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Presidio lavoratori Upim - Firenze 31 Maggio 2006
LE FOTO

 

FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTUCS UIL
Provincia di Firenze

Firenze 6 Dicembre 2006

IL COMUNE DI FIRENZE AUMENTA LE FESTIVITA’ LAVORATE NEL COMMERCIO A DISPETTO DELL’ACCORDO DI AREA, DELLA LEGGE REGIONALE E DEL CCNL! Filcams, Fisascat e Uiltucs denunciano questo inspiegabile atteggiamento riferito a una materia di grande sensibilità per lavoratrici e lavoratori!

E’ questa l’intenzione emersa al tavolo di concertazione attivato dal Comune di Firenze (come prevede la L. Regionale), per definire il calendario delle aperture commerciali 2007: Durante l’incontro l’Assessore al Commercio e Turismo ha dichiarato l’intenzione di confermare la derubricazione a semplice giorno lavorativo la festa del S. Patrono, nonostante la contrarietà delle Organizzazioni Sindacali e di altre Associazioni datoriali.

Questa decisione verrebbe a contrastare con quanto stabilito dal CCNL, che invece indica come festiva la giornata del S. Patrono, ed inoltre apre analoga pretesa in tutti gli altri comuni e nell’insieme delle imprese della Grande Distribuzione, vincolati dallo stesso accordo di area territoriale.

Nessuna sensibilità al fatto che fin dal 2000 sia operante quell’accordo d’area vasta, comprendente i comuni di Firenze, Sesto, Campi, Calenzano, Signa, L. a Signa e Prato, che stabilisce in 20 le festività e Domeniche derogabili dall’obbligo di chiusura, invece delle solo 13 previste dalla L. Bersani, e fra queste il S. Patrono é sempre stata considerata festa esclusa dalla deroga.

Quell’accordo, realizzato grazie all’impegno di coordinamento del Comune di Firenze con gli altri comuni e le forze sociali, vide le OOSS predisposte al metodo della “concertazione”, finalizzata a costruire una sintesi condivisa da tutti i soggetti contraenti, accettando un incremento di festività lavorate, in cambio di un accordo che impedisse azioni al rialzo di singoli comuni, che, in concorrenza fra loro avrebbero stravolto le regole del gioco.

Mettere in discussione un accordo che ha ben funzionato è sbagliato, poiché sospinge verso quella “giungla degli orari” che allora si volle proprio evitare.

Filcams, Fisascat e Uiltucs sostengono una “concertazione” che dia certezza applicativa degli accordi stipulati, che sia di garanzia per tutti i contraenti e perciò elemento di “coesione sociale”!

Saranno mobilitati i delegati ed i lavoratori per impedire il ritorno indietro, nel merito e nel metodo, su questa importante materia.

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FESTIVI
Troppi con negozi aperti
Sindacati: no al Comune

da La Repubblica 7/12/06

SCONTRO tra i sindacati dei lavoratori del commercio di Cgil, Cisl e Uil, e il Comune, accusato dai primi di avere unilateralmente aumentato le festività in cui i negozi tengono aperto e si lavora. «A dispetto dell´accordo di area, della legge regionale e del contratto nazionale», dicono riferendosi alla decisione dell´assessore al commercio, Silvano Gori, di dichiarare giorno lavorativo il giorno del santo patrono, a Firenze il 24 giugno, San Giovanni. 

Una festività in più che secondo i sindacati rischia di aprire la strada alle aperture selvagge e, soprattutto, di scardinare quell´accordo di area (Firenze, Sesto, Campi, Calenzano, Signa, Lastra a Signa, Prato) che a suo tempo fu difficile raggiungere e che mette accordo tra i vari Comuni su 20 festività di apertura l´anno. «Mettere in discussione un accordo che ha ben funzionato è sbagliato - accusano i sindacati - Sospinge alla giungla degli orari». Oltretutto, protestano, la decisione di Gori ignora ogni concertazione e va contro il contratto nazionale che dichiara festivo il giorno del patrono. La promessa è di un´immediata mobilitazione «per impedire il ritorno indietro». Se l´amministrazione non cambierà idea non si esclude neanche lo sciopero. (i.c.)

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FILCAMS- CGIL Firenze

Firenze, 1/12/2006

 RETTIFICA

Con questo documento la Filcams Cgil intende rettificare quanto scritto nel comunicato Ansa in quanto, di concerto con l’Università e con l’appoggio dei lavoratori del portierato, delle pulizie e dell’università si è trovata una soluzione dignitosa anche se temporanea. Due lavoratori sono stati assunti a 40 ore per 6 mesi mentre altri hanno convenuto di rimanere con l’Azienda uscente. E’ stato inoltre possibile dare un’opportunità ad una lavoratrice che era stata erroneamente inserita nel cambio d’appalto. Quanto sopra come doveroso chiarimento visto il susseguirsi di informazione non sempre esatte o aggiornate.

La Nota dell'Ansa:

FILCAMS, 5 DISOCCUPATI DA NUOVO APPALTO 

La disdetta del servizio di vigilanza e controllo accessi al Polo scientifico di Sesto Fiorentino, "che per ben due anni era stato coperto da personale in appalto, ha trasformato cinque lavoratori con contratto a tempo indeterminato in cinque disoccupati". Lo riferisce in una nota l'assemblea dei lavoratori delle portinerie Polo 5 Centro Storico 1 e le RSA FILCAMS-CGIL. 

"L' Amministrazione Universitaria - si afferma - deve porvi rimedio". "In occasione del cambio d'appalto al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino si è verificato un fatto gravissimo - si legge nella nota -. La gara non prevedeva il servizio di vigilanza e controllo accessi che per ben due anni era stato coperto da personale in appalto. La disdetta di tale servizio ha di fatto trasformato cinque lavoratori con contratto a tempo indeterminato in cinque disoccupati". (ANSA).

30/11/2006 - 13.01.28

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CGIL - CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

 

COMUNICATO STAMPA e invito alla stampa

UPIM: CONTRO I LICENZIAMENTI ANNUNCIATI

Domani sciopero e presidio a Firenze

Domani, Mercoledì 31 maggio, i lavoratori dei negozi della Upim di Firenze saranno in sciopero per 4 ore con presidio davanti alla Upim di Via Gioberti dalle 10 alle 12.

Da quando la storica catena dei negozi è stata venduta a società che si occupano di immobili e di attività finanziarie sono cambiate totalmente le relazioni sindacali.

A dicembre la nuova proprietà ha disdettato unilateralmente 30 anni di contrattazione di secondo livello abolendo di fatto l’integrativo aziendale.

A gennaio sono stati cambiati sempre unilateralmente i vecchi orari di lavoro con ordini di servizio sconvolgendo ai lavoratori la loro vita familiare.

Ora la nuova proprietà ha annunciato il licenziamento di 445 lavoratrici/ori su un totale di 3750 dipendenti.

A Firenze gli esuberi annunciati sono 25, con la chiusura a luglio del punto vendita dentro il centro commerciale Unicoop di Sesto Fiorentino, in totale in Toscana gli esuberi sono 41.

Le trattative riprenderanno il 7 e l’8 giugno a Roma, ma le posizioni aziendali sono intransigenti riguardo al ripristino dell’integrativo e sui licenziamenti.

Al presidio parteciperanno anche i delegati sindacali delle altre aziende della grande distribuzione, perché la vertenza Upim è solo un episodio di una strategia padronale che investe tutto il settore: per rispondere alla crisi si cerca di ridurre il costo del lavoro aumentando la precarietà e tagliando i diritti.

Attendiamo la stampa…………..al presidio

 

Filcams cgil fisascat cisl uiltucs uil di Firenze

Inviato da ufficio Comunicazione cgil centro servizi Firenze David Buttitta

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FIRENZE

Feltrinelli, sciopero di 4 ore
«Vogliamo pari diritti per tutti»


di Sonia Renzini sull'Unità 23/4/06


SCIOPERO di 4 ore ieri a Firenze dei lavoratori del gruppo Feltrinelli di fronte alla libreria di via Cerretani. Per la prima volta dopo 50 anni i dipendenti hanno incrociato le braccia dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19. «L’adesione dei colleghi è stata buona - dice Antonella, delegato sindacale - almeno del 70%». Chiedono il rinnovo del contratto integrativo e la normalizzazione dei salari tra “vecchi” e “nuovi” dipendenti, divisi tra chi è stato assunto prima dell’11 settembre 2001 e chi dopo. In ballo ci sono differenze importanti sul premio di produttività, i buoni pasto, la maggiorazione di stipendio per il lavoro di domenica.

Librai in sciopero a Firenze
«Abbiamo dei diritti anche noi»

Ieri a Firenze i dipendenti delle librerie Feltrinelli hanno incrociato le braccia per 4 ore. Chiedono il rinnovo del contratto integrativo


di Sonia Renzini/ Firenze


FELTRINELLI «Perché protestate?, chiede un passante in via Cerretani. Di fronte, davanti alla libreria Feltrinelli, un gruppo di persone distribuisce volantini. Non è un passante qualunque, è un cliente abituale della libreria e sul marciapiede ci sono i bibliotecari che ogni volta gli porgono i libri, indicano gli scaffali giusti, ricercano al computer edizioni introvabili. Ci sono perché fanno sciopero, per la prima volta dopo 50 anni i lavoratori del gruppo Feltrinelli ieri anche a Firenze hanno incrociato le braccia per 4 ore dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19. 

«L’adesione dei colleghi è stata buona, del 70% - dice Antonella, delegato sindacale - e molti dei nostri clienti hanno solidarizzato con noi, durante le ore di sciopero non sono entrati in libreria». Proclamato dalle segreterie nazionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucus-Uil e dal Coordinamento nazionale unitario dei delegati Feltrinelli e Ricordi lo sciopero è l’ultima di una serie di iniziative a scacchiera che da una settimana hanno coinvolto anche i lavoratori delle città di Roma, Milano, Genova, Napoli, Ancona e Pescara. 

Chiedono il rinnovo del contratto integrativo scaduto da più di un anno e la normalizzazione dei salari tra “vecchi” e “nuovi” dipendenti, divisi tra chi è stato assunto prima dell’11 settembre 2001 e chi dopo. In ballo ci sono differenze importanti per quanto riguarda il premio di produttività, i buoni pasto che oscillano tra 5.29 a 4 euro, la maggiorazione dello stipendio per la domenica. In realtà, dopo la chiusura dell’accordo sul contratto integrativo nel 2001, l’azienda aveva promesso di armonizzare negli anni le differenze tra i dipendenti. 

Un impegno che secondo il sindacato non solo non è stato rispettato, ma che rischia di degenerare. «L’azienda ha già annunciato che darà ancora meno benefici a chi sarà assunto per il progetto Grandi Stazioni che prevede vetrine attrezzate nei centri commerciali - racconta Antonella - introducendo così un terzo regime salariale inaccettabile, tutti i lavoratori sono uguali». Anche per questo è stato indetto lo sciopero. La palla ora passa all’azienda. I lavoratori attendono un segnale nella prossima settimana. «Altrimenti proclameremo altre quattro oredi sciopero», conclude Antonella. Intanto, a fine mese l’azienda illustrerà in un incontro in programma a Milano con i sindacati l’andamento del 2005 delle librerie. Contano 1400 dipendenti su 90 negozi, con quote di mercato che sfiorano il 20%.

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IL CASO
Prima protesta in 50 anni di storia: "Non pensavamo di arrivare a questo"
"Ormai la libreria è un self service" dipendenti Feltrinelli in sciopero

CLAUDIA RICONDA su La Repubblica 23/4/06

Come sembrano più rosse, oggi, queste bandiere della Cgil. Sventolano davanti alla libreria Feltrinelli ed è come se fossero due volte bandiere e due volte rosse. Sarà il sole, sarà che è la prima volta che arrivano in via Cerretani 30, sarà che il fondale su cui si stagliano si è scolorito nel tempo: l´anima della libreria non è più rossa come trent´anni fa, quando il suo fondatore Giangiacomo Feltrinelli metteva gli ordigni ai tralicci di Segrate, e la casa editrice era il simbolo della sinistra più illuminata. «Oggi la Feltrinelli è un´azienda che pensa al profitto. Il nostro orgoglio, quello di noi ragazzi fieri vent´anni fa di lavorare in questa libreria, per un editore di sinistra, oggi è mortificato: da strategie aziendali che mirano a creare lavoratori di serie A e B, iper flessibili, sottopagati, dequalificati e ridotti a rifornitori di scaffali».

E´ il primo sciopero, in cinquant´anni di storia della Feltrinelli, ed è una cartina tornasole di come il vento che condanna alla precarietà molti giovani d´oggi cominci a soffiare anche dentro queste storiche librerie. Lo sciopero è nazionale, l´hanno indetto le segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uilucs Uil. In Toscana, dove il gruppo ha cinque librerie e una sessantina di dipendenti, hanno scioperato il 70 per cento dei lavoratori dei punti vendita di Firenze, almeno secondo le stime dei sindacati; mentre a Pisa (la prima ad essere fondata nel ´57) e a Siena nessuno ha aderito. 

Una protesta che qui in via Cerretani lascia disorientati un po´ tutti, sia la decina di lavoratori che per due ore la mattina e due ore il pomeriggio manifestano col megafono, «non immaginavamo di dover arrivare a questo, credevamo che cinquant´anni di storia a sinistra potesse tutelarci, e invece anche qui si mira al doppio regime, ai salari differenziati tra vecchi e giovani», sia chi è rimasto dentro a lavorare, «ormai la libreria è un self service, bastano due cassiere a tempo determinato e un responsabile per tenerla aperta», sia gli stessi clienti che si fermano sulla soglia e ascoltano le parole di chi li invita a non entrare durante il presidio, «se le stanno a cuore i diritti dei lavoratori, allora ripassi, il libro lo compri più tardi».

Si sciopera per il contratto integrativo: è scaduto un anno fa, l´azienda ha fatto proposte ritenute irricevibili dal sindacato, e i margini per trattare sono saltati. La battaglia riguarda la diversità di trattamento tra vecchi e nuovi assunti, che avrebbero un´indennità domenicale inferiore agli altri e un buono pasto più magro (da 4 euro anziché 5,29); più in generale si contesta all´azienda di voler utilizzare in modo massiccio i part time, specie per il fine settimana, di non formare adeguatamente il personale, e di escludere dall´integrativo chi sarà assunto in un prossimo futuro. In sintesi: «Un piano da grande distribuzione più che da libreria».

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Feltrinelli: nozze d’oro con sciopero

Oggi, per la prima volta, i dipendenti incrociano le braccia

di Francesco Sangermano/ Firenze sull'Unità 22/4/06


FINORA non era mai successo, Mai, in 50 anni di attività. Accadrà invece oggi, proprio nell’anno in cui la Feltrinelli festeggia le sue nozze d’oro. I lavoratori di una delle principali librerie fiorentine incroceranno le braccia questa mattina, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19, fuori dal punto vendita di via Cerretani, nel cuore del centro storico.
Anche Firenze aderirà così allo sciopero proclamato dalle segreterie nazionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil e dal Coordinamento nazionale unitario dei delegati Feltrinelli e Ricordi, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo di gruppo, che si protrae da ormai un anno. All’interno della protesta è stato previsto un pacchetto di 8 ore di sciopero, che i singoli negozi hanno articolato a livello territoriale e che a Firenze è previsto nelle prime e ultime due ore del turno, con un presidio e un volantinaggio informativo di fronte alla libreria.

Un’iniziativa, questa, che assumerà per certi versi i connotati dell’evento “storico”: quello di oggi sarà infatti il primo sciopero nella storia Feltrinelli. La mobilitazione, oltre tutto, arriva proprio mentre l’azienda festeggia 50 anni di attività e vede i lavoratori uniti nel rifiuto di una proposta aziendale bocciata dalle assemblee.

«Una proposta inaccettabile che presenta forti iniquità economiche fra i dipendenti, scarsa tutela dei lavoratori più precari e nessuna intenzione di riconoscere i benefici del contratto integrativo alle nuove future realtà del gruppo, aumentando così ancora di più le differenze di trattamento e introducendo odiosi doppi regimi» è la motivazione espressa dalla Filcams-Cgil fiorentina in una nota. Il sindacato entra poi ancor più nello specifico. «Il gruppo - si legge - è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, fino a contare 1400 dipendenti in quasi 90 negozi, raggiunge quote di mercato vicine al 20%, ed è deciso ad applicare politiche del personale ispirate a quelle della grande distribuzione organizzata: un programma ben lontano dalla tradizione culturale e storica del marchio, che i lavoratori sono decisi a difendere».

E così dopo gli scioperi di sabato scorso a Milano, Roma, Genova, Napoli, Ancona e Pescara, oggi tocca a Firenze, città dove sono presenti una Libreria Feltrinelli, una Feltrinelli International e un Ricordi Mediastore.

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Stamani a Firenze il presidio dei lavoratori

Librerie Feltrinelli Primo sciopero dopo 50 anni di storia

 di Olga Mugnaini su la Nazione 22/4/06

FIRENZE — Non è soltanto uno sciopero, piuttosto la rottura di un tabù. Non è una vertenza contro una qualsiasi multinazionale tacciabile di politiche imperialiste e di sfruttamento del personale: è una ribellione contro una sorta di mito culturale. Contro una casa editrice che, fin dal suo fondatore Giangiacomo è stata per l’Italia il simbolo di quella sinistra illuminata che amava più i libri delle ideologie. E’ così che oggi, anche a Firenze, Siena e Pisa, i lavoratori delle Librerie Feltrinelli aderiranno alla mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto di lavoro. 

E’ il primo sciopero in cinquant’anni di storia della casa editrice che, fondata nel 1955, appena due anni dopo inaugurò la catena di librerie partendo proprio da Pisa, arrivando oggi a 90 negozi in tutto il paese, con una quota di mercato che copre il 20%. In Toscana i lavoratori delle varie Feltrinelli sono complessivamente una cinquantina. Ed anche per i sindacati è difficile prevedere in quanti aderiranno allo sciopero proclamato dalle segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uilucs Uil. Uno sciopero nazionale di otto ore che i singoli negozi hanno articolato a livello territoriale e che a Firenze è previsto per oggi dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19, con tanto di presidio davanti alla libreria di via de’ Cerretani.

Ma al di là del numero di coloro che incroceranno le braccia, in tutti i lavoratori c’è la convinzione che le proposte dell’azienda siano davvero inaccettabili, addirittura moralmente improponibili, tanto che le assemblee dei lavoratori in tutta Italia hanno rispedito al mittente quell’ipotesi di contratto integrativo su cui si discute da un anno. «Ci siano trovati di fronte a un arroccamento dell’azienda davvero inaccettabile — afferma Giuliana Mesina della Filcams Cgil — sia per quanto riguarda la parte salariale sia quella normativa. Infatti, oltre alle forti disparità economiche specialmente nei confronti dei nuovi assunti, contestiamo una scarsa tutela dei lavoratori precari».

Una delle battaglie è sul bonus domenicale. Ai nuovi assunti si vorrebbero negare i 50-60 euro del lavoro festivo, o al massimo concedere pochi spiccioli. Inoltre si contesta la politica sull’utilizzo dei part time, che finirebbero per essere impiegati prevalentemente nei turni del fine settimana, senza alcuna remunerazione aggiuntiva. Ma a dimostrazione che il vento è davvero cambiato, sul piatto della trattativa c’è anche l’aspetto della formazione professionale, sempre più risicata e marginale nella politica aziendale: «Ormai non siamo più librai, titolo di cui andavamo fieri — continua la responsabile sindacale Masina — ma dei semplici rifornitori di scaffali. Peccato: la Feltrinelli non è, o almeno non era, solo un supermercato di libri, ma ben altro».

E ben altro si appresta a diventare, ad esempio, attraverso il progetto «Grandi stazioni», che coinvolge otto città italiane, compresa Firenze. Si tratta di punti vendita definiti «nuovi formati», sui quali il sindacato si appresta a una nuova e dura battaglia. Per il personale di queste librerie del futuro — definite anche formato village o mega-store — non sarebbe previsto alcun integrativo salariale. «Si va verso politiche del personale ispirate alla grande distribuzione — concludono i sindacati — secondo un programma ben lontano dalla tradizione culturale e storica del marchio, che i lavoratori sono decisi a difendere». E quello di oggi è un assaggio.

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LA VERTENZA Oggi presidio davanti alla celebre libreria

Feltrinelli, storico picchetto Primo sciopero in 50 anni

di Nicola Coccia su la Nazione 22/4/06

Crolla un mito della sinistra. Oggi, per la prima volta i dipendenti della libreria Feltrinelli, scioperano contro la storica azienda fondata da Giangiacomo Feltrinelli, morto nel 1972 mentre tentava di far saltare un traliccio a Segrate. Il primo sciopero arriva — dicono i sindacati — mentre l’azienda festeggia 50 anni di attività con un fatturato in crescita negli ultimi cinque anni, con un lieve calo nel 2005 solo per il settore dischi. Sì perchè del gruppo Feltrinelli fa parte anche la Ricordi. I dipendenti sono circa 1.400 e le librerie 90. E’ un colosso che raggiunge quote di mercato vicine al 20%. Un libro su cinque si compra da Feltrinelli. E’ la Feltrinelli che pubblica «Il dottor Zivago» e «Il Gattopardo». E’ Feltrinelli che fa conoscere Bukowsky, Tabucchi, Moccia, Stefano Benni. Ma non c’è solo la narrativa. Alta è anche la qualità della saggistica. Quasi tutta di sinistra, fino ad arrivare ai giorni nostri con l’intervista di Colombo a Prodi: «Ci sarà un’Italia». 

C’è l’orgoglio dei dipendenti di far parte di una grande azienda che produce cultura. I dipendenti sono librai. Consigliano, spiegano, forniscono indicazioni e ragguagli non solo a studenti, ma anche al pubblico adulto. E l’azienda incoraggia i dipendenti a leggere sempre di più fornendo sconti sulle proprie edizioni fino al 70%. La Feltrinelli lo considera un investimento, anzi una spesa di aggiornamento professionale.

«Ma negli ultimi anni — spiega Giuliana Mesina della Filcams Cgil — alla direzione dell’azienda sono arrivati alcuni manager provenienti dalla grande distribuzione. Sono cominciate le assunzioni dei part time, delle sostituzioni temporanee, dei contratti verticali, cioè di coloro che lavorano solo il sabato, la domenica e il lunedì. Al Nord si sono attrezzate vetrine nei grandi centri commerciali che si chiamano Feltrinelli Village. Le vetrine arriveranno anche a Firenze con il progetto Grandi Stazioni. I dirigenti dell’azienda sono contenti perchè così «si raggiunge un pubblico irraggiungibile». Ma in questo vortice i librai sono finiti per diventare semplici commessi».

«Da un anno — racconta un delegato Feltrinelli — ci stiamo incontrando con l’azienda per rinnovare il contratto integrativo. Uno sciopero lo stavamo organizzando per Natale, ma l’azienda , senza mettere nulla per iscritto, fece nuove proposte. A gennaio c’è stata la marcia indietro. Ora siamo arrivati allo sciopero». L’azienda vuole dividere vecchi e nuovi assunti. I nuovi, secondo l’ultima proposta, non percepiranno, per esempio, l’indennità festiva pur lavorando la domenica. Il buono pasto, per esempio, non sarà di 5,29 euro, ma di 4. La distinzione fra vecchi e nuovi assunti è stata ritenuta «inaccettabile» da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucus Uil.

«Vogliamo un unico contratto» dice il coordinamento nazionale unitario dei delegati Feltrinelli e Ricordi. «In futuro i nuovi assunti, quelli che dovranno lavorare nelle Grandi Stazioni, non avranno neppure questo», aggiunge Giuliana Mesina.
Oggi, dunque, per la prima volta i quaranta dipendenti sciopereranno alle due Feltrinelli e alla Ricordi. Del pacchetto di otto ore se ne faranno quattro: le prime e ultime due ore del turno. Dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 ci sarà un presidio davanti alla Feltrinelli di via Cerretani.

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CGIL – CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

 

Agli organi d’informazione

Comunicato e Invito

I lavoratori Feltrinelli in SCIOPERO,

il primo in 50 anni

SABATO 22 APRILE A FIRENZE

con presidio di fronte alla Libreria Feltrinelli di Via de’ Cerretani dalle 11 alle 13

Anche Firenze aderisce allo sciopero proclamato dalle segreterie nazionali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL e dal Coordinamento nazionale unitario dei delegati Feltrinelli e Ricordi, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo di gruppo, che si protrae da ormai un anno.

Un pacchetto di 8 ore di sciopero, che i singoli negozi hanno articolato a livello territoriale e che a Firenze è previsto nelle prime e ultime due ore del turno, con un presidio e un volantinaggio informativo di fronte alla Libreria Feltrinelli di Via de’ Cerretani dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 di sabato 22 aprile.

Il primo sciopero nella storia Feltrinelli che arriva mentre l’azienda festeggia 50 anni di attività e che vede i lavoratori uniti nel rifiuto di una proposta aziendale bocciata dalle assemblee.

Una proposta inaccettabile che presenta forti iniquità economiche fra i dipendenti, scarsa tutela dei lavoratori più precari e nessuna intenzione di riconoscere i benefici del contratto integrativo alle nuove future realtà del gruppo, aumentando così ancora di più le differenze di trattamento e introducendo odiosi doppi regimi.

Il Gruppo, che è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, fino a contare 1400 dipendenti in quasi 90 negozi, raggiunge quote di mercato vicine al 20%, ed è deciso ad applicare politiche del personale ispirate a quelle della Grande Distribuzione Organizzata: un programma ben lontano dalla tradizione culturale e storica del marchio, che i lavoratori sono decisi a difendere.

Dopo gli scioperi di sabato scorso a Milano, Roma, Genova, Napoli, Ancona, Pescara, ecc. adesso è la volta di Firenze, dove sono presenti una Libreria Feltrinelli, una Feltrinelli International e un Ricordi Mediastore.

Inviato a cura dell’Ufficio Comunicazione Centro Servizi Borgo dei Greci David Buttitta

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Articolo di Rassegna Sindacale


SINDACATO Il settore del terziario funge per certi aspetti da valvola di sfogo alla crisi dell’industria

Negozi, boom di iscritti

di Bruno Berti su la Nazione 20/3/06

Non sono soltanto i pensionati ad aumentare impetuosamente di numero tra i sindacati di categoria aderenti alla Cgil: anche il settore del commercio, turismo e servizi porta il suo contributo. Tra il 2000 e il 2005, infatti, le tessere della Filcams-Cgil sono triplicate, giungendo a quota 1.300, una novità per un settore in cui il sindacato tradizionalmente non è molto forte, a parte le grandi aziende ovviamente.

Un tempo, anni ’50-’60, chi veniva licenziato talvolta si inventava commerciante e magari metteva anche a segno buoni risultati. Adesso le cose sono un po’ più difficili, sia per la situazione economica non brillante, sia per l’impennata dei costi necessari ad aprire un negozio, anche in periferia. E forse c’è pure una minor dose di propensione al rischio d’impresa. Allora ci si rifugia nel commercio o in comparti come il turismo in qualità di dipendenti. «Si può dire che c’è un passaggio — spiega Sergio Luschi, responsabile di zona della Filcams — dall’industria al terziario». Questa situazione ci fornisce il quadro di un andamento davvero difficile per il settore manifatturiero, che stenta a fornire altre occasioni occupazionali a chi, per un motivo o per un altro, perde il posto. Tra l’altro il riferimento temporale citato, gli anni tra il 2000 e il 2005, sono proprio quelli in cui nell’Empolese Valdelsa, e non solo, si sono fatti sentire di più i morsi della crisi. Ma l’aumento delle iscrizioni al sindacato è dovuto anche a un altro fattore. Chi lavorava nell’industria ha tradizionalmente molta più dimestichezza con l’organizzazione dei lavoratori, e quindi iscriversi a un sindacato, ovviamente anche Cisl e Uil, è una cosa normale.

Secondo Luschi, però, c’è anche dell’altro. «Noi pensiamo che le condizioni in cui si trovano molti addetti li spingano a cercare una qualche forma di sostegno nelle strutture sindacali». Nel commercio e nel terziario è invalso l’uso a forme di lavoro precario, a partire dalla famosa legge 30. Perciò, secondo il sindacato, ci si attrezza per far valere almeno alcuni elementari diritti. Si assisterebbe in pratica a un ‘uso’ del sindacato come ultima istanza, per una tutela e per un consiglio, a fronte di una situazione lavorativa che spesso può essere molto pesante, anche se si è giovani, non si ha famiglia e non si pensa certo alla pensione futura.

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