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altri articoli 2005 

Ferie da fare, personale scarso Ecco perché non c’era la posta

L’indagine dell’assessore provinciale Nardini

da la Nazione 15/12/06

I DISSERVIZI postali registrati fra ottobre e novembre a Signa dovrebbero ormai essere un problema archiviato. Lo hanno assicurato gli stessi dirigenti di Poste Italiane durante l'incontro con l'assessore provinciale ai Piccoli Comuni Valerio Nardini a Provincia. Il problema era stato portato in Consiglio provinciale da una domanda di attualità dei consiglieri Paolo Londi (Margherita) e Paolo Malquori (Ds), a seguito delle tante proteste registrate a Signa e in alcuni altri comuni dell'area empolese. 

A Signa, in particolare, la corrispondenza non è stata recapitata in ampie zone del territorio comunale per oltre un mese, dalla fine di settembre in poi, con notevoli disservizi ad aziende e privati cittadini. Poi, la situazione è lentamente tornata alla normalità, ma occorreva capire cosa avesse provocato il disservizio, in modo da evitare il ripetersi di altri episodi simili. «I ritardi nei recapiti della corrispondenza registrati nel mese di ottobre e in parte in quello di novembre - fanno sapere dalla Provincia - sarebbero dovuti, secondo Poste Italiane, a un processo di riorganizzazione del servizio operato dall'azienda.

UNA VOLTA superati gli effetti della riorganizzazione, i problemi sono andati risolvendosi, grazie anche ad alcuni accordi sindacali fatti sia a livello nazionale che regionale». Oltre alla dirigenza di Poste italiane, l'assessore Nardini ha incontrato nei giorni scorsi anche una rappresentanza sindacale di Slc-Cgil, Slp-Cisl e Uil-Post. I sindacalisti hanno confermato i ritardi, le difficoltà e i disservizi denunciati in queste settimane nella zona di Signa e in altri comuni, indicandone la causa nella carenza di personale.
Molti dipendenti del servizio postale, hanno detto i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, non hanno potuto usufruire interamente delle ferie ed è stata aperta una trattativa con la direzione di Poste, ora in fase di conclusione. Nei prossimi giorni sono comunque previsti ulteriori incontri fra l'assessore provinciale ai Piccoli Comuni Valerio Nardini e i responsabili dei servizi postali.

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Poste, ritardi perché mancano i postini

dal Tirreno 12/12/06


EMPOLI. Incontro in Palazzo Medici Riccardi sui ritardi nella consegna della corrispondenza.  L’assessore provinciale ai Piccoli comuni Valerio Nardini ha ricevuto una rappresentanza sindacale composta da Wais Sabatini della Slc-Cgil, Marco Nocentini della Slp-Cisl e Renzo Nardi di Uil-Post.  

I sindacalisti hanno confermato i ritardi, le difficoltà ed i disservizi denunciati in queste settimane a Empoli e nei comuni del Circondario indicandone la causa nella carenza di personale.  I disagi nel ricevere la corrispondenza sono stati forti. E numerose sono state le proteste da parte degli abitanti.  Molti dipendenti del servizio postale non hanno potuto usufruire interamente delle ferie ed è stata aperta una trattativa con la direzione di Poste.  

Il problema è stato sollevato anche in consiglio provinciale da una domanda fatta da parte dei consiglieri Paolo Londi e Paolo Malquori, rispettivamente della Margherita e dei Democratici di sinistra. «La Provincia - ha dichiarato l’assessore Nardini - ha la rappresentanza generale della popolazione e quindi è chiamata a rappresentare i diritti dei cittadini anche nei confronto delle aziende che gestiscono servizi fondamentali come quello postale».  Oggi, l’assessore incontrerà un rappresentante della direzione aziendale di Poste. Una ulteriore riunione con i dirigenti di Poste e con la Commissione sviluppo economico del consiglio provinciale è in programma per il mese di gennaio.

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TOSCANA PROTESTA PER LE CARENZE DI PERSONALE

«Adesione record allo sciopero nelle Poste»

da la Nazione 18/7/06— FIRENZE —
ADESIONI oltre il 75% in Toscana, con punte del 90% in alcune province, e sportelli postali chiusi quasi ovunque. E' il bilancio, secondo i sindacati, dello sciopero regionale di 24 ore dei lavoratori postali per protestare contro le gravi carenze di personale.
«Siamo molto soddisfatti — dice Vito Romaniello, della Slp-Cisl — per l'adesione record allo sciopero contro un'azienda che non copre l'organico e ricorre continuamente a straordinari e prestazioni aggiuntive». Gli fa eco Graziano Benedetti, Slc-Cgil: «Poste Italiane non può continuamente a chiedere aumenti di produttività non tenendo conto della necessità di programmare le ferie e di lavorare senza andare continuamente oltre l'orario contrattuale».
Per Pina Esposito, Uil-Post, «le Poste non possono mettere a rischio i livelli occupazionali e i diritti fondamentali dei lavoratori, come il rispetto delle ferie e dell'orario d'obbligo».

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POSTE Salvatore D’Amico (Slc-Cgil) spiega i motivi dell’astensione dal lavoro

«Venti postini in meno in tutto il Circondario»

In città nessun contratto a termine per l’estate Il 75% dei lavoratori ha incrociato le braccia

di Daniele Dei su la Nazione 18/7/06

Nel territorio dell’Empolese Valdelsa sono circa 20 i postini in meno rispetto a quelli che servirebbero per il regolare svolgimento del servizio. Per questo, molti dipendenti di Poste Italiane della zona ieri hanno aderito allo sciopero indetto a livello regionale: secondo i dati della Camera del lavoro, circa il 75% del totale. A incrociare le braccia non sono stati solo i portalettere, ma anche coloro che lavorano negli uffici che, seppur in maniera ridotta, risentono anch’essi della carenza di personale.

«Il problema nasce dal fatto che non sono stati sostituiti (se non in minima parte) i dipendenti andati in pensione — spiega Salvatore D’Amico, responsabile di zona della Slc-Cgil — e si è arrivati al punto di avere un 10% in meno rispetto all’organico. E con l’arrivo dell’estate e delle ferie, la carenza di personale si fa sentire ancora di più». Attualmente, sono 180 i postini attivi negli undici comuni del Circondario, di cui 50 solo sul territorio comunale di Empoli. Per organizzare le turnazioni delle ferie i colleghi che restano a lavorare si trovano a fare grossi sacrifici che non solo pesano sul loro carico quotidiano, ma che si ripercuotono anche sull’utente del servizio. «Lo scorso anno a Empoli erano state assunte sei persone a tempo determinato per il periodo estivo — continua D’Amico — mentre al momento non sono arrivati rinforzi. Per questo, i postini sono costretti a fare il ‘giro doppio’: quello che viene svolto normalmente e quello del collega in ferie. Ciò implica per forza di cose anche un ritardo nella consegna della posta. Inoltre, oggi i postini sono costretti a un carico pesante di straordinari, proprio per diminuire i disagi vissuti dai cittadini».

Intanto, la questione dei disagi nella consegna della posta nella zona dell’Empolese e in generale in tutto il territorio provinciale è arrivata in Provincia. Sono i consiglieri Paolo Londi della Margherita e Paolo Malquori dei Ds a inviare un’interrogazione comune al presidente Matteo Renzi.

«In particolare ad Empoli e nei comuni limitrofi — scrivono i due consiglieri — la corrispondenza viene recapitata con ritardi anche di due settimane. Questa situazione era già stata pronosticata dalla fine di giugno, quando i portalettere hanno cessato di effettuare gli straordinari e le prestazioni aggiuntive, limitandosi, giustamente, all’orario di lavoro. I postini di alcune zone sono in ferie e l’azienda ha deciso, contrariamente al passato, di non sostituirli temporaneamente con le cosiddette scorte, (lavoratori a tempo determinato, trimestrali).

L’utenza giustamente si lamenta perché la consegna puntuale della corrispondenza è un diritto sacrosanto, e anche un servizio a pagamento. In un Paese all’avanguardia, la corrispondenza deve essere recapitata con puntualità e riservatezza, diritto garantito anche dalla nostra Costituzione. Alla luce di quanto esposto, si chiede alla giunta provinciale di attivarsi con urgenza presso la direzione regionale e provinciale di Poste Spa affinché questo grave problema sia risolto in tempi certi, garantendo il rispetto delle norme contrattuali per i lavoratori e la consegna giornaliera della corrispondenza».

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Lunedì sciopero per carenza di personale

da l'Unità 14/7/06

Ogni giorno in Toscana mancano in media 800 lavoratori postali. La denuncia arriva dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno spiegato così le ragioni che li hanno portati a proclamare lo stato di agitazione e, per lunedi, lo sciopero generale regionale con l'astensione dal lavoro per l'intera giornata di tutti i lavoratori del settore delle Poste (smistamento, sportelli e recapito). «Non c'è personale sufficiente per garantire il servizio e al tempo stesso le ferie ai lavoratori - hanno spiegato i segretari regionali dei sindacati di categoria - Avevamo denunciato il problema per tempo, ora siamo in emergenza». 

In Toscana le carenze sono tali, dicono i sindacati, che l'azienda continua a portare avanti un piano di chiusura degli uffici minori, per far fronte alle esigenze dei più grandi. «Nella nostra regione - è stato sottolineato - si ipotizza la chiusura di 75 uffici, soprattutto in provincia di Grosseto e nelle zone montane della Lucchesia. Questo nonostante il ministro Gentiloni abbia annunciato che non ci saranno tagli».

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Poste, è sciopero «Manca personale»

Lunedì blocco totale degli uffici

di MONICA PIERACCINI su la Nazione 14/7/06— FIRENZE —

Lunedì prossimo 17 luglio in tutta la Toscana e per l’intera giornata non sarà possibile né ricevere né inviare posta, e nemmeno usufruire dei servizi di sportello. I lavoratori di Poste Italiane scioperano per 24 ore in tutti i settorie nell’intera regione. L’agitazione è stata indetta dai sindacati di categoria di Cisl, Cgil, Uil, Ugl, Cisal, Confsal e Ugl per protestare contro la carenza di personale. «Nei mesi estivi i servizi agli sportelli e i recapiti di corrispondenza — spiega Pina Esposito della Uil-Post — sono messi a rischio per l’impossibilità di sostituire il personale che va in ferie.

GIÀ DAL 27 GIUGNO è iniziata l’astensione dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive. Con lo sciopero del 17 luglio — insiste la sindacalista — ribadiamo la nostra protesta anche rispetto ai comportamenti antisindacali dell’azienda, che ha messo in atto modalità operative non concordate, spostando ad esempio i portalettere titolari di una zona in altre parti della città, anziché usare le cosiddette ‘scorte’, ovvero personale che è utilizzato specificatamente allo scopo di sopperire alle momentanee carenze di postini».

«IN TOSCANA — sottolinea a sua volta Graziano Benedetti, della Slc-Cgil — ogni giorno mancano almeno 800 postali, tra postini e addetti allo sportello. Non solo: nella nostra regione si prevedono a breve le chiusure di 75 uffici postali, di cui 18 a Grosseto. E proprio a Grosseto la situazione è una delle più pesanti, insieme a Lucca, Pisa, Siena dove già sono stati chiusi alcuni uffici».

«IN LIGURIA — informa polemicamente Benedetti — per il periodo giugno-settembre sono stati assunti a tempo determinato 104 portalettere, mentre in Toscana le assunzioni di questo tipo per il recapito della corrispondenza sono state appena 44. Ancora più grave la situazione agli sportelli: nel Lazio sono state assunte 135 persone, in Toscana zero, nessuna».
«A rimetterci — incalzano Vito Romaniello della Slp-Cisl e Giorgio Simoncini della Uglcom — sono soprattutto gli uffici postali di piccole dimensioni, e di conseguenza i cittadini che abitano in zone limitrofe alle città più grandi, oltre ovviamente ai lavoratori di Poste Italiane, continuamente chiamati a fare straordinari o a trasferirsi in uffici diversi. Come è successo per esempio al personale di alcuni sportelli della Versilia, costretto a spostarsi in Garfagnana». A sentire i sindacati, insomma, in Toscana i 10.650 dipendenti delle Poste sembrano davvero non essere sufficienti a garantire i servizi essenziali ai cittadini.

SECONDO quanto si legge nella nota congiunta di Cisl, Cgil, Uil e Ugl, «le zone di recapito nella nostra regione sono in tutto 2700, e tanti dovrebbero essere i portalettere che ogni giorno escono per consegnare la corrispondenza. In realtà oltre 500 di queste zone non vengono servite a causa della mancanza di personale». E la medesima carenza si verifica per quanto riguarda i servizi allo sportello, settore «dove ogni giorno mancano ben trecento dei 4.435 lavoratori necessari».

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Slc-Cgil            Slp-Cisl         Uil-post

Segreterie Regionali Toscana

Si inasprisce la vertenza Poste in Toscana

Il postino non suona neppure una volta

Lunedi 17 luglio sciopero generale regionale

L’astensione dal lavoro decisa contro le carenze di organico che mettono a rischio anche la qualità del servizio agli utenti

 INVITO STAMPA

Si inasprisce la vertenza Poste in Toscana. Tutti i lavoratori del settore della nostra regione sciopereranno per l’intera giornata di lunedì prossimo, 17 luglio, a sostegno della loro battaglia contro la grave mancanza di personale, che ha evidenti conseguenze anche sul servizio ai clienti.

I postali sono da tempo in stato di agitazione e avevano già proclamato l’astensione dagli straordinari e da qualunque altra prestazione aggiuntiva in due occasioni: dal 3 al 23 aprile e dal 27 giugno al 21 luglio.

I lavoratori del settore recapito sono infatti chiamati sempre più spesso a prestazioni straordinarie ed aggiuntive e per far fronte alle carenze del settore. Tanto che perfino un diritto come quello alle ferie viene di fatto negato. Gli addetti agli sportelli sono continuamente ‘sballottati’ da un ufficio all’altro della Toscana per coprire le falle dovute alla carenza di organici, aggravata dalle ferie nel periodo estivo.

Lo sciopero è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria Slp-Cisl, Slc-Cgil, Uil-post, Ugl-Com, Failp-Cisal, Sailp-Confsal.

Le motivazioni di questa dura protesta, la situazione del settore e le modalità dello sciopero saranno illustrate dai segretari regionali della Slp-Cisl Vito Romaniello, Slc-Cgil Graziano Benedetti, e Uil-post Pina Esposito in un

Incontro Stampa

Domani, giovedi 13 Luglio alle ore 11,30

nella sede della Cisl toscana

in via Benedetto Dei 2/a, a Firenze

 

Firenze, 12 luglio 2006

 

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