cgil Firenze stampa la pagina
 

Per stampare una parte della pagina (per es. un solo articolo) occorre: 1) evidenziare la parte da stampare;
2) Aprire il menù FILE e poi quello STAMPA; 3) scegliere SELEZIONE nella casella INTERVALLO DI STAMPA

Home Page


altri articoli 2005 (4)       altri articoli 2005 (3)      altri articoli 2005 (2)       altri articoli 2005 (1)

CANTIERI
Sicurezza sul lavoro Patto fra 13 comuni

 da l'Unità 15/7/06

Trasparenza, informazione, sorveglianza, prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. È su questi cinque obiettivi che si fonda il protocollo d’intesa siglato da 13 comuni del sud-est fiorentino e che riguarderà gli appalti superiori ai 100.000 euro. L’impegno investirà le realtà di Bagno a Ripoli, Barberino Val d’Elsa, Figline Valdarno, Greve in Chianti, Impruneta, Incisa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull’Arno, Rufina, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa che hanno firmato il documento insieme alla Asl, alla direzione provinciale del lavoro e ai sindacati. 

Al fine di raggiungere l’obiettivo il protocollo prevede l’istituzione di un tavolo di concertazione preventivo da attivarsi con le imprese aggiudicatarie degli appalti e un monitoraggio delle condizioni di lavoro nei cantieri realizzato grazie a un apposito osservatorio costituito dalla Asl locale che controllerà lo svolgimento dei lavori. Altro cardine dell’accordo sarà poi la formazione/informazione degli addetti ai lavori sui temi e sulle normative in materia di sicurezza oltre al monitoraggio sulle ditte appaltatrici in stretto rapporto con la Prefettura per evitare infiltrazioni criminose o di lavoro nero. «Questo protocollo non poteva ulteriormente essere rimandato - dice Luciano Bartolini, presidente della conferenza dei sindaci - e costituisce un impegno morale, politico e di civiltà affinché l’altissimo costo umano e sociale pagato nei cantieri sia drasticamente ridotto».f.san.

inizio pagina


Ai lavoratori saranno pagati anche i primi tre giorni di malattia
Edili, rinnovato il contratto

da la Repubblica 2/7/06

Rinnovato dopo tre mesi di trattative il contratto integrativo dei lavoratori edili di Firenze, che riguarda tutti i dipendenti di aziende che applicano il contratto nazionale sottoscritto con l´Associazione nazionale costruttori di Confindustria. Per la prima volta la malattia sarà pagata al lavoratore dall´impresa a partire dal primo giorno (e non dal terzo) anche se con un trattamento economico pari al 50 per cento. Soddisfatte le segreterie provinciali di Fenal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. «Aver conquistato la copertura, seppure parziale, dei primi 3 giorni di malattia è una conquista attesa da vent´anni», dice Domenico Vomero della Feneal-Uil.

inizio pagina


FIRENZE
Sulla sicurezza nei cantieri il Pdci fa sul serio: «Legge sugli appalti entro un anno o si esce dalla maggioranza»

da l'Unità 29/6/06

È UN PRESSING intenso quello messo in campo ieri dai Comunisti Italiani verso la maggioranza in consiglio regionale, un pressing talmente forte da poter essere definito un aut aut, riassumibile così: o entro dodici mesi si fa la legge sugli appalti o il Pdci uscirà dalla maggioranza. 

Il perentorio monito arriva da Nino Frosini, segretario regionale del partito e uomo forte del Pdci toscano, a pochi giorni di distanza dall’incidente sul lavoro che è costato la vita a un camionista in pensione a Pisa. Nel commentare l’atteggiamente della Regione nei confronti dell’episodio di Pisa il comunicato dei Comunisti Italiani usa termini sferzanti: «Tante parole e un mare di ipocrisia - si legge nella nota - nei commenti a corredo di queste tragedie. Nessun provvedimento politicamente coraggioso e legislativamente efficace per invertire questa perversa tendenza toscana in atto da anni». Subito dopo, il comunicato individua precise responsabilità politiche: «C’è un terrore quasi metafisico a discutere un progetto di legge regionale sui sub-appalti depositato da anni dal gruppo consiliare del Pdci».

La replica all’aut aut dei Comunisti Italiani è stata affidata a Ilio Pasqui, il diessino presidente della commissione dov’è deposistata la proposta di legge sugli appalti a cui fa riferimento al nota del Pdci. Pasqui ha promesso che già la prossima settimana convocherà i rappresentanti delle categorie interessate alla legge per ascoltarne il parere. «Poi la legge - ha proseguito Pasqui - proseguirà il suo iter in commissione».
Il provvedimento sugli appalti nei giorni scorsi era stato reclamato a gran voce anche dai sindacati, che lo considerano un’intervento essenziale per ridurre il numero di morti bianche in Toscana, che ad oggi rimane tra i più alti in Italia. Un triste primato di cui sbarazzarsi al più presto. Alessio Schiesari

inizio pagina


Il consiglio approva la nuova riclassificazione, si sbloccano 3.000 concessioni edilizie frenate dopo l´intervento della Corte Costituzionale
Zone sismiche, ripartono i cantieri

NOSTRO SERVIZIO su la Repubblica 21/6/06

..Zone sismiche e cantieri. La nuova legge sull´edilizia nelle zone sismiche della Toscana e una riclassificazione delle aree a rischio è stata approvata ieri dal consiglio regionale su proposta del vicepresidente della giunta Federico Gelli che aveva chiesto la procedura d´urgenza per questo provvedimento. Una mossa inevitabile per il governo toscano, dopo che lo scorso maggio una sentenza della Corte Costituzionale aveva cancellato la possibilità di costruire e ristrutturare presentando una semplice domanda al Genio civile che avrebbe controllato "a campione" i progetti già avviati e aveva imposto 60 giorni obbligatori per l´esame tecnico prima del quale nessun lavoro può essere iniziato. 

La sentenza della Consulta stava creando una vera e propria paralisi del settore edilizio, con tremila cantieri fermi in attesa di concessione. La nuova legge prevede l´assunzione di personale per un anno negli uffici del Genio «per fare fronte ai forti carichi di lavoro», dice Gelli. Le spese saranno coperte aggiuntive del bilancio regionale.(s.p.)

inizio pagina


SINDACATO La Cgil lancia l’allarme dopo la bocciatura della legge regionale

Edilizia,cantieri bloccati Lavoratori in «cassa»

Bacci: «Le aziende sono in grande difficoltà» Decine di operai sono a rischio licenziamento

di Bruno Berti su la Nazione 20/6/06

Le bocciature della Corte Costituzionale possono creare problemi a chiunque, comprese le attività economiche. Qualche tempo fa i giudici costituzionali hanno cancellato la legge regionale per gli interventi edilizi nelle zone sismiche provocando un pandemonio. Infatti i comuni a rischio sismico in Toscana, chi più chi meno secondo una valutazione precauzionale, sono tutti. La norma della Regione stabiliva che i controlli sulle nuove edificazioni e sulle ristrutturazioni (quindi su una fetta ampia degli interventi edilizi) erano affidati al Genio civile a campione: si controllava un progetto ogni dieci. La bocciatura della legge ha significato una vera rivoluzione perché tutte le pratiche devono essere valutate e approvate. A questo punto le previsioni sui tempi sono destinate a saltare, e in misura forte. 

La spiegazione è molto semplice: se finora si controllava un progetto ogni dieci, è chiaro che il personale del Genio è calibrato su questi tipo di esigenza. Se il carico di lavoro si decuplica (si parla di passare da 2.000 a 20.000 pratiche) i tempi, già di per sé non cortissimi, sono destinati a subire una forte impennata. Ma non è finita, perché non c’è solo un problema di allungamento di tempi per chi attende la casa nuova e vorrebbe ristrutturare quella vecchia prima possibile. Se non c’è l’assenso del Genio civile, muratori e tecnici non possono lavorare: i cantieri rimangono chiusi. 

«Già adesso — dice Robertto Bacci della Fillea-Cgil — le aziende che programmano su scadenze abbastanza lunghe si trovano in difficoltà perché non possono avviare i cantieri nei tempi previsti. E allora si cominciano a vedere le prime richieste di cassa integrazione, mentre i normali contratti per appaltare parte dei lavori non si fanno, creando non poche difficoltà alle aziende che operano in questo comparto. Un’impresa di Montaione, tanto per chiarire, ci ha già fatto sapere di avere problemi con 70 addetti». Come si vede la questione è irta di spine e ha bisogno di una sollecita soluzione, soprattutto se si considera che qualsiasi esperto di economia vi dirà che l’unico settore che tira è quello edilizio. 

Il sindacato ha fatto pressioni in Regione, trovando orecchie attente, per ottenere una nuova legge che non penalizzi l’attività edilizia. Però i tempi non potranno essere molto solleciti, a meno di fatti nuovi, visto che la corsia preferenziale chiesta dalla giunta non è stata accordata per l’opposizione di Forza Italia, come ha detto il vicepresidente della Toscana Federico Gelli. La norma dovrebbe prevedere anche una diversa classificazione dei comuni per quel che riguarda il rischio sismico. 

Su questa emergenza ha presentato un’interrogazione in Regione Paolo Bartolozzi, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, dove sarebbero un migliaio i cantieri a rischio blocco e circa cinquantamila i lavoratori coinvolti. Nell’interrogazione Bartolozzi chiede che la Regione si attivi immediatamente per procedere a una nuova stesura della normativa del settore e per realizzare un potenziamento degli organici degli uffici del genio civile ai quali e' richiesto un maggiore impegno rispetto al passato.

inizio pagina


Dal Sud per costruire la Toscana

Vivono in prefabbricati e lavorano ininterrottamente anche per due settimane Poi quando hanno 2-3 giorni liberi tornano a casa in Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria

«DA NOI - racconta Leucio - si trovano solo lavori in nero che sono anche pagati molto meno che quassù. Con moglie e due figli  

di Alessio Schiesari / Firenze sull'Unità 4/6/06

Un enorme reticolo di case di plastica, simili ai container in cui vivono gli sfollati nelle zone terremotate. In questi mini appartamenti, che a guardarli con occhio maligno assomigliano più a dei loculi, vivono gli operai della Baldassini Tognozzi, l'azienda che sta costruendo la terza corsia dell’A1 a Cascine del Riccio, qualche chilometro a sud di Firenze. In tutto sono 130 operai: Di questi 120 vengono dal sud, altri cinque sono immigrati e appena cinque sono toscani. A passeggiare per l'enorme cantiere sembra di essere ripiombati indietro di almeno quarant'anni, quando treni carichi di meridionali venivano al nord a cercare fortuna. Di questi lunghi quarant'anni di migrazione Leucio Coccia, un abruzzese di 51 anni, ne ha vissuti in prima persona ben trenta: «Ho lavorato ovunque - spiega Leucio - Novara, Roma, Genova, Abano, Rieti.. Ma tutta la lista è troppo lunga. D'altra parte, ho forse avuto alternative? Da noi nei cantieri si trova solo da lavorare in nero, e poi pagano malissimo. Con una moglie casalinga e due figli, di cui una all'università, cos'altro potrei fare?».

I cantieri della Toscana che vanno avanti grazie agli operai meridionali
Per la terza corsia della A1 su 130 addetti solo 5 toscani
C’è chi in un mese è riuscito a lavorare per ben 237 ore

Alessio Schiesari

CLAUDIO DE LUCA, un affabile 43enne di Avezzano, sembra desiderarlo più degli altri, il ritorno a casa, ma ne parla come di un sei al superenalotto, un sogno nel cassetto a cui non vale la pena di sperare troppo. «Un lavoro a casa? Partirei domattina, anzi, stasera stessa, di corsa ci andrei - spiega Claudio, che prosegue - Ma come si fa? Io qui so che ci rimarrò almeno tre anni, per tutto il tempo del cantiere. La crisi economica e la mancanza di lavoro mi hanno costretto a partire e tornare giù non è facile. Per me comunque stare qui è durissima: so bene che a casa per la mia lontananza soffrono sia mia moglie che i miei cinque tesori». 

Li chiama proprio così, i suoi figli: "i miei cinque tesori". Sono ancora i figli l'unica ricchezza dei poveri di oggi: da quando 150 anni fa nacque il termine proletariato - colui che ha solo la prole - non sembra essere cambiato molto. Claudio poi racconta di come stanno cercando di sistemarsi i suoi figli. Paolo, il più grande di tutti, è entrato nell'esercito, che continua a essere una buona soluzione per chi non ha troppe possibilità. Ma i sacrifici più grandi li fa per Francesca, che studia al liceo linguistico. «Una paghetta fissa non ce l'ha, ma quando mi chiede qualcosa, che ne so, 10 euro, faccio il possibile per farglieli avere.

Qualche volta però le devo dire di ripassare il giorno dopo, perché il papà non ha soldi». La moglie di Claudio è casalinga, e lui a casa porta ogni mese 1200 euro, lavorando però mai meno di 200 ore. Anche se per i suoi "vizi", sigarette e schede telefoniche per chiamare casa, non ne spende più di 100, non è difficile capire quanto sia dura mantenere una famigli così numerosa. Beniamino Izzo, un casertano sui quarant'anni, gira il nord Italia da due decenni. «Sono stato anche in Svizzera - racconta - e lì si vive meglio». 

Ma la Svizzera è lontana da Caserta, e lui a casa ha due figli, uno di tredici anni e l'altro di diciotto. Potrebbe addirittura definirsi un privilegiato, perché è tra i pochi che a casa riesce a tornare tutti i fine settimana. Ma quando lavora non scherza: «Ho fatto anche 237 ore in un mese, per cercare di arrotondare lo stipendio - spiega Beniamino, che poi racconta la sua giornata tipo - Qui la mattina mi sveglio alle sei, poi alle sette vado in cantiere e fino alle tredici prendo ordini. Un'oretta di pausa pranzo e poi via di nuovo a lavorare fino alle cinque, ma spesso anche più tardi. La sera poi si cena e si guarda un film. Onestamente, per la vita notturna che c'è a Cascine del Riccio, tanto vale restare in cantiere».

C'è anche chi, come un 34enne calabrese che non vuole dire il suo nome, da casa è partito più per spirito d'avventura che per necessità. «Avevo 16 anni - racconta - e mi sembrava divertente viaggiare per l'Italia. Ma adesso che sono 18 anni che giro come una trottola il mio sogno è tornare a casa, da mia moglie e dalla mia bambina».

Ma il ritorno a casa, per molti di questi ragazzi, è lontano. La maggior parte di loro probabilmente dovrà aspettare la pensione. E dovranno continuare a vivere nei container di quindici metri quadri, a due passi dalla strada dove passano di continuo i mezzi da lavoro, «così - spiega Marco Bollini, un sindacalista della Cgil - chi fa il turno di notte, di giorno non riesce a dormire per il rumore assordante». Continueranno a vivere in un cantiere in cui si è costretti a lottare per far chiudere un falla alle fognature, che per mesi ha continuato a perdere acque nere a due passi da dove loro dormono, e dove si mangia in 130 in una mensa attrezzata per 80 persone. Ma la maggior parte di questi operai, che questa vita la fa da decenni, a tutto questo si è abituata da un pezzo. Non c'è tempo per lamentarsi quando moglie e figli aspettano il tuo assegno.

inizio pagina


Paura del «nodo» dimezzato

Alta Velocità, gli Industriali:«Non ci possiamo permettere che il progetto si blocchi»

 di Ennio Macconi su la Nazione 31/5/06

Il danno sarebbe doppio. Firenze subirebbe un colpo decisivo: alla sua economia, prima di tutto; ma anche alla sua capacità di non venir risucchiata all’indietro, in una dimensione sempre più provinciale.

Ma il danno sarebbe anche nazionale: rinviare la realizzazione del «nodo fiorentino», del passaggio dell’alta velocità da Firenze, sarebbe uno stop insostenibile per il Paese.
Questo pensano e dicono industriali, sindacati, amministratori comunali, nel momeno in cui il neo ministro Padoa Schioppa avverte: non ci sono soldi nelle casse dello Stato e molti grandi lavori potrebbero essere a rischio. Con una precisazione collettiva importante che parte dalla città: che nessuno vuole rinunciare non al generico passaggio per Firenze dell’alta velocità, ma a quello pensato, discusso e poi sottoscritto da tutti (a partire dalle Fs), dopo anni e anni di duro confronto. E cioè un passaggio che prevede: la linea sotterranea per l’alta velocità, con conseguente rete in superficie di binari da utilizzare per il trasporto metropolitano; il tunnel da 7 chilometri, che si interra a Campo di Marte e esce a Castello, o viceversa; la grande stazione sotterranea di Norman Foster, lunga 400 metri e a 30 metri di profondità, nell’area di viale Redi-Belfiore. E questo perchè, ormai, la Firenze che sarà, è indissolubilmente legata alla realizzazione di questo «nodo» e non di un altro.

Il monito più deciso l’ha dato ieri l’altro il presidente della giunta regionale della Toscana, Claudio Martini: « La Tav non si tocca». Parole senza equivoci, in attesa di parlarne col presidente del consiglio, Romano Prodi.

Sergio Ceccuzzi, presidente dell’Associazione industriali, è così convinto che indietro non si può tornare, che lancia una proposta-limite: «Dobbiamo fare qualunque sforzo, anche ipotizzando parzialmente un project financing. Non ci possiamo permettere che si blocchi il progetto. Nè il governo, nè gli amministratori locali». Con lo stile che gli è proprio, Ceccuzzi non lascia spazio ad ambiguità: «La preoccupazione è elevata. Siccome l’alta velocità andrà avanti lo stesso, non avere il sottopasso e la stazione sotterranea vorrà dire bypassare Firenze. Senza contare che tutto il sistema di mobilità su cui si sta ragionando per favorire l’area vasta si basa sul sottopasso. Avremo un doppio danno». Ceccuzzi ricorda di averne parlato di recente col presidente di Fs, Elio Catania, e di averlo trovato convinto che il «nodo» va realizzato così come si è già deciso. E aggiunge: «Il ministro Padoa Schioppa non lancia allarmi a vanvera. Ma siccome le infrastrutture del Paese sono un elemento di competitività, dovremo fare scelte di priorità. Come si fa in famiglia». Senza questo, addio alla possibile e ritrovata «centralità» di Firenze e della Toscana nel sistema dei trasporti italiano (anche quello aereo dell’asse Roma-Milano, che con l’«Av» subirebbe una forte concorrenza).

Gianni Biagi, assessore all’urbanistica, fra i protagonisti del ping-pong sul «nodo», questa volta sceglie la speranza-cautela: «E’ inutile fasciarsi la testa. Che ci sia una difficolà finanziaria è indubbio; che diventi un problema per il nodo fiorentino è da dimostrare». Sulla questione di fondo, non si schioda, lui che su questa ha scommesso la propria credibilità: «La questione del nodo non è fiorentina, ma nazionale. Ribadisce che qualsiasi ipotesi presentata negli ultimi 25 anni prevede che per eliminare le interferenze strutturali tra le linee lente di superficie e le veloci siano necessari due nuovi binari sotterranei».

Compatto, sulla difesa del «nodo», anche il mondo sindacale. Adriano Fratini, segretario generale della Cisl: «Senza il sottoattraversamento noi butteremo via 10 anni di discussione e di decisioni sulla mobilità. Senza, vorrebbe dire condannare Firenze al piccolo». Mauro Fuso, della segreteria della Camera del lavoro: «Siamo d’accordo sul sottoattraversemento. E’ impensabile tagliare fuori Fienze. Questa deve essere una priorità nazionale. Se non si realizzasse, ci sarebbe una reazione negativa a catena come perdita di posti di lavoro non solo nel settore edilizio. Questi interventi sono fondamentali».

inizio pagina


FIRENZE
Edilizia, dopo 5 anni di crescita arriva la crisi

da l'Unità 31/5/06

Cinque anni di crescita, che hanno visto la nascita di 2683 nuove imprese (+33,67%) ma il futuro non è altrettanto roseo. Lo dice la ricerca della Cna sull’andamento del settore edile artigiano in provincia di Firenze, tra il 2000 e il 2005. Nel campione di 54 aziende (su 8761), il 48% si aspetta per il prossimo biennio un peggioramento del volume di affari. A spingere il comparto negli ultimi 5 anni (facilitato dallo sgonfiamento della bolla speculativa azionaria, dalle agevolazioni Iva e Irpef e dal basso costo del denaro) sono stati l’edilizia residenziale ( ristrutturazioni e reastauri) e le gare di appalto pubblico. Il 51% delle imprese ha effettuato investimenti (soprattutto per attrezzature e mezzi di trasporto) superiori a 50mila euro. 

Sul fronte occupazione, il 42% delle imprese ha registrato un incremento, l’87,5% dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato e il 93% un impiego a tempo pieno. Mentre il 30% dei lavoratori è di origine extracomunitaria, in prevalenza cittadini albanesi e romeni. Ma per il futuro le prospettive non sono rassicuranti: «Le condizioni del mercato stanno cambiando - spiegano da Cna - è necessario pensare a nuove opportunità: la manutenzione integrata e costante degli edifici, lo sviluppo della bioedilizia. E normative in materia di appalti che aggancino i costi all’affidabilità dell’impresa». Sul fronte della bioedilizia, una sezione della ricerca riguarda la realizzazione sperimentale di una casa con tecnologie innovative che puntano al risparmio energetico.
v.gig

inizio pagina


Morire lontano da tutti. Per lavorare
Ennesima tragedia in un cantiere. A Lastra a Signa Michele Izzo è precipitato da una impalcatura ma con lui non c’era nessuno. Il suo corpo è stato ritrovato solo dopo 3 ore

IL DRAMMA si è consumato nella serata di martedì. Sono stati i familiari a insospettirsi dopo non aver visto l’uomo tornare a casa per cena. Nella caduta ha battuto la testa ma nessuno avrebbe potuto aiutarlo. Nuovo j’accuse dei sindacati sul tema della sicurezza

di Francesco Sangermano sull'Unità 18/5/06

È morto per i traumi riportati alla testa, dopo essere caduto da un’impalcatura alta circa due metri ed essersi trascinato dietro la saldatrice con cui stava lavorando. Ma del cadavere di Michele Izzo, 64 anni, un operaio edile di origine campana residente a Campi Bisenzio, nessuno si è accorto per oltre tre ore dal momento che l’uomo si trovava al lavoro in perfetta solitudine. A dare l’allarme sono stati così i familiari di Izzo, preoccupati dal non vederlo tornare a casa per cena. L’uomo era dipendente di una ditta impegnata nella ristrutturazione di alcuni alloggi di edilizia popolare, di proprietà del Comune. L’accaduto ha provocato, da una parte, la dura reazione da parte della Fillea-Cgil che ha denunciato ancora una volta le gravi lacune in materia di sicurezza sul lavoro, mentre dall’altra la Regione ha fatto sapere di aver iniziato proprio ieri l’iter per arrivare alla definizione della legge regionale sugli appalti pubblici.

Solo, di sera, nel cantiere Il corpo ritrovato dopo tre ore
Ennesima tragedia del lavoro. Michele Izzo, 64 anni, è morto a Lastra a Signa precipitando da un’impalcatura e trascinando con sé la saldatrice che usava
di Francesco Sangermano/ Firenze

UOMINI SOLI Lo scenario è quello più drammatico. Quello che il sindacato dipinge da anni come il perno su cui ruota grossa parte del problema sicurezza: la solitudine sul luogo di lavoro. Michele Izzo, 64 anni, originario di Torre Annunziata in provincia di Napoli ma residente a Campi Bisenzio da oltre trent’anni, se n’è andato così. Solo, nel cantiere che gli dava il lavoro e i soldi da portare a casa. Quando il suo corpo è volato giù dall’impalcatura trascinandosi dietro la saldatrice con cui stava lavorando, non c’era nessuno vicino a lui che potesse prestargli soccorso o allertare il 118. Solo la famiglia, che non ha visto tornare a casa l’uomo per cena, ha dato l’allarme ed ha scoperto la più atroce delle verità.

Stando a una prima ricostruzione dell’accaduto, tutto sarebbe accaduto intorno alle 18. Izzo, dipendente della ditta fiorentina Oplonde, stava lavorando su un’impalcatura a circa due metri di altezza in un cantiere di Lastra a Signa deputato alla ristrutturazione di alcuni alloggi di edilizia popolare, di proprietà del Comune. Per cause ancora in via di accertamento, l’uomo avrebbe perso l’equilibrio, rovinando al suolo. Solo intorno alle 21 sul posto sono intervenuti i carabinieri di Signa e i tecnici di medicina del lavoro della Asl ma quando i primi soccorsi sono arrivati l’uomo era già deceduto a causa dei traumi riportati alla testa. La salma è stata così trasportata all’istituto di medicina legale per l’autopsia.

Dura, e non potrebbe essere altrimenti, la reazione dei sindacati a fronte dell’ennesima tragedia consumatasi in un cantiere. La denuncia arriva in particolare dalla Fillea e la Cgil: «Come è possibile - scrivono in una nota - che un lavoratore di 64 anni, da almeno trenta impegnato in edilizia, debba lavorare sulle impalcature come se fosse nel pieno delle proprie forze e capacità lavorative?». E ancora. «Come è possibile che per i lavori che presentano condizioni di rischio oggettive la legge consenta di lavorare da soli? Queste domande - è l’amaro commento - hanno risposte ovvie ma inevase».

LEGGE SUGLI APPALTI
Partito l’iter in Regione

«Esprimo il cordoglio del governo regionale alla famiglia di Michele Izzo. Questa ulteriore tragedia conferma l’importanza e l’urgenza dell’opera avviata proprio oggi (ieri, Ndr) dalla Regione Toscana con l’insediamento del gruppo tecnico per la redazione della nuova legge regionale sugli appalti pubblici». È quanto ha dichiarato ieri pomeriggio Federico Gelli, vicepresidente della Regione Toscana, commentando l’ennesima tragedia avvenuta su un luogo di lavoro. «Siamo consapevoli - ha proseguito Gelli - di come il settore degli appalti pubblici sia una realtà nella quale si concentra una fetta importante degli infortuni sul lavoro. Proprio per questo riteniamo prioritaria la realizzazione di questa legge, sollecitata dai sindacati, che è una delle priorità del governo regionale dato che fornirà un quadro di regole e controlli di estremo rigore per garantire il diritto alla sicurezza, ma non solo, dei lavoratori».

inizio pagina


LE DISGRAZIE
Lavorava da solo in un cantiere a Lastra a Signa. Un altro uomo si ferisce gravemente a Calenzano
Operaio non torna, i parenti lo cercano trovato morto ai piedi dell´impalcatura

Il sindacato "Come è possibile che un lavoratore anziano faccia interventi rischiosi stando da solo sul posto?"
esperto La vittima aveva 64 anni ed era il veterano dell´impresa Stava completando il consolidamento di una colonna

MICHELE B0CCI su la Repubblica 18/5/06

Due ultrasessantenni vittime di incidenti sul lavoro nella provincia di Firenze. Erano soli e sono caduti dall´alto, uno in un cantiere per la ristrutturazione di una palazzina a Lastra a Signa, l´altro nella sua ditta a Calenzano. Tutti e due sono stati ritrovati dai parenti che non li hanno visto rientrare a casa, il primo era già morto, l´altro era privo di sensi dopo aver sbattuto la testa. Adesso si trova ricoverato a Careggi in gravi condizioni.

Michele Izzo aveva 64 anni e martedì stava completando il consolidamento di una colonna delle mura di Lastra, con cui confina la palazzina in ristrutturazione. Era un operaio esperto, il dipendente più anziano della sua impresa edile e stava fancedo le ultime saldature, visto che il cantiere era ormai concluso. Per motivi da chiarire è scivolato da una impalcatura ed è caduto di sotto. I carabinieri e gli uomini della medicina del lavoro della Asl, che stanno facendo approfondimenti sull´episodio, ritengono che l´incidente sia avvenuto intorno alle 18. I parenti di Izzo, che era di origine campana e viveva con la famiglia a Campi Bisenzio, intorno alle 21 sono andati a cercarlo perché non era ancora rientranto in casa per cena. Sono andati sul cantiere dove lo hanno trovato morto e hanno dato l´allarme. L´autopsia servirà a chiarire se la caduta è stata provocata da un malore. Intanto i carabinieri di Lastra a Signa hanno sequestrato tutto il cantiere, per verificare se ci fossero delle violazioni delle norme di sicurezza. Il fatto che il lavoratore si trovasse da solo sul cantiere, di per sé, non rappresenta una irregolarità per la legge.

La Cgil e il sindacato di categoria Fillea, intervengono sull´incidente: «Il lavoratore è caduto dall´alto mentre si trovava solo nel cantiere. La Fillea e la Cgil, in attesa di conoscere l´esatta dinamica dei fatti, denunciano quanto è accaduto: come è possibile che un lavoratore di 64 anni, da almeno trenta impegnato in edilizia, debba lavorare sulle impalcature come se fosse nel pieno delle proprie forze e capacità lavorative? Come è possibile che per i lavori che presentano condizioni di rischio oggettive la legge consenta di lavorare da soli? Queste domande hanno risposte ovvie ma inevase». Il vicepresidente della Regione Federico Gelli, oltre ad esprimere il cordoglio per la morte dell´operaio, ha ricordato che proprio ieri «si è insediato il gruppo tecnico per la redazione della nuova legge regionale sugli appalti pubblici sollecitata dai sindacati. Riteniamo prioritario realizzarla».

E domenica è avvenuto un altro incidente dalla dinamica molto simile a quello dell´altroieri. Il titolare dei 62 anni di una ditta di assemblaggio di componenti per i sistemi di raffreddamento delle centrali telefoniche in mattinata si è recato in sede. Probabilmente è salito su un soppalco per controllare del materiale e da lì, sempre per cause che si stanno cercando di chiarire, è caduto di sotto. Ha sbattuto violentemente la testa ed ha perso i sensi. Proprio come è successo martedì a Lastra a Signa, sono stati i parenti, che non avevano più notizie di lui, a trovarlo. Hanno chiamato il 118 e l´uomo è stato trasportato al pronto soccorso di Careggi. Le sue condizioni sono molto serie. I tecnici dell´azienda sanitaria fiorentina per ora hanno disposto il divieto di uso dei soppalchi del magazzino della ditta. Anche in questo caso c´è da chiarire se erano in regola o se nel capannone ci fossero violazioni delle norme di sicurezza.

Sono tre le vittime del lavoro in provincia di Firenze dall´inizio dell´anno. Il 22 marzo scorso Dumitru Ionita, rumeno di 56 anni, è caduto da un terrazzo senza parapetti mentre stava ristrutturando una casa in Corso Tintori. La piccola ditta per cui lavorava è di suo figlio. Per quell´episodio l´azienda sanitaria ha segnalato alla procura anche il proprietario della casa su cui l´uomo morto stava lavorando oltre a quella del responsabile della sicurezza del cantiere. Il 27 gennaio Gregorio Sammarco, operaio di 51 anni, è caduto da un ponteggio a Figline Valdarno. Anche lui stava ristrutturando una casa, ancora una volta è stata una caduta dall´alto a provocare la morte. L´uomo si trovava sul cantiere insieme al figlio quando è scivolato da un´altezza di sei metri. E´ morto a Careggi sei giorni dopo l´incidente.

inizio pagina


LASTRA A SIGNA Da chiarire la dinamica

Morto sul lavoro Scatta il sequestro per il cantiere

da la Nazione 18/5706

Proseguono gli accertamenti, sulla tragedia avvenuta in un cantiere di Lastra a Signa. Carabinieri, magistrato e personale della Asl stanno cercando di chiarire la dinamica dell’incidente nel quale ha perso la vita Michele Izzo, 64 anni, residente a San Piero a Ponti. L’uomo stava lavorando con una saldatrice alla Cascina Pinucci, un edificio del comune di Lastra a Signa, posto lungo le antiche mura. Qui Casa spa ha da tempo affidato ad apposite ditte i lavori di restauro per la costruzione di alloggi popolari. Manca poco alla fine dell’intervento. Ma mercoledì, mentre erano in corso alcune rifiniture, è avvenuta la tragedia. Michele Izzo stava effettuando dei lavori di saldatura a una delle due colonne a fianco della Cascina. Due pilastri che non sorreggono più niente ma che, perchè particolarmente antichi, saranno conservati. Il progetto prevede la loro messa in sicurezza, con piccoli interventi di restauro. Quelli che il 64enne stava effettuando, solo nel cantiere. Probabilmente intorno alle 18 l’incidente, la cui dinamica sarà chiarita solo dall’autopsia. Forse l’uomo ha perso l’equilibrio. Forse è stato colto da un infarto o da uno svenimento. Quel che è certo è che è caduto a terra, dal piano più basso dell’impalcatura sulla quale stava lavorando. Un volo di un paio di metri. Che però potrebbe essergli stato fatale (sempre che non fosse senza vita). Sicuramente il 64enne ha subito un brutto trauma alla testa, accompagnato da una serie di bruciature provocate dalla saldatrice.

Nessuno si sarebbe accorto dell’accaduto, anche perchè il cantiere è protetto da bandoni metallici. Solo alle 21 i familiari di Michele Izzo hanno cominciato a preoccuparsi, non vedendolo tornare a casa per cena. E uno dei soci della ditta, messo in allarme, è tornato in cantiere a cercarlo. Qui la scoperta, con l’ormai inutile corsa della Misericordia. Poi è stata la volta dei Carabinieri e del personale tecnico della Asl. Gli accertamenti sono proseguiti oltre la mezzanotte. Poi il cantiere è stato posto sotto sequestro per permettere le ulteriori, necessarie, verifiche. E mentre resta tutto il dolore dei familiari, dei conoscenti e dei colleghi (fra l’altro molti di loro erano anche parenti della vittima), la Fillea Cgil è intervenuta ieri sull’accaduto. «In attesa di conoscere l’esatta dinamica dei fatti — si legge nella nota dei sindacati — ci chiediamo: come è possibile che per lavori che presentano condizioni di rischio oggettive la legge consenta di lavorare da soli. E che un lavoratore di 64 anni debba lavorare sulle impalcature come se fosse nel pieno delle forze e capacità lavorative?»

inizio pagina


CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

COMUNICATO STAMPA:

ancora un morto in un cantiere: i nostri perché

Ieri è avvenuto Lastra a Signa l’ennesimo infortunio mortale che ha riguardato un lavoratore edile di 64 anni. Il lavoratore è caduto dall’alto mentre si trovava solo nel cantiere.

La Fillea e la CGIL, in attesa di conoscere l’esatta dinamica dei fatti, denunciano : come è possibile che un lavoratore di 64 anni, da almeno trenta impegnato in edilizia, debba lavorare sulle impalcature come se fosse nel pieno delle proprie forze e capacità lavorative?

Come è possibile che per i lavori che presentano condizioni di rischio oggettive la legge consenta di lavorare da soli? Queste domande hanno risposte ovvie ma inevase.

 

Fillea CGIL Firenze

Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

inizio pagina


10/05/2006 18:04

Firenze, 10 mag. - (Adnkronos) - "E' inaccettabile che a Firenze una impresa locale abbia comportamenti che, secondo i sindacati, sono in aperta violazione del contratto nazionale di lavoro". Lo afferma, in una nota, l'assessore all'urbanistica del Comune di Firenze, Gianni Biagi, commentando lo sciopero dei lavoratori della 'Baldassini-Tognozzi-Pontello' impegnati nella realizzazione della Terza corsia autostradale.

inizio pagina


Terza corsia
I sindacati contro Baldassini-Tognozzi-Pontello
"In sciopero il 70 per cento per sicurezza e orari di lavoro"

NOSTRO SERVIZIO su la Repubblica 10/5/06

Lavoratori in sciopero per tutta la giornata ieri nel cantiere della Baldassini-Tognozzi-Pontello che comprendono i lotti 4, 5, 6, 7 e 8 della terza corsia dell´Autostrada del Sole tra Firenze sud e Firenze nord. Secondo i sindacati, allo sciopero ha aderito il 70 per cento del personale impegnato nei cantieri, circa 140 operai in totale.

La protesta era stata indetta da Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, come spiega una nota sindacale, «per l´indisponibilità dell´azienda a sottoscrivere un accordo di cantiere su relazioni sindacali, organizzazione del lavoro, turni, sicurezza, formazione, logistica di cantiere, rappresentanze sindacali unitarie interaziendali e premio di risultato». I sindacati di categoria si augurano adesso «una ripresa del negoziato ma soprattutto un atteggiamento positivo e costruttivo dell´azienda». 

Finora nessuna delle questioni poste dai lavoratori è stata risolta. Prima tra tutte quella degli orari. «Lavoriamo 250 ore al mese», dice un operaio e un altro racconta come gli sia stata cambiata mansione appena lui ha detto, la settimana scorsa, che avrebbe aderito allo sciopero: «Sul mio escavatore - dice - è salito un neo assunto». Manola Cavallini, segretaria della Fillea Cgil, chiama in causa le istituzioni: «Questo non è un cantiere qualsiasi, si tratta di un lavoro importante e di livello nazionale. Per la Tav siamo riusciti a fare un accordo e non è possibile che non si possa raggiungere lo stesso obiettivo anche qui. La situazione è molto brutta. Nei cantieri della terza corsia si va avanti a suon di straordinari e non sono stati definiti né il ciclo continuo né i turni».

inizio pagina


AUTOSTRADA In agitazione i dipendenti Baldassini-Tognozzi-Pontello

«Lavoriamo da un anno, nessuno ci ascolta» Sciopero, bloccati i cantieri della terza corsia

da la Nazione 10/5/06

 I lavoratori del cantiere Baldassini-Tognozzi-Pontello, impegnati nella costruzione della terza corsia dell’autostrada nel tratto Firenze sud – Firenze nord, hanno ieri incrociato le braccia per l’intera giornata. Dopo il blocco degli straordinari di giovedì scorso, i lavoratori Fenal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno infatti indetto uno sciopero perché l’azienda si renda disponibile ad accogliere le loro richieste su stipendi, organizzazione dei turni, logistica, sicurezza e formazione.

«È da un anno ormai che il cantiere è aperto – spiegano Massimo Bollini della Fillea-Cgil e Stefano Iaccarino della Filca-Cisl – e ancora l’azienda non ha dato risposte in merito a quello che avevamo chiesto, e cioè stipendi adeguati e turni meno massacranti».

«Abbiamo chiesto – ha proseguito Iaccarino – otto ore di formazione, perché tutti gli operai siano in grado di utilizzare i nuovi macchinari, e delle simulazioni per verificare che, in caso di incidenti, i soccorsi arrivino nei tempi previsti. Nulla di tutto questo è stato fatto».

«Veniamo quasi tutti da fuori regione – spiega Claudio De Luca della Cisl – e lavoriamo secondo turni che violano il contratto nazionale. Ci negano i diritti più elementari, anche quello di scioperare».
Oggi tutti sono tornati al lavoro, ma sono previste nuove iniziative se i vertici aziendali non si renderanno disponibili al dialogo.
Monica Pieraccini

inizio pagina


Firenze li, 9 maggio 2006

COMUNICATO STAMPA

Sciopero Terza corsia:

un grande risultato nonostante le solite provocazioni

Feneal-UIL, Filca-CISL, Fillea-CGIL ringraziano i lavoratori in sciopero nel cantiere della Baldassini –Tognozzi-Pontello, lotti 4-5-6-7-8 terza corsia autostradale Firenze sud – Firenze nord, sciopero indetto contro l’arroganza e l’indisponibilità dell’azienda a sottoscrivere un accordo di cantiere su: relazioni sindacali, organizzazione del lavoro, turni, sicurezza, formazione, logistica di cantiere, RSU interaziendali, premio di risultato.

Lo sciopero, malgrado le provocazioni dei preposti che hanno condizionato la LIBERA SCELTA dei lavoratori, è riuscito al 70%. Feneal, Filca e Fillea invitano tutte le Istituzioni e Società Autostrade a non sottovalutare gli atteggiamenti dell’azienda visti prima, durante e dopo lo sciopero; atteggiamenti che ricordano modelli vecchi di relazioni sindacali.

Ricordiamo a tutti che non è importante solo la realizzazione di questa opera nei tempi e con i costi previsti, sono importanti anche le condizioni dei lavoratori impegnati nella realizzazione.

Come è importante fare un accordo che regoli l’organizzazione a turni del lavoro, per ridurre il ricorso a forme di straordinario che violano le norme contrattuali e legislative, per garantire maggiore sicurezza; per un salario migliore, per regolare i rientri e i costi per andare dalle proprie famiglie, per garantire l’agibilità sindacale a tutti i lavoratori presenti in cantiere attraverso la costituzione della RSU interaziendale.

Feneal, Filca, Fillea auspicano una ripresa del negoziato ma soprattutto un atteggiamento positivo e costruttivo dell’Azienda.

 

Fenal-UIL Filca-CISL Fillea-CGIL

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

inizio pagina


Manca l’accordo con l’azienda sciopero dei lavori autostradali
Trattativa in stallo da due mesi fra i sindacati e la Baldassini-Tognozzi-Pontello
di Francesco Sangermano sull'Unità 9/5/06

SI FERMERANNO l’intera giornata di oggi. E già da qualche tempo hanno deciso di dare il via al blocco del lavoro straordinario. È un clima abbastanza teso quello che si respira nei cantieri della terza corsia nel tratto autostradale intorno a Firenze e dati in appalto alla ditta Baldassini-Tognozzi-Pontello. I sindacato di categoria Fenal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil insieme al la Rsu di cantiere hanno infatti iniziato da alcune settimane il confronto con l’impresa con l’obiettivo di arrivare alla sottoscrizione di un accordo di cantiere. «I nodi da sciogliere sono relativi a relazioni sindacali, organizzazione del lavoro, turni, sicurezza, formazione, logistica di cantiere, Rsu interaziendali e premio di risultato» si spiega in una nota unitaria diffusa dalla Camera del Lavoro fiorentina. 

«Negli incontri - proseguono dal sindacato - non è stato possibile fino ad oggi raggiungere un accordo condivisibile dato che l’azienda ha respinto tutte le richieste avanzate sia sui temi salariali, sia sugli argomenti qualificanti le relazioni sindacali come le Rsu interaziendali, la formazione e la logistica di cantiere». 

Motivi, questi, che hanno portato le organizzazioni sindacali, le Rsu di cantiere e i lavoratori a decidere in assemblea il blocco degli straordinari e lo sciopero per l’intera giornata di oggi.

«L’obiettivo di questo sciopero - spiega Manola Cavallini, segretaria fiorentino della Fillea-Cgil - è rappresentare non solo l’importanza dell’opera dal punto di vista dell’impatto sociale e della necessità infrastrutturale, che nessuno nega, ma anche concentrare l’attenzione delle Istituzioni e della committenza (che recentemente hanno visitato il cantiere nei suoi lotti 4, 5 e 6, Ndr) oltreché dell’impresa su temi che possono qualificare il lavoro e la presenza sul nostro territorio di tanti lavoratori».

La volontà, insomma, è quella di provare a rimettere in piedi una trattativa che venga incontro alle esigenze di lavoratori che, per la maggior parte, arrivano da fuori Firenze e in particolare dal sud Italia. «Come sempre quando ci sono cantieri di questa portata - spiega ancora la Cavallini - ci proponiamo di fare un accordo su varie voci e presentiamo a tale scopo una piattaforma. Adesso però la trattativa è immobile da un mese e mezzo dato che l’azienda ci ha fornito risposte insufficienti soprattutto sui contributi ai lavoratori per i loro rientri a casa e sul premio di produzione. ma anche su argomenti meno salariali come la questione della Rsu interaziendale di cantiere».

E così, oggi, sul tratto autostradale compreso tra firenze sud e firenze signa non si lavorerà. Nella speranza che la trattativa torni a sbloccarsi e non si corra il rischio di ulteriori e più pesanti scioperi.

inizio pagina


Fermi i cantieri della Terza corsia

da la Repubblica 9/5/06

SCIOPERANO oggi per l´intera giornata i lavoratori dei cantieri Baldassini-Tognozzi-Pontello impegnati in questo momento nei lavori per la terza corsia a Scandicci e alle Cascine del Riccio. Si tratta di circa un centinaio di lavoratori edili, convocati da Fillea-Cgil, Filca-CISL e Fenal-Uil, che protestano perché la vertenza iniziata già da alcune settimane con la ditta non trova sbocco. «La ditta non è d´accordo su niente e tutto resta insoluto», dicono. Sul tavolo della discussione, l´organizzazione del lavoro, la formazione dei turni, la sicurezza sul cantiere, la formazione, la logistica di cantiere (tipo mensa, trasporti, viaggi). Tutte questioni che i sindacalisti raccontano essere rimaste per ora indefinite nonostante i lavori siano già avviati.

La trattativa non è arrivata a niente. «Negli incontri non è stato possibile fino ad oggi raggiungere un accordo condivisibile, l´azienda ha respinto tutte le richieste avanzate sia sui temi salariali, sia sugli altri argomenti», protestano rsu e sindacati che ricordano l´importanza dell´opera in corso sia dal punto di vista dell´impatto sociale che delle necessità infrastrutturali. «Noi stiamo tentando di fare un contratto di cantiere come si usa sempre nei grandi cantieri, un contratto che integri quello nazionale come quelli provinciali. 

Le decine di lavoratori che vengono da fuori devono sapere quante volte possono andare a casa, chi paga il viaggio, come si organizza il lavoro», spiega Manola Cavallini, segretaria della Fillea-Cgil. Che aggiunge: «Per ora il problema più grave è quello degli orari. Nei cantieri della terza corsia si lavora molto oltre l´orario contrattuale a suon di straordinari. Non sono stati ancora definiti né il ciclo continuo né turni, come vorrebbero le norme. Eppure se si passa di lì si pensa che ciclo continuo e turni esistano, perché i cantieri sono sempre aperti. I sindacati chiedono «l´attenzione delle istituzioni su temi che possono qualificare il lavoro e la presenza sul nostro territorio di tanti lavoratori». (i.c.)

inizio pagina


COMUNICATO STAMPA E INVITO

Con la presente siamo a convocare una conferenza stampa per il giorno 9 maggio 2006 alle ore 11,30 presso il cantiere del Lotto 1 – Certosa, (loc. Cascine del Riccio) in occasione dello SCIOPERO del cantiere Baldassini-Tognozzi-Pontello.

Fenal-UIL, Filca-CISL, Fillea-CGIL, la RSU di cantiere, i lavoratori invitano i giornalisti ad un confronto per spiegare le ragioni dello sciopero.

Da alcune settimane è iniziato il confronto con l’impresa Baldassini-Tognozzi-Pontello per arrivare alla sottoscrizione di un accordo di cantiere su:

- relazioni sindacali, organizzazione del lavoro, turni, sicurezza, formazione, logistica di cantiere, RSU interaziendali, premio di risultato.

Negli incontri non è stato possibile fino ad oggi raggiungere un accordo condivisibile, l’azienda ha respinto tutte le richieste avanzate sia sui temi salariali, sia sugli argomenti qualificanti le relazioni sindacali: RSU interaziendali, formazione, logistica di cantiere.

Per questi motivi le OOSS, le RSU di cantiere e i lavoratori in assemblea hanno deciso il blocco degli straordinari e lo sciopero per l’intera giornata di domani 9 maggio 2006.

Obiettivo dello sciopero e dell’incontro con la stampa è rappresentare non solo l’importanza dell’opera dal punto di vista dell’impatto sociale e della necessità infrastrutturale, che nessuno nega, ma anche concentrare l’attenzione delle Istituzioni e della committenza (che recentemente hanno visitato il cantiere – lotti 4-5-6) oltrechè dell’impresa su temi che possono qualificare il lavoro e la presenza sul nostro territorio di tanti lavoratori.

Durante l’incontro verrà illustrata la piattaforma presentata.

Ringraziamo dell’attenzione e porgiamo cordiali saluti

 

Feneal-UIL Filca-CISL Fillea-CGIL

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

inizio pagina


Sindacato in allarme per la sicurezza, scattano i controlli dell’Asl
Cgil: «Irregolare un cantiere su tre»

dal Tirreno 16/4/06

EMPOLI. «Un cantiere su tre è irregolare e questa situazione ci preoccupa molto, a lavorare ci si va per vivere, non per morire». Questo è il giudizio, pesante e accorato, della Cgil dopo la pubblicazione (giovedì) di un articolo sui lavori nel Circondario in cui emergono molte violazioni sulla sicurezza. «Il numero di infortuni è elevato - spiega Paolo Moretti, funzionario Fillea Cgil di Castelfiorentino - e dobbiamo continuare a mantenere l’attenzione su questo settore particolarmente pericoloso». Gli esempi sotto gli occhi di tutti sono vari: dalla mancanza del casco alle impalcatura senza protezioni.  Nei cantieri ci sono operai che lavorano a quattro metri da terra senza alcuna protezione. E’ il caso registrato in un cantiere di fronte al municipio di Montelupo. Oppure ancora, un po’ ovunque, muratori che, sulle impalcature, camminano su vecchie assi di legno che non coprono l’intero spazio del camminamento. E dopo la pubblicazione dell’articolo con le irregolarità, sono scattati controlli specifici dell’Asl.

 «Ringrazio l’azienda sanitaria per il lavoro di prevenzione che sta facendo - spiega il funzionario della Fillea Cgil Moretti - da parte nostra c’è un impegno costante a informare i lavoratori sui dispositivi di protezione sia personali che quelli obbligatori per il cantieri».  Paolo Moretti lancia un invito a vasto raggio. «Chiunque sia a conoscenza, veda o avverta, una situazione di pericolo può avvisare il numero verde messo a disposizione dall’Asl (800514236 ndr), i vigili urbani o i carabinieri. In alcuni casi si possono salvare vite umane. Si tratta della sicurezza di tutti».  

Oltre alla mancanza di protezioni, numerose sono anche le irregolarità dal punto di vista contributivo. Molti lavoratori non vengono iscritti alla Cassa edile. «Ora la situazione è leggermente migliorata con l’entrata in vigore del Durc, il Documento unico di regolarità contributiva, che deve essere richiesto dal committente dei lavori per poi avere l’abitabilità come prevede la legge regionale numero 1 del 2005 - spiega ancora Paolo Moretti - questa documentazione viene rilasciata da Inps, Inail e dalla Cassa edile dove ha sede il cantiere».  «Per le opere pubbliche - prosegue Moretti - le amministrazioni comunali si sono già attrezzate e il Durc serve anche per pagare gli stati di avanzamento dell’opera commissionata». Lucia Aterini

inizio pagina


IL FATTOLa situazione dovrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni

«Non ci pagano lo stipendio» Tranvia, blocco dei cantieri

da la Nazione 4/4/06 di Fabrizio Morviducci

Blocco improvviso ai lavori nel cantiere della tranvia a Scandicci. A protestare i lavoratori di una ditta edile in subappalto all'aggiudicataria delle opere per la realizzazione dell'infrastruttura. Secondo quanto sostenuto dagli operai, il motivo del contendere sarebbe il mancato pagamento dell'acconto dello stipendio. «Non solo - raccontano i lavoratori davanti al cantiere - se la situazione dovesse proseguire in questa maniera, ci hanno detto che rischiamo anche il licenziamento». 

Le brutte notizie sarebbero arrivate sabato scorso, quando gli edili si sono recati nella sede della ditta per avere l'acconto sullo stipendio. E ieri mattina la decisione di bloccare l'ingresso del cantiere. I lavoratori hanno sistemato macchine e furgoni davanti ai cancelli, incrociando le braccia per avere chiarezza sul loro futuro. Sul posto sono arrivati, chiamati dalla ditta aggiudicataria dell'intervento, i carabinieri della stazione di Badia a Settino. Ma non ci sono stati problemi di ordine pubblico; la protesta degli operai è rimasta sempre nei confini della civiltà. 

Della questione si sono occupati anche i sindacati di categoria. Ieri pomeriggio alle 14 si sarebbe tenuto un summit tra la ditta aggiudicataria e quella subappaltante che avrebbe fatto calmare un po' le acque. 

«Non esistono insoluti tra la ditta che si è aggiudicata i lavori e quella subappaltante, per la quale lavorano gli operai che hanno bloccato il cantiere - ha detto Claudia Villani di Fillea Cgil - si tratta solo di una prassi consolidata per il rispetto della legge secondo la quale il committente ha l'obbligo prima di corrispondere somme a titolo di lavori eseguiti a imprese contraenti di verificare la situazione contributiva e del salario corrisposto ai lavoratori di queste imprese. Gli operai non hanno riscosso l'acconto, ossia un anticipo sulla mensilità. La ditta aggiudicataria dei lavori è in attesa che l'impresa in subappalto fornisca quello che viene chiamato 'documento unico di regolarità contributiva' che attesta la regolarità di pagamenti fatti a Inps, Inail e Cassa edile». La situazione dovrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni. Ieri in tarda serata i lavoratori avevano liberato l'ingresso del cantiere e avevano ripreso l'attività. I sindacati vigileranno comunque sugli sviluppi della questione.

inizio pagina


Quei senza nome che rischiano su un ponteggio

Sei arresti a Montelupo per sfruttamento di clandestini

Un fenomeno in crescita


di Martino Scacciati/ Firenze sull'Unità 2/4/06


LA NOTIZIA è di ieri: i carabinieri di Signa hanno arrestato a Montelupo tre italiani e tre moldavi perché sospettati di sfruttare la manodopera di altri moldavi. Li facevano dormire in un garage e poi, ogni mattina, li caricavano su un Fiorino per portarli a lavorare in un cantiere edile a qualche chilometro di distanza. C’è anche da aggiungere che la ditta accusata di sfruttare i moldavi clandestini aveva ottenuto i lavori attraverso il sub-appalto di un sub-appalto. Con passaggi che coinvolgono anche una ditta di Torre del Greco, il cui titolare di fatto è un pluripregiudicato. Solo un episodio? Tutt’altro: almeno a giudicare dalle cronache quotidiane (ma anche dalle denunce dei sindacati), il capolarato che vede coinvolti dei lavoratori clandestini è un fenomeno in crescita costante. E che preoccupa. Per più di un motivo.

La vicenda di ieri è in qualche modo emblematica. Perché racconta di chissà quanti altri moldavi, rumeni, albanesi, marocchini. Che spinti dalla disperazione di chi non ha nulla da perdere possono diventare per qualcuno «preziosissimi». Sono disposti a sottoporsi a ritmi massacranti, non fanno troppe storie per le condizioni di sicurezza in cui lavorano e, da un punto di vista previdenziale e fiscale, non esistono. Niente di meglio, per imprenditori senza scrupoli, intenzionati a guadagnare sulla compressione dei costi.
Ma che cosa è successo a Montelupo? I carabinieri, guidati dal sostituto procuratore di Firenze Luigi Bocciolini, hanno scoperto che un cittadino moldavo, titolare di una ditta edile, faceva dormire nel garage della propria abitazione (in condizioni piuttosto precarie) diversi connazionali. Tutti clandestini. La mattina un altro moldavo passava con un Fiorino. Lo stipava all’inverosimile di operai e li portava a Gambassi Terme su un cantiere edile. La costruzione di un complesso agrituristico di 70 appartamenti in cui i muratori moldavi svolgevano lavori di finitura.

Quanto ai tre italiani arrestati, erano titolari (uno soltanto un collaboratore) di altre due ditte edili. Una di Empoli e l’altra campana, di Torre del Greco. Quest’ultima si era aggiudicata l’esecuzione dei lavori ma poi li aveva sub-appaltati a quella empolese. Che a sua volta li aveva nuovamente sub-appaltati a due ditte individuali moldave. Passaggi di mano un po’ strani. Tali da destare l’attenzione degli inquirenti che stanno cercando di fare chiarezza. Anche considernando che di mezzo c’è una persona pluripregiudicata.

Pur facendo eccezione per il caso specifico (le indagini sono soltanto ad uno stato embrionale), il primo dato preoccupante è proprio il fatto che sfruttare la manodopera dei clandestini, spesso, può essere la malavita organizzata, infiltratasi attraverso la fessura legale del sub-appalto.

Il problema principale legato a questo tipo di capolarato è tuttavia un altro: la sicurezza dei lavoratori clandestini. Uno dei motivi che spinge ad impiegarli è proprio la disponibilità a lavorare in condizioni approssimative di sicurezza. Perché in questo modo il datore di lavoro, eliminando le spese per l’equipaggiamento e per la formazione, risparmia. Un fatto che, sommato ai turni massacranti di lavoro, moltiplica i fattori di rischio. L’infortunio allora è sempre in agguato. Basta una distrazione, un momento di stanchezza. E il viaggio della speranza si trasforma in viaggio di morte

Sempre a proposito di sfruttamento di clandestini, ieri a Fucecchio, Cerreto Guidi e Castelfiorentino tre imprenditori cinesi sono stati arrestati dai carabinieri. Avrebbero impiegato nelle loro ditte di pelle e confezione di capi di stoffa alcuni loro connazionali sprovvisti di permesso di soggiorno. Tre denunce analoghe ieri anche all’Osmannoro.

inizio pagina


L´inchiesta parte dai controlli sui subappalti in un complesso agrituristico a Gambassi
Sfruttamento dei clandestini in sei finiscono in manette

La procura chiede nuove indagini ai carabinieri dei Ros, per capire se ci sono state infiltrazioni da parte della criminalità organizzata
FRANCA SELVATICI su la Repubblica 2/4/06

Sfruttamento di manodopera clandestina. E´ l´accusa che ha portato in carcere, su ordine del pm Luigi Bocciolini, sei imprenditori, tre italiani, di cui due con precedenti penali o segnalazioni di polizia, e tre rumeni. Le indagini dei carabinieri di Montelupo Fiorentino hanno fatto emergere una situazione di grave illegalità in un grande cantiere a Camporbiano, una frazione di Gambassi Terme, dove è in costruzione un complesso agrituristico composto da settanta piccole abitazioni immerse nel verde destinate a turisti tedeschi. Di subappalto in subappalto, nel cantiere lavoravano sette operai rumeni clandestini di età compresa fra i 41 e i 22 anni. Le condizioni di sicurezza sono al vaglio degli inquirenti. Il cantiere è stato sequestrato.

L´indagine è nata dall´intuizione del maresciallo di Montelupo che una sera ha notato a un distributore un furgone con targa rumena, un´auto e un giovane in motorino. Il giorno successivo ha incrociato di nuovo l´uomo in motorino e l´ha fermato per un controllo. Era un clandestino che ha fornito un indirizzo di Fibbiana, una frazione di Montelupo. Seguendo questa traccia, i carabinieri hanno scoperto che la villetta di Fibbiana era stata presa in affitto da un giovane imprenditore rumeno, Costantin Spataru, 23 anni, titolare della ditta Cristinel, e da sua madre Iulia Popov, di 43 anni, che avevano trasformato il garage in un dormitorio per alcuni connazionali clandestini. Sulle porte erano indicati i nomi degli «inquilini» e i turni di pulizia. Dopo una serie di appostamenti, all´alba di venerdì i carabinieri hanno visto che i lavoratori irregolari venivano fatti salire su un furgone Fiorino di proprietà di un altro imprenditore rumeno, Fiodor Silviu, 27 anni, titolare della ditta edile FS, e condotti nel cantiere di Gambassi Terme.

I carabinieri hanno appurato che i lavori nel complesso agrituristico erano stati commissionati dalla cooperativa Il Leccio di Gambassi Terme all´impresa Euro Edil di Torre del Greco. Il direttore del cantiere, Crescenzo Piccirillo, 44 anni, dipendente della Euro Edil, risulta essere un pluripregiudicato. A sua volta Euro Edil aveva subappaltato i lavori di finitura a una ditta di Empoli, gestita da due imprenditori catanesi, Matteo Costa e Giuseppe Savasta, che, secondo le accuse, si avvalevano per i lavori degli operai rumeni clandestini. Gli inquirenti stanno cercando di capire se nella sequenza di appalti e subappalti siano ravvisabili infiltrazioni della criminalità organizzata. Per tale motivo è stato coinvolto nelle indagini il Ros, la struttura investigativa antimafia dei carabinieri.

inizio pagina


Ancora un infortunio sul lavoro. A Calenzano l´uomo ha battuto la testa
Cade dal muletto, è grave

da la Repubblica 30/3/06

L´assessore denuncia: "Controlli delle Asl a rischio, il ministero ha tagliato i fondi"
E´ caduto da tre metri di altezza ed ha sbattuto la testa. Un operaio albanese di 37 anni si è infortunato gravemente ieri pomeriggio in una ditta di Calenzano. E´ stato trasportato dall´elisoccorso a Careggi dove si sono riservati la prognosi. Ancora un incidente del lavoro in Toscana, ieri pomeriggio alle 18. L´uomo, vive a Prato ed è un lavoratore in regola, impiegato per una ditta di trasporti di Firenze. Secondo le prime ricostruzioni stava caricando un camion dentro il capannone di una ditta di nastri di imballaggio in via di Le Prata. Sarebbe salito sui bracci di un muletto (cosa di per sé irregolare) per chiudere il portellone posteriore del tir ed è finito a terra. Lo hanno subito soccorso i suoi compagni di lavoro che hanno chiamato il 118. Sulla dinamica dell´incidente indagano i carabinieri della compagnia di Signa e gli uomini dell´azienda sanitaria di Firenze.

A Firenze, nel settore dell´edilizia, dall´inizio dell´anno sono morte due persone. A Siena i morti sono stati tre. In piena emergenza l´assessore alla salute Enrico Rossi annuncia che molti dei controlli previsti dalle Asl nei cantieri sono a rischio. «Il ministero del Lavoro ha tagliato i fondi per l´attività ispettiva del 40% - ha detto ieri in Regione rispondendo ad una interrogazione l´assessore alla salute Enrico Rossi - Il risultato è che si ridurrà l´attività di vigilanza già programmata, con effetti negativi sull´andamento degli infortuni. Inoltre, con una circolare del 23 marzo scorso, non inviata alle Regioni, lo stesso ministero ha ridotto a un terzo le sanzioni in materia di regolarità delle assunzioni e addirittura della disciplina prevenzionistica, andando a toccare la competenza delle Regioni. Con questo grave atto di evidente stampo preelettorale si arriva a depotenziare l´apparato sanzionatorio». (mi.bo.)

inizio pagina


Sicurezza sul lavoro, varato il regolamento regionale

di Alessio Schiesari sull'Unità 29/3/06


Nello spazio di pochi giorni in Toscana si sono verificati tre gravi infortuni sul lavoro, che sono costati la vita a due muratori. Forse anche per questo ieri mattina, al seminario sulla sicurezza svoltosi a Palazzo Vecchio, c’era il pienone, e un’ottantina di aspiranti partecipanti sono rimasti fuori. L’occasione era la presentazione del regolamento attuativo della legge regionale 1/2005, che quando il prossimo 14 aprile entrerà in vigore, dovrebbe garantire maggiore sicurezza nei ponteggi dei micro cantieri. E considerando che il 65% degli incidenti mortali sul lavoro sono dovuti ad una caduta, le nuove norme rispondono ad un problema stringente.

Incidenti sul lavoro: da aprile nuova legge per la sicurezza

Ma il regolamento non è la sola iniziativa messa in campo dalla Regione, che in attesa di varare la nuova legge sugli appalti pubblici sta spendendo fondi ed energie per migliorare la sicurezza nei cantieri Toscani. L’obiettivo numero uno è la formazione. E, proprio per aumentare la formazione, un gruppo di esperti andrà a fare lezioni sulla sicurezza direttamente nei cantieri. Inoltre come dimostrano i dati diramati dall’Inail, sul fronte dei controlli la Toscana è un punto di riferimento. Infatti le Asl regionali hanno ispezionato lo scorso anno il 16 per cento dei cantieri toscani, a fronte di una media nazionale che arriva a malapena al 6 per cento. 

A Firenze l’Asl 10 ha effettuato lo scorso anno 214 sopralluoghi in più rispetto al 2004, visitando in tutto 630 cantieri. Inoltre nel 2005 i morti per infortunio sul lavoro in tutta la regione sono stati 17, proseguendo nel trend di decremento rispetto al picco delle 22 morti registrate nel 2001. Ma, nonostante il trend positivo e i tanti controlli, i cantieri toscani sono lontani dal potersi definire sicuri. Infatti con 4,31 casi di morte o invalidità permanente ogni 1000 addetti (percentuale che sale al 4,34 a Firenze) la Toscana supera, seppur di poco, in questa triste classifica la media nazionale, che si attesta intorno al 4,25. Va ancora peggio se consideriamo tutti gli infortuni: infatti mentre a livello nazionale ci sono 58,7 infortuni ogni mille addetti, la media regionale è ben più alta, arrivando a 65,21 incidenti ogni mille lavoratori. Va un pò meglio a Firenze, che con 62,55 infortuni ogni mille addetti si colloca in una posizione intermedia tra il dato regionale e quello nazionale.

inizio pagina


Su 630 aree controllate la Asl ha rilevato 668 violazioni. Sopralluoghi nel 16% dei siti
Metà dei cantieri edili non in regola per la sicurezza

MICHELE BOCCI su la Repubblica 29/3/06

In metà dei cantieri edili controllati nel 2005, i tecnici della prevenzione della Asl di Firenze hanno riscontrato violazioni delle norme di sicurezza. E in molti casi le contestazioni, dal sequestro alla semplice imposizione di rimuovere piccole irregolarità, hanno riguardato più di un problema: su 630 luoghi di lavoro visitati sono stati presi 668 provvedimenti. I tecnici hanno fatto l´anno scorso 1219 sopralluoghi. Ma i cantieri aperti in questo momento in città sono oltre 3 mila. 

«Non possiamo controllarli tutti, anche se in Toscana andiamo bene visto che visitiamo il 16% dei cantieri contro il 6% della media nazionale - spiega Giuseppe Petrioli direttore della prevenzione Asl - Ma i posti da controllare sono davvero tanti, e molte volte si tratta di piccole ristrutturazioni, dove il lavoro cambia di giorno in giorno e richiederebbe visite continue. Impossibile». Proprio in un cantiere piccolo, sabato è morto un operaio rumeno, caduto da un terrazzo senza protezioni. «La prevenzione degli incidenti non può basarsi solo sul nostro controllo - spiega Petrioli - ma anche su quello di figure indicate dalla legge: i coordinatori per la sicurezza, il responsabile dei lavori e il committente. Chi ristruttura il suo appartamento deve scegliere ditte in grado di lavorare in sicurezza e coordinatori adeguati. Se non lo fa e avviene un incidente, rischia». E infatti proprio per quanto successo sabato la Asl ha proposto al magistrato di valutare anche la posizione del padrone di casa quando si tratterà di iscrivere i nomi sul fascicolo di indagine per omicidio colposo. «E´ necessario lavorare anche sulla cultura delle imprese - chiude Petrioli - Ci sono sempre più ditte individuali di immigrati che utilizzano la costituzione dell´impresa per regolarizzarsi ma che non hanno fatto adeguata formazione sulla sicurezza».

Le cadute dall´alto rappresentano circa il 70% degli incidenti in edilizia (e a Firenze sono già due i morti per questo motivo nel 2006), che nel 2000 e nel 2001 hanno ucciso 22 lavoratori, 18 nel 2002, 19 nel 2003 e 2004 e 17 nel 2005. «Si tratta della grande emergenza insieme agli incidenti stradali», commenta Graziano Cioni, l´assessore alla salute di Palazzo Vecchio, dove ieri si è tenuto un seminario sulla sicurezza nei cantieri edili. Si è annunciata anche la nuova legge regionale che dal 14 aprile impone i sistemi anticaduta per chi lavora sulle coperture. E sempre ieri a Firenze sono stati condannati per lesioni colpose, uno a un mese, l´altro ad un mese e mezzo, responsabile di cantiere e titolare di una ditta che svolgeva lavori nell´area di Novoli, dove un operaio si ferì cadendo in una buca.

inizio pagina


Tragico volo dall’impalcatura per un muratore rumeno

La tragedia ieri mattina nel centro storico di Firenze. Un altro morto sul lavoro a Quarrata: un imprenditore è stato schiacciato da un camion

da l'Unità 26/3/06

OTTO METRI di volo sotto gli occhi del figlio. Fino a terra. Fin sul selciato di una corte interna. È là che Nikolai Ionita, muratore rumeno, 56 anni, ha sbattuto la testa ed è morto. Un volo di otto metri per un parapetto o un’imbracatura che non c’erano. Ma che avrebbero dovuto esserci. E’ successo ieri mattina alle 9 in un cantiere di Corso Tintori, pieno centro a Firenze. Ionita stava realizzando, insieme al figlio e ad altri operai, la spalletta di un terrazzo, al secondo piano. E per questo si trovava su un ponteggio. 

Un’ impalcatura che, secondo i primi accertamenti effettuati dalla Polizia e dall’Asl, sarebbe però stata sprovvista di parapetto. Ionita e colleghi avrebbero cioè lavorato senza seguire le più elementari norme anti-infortunistiche. Perché in alternativa al parapetto, la normativa prevede un’imbracatura. Ma l’uomo era sprovvisto anche di quella. Un momento di distrazione o di perdita dell’equilibrio e Iontia è finito sul selciato di una corte interna (per chiarire le dinamiche esatte della morte è stata comunque aperta un’indagine, condotta dal pm Fernando Prodomo).
Subito dopo la caduta, gli altri operai sarebbero inoltre dati alla fuga. Molto probabilmente perché irregolari.

Cgil e Fillea (il sindacato di categoria) riconducono l’episodio di ieri al ricorso in edilizia al lavoro autonomo: «Sempre più frequente perchè riduce i costi delle imprese. Piuttosto che assumere manodopera si preferisce infatti far operare lavoratori con partita iva o artigiani. Lavoratori quindi che più difficilmente accedono ai percorsi di formazione». «Un fenomeno - concludono i sindacati - accentuato dalla legge Bossi Fini che, costringendo chi perde il posto di lavoro alla irregolarità, spinge a trasformarsi in lavoratori autonomi».

Per Andrea Manciulli, coordinatore della segreteria dei della Toscana, «quello degli incidenti sul lavoro è un fenomeno preoccupante, per il quale dobbiamo continuare sulla strada dell’impegno, insieme, di istituzioni e sindacati e della sensibilizzazione delle imprese». «La politica - ha proseguito Manciulli - deve riportare al centro della propria azione un’idea alta di lavoro: perché ci sia sicurezza serve serve qualità del lavoro. Per questo dobbiamo intervenire contro la precarizzazione, l’illegalità e il lavoro nero e tutelare la sicurezza anche dei lavoratori immigrati.
Concorde con Manciulli, l’assessore al lavoro del comune di Firenze Riccardo Nencini: «un altro morto sul lavoro è un dato insopportabile». Per questo ha annunciato che «l’amministrazione comunale porrà maggiore attenzione alla vigilanza dei cantieri con i nostri organi di controllo controllo ». E aggiunge: «Invitiamo lo Stato a fare altrettanto».

inizio pagina


Cade dal terrazzo, muore sul colpo
E´ un muratore rumeno. Un´altra vittima a Quarrata

Lavorava alla ristrutturazione di una casa in Corso Tintori, è volato per sei metri e ha battuto su una transenna
Cantiere non in regola con le norme di sicurezza, imposto il divieto d´uso
Nel secondo incidente il titolare di un´azienda schiacciato da un camion nel piazzale
MICHELE BOCCI su la Repubblica 26/3/06

Un grande terrazzo senza parapetto, un operaio che mentre costruisce un muretto si sbilancia e cade giù, per sei metri e mezzo. La seconda vittima del lavoro nel 2006 a Firenze si chiamava Dumitru Ionita, era un rumeno regolare di 56 anni che stava ristrutturando una casa in pieno centro città, in corso Tintori. Non è stata l´unica morte bianca ieri in Toscana. Un uomo di 45 anni di Quarrata, Gennaro Stora, è stato schiacciato da un camion mentre si trovava nel cortile della sua azienda. Due decesso in una mattinata, per di più di sabato, e scoppiano di nuovo le polemiche sulla sicurezza.

«Mio padre non doveva nemmeno lavorare oggi. Adesso devo dire a mia madre che vive in Romania quello che è successo». Il figlio di Dumitru Ionita è il titolare dell´azienda che realizza la ristrutturazione del grande appartamento di corso Tintori. E´ anche il responsabile dei lavori. Si trovava a casa quando un operaio che lavorava con suo padre lo ha avvertito per telefono di quello che era successo. «E´ sabato, non era previsto che venisse qui oggi», dice fumando una sigaretta dopo l´altra e abbracciando la sua fidanzata. Lui e l´uomo che lo ha avvisato, una altro cittadino rumeno, vengono portati in questura e identificati. L´operaio racconta alla polizia che Dumitru Ionita lo ha chiamato dal grande terrazzo che affaccia su una corte interna chiedendogli di preparargli un secchio di cemento e poi di tornare ad imbiancare il bagno. E´ da questa stanza che ha sentito le sirene. Si trattava dei soccorritori del suo compagno, avvertiti da una donna che abita in un appartamento vicino.

L´operaio è caduto per sei metri e mezzo, ha sbattuto su una transenna ed è morto sul colpo, tanto che il medico del 118 non ha nemmeno provato a rianimarlo. Sono arrivate anche le volanti della polizia e i tecnici della medicina del lavoro della Asl. Sono loro a preparare la relazione per il magistrato che dovrà trovare le eventuali responsabilità dell´incidente. In corso Tintori ieri mattina sono arrivati anche il sindaco Leonardo Domenici e l´assessore al lavoro Riccardo Nencini.

Certamente il terrazzo da cui è caduto l´operaio non era in regola con le norme sulla sicurezza. Anche per questo gli uomini dell´azienda sanitaria hanno posto il divieto d´uso sul cantiere. Il proprietario dell´appartamento in ristrutturazione, che ieri era fuori Firenze, aveva notificato l´avvio dei lavori e pure nominato il responsabile del cantiere, un geometra italiano esterno all´azienda incaricata dei lavori. Una questione da chiarire riguarda se Dumitru Ionita fosse titolare di un´azienda individuale (come succede per molti artigiani) o dipendente del figlio, anche lui regolare in Italia da cinque anni. Alla Cgil risulta che la ditta di quest´ultimo non fosse nemmeno iscritta alla cassa edile. Si cerca anche di capire se, come avrebbe riferito un testimone, fossero state tre le persone al lavoro ieri mattina, una delle quali si sarebbe allontanata.

A Quarrata, invece, Gennaro Stora è morto schiacciato dal camion condotto dal nipote di 21 anni. L´uomo, sposato e padre di due figli, era il titolare dell´azienda di forniture idrauliche dove è avvenuto l´incidente. E´ rimasto schiacciato fra il veicolo e il muro esterno della fabbrica. Sull´episodio indagano i carabinieri e la medicina del lavoro della Asl di Pistoia.

LE REAZIONI
La rabbia dei sindacati: disapplicate le norme sulla sicurezza
"Da 5 anni aspettiamo la legge sugli appalti"

"Avrebbe introdotto regole più ferree per creare aziende edili"
MARZIO FATUCCHI

Dietro gli incidenti nell´edilizia, c´è anche il boom di imprese individuali. A Firenze, denuncia le Fillea Cgil, sono ormai oltre mille, moltissime create da extracomunitari: «Un fenomeno accentuato dalla legge Bossi Fini che, costringendo alla irregolarità, spinge i lavoratori che perdono il posto di lavoro a trasformarsi in lavoratori autonomi: un fenomeno sempre più frequente in edilizia anche perché riduce i costi delle imprese che piuttosto che assumere manodopera preferiscono far operare lavoratori con partita Iva o artigiani. Lavoratori che più difficilmente accedono ai percorsi di formazione» spiegano Flavia Villani della Fillea Cgil e Andrea Montagni della Camera del lavoro, che chiedono più attenzione da parte della Camera di commercio e delle associazioni di categoria. 

«Ormai, è più facile aprire una impresa edile che un negozio da parrucchiera» incalza Manola Cavallini, sempre della Fillea Cgil, che attacca anche la Regione: «In Toscana, da cinque anni, dopo la riforma del titolo V della Costituzione, potevamo fare una legge regionale sugli appalti: era un modo per correggere alcuni elementi peggiorativi della legge Merloni, introdotti negli ultimi anni». La legge regionale dovrebbe toccare appalti e subappalti, dove si concentrano gli incidenti sul lavoro, facendo privilegiare nei bandi pubblici le aziende con meno infortuni o che investono sulla sicurezza: «E, per il settore privato, la legge – dice Cavallini - poteva introdurre regole più ferree per creare aziende edili», in modo da evitare che i lavoratori dipendenti possano essere mascherati da piccoli imprenditori. «Ora per diventare imprenditore edile basta pagare una tassa: ma è anche vero che la legge regionale 1 sull´urbanistica obbliga già, per esempio, alla regolarità contributiva: per rilasciare una Dichiarazione di inizio attività, come il caso di corso Tintori, e dare l´agibilità deve essere presentato questo documento. L´imprenditore, lo aveva consegnato? Mi auguro si indaghi». 

Insomma, insiste Cavallini, nonostante le norme ci siano, nonostante le leggi regionali sulla sicurezza siano tra le più avanzate d´Italia, nonostante gli aumenti degli investimenti sulla sicurezza, la Toscana vede ogni settimana, da anni, un incidente mortale: «Rimane il paradosso di questo stillicidio: riusciamo a tradurre in comportamenti queste norme?». 

«Basta a questo lungo bollettino di guerra» aggiunge Nicola Longo della Filca Cisl di Firenze, che ricorda le richiesta avanzate alle istituzioni: «Far sì che i lavoratori neo assunti abbiano prima di entrare in cantiere una formazione di base; ricordare ai lavoratori più esperti, con riunioni informative e formative, che la ripetitività del lavoro deve avere sempre la giusta attenzione; istituire una patente a punti, una sorta di licenza, che può essere ritirata a fronte di irregolarità da parte dell´impresa sia sul versante delle norme antinfortunistiche che previdenziali; creare la figura del rappresentante dei lavoratori alla sicurezza territoriale». 

D´accordo l´assessore fiorentino Riccardo Nencini, che con il collega Graziano Cioni si è recato ieri al cantiere: «In questo periodo si registra la ripresa di una intensa attività di ristrutturazioni, ma questo certo non giustifica quanto accade: la sicurezza deve essere sempre garantita». Nencini e Cioni promettono più controlli, «e invitiamo lo Stato a fare altrettanto».

inizio pagina


LA TRAGEDIA Corso Tintori, perde la vita un muratore rumeno: è precipitato da un mezzanino di un appartamento in ristrutturazione

Muore cadendo da un terrazzo

da la Nazione 26/3/06

Dumitru Ionita, 56 anni, era arrivato in Italia circa cinque anni fa. Non credeva di trovare l’America, ma un posto più tranquillo dove poter lavorare, come muratore e imbianchino, senza fare la fame come al suo Paese. Ieri mattina è morto, intorno alle nove, precipitando dalla terrazza-mezzanino di un appartamento in ristrutturazione, che si affaccia su una corte interna. L’uomo aveva da poco cominciato la giornata il lavoro nella parte di casa al primo piano del palazzo al numero 33 di Corso Tintori. Pare che Ionita fosse impegnato nel rifacimento della soglia che da una finestra del grande appartamento si apre sul mezzanino e, di qui, sulla corte interna. Non c’è ringhiera, né altro tipo di protezione, in quel punto come hanno subito accertato i poliziotti, gli incaricati dell’Asl e i sindacalisti di Fillea-Cgil, intervenuti in corso Tintori. Ed è da qui che purtroppo è caduto Dimitri: un volo da un’altezza non inferiore ai sei metri, e concluso purtroppo su una transenna in ferro che, appoggiata in terra, in mezzo alla corte, è stata orribilmente piegata in corrispondenza del punto su cui si è abbattuto il manovale romeno. Dumitru Ionita è stato portato via dallo stabile già morto: troppo gravi le lesioni con emorragie interne provocate dal terribile impatto. Inutile l’intervento dei medici e sanitari inviati dal 118.

Mentre gli agenti procedevano negli accertamenti (avvisati da un’inquilina dell’appartamento, sono potuti accedere alla corte interna attraverso il vicino corriere spedizioni «Mail Boxes Etc» di Francesca Masacchi, 28 anni, fatto aprire appositamente) è arrivato sul posto, accompagnato dalla fidanzata, anche uno dei figli della vittima: Ion Ionita, a cui è intestata l’impresa esecutrice dei lavori, come risulta dall’avviso affisso all’esterno del palazzo. E in cui c’è scritto che («da luglio» spiega un altro vicino) è in atto per conto di un privato, un ’restauro conservativo al piano terreno e al primo piano’. Il direttore dei lavori è un geometra.

«Non doveva venire a lavorare essendo rosso (festivo?, n.d.c.) nel calendario. Non capisco». E’ il figlio di Dimitri che parla, prima di essere accompagnato in questura per i tristi, doverosi adempimenti del caso. Poco prima di lui era stato fatto salire su un’altra auto della polizia anche un giovane, un manovale, che pare si trovasse insieme a Dumitru al momento della tragedia. Nell’immediato, preso dallo sconforto, si sarebbe allontanato da corso Tintori, per poi ritornare e presentarsi agli agenti. Prima aveva detto: «Ero con lui, mi aveva appena detto ’vai nell’altro bagno e fai quello che hai fatto ieri’, preparare la calcina, imbiancare...». Fillea-Cgil è stata sul posto attraverso l’incaricato Stefano Pini; parallelamente negli uffici del sindacato è cominciata la ricerca e la verifica di tutti i documenti attestanti la regolarità della ditta: iscrizione alla Cassa Edile e alla Camera di Commercio, deposito della «Dia», dichiarazione di inizio attività. Per quanto riguarda l’osservanza delle norme sulla sicurezza nel cantiere, indagherà la procura, sentiti i tecnici. Il pm di turno, Prodomo, ha aperto un fascicolo. Intanto l’Asl ha imposto il divieto d’uso del cantiere. g.sp.

IL SINDACATO«Tante nuove imprese senza controlli»
«Troppe vittime sul lavoro» La Cgil rilancia l’allarme

Cgil rilancia l’allarme vittime del lavoro, specie nel settore dell’edilizia. «Quell’uomo è caduto dall’alto per assenza di protezioni. C’è stato un fuggifuggi all’arrivo di soccorsi e polizia. Sul terreno la vittima, titolare dell’azienda, accanto il figlio». Il sindacato ha avviato subito accertamenti: «L’azienda — si legge in una nota — non è iscritta alla Cassa edile e potrebbe non essere iscritta in nessuna camera di commercio: quindi non dovrebbe avere dipendenti. Nessuna spiegazione per altri presenti nel cantiere. In Toscana c’è una legge per la prevenzione dei rischi di caduta. Ci sono risorse pubbliche per la formazione. Sindacato e istituzioni sono impegnati a far si che questa coinvolga dipendenti e titolari delle imprese individuali. In provincia ci sono oltre mille nuove imprese i cui titolari sono privi di formazione anche per scarsa conoscenza della possibilità di effettuarla. C’è bisogno di un impegno maggiore da parte delle imprese e delle Camere di Commercio: irregolarità, lavoro nero, disinformazione, scarsi controlli possono ridurre il costo di una ristrutturazione, ma trasformano i committenti privati in responsabili degli infortuni e delle morti nei cantieri. Il ricorso al lavoro autonomo è fenomeno sempre più frequente: riduce i costi delle imprese che preferiscono far operare lavoratori con partita iva o artigiani, che più difficilmente accedono ai percorsi di formazione. Il fenomeno è accentuato dalla legge Bossi Fini che, costringendo alla irregolarità i lavoratori che perdono il posto, li spinge a trasformarsi in lavoratori autonomi».

inizio pagina


Dichiarazione della categoria degli edili e della CGIL

Irregolarità, lavoro nero, disinformazione, scarsi controlliCausa di morte nei cantieri

La situazione aggravata dalla Bossi-Fini. Necessita un forte impegno per la formazione

Un nuovo morto sul lavoro. Un piccolo cantiere. Una caduta dall’alto per assenza di protezioni. Il fuggifuggi all’arrivo dei soccorsi e della polizia. Sul terreno la vittima, il titolare dell’azienda, un cittadino rumeno, accanto a lui il figlio, impotente testimone.

L’azienda non è iscritta alla Cassa edile, e potrebbe non essere iscritta in nessuna camera di commercio in Italia, dunque non dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, avere dipendenti. Nessuna spiegazione dunque per gli altri presenti nel cantiere. In Toscana c’è una legge specifica per la prevenzione dei rischi di caduta dall’alto in edilizia. Ci sono risorse pubbliche per la formazione. Il sindacato e le istituzioni sono impegnati a far si che questa coinvolga non solo i dipendenti ma anche i titolari delle imprese individuali. In provincia di Firenze ci sono oltre mille nuove imprese individuali i cui titolari sono privi di qualsiasi formazione anche per scarsa conoscenza della possibilità di effettuarla. C’è bisogno di un impegno maggiore da parte delle associazioni delle imprese ed anche delle Camere di Commercio presso le quali le imprese si registrano. Tutti devono essere consapevoli che irregolarità, lavoro nero, disinformazione, scarsi controlli possono ridurre il costo di una ristrutturazione ma trasformano i committenti privati, esattamente come lo sono quelli pubblici, in responsabili obbiettivi degli infortuni e delle morti nei cantieri.

Il ricorso al lavoro autonomo è un fenomeno sempre più frequente in edilizia perché riduce i costi delle imprese che piuttosto che assumere manodopera preferiscono far operare lavoratori cobn partita iva o artigiani. Lavoratori quindi che più difficilmente accedono ai percorsi di formazione.

Il fenomeno è accentuato dalla legge Bossi Fini che, costringendo alla irregolarità, i lavoratori che perdono il posto di lavoro, li spinge a trasformarsi in lavoratori autonomi.

Andrea Montagni, Segretario Camera del Lavoro di Firenze

Flavia Villani, Segretaria  Fillea CGIL Firenze

inizio pagina


FIRENZE
Morto a Careggi l’operaio caduto da una impalcatura al suo secondo giorno di lavoro

da l'Unità 21/3/06

È morto la scorsa notte all’ospedale di Careggi l’operaio di 51 anni caduto da un’impalcatura l’8 marzo scorso a Firenze in piazza Ghiberti. L’uomo a salma era dipendente di una ditta che lavora in subappalto per l’impresa incaricata della ristrutturazione del complesso che ospita «La Nazione». L’8 marzo, per cause ancora in corso d’accertamento, l’uomo, al suo secondo giorno di lavoro, era precipitato da un’impalcatura del cantiere, cadendo da oltre tre metri. Immediatamente soccorso dai colleghi, l’operaio era stato trasportato a Careggi dove era stato ricoverato in prognosi riservata. Sul luogo dell’incidente erano intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile e i tecnici della Asl, che nei giorni scorsi sono tornati sul cantiere per un nuovo sopralluogo.

inizio pagina


L´ACCUSA
La Cgil: l´operaio grave la ditta irregolare

da la Repubblica 10/3/06

«DOMENICO è venuto da lontano, da Afragola, per trovare un lavoro che dovrebbe essere sicuro e regolare», inizia la sua dura dichiarazione la segretaria degli edili della Cgil di Firenze, Manola Cavallini dopo l´incidente sul lavoro, mercoledì scorso, dell´operaio caduto dall´impalcatura di un cantiere in piazza Ghiberti. «Siamo stufi di sentir parlare di disgrazie, anche un solo infortunio è un infortunio di troppo», dice Cavallini che denunzia: «Ieri Domenico è caduto dall´alto di uno dei cantieri che stanno facendo bella e ammodernando Firenze. E adesso le uniche certezze che abbiamo è che il lavoratore è in gravi condizioni e che l´impresa, anch´essa venuta da Afragola, non è iscritta a nessuna delle Casse edili della provincia, con un´evidente violazione contrattuale e legislativa. Altre violazioni soprattutto in materia di sicurezza saranno verificate e accertate dagli organi competenti, compresa la magistratura che ha posto sotto sequestro il cantiere». (i.c)

inizio pagina


CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

 

Ai caporedattori dei mezzi di informazione

Vi inviamo un intervento di Manola Cavallini , Segretaria del sindacato degli edili di Firenze, Fillea Cgil, sul grave incidente sul lavoro di ieri accaduto in città

Vista l’importanza dell’argomento vi chiediamo una particolare attenzione.

Eccovi il testo:

Siamo stufi di sentir parlare di disgrazie, di disattenzioni, di fatalità, anche un solo infortunio è un infortunio di troppo.

Ieri è caduto un lavoratore da circa 6/7 metri, stava lavorando in un cantiere di questa città, uno dei cantieri che stanno facendo più bella Firenze, che la stanno rinnovando e ammodernando.

Domenico è venuto da lontano (Afragola) per un lavoro che dovrebbe essere sicuro e regolare.

Le uniche certezze che abbiamo sono che il lavoratore è in gravi condizioni e che l’impresa per cui si dice lavorava, anch’essa venuta da Afragola, non è iscritta in nessuna della Casse Edili di questa provincia, con una evidente violazione contrattuale e legislativa, altre violazioni soprattutto in materia di sicurezza saranno verificate e accertate dagli organi competenti, compresa la magistratura che ha posto sotto sequestro la parte di cantiere interessata dall’infortunio.

Di insicurezza nel lavoro si continua a parlare, di insicurezza si può ancora morire o rimanere con grandi invalidità, questa è un’altra certezza.

Di questo le cronache ci raccontano troppo spesso.

La Regione Toscana insieme alla ASL 10 e agli enti bilaterali di formazione del settore edile sono impegnati in una campagna di FORMAZIONE, specifica per le CADUTE DALL’ALTO, auspichiamo che molti lavoratori siano coinvolti e che anche questa occasione diventi un momento importante per far crescere quella cultura della sicurezza che serve per contare meno morti o infortunati.

Su questo gli imprenditori non possono chiedere sconti e libertà da norme e vincoli che denotano la civiltà di un PAESE. Il nostro Paese.

In attesa che la magistratura e le autorità competenti facciano piena luce sulla dinamica dell’incidente, Fillea CGIL esprime solidarietà alla famiglia del lavoratore coinvolto, perché stava svolgendo un lavoro al quale "forse" non era adeguatamente preparato o "forse" perché erano insufficienti le protezioni individuali e collettive. Le indagini ci diranno.

Siamo ancora una volta a domandare di chi sono le responsabilità? Di certo non del lavoratore o dei suoi compagni di lavoro.!!!

E ancora una volta "forse" è mancato un controllo più attento e approfondito del committente rispetto alla selezione delle imprese: imprese che devono essere dotati di idonee attrezzature e lavoratori professionalmente preparati e consapevoli dei rischi DEL LAVORO, per competere in un mercato che deve avere al centro la "qualità" del prodotto, dell’impresa e la professionalità dei lavoratori.

Speriamo che si possano accertare i fatti e che vengano individuati i responsabili. Siamo stufi di sentir parlare di disgrazie, di disattenzioni, di fatalità, anche un solo infortunio è un infortunio di troppo.

Manola Cavallini Fillea-CGIL

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

inizio pagina


L´uomo, di Afragola, lavorava in un cantiere sul retro del palazzo della Nazione
Operaio a Firenze da un giorno cade da quattro metri: in fin di vita
L´impalcatura su cui si trovava circonda il prefabbricato di una società di leasing
Forse è stato colto da malore: testimoni lo hanno visto sbracciarsi prima di volare giù

MICHELE BOCCI su la Repubblica 9/3/06

E´ caduto dal secondo piano di un´impalcatura, quattro metri di vuoto e poi l´impatto con il suolo che gli ha provocato fratture alla testa e al torace. L´ultima vittima del lavoro in Toscana è un cinquantaduenne di Afragola (Napoli) che lavorava a Firenze da un giorno. La prognosi è riservata, le sue condizioni sono disperate. L´incidente è avvenuto ieri mattina in un cantiere che si trova sul retro della sede della Nazione, in piazza Ghiberti. L´uomo stava lavorando ad un prefabbricato in un´area che un tempo apparteneva al giornale e che è stata alienata ad una società di leasing. E´ quest´ultima oggi il committente dei lavori, in parte di ristrutturazione e in parte di costruzione di edifici da destinare ad attività commerciali e uffici. L´impalcatura su cui lavorava l´uomo ferito circonda un prefabbricato. 

Dalla strada due testimoni hanno visto l´operaio sbracciarsi prima di cadere, forse a causa di un malore. Comunque sia la Asl ha rilevato l´assenza nell´impalcatura di un "battipiede" e di un "corrente intermedio" (una protezione sotto la ringhiera), dispositivi che impediscono di precipitare a chi scivola. 

Il magistrato di turno, Francesco Pappalardo ha sequestrato il cantiere. Gli uomini della sicurezza sul lavoro dell´azienda sanitaria hanno trovato alcune irregolarità in altre zone dello stesso cantiere e hanno dato un termine entro cui risolverle, pena la chiusura. Se la Asl si occupa dello stato dei luoghi, la procura e i carabinieri stanno ricostruendo il rapporto di lavoro dell´uomo. E´ impiegato per una ditta di Afragola che da pochi giorni aveva ricevuto un incarico in subappalto (la ditta principale è toscana) e che dispone di quattro lavoratori, tutti campani. L´uomo caduto ieri sarebbe stato assunto solo lunedì, e si sta accertando se il rapporto di lavoro fosse in regola oppure al nero. L´allarme al 118 lo hanno dato i colleghi dell´operaio. In quel momento nel cantiere c´erano una decina di persone, nessuno ha saputo spiegare cosa faceva sul ponteggio la vittima. L´ambulanza lo ha trasportato al pronto soccorso di Careggi da dove dopo le prime cure è stato indirizzato alla neurochirurgia per un grosso ematoma alla testa.

Proprio ieri mattina il vicepresidente della giunta regionale Federico Gelli ha annunciato ad un convegno delle Acli una nuova legge sugli appalti pubblici che definirà anche nuove e più ferree regole per garantire la sicurezza dei lavoratori. L´assessore alla salute Enrico Rossi ha invece spiegato che la Regione nel triennio 2005-2007 impegna per la sicurezza investimenti di oltre 12 milioni di euro.

inizio pagina


FIRENZE
Precipita da un’impalcatura: è gravissimo un operaio

da l'Unità 9/3/06

UN VOLO di quasi quattro metri, giù a capofitto dal ponteggio su cui stava lavorando: un operaio è caduto da un’impalcatura in piazza Ghiberti a Firenze mentre lavorava nel cantiere per l’intervento di ristrutturazione al complesso che ospita i locali del quotidiano «La Nazione». L’incidente è avvenuto ieri mattina intorno alle 9.20. Secondo quanto è emerso, l’uomo, 51 anni, di Afragola (Na) è un dipendente regolarmente assunto della ditta che ha avuto in subappalto i lavori dall’impresa edile incaricata della ristrutturazione. 

Dopo l’infortunio è stato immediatamente soccorso dai compagni di lavoro, che hanno chiamato il 118. L’operaio è stato subito trasportato in ambulanza all’ospedale di Careggi, dove è ricoverato in prognosi riservata: ha riportato un trauma cranico e un’emorragia interna. Le sue condizioni sono gravissime. La dinamica della caduta non è ancora chiara, anche perché non c’era nessuno vicino all’uomo quando è caduto: l’unica cosa certa è che l’uomo si è improvvisamente accasciato ed è precipitato da un’altezza di circa tre metri e mezzo. Ma non è escluso che all’origine della caduta ci sia un malore, forse un attacco epilettico. La parte del cantiere dove è avvenuto l’incidente è stata posta sotto sequestro. 

Sul posto, oltre al personale di un’ambulanza e ai carabinieri del nucleo radiomobile, sono intervenuti anche i tecnici dell’unità funzionale prevenzione igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl, che hanno svolto i primi accertamenti per valutare eventuali responsabilità e verificare che il ponteggio da cui l’uomo è precipitato fosse a norma. Le indagini sono coordinate dal pm Francesco Pappalardo.

inizio pagina