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Ferrovie, i sindacati lanciano l’allarme: nel 2006 venti aggressioni a capitreno 

da l'Unità 16/9/06

Treni toscani «terre di nessuno»? Dall'inizio dell’anno a oggi - riferiscono i sindacati - sono state venti le aggressioni gravi (concentrate nel periodo estivo) ai danni dei capitreno che viaggiano sui 600 convogli toscani. Praticamente il doppio di quelle che si erano verificate nell’intero 2005. A lanciare l’allarme sono le segreterie regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil, che rendono noti una serie di episodi, regolarmente denunciati, di malmenaggio nei confronti del personale che lavora sui treni (che in un caso avrebbero portato anche a venti giorni di prognosi), denunciando i danni non soltanto fisici ma anche psicologici riportati dalle vittime. «L'episodio più grave c'è stato il 7 giugno scorso alla fermata delle Piagge, sulla linea Firenze-Livorno - racconta Monica Santucci della Filt-Cgil - una donna capotreno è stata minacciata con una pistola da un passeggero che aveva fatto scendere perché privo di biglietto». 

Per affrontare la questione si è tenuta giovedì una riunione con la prefettura di Firenze, la Regione, la Polfer e Trenitalia, in cui le associazioni sindacali hanno proposto di dare vita a delle campagne informative sull'argomento: «Vogliamo far passare il messaggio che il ferroviere non è responsabile dei disservizi, ma anzi è il primo che subisce i disagi, ad esempio della cattiva manutenzione», attacca Michele Galli della Uilt-Uil. Che aggiunge: «I passeggeri riversano sui controllori le loro insofferenze per i disagi». Le sigle sindacali affermano inoltre che, per la prima volta, Trenitalia ha ammesso l’esistenza del problema, e chiedono anche nuove assunzioni: «Per mancanza di personale, in un convoglio su due il capotreno è confinato in cabina con il macchinista - afferma Stefano Boni della Fit-Cisl - noi invece vorremmo riportare i capitreno nelle carrozze». Una nuova riunione è prevista tra circa due mesi. Olivia Bongianni

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PREFETTURA L’incontro chiesto da Cgil, Cisl e Uil

Aggressioni del personale sui treni Summit tra istituzioni e sindacati

da la Nazione 15/9/06

Si è svolto in Prefettura un incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali di categoria, finalizzato all’approfondimento delle problematiche connesse al recente denunciato incremento delle aggressioni al personale viaggiante a bordo dei treni toscani. A partire dall’anno in corso si è infatti rilevata una sostanziale crescita del fenomeno.
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti dell’assessorato regionale ai Trasporti, del compartimento Polfer, della direzione regionale della Toscana di Trenitalia e delegazioni sindacali delle segreterie Filt–Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti. Il Compartimento di Polizia Ferroviaria presterà attenzione agli episodi in questione. Trenitalia e Regione Toscana si sono dichiarate disponibili a proseguire attraverso riunioni con le stesse organizzazioni una puntuale verifica, l’approfondimento ed il monitoraggio del fenomeno.

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Lo strumento fortemente osteggiato dai ferrovieri obbliga il macchinista a premere un pedale ogni 55 secondi
Vacma, condannata Trenitalia
Il giudice: "Comportamento antisindacale, l´impianto va tolto"

da la Repubblica 18/8/06

E´ la prima sentenza in Toscana di un giudice del lavoro contro il Vacma, il dispositivo installato sui treni che costringe il macchinista a tenere appoggiato il piede sulla pedana (in tal modo si attua il controllo di presenza) e a premere e rilasciare il pedale ogni 55 secondi (per confermare che è vigile). Il presidente della sezione lavoro del tribunale di Firenze, Giampaolo Muntoni, ha ordinato a Trenitalia di adempiere agli accordi sottoscritti con i sindacati, con i quali la stessa Trenitalia si è impegnata a disattivare progressivamente dai locomotori il dispositivo di vigilanza Vacma, che viene chiamato comunemente «uomo morto» e che dieci Asl in tutta Italia hanno già dichiarato inidoneo a garantire la sicurezza dei trasporti ferroviari. Il giudice del lavoro ha così accolto il ricorso presentato dal sindacato Orsa e, in un decreto depositato ieri mattina, ha addirittura dichiarato antisindacale il comportamento di Trenitalia.

La disputa tra Trenitalia e i sindacati dei ferrovieri va avanti da molto tempo. Secondo macchinisti e esperti delle Asl, il dispositivo, così come è congegnato, rischia di rendere più insicura la guida del treno, perché impone al macchinista elementi di ripetitività e monotonia vietati dalla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e perché compromette la sua attenzione verso l´esterno, cioè verso il percorso e i segnali.

Nel mirino il dispositivo di vigilanza chiamato "uomo morto" e dichiarato inidoneo da dieci Asl in Italia
"Comportamento antisindacale"
Il giudice condanna Trenitalia ad eliminare il Vacma

Il macchinista deve premere e rilasciare un pedale ogni 55 secondi
Secondo le Ferrovie in questo modo viene garantita la sicurezza dei passeggeri
FRANCA SELVATICI su la Repubblica 18/8/06

Trenitalia deve adempiere agli accordi sottoscritti con i sindacati, con i quali si è impegnata a disattivare progressivamente dai locomotori il dispositivo di vigilanza Vacma, che viene chiamato comunemente «uomo morto» e che dieci Asl in tutta Italia hanno già dichiarato inidoneo a garantire la sicurezza dei trasporti ferroviari. Lo ha ordinato il presidente della sezione lavoro del tribunale di Firenze Giampaolo Muntoni, che ha accolto il ricorso presentato dal sindacato Orsa e che, in un decreto depositato ieri mattina, ha dichiarato antisindacale il comportamento di Trenitalia.

Il Vacma (Vigilanza automatica e controllo del mantenimento dell´appoggio) è un dispositivo per il controllo della presenza del macchinista e del suo stato di vigilanza. A grandi linee consiste in una pedana dotata di un pedale. Il macchinista deve tenere appoggiato il piede sulla pedana (in tal modo si attua il controllo di presenza) e premere e rilasciare il pedale ogni 55 secondi (per confermare che è vigile). Se non provvede correttamente, il treno rilascia un segnale acustico e poi si ferma. Secondo le Ferrovie, in questo modo si garantisce la sicurezza dei passeggeri, perché se il macchinista si addormenta, o viene colto da malore, o viene aggredito e immobilizzato, il treno si arresta. Ma i macchinisti, e con loro gli esperti delle Asl, sono di diversa opinione. A loro giudizio il dispositivo, così come è congegnato, rischia di rendere più insicura la guida del treno, perché impone al macchinista elementi di ripetitività e monotonia vietati dalla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e perché compromette la sua attenzione verso l´esterno, cioè verso il percorso e i segnali. Il sindacato Orsa sottolinea, per di più, che si tratta di una tecnologia desueta già introdotta dalle Ferrovie in epoca fascista e poi riproposta negli anni ´80 e ´90, ma ogni volta abbandonata. La stessa commissione mista composta da Trenitalia, Rfi (Rete ferroviaria italiana, la società che gestisce la rete ferroviaria) e sindacati ha consigliato soluzioni più moderne ed ergonomiche. 

I sistemi di sicurezza più attuali non richiedono interazione del personale di macchina: si tratta di dispositivi che rilevano la resistività della pelle, le pulsazioni cardiache o il battito oculare, in grado perciò di valutare lo stato di vigilanza del macchinista, e che secondo gli esperti meglio si abbinerebbero con i dispositivi di sicurezza (come la ripetizione di segnale ormai installata su tutte le linee principali) che si fondano sullo scambio di informazioni fra apparecchi a terra e apparecchi a bordo del treno.
In ogni caso, il giudice del lavoro non entra nel merito della validità del Vacma. Si limita a rilevare però che Trenitalia ha sottoscritto con i sindacati tre accordi (il 19 aprile 2005, il 23 giugno 2005 e il 25 gennaio 2006) nei quali si è impegnata ad escludere il Vacma dai sistemi di vigilanza. In particolare nell´ultimo accordo si legge: «Sui mezzi di trazione attrezzati con il dispositivo Vacma, l´Azienda... procederà alla progressiva disattivazione del Vacma stesso...».

Trenitalia sostiene di non aver violato alcun accordo, perché l´impegno assunto con i sindacati era quello di individuare un dispositivo di sicurezza adeguato ed efficace da sostituire a quello attuale. Aggiunge che, fino al momento in cui tale dispositivo non sia stato concordato, gli obblighi nei confronti dell´Unione Europea e del gestore della rete (cioè Rfi) le impongono di mantenere e di attivare sui convogli il Vacma, per non incorrere nella revoca del certificato di sicurezza e della licenza di esercizio.

Il giudice ritiene invece che l´impegno a disattivare il Vacma fosse molto chiaro e preciso. Se Trenitalia è veramente obbligata dalle norme e dal gestore a mantenere il Vacma sui locomotori, non avrebbe dovuto firmare quegli accordi. Se lo ha fatto con questa riserva mentale, ha ingannato i sindacati e i lavoratori. In ogni caso, oggi essa è «macroscopicamente» inadempiente rispetto ad essi, perché non solo non ha disattivato i Vacma esistenti, ma ne ha anche installati di nuovi. Secondo i dati presentati dal sindacato Orsa (e non contestati da Trenitalia), i locomotori di convogli merci muniti di Vacma sono passati, fra il 13 ottobre 2005 e il primo giugno 2006, da 315 a 473, e i locomotori di convogli passeggeri con Vacma sono passati, fra il 25 settembre 2005 e il 12 gennaio 2006, da 48 a 86. E anche dopo gli accordi sottoscritti con i sindacati, in cui si impegnava a disattivare il dispositivo, Trenitalia ha continuato a ordinare ai macchinisti di utilizzarli, ha aperto procedimenti disciplinari contro chi si rifiutava e ha licenziato uno di loro per aver ostacolato il traffico ferroviario, così gettando ombre anche sulla credibilità dei sindacati che quegli accordi avevano sottoscritto. Per questo il giudice ha dichiarato antisindacale la condotta di Trenitalia, ordinandole di adempiere agli impegni assunti.

IL RETROSCENA
Coordinato dalla Toscana il gruppo nazionale di direttori dipartimenti prevenzione
"Monotono e non ergonomico" La battaglia delle Asl è nata qui

Elementi di ripetitività che possono incidere negativamente sullo stato del conducente
Qualunque manovra compiuta basta per accertare che chi guida il treno è sveglio

da la Repubblica 18/8/06

E´ nato in Toscana il movimento dei dipartimenti di prevenzione delle Asl, quelli responsabili per la sicurezza sul lavoro, contro il sistema del Vacma. In due Asl, Livorno e Prato, si è arrivati allo scontro diretto con Trenitalia, a cui è stato prescritto di sostituire il dispositivo con altri ritenuti più sicuri. Il direttore del dipartimento di prevenzione dell´azienda fiorentina, Giuseppe Petrioli, ha coordinato un gruppo nazionale di colleghi che hanno chiesto gli adeguamenti del cosiddetto «uomo morto» alla legge 626 sulla sicurezza sul lavoro. Il piano di Trenitalia partirà ora e dovrà essere terminato nel 2008.
Il Vacma è ritenuto pericoloso perché non rispetta alcuni aspetti ergonomici e introduce elementi di ripetitività e monotonia, che possono incidere negativamente sullo stato di salute del conducente. Le Asl hanno proposto di eliminare il controllo della vigilanza del conduttore esclusivamente attraverso il piede premuto su un pedale. Qualunque manovra compiuta basta per accertare che chi guida il treno è sveglio e per azzerare il tempo, trascorso il quale il convoglio si ferma. Poi, secondo i medici del lavoro, i pedali dovrebbero essere eventualmente due, e la stessa operazione potrebbe essere compiuta anche con un mouse.

«Ora ci aspettiamo che la sentenza venga rispettata da Trenitalia. La disattivazione immediata del sistema Vacma è l´unica soluzione al momento possibile. Ma anche il ministro dei Trasporti deve fare la sua parte, ha preso un formale impegno prima della pausa estiva». Lo afferma il segretario generale del sindacato Orsa Armando Romeo. Riguardo alla sperimentazione di un sistema di sicurezza alternativo - spiega Romeo - è stata positiva ma limitata alla tratta Fiumicino Aeroporto - Roma Termini, e non può al momento essere applicata ad altre zone».

Ezio Gallori, storico leader dei macchinisti, è chiaro come sempre: «Se ai passeggeri in stazione si chiedesse se sono disposti a pagare il biglietto 20 centesimi di più per avere due macchinisti uno accanto all´altro, tutti sarebbero d´accordo». L´«agente unico» è la bestia nera dei macchinisti. «Perché tutti noi abbiamo sperimentato che la solitudine è un grande vuoto e che tutti gli operatori, anche quelli bravissimi, possono sbagliare. Ma se hanno un compagno al loro fianco, l´errore viene immediatamente segnalato. Tanti incidenti sono stati evitati così», spiega il macchinista e sindacalista Claudio Grimaldi. «E´ vero, in Europa c´è l´agente unico - conviene Gallori - ma le tecnologie sono più avanzate». «E comunque noi, con il doppio agente, siano stati la ferrovia più sicura d´Europa, finché con la riforma non hanno distrutto tutto». La sicurezza in ferrovia - ricorda Gallori - un tempo era tutto. «Negli anni ´50 ce n´era di più di oggi. Fra il ´50 e l´85 in Italia sono morti in incidenti 7 macchinisti. Fra l´85 e il 2005 ne sono morti 53 e gli incidenti ferroviari sono stati 127. In questi stessi 20 anni in Francia, dove ci sono 36 mila km di ferrovie contro i 15 mila italiani, gli incidenti ferroviari sono stati 16 e i macchinisti morti 9.
(mi.bo. e f.s.)

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FERROVIE 
L’azienda condannata per condotta antisindacale. I 315 dispositivi sono diventati 473. Il rircorso presentato dal sindacato Orsa

Il giudice: «Trenitalia adempi all’accordo, quel pedale di controllo deve essere eliminato»

da la Nazione 18/8/06

Trenitalia è stata condannata per condotta antisindacale per non aver rispettato gli accordi che prevedevano la progressiva disattivazione sui locomotori del dispositivo chiamato Vacma (Vigilanza automatica e controllo del mantenimento dell’appoggio). Il giudice del lavoro del tribunale Giampaolo Muntoni ha ordinato «a Trenitalia di dare adempimento a questi accordi sindacali e di informare il sindacato sui tempi e sulle modalità dell’adempimento». Era stato l’Orsa, l’organizzazione autonoma di base delle ferrovie, a rivolgersi al giudice per chiedere il rispetto degli accordi del 25 gennaio 2006, che prevedevano la disattivazione del Vacma. Trenitalia, secondo l’Orsa, non solo non li aveva disattivati, ma aveva continuato a installarli. Dall’ottobre 2005 al giugno 2006 i Vacma erano passati da 315 a 473, con un incremento di 158 unità, ognuno dei quali costa svariati milioni di lire. Ai lavoratori che scelgono di non utilizzare il Vacma l’ordine viene ripetuto in forma scritta e quindi il ferroviere deve eseguire ciò che viene stabilito dall’azienda. Il Vacma è un attrezzo usato e abbandonato in Italia negli anni ’30, ’80 e ’90, reintrodotto nel 2001 e omologato da Rfi nel 2002. Si tratta di un pedale che va premuto per 55 secondi e rilasciato per due secondi e mezzo. Il pedale, chiamato «uomo morto», permette il controllo sia sulla presenza del macchinista nella postazione di guida che sulla sua capacità di azionare i comandi. 

Nella memoria
difensiva Trenitalia ha sostenuto che per il rispetto delle normative, per gli obblighi verso il gestore Rfi e per esigenze di sicurezza è obbligata a non disinstallare il Vacma e a continuare a installarlo. Il giudice ha osservato che Trenitalia pur potendo adempiere, ha liberamente scelto di non rispettare gli accordi e se sapeva di essere obbligata a non farlo, non doveva sottoscrivere la clausola con il sindacato.

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I sindacati rivelano che nell' ultimo mese sono state quindici le aggressioni di viaggiatori infuriati
'Per favore non picchiate i controllori'

La Filt Cgil: 'All' origine di tutto ci sono i disservizi di Trenitalia' Le Ferrovie rispediscono le accuse al mittente: 'Episodi isolati'
FEDERICO LAZZOTTI su la REpubblica 4/8/06

Il controllore chiede il biglietto del treno e il passeggero lo aggredisce, a parole il più delle volte, ma in qualche caso passando anche alle mani. «Nell' ultimo mese - fanno sapere i sindacati di categoria - è già successo quindici volte». L' ultima, mercoledì notte sulla linea Arezzo-Firenze dove il capo treno ha rimediato un pugno al viso e una prognosi di qualche giorno dopo aver chiesto il biglietto ad un passeggero. Il motivo delle aggressioni? «Di mezzo - ammette Monica Santucci della segreteria regionale della Filt Cgil - ci sono le difficoltà dei viaggiatori causate dei disservizi di Trenitalia: la puntualità e la pulizia dei vagoni prima di tutto». Così i sindacati, «condannando ogni tipo di violenza», si sono messi dalla parte dei viaggiatori chiedendo all' azienda «di non far pagare le gravi responsabilità ai lavoratori che ogni giorno si adoperano per risolvere con professionalità le mancanze sulle linee regionali». 

Così Filt, Fit, e Uilt hanno firmato un documento congiunto e lo hanno spedito a Regione e prefetto, «perché - puntualizza Santucci - c' è il rischio che si creino problemi di ordine pubblico». La direzione regionale di Fs, che con la polizia ferroviaria ha istituito un osservatorio settimanale sulla sicurezza, rispedisce le accuse al mittente, «questi sono episodi sporadici, cinque quelli denunciati dall' inizio dell' anno e riguardano persone note alle forze dell' ordine, non certo impiegati e studenti pendolari». Ci sono poi i numeri del mese di luglio sulla regolarità del servizio. «Sui settecento treni che circolano in Toscana ogni giorno - sottolineano con soddisfazione dalla direzione regionale - la puntualità è stata riscontrata nel 90% dei casi». Da parte loro i sindacati chiedono comunque di aprire un tavolo con Regione, prefettura e azienda per risolvere «questa situazione e migliorare il servizio», magari aggiungendo un secondo capotreno a bordo. «Al momento - rispondono dalle Ferrovie regionali - non c' è una situazione di allarme. Comunque - concludono - nel caso in cui ci fosse un peggioramento della sicurezza a bordo non escludiamo l' uso di una vigilanza privata per garantire i passeggeri».

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TOSCANA I SINDACATI LANCIANO L’ALLARME VIOLENZA SULLE TRATTE REGIONALI

Ferrovieri aggrediti sui treni: ben quindici episodi in un mese

da la Nazione 5/8/06

— FIRENZE —
IN MENO di un mese sono stati almeno una quindicina le aggressioni subite dal personale viaggiante di Trenitalia nelle tratte regionali. Dopo aver più volte segnalato gli episodi alla direzione regionale senza che alcun provvedimento sia mai stato preso, ieri mattina le segreterie sindacalli regionali dei lavoratori delle Ferrovie hanno inviato una dettagliata segnalazione al prefetto di Firenze, Andrea De Martino, all’assessore regionale ai trasporti, al compartimento regionale della Polfer e, di nuovo, all’ingegner Fiorenzo Martini, direttore regionale di Trenitalia Spa. «Ormai questo fenomeno preoccupante è diventato un problema di ordine pubblico, spiegano i sindacati in una nota, quindi chiediamo un incontro con i responsabili regionali della Polfer e invitiamo il Prefetto a farsi promotore di un incontro per coordinare interventi repressivi necessari a tutelare l’incolumità del personale e dei viaggiatori stessi».
La situazione è così grave che il personale viaggiante ora viene minacciato con la pistola (è successo a una capotreno nel tratto Firenze-Pisa), picchiato (pochi giorni fa ad Arezzo) o peggio.

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A Santa Maria Novella code per i biglietti

La Cgil denuncia che per la mancanza di personale alla stazione di Firenze sono aperti solo 9 sportelli su 17

di Federico Nocentini / Firenze sull'Unità 8/6/06

CARENZA di personale, con lunghe code per fare il biglietto nelle stazioni. Sono alcuni mali di cui soffrono le ferrovie, secondo la Cgil di Firenze. 

La situazione più critica, spiega Monica Santucci della Filt, riguarda la stazione di S.Maria Novella, dove per carenza di personale, sono aperti al pubblico 9 sportelli su 17. Con notevoli disagi per i lavoratori, costretti a saltare i turni di riposo per garantire il servizio, sia per l'enorme flusso di turisti che nel periodo estivo affollano Firenze. La Cgil propone a Trenitalia di assumere personale a tempo determinato invece di invitare i viaggiatori a usare le biglietterie automatiche. Che sottolineano sempre dal sindacato si adattano male agli stranieri, che chiedono informazioni più dettagliate. 

"Se in questi giorni a S.Maria Novella ci sono state difficoltà, dice Flavio Scheggi responsabile delle relazioni esterne di Trenitalia di Firenze; queste sono dovute a malattie improvvise del personale, coloro che devono prendere il treno entro 15 minuti - continua Scheggi - possono usare gli sportelli veloci e le biglietterie automatiche che sono 27 in tutta la stazione». 

Comunque, Trenitalia promette di aumentare il personale, però non specifica in quali tempi avverrà questo incremento di organico. Sempre in tema di ferrovie l'ex assessore della Provincia di Firenze Marzia Monciatti, tornata al suo lavoro in ferrovia, dopo la sua esperienza nella giunta di Palazzo Medici Riccardi, ha scritto una lettera al ministro dei trasporti Alessandro Bianchi per denunciare che, a suo giudizio, le Ferrovie stanno facendo molta pubblicità sull'efficienza e puntualità dei convogli, quando sottolinea la Monciatti, invece i pendolari si trovano sempre con treni in ritardo e strapieni. L'ex assessore inoltre chiede al Ministro di incontrare i vertici nazionali di Trenitalia per chiedere di riassumere i macchinisti licenziati, per avere denunciato le difficoltà di lavoro in azienda.

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FILT CGIL FIRENZE E TOSCANA

COMUNICATO STAMPA

 

AGENZIA PER LA SICUREZZA FERROVIARIA

 BLITZ DI LUNARDI CONTRO LA CANDIDATURA DI FIRENZE

La FILT di Firenze e della Toscana ritengono inaccettabile e provocatorio il blitz del Ministro Lunardi che, a pochi giorni dal voto, sta tentando di forzare i tempi per realizzare a Roma anziché a Firenze l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, tagliando fuori di fatto nuovamente la Toscana e Firenze e disattendendo così anche la proposta del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini.

Firenze e la Toscana sono state da sempre storicamente e sono ancora oggi leader nel comparto ferroviario. Qui sono nate e solo qui sono presenti in Italia importanti e pregiate attività ferroviarie dalla manutenzione, alla normazione, alla tecnica e ricerca, all'ingegneria, alla costruzione, alla riparazione componenti con un patrimonio di conoscenza unico nel panorama nazionale.

In Viale Lavagnini a Firenze hanno sede la Direzione del Materiale Rotabile e Trazione di Trenitalia Spa ed il settore della sperimentazione, della tecnica e della ricerca ferroviaria, con un know-how ingegneristico unico in grado di supportare tutte le necessità della nascente Agenzia per la sicurezza ferroviaria.

Altro punto focale è la presenza del Polo Tecnologico dell'Osmannoro, in fase completamento e sviluppo (finanziamenti per circa 300 milioni di Euro di cui 150 già spesi e un'area complessiva con strutture ed edifici di 460.000mq), che prevede la realizzazione del Nuovo Centro di Dinamica Sperimentale che renderà possibile l'effettuazione di prove di compatibilità elettromagnetica su veicoli ferroviari completi e sui loro sistemi di bordo con l'annesso banco prova a rulli e la camera anecoica. A regime il Polo Tecnologico dell'Osmannoro sarà una realtà unica in Italia competitiva a livello europeo per la ricerca e la sperimentazione nel settore ferroviario assieme ai centri di eccellenza di Francia e Germania.

E’ inoltre a Firenze la sede della struttura CESIFER di RFI che provvede alla certificazione di sicurezza delle imprese ferroviarie, assolvendo alcune delle funzioni che saranno poi date all'Agenzia nazionale, ma anche la presenza di enti normatori del settore ferrotramviario come l'UNIFER ed enti di raggruppamento dei costruttori e riparatori ferrotramviari come l'UCRIFER.

Hanno sede in Toscana lo stabilimento dell’AnsaldoBreda di Pistoia e un indotto fatto di numerose realtà industriali piccole e grandi che lavorano nel campo ferroviario distribuite su tutto il territorio toscano e interessanti le province di Firenze, Arezzo, Grosseto, Pisa, Pistoia, Livorno, Lucca con un numero di addetti stimato in circa 10.000 unità  e un fatturato complessivo attorno a 1 miliardo di Euro (Fonte Cam. Commercio, 2002).

Noi non siamo più disponibili ad accettare le continue penalizzazioni del settore ferroviario in Toscana e facciamo appello alle forze politiche e alle istituzioni affinché questo blitz venga tempestivamente bloccato sul nascere.

La FILT ritiene che l'accanimento contro la Toscana e Firenze debba finire una volta per tutte e che una nuova stagione di interesse e di crescita per la Toscana debba avviarsi quanto prima.

Non si può immaginare di perdere un'occasione come quella dell'Agenzia per la Sicurezza Ferroviaria a Firenze, se non altro per ciò che Firenze rappresenta nel mondo ferroviario, per lo sviluppo che ne può derivare per il nostro territorio, per una concreta utilizzazione del Polo Tecnologico dell'Osmannoro nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica dei prodotti ferroviari e per gli interessi ed i legami forti con il mondo Universitario che già oggi esistono.

L’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, prevista dalla Direttiva europea 49/2004, dovrebbe essere realizzata entro il 30 Aprile 2006. Da tempo come FILT Toscana e di Firenze chiediamo con forza che venga istituita a Firenze, dando spunto e vigore al sistema ferroviario toscano e nazionale con un centro di eccellenza fondamentale e qualificante per il settore ferroviario, punto di attrazione per investimenti industriali e sulla ricerca che assicurerebbero un grande rilancio e un futuro di grande sviluppo a tutta la Toscana.

Il Segretario Regionale FILT Toscana                       Il Segretario Provinciale FILT Firenze

Bartalucci Mario                                                                   Massimiliano Bianchi

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L’ultimo scippo di Lunardi a Firenze

Con un vero e proprio blitz elettorale il ministro dei Trasporti sta cercando di spostare a Roma la realizzazione dell’Agenzia per la sicurezza dei treni. L’Unione insorge, silenzio della Cdl

EPPURE il presidente delle Fs Catania era pronto a prendere in considerazione la proposta del presidente Martini di fare l’Agenzia al polo tecnologico dell’Osmannoro. Si tenta così di cancellare competenze e impianti di alta tecnologia. Chiti: «Fanno solo danni alla Toscana» Lunardi vuole a Roma l’Agenzia nazionale sulla sicurezza dei treni

di Osvaldo Sabato sull'Unità 6/4/06

Tenta un colpo di mano prima delle elezioni, ma il ministro dei trasporti Pietro Lunardi, viene colto con le mani nel sacco. Lunardi ieri ha dichiarato dichiarato di voler realizzare l'agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria a Roma anzichè a Firenze, scatenando le polemiche. Eppure, come ricorda l’assessore regionale Riccardo Conti «localizzazione che era stata portata avanti anche dal presidente della Regione Claudio Martini con il presidente di Fs Elio Catania, il quale aveva mostrato disponibilità all'idea». È l’ennessimo attacco di questo governo alla Toscana, che dopo i ritardi sul corridoio tirrenico e l’alta velocità «adesso prova ad affondare anche la costituzione dell'agenzia per la sicurezza da inserire all'interno di una struttura d'eccellenza come è il Polo tecnologico dell'Osmannoro» aggiunge Conti. «Il governo di destra sta per andarsene ma fino all'ultimo fa guai» denuncia il capolista dell’Ulivo alla Camera, Vannino Chiti.


Colpo di mano preelettorale del ministro ai Trasporti. 
Immediata replica dell’assessore toscano Conti, imbarazzante silenzio dei candidati della Cdl

di Osvaldo Sabato / Firenze

COME LANZICHENECCHI, prima di andare via fanno terra bruciata sulla regione che in questi anni più delle altre ha cercato di opporsi alla loro politica scellerata. Come commentare l’ultimo scippo di questo governo alla Toscana? Il ministro Pietro Lunardi con un blitz sta cercando, a ridosso del voto di domenica, di realizzare l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria a Roma e non a Firenze: «localizzazione che era stata portata avanti anche dal presidente della Regione Martini nel recente incontro con il presidente delle Fs Elio Catania, il quale peraltro aveva mostrato la sua disponibilità all’idea» spiega l’assessore regionale ai trasporti, Riccardo Conti.

Eppure il capoluogo toscano è da anni un centro di eccellenza nel campo della tecnologia ferroviaria, e il nascente polo all’osmannoro lo dimostra. Ma per il ministro Lunardi tutto ciò è aria fritta: «Rieccoci di fronte all’ennesimo attacco del ministro alla Toscana» commenta duramente l’assessore regionale. «Lunardi - prosegue Conti - dovrebbe sapere che per questo ci sono già cospicui investimenti in corso (300 milioni di euro di cui 150 già spesi) che lo porteranno a diventare terza realtà in Europa dopo Francia e Germania e che il Polo raduna gli impianti di alta tecnologia più adatti e le professionalità più alte». «Dobbiamo constatare - aggiunge Conti - che abbiamo un ministro che, anche se per fortuna sta per andarsene, non demorde dal dimostrare il suo pervicace pregiudizio nei confronti della Toscana». 

Il riferimento dell’assessore della giunta di Claudio Martini è ai ritardi di questo governo: «A quanto pare a Lunardi non è bastato farci buttare via tre anni per realizzare il corridoio tirrenico, nemmeno gli è bastato rendersi responsabile, con il ministro Matteoli, dei ritardi sull’Alta velocità». Con il tentato colpo di mano sull’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, si materializza l’ultimo regalo della Casa delle Libertà alla regione che non sopportano affatto. Del resto lo hanno sempre detto che bisogna detoscanizzare l’Italia, per riprendere uno dei tanti scivolini del premier Berlusconi, che questa regione rappresenta il buco nero della democrazia e che addirittura è una costola della Corea del Nord. Frasi e gaffe, che bastano a carpire la voglia che ha questa gente di fare gli interessi della Toscana.

«L'Italia - osserva il capolista della lista dell’Ulivo alla Camera Vannino Chiti - vuole cambiare. Il ministro Lunardi e gli altri si astengano da prendere decisioni che sono incompatibili con il loro ruolo politico per fortuna ormai in via di esaurimento». «E’ incredibile e assordante - sottolinea il presidente della commissione ambiente della Regione Erasmo D’Angelis (Margherita) - il silenzio dei parlamentari del centro destra toscani, che ancora una volta tacciono di fronte ad uno scippo così evidente verso la nostra regione». Per il parlamentare uscente e candidato al Senato, Giovanni Bellini: «L’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, che dovrà anche avere il compito di raccordarsi con l’Autorità europea per la sicurezza sui binari, rappresenterebbe un punto di eccellenza fondamentale per il futuro del Polo tecnologico». «A Firenze esistono impianti ad alta tecnologia come il polo dell'Osmannoro, decine di tecnici di alta qualità riconosciuti a livello europeo, 100 anni di esperienza di tecnologia ferroviaria» ma tutto questo per Lunardi non conta nulla concludono i responsabili trasporti dei DS della Toscana, della Federazione DS di Firenze e della Sezione Tematica Trasporti e Mobilità, Valerio Vannetti, Aleandro Murras e Giovanni Abenante.

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Decreto del ministro per ora bloccato. C´era l´accordo Regione-Ferrovie. Dure reazioni dalla Cisl a Chiti, ai politici
"Lunardi, blitz contro Firenze"
Vuole portare a Roma l´Agenzia per la sicurezza ferroviaria

da la Repubblica 6/4/06

Firenze rischia di perdere l´Agenzia nazionale per la sicurezza, che secondo i programmi si sarebbe dovuta insediare nel capoluogo toscano. Il 17 marzo il ministro Lunardi ha firmato il decreto per spostare l´Agenzia per la sicurezza da Firenze a Roma. L´allarme è dato dal sindacato e rilanciato da amministratori e esponenti del centrosinistra. Sarebbe una mossa che il governo avrebbe deciso prima delle elezioni, per scongiurare il rischio di non avere più margini di manovra se il colore dell´esecutivo dovesse cambiare dopo il 9 aprile. L´agenzia si sarebbe dovuta insediare a Firenze in virtù delle professionalità che esistono in città, della vicinanza di aziende come l´Ansaldo-Breda di Pistoia e soprattutto del polo tecnologico dell´Osmannoro e del suo centro di dinamica sperimentale.

Il ministro ha firmato il decreto per portarla a Roma, ma il provvedimento è bloccato alla conferenza Stato-Regioni
"Lunardi tenta di scippare a Firenze l´Agenzia per la sicurezza ferroviaria"

Allarme della Cisl e di vari esponenti del centrosinistra: "Questo governo fa solo danni, vuole bruciarsi i ponti alle spalle "

«BLITZ del ministro Lunardi contro la Toscana», denunciano sindacalisti, politici e amministratori. Dal segretario dei ferrovieri toscani della Cisl, Stefano Boni, che mostra il decreto con cui il 17 marzo Lunardi aveva collocato a Roma l´Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria che finora sembrava destinata a Firenze, ai candidati del centro sinistra per le elezioni, dal capolista dell´Ulivo toscano, Vannino Chiti, al diessino Giovanni Bellini in corsa per il Senato, fino all´assessore toscano ai trasporti Riccardo Conti e il consigliere regionale della Margherita Erasmo D´Angelis. 

Tutti ugualmente convinti che la mossa di Lunardi, che Boni rivela per ora congelata alla conferenza Stato-Regioni, altro non sia che un «tentativo di scippo» a Firenze di qualcosa non preteso ma logicamente dovuto. In virtù, dicono, delle professionalità che esistono in città, della vicinanza con l´AnsaldoBreda di Pistoia e soprattutto del Polo ferroviario dell´Osmannoro che sta per diventare un centro di alta tecnologia tra i primi in Europa, come sottolinea Conti ricordando la disponibilità data dal presidente di Fs Catania al presidente della Toscana Martini di destinare a Firenze l´Agenzia che certificherà il materiale rotabile e controllerà la sicurezza sui binari.

«Il governo di destra sta per andarsene ma fino all´ultimo fa guai», commenta Chiti. Boni spiega che Lunardi nel decreto del 17 marzo descrive «un´Agenzia romana di poche persone, tutti dipendenti del ministero dei trasporti, con un magistrato a capo, entrando in conflitto perfino con il suo collega di governo, il ministro Tremonti che anche lui vuole l´Agenzia a Roma ma sotto il ministero dei lavori pubblici e con ben 400 dipendenti». Secondo Bellini «il ministro Lunardi e il centro destra tentano ancora una volta di penalizzare Firenze». Anche perché, aggiunge Chiti, «fanno scelte non oggettive e logiche ma clientelari e fondate sull´arbitrio politico». La scelta logica sarebbe stata l´Agenzia a Firenze, spiega, perché «in città esiste un Polo tecnologico su cui si sono già spesi 150 milioni di euro». Altro che «Toscana nel cuore» come recitano i manifesti di Matteoli: «Questo governo fa solo danni e deve andare a casa», conclude Chiti. Ma prima «vuole bruciarsi i ponti dietro le spalle», suggerisce Conti ricordando come il ministro Lunardi, con il «suo pervicace pregiudizio contro la Toscana, ci abbia fatto perdere tempo per il corridoio tirrenico e per l´alta velocità». 

In serata la replica di Lunardi, che attribuisce a Conti e al presidente della Regione Martini una gestione «deleteria per i risultati in tema di trasporti e infrastrutture a causa della assurda politicizzazione di qualsiasi tipo di problema». Termina D´Angelis: «E´ scandaloso che alla vigilia delle elezioni un ministro del governo in carica dia uno schiaffo così violento alle aspettative dei toscani. Per di più nell´assordante silenzio dei parlamentari del centro destra toscano». (i.c.)

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