cgil Firenze stampa la pagina
 

Home Page


Preoccupazione fra i 50 operai della ditta «Signoria di Firenze»

Manifestazioni e scioperi. E si torna a parlare della vicenda Laika

da la Nazione 31/12/06

di ANDREA SETTEFONTI


SITUAZIONE STABILE, anche se con qualche ombra. Il fine anno delle aziende chiantigiane non presenta particolari situazioni di criticità salvo alla Signoria di Firenze, a San Casciano, dove i 50 dipendenti hanno dato vita, nei giorni scorsi, ad una serie di manifestazioni e agitazioni con tanto di sciopero. Motivo, la necessità di dialogare con l'azienda.

«Tutto – spiega Silvia Mozzaorecchie della segreteria della Cgil – è nato con l'elezioni della Rsu e con la richiesta di una contrattazione locale di secondo livello come prevede il contratto nazionale. Ma l'azienda non ha mostrato il minimo interesse a confrontarsi con noi».

La situazione, dunque, non è per una volta legata ad una crisi di commesse e di mancanza di mercato, Signoria di Firenze rappresenta un punto di eccellenza della produzione toscana con prodotto tessili e di arredamento per la casa di alta gamma che si posizionano su una fascia alta del mercato, ma è dovuta al mancato riconoscimento dei ruoli all'interno dell'azienda. «Contrariamente a quanto da noi proposto – continua Silvia Mozzaorecchie – che vogliamo una contrattazione per tutti, l'azienda continua a voler portare avanti la sua teoria della trattativa singola, a discrezione dell'impresa. E finora non c'è stata alcuna disponibilità a venire incontro alle nostre proposte, almeno nel riconoscere il ruolo dell'Rsu».

Nei giorni scorsi i dipendenti hanno incrociato le braccia e altre iniziative sono in programma. «Vogliamo – conclude Mozzaorecchie – dare un segnale, seppur piccolo, del fatto che esistiamo, vogliamo far sentire la nostra voce».
Ma non c'è soltanto la mancanza di dialogo tra Rsu e azienda alla Signoria di Firenze. A tenere banco, in questi ultimi giorni dell'anno, è ancora la vicenda Laika e il suo trasferimento dalla Sambuca, zona industriale di Tavarnelle, a Ponterotto nel Comune di San Casciano. Pochi metri di distanza che però hanno scatenato proteste e, ultimo, l'esposto alla Magistratura delle associazioni ambientaliste. E su Laika ha voluto prendere di nuovo precisare la propria posizione la Cgil del Chianti.

«IN BALLO – si legge in una nota – ci sono almeno 300 posti di lavoro. Ogni ritardo 'strumentale' dello spostamento Laika al Ponterotto rischia di recare danni irreparabili». Sindacato e Rsu ribadiscono il proprio «no a qualsiasi ulteriore strumentale rallentamento alla variante Laika.
Non si può mettere in pericolo il futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie, di generazioni future e di un'economia locale che potrà solo giovarsi di un tale insediamento. I lavoratori Laika pertanto sono pronti a difendere il loro posto di lavoro e a manifestare anche in maniera eclatante contro chi porrà ulteriori ostacoli al raggiungimento dell'obbiettivo fissato».

inizio pagina


«Il trasferimento per noi è vitale» Appello del sindacato

da la Nazione 17/12/06

IN BALLO 300 POSTI di lavoro almeno. Ogni ritardo ‘strumentale’ dello spostamento Laika al Ponterotto rischia di recare danni irreparabili. Questo il punto di vista della rappresentanza sindacale dei lavoratori dell’azienda leader per i caravan all’indomani dell’esposto alla magistratura degli ambientalisti e di altri enti sulla variante. Con una nota diffusa ieri, Rsu Laika prende atto del ricorso alla magistratura «da parte di chi non vuole l’insediamento Laika al Ponterotto. Si rimette — prosegue — con fiduciosa attesa, al suo giudizio. Ma con fermezza dice no a qualsiasi ulteriore strumentale rallentamento alla variante Laika. Non si può mettere in pericolo il futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie, di generazioni future e di un’economia locale che potrà solo giovarsi di un tale insediamento. I lavoratori Laika pertanto sono pronti a difendere il loro posto di lavoro e a manifestare anche in maniera eclatante contro chi porrà ulteriori ostacoli al raggiungimento dell’obbiettivo fissato». La tensione quindi, dopo l’iniziativa giudiziaria, si taglia a fette.

A RIVOLGERSI alla Procura della Repubblica sono state Legambiente ‘Il Passignano’, Wwf delegazione di Firenze, Italia Nostra, Comitato per l’Ambiente di San Casciano, Amat Montespertoli, Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico. Obiettivo dichiarato della via giudiziaria: «bloccare una scelta sbagliata, localizzata in un luogo inadatto e fatta nel modo peggiore immaginabile». Tra i firmatari dell’esposto c’è anche ‘Amat’ di Montespertoli: la variante Laika, pur in comune di San Casciano, si attesta in pratica al confine e ciò spiega questa partecipazione. Alla magistratura sarebbe stato esposto «un aspetto della variante che è apparso sin dall’inizio assai controvertibile: l’acquisto di terreni agricoli fatto da Laika nel 2002 nel comune di San Casciano, sulla base, come dice Laika nei suoi verbali, di ‘soluzioni edificative sottoposte al vaglio preventivo delle autorità locali’, ossia sulla base di rapporti con le amministrazioni pubbliche del tutte informali, fuori da ogni controllo pubblico e precedenti ad ogni iniziativa istituzionale formale di avvio della variante: è del marzo 2003 la prima delibera di consiglio che prospetta questa scelta di Ponterotto».

inizio pagina


METROPOLI CHIANTI, 20 OTTOBRE 2006

«Laika: rifarei tutto uguale»

Intervista all’ex sindaco Roselli, accusato da più parti sulla gestione del trasferimento

MATTEO PUCCI

SAN CASCIANO - Il suo nome si sente spesso tirato in ballo quando si parla del trasferimento della Laika dal Pontenuovo (Tavarnelle) al Ponterotto (San Casciano): stiamo parlando dell’ex sindaco Pietro Roselli, oggi assessore provinciale ad agricoltura, caccia e pesca.

In molti gli assegnano un ruolo centrale sulla vicenda: positivo o negativo, questo dipende dalle valutazioni. Negative quelle delle opposizioni consiliari (intese come Alleanza Nazionale e Cattolici Laici Socialisti) in primis, che gli assegnano un ruolo "pesante" in una vicenda che non esitano a definire oscura. Una vicenda che Metropoli ha cercato di farsi spiegare proprio da Roselli.

Ritiene istituzionalmente adeguate tutte le procedure che sono state eseguite in questa vicenda?

«Senz’altro. Certo, nel rispetto della legalità il vizio amministrativo ci sta in quello che è un agire politico. Qui c’è una questione centrale, ovvero la necessità di dare una risposta politica a un’azienda. Nella cornice di un Piano Strutturale (inserito a sua volta in un PTC provinciale e in un PIT regionale) abbiamo valutato centrale conservare un’attività come la Laika, presente da 30 anni sul territorio, anche nel quadro di un panorama socio economico che in Toscana dà segni di stanchezza».

Come valuta la recente presa di posizione espressa su Metropoli da Claudio Greppi, assessore all’urbanistica nella sua giunta, che ha detto che non era d’accordo su questo spostamento?

«Greppi ha sempre manifestato una certa insofferenza sulla questione, anche se la conclusione fu che quella zona era l’unica in tutto il territorio a poter ospitare quello stabilimento. Il suo desiderio era che potessero rimanere dov’erano o allontanarsi verso altre zone. Ma noi, che abbiamo una percezione di più lungo periodo rispetto alla sua, sapevamo che per il territorio questa azienda doveva rimanere».

Una volta per tutte: perché non a Tavarnelle?

«Non c’era lo spazio fisico, il Comune di Tavarnelle ha dovuto abbandonare questa strada suo malgrado. E noi, che siamo stati fin da subito in questa partita, abbiamo deciso che potevamo trovare spazi laddove, dal 1985, abbiamo una zona industriale (Ponterotto), che è stata ridotta per non dare spazi e "sponde" a chi viene da fuori (ovvero il passaggio da industriale ad agricola dell’area oggi acquistata da Laika. Quella, per l’appunto, oggetto della variante, <CF31>n.d.r.<CF>)».

Come valuta invece il ruolo di critica e forte opposizione che gli ambientalisti hanno tenuto (e stanno tenendo) in questa vicenda?

«Gli ambientalisti fanno bene, altrimenti perderebbero la loro etichetta. Devono però sforzarsi di capire la differenza fra ciò che è Monticchiello e una fabbrica che vuol migliorare e progredire. Noto invece una sommarietà di valutazioni, anche se ne capisco lo spirito e auspico con loro un confronto. Capisco invece meno certe fronde di opposizione che inventano mille "fisime". Cose che sul piano politico non mi appassionano per nulla, "piccinerie" da Tribunale Amministrativo».

Rifarebbe tutto nello stesso modo se ne avesse la possibilità?

«Tutto uguale, per filo e per segno. Con una costante preoccupazione, che se non fossimo in grado di dare risposte a queste domande di innovazione ed operosità, ne porterei il dolore. Ovviamente non ho partecipato a nessuna trattativa dell’azienda: quel che l’azienda sapeva, è che c’era attenta disponibilità a valutare le sue proposte. E’ finito il tempo in cui si fanno le lottizzazioni e si mette il cartello "vendesi terreno" L’idea invece era che chi aveva progetti reali, concreti, li presentasse all’amministrazione comunale che, doverosamente, era chiamata ad esaminarli. Se c’è chi ha fatto maggiori utili e chi ha risparmiato è questione che non appassiona e non interessa: tutti sono adulti per sapere che nel libero mercato se la vedono le parti».

inizio pagina


SAN CASCIANO Rsu di Laika decise contro chi si oppone al trasferimento della sede: «Salverà centinaia di posti»

«Proteste strumentali»

da la Nazione 13/10/06

 La Rsu di Laika si ribella al fuoco incrociato contro il prossimo trasferimento al Ponterotto nello stabilimento progettato in 300 metri di lunghezza per almeno 11 di altezza.

Punto primo: il trasferimento salverà centinaia di posti di lavoro. Secondo: i rappresentanti sindacali temono manovre occulte di aziende concorrenti. Intanto, l’altra sera, manifestazione di Legambiente e un’assemblea pubblica su fatti e misfatti del trasferimento, promossa da due gruppi d’opposizione e dall’associazione “San Casciano per l’ambiente”, presenti i consiglieri Enrico Farina, Romano Dorigoni, Alessandro Sardelli, e l’attivista dell’associazione Franco Bolognesi. 

Gli ambientalisti contestano il progetto del Ponterotto temendo forte impatto sul paesaggio a causa di altro cemento. Ma torrniamo alla presa di posizione Rsu, spiegata dai suoi rappresentanti Francesco Bazzoni e Carmine Barone: «Vorremmo riuscire ad aprire un tavolo di discussione tra le parti: azienda Laika, associazioni ambientaliste, Rsu Laika, Fiom Firenze, Associazione Industriali, Comune di San Casciano, in modo che tutte le parti manifestino i dubbi, facendo capire anche a noi, comuni mortali, da quale parte sta la verità. Come lavoratori anche noi stiamo molto attenti all’ambiente che ci circonda. E anche noi avremmo voluto partecipare al corteo ‘tragicomico’ (si riferiscono a Legambiente, ndc) in quanto democratici aperti al dialogo. I nostri dubbi — prosegue la Rsu — sono anche altri. Il più importante è il nostro lavoro che ci garantisce, per ora, uno stipendio che ci dà la possibilità non di vivere una vita dignitosa, ma di sopravvivere. Un altro dubbio ci fa pensare che a sollevare tutto questo polverone possa essere la strategia di qualche azienda concorrete alla quale l’azienda Laika protrebbe dare fastidio, vista la considerazione che il marchio da quarant’anni riscuote per qualità e maestria».

La Rsu Laika conclude ribadendo che «il dialogo è il migliore strumento per trovare soluzioni. Attendiamo risposte da tutte le parti chiamate in causa». Andrea Ciappi

inizio pagina


METROPOLI CHIANTI 13 OTTOBRE 2006

«Laika: per il lavoro o per affari?»

"Fatti e misfatti" del trasferimento al Ponterotto spiegati da AN e CLS in un dibattito

MATTEO PUCCI

Dopo i fatti e i misfatti denunciati sul recupero della Stianti, ecco quelli sullo spostamento della Laika da Tavarnelle a San Casciano.

Li hanno elencati durante un dibattito da loro organizzato (presente una quarantina di persone), Enrico Farina e Romano Dorigoni (consiglieri comunali di AN), Alessandro Sardelli (consigliere comunale dei CLS), Franco Bolognesi (Associazione San Casciano per la Tutela dell’Ambiente).

Assenza "rumorosa" quella dei consiglieri di Forza Italia; rumore reso ancor più acuto dalla lettera scritta a Metropoli da uno dei suoi tre rappresentanti, Jacopo Borri, nella quale sosteneva le scelte dell’amministrazione comunale, tirata in ballo più volte durante la serata. Per la maggioranza, presente il presidente del consiglio comunale Gianni Mazzei (Prc), mentre in platea si sono visti rappresentanti delle associazioni ambientaliste (Legambiente in primis) che da mesi si battono contro lo spostamento della Laika.

«E’ l’ora di finirla - ha esordito Farina - di dire che minacciamo l’occupazione. Noi però diciamo che non bisogna cedere ai ricatti occupazionali per poi far fare affari ai soliti noti, ai poteri forti, alle cooperative: 15 ettari acquistati a 23 euro al metro quadro (tanto per un terreno agricolo, pochissimo per uno industriale), milioni di euro risparmiati, non ci fanno veder chiaro in tutta questa vicenda».

«I provvedimenti adottati per realizzare questo intervento - ha concluso il consigliere di AN - sono illegittimi. Si sono dati incarichi ad architetti per 82.000 solo per "consigli verbali", in consiglio comunale si è negato l’acquisto del terreno da parte di Laika anche quando c’erano già gli atti notarili firmati. I cittadini di San Casciano dovrebbero ribellarsi a tutto questo».

«Vorrei capire - ha proseguito Sardelli - se il criterio della salvaguardia dell’occupazione sia stato reale oppure una copertura. Di fronte alla richiesta di nuovi spazi, posta da Laika nel 2000, la strada maestra sarebbe stata una sola: venire in consiglio comunale, porre il problema di salvare i posti di lavoro e aprire il confronto».

«Perché - ha chiesto Sardelli - non si è fatto? Perché l’allora sindaco, Pietro Roselli non è un democratico ed ha preferito rapporti bilaterali con la Laika? Perché, e le dichiarazioni di questi giorni dell’ex assessore all’urbanistica Claudio Greppi lo confermano, la giunta non era unita sulla questione? Perché non si conosceva bene il territorio e la possibilità, ad esempio, di costruire al Pontenuovo, dalla strada per Fabbrica fino alla Sambuca? Oppure non c’era la volontà di mostrare la mala amministrazione, dal punto di vista urbanistico, di un Comune in clamoroso ritardo sul Piano Strutturale?».

«Oppure - ed è l’ultima domanda che si è posto Sardelli - perché l’operazione doveva aver a che fare più con gli interessi economici dell’azienda che con quelli dei lavoratori?».

«Di sicuro - ha proseguito Sardelli - quando si iniziò a percepire qualche rumore di fondo, l’allora consigliere comunale di Forza Italia, Adriana Perella, il 18 ottobre 2002 chiese al sindaco Roselli cosa stesse accadendo. E Roselli minimizzò, parlando di ipotesi, mentre i giochi erano ormai fatti. Il consiglio di amministrazione della Laika aveva già deliberato, il 9 settembre 2002, di vendere il famoso "Laika 3" di Pontenuovo (per una cifra fra i 12 e i 13 milioni di euro, n.d.r.) e acquistare dai tre proprietari dei terreni il lotto al Ponterotto (circa 152.000 metri quadrati per un totale di circa 3,5 milioni di euro, <n.d.r.) dove, nei piani dell’azienda, si sarebbe dovuto verificare il trasferimento nell’agosto 2004».

«Tra l’altro - ha detto ancora Sardelli - la Laika, nel settembre 2002, parlava di ipotesi di progetto già sottoposte al vaglio delle autorità locali, quindi il Comune di San Casciano non poteva non sapere Si è deciso di fare la Laika al Ponterotto ben prima che il consiglio lo sapesse e poi potesse decidere. Ma chi lo approva, i consiglieri comunali della maggioranza, non si sente un po’ arrabbiato? Chiedono di ratificare a posteriori cose decise da altre parti: è un problema anche di dignità».

«Siamo contro la variante - ha sottolineato nell’occasione Legambiente - per tre motivi: in quella zona noi vedevamo bene un parco fluviale; il precedente di "Laika 3", costruito, mai sfruttato e adesso venduto; il fatto che lì, al Ponterotto, come sottolineato anche da Assindustria, si pensi solo a un riempimento della zona. Ma a nessuno viene in mente che può rimanere terreno aperto?».

inizio pagina


SAN CASCIANO
Laika, lite sullo stabilimento

Ambientalisti contro il polo dei camper che assumerà altre 50 persone

da la Nazione 10/10/06 di ANDREA SETTEFONTI

— SAN CASCIANO (Firenze) —

POTEVA rappresentare il primo caso concreto di integrazione, o meglio di crescita industriale in un territorio di pregio come il Chianti. Invece rischia di diventare terreno di scontro tra ambientalisti e chi, nel nuovo stabilimento Laika di Ponterotto a San Casciano Val di Pesa (Fi), vede un elemento di sviluppo per tutta l’area. A portare avanti la battaglia sono Italia Nostra, Legambiente, Wwf e Fondazione per la Tutela del Chianti Classico. In un appello sottoscritto da numerosi professionisti e professori universitari si chiede al Comune di San Casciano di fare marcia indietro e non concedere l'autorizzazione al trasferimento dell'azienda di proprietà della tedesca Hymer, che oggi conta 250 addetti e ha chiuso l'anno con un fatturato di 100 milioni di euro.

Nell'appello viene criticato l'operato dell'amministrazione comunale di San Casciano per quella che viene definita «urbanistica creativa» e si chiede di rimettere in discussione le procedure. «Si rischia di fatto – si sostiene – che tutto il territorio aperto venga concepito come una specie di "zona bianca" vocata a priori ad ogni destinazione edificabile, e soprattutto di fronte ai ricatti occupazionali attuati dalle imprese questo scenario appare foriero di gravi conseguenze». E l'esempio portato è quello di «un nuovo "caso Monticchiello"». Difende il proprio operato, invece, il sindaco di San Casciano Ornella Signorini. «La scelta di questa localizzazione – commenta – è dipesa da più fattori. L'area era già stata destinata ad attività produttive e poi stralciata perché non utilizzata, ha dimensioni adeguate, è adiacente all'area artigianale del Ponterotto e di scarso pregio per lo sfruttamento agricolo». La scelta, come spiega Laika, è legato alla qualità della produzione: «L’infelice e ormai onerosa collocazione logistica attuale, assieme all'esigenza di garantire agli addetti benessere e sicurezza nel posto di lavoro ha spinto l'azienda a progettare un nuovo stabilimento che renda possibile una moderna produzione a fronte della concorrenza del settore».

Il nuovo stabilimento, oltre 25mila metri quadrati dove riunire in un'unica soluzione le fasi lavorative di Laika oggi dislocate su quattro strutture, potrà portare ripercussioni anche sotto il profilo occupazionale. Come evidenzia la Cgil di San Casciano: «Mantenere Laika sul territorio – dice Marco Mantelli responsabile di zona – è l'obiettivo principale. Ci sono professionalità da salvaguardare e c'è da dare ai lavoratori un luogo sicuro e vivibile. Laika rappresenta una punta di eccellenza per il Chianti ed una azienda che valorizza il territorio con il prodotto che realizza. Non possiamo dimenticare poi, che il comparto manifatturiero rappresenta oltre il 30% del Pil locale».

inizio pagina


METROPOLI CHIANTI, 29 SETTEMBRE 2006

«La nuova Laika sarà bellissima»

Assindustria Chianti esprime le sue valutazioni sullo spostamento dell'azienda

MATTEO PUCCI

SAN CASCIANO-TAVARNELLE - Uno spostamento vitale, importante, che darà un "di più" a San Casciano ed a tutta l'area. E che, semmai, è un po' in ritardo rispetto alle esigenze dell'impresa.

E' questa, in sintesi, la posizione di Assindustria-Chianti sullo spostamento della Laika, l'azienda produttrice di autocaravan, da Tavarnelle (Pontenuovo) a San Casciano (Ponterotto). Ad esprimerla è Laura Salaorni, presidente della sezione territoriale di Assindustria (Area Fiorentina Sud Chianti) e titolare della Ghiott, azienda dolciaria con sede a nella zona industriale di Sambuca. Quella che Laika abbandonerà.

«La nostra posizione - spiega Salaorni a Metropoli - è molto chiara. Laika è una delle migliori realtà del territorio, ha un'occupazione importante, fa parte di un forte comparto, quello dei caravan, nel quale il nostro territorio è una componente importante».

«Ne consegue - dice - che siamo ben contenti che rimanga sul territorio E' motivo d'orgoglio che, coi tempi che corrono, un forte gruppo europeo, con stabilimenti in tutta Europa, abbia deciso di mantenere qui da noi l'azienda».

«Anzi - prosegue - ha deciso addirittura di ampliarla. E' un'azienda forte, strutturata, che ha un futuro. I territori si sviluppano con l'industria fatta bene, che si ambienta. E il nostro di territorio deve crescere dal punto di vista industriale: la nostra rendita deriva da questo, non da vigne ed olivi, pur riconoscendone l'importanza e la centralità».

Che dice dell'impatto ambientale del nuovo stabilimento?

«Io credo che sarà bellissimo - risponde Salaorni - che valorizzerà l'area industriale del Ponterotto. Meglio un'azienda del genere oggi che una brutta lottizzazione domani. Del resto l'industria ha bisogno di spazio, non si possono chiudere gli occhi».

Non si poteva prima valutare se c'era la possibilità di ricollocarla in aree già sfruttate, anche nella zona valdelsana?

«Come Assindustria Firenze il nostro interesse è che rimanga nella provincia fiorentina. Non abbiamo neanche pensato all'ipotesi del senese o della Val d'Elsa: se l'azienda ha deciso di rimanere su questo versante un motivo di sarà. Probabilmente hanno trovato lo spazio che gli serviva»

inizio pagina


METROPOLI CHIANTI

VENERDI' 22 SETTEMBRE 2006

Laika: è scontro Greppi-giunta

Il sindaco Signorini e l'assessore Savi rispondono alle accuse dell'ex assessore

MATTEO PUCCI

SAN CASCIANO - Non vogliono fare della variante Laika una battaglia tra nuova giunta e vecchio assessore, ma le parole rilasciate da Claudio Greppi (responsabile dell'assetto del territorio nell'ultima giunta di Pietro Roselli) a Metropoli la scorsa settimana, al sindaco Ornella Signorini ed all'assessore all'urbanistica Carlo Savi non sono proprio piaciute. E lo dicono a chiare lettere.

«Trovo sgradevole questo modo di fare - precisa Savi - per due motivi: uno etico morale (non mi sarei mai immaginato, un giorno, di dover contrastare un cittadino quale Greppi è), l'altro invece riguarda un vero e proprio primato stabilito dal signor Greppi. E' la prima volta nella storia del Comune di San Casciano che un ex assessore critica l'amministrazione in carica: qui siamo sempre stati abituati ad ascoltare chi ci ha preceduto, basta salire le scale. Ma per farlo bisogna aver ben chiara la missione di impegno pubblico, che non è impegno privato o personale».

«Greppi dice che, da assessore, era contrario alla variante Laika? Etica voleva - prosegue Savi - che andasse dal sindaco con due soluzioni: allinearsi e collaborare, oppure dimettersi. In tutti gli atti pubblici, compreso il procedimento di avvio alla variante, c'è l'unanimità di giunta, Greppi compreso. Ma allora di cosa stiamo parlando?»

inizio pagina


SAN CASCIANO Gli ambientalisti

«Variante Laika Il traffico locale rischia il collasso»

di Andrea Ciappi su la Nazione 22/8/06

Vie di comunicazione e collegamenti pubblici insufficienti: cominciano a fioccare le osservazioni alla variante al Prg che consente il trasferimento di Laika, colosso dei caravan, da Sambuca a Ponterotto. Collegamenti, ed anche risorse idriche, ambiente ed inquinamento sono i capisaldi delle critiche ufficiali mosse ieri dall’associazione di San Casciano per l’Ambiente. L’associazione ricorda che la ‘variante Laika’ permetterebbe all’azienda «di erigere un nuovo stabilimento della superficie di oltre 30mila metri quadri, per una volumetria che si aggirerebbe sui 350 mila metri cubi». Le osservazioni prendono di mira il metodo ‘Vist’ utilizzato per arrivare alla variante: si tratta della Valutazione integrata dello sviluppo sul territorio.

«Nostra intenzione — spiega Franco Bolognesi, che ha presentato le osservazioni — è dimostrare come il piano strutturale e conseguentemente il metodo ‘Vist’, almeno nella sua attuale forma, non siano in grado di dare le risposte attese, o nella migliore delle ipotesi, come le diano falsate».

Secondo Bolognesi e i cittadini che hanno sottoscritto le osservazioni, proprio il ‘Vist’ non avrebbe dato risposte precise sui collegamenti, e sulle vie di comunicazione ritenute al momento carenti.

L’associazione prosegue così sul piano istituzionale la propria battaglia. Dall’altra parte, posizioni già note sono ribadite con forza. Il sindaco, Ornella Signorini , ha già fatto sapere che dopo aver ottenuto ogni assicurazione su tenuta del lavoro e rispetto dell’ambiente lo stabilimento si farà. Ci sono centinaia di posti di lavoro da tutelare, fatto che è stato più volte ricordato anche dai sindacati (in ultimo è tornata allo scoperto la Cgil, anche in polemica rispetto al capogruppo Cattolici Laici Socialisti, Alessandro Sardelli).

Quanto alle vie di comunicazione, il dilemma amletico in Valdipesa è: tangenziale di fondovalle, sì o no? Il dubbio non potrà essere disgiunto dalla necessità di assicurare migliori collegamenti allo stabilimento Laika, e allo stesso tempo di sollevare San Casciano e Cerbaia dal traffico pesante.

San Casciano, col ritorno delle attività istituzionali dopo la pausa estiva, si trova ora alle prese con due snodi cruciali: Laika e Antinori. Due poli produttivi che interessano uno stretto scorcio di Valdipesa. Si parla di svariate centinaia di posti di lavoro: il futuro della città.

inizio pagina


METROPOLI CHIANTI, 23 GIUGNO 2006

«La Laika poteva rimanere qui»

Lo dicono i Verdi provinciali: Rustioni attacca la scelta di andare a San Casciano

MATTEO PUCCI

TAVARNELLE - Il consiglio comunale di San Casciano ha deciso il 13 giugno scorso: voto favorevole alla variante urbanistica che prevede il nuovo insediamento della Laika, l’azienza di autocaravan con sede a Sambuca, al Ponterotto.

Ma non si tratta di sicuro della parola fine su una vicenda che sta surriscaldando il confronto fra forze politiche, associazioni, comitati, su tutto il Chianti. Tavarnelle compreso, visto che si tratta del comune su cui ha sede l’azienda, teatro negli anni passati della costruzione di quello stabilimento, il famoso "Laika 3", che oggi torna d’attualità. Sotto accusa lo scarso impegno che, secondo alcuni, le istituzioni avrebbero messo nel rintracciare un’area adeguata alle esigenze di Laika a Tavarnelle; il consumo di territorio "vergine" al Ponterotto, mentre nell’aria veleggiano con maggiore insistenza le parole "speculazione edilizia".

Particolarmente critici sull’operazione lo sono i Verdi, sia a livello provinciale, che a San Casciano. Anche la Provincia ha votato la variante per consentire il passaggio della Laika su San Casciano, e i Verdi (che fanno parte della maggioranza) si sono schierati contro. Ne spiega le ragioni Marco Rustioni, già consigliere comunale a Tavarnelle, oggi all’opera nel partito ambientalista a Firenze.

«Innanzitutto - dice Rustioni - sfatiamo per l’ennesima volta l’insinuazione che noi difendiamo "prati e uccellini": siamo una forza politica che lavora a tutto tondo. Dispiace sentire la solita politica dire che siamo contro i posti di lavoro. Ma quando mai?».

«Quella della Laika - prosegue - è una storia che va contestualizzata a partire dal 1996, quando fummo l’unico gruppo politico ad andare a vedere le condizioni dei lavoratori all’interno dell’azienda, che aveva chiesto di poter costruire il nuovo stabilimento. Allora demmo il nostro assenso, con la garanzia di un posto di lavoro più sicuro. La storia poi ha visto un "birillone" (Laika 3, n.d.r.) che non è mai stato occupato. Allorché è sopraggiunta la sensazione di essere stati presi in giro; intanto però l’immobile è cresciuto di valore ed oggi vale circa 13 milioni di euro a fronte di un costo di realizzazione pari ad un terzo».

«Non solo - continua - non è mai stato occupato, ma oggi ci viene detto che serve un altro stabilimento per garantire il futuro dell’azienda. E si va a trovarlo al Ponterotto, su terreno "vergine". Qui invece bisognava avere la volontà, fino in fondo, di vedere se era possibile, di fronte ad un posizionamento meno "onnipotente" di Laika sul mercato, riaccorpando capannoni, di rimanere al Pontenuovo. Per noi era possibile, mantenendo i posti di lavoro, un ciclo produttivo più duraturo nel tempo e maggiori garanzie. Non ci si è provato con convinzione, e la politica è stata governata dall’economia».

«Si è quindi andati a San Casciano - sottolinea Rustioni - viene comprato un terreno (agricolo) grande come 11 campi di calcio e viene presentato un progetto di impatto ambientale catastrofico. Le mitigazioni proposte? Quelle sono i "pratini". E non so se il lavoro sarà tutelato, viste le spinte del mercato, le aziende che migrano: che si sbaglino sull’impatto ambientale siamo sicuri, speriamo di sbagliarci sulle scarse garanzie del mantenimento dei posti di lavoro».

«Dispiace enormemente - conclude - che gli attacchi ci arrivino da chi sta con noi. ma quando facciamo comodo, vedi periodi elettorali, veniamo sempre tenuti in considerazione. Oggi però si prospetta un momento di verifica programmatica totale».

 

VERDI SAN CASCIANO

«A questo punto si impone una scelta: referendum»

SAN CASCIANO - Sullo stesso tenore dei Verdi provinciali anche quelli di San Casciano, che sulla vicenda Laika tengono duro su due argomentazioni: la mancata partecipazione e il programma elettorale con il quale si sono presentati agli elettori, nella coalizione di centrosinistra, nel 2004. Che, come sottolineano molti loro colleghi di maggioranza, "conteneva" la Laika. «La posizione dei Verdi di San Casciano - dice Maurizio Mazzariol - non si può riconoscere nelle linee di un programma elettorale da cui si stralcia, in modo opportuno e insindacabile, quello che al momento si ritiene prioritario, specie quando siamo di fronte ad un insediamento che maschera attraverso il ricatto occupazionale una manovra neppure direttamente produttiva ma semplicemente speculativa». «Nel programma elettorale - prosegue - si faceva riferimento ad un percorso già dato sottolineando come "l’intervento dovrà essere attentamente valutato e dovrà presentare caratteristiche sia in ordine agli aspetti architettonici... tali da assicurare la compatibilità con il paesaggio circostante con la salvaguardia delle emergenze paesistiche e storiche dell’area interessata" . In tal senso si faceva riferimento alla filosofia del Piano strutturale e al relativo VIST. Quest’ultimo avrebbe dovuto dettare norme certe e sicure per tutti, tant’è che ad una prima verifica la Laika non entrava proprio nei parametri previsti. Ora anche questo si è adattato alla Laika (o viceversa) dimostrando le perplessità che già al tempo della sua presentazione i Verdi avevano sollevato». «E’ chiaro - conclude - che la decisione che è stata presa è quindi dettata unicamente da una volontà politica: ma di fronte ad una decisione così complessa, così distruttiva di un bene collettivo che appartiene a tutti, come mai appunto è stata ancora una volta scelta la via decisionale di una democrazia delegata che si è arrogantemente preposta come unica governante del territorio? Proprio perché non deve essere una scelta di parte ma deve riguardare tutti un referendum potrebbe meglio, a questo punto, aiutare anche i nostri amministratori ad essere più rappresentativi nella loro scelta "sofferta". Non è a nostro avviso un caso che i Verdi siano stati, malgrado attivamente partecipi al grande risultato del centro sinistra, lasciati fuori da qualsiasi organo rappresentativo del nostro Comune: la loro rappresentanza è comoda in campagna elettorale ma estremamente scomoda nella realizzazione dei programmi e nella loro elaborazione». Pu.Ma.

inizio pagina


METROPOLI CHIANTI, 16 GIUGNO 2006

Laika: un sì che pesa da morire

Il consiglio comunale ha deciso: via al nuovo stabilimento al Ponterotto

MATTEO PUCCI

SAN CASCIANO - Maggioranza che vota compatta a favore (escluso Antonio Petrocelli<CF>, gruppo misto, contrario), Cattolici Laici Socialisti e AN contro, FI-UDC che si astiene coi suoi consiglieri Jacopo Borri e Maria Teresa Lumachi (assente alla votazione Filippo Marchi). Sono questi i "numeri" coi quali è stata approvata, martedì 13 giugno, la procedura di variante che ha individuato nella zona del Ponterotto, di fronte all’attuale zona artigianale, quella adeguata per la realizzazione del nuovo stabilimento della Laika autocaravan. 

Dopo un ultimo mese molto "caldo" quindi, con la netta presa di posizione delle associazioni ambientaliste chiantigiane che hanno definito, senza mezzi termini, il trasferimento dell’azienda dal Pontenuovo (Tavarnelle) al Ponterotto (San Casciano), "una speculazione immobiliare", oltre quattro ore di discussione, a momenti anche molto accesa, hanno portato a questo passo molto importante da parte del consiglio comunale. Che, in pratica, ha deciso ufficialmente e senza tentennamenti che lì, al Ponterotto, la Laika si costruirà. E che si dovrà farlo con tutta una serie di attenzioni al ripristino ambientale, primo fra tutti, a carico dell’azienda, l’avvio della realizzazione del Parco Fluviale lungo la Pesa, che andrà da Calzaiolo fino a Cerbaia. Una decisione attesa soprattutto dall’azienda, più volte contrariata dai tempi lunghi coi quali avanza la pratica, e dai lavoratori, presenti in sala consiliare in massa.

Una storia che parte da lontano quella del trasferimento della Laika, verso il 2000, quando i manager dell’azienda tedesca hanno fatto presente all’amministrazione comunale tavarnellina l’insufficienza degli impianti (cinque) nei quali attualmente si divide la produzione dei mezzi nella zona industriale di Sambuca. Da lì la ricerca di un terreno per costruire un nuovo stabilimento, la constatazione (coi Comuni di Tavarnelle e San Casciano fin da subito fianco a fianco) della mancanza di aree idonee dentro o nelle vicinanze della zona industriale, l’individuazione del terreno al Pontenuovo. Da qui, tutti i dubbi sulla compatibilità ambientale di una nuova fabbrica che si inserisce su un terreno "vergine", coi suoi 30.000 metri quadrati di superficie coperta, le sue altezze (11 metri) e una lavorazione molto complessa, che necessita di spazi sia interni che esterni. Dubbi affiorati più volte nella complessa discussione consiliare, durante la quale gli attacchi alla maggioranza sono arrivati soprattutto da AN (Enrico Farina e Romano Dorigoni), gruppo misto (Antonio Petrocelli) e Cls (Alessandro Sardelli).

Materiali, coperture e mitigazioni ambientali, sistemazioni esterne: questi i punti sui quali, come ha spiegato l’assessore all’urbanistica Carlo Savi nella sua lunga presentazione della variante, l’amministrazione comunale, dopo anni di contatti continui con Laika («a volte - ha detto - siamo arrivati molto vicini alla rottura, quella individuata è una soluzione decorosa, visto che è il frutto di due entità che hanno esigenze diametralmente opposte»), cercherà di battersi fino in fondo.

«E’ un progetto troppo clamoroso - ha detto Petrocelli - sia per i volumi che per la zona in cui va ad inserirsi, perché dia il mio voto favorevole. Sono conscio di andare contro il programma elettorale sottoscritto dalla mia maggioranza, ma rivendico il mio diretto al ripensamento». Sardelli (che ha attaccato duramente soprattutto le giunte precedenti, guidate da Pietro Roselli) ha impostato il suo no soprattutto sui passaggi tecnici della vicenda: «Abbiamo un Piano Strutturale adottato, non approvato, non è possibile fare una variante come questa. Come si può pensare di modificare ciò che non è stato approvato? Viviamo in un comune in cui non si fa pianificazione territoriale, ma si rincorrono le soluzioni senza confronto con il consiglio comunale e coi cittadini. Non vorrei che alle spalle degli operai si facesse un’operazione speculativa». Sulla stessa lunghezza d’onda Farina: «Siamo solidali coi lavoratori ma non possiamo approvare il metodo con il quale è stata portata avanti questa variante». Si è astenuta Forza Italia, che ha proposto, in una mozione (respinta) di unire alla variante l’impegno a realizzare la strada di fondovalle, da Ponterotto a Cerbaia. «Speriamo - ha detto Lumachi - di non pagare questa scelta negli anni a venire».

Metodo (e merito) difesi invece fino in fondo dall’assessore Carlo Savi, dal sindaco Ornella Signorini, dagli interventi dei consiglieri di maggioranza: Pietro Roselli, Francesco Nieddu, Franca Benelli, Sauro Belli (DS), Marco Petracchi (Margherita), Gianni Mazzei (PRC). «Votiamo sì - ha detto Petracchi - consci che pagheremo con il sangue, in termini di costi ambientali, questa scelta. Diciamo sì per dare un futuro a Laika e ai lavoratori: da domani però iniziamo a lavorare sul Parco Fluviale». «Il lavoro - sono state le parole di Mazzei - deve essere al centro delle nostre politiche. Lo abbiamo indicato nel programma elettorale col quale ci siamo presentati agli elettori e al quale ci atteniamo. Sulla progettazione siamo fiduciosi nelle nostre strutture tecniche». «La Laika - ha detto Roselli - va ad inserirsi in una zona che già nel Prg del 1985 era stata individuata come industriale. Negli anni era stata trasformata in area agricola, ma se tutto fosse andato come doveva, oggi anche lì ci sarebbero state fabbriche. Non è stato possibile in nessun modo fare uno stabilimento, indispensabile affinché l’azienda rimanga e si sviluppi, nella zona industriale di Tavarnelle».

"O si fa o si scappa": questo l’ultimatum posto negli anni da Laika alle amministrazioni comunali di Tavarnelle prima e di San Casciano poi. Un ultimatum che ha imposto delle scelte che, martedì 13 giugno, sono state prese.

inizio pagina


SAN CASCIANO In Consiglio il 13

Laika, un «sì» al trasferimento Lavoro a rischio

da la Nazione 11/6/06 di Andrea Ciappi

Si è riunita la commissione consiliare ambiente per il disco verde alla delibera sul trasferimento Laika da portare in consiglio comunale il prossimo 13 giugno. Passo avanti fondamentale per spostare l’azienda leader dei caravan da Sambuca al Ponterotto. Passo anche delicato: il «trasloco» consentirebbe, stando a stime circolate durante la trattativa, di mantenere in Chianti qualcosa come mille posti di lavoro. Tra maestranze dirette e indotto. A Sambuca Laika è divisa in più unità produttive. A Ponterotto, si trovrebbe ad operare in un solo grande stabilimento con evidenti vantaggi.

Ci sono altrettanto evidenti questioni ambientali da affrontare e proprio per questo l’iter è passato attraverso l’apposita commissione. Come spiega Franco Bolognesi, componente dell’associazione San Casciano per l’Ambiente, fino in serata «si è parlato della legittimità o meno di tutta l'operazione» per via del fatto che il piano strutturale non sarebbe ancora del tutto operativo. 

Proprio sulle procedure è intervenuta Legambiente, che già qualche giorno addietro aveva dimostrato contro il trasferimento Laika. Il «muro contro muro» non ha mancato di creare tensione. Pietro Roselli, ex sindaco ed ora consigliere comunale a San Casciano, ha difeso l’operazione-Laika. Avendo garanzie sul rispetto dei parametri ambientali , non si può rischiare di perdere l’opportunità di mantenere in Valdipesa tutti questi posti di lavoro. Da una parte è vista appunto come «opportunità», dall’altra (gli ambientalisti) invece come un ricatto. Il 13 giugno prossimo sarà il giorno di un altro passaggio fondamentale in tutta questa complessa vicenda. 

Quello della Laika al Ponterotto è un caso che viene ormai da lontano: la proprietà, dopo aver manifestato l’intenzione di trasferire le unità produttive, ha avviato confronti coi sindacati, con le autorità comunali e tutti i partiti politici di San Casciano. Posti di lavoro che oggi sono «in sospeso». Famiglie che attendono notizie.

inizio pagina


Per l´associazione sarà un grave danno all´ambiente del Chianti, per l´amministrazione occorre dare anche lavoro
S. Casciano, la battaglia dei camper
Laika vuol costruire un impianto,ok per il sindaco,Legambiente contraria

Ornella Signorini: l´impatto c´è ma è stato ridotto con un progetto di qualità
ILARIA CIUTI su la Repubblica 24/5/06

LEGAMBIENTE del Chianti insorge. Contro il nuovo stabilimento della Laika, l´azienda di camper che progetta di costruire la nuova sede al Ponterotto, nel Comune di San Casciano: in 11 ettari, che Legambiente descrive a fianco del corridoio del parco della Pesa, su cui sorgeranno 326 mila metri cubi di cemento. «Un sicuro danno ambientale e un rischio di speculazione edilizia», è l´accusa dell´associazione ambientalista. «L´impatto ambientale c´è ma lo ridurremo con un progetto di qualità. Oltre alle esigenze dell´ambiente esistono quelle del lavoro e dei lavoratori, specie in un momento così difficile», ribatte Ornella Signorini, sindaco di San Casciano, il Comune che si appresta a votare la variante per trasformare la destinazione del terreno ambito dalla Laika da agricola a industriale e aprire così la strada per l´autorizzazione ai lavori.

Né quello sulla Laika è il solo volantino che Legambiente sta distribuendo a San Casciano. L´altro è contro la soluzione, secondo l´associazione «sbagliata e dannosa», di smaltire i rifiuti via incenerimento e di fare ben cinque impianti nell´area tra Firenze, Prato e Pistoia. In particolare Legambiente concentra l´attenzione sugli gli impianti del territorio: la filiera Sibille (trattamento previsto per 110.00 tonnellate)-gassificatore di Testi che una volta a regime, insieme al cementificio della Sacci, dovrà bruciare 85.000 tonnellate. E dice: «Intanto qui è già in funzione un impianto: al cementificio Sacci dove si bruciano rifiuti per alimentare i forni, senza controlli e dunque in modo pericoloso come in tutti i cementifici».

Quanto alla Laika, Legambiente porta l´esempio dello stabilimento già costruito dall´azienda a Sambuca nel Comune di Tavarnelle e «poi messo in vendita per 12 o 13 milioni di euro». L´associazione sospetta che anche a San Casciano si faccia lo stesso. «La Laika, che nonostante la crisi aumenta il fatturato, è cresciuta - ribatte il sindaco - Lo stabilimento di Sambuca è piccolo, l´azienda è costretta a usare capannoni al di là della strada. Così perde quella competitività di cui tanto parliamo in era globale. Lo stabilimento di San Casciano permetterà a un´azienda che ha deciso di restare sul territorio e non delocalizzare di riunire le attività. Per salvaguardare l´ambiente siamo intervenuti sul progetto». 

Non convinta, Legambiente: «Ormai i contenitori vuoti sono tanti, si potrebbero utilizzare quelli con altrettanto successo. Alla fine queste operazioni immobiliari sono contrarie anche all´interesse dei lavoratori. Troppo spesso i fabbricati industriali vengono abbandonati e trasformati in uffici o residenze. A San Casciano abbiamo l´esempio della Stianti, la stessa Matec, che ha chiuso e licenziato, aveva costruito un nuovo stabilimento a Scandicci».

inizio pagina