cgil Firenze stampa la pagina
 

Home Page


25 Aprile nel segno della Costituzione

Tante le iniziative in Toscana tutte legate al ricordo della Liberazione e alla difesa della Carta.
Il Capo dello Stato Ciampi conferisce la medaglia d’oro alla memoria di Bartali

IL CICLISTA aveva contribuito a salvare la vita a 800 ebrei. La commozione della moglie e del figlio ieri al Quirinale. Medaglia d’oro al valore civile anche per il Comune di Greve

da l'Unità 26/4/06

Firenze ha celebrato il suo 25 Aprile con una cerimonia a Piazza dell'Unità d’Italia, dove sono state deposte corone di alloro al monumento ai caduti da parte del sindaco Domenici. Lo stesso sindaco poi nel Salone dei Cinquecento, insieme a Miriam Mafai, ha tenuto il suo discorso ufficiale, toccando i temi della Costituzione legati al ricordo della Resistenza. «Oggi - ha detto Domenici - celebriamo il 25 aprile. Nell’anno in cui si ricorda l’elezione della Assemblea Costituente, l'anniversario della Liberazione si presta a considerazioni di particolare attualità. Dopo i tragici anni della dittatura, sessanta anni fa, fu restituito alla nuova democrazia il presidio forte e autorevole di un'assise eletta direttamente e liberamente da tutti i cittadini, uomini e donne, uguali nell'esercizio del massimo diritto democratico». Sempre ieri il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alcune medaglie d'oro al valor civile a numerose personaggi, enti e associazioni della Toscana. In particolare a Gino Bartali e al Comune di Greve in Chianti. A chiusura delle celebrazioni nel pomeriggio, in piazza Signoria, un concerto della Filarmonica Rossini.


«Resistenza è uguale a Costituzione»

Le celebrazioni del 25 Aprile esaltano il ruolo della Carta martoriata dalla devolution delle destre

di Osvaldo Sabato / Firenze

PARTIGIANI della nostra Costituzione, stravolta dalla devolution voluta dal governo Berlusconi. Liberarsi dalla Carta in versione leghista e far partire proprio nel giorno del 25 Aprile una grande mobilitazione nazionale fino al referendum di giugno. È il legame della Resistenza con la Costituzione, che va a braccetto nel 25 Aprile di quest’anno, il primo dopo la sconfitta elettorale della coalizione di Silvio Berlusconi. Rappresenta il motivo dominante di tutte le celebrazioni di ieri in Toscana, come nel resto d’Italia. Sono stati la difesa dei valori della Carta, il diritto di voto alle donne e il loro contributo nella lotta al fascismo, i punti più importanti tracciati dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici, in un salone dei Cinquecento particolarmente gremito anche da tanti giovani. 

Questo 25 Aprile senza Orazio Barbieri, scomparso il 27 marzo scorso, è stato ricordato da Domenici «la sua scelta, maturata in giovanissima età, di stare dalla parte della libertà, della giustizia, abbracciando quei valori che il regime fascista aveva completamente sradicato dalla vita politica e civile (ma non dalle coscienze di molti italiani) comportava rischi e sacrifici. Significava affrontare le condanne del tribunale speciale, il carcere, la clandestinità e in alcuni casi la morte». Il sindaco ha confermato che a Barbieri verrà dedicato il museo della Liberazione all'interno dell'ex carcere delle Murate. La giornata di ieri è stata anche quella del conferimento da parte del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di medaglie d'oro al valor civile a numerose personaggi, enti e associazioni della Toscana. In particolare a Gino Bartali e al Comune di Greve in Chianti. 

«La Costituzione è la mia Bibbia civile» aveva affermato il Capo dello Stato nelle celebrazioni di ieri. Come detto la Costituzione è stata il pilastro di tutte le iniziative. E con chi, se non con una frase del costituente Pietro Calamandrei, poteva essere ricordato quanto è stato fatto proprio per la Carta? «Dove un italiano ha versato sangue per colpa del fascismo, qui è la Costituzione» afferma il pastore della Chiesa evangelica Raffaele Volpe, nell’orazione tenuta ieri mattina in piazza dell’Unità a Firenze, nelle celebrazioni alla presenza del sindaco di Firenze Leonardo Domenici, dei rappresentanti di Regione Toscana e Provincia di Firenze, della Prefettura e del generale del Corpo d’armata Luigi Colaneri. Il rabbino Umberto Sciunnach ha infatti ricordato come il giorno della Liberazione «coincida con la celebrazione della Shoa». Una Costituzione nata «da tante battaglie e sacrifici non può essere modificata solo da una parte politica, anche maggioritaria. Ci sono diritti e principi che non possono essere sottoposti a voto. 

Tra questi l' unità del Paese, frutto di tante lotte e sacrifici. E, con l'unità del paese, l'uguale trattamento dei cittadini» dirà poi Miriam Mafai nel suo discorso ufficiale a Palazzo Vecchio. «La cosiddetta devolution votata nel corso dell'ultima legislatura sotto il ricatto della Lega - dice Mafai - attribuisce invece alle singole regioni legislazione esclusiva su una serie di materie tra cui sanità e scuola, con il rischio di creare cittadini che godranno di maggiori o minori diritti».

inizio pagina


Salone dei Cinquecento stracolmo di cittadini, tanti striscioni invitano alla battaglia per il referendum
"Difendiamo la Costituzione"
Appello del sindaco e Miriam Mafai nel giorno della Liberazione

da la Repubblica 26/4/06

Difendere la Costituzione nata dalla lotta al fascismo e dalla nascita della Repubblica. E´ questo il messaggio che dopo 61 anni dalla Liberazione esce con forza dalle celebrazioni del 25 aprile. In Palazzo Vecchio erano tanti ieri gli striscioni alzati dai comitati che lavorano per il referendum di giugno che si propone di cancellare la riforma approvata dal centrodestra. Ed è guardando quelle scritte che il sindaco Leonardo Domenici e la giornalista Miriam Mafai si rivolgono alle centinaia di cittadini che affollano il Salone dei Cinquecento e agli ex partigiani seduti nelle prime file: «Quel testo è il frutto di un lavoro comune e deve essere rivisto con il contributo di tutti», dice Mafai, che mette in guardia dai rischi di «una memoria storica ancora non pienamente condivisa».

LA FESTA DEL 25 APRILE
Museo della Liberazione alle Murate
L´annuncio di Domenici: "Lo intitoleremo a Orazio Barbieri"

Mafai: "Sbagliato pensare che l´Italia 60 anni fa fosse unita la nostra è una storia lacerata"
Centinaia di persone tra cui molti ex partigiani hanno partecipato alla cerimonia in Palazzo Vecchio
SIMONA POLI su la Repubblica

Il sessantunesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo coincide con la prima vera messa in discussione della Costituzione e con la necessità di difenderne il testo originario, modificato a colpi di maggioranza nella legislatura guidata da Berlusconi e oggetto tra poco più di un mese di un referendum popolare. E non può esserci grande mobilitazione se non si parte dalla conoscenza storica della Resistenza e dalla consapevolezza dei valori che in quella carta, definita ieri da Ciampi una "bibbia civile", furono tradotti in principi legislativi e indirizzi politici. E´ questo il messaggio che ieri nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio hanno sottolineato nei loro interventi il sindaco Leonardo Domenici, la giornalista Miriam Mafai e il presidente della federazione delle associazioni partigiane Mario Leone, che hanno parlato davanti a centinaia di persone, tra cui molti ex combattenti che ricordano gli avvenimenti di quei drammatici giorni. A uno di loro, ultimi testimoni diretti della lotta contro la dittatura, va subito il pensiero di Domenici: Orazio Barbieri, scomparso il 27 marzo scorso. «Orazio è stato tante cose, partigiano, combattente per la libertà, dirigente politico, amministratore», dice il sindaco. «La sua scelta, maturata in giovanissima età, di stare dalla parte della libertà, della giustizia, abbracciando quei valori che il regime fascista aveva completamente sradicato dalla vita politica e civile comportava rischi e sacrifici. A lui dedicheremo il museo della Liberazione che verrà realizzato nell´ex carcere delle Murate». 

Una lunga parte del suo intervento è dedicata al ruolo svolto dalle donne nella Resistenza: «All´elezione dell´Assemblea Costituente, per la prima volta nella storia d´Italia, le donne ebbero diritto di voto», dice Domenici. «Questo diritto ad essere protagoniste della vita politica del paese le donne se lo sono conquistato partecipando alla Resistenza. Alcune cifre: 35. 000 partigiane, 4.653 arrestate e torturate, 2.750 deportate, 16 medaglie d´oro, 17 medaglie d´argento, 2.900 fucilate o cadute in combattimento». E proprio a una donna simbolo di quel periodo storico, Miriam Mafai, accolta con grandissimo calore, Firenze affida il compito di celebrare il 25 aprile: «Spetta a noi evitare il pericolo del reducismo e della nostalgia, quasi quell´Italia di sessant´anni fa fosse, a differenza di quella di oggi, un paese tutto unito attorno agli stessi ideali. Non era così. Anche quell´Italia era divisa. Persino nella nostra capitale fu la monarchia compromessa con il fascismo e non la Repubblica, a raccogliere il 2 giungo del 1946 la maggioranza dei consensi. 

La nostra storia è una storia complessa, lacerata, divisa, come quella di tanti paesi d´Europa. Ma tutte le grandi nazioni democratiche oggi si reggono su una salda memoria condivisa. Da noi invece questo processo di unificazione della memoria e della storia, attorno al nucleo essenziale della Resistenza al fascismo non è ancora del tutto compiuto. La programmatica assenza in tutti questi anni di Berlusconi dalle cerimonie del 25 aprile non ha certo aiutato questo processo». In sala ci sono tanti striscioni della "carovana per la Costituzione". «Le modifiche dovranno essere fatte insieme, così come insieme fu scritta la Carta da tutti i costituenti», dice Mafai tra gli applausi. Mentre i partiti del centrodestra vanno a rendere omaggio ai soldati americani sepolti nel cimitero dei Falciani, a Prato è il regista Carlo Lizzani a parlare della Liberazione: «Il cinema ha svolto un ruolo chiave nel raccontare e nel tenere alto il valore della Resistenza, che ha fatto rinascere l´idea di patria dopo secoli di unità fragile e di sottomissione a sovranità extranazionali».

inizio pagina


LA PIAZZA
A Santo Spirito tavolata a prezzi popolari: l´Assemblea antifascista celebra così la ricorrenza
"Ricordiamo quel giorno di 61 anni fa parlando di precariato, tav, migranti"

Striscioni, foto combattenti e giovani Alla festa canti partigiani e nutella
CECILIA DALLA NEGRA su la Repubblica 26/4/06

"Resistere è partecipare: 25 aprile oggi e sempre". Alle 12.45 in piazza S. Spirito ci sono già una cinquantina di ragazzi che appendono grossi striscioni tra un albero e l´altro, montano tavoli, preparano l´occorrente per la musica. E´ l´inizio della manifestazione organizzata dall´Assemblea antifascista fiorentina per festeggiare la ricorrenza del 25 aprile. In poco tempo iniziano ad arrivare le prime persone, i passanti si fermano incuriositi per vedere cosa succede in una fra le piazze più popolari e popolate della zona di S. Frediano . La giornata è bella, fa caldo, e la gente si ferma volentieri a mangiare al banchetto organizzato dalle ragazze dell´asilo occupato della Lastra e dal bar autogestito di Lettere: verdura, pappa al pomodoro e vino a prezzi popolari, con 5 euro mangi e bevi in abbondanza. Qualche turista straniero ne approfitta e si ferma, le ragazze porgono i piatti accaldate e soddisfatte: alle 14 è rimasto da mangiare solo un po´ di pane e nutella, poi caffè per tutti fra musica di De Andrè e canti partigiani che risuonano nella piazza e oltre. 

«Siamo molto contenti della buona riuscita della seconda edizione di questo appuntamento - dice Stefania, una delle organizzatrici del gruppo "Firenze resiste" - tutta questa affluenza dimostra che la gente ci tiene a ricordare una data importante come quella di oggi, e vuole festeggiarla a modo suo, dal basso. E´ una piazza in controtendenza rispetto alle manifestazioni militariste come quella di domenica scorsa. Noi siamo per la pace». Appesi agli alberi striscioni, mostre fotografiche sui partigiani della Brigata Sinigaglia di Firenze, e poi banchini che vendono libri e vino autoprodotto, mentre il numero delle persone aumenta: alle 15 sono in 350 ad aspettare l´intervento pubblico dei partigiani dell´Anpi - Oltrarno ed il dibattito che ne seguirà: «Perché - prosegue Stefania - vogliamo ricordare la Resistenza attualizzandola: parleremo di precariato, dei Cpt, di Tav, dei migranti». 

Ci sono anche loro in piazza, insieme a Marco, 23 anni, che aggiunge: «Quella di oggi è un´occasione importante non solo perché ricorre il 61° anniversario della Liberazione, ma perché c´è il passaggio al nuovo governo, e vogliamo dire con forza che è arrivato il momento di affrontare i grandi temi della campagna elettorale, come il diritto di cittadinanza e la legge 30». Seduta intorno ai tavolini improvvisati, per terra, intorno alla fontana, c´è gente di tutte le età: Maria e Viviana, 40 anni, sorridono guardandosi intorno: «C´è una bella atmosfera colorata - dicono - ed è importante esserci per non dimenticare quello che è successo». Ancora un po´ al sole della piazza, la musica della banda, poi alle 17 il corteo per attraversare il quartiere di S. Frediano fino a piazza Tasso, passando per le tappe più importanti della Resistenza fiorentina.

inizio pagina


CELEBRAZIONE Affollato corteo in città

La festa del 25 aprile in nome delle donne e della Costituzione

da la Nazione 26/4/06

 E’ nel segno delle donne, nell’anno in cui si celebra il sessantesimo anniversario del voto femminile, che Luciana Cappelli, sindaco di Empoli, ha voluto celebrare il 25 aprile,l a festa della Liberazione. Dopo la celebrazione della messa nella chiesa della Madonna del Pozzo, il primo cittadino insieme ad Alberto Fluvi e Mercedes Lourdes Frias, i due candidati eletti alla Camera dei deputati, ha deposto le corone d’alloro prima in piazza della Vittoria e poi i piazza XXIV Luglio. Da piazza della Vittoria si è formato un nutrito corteo al quale hanno preso parte molti cittadini e anche molti rappresentanti delle forze dell’ordine, carabinieri e polizia di stato, oltre che delle associazioni e dei membri del comitato per la difesa della Costituzione.

«Questo 25 aprile è importante perchè coincide con il sessantesimo anniversario del voto alle donne — ha affermato — proprio loro sono state fondamentali per costruire un percorso verso la libertà, prima come protagoniste dell’antifascismo e poi della Resistenza. Nella nostra città questa presenza è ancora più evidente, come lo ha mostrato il centenario della Cgil che è iniziato ricordando il lavoro delle fiascaie e il loro sciopero. Grazie a loro e alla loro opera dall’inizio del secolo scorso, anche a Empoli si è puntato all’affermazione dei diritti della famiglia». Infine un appello ai cittadini affinchè «di questo 25 aprile venga salvaguardata la Costituzione per la quale si andrà al referendum alla fine di maggio».

Anche nel resto del Circondario le amministrazioni hanno organizzato momenti celebrativi per ricordare il 25 aprile.
E c’è chi ha colto l’occasione per trascorrere una giornata diversa, in full immersion con la natura. A Limite sull’Arno, al parco di Montereggi, la Vab ha organizzato come di consueto insieme alla Pro-Loco la classica «Festambiente» con aquiloni e pic-nic.Sara Bessi

inizio pagina


Carri armati, finti soldati americani e partigiani da Poggio Imperiale a Porta Romana in mezzo al saluto dei fiorentini
In migliaia salutano la Liberazione
Sfilata e rievocazione."Difendiamo la Costituzione"

da La Repubblica 24/4/06

Migliaia di persone ieri hanno applaudito la rievocazione storica della Liberazione di Firenze. Un kolossal con ottanta mezzi militari dell´epoca, tra cui due rarissimi carri armati Sherman, e oltre duecento figuranti che hanno ripercorso la strada che alleati e partigiani fecero il 4 agosto del ´44 fino a Porta Romana. Un clima festoso, con finti americani che gettano caramelle alla folla, finti inglesi a bordo delle contraeree, e finti partigiani col fazzoletto rosso e i fucili a tracolla. Ma anche emozioni vere, come quelle suscitate dai discorsi dei partigiani sopravvissuti che in piazza Tasso hanno fatto un appello in difesa della Costituzione: «E´ nata dalla Liberazione, dal sacrificio di tante vite, e abbiamo il dovere di tutelarla da chi l´ha voluta stravolgere: facciamolo col referendum di giugno» ha detto Enio Sardelli, presidente Anpi Oltrarno.

Da Poggio Imperiale una sfilata rievocativa della battaglia per la liberazione di Firenze. 
"Difendiamo la Costituzione"

Quel 4 agosto andò più o meno così
Carri armati, americani, partigiani a Porta Romana come nel ‘44

CLAUDIA RICONDA

Com´è bella la Liberazione, vista dall´alto. Dalla cima di questo carrarmato Sherman del ´43, rimasto trent´anni sotto l´acqua in un campo dell´Italia centrale, e che ora rimontato vite su vite punta dritto su Porta Romana, il cingolato che fa tremare l´asfalto di Poggio Imperiale, il cannone che non ha più bisogno di sparare, e dentro Davide il carrista vestito da americano che fa il segno di vittoria con le dita. Com´è vera la Liberazione, anche se tutto intorno è finto. Gli americani che buttano caramelle alla folla, gli inglesi sulle jeep in battle dress, i partigiani a piedi con i fucili a tracolla, e i soldati italiani in tenuta tropicale, il casco coloniale del nonno che rotola via quando ci si china per mettere in moto a manovella il trattore da artiglieria custodito tutto l´anno in un capannone di Lucca. Duecento figuranti, gente che nella vita fa tutt´altro, vivaista, meccanico, trasportatore, ma che oggi s´è messa i panni della seconda guerra mondiale ed è venuta a liberarci di nuovo dai tedeschi. E com´è paziente la Storia, quando accetta di travestirsi, di mascherarsi da fiction, di stravolgere le date e i luoghi, pur di farsi riconoscere: ragazzi guardate, quel ‘4 agosto del ‘44 a Porta Romana andò più o meno così. Con gli alleati e i partigiani che scendevano da Poggio Imperiale e ci restituivano la libertà. Il passato che si confonde col presente, i vivi con i morti, la voglia di riaverli qui che diventa allucinazione: quella ragazza laggiù tra la folla non sembra forse la Lilianina, la staffetta partigiana che quel giorno sotto la porta sosteneva il braccio di Franco che sventolava la bandiera rossa? E quello là con la barba lunga e il cappello, carico di bisacce e di cartucce, non assomiglia forse a Gracco, il comandante della brigata Sinigaglia? E il Moro, dov´è finito il Moro?

Anche una rievocazione kolossal come questa, organizzata dall´associazione culturale Gotica Toscana di Scarperia che ha messo in campo a Firenze ottanta mezzi militari autentici della seconda guerra mondiale e un formicaio di collezionisti e comparse vestiti con le divise originali dell´epoca, ha i suoi squarci di verità. Quelli che fanno tornare i conti, che danno un significato attuale e contemporaneo a ciò che poteva sembrare un´operazione nostalgia per amanti di ferri vecchi. La verità di Enio «Foco» Sardelli, il presidente dell´Anpi Oltrarno, il partigiano vero fra tanti partigiani finti. Il fazzoletto vero al collo, la commozione vera nelle parole, la rabbia vera anche quella, durante il discorso in piazza Tasso, luogo di uno dei più orribili eccidi dei fascisti nella Firenze del ‘44: «Giornate come questa di oggi ci ricordano che dalla Liberazione è nata una cosa grande: la nostra Costituzione. Difendiamola! Hanno cercato di distruggerla, di stravolgerla con iniziative truffaldine: ma col referendum di giugno avremo modo di fermarli, di dire no a chi vuol riportare indietro l´orologio della storia». 

Conti che tornano anche a prezzo di un batticuore, quello provato dai vecchi nel rivedere i carrarmati e le jeep, «erano i liberatori, ma che effetto ancora oggi», e di un malumore, quello di un altro partigiano dell´Anpi, Silvano Sarti, che avrebbe preferito non vederla, quella manciata di finti tedeschi sulle motorette messi dagli organizzatori a chiudere il corteo rievocativo: «Non avevo voglia di ritrovarmeli davanti neanche per finta. Che senso ha mettere tutti insieme? Loro stavano dalla parte sbagliata, e lì devono restare». La parte giusta, la parte sbagliata: in un mondo di fiction, quello che conta è avere comunque una parte.

inizio pagina


«Firenze fu liberata dai partigiani»

L’Anpi polemizza con la parata di carri armati che si tiene oggi in città per festeggiare il 25 aprile. Mentre Forza Italia si inventa la celebrazione solo a stelle e strisce

LA MEMORIA non tradisce i partigiani dell’Anpi. Loro sanno bene cosa accadde in quei convulsi giorni del ’45 e lo ribadiscono oggi: «Fummo noi a liberare Firenze»

di Alessio Schiesari sull'Unità 23/4/06

Un tuffo nel passato. A 61 anni fa, a quel luminoso 25 aprile del 1945 quando l’Italia su liberata dall’occupazione nazifascista. Per festeggiare il 61° anniversario della Liberazione Palazzo Vecchio ha organizzato una serie di manifestazioni che culmineranno oggi in una parata con tanto di carri armati storici. Un’iniziativa che però fa storcere il naso ai partigiani dell’Anpi che ricordano non senza una punta di polemica come. in verità, «i primi a liberare Firenze dai nazifascisti siamo stati noi, non i carri armati alleati».

Sulle strade di Firenze sfileranno oggi carri armati, soldati e partigiani che nell'agosto 1944 liberarono la città dai nazi-fascisti. È il «Raduno dei due Gigli 2006», la manifestazione storico-rievocativa con veicoli storici e figuranti in uniforme organizzata dall'associazione culturale Gotica Toscana di Scarperia che si snoderà attraverso la città e culminerà alle 10.30 in piazza Tasso. Il 25 aprile, infine, la commemorazione in Palazzo Vecchio con il sindaco Domenici e Miriam Mafai.

  I partigiani: «Fummo noi a liberare Firenze»
L’Anpi polemizza con la parata di carri armati organizzata per ricordare la Liberazione della città

di Alessio Schiesari

«C’È SEMPRE qualcosa da cui liberarsi, e questo 25 aprile celebriamo la liberazione dal governo alleato con ex fascisti e neonazisti di Silvio Berlusconi». Alberto Cecchi, partigiano e membro dell’ufficio di presidenza della sezione provinciale fiorentina dell’Associazione partigiani, non usa mezzi termini per indicare perché questo 25 aprile, aldilà di ogni retorica, è davvero speciale. Ma per l’Anpi la sconfitta elettorale della Cdl non è l’unico tratto caratterizzante della prossima festa della Liberazione. «La Costituzione - prosegue con la consueta franchezza Cecchi - è il prodotto migliore della Resistenza ma adesso con la cosiddetta devolution c’è chi pretende di svilire la nostra carta fondamentale. 

In occasione della festa di liberazione ribadiremo il nostro “No” a questa riforma eversiva». Ma se il centrodestra e le sue politiche sono oggetto di aspre critiche da parte dell’Anpi, l’associazione partigiana non rinuncia nemmeno a togliersi un sassolino nella scarpa col Comune. «Rimango perplesso - commenta Cecchi - di fronte alla sfilata di carrarmati organizzata per il 25 aprile e che ha trovato il patrocinio di Palazzo Vecchio. Qualcuno dimentica che i primi a liberare Firenze dai nazifascisti siamo stati noi, non i carrarmati alleati». Ma quella che si appresta a festeggiare il 25 aprile è un’Anpi che chiede di svolgere un ruolo politico attivo e attuale. Un ruolo che, dopo la decisione di aprire l’associazione anche ai non partigiani, Anpi si dice in grado di svolgere. Nella sola Firenze infatti ci sono state ben 3mila le nuove iscrizioni. Ma, oltre che nel rinnovato impegno politico, l’Anpi si sta dando da fare per celebrare al meglio il 25 aprile. 

Tra le manifestazioni in programma martedì molte sono state organizzate anche dai partigiani. Tra queste va ricordata quella del Comune di Firenze che partirà alle 10.30 da Piazza dell’Unità e proseguirà in un corteo fino a Palazzo Vecchio, e quella voluta dall’Arci, dedicata a resistenza e voto femminile, che inizierà alle 16 in via dell’Erta Canina e terminerà a notte fonda. L’Anpi sarà coinvolta inoltre nelle deposizioni di corone che si svolgeranno martedì mattina ai cimiteri di Soffiano e Sesto Fiorentino, alla fiaccolata che partirà alle 21 da Santo Spirito, alla festa “Che Liberazione” in programma alle 13 nella Casina di Fontesanta di Bagno a Ripoli e, sabato 29, alla commemorazione del generale Gracco che si terrà all’Sms di Rifredi.

Ma 25 aprile è anche musica. Nel Cortile degli svizzeri di Lucca alle 18 di martedì suoneranno gratis i Quintorigo e alla Casa della cultura di Scandicci lunedì alle 21.15 si esibiranno i Casa del vento. Inoltre Bagno di Gavorrano e Grosseto ospiteranno “Festival resistente”, che si concluderà martedì sera con la piè ce teatrale Ospiti. Ma il 25 aprile più sentito sarà probabilmente quello di Greve in Chianti, Comune che proprio martedì riceverà dal presidente della Repubblica Ciampi la medaglia d’oro alla Resistenza.

inizio pagina


Messa per i caduti e corone alle lapidi
dal Tirreno 23/4/06

 GAMBASSI. Ecco il calendario delle iniziative organizzate in occasione del 61º anniversario della Liberazione. Alle 10 nella chiesa della Misericordia, in piazza Roma, sarà celebrata la messa in suffragio ai caduti. A seguire, alle 11,30, ci sarà la deposizione di due corone di alloro: una alla lapide dei caduti al palazzo comunale e l’altra a San Vittore, dove nel 1944 furono fucilati due partigiani.  Il primo maggio sarà ricco di iniziative quello del paese termale: si inizierà alle 6 del mattino con l’inno al maggio cantato per le vie cittadine, mentre alle 11, in piazza Brunelleschi, si terrà il tradizionale comizio organizzato dalla Cgil , Cisl e Uil. Dopo il saluto del sindaco, Barbara Rutilensi, della Fillea- Cgil Empolese Valdelsa, affronterà i temi della legalità, dell’uguaglianza e dei diritti per il lavoro e lo sviluppo. A partire dalle 9 e per l’intera giornata per le vie del centro ci saranno il mercatino dell’antiquariato, organizzato dalla Pro Loco, e “il mercato di stagione”.

inizio pagina


LA VISITA

Il sindaco al ‘Nuovo Pignone’

da la Nazione 22/4/06

Il sindaco Leonardo Domenici, insieme a centinaia di lavoratori del Nuovo Pignone, ha partecipato nella storica azienda alla cerimonia in ricordo della Liberazione e alla deposizione di una corona alla lapide in memoria dei lavoratori deportati e uccisi nei campi di sterminio nazisti.

Domenici, che è intervenuto in una sala mensa affollatissima, presenti i delegati sindacali e i vertici dell'azienda, ha ricordato il legame fra la Nuovo Pignone e la città, e ha sottolineato come quest'anno l'anniversario del 25 Aprile cada in un momento particolare per la delicata fase che il Paese sta attraversando. «Oggi, dopo una durissima campagna elettorale — ha detto — dovremmo prendere spunto dalla Liberazione e parlare un linguaggio comune per la ricostruzione della vita politica, che dia il senso di appartenenza comune e sia capace di indicare una nuova prospettiva per uscire dalle difficoltà, in una logica di condivisione delle responsabilità, ognuno per la sua parte».

inizio pagina


Care compagne, cari compagni,

il 25 aprile si celebrerà il 61° Anniversario della Liberazione Nazionale al quale siete tutti invitati a partecipare.

Il programma della giornata fiorentina prevede:

· ore 10:30 Piazza dell’Unità Italiana: Deposizione di corone e onori ai caduti di tutte le guerre

· ore 10:45 Corteo

· ore 11:00 Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento:

Saluto del Sindaco di Firenze, Leonardo Domenici

Orazione ufficiale,Miriam Mafai

· 0re 17:00 Piazza Signoria: Concerto della Filarmonica G.Rossini di Firenze

In considerazione dell’imminente referendum sulla Costituzione consideriamo che tale manifestazione abbia, oltre al suo intrinseco valore commemorativo, un importante significato politico e pertanto vi invitiamo ad aderire numerosi.

Fraterni saluti,

Il Segretario generale CdLM Firenze

inizio pagina


Comune di Empoli                     Camera del lavoro di Empoli

 

(R)esistenze

 

Cenacolo degli Agostiniani

Via de’ Neri, 15 - Empoli

26 aprile 2006

 

 

ore 17:  presentazione del libro (R)esistenze a cura di  L. Fantone e I. Franciosi, Firenze, Morgana Edizioni, 2005

 ore 18: spettacolo C’era una volta… IO/OI: ovvero resistere per esistere!

Testi di Sandra Landi  

Interpretazione di Elena Carloni

Immagini video a cura di Pietro Paolo Capezzone

interverrà

 Teresa Mattei membro dell’Assemblea Costituente

 

Con

Luciana Cappelli  Sindaco del Comune di Empoli

Sandra Landi scrittrice

Barbara Rutilensi della Camera del lavoro di Empoli

   

Lo spettacolo rappresenta in chiave molto ironica, con la narrazione della vita di una donna, la storia di una generazione che, nata nel dopoguerra, attraversa tutto il secondo Novecento.

Si delinea infatti la storia di una generazione di persone che ha percorso attonita, più o meno consapevolmente, vicende storiche complesse, che hanno tracciato segni indelebili nella loro formazione.

La narrazione stupisce e appassiona chi ha vissuto quel periodo, incuriosisce e affascina le generazioni più giovani.

Il testo recitato è accompagnato da canzoni e immagini video che lo arricchiscono di suggestioni ed è tratto dal libro (R)esistenze, a cura  L. Fantone e I. Franciosi, Firenze, Morgana Edizioni 2005.

inizio pagina


MUGELLO Anteprima alle celebrazioni di martedì prossimo nei vari comuni quella di oggi a Vicchio. Borgo: polemiche per l’invito a Cocchi

Liberazione, iniziative per non dimenticare

da la Nazione 21/4/06

E’ uno spettacolo teatrale, denso ed appassionato, quello che l’associazione Arzach propone stasera alle 21 alla sala Garibaldi di Scarperia dove sarà messa in scena la tragedia di Sant’Anna di Stazzema, dove nell’agosto 1944 si registrò uno dei più tragici avvenimenti di tutta la seconda guerra mondiale nel nostro Paese, con l’uccisione di oltre 560 civili innocenti da parte di reparti SS comandati dal maggiore Reder. ‘‘Scalpiccii sotto i platani’’ questo il titolo della rappresentazione, è scritto, diretto ed interpretato da Elisabetta Salvatori: l’attrice, che è nata vicino a Sant’Anna,  dà voce e corpo alle vittime ed ai carnefici, in uno spettacolo di straordinaria intensità, scelto dalla Regione come simbolo della giornata della memoria. Uno spettacolo adatto a tutti, in particolare ai giovani. La manifestazione è patrocinata dal comune di Scarperia, con il contributo del Sindacato Spi-Cgil delle zone Scarperia, San Piero a Sieve, Barberino e Firenzuola.
La serata sarà introdotta da Sandra Galazzo, sindaco di Scarperia, e dai rappresentanti dello Spi Cgil. La prevendita dei biglietti è alla biblioteca comunale.
Riccardo Benvenuti

inizio pagina