cgil Firenze stampa la pagina
 

Home Page


 
Altri articoli 2005
 

Il quartiere generale è in via Tornabuoni, determinante il suo successo con gli accessori
Gucci, a Firenze l´area creativa
Nelle mani di Frida Giannini l´intera divisione del marchio

Ha 34 anni, vive in un palazzo del centro e possiede settemila dischi in vinile
ILARIA CIUTI su la Repubblica 1/2/06

SI sposta interamente a Firenze l´area creativa di Gucci. Responsabile per il design dell´intera divisione diventa Frida Giannini, la giovane stilista che lavora in via Tornabuoni e abita con il marito in un palazzo antico del centro. Finora si occupava con successo di pelletteria e abbigliamento femminile mentre John Ray, che aveva lavorato dieci anni con Tom Ford, disegnava l´uomo. Adesso Ray lascia, come negli anni hanno fatto tutti i cosiddetti «fordiani», e Mark Lee, presidente e amministratore delegato di Gucci, lo ringrazia, gli augura futuri successi e nomina Frida unico direttore creativo, uomo compreso. Sebbene da sempre la maison del lusso internazionale di proprietà del gruppo francese Ppr abbia sempre dichiarato il suo attaccamento alle origini e conservato tutta la direzione, oltre alla progettazione e la produzione della pelletteria che è il settore trainante, a Scandicci, adesso la fiorentinità del marchio si conferma, anzi fa un passo in avanti.

Giannini va a ricoprire il prestigioso ruolo che era stato di Tom Ford, il designer che ha rilanciato la Gucci e l´ha lasciata nel 2004 quando per la prima volta il settore creativo venne diviso tra più persone. Ma, al contrario di Tom che aveva il suo quartier generale a Londra, Frida lo ha a Firenze, dove è arrivata nel 2002. Viene da Roma dove ha studiato all´Accademia della moda e lavorato per Fendi, è carina, ha 34 anni, gli piacciono i cavalli e la musica (possiede qualcosa come 7.000 vecchi dischi in vinile), viaggia molto per il mondo. Ha cominciato in Gucci disegnando accessori, ha fatto centro con la famosa borsa «Flora» che riproduce i motivi dei tradizionali foulard Gucci. Il suo asso nella manica è quello di riuscire come nessuno a interpretare in chiave contemporanea i simboli del marchio, spiega la maison quando nel marzo 2005 viene chiamata a sostituire Alessandra Facchinetti che a lungo era stata il braccio destro di Ford per la donna. Adesso Giannini fa il salto ulteriore, aiutata dai successi di vendite della Gucci (più 18,4% nel 2005 sul 2004) cui lei non è estranea, visto che dipendono soprattutto dai settori di cui già si occupava: pelletteria, accessori e abbigliamento femminile.

inizio pagina


ECONOMIA L’amministratore delegato lo ha comunicato al sindaco Gheri

Oggetti belli e costosissimi Ma per Gucci si può peccare E le vendite sono da record

di Fabrizio Morviducci su la Nazione 28/1/06

Gucci a vele spiegate. L'amministratore delegato della maison d'alra moda, Mark Lee, ha reso noti al sindaco di Scandicci i dati relativi al quarto trimestre 2005. Risultati incoraggianti, che giustificano la scelta di puntare sulla qualità, ampliando gli insediamenti produttivi a Scandicci, ormai ombelico del polo del lusso. Gucci ha preso in affitto un capannone industriale che si trova in via delle Fonti per trasferirvi un altro pezzo delle sue produzioni di lusso. La trattativa si è conclusa giorni addietro; nel capannone dovrebbe arrivare la lavorazione di pellami pregiati. Una novità che andrà ad affiancare il centro della creatività e del design, che si trova in via Baccio da Montelupo.
Le vendite di Gucci (compreso il business degli orologi) ammontano a 539 milioni di euro, in crescita del 14% e del 17,8% e incidono per circa il 60% nel settore Beni di Lusso del gruppo francese di cui Gucci fa parte. 

Le vendite dirette sono cresciute del 17,8%, mentre quelle indirette del 16,5% con un boom dell'abbigliamento donna. In grande crescita anche le linee della pelletteria con un salto del 21%. Un incremento che deriva sia dalle nuove linee, sia dai prodotti già consolidati. Per quanto riguarda la diffusione geografica, grande la diffusione negli Usa +24% e in Asia +22,2%. Buono l'incremento in Europa +14,7 e in Giappone +11,3. Nel 2005, Gucci ha venduto per 1807,1 milioni di euro, con crescita dei ricavi della pelletteria pari al 26,5%. Grandi numeri per una maison d'alta moda radicata come non mai nel comune di Scandicci e diramata in tutto il mondo con 207 negozi a gestione diretta (nel 2004 erano 198). «Andremo in Cina - ha detto proprio a Scandicci l'Ad di Gucci, Mark Lee - ma solo per cercare nuovi clienti. Per noi non esiste la tentazione di delocalizzare le nostre produzioni. Il made in Italy è un misto tra tradizione di artigianalità, innovazione e qualità». L'obiettivo di Gucci è raddoppiare il fatturato in sette anni, investendo in comunicazione, cercando nuovi mercati in ogni paese emergente, ma soprattutto consolidando la collaborazione con i partner dell'indotto, con le istituzioni del territorio, con i sindacati. E lunedì il consiglio comunale tratterà il destino di un'altra area importante: quella che fu di Prada, e che presto dovrebbe ospitare un altro grande imprenditore del settore pellettiero.

inizio pagina


LA GUCCI
Primo esperimento a Firenze
Formazione per lavoratori dell´indotto

da la Repubblica 14/1/06

L´azienda "Andremo in Cina a cercare clienti non per produrre"

E´ il primo esperimento in provincia di Firenze e potrà fare da apripista per una serie di analoghi corsi di formazione dei lavoratori, che siano operai, impiegati o manager. Il corso di formazione è´ stato fatto nel 2005, è appena finito e ha avuto come protagonisti la Gucci e Cosefi, l´ agenzia formativa di Aissindustria Firenze. I finanziamenti, 800 mila euro, sono arrivati da Fondimpresa, il fondo paritetico costituito da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per promuovere la formazione continua di quadri, impiegati e operai, cui possono affluire direttamente i contributi dello 0,30% versati dalle imprese e destinati alla formazione che altrimenti verrebbero versati all´Inps e da qui al ministero del lavoro.

La particolarità del progetto, chiamato Training Fashion, è quello di non avere coinvolto solo Gucci, l´azienda del lusso di Casellina, ma anche tutto il suo indotto. Gucci impiega 5.000 dipendenti diretti e altrettanti sparsi nelle piccole e piccolissime aziende dell´area fiorentina e scandiccese. Aziende con le quali ha da sempre avuto un rapporto stretto e particolare di collaborazione e assistenza per la crescita. Nell´intenzione della Gucci il corso vuole essere un´ulteriore testimonianza del suo legame con il territorio: «Andremo in Cina e in India per cercare clienti e non per produrre», è il proposito dell´azienda. I lavoratori che hanno preso parte al corso di formazione sono stati 893, le ore di formazione sono state 35.800, le azioni formative 183, le ore di docenza 4516 ed 80 sono stati i docenti coinvolti, molti dei quali presi direttamente dalle aziende. (i.c.)

inizio pagina


MODA & LAVORO Il nuovo insediamento rilancia Scandicci capitale industriale del settore
La Gucci si ingrandisce
Un nuovo capannone ospiterà altre produzioni

da la Nazione 4/1/06 di Fabrizio Morviducci

Gucci amplia a Scandicci il polo del lusso. La maison d'alta moda ha preso in affitto un capannone industriale che si trova in via delle Fonti per trasferirvi un altro pezzo delle sue produzioni di lusso. La trattativa si è conclusa giorni addietro; nel capannone dovrebbe arrivare la lavorazione di pellami pregiati. L'indirizzo della griffe è investire sul territorio. Accanto all'insediamento produttivo di via Don Perosi, fronte autostrada, la maison aveva già aperto un centro prototipi per le calzature, in via Baccio da Montelupo. 

Il capannone preso in affitto in via delle Fonti, trasforma Scandicci nella capitare dell'alta moda, almeno secondo il prestigioso marchio. «Andremo in Cina - ha detto recentemente l'Ad di Gucci, Mark Lee - ma solo per cercare nuovi clienti. Per noi non esiste la tentazione di delocalizzare le nostre produzioni. Il made in Italy è un misto tra tradizione di artigianalità, innovazione e qualità». L'obiettivo di Gucci è raddoppiare il fatturato in sette anni, investendo in comunicazione, cercando nuovi mercati in ogni paese emergente, ma soprattutto consolidando la collaborazione con i partner dell'indotto, con le istituzioni del territorio, con i sindacati. «Sviluppo sostenibile - aveva dichiarato proprio a Scandicci, Mark Lee - significa coniugare le ragioni dell'economia, della società, dei lavoratori e dell'ambiente per vincere la battaglia della velocità, dell'innovazione e della flessibilità che oggi un'impresa moderna deve trovarsi a fronteggiare». 

Mentre le fabbriche fordiste soffrono, ristrutturano o chiudono, gli unici indicatori positivi sono quelli della pelletteria, delle griffe che producono accessori di lusso, e danno lavoro a un esercito di contoterzisti. Quello della pelletteria è un comparto dai grandi numeri, da vero distretto economico: 800 imprese, 8.000 addetti (su 27 mila in Italia), oltre il 30% della produzione nazionale e il 40% del fatturato (siamo a 2 miliardi di euro). Ma Scandicci non è solo Gucci, dentro i confini comunali sono nati marchi come The Bridge, ha messo radici Gherardini. Scandicci è anche la patria di medie imprese che sono esclusiviste per le grandi maison come Dior e Chanel. E per consolidare questo primato una nuova grande azienda del settore dovrebbe arrivare dalla Valdisieve, a occupare l'area che doveva essere di Prada. Il nome è ancora top secret, e dovrebbe essere ufficializzato entro fine gennaio. Ma da quello che trapela si sa che l'azienda ha una propria linea, oltre a produrre in licenza per stilisti come Mariella Burani e Vivienne Westwood. Ma in ogni distretto produttivo non devono mancare i corsi di formazione, l'orientamento al lavoro di settore. Così i corsi del Polimoda, quelli dell'Università, che proprio a Scandicci ha aperto il corso per progettare la moda. E l'Alta scuola di pelletteria italiana, nata dalle ceneri del centro di formazione di San Colombano (ex provincia di Firenze), ora in via di Casellina. Il settore collegato al lusso sta dando una mano a tutta l'economia cittadina. 

Nei capannoni appartenuti alla famiglia Lonati (e mai utilizzati) si è insediata Ab Florence, azienda di 72 dipendenti (altri 13 in Svizzera) che si occupa di produzione per le grandi griffe, ma anche di packaging e visual merchandising per i grandi nomi come Bulgari, Gucci, Swatch e Chopard. Sempre a Scandicci è nato il consorzio Centopercento italiano, con i migliori artigiani e piccoli imprenditori del comparto pellettiero. Il presidente del consorzio, Andrea Calistri, ha proposto di destinare alle aziende che lavorano nel comparto del lusso, uno dei cinque avveniristici edifici dell'insediamento produttivo del Padule.

inizio pagina