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Alessio Focardi, responsabile handicap: troppo permissivismo, lo diciamo da anni
Disabili e pass, rabbia Cgil "Una commissione ad hoc"

da la Repubblica 26/11/06

«Quello che abbiamo detto per anni è vero, esiste un oggettivo permissivismo in questo modo di dare il contrassegno. Viene dato molto, troppo facilmente». Il responsabile handicap della Cgil, Alessio Focardi, chiede un cambio di passo sui pass invalidi e propone una soluzione al proliferare di permessi per disabili, arrivati a Firenze quasi a 14mila in circolazione, il doppio della media di città come Roma o Bologna: «Ci vuole una commissione ad hoc che ne verifichi la concessione». 

Qualcosa è cambiato rispetto al passato: «Prima i passaggi per avere il permesso erano epocali: ora invece la certificazione passa solo da un solo medico, che non può fare certo una valutazione complessiva del disabile». E´ per questo che secondo Focardi non funziona il sistema attuale, dove dopo il certificato del medico del distretto il pass arriva in automatico: «La valutazione psicofisica del medico del distretto non è sufficiente. Ci deve essere qualcuno che valuta il complesso della situazione del disabile: problemi personali, famiglia, lavoro, relazioni. Faccio un esempio: se il disabile vive solo, con un lavoro precario che lo costringe a cambiare sede spesso, e non ha parenti che lo aiutino, forse ha più diritto lui anche con una disabilità leggera che un altro disabile, con un handicap più grave, ma una condizione familiare migliore».

Per fare questa valutazione, Focardi chiede di modificare il percorso che porta a concedere il permesso invalidi. Secondo il sindacalista, «bisogno utilizzare il criterio di valutazione indicato dalla legge 104, la carta dei diritti dei disabili». Dove, per accertare la menomazione, la difficoltà, l´assistenza da erogare, si chiede che la richiesta del disabile sia messa nelle mani di una commissione con diverse professionalità: medico legale, specialisti, un assistente sociale, i rappresentanti delle associazioni dei portatori di handicap.

La proposta di Focardi è che, ottenuto il certificato, «la richiesta passi da una minicommissione simile, che possa dare un giudizio intorno alla persona disabile». Il modello è quello usato nei paesi scandinavi, dove persino nella progettazione dei palazzi, ricorda Focardi, «gli architetti vengono affiancati da commissioni come queste, per abbattere le barriere architettoniche in modo efficiente». Ma non è la sua unica proposta: «Dei 13.800 tagliandi in circolazione, sicuramente c´è una parte di persone che stanno abusando di qualcosa che non gli spetta: chiedo alla polizia municipale di pensare ad un protocollo di utilizzo del contrassegno, per facilitare il loro lavoro di controllo degli abusi».

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IL CASO
Ogni anno 1.500 disabili trovano lavoro in Toscana
Simoncini "Si puo´ fare anche di più" Più facili le procedure di legge

da La Repubblica 27/6/06

Una media di 1.500 persone disabili vengono inserite ogni anno nel mercato del lavoro della Toscana. E´ così dal 2000. Questo, uno dei dati emersi nell´incontro che si è svolto ieri tra l´assessore all´istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini, le associazioni regionali dei disabili e le amministrazioni provinciali.

Il faccia a faccia è stato sollecitato da Simoncini che già nella riunione di un mese e mezzo fa aveva espresso la volontà di coinvolgere anche le province toscane nella definizione di un piano finalizzato al miglioramento dell´applicazione della legge 68 del ´99 (quella che disciplina il diritto al lavoro per i disabili), alla semplificazione delle procedure per il collocamento e alla formazione. 

«Il giudizio sull´applicazione della legge 68 - ha spiegato Simoncini - è positivo. I collocamenti sono cresciuti, ma ritengo che la situazione sia migliorabile, anche grazie alla collaborazione degli organismi di controllo, come l´ispettorato del lavoro e il ministero del lavoro che devono cercare di far rispettare l´applicazione della normativa in materia». Sono tre le proposte di Simoncini, sulle quali il tavolo dovrà concentrarsi nei prossimi mesi. «Occorre il contributo di tutti per formulare eventuali miglioramenti da proporre al governo sulla legge 68. Poi ritengo sia necessario intervenire per semplificare le procedure burocratiche, in modo da stimolare il collocamento e l´orientamento nel mondo del lavoro delle persone disabili. Infine, la formazione: occorre che sia mirata per queste persone». Simoncini ha proposto di creare «una sorta di coordinamento tra le province che permetta a ciascuna di specializzarsi su un aspetto formativo e quindi favorire lo scambio di informazioni e competenze».

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Un lavoro ai disabili, la legge che (quasi) nessuno applica

Ogni ente dovrebbe garantirne una percentuale ma su 4500 che a Firenze ne avrebbero diritto soltanto 350 sono assunti

di Federico Nocentini e Francesco Sangermano / Firenze sull'Unità 28/3/06


PROTAGONISTI nello sport, in grave difficoltà altrove. Perché per l’universo dei disabili, o per meglio dire diversamente abili, trovare un lavoro è pressoché un’utopia. Persone sorde, cieche, in carrozzina ma comunque capaci di condurre una vita normale.
In loro favore c’e (o meglio, ci sarebbe) la legge 68/99 che dovrebbe favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. La realtà è però un’applicazione solo a macchia di leopardo come conferma Andrea Barducci, vice presidente e assessore al lavoro della Provincia di Firenze. «La strada per l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro passa prima dalla stipula delle convenzioni con le aziende» dice. Aggiungendo poi che le assunzioni avverrano «in modo graduale ma con tempi certi».

I numeri dell’Ufficio di collocamento mirato della Provincia dicono che nella provincia di Firenze, su 4500 disabili aventi diritto al lavoro, solo 350 sono stati assunti in aziende ed enti pubblici. Il 51% dei portatori di handicap è in possesso della licenza media, poi ci sono soprattutto diplomati in ragioneria e geometri ma anche un 15% del campione in possesso di una laurea.

La legge prescrive obblighi d’assunzione (vedi box) ma solo in teoria. Perché allo stesso tempo permette anche a chi non assume di chiedere l’esonero parziale e di pagare una multa pari a 50 euro per ogni giorno non lavorato. La questione è stata sollevata nelle scorse settimane dal consigliere regionale dello Sdi-Rosa nel Pugno Pieraldo Ciucchi. Che ha reso noti dati della Uil riferiti al primo gennaio 2005. Secondo i quali, nella provincia di Firenze, sono 3661 i posti da assegnare alle cosiddette categorie protette. 

In quest’elenco ci sono molti casi eclatanti. Come quello dell’Ospedale di Careggi nel quale mancano all’appello 216 assunzioni di disabili. Alla Asl 10 sono invece 190, 159 al Nuovo Pignone, 89 alla Menarini, 60 all’Università e alle Ferrovie, 48 alla Cassa di Risparmio, 36 all’Enel e 17 alla Ferragamo. «L’azienda ha stipulato la convenzione con la Provincia» si limitano a dire dalla Menarini in una nota firmata da Giovanni Scanavacca, direttore delle risorse umane, senza però specificare quanti siano i posti riservati ai disabili. La Cassa di Risparmio di Firenze. dal canto suo, spiega che nel luglio 2005 ha stipulato la convenzione con la Provincia e che attualmente sono in corso le assunzioni stabilite per il 2006 e cje si concluderanno nel 2009. L’Arpat, infine, spiega che i posti per disabili sono 12 e che questi avranno la precedenza nelle graduatorie dei concorsi già banditi.

«La legge consente alle aziende di programmare le assunzioni attraverso delle convenzioni stipulate tra azienda, Provincia e il disabile» spiega Guido Tarantola, responsabile del collocamento disabili della Provincia. Che annuncia anche una serie di prossimi posti a partire dalla Regione «con un concorso interamente riservato ai disabili della Toscana per 30 posti di impiegato amministrativo» mentre l’Università di Firenze «si è impegnata ad assumere entro giugno i disabili nelle suo strutture».

E i sindacati? Da Cgil e Cisl arrivano proposte in merito. «La legge 68 ci pone all’avanguardia in Europa per il collocamento mirato- dice Alessio Focardi responsabile Cgil disabili - ma andrebbe attivato parallelamente un percorso di concertazione che coinvolga anche le società della salute». Rossella Bugiani della Cisl propone invece di «attivare percorsi di formazione specifici per i disabili in modo che le aziende siano più disposte ad assumerli secondo le loro necessità». LA LEGGE

Ecco gli articoli che non sono rispettati
Ecco cosa dice la legge n. 68 del 12 marzo 1999.
Art.3 comma 1 - I datori di lavoro pubblii e privati sono tenuti a d avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1 (vi sono elencate varie disabilità, Ndr) nella seguente misura: sette per cento dei lavoratori occupati se occupano più di 50 dipendenti; due lavoratori se occupano da 36 a 50 dipendenti; un lavoratore se occupano da 15 a 35 dipendenti.
Art. 3 comma 2 - Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni.
Art. 5 comma 3 - I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che, per le speciali condizioni della loro attività, non possono occupare l’intera percentuale dei disabili possono, a domanda, essere parzialmente esonerati dall’obligo dell’assunzione a patto che versino al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili un contributo esonerativo per ciascuna unità non assunta.

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l´assessore Nencini
Palazzo Vecchio replica allo Sdi "Abbiamo assunto settanta disabili"

da la Repubblica 4/3/06

DISABILI, Palazzo Vecchio replica al consigliere regionale dello Sdi Pieraldo Ciucchi, che ha denunciato l´esistenza di oltre 3mila posti ancora scoperti tra cui 70 al Comune di Firenze. «I dati forniti da Ciucchi non sono esatti, almeno per quanto ci riguarda», dice l´assessore al lavoro del Comune Riccardo Nencini. «Alla fine del 2005 abbiamo coperto i 70 posti che dovevamo destinare per legge alle cosiddette categorie protette assumendo 70 disabili», tiene a precisare Nencini. Non solo. «Sono sorpreso poi che a Ciucchi sfugga che ormai da 9 anni, l´azione della finanziaria blocca le nuove assunzioni rendendo sempre più ristretta la possibilità di lavoro per i diversamente abili e per le categorie protette», conclude l´assessore. Come dire, il blocco del turn-over riduce via via la pianta organica anche se i posti per disabili sono calcolati sulle piante organiche di anni precedenti.

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DISABILI E LAVORO
Sdi: «Legge inapplicata»

m.sca. sull'unità 3/3/06

Che ne è stato della legge per l'inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro?
In Toscana, per buona parte è rimasta sulla carta. E i disabili che essa doveva tutelare, a casa. È la denuncia degli esponenti dello Sdi toscano. Che hanno appunto rilevato «preoccupanti ritardi ed inadempienze nell'applicazione della legge 68 del '99». In base a quanto prevede la legge approvata sei anni fa, i datori di lavoro sono infatti obbligati ad occupare - in una percentuale che varia in relazione al numero totale dei dipendenti - un certo numero di persone disabili. 

In Toscana, e in particolare in provincia di Firenze, queste percentuali non sarebbero rispettate. Secondo i dati forniti dallo Sdi, su 7500 disabili iscritti nel 2004 nelle liste di collocamento fiorentine, sarebbero ben 3661 i posti scoperti. «Si può parlare senza timori - dice Pieraldo Ciucchi, presidente del gruppo SDI in Consiglio regionale ed esponente della Rosa nel Pugno - di "elusione" dei problemi sociali».

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Ciucchi, Sdi, rivela i dati della Uil: "Solo a Careggi sono 216"
Lavoro ai disabili tremila posti scoperti
La denuncia: "Disattesa la legge"

1109 aziende non in regola: "C´è chi preferisce le sanzioni"
MASSIMO VANNI su la Repubblica 3/3/06

I DISABILI restano fuori dal mercato del lavoro. E ci restano perché la legge per l´inserimento delle cosiddette «categorie protette» è sostanzialmente disattesa: al primo gennaio 2005 i posti di lavoro riservati per legge ai disabili ma ancora scoperti per inadempienza delle aziende fiorentine erano 3.661. Aziende pubbliche come Careggi, Palazzo Vecchio o le Poste, ma anche private: un totale di 1.109 aziende che non rispettano i diritti dei disabili E´ quanto denuncia il consigliere regionale dello Sdi Pieraldo Ciucchi, svelando dati in possesso della Uil e provenienti dall´ufficio delle politiche sociali della Provincia che si occupa del collocamento dei disabili. Dati impressionanti, ma «confermati e del tutto ufficiali», tiene a dire Michele Cirrincione della Uil, che ha tenuto a Firenze un seminario sull´argomento pochi giorni fa, il 22 febbraio.

«C´è una grave elusione di un problema sociale, particolarmente grave perché c´è un mancato riconoscimento di un diritto stabilito dal nostro ordinamento», dice Ciucchi. La legge per l´inserimento dei disabili, che affida l´applicazione alle Province, è del 1999: ma quello che doveva essere «uno strumento innovativo e versatile si è rivelato una scatola vuota», insiste il consigliere dello Sdi, esponente della Rosa nel Pugno. Di chi è la colpa? Non solo delle aziende, che in qualche caso accettano di pagare le sanzioni amministrative (50 euro al giorno per ogni posto vacante) pur di non assumere disabili e che nella gran parte dei casi eludono invece del tutto l´applicazione delle norme. Non pagando neppure la sanzione di legge. «A sei anni dall´approvazione della legge dobbiamo però rilevare anche una lentezza dell´amministrazione pubblica: forse c´è stato un inceppamento nel passaggio delle competenze dalle Regioni alle Province», punta il dito Ciucchi. Ma chi sarebbero i principali trasgressori fiorentini?

In cima alla classifica fornita dallo Sdi ci sono le aziende pubbliche, dal momento che la legge obbliga a destinare alle persone disabili il 7 per cento dei posti in pianta organica. Ma anche le grandi aziende private. In testa l´azienda ospedaliera di Careggi, che ha 216 posti scoperti. Subito a ruota l´Asl di Firenze con 183, quindi il Nuovo Pignone con 159, le Poste con 90, le Ferrovie e la Menarini con 89, il Comune di Firenze con 71, l´Università con 60, la Cassa di Risparmio di Firenze con 48, l´Enel con 36, l´Esselunga e il Consorzio Cavet con 35, l´Arpat con 33, la Galileo Avionica con 32, l´Agenzia delle entrate con 31, la Ferragamo con 17, la Findomestic con 15, l´Inps con 14, la Telecom con 12 e così via fino ai tanti casi di aziende con pochi o solo un posto scoperto. Tutti dati relativi al primo gennaio 2005, tiene a precisare Cirrincione, segretario regionale della Uil dell´ufficio handicap: «A quanto ci risulta nel corso del 2005 sarebbero stati avviati al lavoro 2-300 disabili - dice - ma il dato complessivo rimane comunque ben al di sopra di 3mila».

Possibile?
«Possibile», dice il vicepresidente della Provincia Andrea Barducci. «Si tratta di stringere degli accordi con le aziende che consentano di applicare le norme per raggiungere obiettivi condivisi in lassi di tempo che non siano ere geologiche», aggiunge Barducci. Come dire, assunzioni graduali. Possibilmente con senno, visto che non è facile collocare 216 disabili in un´azienda come quella di Careggi. «Ma non c´è dubbio che c´è molto da fare», dice Ciucchi.

«Si deve ripartire, far emergere tutte le aziende obbligate ad assumere e coprire via via tutti i posti disponibili con un avviamento al lavoro attraverso corsi di formazioni, perché il diversamente abile deve essere una risorsa, non un peso per la comunità», sostiene il consigliere regionale. Ma la strada non appare facile. Anche perché, mancando una banca dati delle aziende sul territorio, nessun controllo è stato finora effettuato. E in una situazione di generale difficoltà, dove alla fine del 2004 si contavano 7.500 disabili iscritti alle liste provinciali di collocamento, nascono anche le polemiche: «Abbiamo inviato un telegramma al presidente della Provincia Matteo Renzi, ma non abbiamo neppure ricevuta una riga di risposta», sostiene il sindacalista della Uil.

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