primo cittadino, il sindaco Leonardo Domenici  Dopo di loro prederà la parola il segretario generale della Cgil Toscana Luciano Silvestri. A seguire interverranno Mila Pieralli in rappresentanza dell’Associazione  Nazionale Partigiani d’Italia e Flaminia Fioramonti dei “Giovani per la Costituzione”. Prima delle conclusioni che saranno, come dicevamo, di Oscar Luigi Scalfaro presidente emerito della repubblica e presidente nazionale del comitato “Salviamo la costituzione”, a nome del governo, parlerà Vannino Chiti Ministro dei Rapporti col Parlamento e per le Riforme Istituzionali.  Per facilitare il lavoro dei colleghi organizzatori ed oratori convocano un

INCONTRO STAMPA GIOVEDI’ 1° GIUGNO 2006 ORE 17.30

C/O CGIL REGIONALE TOSCANA VIA PIER CAPPONI, 7  - FIRENZE –

                                                          

                                                                   IL COMITATO “SALVIAMO LA COSTITUZIONE”

inizio pagina


CGIL – CISL – UIL

 

SALVIAMO LA COSTITUZIONE

  LE RAGIONI DEL NO

NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 25-26 GIUGNO 2006

CGIL, CISL, UIL respingono unitariamente, con il NO nel referendum confermativo, la riforma della Parte II della Costituzione, approvata dal Parlamento il 16 novembre 2005.

Con questa scelta CGIL CISL UIL riaffermano come irrinunciabili il valore dell’unità nazionale, fondata sui principi dell’uguaglianza e della solidarietà tra tutti i cittadini, nonché il modello e i valori della democrazia partecipativa della Costituzione vigente, la sua natura parlamentare, con il pluralismo e l’equilibrio dei poteri che le sono propri, aspetti fortemente compromessi da questa riforma.

Le modifiche costituzionali da abrogare con il referendum, per la loro vastità, intaccano anche i Principi fondamentali e la Parte I della Costituzione, relativa ai “diritti e doveri dei cittadini”.

Gli ambiti di un sostanziale indebolimento, qualora la riforma fosse confermata dal referendum, riguardano i rapporti sociali e i rapporti politici.

Sul piano dei rapporti sociali, sarebbe la devolution ad indebolire, nei fatti prima ancora che in diritto, il ruolo promozionale, perequativo e solidaristico che la Costituzione, ad iniziare dai primi quattro articoli, affida alle Istituzioni repubblicane, rispetto al diritto al lavoro, alla piena dignità sociale, alla effettiva eguaglianza di tutti i cittadini, che è poi l’ambito di giustizia sociale specifico del ruolo e dell’azione del Sindacato Confederale.

Sul piano dei rapporti politici, va ribadita la centralità del Parlamento, salvaguardandola da un eccessivo rafforzamento del Capo del Governo. L’esigenza di assicurare stabilità all’ Esecutivo non deve portare ad un indebolimento della funzione di garanzia del Presidente della Repubblica e alla compromissione del principio dell’ equilibrio tra i poteri, presente anche nei sistemi presidenziali di altri paesi.

La straordinaria attualità e lungimiranza della nostra Costituzione, che ci accompagna dal 1948, è rappresentata dai suoi principi e dai valori in essa contenuti, che rispecchiano l’identità del popolo italiano.

Essa è certamente il frutto della pluralità delle culture e delle opinioni politiche esistente nel momento storico in cui è stata progettata, del modo in cui sono venuti a comporsi i rapporti tra le varie istanze della società italiana, e i principi della democrazia e della coesione nazionale, su cui si basa, sono destinati a rimanere validi nel tempo.

Il mutare delle condizioni politiche, economiche e sociali può determinare l’ esigenza di una riforma e di un aggiornamento degli assetti istituzionali dello Stato (Parte II della Costituzione), senza mai comunque compromettere i valori della democrazia e della coesione nazionale contenuti nei Principi fondamentali e nella Parte I.

Di fatto, le riforme costituzionali del 1999 e del 2001, riguardanti l’elezione diretta dei Presidenti delle Giunte regionali e l’autonomia statutaria delle Regioni e delle Province autonome, hanno tentato di dare delle risposte all’ esigenza di assicurare stabilità agli Esecutivi e di ripensare in chiave “federale” la forma di Stato, esigenze già peraltro rese evidenti, a livello di legislazione ordinaria, con l’entrata in vigore della legge 142/90, delle leggi elettorali sull’elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti delle Province e delle leggi Bassanini sul decentramento amministrativo.

Ma riforme più complessive della Costituzione, che modificano le condizioni del patto sociale tra tutti i cittadini, devono necessariamente essere ampiamente condivise, e non possono essere decise a “colpi di maggioranza”, come è avvenuto con la riforma del Titolo V del 2001 da parte del Governo di centro sinistra e ora con la riforma della Parte II del 2005 da parte del Governo di centro destra.

Esse devono necessariamente essere ampiamente condivise e partecipate, e a questo fine sarebbe opportuno prevedere prioritariamente una riforma delle stesse procedure di revisione costituzionale (art. 138) con vincoli di maggiore garanzia nella misura del quorum per l’ approvazione.

L’obiettivo di coniugare il principio dell’ unità dello Stato con un consistente rafforzamento delle funzioni e dei poteri delle Regioni e delle autonomie locali è stata la ratio ispiratrice della Riforma del Titolo V del 2001, attualmente vigente.

Cgil, Cisl e Uil, pur condividendo l'ispirazione generale della riforma, avanzarono formalmente critiche su alcuni punti: la mancata istituzione della Camera delle Regioni quale luogo di armonizzazione tra unità ed autonomia e quale base del possibile equilibrio e della possibile cooperazione tra le varie istanze di governo del Paese; e l’ articolazione di alcune competenze tra Stato e Regioni, in particolare per quanto riguarda la legislazione concorrente, problema questo reso evidente, nella fase applicativa, dai numerosi conflitti di attribuzioni che si sono verificati.

La riforma varata nella scorsa legislatura, oggetto del prossimo referendum, introduce in questo già assai problematico contesto, la devolution.

Cgil, Cisl e Uil ritengono che l’attribuzione di competenze esclusive alle Regioni su sanità, istruzione, sicurezza, comporterà inevitabili sperequazioni territoriali nel godimento di diritti fondamentali, contraddicendo le garanzie di unitarietà del sistema che l' attuale Titolo V della Costituzione assicura, attribuendo alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la determinazione di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.

La devolution contrasta, inoltre, con la Parte I della Costituzione, che tutela i Diritti di tutti i cittadini, specificatamente il diritto alla salute, il diritto all’ istruzione, il diritto alla sicurezza, ed  anche con i Principi fondamentali, a partire dal principio di eguaglianza, formale e sostanziale, previsto dall’ articolo 3.

Contrasta quindi nettamente con il modello di federalismo cooperativo e solidale, condiviso e sostenuto da CGIL, CISL, UIL, per una forma di Stato che unisca il Paese valorizzandone le differenze, accrescendo responsabilità, efficienze ed efficacia, sostenendo sussidiarietà, istituzionale e sociale, promuovendo solidarietà, perseguendo più coesione nella giustizia.

Inoltre, sotto il profilo sindacale, la devolution può compromettere l’unitarietà del contratto nazionale per le categorie dei settori interessati dal trasferimento delle competenze esclusive alle Regioni.

L’ ulteriore problema sollevato dalla devolution è quello delle risorse necessarie al  finanziamento delle competenze esclusive, stante la totale inattuazione, ad oggi, (e il sostanziale rinvio che ne fa la riforma oggetto di referendum), del modello di federalismo fiscale previsto dall’ articolo 119 della Costituzione e dei meccanismi di perequazione in esso previsti: nell’ immediato si verificherebbero gravi ripercussioni sul territorio, in quanto solo alcune Regioni (le “più ricche”) potrebbero esercitare le competenze e garantire i servizi.

Sono altri poi i punti critici della riforma, quali la incerta e macchinosa costituzione del cosiddetto Senato federale, che non dà reale voce alla rappresentanza delle Regioni e delle autonomie; il consistente appesantimento del processo di formazione delle leggi, che porterà ad un ulteriore aumento del contenzioso davanti alla Corte; e la forte politicizzazione degli organi di garanzia costituzionale, quali la suprema Corte.

Sul tema della forma di Governo, per Cgil, Cisl e Uil la stabilità degli Esecutivi è un’ esigenza inderogabile, nell’ ambito di un processo politico e istituzionale caratterizzato dal bipolarismo e dalla democrazia dell’ alternanza.

La stabilità degli Esecutivi va garantita, comunque, nell’ ambito della opzione di fondo della Repubblica parlamentare, come prevista dalla Costituzione.

Una forma di Governo che rafforzi i poteri del Presidente del Consiglio, non assicurandone nel contempo un bilanciamento con i poteri del Parlamento e con le funzioni di garanzia del Presidente della Repubblica, vede la contrarietà di Cgil, Cisl e Uil.

La stabilità dell’ Esecutivo, secondo Cgil, Cisl e Uil va comunque coniugata con l’ esigenza prioritaria di assicurare modalità di rapporto tra Governo e corpi intermedi, forze sociali, Sindacato, incentrate sul metodo del confronto e della concertazione.

Questa riforma, da abrogare con il NO nel referendum confermativo, rappresenta il culmine della progressiva messa in crisi della democrazia partecipativa nell’azione del governo nella scorsa legislatura, che in particolare per quanto riguarda il Sindacato, ha significato la rimozione della politica dei redditi, di un reale confronto sulle riforme sociali, della concertazione, nonché le difficoltà crescenti della stessa contrattazione pubblica.

La democrazia partecipativa è stata messa in crisi anche da una concezione della politica, da contrastare con forza, che pretende di esaurire la sua funzione nel mandato elettorale, nel rapporto diretto con l’ elettore, nella dialettica bipolare all’ interno delle istituzioni, fondata sui rapporti di forza e tesa a ridurre ruolo e sovranità delle assemblee elettive.

Per CGIL, CISL, UIL autonomia e partecipazione sociale non sono una semplice rivendicazione di ruolo del Sindacato, ma rispondono ad una concezione democratica della società, dei suoi rapporti con la politica e con le istituzioni, che si esprime con la vitalità del pluralismo sociale, in particolare:

·        con la contrattazione tra le parti nelle materie riguardanti i rapporti sociali, le condizioni di lavoro, le diverse forme di rappresentanza, di partecipazione e di bilateralità;

·        con la concertazione, rispettosa in ogni caso delle specifiche responsabilità dei partiti e delle istituzioni;

·        con le diverse modalità di partecipazione all’accumulazione e al controllo, propri della democrazia economica.

Questa è la sfida che il Sindacato Confederale lancia, per correggere quelle derive individualiste e liberiste che tendono a sottrarre la componente di solidarietà sociale nei processi di cambiamento.  

E’ solo in una concezione partecipativa della società e della democrazia che si gioca sia lo sviluppo democratico del Paese, sia le radici profonde dei valori, dell’ essere e dell’agire come Sindacato Confederale.

Per CGIL, CISL, UIL, pertanto, la legge sulle Modifiche alla Parte II della Costituzione va abrogata con il NO nel referendum confermativo, perché sia contrastato ogni disegno di depotenziamento della democrazia e della partecipazione, a rischio in una società sempre più complessa e in una economia globalizzata, e perché sia reso possibile e praticabile un ruolo politico forte della rappresentanza partitica e di quella sociale, dal Sindacato alle diverse organizzazioni rappresentative del tessuto sociale, senza timore di sovrapposizioni, nel pieno rispetto delle diverse prerogative e delle reciproche autonomie.

Solo con più partecipazione e con più politica è possibile affrontare i complessi problemi della crescita economica e sociale del Paese, le grandi trasformazioni nei processi della globalizzazione, riaffermando la centralità del lavoro come valore fondante della società, secondo il dettato del primo articolo della Costituzione italiana.

inizio pagina


«Le nostre fiaccole per dire no allo scempio della Costituzione»

Parla Luciano Silvestri, segretario toscano Cgil, in vista dell’appuntamento che giovedì a Firenze aprirà la campagna referendaria. «Il risultato non è scontato»

di Francesco Sangermano/ Firenze sull'Unità 28/5/06

IL GIORNO DOPO, la carta per cui sfileranno nel centro di Firenze, compirà sessant’anni. Una ricorrenza che amplifica il significato della fiaccolata organizzata da Cgil, Cisl e Uil della Toscana e che giovedì sera segnerà l’inizio della campagna referendaria.
Luciano Silvestri, lei è il segretario toscano della Cgil. Perché avete deciso di mobilitarvi così?
«Perché il referendum del 25 e 26 giugno rappresenta un grande e impegnativo scontro politico che a oggi è uscito un po’ troppo dall’agenda politica. Per Berlusconi sarà una nuova occasione per cercare una rivincita e il risultato purtroppo non è scontato».
Teme una vittoria del “sì” con la conseguente conferma della riforma costituzionale?

«Dico solamente che le conseguenze politiche di un’eventuale conferma della riforma sarebbero devastanti per il Paese. Ecco perché ci stiamo mobilitando e vogliamo che la fiaccolata di giovedì sia una grande appuntamento di piazza. Dobbiamo sensibilizzare i cittadini. Il 2 giugno di sessant’anni fa i cittadini scelsero la Repubblica e fu eletta la Costituente. Quella fu la svolta definitiva per uscire dal fascismo e dalla logica autoritaria di governo del Paese. Negli ultimi 5 anni, invece, la destra ha tentato di costruire in chiave moderna un nuovo regime e la riforma costituzionale varata a colpi di maggioranza ne è un’espresione evidente».
Pensa che la gente non sia sufficientemente informata riguardo al referendum?

«La gente non vuole questa riforma perché spezzerebbe la sostanza e la cultura della Costituzione. E dopo aver resistito ai colpi bassi di Berlusconi la società civile vuole essere protagonista nella riprogettazione del Paese al fine di uscire dal declino morale, prima ancora che economico, generato dalla destra. Per questo serve fare appello alle forze politiche e istituzionali perché da qui al referendum ognuno dedichi tutte le energie possibili a questo tema».
Cosa farete per sensibilizzare le persone da qui al voto?

«La fiaccolata sarà l’inizio di una campagna referendaria in cui, quotidianamente, andremo porta a porta e organizzeremo assemblee sui luoghi di lavoro per informare sulle ragioni del “no” e per fare in modo che tanti vadano a votare. La gente deve sapere che in gioco ci sono i fondamenti della nostra democrazia».
Quali sono i punti essenziali per cui votare “no”?

«Due principali: in primo luogo lo spostamento di poteri e quindi la riedizione del governo autoritario del Paese, in seconda istanza l’insopportabile disuguaglianza tra cittadini in tema di salute, scuola e lavoro che si verificherebbe se passasse il concetto di devolution con 20 legislature regionali diverse a rompere l’unità del Paese».
La campagna referendaria parte dalla Toscana. Un caso?

«No, perché anche l’anno scorso eravamo in piazza con le fiaccole, il primo giugno. È il segno che qui. come hanno dimostrato le elezioni politiche, è fortemente radicato il senso dei valori, della convivenza civile e della democrazia espressi proprio dalla Costituzione».

inizio pagina


L´INTERVISTA
Parla Sandra Bonsanti
Una fiaccolata apre il no al referendum
Il primo giugno parte a Firenze la campagna nazionale
SIMONA POLI su la Republlica 26/5/06

UNA fiaccolata nelle strade di Firenze aprirà la sera del 1° giugno la campagna per il no alla riforma della Costituzione voluta dal centrodestra nella scorsa legislatura. Oltre un milione di firme hanno accompagnato la richiesta del referendum, ora ci siamo, si vota tra un mese, il 25 giugno. E di questo appuntamento con le urne - l´ultimo della maratona elettorale - si parla troppo poco secondo Sandra Bonsanti, giornalista e presidente di Libertà e Giustizia, che del "Comitato per il no" è una delle fondatrici. «La posta in gioco è importantissima - ricorda - per questo l´iniziativa fiorentina deve avere il massimo risalto. Nonostante l´impegno di tutto il comitato e della Cgil in particolare, che ha messo a disposizione la sede di Roma, dobbiamo sensibilizzare ancora di più l´opinione pubblica».

Quante persone vi aspettate in piazza il primo giugno?
«Spero ventimila. Il punto di incontro è fissato alle 19 in piazza Indipendenza, da lì la fiaccolata sfilerà fino a piazza della Signoria. Sicuramente dal palco parleranno Oscar Luigi Scalfaro, il sindaco Leonardo Domenici e un esponente del mondo sindacale (probabilmente il segretario della Cgil toscana Luciano Silvestri, ndr).

PROTAGONISTI
VERSO IL REFERENDUM
Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia: "C´è tanto da fare per bloccare la riforma"
Fiaccole per la Costituzione il 1° giugno in piazza per il "no"

"La campagna nazionale parte da Firenze, è un omaggio a Calamandrei e a Barile" Invitati Rutelli e Fassino

simona poli

Alla fiaccolata sono invitati anche molti politici, che hanno annunciato la loro presenza: Rutelli, Fassino, Rosy Bindi e il ministro delle riforme Vannino Chiti, che nella sua nuova veste sarebbe a Firenze per la prima volta. C´è però un dubbio dovuto all´anticipazione al 1° giugno del concerto del Quirinale, che tradizionalmente si tiene il giorno della festa della Repubblica. Un appuntamento a cui i membri del governo difficilmente possono mancare.
Bonsanti, perché è stata scelta Firenze come trampolino di lancio della campagna per il "no" alla riforma della Costituzione?
«In omaggio a Calamandrei, innanzitutto, ma anche a Paolo Barile, che da questa città ha dato un grande contributo di conoscenza e di sapere. Non dimentichiamoci poi che la Toscana mandò a Roma tre donne nella Costituente e che questa è la città di La Pira. Credo che ci siano tutti gli elementi per dare un valore simbolico a questa prima manifestazione, a cui seguiranno quelle di Roma, Napoli, Bologna, Milano che scandiranno il mese che ci separa dal voto».
Cosa significherebbe la vittoria del "no"?
«Questo referendum è una sfida politica, perché così l´ha voluta Berlusconi che punta tutto sulla conferma della sua riforma. Lui sa che se non passasse la devolution la Lega potrebbe uscire dalla Cdl e sa anche che dall´esito del voto dipende la forza della sua coalizione. Non a caso l´Italia del nord è già tappezzata di manifesti per il sì, qui si vedono poco ma a Milano sono dovunque. Se il centrosinistra perdesse la sfida le ripercussioni sulla vita del governo sarebbero pesanti e immediate. E´ un rischio che va assolutamente evitato. Dobbiamo informare la gente, ricordare a tutti quanto sia importante partecipare. Si vota anche la mattina del 26 ma io dico che è meglio andare al seggio nelle prime ore della domenica, prima di partire per il mare. Serve una grande mobilitazione nel paese».
Il comitato per il no dice "no" a qualsiasi cambiamento del testo costituzionale?
«Il comitato per il no raggruppa persone con idee differenti che però sentono impellente e prioritario il bisogno di bloccare una riforma approvata con i soli voti della maggioranza. Nel programma dell´Unione ci sono proposte di modifica e i nostri padri costituenti furono talmente lungimiranti e intelligenti da prevedere dentro la stessa legge le possibilità di un cambiamento. La cosa davvero importante adesso è stare tutti uniti, pur nella diversità di opinioni. Il dopo è da scrivere. Non sarà facile trovare un´intesa con l´attuale opposizione ma proprio da qui potrebbe partire un tavolo istituzionale per far ripartire un dialogo che oggi sembra impossibile. Il primo passo però è la vittoria dei no il 25 e 26 giugno».

inizio pagina


CGIL CISL UIL Segreterie comprensoriali di Firenze

 

Agli organi d’informazione

COMUNICATO E INVITO

 

CGIL CISL UIL: Le ragioni del NO al referendum costituzionale

Firenze, 23 maggio 2006 - Il 25 e 26 giugno si terrà il referendum confermativo della riforma costituzionale che modifica la parte II della Costituzione, definitivamente approvata dal Parlamento il 16 novembre 2005. CGIL CISL UIL hanno espresso la loro netta contrarietà alla riforma, sia per quanto riguarda il merito, sia per il metodo adottato per la approvazione e sono dunque impegnati a sostenere il NO nella consultazione referendaria, insieme al Comitato unitario per la difesa della Costituzione, presieduto dal Presidente Emerito, Oscar Luigi Scalfaro.

CGIL CISL UIL ritengono importante una partecipazione informata e cosciente al voto, poiché i mutamenti introdotti minacciano l’universalità di diritti fondamentali con la devoluzione, accentuano le differenziazioni fra zone ricche e povere del paese, attaccano la coesione e l’unità nazionale, riducono le garanzie costituzionali, incidono pesantemente sui principi e valori fondamentali della Carta, smantellando di fatto i fondamenti della Costituzione repubblicana.

Pertanto, anche in preparazione della Manifestazione nazionale unitaria del 1 giugno a Firenze, che aprirà la campagna per il NO al referendum, le Segreterie provinciali di CGIL CISL UIL organizzano un seminario per illustrare in dettaglio i contenuti della riforma, le valutazioni politiche e le ragioni della contrarietà.

Il seminario “Costituzione e Lavoro” si terrà

Giovedì 25 maggio alle ore 15:00

all’Istituto Stensen di Firenze, Viale Don Minzioni, 25/A

 Intervengono:

Giorgio Santini, Segretario Nazionale CISL

Alessandro Nencini, Magistrato – Comitato Salviamo la Costituzione

Guglielmo Loy, Segretario Nazionale UIL

Coordina:

Andrea Montagni, Segretario CGIL Firenze

 

CGIL CISL UIL Firenze

inizio pagina


«Ventimila fiaccole per salvare la Costituzione di tutti»

Cgil, Cisl e Uil della Toscana hanno presentato la manifestazione del primo giugno a Firenze che aprirà la campagna referendaria. Il comizio conclusivo affidato a Oscar Luigi Scalfaro

f.san. sull'Unità 23/5/06

Ventimila fiaccole per dire “no”. Un “no” da urlare tutti insieme per salvare quello che è il bene primario di tutti gli italiani: la Costituzione. È questo lo scopo della grande manifestazione nazionale che colorerà e riempirà le strade di Firenze la sera del 1° giugno, vigilia della festa della Repubblica. La serata servirà per lanciare la campagna per il “no” al referendum del 25 e 26 giugno. 

L’iniziativa, promossa dal Coordinamento dei comitati “Salviamo la Costituzione” e da Cgil, Cisl e Uil della Toscana, è stata presentata a Firenze dai segretari confederali toscani Luciano Silvestri, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani. Il corteo prenderà il via da piazza Indipendenza alle 20,30 e arriverà alle 21,15 in piazza della Signoria, dove si svolgerà il comizio, che sarà aperto dal presidente nazionale dell’Anci, Leonardo Domenici e concluso dal presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro con gli interventi di un esponente politico e di un rappresentante sindacale.

«Cgil, Cisl e Uil della Toscana sono fermamente contrarie a questa riforma della Costituzione - è stato detto dai tre segretari - e saranno fortemente mobilitate nel sostenere questa iniziativa e la campagna per la vittoria del no». Nelle prossime settimane saranno organizzate con questo scopo attivi e assemblee di lavoratori e cittadini, mentre sono già in stampa 100 mila volantini e 10 mila manifesti che saranno diffusi in tutta la Toscana. «Il primo giugno dovremo essere in tanti – ha detto Petriccioli - perché questa riforma elimina l’anima stessa della Costituzione, che è costituita dalla partecipazione. La nostra è una democrazia partecipativa: il premierato, così com’è stato introdotto, restringe invece gli spazi di partecipazione, marginalizzando i corpi intermedi e la società civile, che favoriscono invece la partecipazione di tutti i cittadini alla vita democratica del Paese».

Il secondo punto di merito che vede la contrarietà dei sindacati è quello della ‘devolution’. «Se la riforma andasse in porto si romperebbe l’unità nazionale – ha detto Silvestri - Attribuendo competenze esclusive alle Regioni su sanità, istruzione e sicurezza si contrasta con la prima parte della Costituzione che riconosce a tutti i cittadini, senza discriminazioni di sorta, questi diritti essenziali. Questa riforma rompe un equilibrio delicatissimo tra i poteri dello Stato». C’è poi una questione di metodo usato per approvare questa riforma: «La Carta Costituzionale – ha detto Marchiani - non può essere a disposizione di una maggioranza. E’ la Carta di tutti. Noi non ci opponiamo ad adeguare la Costituzione al mutare della società ma solo bloccando questa riforma, sbagliata nel merito e nel metodo, si può riavviare un percorso di miglioramento della Costituzione».

inizio pagina


SEGRETERIE  REGIONALI  C.G.I.L. - C.I.S.L. - U.I.L. Toscana

Il 1° giugno manifestazione nazionale a Firenze con Oscar Luigi Scalfaro

In tanti per salvare la costituzione di tutti

Cgil, Cisl e Uil della Toscana lanciano la campagna

per il NO al referendum confermativo del 25 e 26 giugno

  

INVITO STAMPA

 Una grande manifestazione nazionale a Firenze, con la presenza del Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, per difendere la Costituzione e lanciare la campagna per il NO al referendum del 25 e 26 giugno prossimo.

L’iniziativa, promossa dal Coordinamento dei comitati ‘Salviamo la Costituzione’ e da Cgil, Cisl e Uil della Toscana, è in programma il prossimo 1° giugno.

Cgil, Cisl e Uil della Toscana sono fermamente contrarie a questa riforma della Costituzione e saranno fortemente mobilitate, in linea con le Confederazioni nazionali, nel sostenere questa iniziativa e la campagna per la vittoria del NO al referendum confermativo del 25 e 26 giugno.

Per indicare le motivazioni, gli obiettivi di partecipazione e le modalità di svolgimento i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della Toscana, Luciano Silvestri, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani, incontreranno i giornalisti in un

Incontro Stampa

lunedi 22 Maggio

alle ore 12,00

nella sede della Cisl toscana

in via Benedetto Dei 2/a, a Firenze

Firenze, 19 Maggio 2006

inizio pagina


CGIL CISL UIL FIRENZE

 Seminario dei quadri e delegati sindacali su:

 

COSTITUZIONE

E LAVORO

Cosa cambia nella modifica costituzionale

 

Giovedì 25 maggio 2006 ore 15:00

Istituto Stensen

Viale Don Minzoni, 25/A Firenze

 

Intervengono:

Giorgio Santini           Segreteria Confederale CISL

Alessandro Nencini     Magistrato-Comitato Salviamo la Costituzione

Guglielmo Loy                        Segreteria Confederale UIL

coordina Andrea Montagni, Segreteria CGIL Firenze

inizio pagina 



CONFEDERAZIONE GENERALE  ITALIANA DEL LAVORO  

Il Segretario Generale

Roma, 18 maggio 2006

 

 

Oggetto: Lettera appello per il referendum

 sulla riforma della Costituzione

 

 

Care/i compagne/i,

 

Il 25 e 26 giugno i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sulla riforma costituzionale, approvata dalla maggioranza di centrodestra del precedente parlamento.

 

Il referendum, previsto dalla Costituzione, consegna al popolo sovrano la possibilità di confermare o meno la riforma di importanti articoli della nostra Carta.

 

Il centrodestra approvò la riforma a sola maggioranza. Il referendum rappresenta quindi l’occasione per dire un NO forte e convinto a quella riforma, a quell’idea di devolution, a quell’idea di divisione fra poteri che fuoriesce dai principi fissati dalla Costituzione, frutto della lotta di Resistenza e segno della riconquistata libertà dell’Italia.

 

La Costituzione rappresenta l’identità collettiva di un popolo e deve quindi scaturire da una condivisione ampia. Il centrodestra, invece, ha scelto di modificare da solo e in profondità la nostra Carta, stravolgendone i principi ispiratori. I cambiamenti introdotti minacciano l’universalità di diritti fondamentali con la devoluzione, accentuano le differenziazioni fra zone ricche e povere del paese, attaccano la coesione e l’unità nazionale, riducono le garanzie costituzionali, incidono pesantemente sui principi e valori fondamentali della Carta, smantellando di fatto i fondamenti della Costituzione repubblicana.

 

60 anni fa il paese con l’Assemblea costituente mise il primo mattone della nostra Costituzione. A tanti anni di distanza essa è più moderna che mai.

 

La sua prima parte mantiene inalterato il suo valore, soprattutto in quell’articolo 1 a noi tanto caro, perché richiama il contributo fondamentale che i lavoratori hanno dato alla riconquista della libertà e alla liberazione dalla dittatura nazifascista. Alcune altre parti possono essere riformate e corrette: più poteri alle regioni, ma con la cooperazione, non con la divisione; nuovo impulso al federalismo fiscale, non dimenticando mai quelle parti del paese che hanno meno reddito. Ritocchi alle prerogative e ai poteri del Capo del Governo, ma senza ridurre i poteri di garanzia del Presidente della Repubblica, il ruolo e la centralità del Parlamento. Non colpire l’autonomia, la funzione della Magistratura, la libertà e l’indipendenza dei magistrati, perché l’equilibrio dei poteri è la garanzia di ogni democrazia e di ogni libertà.

 

C’è bisogno in questi ambiti di una manutenzione riformatrice, che deve essere fatta dall’insieme delle forze politiche e sociali, per porre fine ad una troppo lunga transizione istituzionale.

 

Dire NO al referendum rappresenta una scelta di unità, per gli interessi superiori del paese, per la tutela dei diritti, per l’estensione delle tutele, garanzie di uno stato moderno, inclusivo e che fa della coesione sociale un motore per la crescita e lo sviluppo.

 

La Cgil, da sempre, è impegnata nel sostenere la partecipazione del voto popolare, segno di un diritto inalienabile e riconoscimento per le battaglie che hanno teso alla conquista di questo diritto.

 

Il referendum, a cui i cittadini, i lavoratori, i pensionati, i giovani, le donne saranno chiamati il 25 e 26 giugno sulla riforma costituzionale deve vedere una larghissima partecipazione e un netto risultato, necessari a cancellare il testo approvato nella passata legislatura.

 

Per questo la Cgil è impegnata fortemente, con le proprie strutture, i propri militanti ad un impegno straordinario, insieme al Comitato unitario per la difesa della Costituzione, presieduto dal Presidente Scalfaro, insieme a Cisl e Uil, perché possa consolidarsi il cambiamento che il paese merita.

 

Il 25 e 25 giugno, votate NO al referendum.

 

Per un’Italia più unita, più solidale, più coesa e più moderna.

Guglielmo Epifani

inizio pagina 


CGIL REGIONALE TOSCANA

 

25 26 GIUGNO 2006

REFERENDUM CONFERMATIVO

 

IN TANTI PER SALVARE LA COSTITUZIONE DI TUTTI

ALMENO IN 20.00  IN PIAZZA SIGNORIA A FIRENZE

ALLA FIACCOLATA DEL 1° GIUGNO  CHE APRIRà LA CAMPAGNA REFERENDARIA

A LIVELLO NAZIONALE  LE CONCLUSIONI SARANNO DI OSCAR LUIGI SCALFARO

Firenze 08.05.2006.- “Stiamo lavorando per portare almeno 20.000 persone da tutta la Toscana a Firenze il prossimo primo giugno per la manifestazione nazionale d’apertura della campagna referendaria indetta dal comitato “salviamo la Costituzione” che ha raccolto quasi un milione di firme per indire il referendum che permeerà ai cittadini italiani, votando no alla riforma varata dalla destra, di rprendersi la costituzione nata dalla resistenza e che nel suo primo articolo pone le proprie fondamenta sul lavoro” : così Luciano Silvestri stamattina presentando l’iniziativa nel corso di un incontro stampa presente tra gli altri il coordinatore toscano dei comitati Francesco Baicchi.

“Si vota il 25 e 26 di giugno, giorni difficili perché allora le ferie degli italiani saranno già iniziate e perché si è reduci dalle elezioni politiche ciononostante noi crediamo che il voto sarà fortemente partecipato, c’è un gran voglia in giro di difendere la nostra  costituzione”, così Baicchi che ha annunciato la presenza a Firenze di Oscar Luigi Scalfaro, “sue, ha detto, saranno le conclusioni di questa che sarà la prima grande manifestazione della campagna, la prima di non molte altre vista la scarsità di risorse”

La fiaccolata del 1° giugno è la seconda in Toscana in difesa della costituzione. Già l’anno scorso su iniziativa della sola Cgil e con lo stravolgimento della carta costituzionale approvato in prima lettura tante fiaccole avevano riempito le strade del centro del capoluogo toscano per confluire in Piazza Signoria. Nel corso dell’incontro stampa di stamattina sono state ricordate  le ragioni della profonda contrarietà alla riforma  votata dalla CdL sotto il ricatto della Lega.

Un intervento sulle regole fondanti l’identità di un paese e di un popolo richiederebbe sempre un approfondito dibattito, mirato ad ottenere un vasto consenso, al contrario è stato liquidato in grande  fretta  perché divenuto materia di scambio all’interno della maggioranza.

La riforma approvata minaccia l’universalità di diritti fondamentali, quali l’istruzione, la salute e la sicurezza; definisce una forma di governo senza riscontri nelle democrazie europee perché basata su un premier “assoluto” e sull’esautoramento del Parlamento; annulla qualsiasi meccanismo di garanzia esistente, privando il Presidente della Repubblica di potere effettivo ed aumentando i giudici della Corte Costituzionale di nomina politica; definisce un intervento talmente esteso che sono inevitabili le ripercussioni anche sulla prima parte della Costituzione. Questa riforma segna una profonda discontinuità con la Costituzione vigente e ne mette a  rischio i principi fondanti.

“Il prossimo primo giugno a Firenze sono attese delegazioni da ogni parte d’Italia, e le tre confederazioni sindacali”, ha detto Silvestri, “sono al lavoro per garantirsi la presenza dei tre segretari generali, Epifani, Bonanni e Angeletti. “ Compatibilmente con gli impegni parlamentari ci aspettiamo l’arrivo in Toscana dei massimi rappresentati delle forze politiche della ex opposizione” ha detto dal canto suo Francesco Baicchi.  nb

inizio pagina


CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

 

Comunicato stampa e invito all’iniziativa

Presentazione del libro

"La Costituzione repubblicana , ricordare il passato per costruire il futuro".

VENERDI’ 5 MAGGIO 2006, alle ore 17,00 presso la Sala "Pilade Biondi" del Palazzo Comunale di Sesto Fiorentino (piazza Vittorio Veneto) la Lega SPI CGIL di Sesto Fiorentino lieta di presentare il libro "La Costituzione repubblicana , ricordare il passato per costruire il futuro".

Interverranno :

Renato Boni, Segretario Lega SPI di Sesto Fiorentino,

Gianni Gianassi, Sindaco di Sesto Fiorentino,

Daniele Bettarini, Segretario Generale SPI Provinciale di Firenze,

Antonio Soda, Avvocato, costituzionalista

Ai presenti sarà offerta una copia del libro edito a cura dello SPI-CGIL Lega di Sesto Fiorentino

Il sindacato dei pensionati della Cgil di Sesto Fiorentino, oggi più che mai, ha sentito la necessità di far conoscere ed apprezzare la nostra Costituzione.

La precedente maggioranza parlamentare ha approvato, con poche sedute, le modifiche alla Costituzione. Sono stati riscritti oltre 50 articoli degli 81 che compongono la seconda parte della Costituzione, sostituendo l’intero ordinamento democratico vigente.

Più che una devoluzione, appare ai più una demolizione dell’edificio costituzionale.

A tutti, giovani e meno giovani, vogliamo ricordare che la nostra è una gran bella Costituzione, non solo per i principi fondamentali che sancisce, ma anche perché ha contribuito a rendere protagonista della vita sociale e politica quella parte del Paese che ne era sempre rimasta esclusa.

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

inizio pagina


Comitato Provinciale per la Difesa della Costituzione

e per il NO nel Referendum confermativo

 

UN IMPEGNO UNITARIO

IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

 

Dopo le 900.000 firme raccolte in tutta Italia,

la richiesta dei parlamentari del centro-sinistra e di 14 regioni

 

è indetto per il 25 e 26 giugno

il Referendum Costituzionale

sulla riforma del centrodestra

 

Per impedire le devastanti modifiche proposte dalle destre,

difendere l’assetto democratico delle istituzioni e i principi di uguaglianza

e giustizia sociale è necessaria la più ampia mobilitazione:

per definire tempi e modi di un forte impegno unitario

il Comitato fiorentino promuove per

 

venerdì 5 maggio ore 21,15

sede Arci, piazza dei Ciompi 11

un incontro pubblico con i rappresentanti nelle istituzioni democratiche, le forze politiche, le organizzazioni sindacali e dell’associazionismo e d i comitati e cittadini che vogliono impegnarsi per la difesa della Costituzione e per il NO nel referendum costituzionale

 

tutti sono invitati

 

per adesioni e informazioni scrivi a: firenzeperlacostituzione@yahoogroups.com

blog: http://firenzeperlacostituzione.splinder.com

 

inizio pagina