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FIGLINE Dopo il trasferimento dei macchinari in Romania

«Pirelli, intervenga la Provincia» L’appello dei consiglieri del Valdarno

da la Nazione 22/9/06

Dopo il consiglio comunale aperto che si è tenuto lunedì a Figline, si moltiplicano le prese di posizione sullo stabilimento Pirelli: da un paio di mesi al centro dell’attenzione, sia sindacale che istituzionale. Un contributo al dibattito viene adesso fornito dai quattro consiglieri provinciali che rappresentano il Valdarno, cioè Piero Giunti e David Ermini della Margherita, Massimo Sottani e Marcello Morandini dei Democratici di Sinistra, e che hanno presentato una “domanda d’attualità”. “Dopo il consiglio comunale – scrivono – vogliamo sollecitare la ricerca di un ulteriore contributo da parte dell’Ente Provincia verso una progettualità di intervento, dove insieme ad altre istituzioni si abbiano ben chiare le finalità aziendali. Noi – sottolineano Giunti, Ermini, Sottani e Morandini – faremo la nostra parte a fianco delle istituzioni, dell’Azienda e dei lavoratori. Come Provincia di Firenze vogliamo essere della partita".

Nella nota si dice di voler costruire, ognuno per le proprie competenze, “un percorso che abbia credibilità, e sia interlocutore unico e coeso, facendo attenzione a non fare demagogia politica perché involontariamente faremmo un cattivo servizio allo stesso sindacato”. I consiglieri provinciali sono consapevoli tuttavia delle buone relazioni industriali che animano il menagement aziendale: “Nessuno – rilevano – disconosce sia gli investimenti fatti e promessi in questo stabilimento, che il ruolo importante di ricerca che la Pirelli di Figline svolge nel contesto aziendale. Nessuno, però – aggiungono i consiglieri di Palazzo Medici Riccardi -, non può disconoscere i risultati che attraverso buone relazioni con le Rsu e i sindacati hanno permesso di raggiungere importanti accordi che hanno garantito buona produttività e il mantenimento occupazionale delle maestranze”.

Tuttavia i rappresentanti di Margherita e Ds si definiscono perplessi: “Per una caduta di stile che non si addice ad un’Azienda come la Pirelli, che ha sempre fatto delle relazioni sindacali la sua prerogativa di Azienda moderna”. Tutto questo si riferisce al campanello d’allarme occupazionale suonato dopo che in agosto la Pirelli ha trasferito da Figline in Romania quarantacinque macchine per la produzione di cordicella metallica.
P. F.

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FIGLINE Approvato un documento unitario

Pirelli: il Consiglio invita a «tutelare» Assente l’azienda

 di Paolo Fabiani su la Nazione 20/9/06

Documento unitario e nessun accenno di polemica, toni bassi ma soprattutto molta attenzione, e inviti a non strumentalizzare politicamente la vicenda. In sintesi è questo il risultato del consiglio comunale “aperto” che si è tenuto lunedì sera a Figline per affrontare il discorso sulla Pirelli che nel mese di agosto ha trasferito nello stabilimento in Romania quarantacinque delle seicento macchine che producono la cordicella metallica nello stabilimento valdarnese. La Pirelli di Figline è una delle più importanti realtà della Regione Toscana con i suoi 520 addetti, e un indotto che raddoppia sicuramente la manodopera. Per questo il sindaco Riccardo Nocentini aveva convocato la massima assise cittadina alla quale sono intervenuti, proprio per dimostrare la delicatezza del problema e scongiurare negativi sviluppi futuri, sia l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, che la sua collega provinciale Stefania Saccardi; nella sala consiliare oltre alle rappresentanze sindacali e delle Rsu Pirelli c’erano consiglieri regionali e provinciali di tutte le forze politiche.

Tuttavia è anche bene ricordare che al consiglio comunale aperto era assente la rappresentanza dell’Azienda, che comunque avrà un incontro ai massimi livelli il prossimo 29 settembre in Regione, con i due assessori e il sindaco di Figline. Pertanto solo in quella sede sarà reso noto il piano industriale della Pirelli, e con esso il futuro occupazionale delle maestranze. Al momento l’importante è dimostrare che le istituzioni, compatte, seguono da vicino l’evolversi della situazione. Alla fine della seduta, alla quale hanno partecipato anche una ventina di lavoratori dello stabilimento e uno di questi ha ricordato che “bisogna tutelare anche la qualità del lavoro all’interno dello stabilimento”, il consiglio comunale all’unanimità ha approvato un ordine del giorno con il quale, fra l’altro, chiede: “Che lo stabilimento mantenga i volumi di prodotto finito già previsti dagli accordi sindacali del 2005. Che il centro di innovazione e ricerca tecnologica, operante da anni nello stabilimento, sia valorizzato con significativi investimenti; che la Direzione aziendale, particolarmente in collaborazione con la Provincia, predisponga dei programmi di qualificazione e formazione del personale; che sia istituito un Osservatorio tra Azienda, organizzazioni sindacali ed Enti Locali per valutare gli indirizzi ed i piani di investimento dei prossimi tre anni, prevedendo verifiche periodiche”.

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INDUSTRIA Il caso in Regione

Futuro della Pirelli lontano dal Valdarno «Vogliamo garanzie»

da la Nazione 13/9/06

Un’interrogazione urgente, per conoscere quali iniziative intende prendere la giunta regionale toscana sulla situazione e le prospettive dello stabilimento Pirelli di Figline Valdarno. A firmarla tre consiglieri regionali di maggioranza: Enzo Brogi (Ds), Pieraldo Ciucchi (Sdi) e Gianluca Parrini (Margherita).

«Nelle ultime settimane – si legge nel testo dell’interrogazione - si sono intensificate notizie ed iniziative delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni e delle forze politiche locali, in merito alla situazione ed alle prospettive dello stabilimento di Figline Valdarno della Pirelli Spa; in particolare, è stata espressa una forte preoccupazione per le iniziative assunte dalla direzione aziendale che ha deciso di spostare in una unità produttiva nella Repubblica di Romania, una parte degli impianti e delle tecnologie finora utilizzate nello stabilimento toscano; tale iniziativa sembra non costituire un episodio isolato ma potrebbe inquadrarsi in una strategia della Pirelli Spa finalizzata a rilocalizzare la produzione in aree più vantaggiose sotto il profilo dei costi».

«Lo stabilimento Pirelli di Figline – spiega Enzo Brogi – è una presenza industriale fra le più importanti e significative della Toscana: attualmente esso occupa più di 500 addetti e rappresenta il volano di un indotto significativo e diffuso in tutta l’area del Valdarno aretino e fiorentino. Per questo – aggiunge Brogi – chiediamo che la giunta regionale, anche a seguito dell’incontro che l’assessore Simoncini ha avuto con i sindacati, relazioni in Consiglio su questa delicata vicenda e, soprattutto, si impegni, per quanto di sua competenza, a svolgere un’iniziativa per garantire il mantenimento e la qualificazione, attraverso la ricerca e l’innovazione, dell’attività industriale della Pirelli di Figline Valdarno».

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FIGLINE L’amministrazione-Nocentini e i sindacati cercano conferme e nuove notizie sulle prospettive valdarnesi della grande azienda metalmeccanica

Pirelli, quale piano industriale?

da la Nazione 7/9/06

di Paolo Fabiani

La crisi della Pirelli è stata affrontata direttamente dall’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, che assieme al sindaco di Figline Riccardo Nocentini, i rappresentanti della Provincia di Firenze e le organizzazioni sindacali ha voluto fare il punto sulla situazione della più grande azienda metalmeccanica valdarnese, e fra le più importanti della Toscana, che ha trasferito in Romania alcune macchine operatrici che nello stabilimento figlinese non venivano più utilizzate. “Le organizzazioni sindacali – spiega una nota firmata da Alessandro Beccastrini della Fim-Cisl, Moreno Razzolini della Fiom-Cgil e Rodolfo Zanieri della Uilm-Uil di Firenze – hanno illustrato in maniera dettagliata le loro preoccupazioni per il futuro dello stabilimento. Le istituzioni – precisano – hanno preso l’iniziativa di convocare l’Azienda per poter conoscere quali sono le strategie che la stessa ha previsto per il futuro del sito produttivo. Le organizzazioni sindacali – concludono Fim, Fiom e Uilm –, mentre restano in attesa di una successiva convocazione per poter essere aggiornati sull’incontro, seguiranno con attenzione ogni minimo movimento interno allo stabilimento”.

Particolare attenzione chiede il sindaco: “La Regione considera la Pirelli una realtà ottimale, una risorsa importante da far crescere e sviluppar — ha detto Nocentini —, come amministrazione comunale vogliamo anche capire chi sono gli interlocutori sui quali fare riferimento. Inoltre. precisa il sindaco, vogliamo conoscere il piano industriale e qual è la volontà d’investimento per i prossimi anni, quindi come istituzioni intendiamo legare maggiormente la Pirelli al territorio creando quelle professionalità necessarie all’Azienda”. 

Insomma c’è stata una levata di scudi generale non appena il sindacato ha reso nota la volontà di trasferire dei macchinari improduttivi dal Valdarno nell’est europeo, dove la manodopera costa circa la metà che in Italia, perché nessuno può permettersi che uno stabilimento come quello della Pirelli venga ridimensionato. Infatti a Figline ci lavorano 520 persone, oltre alle tante aziende artigiane e famigliari che formano l’indotto in tutta la vallata, e un eventuale ridimesionamento sarebbe un colpo durissimo per l’economia locale. Fra una decina di giorni istituzioni e dirigenza Pirelli si troveranno di fronte, e sarà quello il momento della verità, quando finalmente l’azienda svelerà i progetti futuri.

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FIGLINE VALDARNO I 500 LAVORATORI PREOCCUPATI DAL TRASLOCO DEI MACCHINARI
Pirelli in Romania? In campo la Regione

da la Nazione 6/9/06

«LA REGIONE chiederà un incontro con i vertici aziendali Pirelli per fare il punto sulla situazione dell' azienda di Figline Valdarno alla luce delle preoccupazioni espresse dai lavoratori sulle prospettive di una presenza sul territorio nel medio-lungo periodo». Lo ha detto l'assessore al Lavoro, Gianfranco Simoncini, a conclusione di un incontro, al quale hanno partecipato anche il sindaco di Figline Valdarno, Riccardo Nocentini, un rappresentante della Provincia di Firenze e le organizzazioni sindacali. I sindacati hanno dato voce ai timori degli oltre 500 lavoratori, preoccupati per l' annunciato trasferimento in Romania di alcuni macchinari utilizzati per la produzione principale dell' azienda, le cordicelle metalliche per le gomme auto. 

«Chiediamo all' azienda — ha spiegato l' assessore Simoncini — di tranquillizzarci in merito alle prospettive produttive e in particolare sulla volontà di restare nel territorio, una volontà che era già stata più volte avvalorata dagli investimenti fatti e dal piano industriale. La Pirelli è una multinazionale leader nel suo settore e con ulteriori prospettive di sviluppo, che fa investimenti e ricerca, che ha buone relazioni sindacali. La Toscana è molto interessata al consolidamento della sua presenza nel territorio perchè è proprio su questo tipo di realtà che punta anche il suo Piano regionale di sviluppo».

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FIGLINE L’assessore regionale

Pirelli, Simoncini incontra sindacati ed enti locali

 di Paolo Fabiani su la nazione 22/8/06

Lo stabilimento è ancora chiuso per ferie, ma nonostante sia agosto si continua a parlare della situazione venutasi a creare nello stabilimento Pirelli di Figline dopo che l’azienda ha deciso di trasferire una parte di macchinari nella…succursale romena del Gruppo. Una decisione che non ha mancato di allertare organizzazioni sindacali, consiglio di fabbrica, e i vari livelli delle istituzioni. Dall’inizio del mese si sono succedute le prese di posizione, compresa quella manifestata da Forza Italia, sia a Figline che in Regione dove il consigliere Paolo Marcheschi ha presentato qualche giorno fa una precisa mozione sull’argomento chiedendo alla giunta di Claudio Martini come intendesse muoversi per salvaguardare una delle aziende metalmeccaniche più importanti della Toscana. «La situazione della Pirelli era nota in Regione prima della mozione di Marcheschi, e l’assessorato si stava già muovendo per intervenire in merito — ha spiegato Gianfranco Simoncini, con delega al lavoro —, tanto è vero che il 3 agosto era stata convocata una riunione operativa con i sindacati ed i rappresentanti del Comune di Figline e della Provincia di Firenze, per discutere il caso Pirelli e valutare possibili strategie d’azione».

Con i suoi 520 addetti lo stabilimento figlinese, l’unico dove la Pirelli produce lo ‘steel cord’ – la cordicella metallica che fa parte dei pneumatici e che l’azienda vende anche ad altri marchi —, rappresenta una realtà produttiva fondamentale per l’economia valdarnese e provinciale; visto anche il fitto reticolo di piccole aziende che formano l’indotto e che fanno salire di molto il numero delle famiglie che vivono con questa industria. Per questo qualsiasi movimento viene preso sempre in seria considerazione, anche se parte dei sindacati e la stessa azienda hanno fatto sapere che lo spostamento delle macchine in Romania non pregiudicherà alcun posto di lavoro a Figline. Comunque l’allerta è generale, e il 5 settembre si terrà quella riunione convocata da Simoncini all’inizio di agosto: «Proprio perché la Pirelli è una delle aziende più rappresentative della Toscana — ha sottolineato — ed è naturale che l’assessorato al Lavoro sia a conoscenza delle vicende che la riguardano e che si stia muovendo in merito, con tutta la tempestività e le precauzioni che il caso richiede». A livello locale, un consiglio comunale aperto per parlare di Pirelli è stato chiesto dal coordinatore comunale di Figline di Forza Italia, Adriano Pucci.

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FIGLINE L’azienda ha spostato in Romania 45 macchinari

La Pirelli arriva in Provincia Interrogazione di Rifondazione

da la Nazione 9/8/06

Prima della chiusura estiva dello stabilimento, Rsu e organizzazioni sindacali della Pirelli di Figline avevano chiesto il coinvolgimento delle istituzioni per monitorare la situazione che si sarebbe potuta creare in termini occupazionali, con lo spostamento in Romania di qualche decina di macchinari, e la prospettiva di trasferirne altri duecento. Nonostante il periodo vacanziero le reazioni e gli impegni non sono mancati, l’ultima in ordine di tempo è l’interpellanza urgente che ieri mattina i consiglieri provinciali del Prc, Sandro Targetti, Lorenzo Verdi e Andrea Calò, hanno inoltrato, chiedendo risposta scritta, al presidente Matteo Renzi. «Avendo appreso che la dirigenza Pirelli di Figline, azienda che occupa attualmente 520 lavoratori — scrivono —, ha deciso di trasferire 45 macchinari, e prefigurando di fatto una delocalizzazione della produzione, suscitando così serie preoccupazioni fra i lavoratori per le sorti della fabbrica che rappresenta una risorsa produttiva e occupazionale non secondaria per l’intero Valdarno».

Rifondazione comunista chiede al presidente della Provincia «quali iniziative abbia assunto o intenda assumere l’amministrazione, coordinandosi anche con gli altri enti interessati, in merito alla vicenda Pirelli di Figline, per garantire ai lavoratori il posto di lavoro e i loro diritti, e assicurare la presenza nel Valdarno di un’azienda fondamentale per l’economia della zona». Inoltre Targetti, Verdi e Calò chiedono a Renzi «quali azioni intenda promuovere la Provincia per contrastare le delocalizzazioni delle aziende in Paesi terzi, ove il livello minimo dei salari e delle garanzie sindacali assicura più alti profitti, e per preservare il tessuto produttivo della nostra provincia». Sui rischi di eventuali riduzioni dei posti di lavoro sono tuttavia arrivate molte precisazioni, anche a livello sindacale che hanno ricevuto assicurazioni dalla stessa dirigenza aziendale.
Paolo Fabiani

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Pirelli va in Romania e nello stabilimento di Figline partono gli scioperi degli operai

DA AGOSTO saranno trasferite 45 macchine per la produzione della cordicella metallica

di Olivia Bongianni sull'Unità 1/8/06

Un pezzo di Pirelli trasloca in Romania e la decisione dell’azienda mette in agitazione le organizzazioni sindacali e i lavoratori dello stabilimento di Figline Valdarno, che conta oggi circa 520 dipendenti. Nei giorni scorsi, l’azienda produttrice di gomma ha infatti comunicato che dal mese di agosto saranno portate in Romania 45 macchine per la produzione e che altre 200 sarebbero improduttive, suscitando l’immediata reazione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. 

Così sono già partite le assemblee e gli scioperi, che proseguiranno nel corso della settimana, e i sindacati hanno annunciato che chiederanno il coinvolgimento delle istituzioni per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento. 

A Figline, che rappresenta una delle realtà produttive più importanti dell’area a sud di Firenze, la Pirelli produce un componente per le gomme auto e truck, la cordicella metallica che oltre ad essere utilizzata in proprio viene venduta anche ad altre aziende produttrici di gomme, come ad esempio Goodyear e Continental. 

Questo materiale viene prodotto, oltre che nel Valdarno, in altri quattro stabilimenti nel mondo: in Turchia, Brasile, Germania e, appunto, Romania. Lo stabilimento di Figline ed è ad oggi la capogruppo e quindi anche il più importante: qui risiedono infatti anche tutta la parte amministrativa e il gruppo della ricerca e sviluppo sui nuovi prodotti. Così, nei giorni passati, l’azienda ha reso noto - affermano in un comunicato Fiom-Cgil, Fim Cisl, Uilm-Uil di Firenze e le Rsu dello stabilimento Pirelli di Figline - che nel mese di agosto saranno portate in Romania 45 macchine per la produzione e che altre 200 sarebbero improduttive. 

Una decisione che, secondo i sindacati, potrebbe mettere a rischio diversi posti di lavoro. La decisione dell’azienda rappresenta una vera e propria doccia fredda per i lavoratori, che temono possibili licenziamenti e che, negli ultimi due anni - affermano i sindacati - hanno sostenuto scelte anche difficili e sacrifici pur di mantenere a Figline uno stabilimento importante, sia in termini di volumi prodotti che di posti di lavoro. Ma quante sono le persone che potrebbero rischiare di perdere il posto di lavoro? «Di per sè le 45 macchine non sarebbero un problema - chiarisce Moreno Razzolini della Fiom zona Valdarno - i problemi potrebbero nascere se dovessero andare via altre macchine». 

I sindacati, insomma, sono preoccupati e chiedono chiarezza: vogliono conoscere esattamente qual è il Piano industriale che la Pirelli ha su Figline e per questo hanno chiesto il convolgimento delle istituzioni. «L’auspicio è quello che a settembre possa partire una trattativa con l’azienda - prosegue Razzolini -, per questo abbiamo chiesto il coinvolgimento della Provincia di Firenze, della Regione e dei sindaci del Valdarno».

I lavoratori, intanto, si sono riuniti ieri in assemblea, e un’altra assemblea ci sarà domani mattina. È stato poi proclamato un pacchetto di scioperi “a scacchiera”, alcuni dei quali hanno già avuto luogo nei giorni scorsi. Mercoledì, il giorno in cui è stata resa nota la decisione dell’azienda, c’è stata un’ora di sciopero in tutti i turni di lavoro, venerdì scorso hanno scioperato, per quattro ore, gli impiegati e le persone che lavorano a giornata, mentre sabato hanno incrociato le braccia i turnisti dell’area trafila e corderia. Giovedì 3 agosto sarà la volta dei lavoratori della’area semilavorati, che sciopereranno per otto ore.

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FIGLINE VALDARNO I SINDACATI SI DICONO PREOCCUPATI PER IL FUTURO DEI DIPENDENTI E ANNUNCIANO SCIOPERI

La Pirelli sposta la produzione in Romania, 50 operai rischiano il posto

da la Nazione 1/8/06 — FIGLINE VALDARNO (Firenze) —

SAREBBERO A RISCHIO una cinquantina di posti di lavoro nello stabilimento della Pirelli di Figline Valdarno, in seguito alla decisione dell' azienda di trasferire dal mese di agosto 45 macchine per la produzione in Romania insieme ad altri 200 macchinari, dichiarati improduttivi. Per questo è annunciato un nuovo sciopero. «L'azienda — spiega Moreno Razzolini della Fiom-Cgil del Valdarno — ha comunicato il trasferimento delle apparecchiature in modo improvviso e ha fatto sapere che non si tratta di una decisione negoziabile. Siamo preoccupati per il futuro di circa cinquanta lavoratori e chiediamo di conoscere il piano aziendale per lo stabilimento toscano».

La Pirelli di Figline dà lavoro a circa 520 persone che «negli anni — continua Razzolini — hanno sempre accettato di buon grado i sacrifici che la crisi del mercato imponeva per salvare il posto di lavoro e l'azienda. Non possiamo, quindi, accettare questo atteggiamento arrogante che non lascia spazio ad alcuna trattativa».

La scorsa settimana i dipendenti dell'azienda hanno scioperato «a scacchiera», con turni di quattro ore e anche per questa settimana sono previste iniziative di contestazione ed è annunciato uno sciopero per giovedì 3 agosto.

«Siamo pronti ad andare avanti — conclude il sindacalista — per far valere i diritti dei lavoratori e se non dovessimo ottenere risultati arriveremo ad un' interrogazione parlamentare in cui dovrà rispondere direttamente Marco Tronchetti Provera». Per il momento i sindacati chiedono per i primi di settembre un incontro con i vertici, per sapere intanto quali sono le manovre aziendali per il futuro e per poter iniziare così una trattativa fra le parti.

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FIM FIOM UILM

 

Agli organi d’informazione

 

COMUNICATO STAMPA

UN PEZZO DI PIRELLI SE NE VA IN ROMANIA!!

 

Firenze, 31 Luglio 2006 - Le Organizzazioni sindacali Fiom-Fim-Uilm, la RSU ed i lavoratori da tempo oramai sono impegnati a cogliere tutte le opportunità per migliorare la competitività dello Stabilimento Pirelli di Figline Valdarno e poter affrontare al meglio i problemi che oggi la globalizzazione pone.

La Pirelli produce a Figline Valdarno un componente per le gomme auto e truck: la cordicella metallica che, oltre ad utilizzare in proprio, vende anche ad altre aziende produttrici di gomme come Goodyear e Continental.

Oltre allo stabilimento di Figline Valdarno, Pirelli ha altri 4 stabilimenti nel mondo dove produce questo materiale: in Turchia, Brasile Germania e Romania.

La fabbrica di Figline Valdarno, che dà lavoro a circa 520 dipendenti e rappresenta una delle realtà produttive più importanti dell’area a sud di Firenze, è ad oggi la capogruppo e quindi lo stabilimento più importante in quanto qui risiede anche tutta la parte amministrativa e il gruppo della ricerca e lo sviluppo sui nuovi prodotti.

Il sindacato ed i lavoratori non si sono mai tirati indietro rispetto alle sfide che in questi anni si sono trovate davanti, anche quando ciò ha significato grandi sacrifici per i lavoratori, in particolar modo per coloro che sono addetti alla produzione.

Negli ultimi due anni a fronte di un piano importante di investimenti, si sono fatti accordi tesi a migliorare la produttività anche se ciò ha significato portare molte persone a lavorare la domenica ed a ciclo continuo, ad un peggioramento quindi delle condizioni di lavoro. Tuttavia, i lavoratori hanno sostenuto e sopportato queste difficili scelte per un fine più alto: mantenere a Figline uno stabilimento importante sia in termini di volumi prodotti, che di posti di lavoro.

Nonostante tutto questo, nei giorni scorsi è arrivata la doccia fredda: l’azienda ha comunicato alla Rsu ed alle Organizzazioni sindacali che dal mese di Agosto saranno portate in Romania 45 macchine per la produzione e che altre 200 sarebbero improduttive, mettendo a rischio diversi posti di lavoro.

Davanti alle nostre richieste e proteste la Direzione non ha cambiato opinione, dicendo in maniera abbastanza generica che ci saranno investimenti, ma comunque le macchine saranno portate via.

Noi, al contrario, non possiamo accettare questo atteggiamento arrogante e rischioso, e pretendiamo di conoscere esattamente quale è il Piano industriale che la Pirelli ha su Figline. A questo punto la Direzione deve scoprire le carte e dire chiaramente quale è il futuro di questo Stabilimento.

Lo deve al sindacato, ma soprattutto lo deve ai lavoratori!

Per protestare contro il comportamento dell’Azienda abbiamo proclamato un pacchetto di scioperi e le Assemblee dei lavoratori. Inoltre, chiederemo il coinvolgimento delle istituzioni; i Sindaci del  Valdarno, Provincia di Firenze e Assessorato Regionale, affinché  tutti insieme possiamo mettere in condizioni l’azienda di essere chiara con noi e con i lavoratori.

 

Fiom-Cgil Fim-Cisl Uilm-Uil Firenze

RSU Stabilimento Pirelli Figline

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FIGLINE Soddisfazione fra gli oltre cinquecento operai per la firma del contratto integrativo. Otto milioni di investimenti

Pirelli, accordo raggiunto

di Paolo Fabiani su La Nazione17/2/05

Nuovo contratto integrativo aziendale nello stabilimento Pirelli di Figline, un documento all’avanguardia che ha incontrato il parere favorevole di circa il 90% dei 520 lavoratori: quasi un plebiscito che non si registrava da una ventina d’anni e che rende molto più sereno il clima nella fabbrica, la più importante del Valdarno che dà lavoro a un forte indotto, dove si produce le «cordicella metallica» per i pneumatici. E non solo per quelli Pirelli, bensì anche per Continental e Goodyear, senza dimenticare che nello stabilimento figlinese c’è proprio il centro di ricerca e sviluppo di questo prodotto che gli attribuisce il ruolo centrale nel business che Pirelli ha nel mondo.

Alla base dell’accordo raggiunto fra Azienda, Rsu e Fim, Fiom e Uilm, c’è un investimento di 8 milioni di euro che la Pirelli si è impegnata ad effettuare entro il 2007 per migliorare i punti critici della filiera produttiva dello stabilimento: «Che spesso sono causa — hanno spiegato Armando Palazzuoli della Uilm fiorentina, Adelmo Brogi della Rsu, Moreno Razzolini della Fiom Cgil e Alessandro Beccastrini della Fim Cisl — del mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati in termini di volumi produttivi, un impegno ancora più importante dal momento che l’Azienda sta aprendo uno stabilimento in Romania, che va ad aggiungersi a quelli di Germania, Turchia e Brasile.

Mentre un altro – ricordano i sindacalisti – è previsto in Cina per l’anno prossimo».
L’innovativo contratto, recentemente sottoscritto, valorizza l’effettiva prestazione di lavoro, si premia cioè la presenza in fabbrica mentre finora si tendeva a penalizzare le assenze, sembrano dettagli ma sono concetti concreti che hanno aperto nuovi rapporti fra azienda e lavoratori. Infatti verranno pagati a tutti i 600 euro annui che in precedenza erano legati alle presenze, quindi è stato istituito il Premio di Risultato legato alla effettiva prestazione di lavoro e produttività. 350 euro annui legati al lavoro e 1200 per la seconda, valutabili in base alla produzione depositata nel magazzino. E questi incentivi verranno riscossi da tutti i dipendente. Quindi prosegue l’inserimento e il riconoscimento di un premio per i lavoratori interinali, nuove relazioni industriali e la nascita di una commissione per migliorare l’organizzazione interna del lavoro.

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Definito il piano d’investimenti quadriennale dell’azienda di Figline. E per gli operai arrivano i bonus

Otto milioni per il futuro della Pirelli
Francesco Sangermano sull'Unità 9/2/05

FIGLINE VALDARNO (Firenze) Una bella ventata d’aria fresca sul futuro. Dopo mesi di preoccupazione la Pirelli di Figline Valdarno può guardare avanti con rinnovata fiducia ed entusiasmo. Merito dell’accordo interno siglato tra proprietà e sindacati confederali e delle rassicurazioni, in termini più generali, che hanno fugato i timori di un ridimensionamento della produzione nell’impianto fiorentino.

«In primo luogo - spiega Moreno Razzolini della Fiom-Cgil che ha siglato l’accordo insieme ai rappresentanti di Fim-Cisl e Uilm-Uil - la proprietà si è impegnata a investire su questo stabilimento 8 milioni di euro da qui al 2007. Un impegno importante, nel momento in cui sta per aprire una nuova fabbrica in Romania, che ci permette di parlare con l’azienda in una logica di prospettiva. Temevamo infatti che a causa di questo potesse essere deciso lo spostamento altrove di alcuni volumi di lavoro e invece sono stati assunti nuovi impegni per il prossimo futuro».

La salvaguardia dei 520 dipendenti (di cui 40 interinali) sembra insomma garantita. E, proprio per loro, entreranno anche in vigore gli effetti dell’accordo interno.
«Il primo dato da sottolineare in tal senso - spiega Razzolini - è che si tratta del primo accordo, da qualche anno a questa parte, che viene recepito con entusiasmo da parte dei lavoratori e non è contrastato come invece era accaduto spesso in passato».

Da tempo l’azienda aveva posto il problema di come incentivare la presenza al lavoro. «Avevamo vigente un premio sulla presenza che di fatto non risolveva la questione, quindi la contrattazione integrativa ha cercato di farsi carico del problema. Siamo così arrivati a un’ipotesi premiante per i lavoratori: dopo aver consolidato il “premio presenza” che era in vigore finora abbiamo approvato un nuovo sistema che premia la prestazione di lavoro e un altro legato al risultato in termini di volumi di lavoro versati in magazzino». Allo scopo i sindacati hanno ottenuto l’apertura di un gruppo di lavoro (che garantisca «un ruolo più propositivo dei lavoratori e migliori il loro contributo nel miglioramento delle attuali inefficienze e disfunzioni») e l’istituzione di una commissione paritetica cui sia demandato il compito di «verificare e riconoscere le professionalità dei singoli lavoratori».

Un nuovo esempio di trattativa portata a buon fine, insomma, dopo che nel maggio scorso era stato messo nero su bianco un altro importante accordo riguardante il percorso di stabilizzazione per i lavoratori interinali: questi, nel dettaglio, dopo 15 mesi in produzione vedono il loro rapporto passare a tempo determinato quindi, successivamente, a tempo indeterminato.

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