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Silvestri (Cgil): la holding deve essere solo il primo passo

«Preferirei un Ato unico piuttosto di tre, ma l´importante è che ciascun ambito abbia la garanzia della proprietà delle reti»

da Greenreport.it

FIRENZE. La holding regionale, promossa dei sindaci toscana e il cui processo ha preso ufficialmente il via nei giorni scorsi con la firma del protocollo d’intesa, è certamente un segnale preciso ma in che rapporto sta con la necessaria e delicata articolazione fra servizi di diversa natura e articolazione territoriale? La domanda l’abbiamo rivolta al segretario toscano della Cgil Luciano Silvestri (nella foto), che da tempo sostiene la necessità di avviare un processo di aggregazione tar le aziende dei servizi pubblici toscane.

«Ci sono esperienze consolidate in Italia ed Europa di gestione multifunzionale - spiega Silvestri - cioè di multiutility che riescono per questa ragione a massimizzare efficienza e produttività. L’efficienza sta in diversi aspetti, alcuni dei quali riconducibili per esempio ad attività di manutenzione o progettazione che sono simili in ogni campo, riuscendo ad eliminare sprechi e a ridurre drasticamente i costi fissi. Sicuramente è un’esperienza che può funzionare anche in Toscana».

Nel documento preliminare per la nuova legge sui servizi pubblici, elaborato dall’assessore Agostino Fragai, i tre Ato previsti per la gestione dei rifiuti sono in contraddizione con la holding?
«Tutto ciò che va verso l´aggregazione è utile perché per fare efficienza bisogna crescere e ciò che aiuta la crescita è il benvenuto. Questo però a patto che la holding sia il primo passo e che invece non sia il punto conclusivo. Il mio timore infatti è che la holding diventi soltanto una sovrastruttura che invece di abbattere i costi li aumenti. Una holding prevede infatti l’aggiunta di cda e di molte altre spese e noi non abbiamo bisogno di sovrastrutture di questo tipo, ma di soggetti in grado di operare direttamente sulle imprese, perché se una volta fatta la holding il numero delle imprese rimanesse lo stesso, allora sì che dovremmo parlare di operazione sbagliata. Quindi il passaggio alla holding è da fare ma con molta cautela».

Ma se nascessero queste tre aree (metropolitana, costa e sud) dovranno ciascuna organizzarsi per un gestore unico da selezionare tramite gara?
«Per quanto riguarda la dimensione io sinceramente sarei, e lo dico alla vigilia della discussione sulla legge dei pubblici servizi, per un unico ambito territoriale. Poi se se ne fanno tre possiamo ragionarci lo stesso purché il titolare di ciascun ambito abbia la garanzia della proprietà delle reti. Ecco questo è un nodo da chiarire meglio. Se sarà così allora la gestione potrà essere affidata anche attraverso la gara, con tutte le garanzie di tutela per i cittadini e per i lavoratori, vincolandola ai contratti e alle norme. Quindi esclusione immediata dell’ipotesi massimo ribasso e scelta del principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo garantirà la concorrenza fra i vari soggetti ed è ormai una via ineludibile anche per il futuro dell’Europa: le aziende toscane devono attrezzarsi molto velocemente».

La necessità di aggregare le pubbliche toscane è prioritaria rispetto alla stessa necessità che queste interloquiscano e interagiscano in primo luogo con il privato che già opera in Toscana?
«Questo dipende dalle strategie industriali delle singole aziende, ma che anche un’azienda pubblica possa partecipare alla gare lo trovo assolutamente corretto, così come il fatto che lo possa fare l’azienda privata. Non necessariamente l’una esclude l’altra e del resto sono anche diversi i casi di società miste pubblico-private. Tutte e tre le ipotesi stanno nel concetto di liberalizzazione nell’ambito di regole precise, ovvero i mezzi restano di proprietà pubblica affinché in ogni momento, qualora il gestore fosse inadempiente in qualcosa, il pubblico può togliere l’affidamento».

I Verdi non si sono ancora espressi su questa iniziativa della holding, il consigliere Roggiolani ha detto che devono aspettare di "capire qual è il trucco”…
«Noi siamo uno dei soggetti che hanno spinto moltissimo affinché si rompessero gli indugi e si aprisse la strada dell’aggregazione, quindi a livello teorico la consideriamo una mossa nella direzione giusta. Certo vogliamo chiarire alcuni punti e per questo abbiamo chiesto un incontro per approfondire, ma questo non significa che ci siano dei trucchi».

Il 30% della Toscana, come ha stimato anche De Girolamo, non ha firmato il protocollo d’intesa. Quanto sono preoccupanti le defezioni di Lucca, Viareggio, Massa, Carrara e Arezzo?
«Diciamo che alla partenza può capitare per qualche ragione che vorrei capire meglio che qualcuno venga stato spinto a non aderire. Ma coloro che hanno deciso di non entrare rischiano di isolarsi e di farsi davvero del male. Poi per esempio bisognerebbe spiegare perché fra Massa e Carrara per i rifiuti sono state fatte due distinte società di raccolta dei rifiuti, ma poi scopriamo che invece le due società si sono messe insieme per farne una terza per lo smaltimento di entrambe le città, così che in dieci chilometri abbiamo tre consigli di amministrazione e ventuno consiglieri di amministrazione… Ecco, questa situazione la metto in relazione al motivo per cui né Massa né Carrara hanno aderito».

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Bilancio, accordo fatto con le parti sociali e ora potrebbero crescere i fondi comunitari

v.fru. sull'Unità 31/10/06

Ieri sera poco prima dell’ora di cena il presidente della Regione Claudio Martini ha incassato il via libera ufficiale del tavolo di concertazione sulla manovra correttiva di bilancio da 230 milioni. E con quell’intesa in mano è andato in giunta per far approvare il bilancio di previsione per il 2007. Dei 230 milioni in più il 60% arriverà da risparmi e tagli alla spesa (ora partirà la verifica degli enti da far dimagrire), e il 40%, cioè 65 milioni, dall’aumento del 10% del bollo auto (per un totale di 33 milioni che sarà deciso oggi in consiglio regionale) e dalla crescita (più 1% per farla arrivare al 5,25%) dell'Irap (altri 32) per banche, assicurazioni, finanziarie, agenzie immobiliari, telecomunicazioni, raffinerie e autostrade. «Una manovra equa- di ce Martini - e di sostegno allo sviluppo». Anche perché al tavolo tutti sono stati d’accordo che i progetti del Prs, tutti i progetti, devono essere finanziati.

La nuova sfida però sarà adesso quella dei fondi comunitari. La Toscana potrebbe riceverne più di quanto ipotizzato finora. Per la Cgil una parte potrà (e dovrà) essere utilizzata per risolvere alcuni nodi infrastrutturali. «Dobbiamo pensare - spiega il segretario della Cgil Luciano Silvestri - a interventi di ammodernamento dei territori. Penso non alle grandi opere, ma a quelle più piccole che però possono segnare la svolta di alcune aree». Intanto il Pdci (che esprime l’assessore al bilancio Giuseppe Bertolucci) minaccia di non votare il bilancio se non ci saranno soldi per stabilizzare i precari della Regione.

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Epifani: «La manovra toscana è un modello che mi piace»

di Francesco Sangermano sull'Unità 17/10/06

L’OCCASIONE è stato l’incontro dibattito organizzato per i 120 anni di Legacoop e i 100 della Cgil presso il Palaffari di Firenze. Guglielmo Epifani, segretario nazionale del maggior sindacato confederale, e Giuliano Poletti, presidente della Lega delle cooperative, si sono trovati faccia a faccia dietro lo stesso tavolo a confrontarsi su un presente che, come peraltro accaduto spesso in passato, li vede perseguire obiettivi comuni (la qualità del lavoro, lo sviluppo del Paese) seppur con priorità ed esigenze a volte profondamente diverse. 

La Finanziaria e, in particolare, le novità relative al Tfr sono i nodi più intricati da sciogliere, ma nonostante questo Epifani ha riservato una battuta anche su quello che sta accadendo in Toscana e che, ormai da diverse settimane, si trova al centro dell’agenda politica regionale. Rispondendo a chi gli chiedeva se ci siano timori che gli enti locali aumentino il proprio prelievo fiscale, vanificando così i risultati ottenuti dalla Finanziaria, il segretario nazionale ha preso la Toscana ad esempio. «C’è - ha detto - un timore generale che questo possa avvenire ma l’accordo coi sindaci dovrebbe avere scongiurato il rischio nei comuni. Quanto alle regioni mi piace l’esempio della Toscana, dove si fa una manovra che non tocca i cittadini, non tocca l’impresa che compete, ma va a incidere su quei settori non esposti alla concorrenza internazionale».

Come detto, però, la mattinata si è sviluppata sui temi principali della manovra nazionale ed Epifani è tornato a sottolineare quello che è il pensiero della Cgil soprattutto relativamente al capitolo Tfr. «Sono d’accordo - ha detto - che la gran parte venga destinata ai fondi pensione mentre per l’altra sarebbe auspicabile che fosse investita in progetti di ricerca e formazione per garantire il futuro del Paese». Su questo Epifani chiede al governo di «aprire al più presto un tavolo di trattative con le parti sociali, comprese Confindustria e le altre associazioni delle imprese, come la stessa Legacoop.

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I sindaci per una holding toscana dei servizi pubblici
E intanto nell’area metropolitana l’accordo per la costituzione di una società unica per la gestione degli impianti di smaltimento stenta a decollare

FIRENZE. A metà della scorsa settimana, (in pieno sciopero dei giornalisti) tutti i sindaci dei capoluoghi toscani (con l’aggiunta di quelli di Piombino, Empoli e Viareggio, sedi dei circondari) si sono riuniti per valutare la possibilità di aggregare in un´unica impresa regionale la distribuzione di acqua ed energia e la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

«La Toscana è frammentata rispetto ad altre regioni vicine, come Romagna e Lazio – spiega oggi il sindaco di Pisa Paolo Fontanelli, presidente di Anci Toscana – il rischio è che di fronte all’apertura del mercato previsto dal disegno di legge del ministro Lanzillotta, la Toscana altrimenti venga colonizzata. Per questo Domenici ed io abbiamo deciso di cominciare a muoverci, poi la convocazione ufficiale agli altri colleghi l’ha fatta lui perché Firenze è il capoluogo regionale».

Eppure pare quantomeno curioso che improvvisamente si cominci a parlare di una superholding regionale per tutti i servizi, quando da mesi la discussione per creare nell’area metropolitana fiorentina una società unica per lo smaltimento di rifiuti fa fatica a decollare. «Le difficoltà ci sono, nessuno le nasconde – spiega ancora Fontanelli – ma il percorso avviato la scorsa settimana vuole proprio essere una risposta ai localismi: ci vuole uno strumento che abbia l’autorità per dirimere le questioni locali in un quadro regionale. E la holding può appunto essere investita di questo ruolo».

Anche il presidente di Cispel Alfredo De Girolamo interpreta positivamente l’iniziativa dei sindaci: «La proposta è molto interessante – afferma – e riprende una vecchia discussione che noi portiamo avanti da tempo. Una holding ci aiuterebbe a recuperare il tempo perso e costruire accordi e sinergie importanti con altri attori del mercato dei servizi. Inoltre questa proposta non è affatto in contraddizione con quanto sta accadendo in area metropolitana, dove la discussione riguarda solo l’entità dei termovalorizzatori e la loro gestione».

Il segretario regionale della Cgil Luciano Silvestri si mostra invece più cauto: «Non sono mai stato entusiasta delle holding, perché si va a creare un’altra sovrastruttura in aggiunta alle realtà che ci sono già. Ma se - dice Silvestri – la holding è il modo per avere un interlocutore unico verso altri soggetti e realtà come possono essere Acea o Hera, allora se ne può ragionare. Quindi se la holding è il primo passo per realizzare l’obiettivo più concreto di costruire un’unica azienda si può anche fare, ma è necessario dire fin da subito dove si vuole arrivare, perché se invece tutto rimane a livello di holding, i problemi di oggi risulteranno inalterati: uno spezzatino che non fa massa critica e che non ha risorse adeguate per ammodernare, migliorare e rendere più efficienti i servizi».

Ma c’è un altro elemento che è necessario sottolineare mentre si dà conto di questa ipotesi di superholding regionale (che tra l’altro sui quotidiani ha trovato ospitalità solo in piccoli ritagli). E cioè che esiste un "documento preliminare alla proposta di legge regionale sui servizi pubblici", elaborato dall’assessore regionale Agostino Fragai, che ipotizza di suddividere la Toscana in tre macroambiti, centro, costa e sud.

«Qui bisogna effettivamente mettere ordine – continua Luciano Silvestri - finora sono proliferati tentativi e ipotesi che hanno portato a ben poco, ora c’è bisogno di scegliere e decidere, a partire anche dalla legge regionale. Però attenzione: non sarei d’accordo se questa legge fosse solo un meccanismo incentivante per mettere insieme i comuni. La regione può essere invece perentoria e cogente, può definire l’ambito territoriale entro il quale il servizio si svolge, e deve essere l’ambito, meglio se regionale, a individuare il soggetto gestore»

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CGIL     CISL     UIL

TOSCANA

FINANZIARIA REGIONALE

L’ACCISA SULLA BENZINA

NON AUMENTERA’

INTRODOTTO L’AUMENTO SELETTIVO DELL’IRAP IMPEGNI STRINGENTI SUL VERSANTE DEI RISPARMI E DELLA RAZIONALIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMNISTRAZIONE  

Firenze 07.10.2005.- L’intesa raggiunta ieri al tavolo di concertazione fra le parti sociali e la Giunta Regionale va finalmente nella direzione da noi auspicata. Viene infatti recuperato il principio e la sostanza dell’equità, abbandonando l’aumento dell’accisa sulla benzina ed introducendo l’aumento selettivo dell’IRAP; riguarderà settori non direttamente collegati alla produzione come le banche e le assicurazioni. Questo rende possibile mantenere il finanziamento di tutti i progetti definiti nel PRS. Sul versante del risanamento e del risparmio Cgil, Cisl e Uil ritengono particolarmente importante l’obbiettivo di definire in un memorandum i settori e le attività della Pubblica Amministrazione sulle quali operare una azione di razionalizzazione, accorpamenti, chiusure di enti inutili, riduzione dei compensi e del numero dei componenti i consigli di amministrazione (CdA)  tali da realizzare un risparmio strutturale. Secondo la Giunta Regionale questa azione dovrebbe porsi nel medio lungo periodo l’obbiettivo di recuperare una quantità di risorse almeno pari alla manovra sulle entrate (65 ml di euro). Cgil, Csl e Uil ritengono che in ogni caso l’obbiettivo del risanamento non può prescindere dalla valorizzazione del lavoro dei pubblici dipendenti e dal superameno della precarietà.

Con questa impostazione dovrà adesso proseguire un lavoro di approfondimento tale da definire in dettaglio la manovra  sul  bilancio regionale del 2007. Analogamente a quanto discusso in sede di concertazione regionale si apriranno i tavoli di concertazione comunale. Si lavorerà inoltre per un coordinamento fra le istituzioni per gestire organicamente gli effetti della Legge Finanziaria 2007  e per aprire il processo di riorganizzazione e aggregazione del modello toscano dei servizi a partire dalla nuova legge regionale. nb ac

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«Non tutti i progetti del Prs vanno fatti subito»

Silvestri (Cgil) invita Martini a scegliere «gli interventi prioritari». Su bollo e benzina il sindacato resta contrario

di Francesco Sangermano/ Firenze sull'Unità 4/10/06

IL CONFRONTO va avanti. Ristabilito il primato della concertazione, il primo incontro tra sindacati e Regione si è chiuso con l’impegno ad aggiornarsi dopodomani sul merito della questione: come e dove reperire i fondi per risanare i conti della Toscana.
«Dovremo procedere alla luce di una lettura più attenta della Finanziaria che a ieri (lunedì, Ndr) era ancora nebulosa» spiega Luciano Silvestri, segretario regionale della Cgil. Che non esclude la possibilità di intervenire con una manovra locale a patto che si rivedano i capitoli d’intervento. 

«Non abbiamo pregiudiziali ad affrontare una discussione del genere - prosegue Silvestri - ma dobbiamo lavorare per trovare strumenti diversi e migliori rispetto all’intervento su bollo e accisa sulla benzina». La richiesta del sindacato è chiara. «Prima lavoriamo sui tagli alla spesa corrente, cosa che tra l’altro impone anche la Finanziaria del governo. Poi, a quel punto, vediamo dove siamo arrivati e lavoriamo in base alle possibilità o ai vincoli contenuti proprio nella manovra nazionale». 

Ma c’è anche un altro punto su cui Silvestri inviterà Martini a discutere: «Non è necessario portare avanti tutto e subito - spiega - e per questo credo possa essere utile anche procedere a una rivisitazione del Prs indicando e privilegiando quelle che riterremo essere le priorità. Contestualmente, però, dovremo portare avanti la razionalizzazione della macchina dandoci obiettivi concreti e di breve, medio e lungo periodo in modo da procedere da subito coi fatti e non soltanto con le buone intenzioni».

Un primo passo in questo senso, intanto, è già stato fatto. Dopo che la giunta regionale ha soppresso la agenzia per le energia (Rea spa), ieri il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di legge per effettuare una «ricognizione su numero, competenze e compensi delle strutture regionali che non svolgono funzioni di direzione, amministrazione e controllo». Cioè, come spiega il consigliere Ds Ilio Pasqui presidente della I° commissione, comitati scientifici, gruppi di lavoro, ma anche incarichi e consulenze che lavorano per enti regionali. Ora la giunta avrà 120 giorni di tempo dopo di che dovrà «verificarne l’utilità e prendere tutte le iniziative, anche legislative, per ridurre il loro numero, razionalizzarne le competenze, rivederne i compensi». E comunque dal primo settembre 2007 i compensi «per gli organi che non individuati dalla ricognizione» saranno ridotti del 30% e saranno soppressi entro l’anno prossimo. Mentre per quanto riguarda gli organi accertati la riduzione dei compemsi sarà del 10% per il 2006 e progressivamente del 20% fino al 2009. «E i soldi così risparmiati - aggiunge Pasqui - torneranno nel bilancio della Regione e non allo Stato come deciso dal decreto Bersani».

Intanto contro la Finanziaria Prodi arrivano gli strali degli industriali toscani, a cui brucia che il Tfr dei lavoratori vada all’Inps. Il Prc invece è soddisfatto. Anche se non gradisce i tagli agli enti locali e i ticket sanitari. Quanto alla manovra fiscale di Martini, il segretario regionale Niccolò Pecorini si schiera con i sindacati nel no all’aumento dell’accisa sulla benzina «che colpisce indifferentemente», ma non boccia l’aumento del bollo auto «anche per rederlo più giusto si dovrebbero esentare le cilindrate più piccole».

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Il segretario critico sull´ipotesi fatta da Martini di innalzare il costo del bollo e dell´accisa sulla benzina
Luciano Silvestri
Cgil: no alle nuove tasse rivediamo il piano di sviluppo
Silvestri: le imprese contribuiscano di più

ILARIA CIUTI su la Repubblica 4/10/06
simona poli

«PIUTTOSTO che parlare di tasse, rivediamo il piano regionale di sviluppo». Luciano Silvestri salta il fosso nella polemica sindacati-Regione sulla manovra di bilancio per cui il presidente Martini ipotizza l´aumento di bollo e accisa sulla benzina. Dopo un primo abboccamento al tavolo di concertazione lunedì scorso e prima del nuovo appuntamento di venerdì il segretario toscano della Cgil non ha timore di affrontare quello che finora è sembrato il perno del futuro sviluppo della regione e il simbolo stesso della virtù della concertazione. 

«Noi siamo i primi a volere il Prs e a sostenerlo - sgombra il campo dagli equivoci - Vogliamo solo che a pagarlo non sia solo un terzo dei toscani e che non siano sempre e solo gli stessi a fare sacrifici. Non voglio rivedere il piano di sviluppo per snaturarlo, ma per impegnare le imprese a investire di più».

Primo comandamento, le imprese paghino. Secondo, continua Silvestri, non rinunciare a nessun progetto ma fare una scaletta delle priorità e, se necessario, rimandare a tempi migliori qualche intervento. «Quando discutemmo il piano - polemizza - ci fu detto ce i soldi c´erano e non che, per finanziare i progetti, si sarebbero dovute aumentare le tasse. Tanto più che immediatamente dopo nel Dpef la Regione ha parlato di invarianza fiscale. Bene, siccome secondo noi una buona parte di risorse si può trovare riorganizzando a fondo la macchina amministrativa, per alcuni progetti si può attendere che questi risparmi arrivino». 

Il presidente della Toscana Claudio Martini aprendo il tavolo di concertazione ha assicurato che ascolterà tutti e terrà conto di ogni parere ma non sembra intenzionato a rimettere in discussione un Prs già sottoscritto dalle parti sociali. E´ d´accordo invece a lavorare per l´efficienza e il risparmio, due obiettivi su cui Silvestri ha sempre detto di puntare attraverso la riorganizzazione delle aziende dei servizi pubblici fino a una sola grande multiutility toscana. Un indirizzo verso cui è avviata anche la legge regionale di riforma presentata ieri in consiglio. Eppure il segretario non è convinto: «Non basta incentivare i Comuni perché riuniscano le aziende. Si deve essere cogenti. E la Regione può».

E´ stato l´assessore ds Agostino Fragai ad illustrare la sua proposta di legge sui servizi pubblici, che spinge decisamente verso la liberalizzazione del settore, incoraggia l´aggregazione tra imprese fino alla costituzione di una holding regionale per energia e rifiuti sul modello emiliano (e su questo punto sia Rifondazione che Comunisti italiani si sono detti favorevoli) e ipotizza la nascita di cooperative di cittadini-utenti. Fragai ha lasciato fuori la spinosa questione della gestione dell´acqua ma ha anche detto che se finora i privati sono entrati nel settore è stato solo grazie a bandi di gara regolari e ha spronato le aziende pubbliche a diventare davvero competitive nella gestione dei servizi. La sua legge, però, dovrà fare i conti con la richiesta di Rifondazione di «bloccare il provvedimento in attesa di una normativa quadro nazionale». Ma sul fronte dell´efficienza e della lotta agli sprechi ci sono altre due grosse novità che interessano la Regione e che vanno in parte incontro alle richieste della Cgil toscana. La prima è la proposta di legge approvata all´unanimità che impone alla giunta di avviare entro quattro mesi una ricognizione su numero, competenze e compensi delle strutture regionali che non svolgano funzioni di direzione, amministrazione e controllo. L´obiettivo è di ridurre i costi e razionalizzare la macchina burocratica. Ma nel futuro immediato c´è qualcosa di più: la Finanziaria spinge le Regioni a ridurre numero e compensi di consiglieri e assessori. Il numero due della giunta Federico Gelli non potrà sottrarsi alla raccomandazione del governo: «E´ nostra intenzione inviate il consiglio a discutere di questa possibilità. E´ un dibattito politico che interessa tutti i partiti e non può essere diretto dalla giunta», avverte. Ma sulla riduzione degli eletti il confronto è già iniziato e lo stesso Martini si è detto favorevole a fare marcia indietro rispetto alle novità introdotte dallo Statuto. I 65 consiglieri torneranno 50? Magari non si otterrà un enorme risparmio di risorse ma sarebbe comunque un bel segnale.

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Regione e sindacati trattano su bollo e benzina

Iniziato ieri il tavolo di concertazione sulla manovra proposta dal presidente Martini che ribadisce la necessità di reperire risorse per 230 milioni di euro. Cgil, Cisl e Uil: «L’azione degli enti locali non vanifichi i risultati ottenuti dalla Finanziaria nazionale»

di Francesco Sangermano sull'Unità 3/10/06

Un sì alla Finanziaria varata dal governo Prodi. Un no alla proposta di manovra regionale avanzata dalla Regione Toscana e, più in generale, all’aumento della pressione fiscale da parte degli enti locali. È questo il messaggio arrivato dal direttivo di quadri e delegati di Cgil, Cisl e Uil della Toscana che si sono riuniti ieri mattina al Saschall di Firenze. Un appuntamento voluto dalle tre sigle confederali per fare il punto proprio sulla situazione sia a livello nazionale sia a livello regionale prima di andarsi a sedere (ieri sera alle 18) al tavolo della concertazione convocato dal presidente della Regione, Claudio Martini. 

«Quello che vogliamo - ha spiegato Luciano Silvestri, segretario regionale della Cgil nella sua relazione introduttiva - è che Regione, Provincia e Comuni vanifichino con manovre locali i buoni risultati ottenuti dalla Finanziaria nazionale. Sarebbe drammatico se entrassimo nella forbice minori servizi o più tasse». Un punto di vista, questo, condiviso anche dal segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenuto a conclusione dell’incontro. «Sugli enti locali bisognerà discutere con molta forza - ha detto - Da un lato perché non si deve spostare a Firenze quel che non si prende a Roma, dall’altro perché le tasse locali non rispondono a criteri di progressività». Un discorso ribadito dal segretario toscano della Cisl Maurizio Petriccioli per il quale «una tassa iniqua come quella sulla benzina è inaccettabile».

E proprio da questi punti è partita l’analisi con cui Martini ha aperto il tavolo della concertazione (conclusosi a tarda sera e riaggiornato per il secondo incontro a venerdì). Il presidente della Regione ha illustrato la proposta di manovra «da 230 milioni di euro per il 60% effettuata agendo sul fronte delle spese e del rigore e per il 40% sul fronte delle entrate» tra cui «un aumento dell’imposizione regionale per 65 milioni di euro». 

Una manovra, ha detto ancora Martini, che «intende portare a compimento gli investimenti previsti dal Piano regionale di sviluppo» ma la cui versione finale «dovrà derivare dall’andamento della discussione con i partecipanti al tavolo della concertazione, ma anche dalle indicazioni emerse dalla Finanziaria del governo». Dove la Regione calcola minori trasferimenti per 120 milioni di euro. Un primo risultato per i sindacati che avevano chiesto a Martini di attendere le linee dettate da Roma. La Finanziaria del governo, infatti, interviene anche sul bollo auto e prevede l’aumento automatico dell’imposta sulla benzina in caso di sforamento del Patto di stabilità. Cioè proprio le due misure (bollo auto per 33 milioni di euro, benzina per 32) su cui si basano le nuove entrate della manovra regionale. Entrate a cui Martini non può rinunciare (come ha precisato anche durante il suo viaggio in Cina) pena il mancato avvio dei progetti del Prs. Il problema ora sarà di vedere se quei soldi possono o no arrivare anche da altre voci. Ad esempio dall’Irpef. Ma i tempi stringono. E per aumentare il bollo (più 10%) dal 1° gennaio 2007 serve una apposita legge regionale da approvare prima dell’inizio di novembre.

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Comincia la concertazione tra la giunta e le parti sociali. Terreno più favorevole per il bollo
Aumenti benzina, braccio di ferro
Martini presenta le sue proposte, i sindacati dicono subito no

SIMONA POLI su la Repubblica 3/10/06

Tra Martini e i sindacati al primo incontro non scatta l´intesa. Anzi, le posizioni restano distantissime. Cgil, Cisl e Uil dicono un secco "no" al presidente della Toscana, che appena tornato dalla Cina ieri sera ha riunito il cosiddetto "tavolo di concertazione" sulla manovra del bilancio regionale. "No" alle tasse indiscriminate come l´aumento dell´accisa regionale sulla benzina. "Nì" al rincaro del bollo auto, che comunque andrebbe a colpire categorie a reddito medio-alto. "Sì" invece al taglio dei costi della politica, a cominciare dagli enti che dipendono direttamente dalla Regione e alla stessa macchina amministrativa.

Dalle forze del centrosinistra del consiglio regionale - Rifondazione comunista compresa - Martini ha ricevuto il mandato di avviare la trattativa sugli strumenti per coprire il disavanzo di 230 milioni di euro previsto per il 2007 e attuare allo stesso tempo gli investimenti fissati nel Piano regionale di sviluppo sottoscritto da tutte le parti sociali. E ieri le sue tesi sono state ribadite una ad una, anche se con una sostanziale apertura al dialogo e alle possibili correzioni da portare al disegno iniziale.

Martini ha ricordato che per quanto riguarda le spese della Regione sono programmati risparmi del 10 per cento sugli affitti delle sedi, del´8 per cento nelle attività di comunicazione, del 35 per cento su consulenze e personale con la rottamazione incentivata dei dirigenti, la riduzione del turn over del 30 per cento con l´obiettivo di una graduale stabilizzazione dei lavoratori precari. Una manovra da 230 milioni di euro per il 60 per cento basata sul risparmio e per il 40 sulle entrate. ma come?

Martini ha ricordato di poter agire su pochissime leve fiscali e ha ripetuto la sua proposta di puntare su bollo e benzina. La versione definitiva di questo piano, però, è affidata alla discussione iniziata ieri, aggiornata all´appuntamento del 6 ottobre. Nel frattempo il governo Prodi ha annunciato la sua Finanziaria e i due provvedimenti inevitabilmente si incrociano nelle valutazioni di enti locali e categorie economiche. Profondamente deluso dalla manovra di Palazzo Chigi si è detto il presidente degli Industriali Sergio Ceccuzzi, che sul fronte regionale non sembra avere grosse critiche da muovere a Martini. Anche Marco Baldi, presidente della Cna, lamenta una penalizzazione sugli artigiani e la piccola impresa «proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario, tramite misure adeguate, favorirne il rilancio e la crescita per agganciare saldamente la ripresa economica che finalmente ha cominciato a far sentire i suoi effetti positivi anche sulle imprese toscane». 

Al contrario di lui, Cgil Cisl e Uil fanno notare come per la prima volta anche ai giovani apprendisti venga riconosciuta la malattia e sposano la filosofia che ha guidato Prodi e Padoa Schioppa. «Per noi è importante che la ricchezza venga redistribuita e che il prelievo fiscale sia parametrato al reddito», dice il segretario regionale della Cgil Luciano Silvestri. «Per questo siamo contrari all´aumento della benzina che graverebbe solo su quel terzo di automobilisti toscani che non è passata al diesel e che presumibilmente è formato in gran parte da lavoratori e pensionati. Diverso il discorso sul bollo, che è comunque legato alla potenza del motore e quindi al costo complessivo dell´auto. Siamo convinti che la manovra regionale non possa discostarsi dallo spirito della Finanziaria». Martini può recuperare le cifre che gli servono, secondo i sindacati, tagliando le spese della sua macchina regionale sovradimensionata: «Certo consigli d´amministrazione sono diventati uffici di ricollocamento per politici "trombati"», faceva notare il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ieri a Firenze. 

Preoccupa invece il presidente dell´Associazione dei Comuni toscani Paolo Fontanelli, sindaco di Pisa, il rischio che i sindaci si muovano i ordine sparso per far fronte alle necessità di far quadrare i loro bilanci: «Dobbiamo assolutamente uniformare gli interventi fiscali», dice, «per evitare che le tasse comunali aumentino in modo schizofrenico». Su questo punto trovare un accordo potrebbe essere più facile.

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Il lavoro che non c’è più per 21mila toscani

Gli iscritti nelle liste di mobilità sono cresciuti di 4mila unità rispetto a giugno scorso. Per questo i quadri e delegati di Cgil, Cisl e Uil della Toscana si riuniranno mercoledì prossimo al Saschall di Firenze. In agenda anche la Finanziaria e la manovra fiscale della Regione

I SINDACATI confederali confermano il loro no all’aumento delle tasse regionali

di Francesco Sangermano sull'unità 29/9/06

Seicento quadri e delegati di Cgil, Cisl e Uil provenienti da tutta la Toscana. Per una giornata, il 2 ottobre, da trascorrere al Saschall di Firenze a discutere un ordine del giorno articolato su tre punti strettamente correlati fra di loro: la Finanziaria del governo Prodi, la manovra fiscale annunciata dal presidente della Regione Claudio Martini e la sicurezza e la tutela sui luoghi di lavoro. Una giornata che sarà conclusa dall’intervento del segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, e alla quale seguiranno poi attivi ed assemblee sugli argomenti suddetti in tutte le realtà territoriali.

«C’è bisogno di fare il punto della situazione su più fronti perché c’è il rischio di spendere troppe parole e fare confusione» hanno spiegato Luciano Silvestri, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani, segretari regionali delle tre sigle confederali. Che poi sono entrati più nel merito delle singole questioni. «Riguardo alla Finanziaria - ha spiegato Petriccioli - si discute molto di cifre e di risanamento, ma poco del problema vero che si chiama sviluppo. Nel 2005 la Toscana ha registrato un Pil negativo ed è obbligatorio cambiare in fretta la rotta per riprendere proprio la via dello sviluppo. Ma questo deve partire dalla lotta all’evasione fiscale, che in Italia vale 120 miliardi di euro, e dall’emersione del lavoro nero che in Toscana riguarda circa 160 mila persone». Relativamente alla manovra regionale, invece, i sindacati hanno confermato il loro deciso “no” all’aumento del prelievo fiscale su bollo e soprattutto accisa sulla benzina.

Un argomento, questo, che sarà affrontato proprio il 2 ottobre quando è stato convocato anche il primo incontro al tavolo della concertazione (il secondo è invece previsto quattro giorni più tardi). «Non accetteremo che a pagare siano solo i lavoratori e non le imprese» ha tuonato Marchiani che, a differenza dei colleghi, si è anche detto contrario alla possibilità (al momento non fattibile) di tornare ad agire sull’addizionale Irpef. 

«La realtà è che siamo molto preoccupati per la salute del lavoro in Toscana - ha aggiunto Silvestri - I dati che abbiamo ci dicono che a settembre ci sono 21 mila lavoratori iscritti alle liste di mobilità della nostra regione. Significa che nell’ultimo trimestre questo numero è aumentato di 4 mila unità rendendo la situazione sempre più preoccupante. Credo che di fronte a questi numeri valga la pena di scommettere se qualche presidente in meno...». 

Il riferimento è, ancora una volta, alla grande frammentazione a livello di servizi pubblici regionali. «Se dobbiamo fare i conti, come ci viene detto, dobbiamo farli bene - ha concluso il segretario della Cgil - È vero, la Regione non ha molti strumenti a sua disposizione. A maggior ragione credo sia più opportuno aspettare la Finanziaria e cominciare invece a lavorare dall’interno, a partire magari da tutte quelle strutture decontrattualizzate che incidono pesantemente sul bilancio e sul deficit della Regione».

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CGIL    CISL    UIL

TOSCANA

MANIFESTAZIONE QUADRI E DELEGATI

FINANZIARIA: RIPARTIAMO

DAL LAVORO VERO E TUTELATO PER IL RISANAMENTO E LO SVILUPPO DEL PAESE

LUNEDI’ 2 OTTOBRE 2006

SASCHALL

LUNGARNO ALDO MORO, 3 – FIRENZE –  

PROGRAMMA

Ore 09.30 inizio lavori presiede Vito MARCHIANI (Uil Toscana)  

Ore 09.45relazione introduttiva Luciano SILVESTRI (Cgil Toscana)  

Ore 10.30interventi quadri e delegati  

Ore 12.30conclusioni Raffaele BONANNI segretario nazionale Cisl

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Conti e lavoro Un summit dei sindacati

da la Nazione 28/9/06

SEICENTO QUADRI e delegati di tutto il sindacato confederale (Cgil, Cisl , Uil) si sono dati appuntamento a Firenze. Lunedì 2 ottobre al Saschall si ritroveranno per discutere della situazione economica in generale, di quella della Toscana, della finanziaria e dei problemi legati al mondo del lavoro. Insieme decideranno sul da farsi. Tra le proposte da mettere in campo in tempi brevi, spicca quella che riguarda il mondo del lavoro: «Siamo preoccupati — dice Luciano Silvestri, segretario generale Cgil Toscana —. Ci sono 18mila lavoratori iscritti nelle liste di mobilità che saliranno presto a 21mila con un incremento negli ultimi tre mesi». Quanto al riequilibrio dei conti in Regione, il programma è chiaro: «Al tavolo di concertazione con la Regione Toscana — dice Maurizio petriccioli, leader della Cisl Toscana — ci andremo con proposte concrete per il riordino di bilancio. Ma sia chiaro: riteniamo che non si debba far fronte al deficit di bilancio con nuova pressione fiscale, iniqua e controproducente. Piuttosto con una riduzione degli sprechi e una visione più oculata della spesa».

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Opposizione a Martini
LA POLEMICA
I sindacati "No alla tassa sulla benzina"

"Farebbe pagare i cittadini e non le imprese"
ILARIA CIUTI su la Repubblica 28/9/06

«RIPARTIAMO dal lavoro vero e tutelato». Sarà questo il titolo della manifestazione che lunedì 2 ottobre i quadri e i delegati di Cgil, Cisl e Uil toscana terranno al Saschall e a cui parteciperà anche il segretario nazionale Cisl Raffaele Bonanni. Per discutere, non senza polemiche, della prima Finanziaria del governo Prodi, ma anche per ribadire la loro opposizione alle nuove tasse annunciate dal presidente Martini: l´aumento del bollo automobilistico e della benzina. «L´unico passo in avanti è stato, da parte della Regione, la convocazione del tavolo di concertazione per lunedì e per il 6 ottobre», dicono i tre segretari regionali, Luciano Silvestri (Cgil), Maurizio Petriccioli (Cisl) e Vito Marchiani (Uil). «Andremo al tavolo - dicono - Ma a condizione che si reimposti davvero la manovra: sui tagli e l´efficienza e non sulle tasse. Se sarà solo un modo per farci accettare decisioni già prese, prenderemo le nostre misure». Niente tassa sulla benzina, insistono i sindacati: «Farebbe pagare tutto a cittadini e lavoratori e niente a imprese che investono in rendita immobiliare e finanziaria e poi chiedono soldi». Silvestri insiste perché la Regione riformi i servizi pubblici. Insieme i tre segretari chiedono alla Regione le leggi da tempo promesse, quella, appunto, sui servizi e l´altra sugli appalti.

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«La manovra fiscale è indispensabile»

Cocchi, capogruppo Ds in consiglio regionale: «Senza nuove risorse sarà impossibile attivare i progetti del piano regionale per lo sviluppo e rilanciare il sistema Toscana»

IN FINANZIARIA possibili minori trasferimenti alla Regione per oltre 100 milioni

di Francesco Sangermano sull'Unità 26/9/06

Il contenuto della Finanziaria ancora non è certo. Ma dalle prime voci che trapelano da Roma pare che la Toscana vedrà i trasferimenti dallo Stato ridursi di oltre 100 milioni di euro. «È anche alla luce di questo che non possiamo pensare di non ricorrere a una manovra fiscale a livello regionale» dice Paolo Cocchi, capogruppo Ds in consiglio regionale dopo il vespaio di polemiche seguito all’annuncio di un possibile aumento di bollo e accisa sulla benzina da parte del presidente della Regione Toscana Claudio Martini. Paroel che avevano provocato la dura reazione sia da parte dei sindacati confederali (che si erano detti perfino pronti allo sciopero) sia degli industriali. La parola, adesso, passa al tavolo della concertazioni «dove siamo fiduciosi di trovare una convergenza» dice Cocchi, «a patto che possiamo contare sulla forte collaborazione di tutti, a partire dai sindacati».

Proprio questo, invece, sembra essere lo scoglio più duro da superare. Perché se Cgil, Cisl e Uil rivendicano con forza l’invarianza fiscale richiamata dal Dpef discusso e approvato con tutte le parti sociali, dalla Regione un sacrificio è visto come indispensabile. «Una manovra sulle entrate sarà necessaria - spiega ancora Cocchi - altrimenti mancheranno le risorse necessarie per attivare i progetti declinati nel Prs. Razionalizzazione e tagli alla spesa da soli non possono bastare e, comunque, solo in parte possono generare risorse disponibili per il 2007». E se da un lato Cocchi non condivide le accuse mosse dal sindacato sul metodo («il governo regionale ha avanzato una proposta sotto forma di informativa al consiglio, sui contenuti è giusto che si sviluppi un dibattito»), sul merito si mostra in parte più possibilista: «Comprendo che l’ipotesi di aumento dell’accisa sulla benzina contenga elementi di impopolarità, ma a oggi le uniche due voci su cui possiamo agire sono quella e il bollo auto». A meno che il governo centrale non decida di rimettere le mani al capitolo dell’addizionale Irpef. «Dovremo valutare la possibilità di fare pressione sul goveno perché si riaprano possibilità su questo - ammette il capogruppo diessino - ma non possiamo dare l’impressione che si possa rinunciare a queste risorse. L’addizionale Irpef è un’alternativa importante che dobbiamo tenere in considerazione. Ma se su questo, come è adesso, non sarà possibile agire, allora dovremo ricorrere agli strumenti che abbiamo già a nostra disposizione». Che, per Cocchi, non possono limitarsi al solo contenimento della spesa della politica e della macchina amministrativa. «È giusto che venga chiesto un impegno della Regione in questo senso - conclude Cocchi - e noi accettiamo la sfida. Ma è necessario andare oltre dicendo che le nuove entrate saranno finalizzate solo a politiche di sviluppo e che i risultati conseguenti andranno monitorati costantemente coi sindacati. Gli attori sociali non devono essere spettatori passivi ma protagonisti a loro volta in prima persona per far ripartire il sistema Toscana. Il governo regionale mostra coraggio politico e di proposta. È su questa strada che dobbiamo andare avanti».

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CGIL     CISL     UIL

TOSCANA

LEGGE FINANZIARIA

E MANOVRA DI BILANCIO REGIONALE

RIPARTIAMO DAL LAVORO

VERO E TUTELATO

IL PROSSIMO 2 OTTOBRE AL SASHALL DI FIRENZE MANIFESTAZIONE QUADRI E DELEGATI DELLA TOSCANA MERCOLEDI’ 27 SETTEMBRE

ORE 12.30 INCONTRO STAMPA DEI  SEGRETARI GENERALI

Ripartiamo dal lavoro vero e tutelato per il risanamento e lo sviluppo del paese: questo il titolo della manifestazione quadri e delegati della Toscana in programma al Sashall di Firenze il prossimo 2 ottobre con le conclusioni affidate al segretario nazionale della Cisl  Raffaele Bonanni. Sarà l’occasione per ribadire la posizione del sindacalismo confederale sulla prima finanziaria del governo Prodi e nelle stesso per rilanciare la posizione di Cgil, Cisl e  Uil della Toscana a proposito dell’annunciata manovra di bilancio della regione Toscana. La manifestazione e le iniziative che seguiranno saranno l’oggetto di un

INCONTRO STAMPA

MERCOLEDI’ 27 SETTEMBRE ORE 12.30

C/O CGIL REGIONALE (Saletta 1° Piano)

VIA PIER CAPPONI, 7  - FIRENZE –

 

Dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Toscana rispettivamente Luciano Silvestri, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani.

Firenze 23.09.2006.- 

 

L’UFFICIO STAMPA

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LA POLEMICA
Il presidente della Regione Martini replica al segretario Luciano Silvestri
"Aumento benzina, Cgil parte male"

da la Repubblica 23/9/06

La Cgil non vuole «neanche parlare» dell´aumento della benzina? «Così cominciamo male, vale poco apprezzare il mio intervento se il tono resta questo», replica il presidente toscano Claudio Martini al segretario della Cgil toscana Luciano Silvestri. «Accanto a tante cose condivisibili, registro frasi che non aiutano a creare il giusto clima per la prossima fase di concertazione, aggiunge il presidente. «So della contrarietà dei sindacati verso la tassa sulla benzina e ho già detti che discuteremo senza preconcetti. Ma altra cosa è dire "non ne parliamo neanche", così si comincia male», insiste Martini.
I Comunisti italiani invece sono con Martini nel dire che si deve tornare a 50 consiglieri regionali, riducendo gli attuali 65: «Un po´ per risparmiare, un po´ perché si è verificato che gli atti più significativi del consiglio sono diminuiti rendendo non necessario l´aumento», dice il capogruppo Luciano Ghelli, che ha già presentato una proposta di legge. La pensa così anche Paolo Marcheschi di Forza Italia: se il gruppo berlusconiano fu tra i protagonisti nel chiedere l´aumento dei consiglieri in cambio dell´abolizione delle preferenze, Marcheschi prende ora le distanze.

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Secondo il sindacalista bisogna tagliare la spesa pubblica e modificare la politica dei servizi pubblici
"Riforma radicale altro che tasse"
Il segretario Cgil Silvestri contesta la proposta di Martini

Credo si arrivi a una soluzione condivisa
ILARIA CIUTI da la Repubblica 22/9/06

«Niente aumento della benzina. Ma una riforma radicale che tagli a fondo la spesa pubblica e disegni una svolta netta nella politica dei servizi pubblici». Il segretario della Cgil toscana, Luciano Silvestri, che insieme ai suoi due colleghi Cisl e Uil aveva già duramente contestato la proposta del presidente Martini di alzare bollo (del 10%) e accisa (2,58 centesimi per litro), insiste.

Silvestri, il presidente Martini si dichiara pronto a discutere e il consiglio regionale apre la strada al confronto indicando solo gli indirizzi su cui svolgere la concertazione. Non le basta?
«Apprezzo. Credo anch´io che si possa arrivare a una soluzione condivisa. Si sono fatti passi avanti sul metodo, ma vorrei precisare alcune idee sul merito».
Bene, lo faccia.
«Intanto i tagli alla spesa pubblica. Sono essenziali, il vero banco di prova, quanto ipotizzato non basta. Non devono essere a pioggia ma puntare a riorganizzare il sistema istituzionale e a ridurre i costi eccessivi della politica. E´ un campo vasto dove non si va da nessuna parte se non si parte da un´analisi attenta della spesa storica. Bene ridurre il numero dei consiglieri, ma è poca cosa, attenti a non farne un alibi. La lama dell´efficienza va affondata in profondità».
Vuol dire che, invece di aumentare le tasse, la Regione dovrebbe spendere meno? .
«Questo è quello a cui bisogna provvedere subito. Ma devono anche essere fatte immediatamente scelte da realizzare nel medio periodo. Mi riferisco ai servizi come acqua, gas, rifiuti. Considerati insieme, rappresentano un vero polo industriale con circa 15 mila addetti e un fatturato di oltre due miliardi e mezzo di euro. Un colosso però frammentato e tale da far rischiare al modello toscano il fallimento e la colonizzazione da parte di chi, altrove, si è già aggregato, come in Emilia o nel nord dove Comuni addirittura di colore diverso danno vita a multiutility così grandi da andare in Europa, di fare investimenti e ricerca».
Mentre noi non riusciamo neanche a mettere insieme, solo nella provincia fiorentina, le due aziende dei rifiuti, Quadrifoglio e Safi. Secondo lei per difficoltà tecniche o per la resistenza a fare di due consigli di amministrazione uno?
«La seconda ipotesi. Le aziende sono prigioniere degli anacronistici campanili della politica e della sua autoreferenzialità. L´autoreferenzialità, oltre a essere un male pericoloso, ha bisogno di moltiplicare consigli di amministrazione, presidenti, direttori e così ingigantisce i costi. La malattia va tolta e il tempo è scaduto».
Ma il sindacato permetterebbe le ristrutturazioni?
«Di fronte a progetti industriali veri il sindacato è pronto a fare la sua parte. Ma il silenzio della politica è assordante. Una mancanza di coraggio che impedisce un vero profilo riformatore. Per esempio facciamo rapidamente la legge regionale sui servizi, ma che sia cogente, e non prescrittiva, nei confronti delle autonomie locali».
E della proposta di aumentare le tasse che ne facciamo?
«Di quella sulla benzina non ne parliamo neanche. Come è possibile pensare che solo un terzo dei toscani, quanti non usano il gasolio, si accolli l´onere di 32 milioni di euro? Per di più venendo colpiti in maniera né selettiva né progressiva».
Vuol dire esattamente il contrario di quanto la sinistra ha sempre detto di voler fare?
«Tanto da rischiare di contraddire la linea di riforma fiscale con la quale il governo intende cambiare l´impostazione data dal governo Berlusconi su questa materia».
E il bollo?
«E´ un´imposta più progressiva. Magari si può diminuire. In ogni caso bisognava, prima di decidere la manovra, attendere la Finanziaria».
Perché?
«La Finanziaria taglierà e forse darà in cambio agli enti locali la possibilità di istituire tasse di scopo e aumentare l´Irpef. Se non si costruisce un quadro complessivo rischiamo un effetto domino. La Regione mette le sue tasse, altrettanto fanno Province e Comuni. Determinando alla fine una partita di giro in cui gli enti locali tolgono a lavoratori e pensionati quanto il governo dà con il cuneo fiscale».

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Tasse regionali, anche Rifondazione dice sì

Ma Cgil, Cisl e Uil minacciano lo sciopero: «La manovra serve a coprire buchi di bilancio, non al rilancio»
Martini incassa il via libera del consiglio regionale e apre al confronto: «Non abbiamo già deciso tutto»

IL PRESIDENTE della Regione respinge le critiche sul merito: «Alla concertazione con le parti sociali andremo con un mandato chiaro». Bertinottiani e centrosinistra d’accordo

di Vladimiro Frulletti e Francesco Sangermano sull'Unità 20/9/06

Non ci stanno. Dopo la proposta della giunta di aumentare il bollo auto e la tassa sulla benzina Cgil, Cisl e Uil rivolgono alla Regione un aut aut: «o torniamo alla concertazione, o siamo pronti anche allo sciopero». Il no dei sindacati è di metodo e di merito. «A pagina 114 della delibera sul Dpef - spiegano Luciano Silvestri, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani - è scritto che la manovra finanziaria del 2007 prevede l’invarianza fiscale. E che ogni eventuale diversa decisione dovrà esser presa di concerto con le parti sociali al tavolo della concertazione. Così non è stato». Quindi «per prima cosa serve far chiarezza - proseguono i tre segretari che hanno già chiesto un incontro urgente a Martini - Non è vero che questi aumenti di tasse serviranno per lo sviluppo e il sociale, quanto piuttosto a coprire un buco da 230 milioni di euro causato da minori entrate rispetto al previsto.

Ma per far questo si devono conoscere con esattezza le cause, le proiezioni future e se la manovra andrà ripetuta negli anni». Cgil, Cisl e Uil chiamano più volte in causa l’efficienza della macchina («Il modello toscano non è più efficiente né in linea con le altre regioni» dicono) e per questo chiedono alla Regione di scommettere sui fattori di sviluppo, dai trasporti ai servizi «dato che altrove - fa notare Silvestri della Cgil - si creano multiutility per la gestione di gas, rifiuti e acqua che consentono grossi risparmi di gestione». Il rischio concreto, per i sindacati, è che poi si possa crearsi un «effetto-domino in cui Comuni e Province possano sentirsi autorizzati a ricorrere a rincari fiscali per ogni problema».

Dal consiglio regionale Martini sceglie la linea morbida per rispondere alle parti sociali. Respinge sì le critiche sul metodo, «non devo sentire le parti sociali prima di venire in consiglio e viceversa» dice, ma allo stesso tempo precisa che si tratta di una proposta e «non di una decisione già presa». Il che lascia pensare che al tavolo di concertazione ci sarà qualche spazio di manovra.

Prove di Unione sulla manovra fiscale di Martini Torna la proposta di ridurre i consiglieri

Dire quali modifiche saranno possibili nella trattativa fra Regione e parti sociali è un po’ difficile. La Regione, come ha precisato anche ieri il neoassessore alle finanze Giuseppe Bertolucci (Pdci), per adesso (ma novità sono attese dalla prossima Finanziaria)può agire solo su bollo e benzina. Bertolucci ha calcolato che dal bollo (più 10%) dovrebbero arrivare 33 milioni, dalla benzina (2,58 centesimi in più al litro) altri 32. Il resto delle nuove entrate arriverà da mutui (15 milioni) e da recupero di fondi vari (altri 10). Totale 95 milioni. Quindi per arrivare ai 230 della manovra i tagli alle spese saranno di 145 milioni. Le alternative per non toccare bollo e benzina sono poche. O si aumentano un po’ i mutui (col rischio di far abbassare il rating sul debito toscano e quindi poi pagare interessi più alti) o si aumentano i tagli. Questa è la strada che i sindacati indicano. «La giunta - sintetizza Silvestri - ha annunciato che il 60% della manovra deriverà da tagli alla spesa. Chiediamo un intervento ancora maggiore per permettere di ridurre la pressione contributiva e fiscale dei toscani». 

Ed è questa la parte su cui ieri il consiglio regionale ha discusso di più prima di dare il proprio via libera a Martini. Un voto che ha visto la convergenza fra centrosinistra e Rifondazione. In pratica il Prc ha approvato il documento della maggioranza (sulla cui parte finale si è però astenuta la Margherita), mentre la maggioranza (si di Ds, Verdi e Pdci, astensioni di Dl e Sdi) ha approvato la mozione dei bertinottiani. Il Polo ha votato contro. Però la “provocazione“ del capogruppo di An Maurizio Bianconi di tagliare consiglieri (aumento voluto dal Polo) e assessori per tornare ai 50 eletti della scorsa legislatura, ha trovato più di un consenso. Non solo da Margherita e Udc storicamente contrari alla nuova legge elettorale regionale, ma anche dai Ds. «Siamo pronti anche domani mattina - dice il capogruppo della Quercia Paolo Cocchi -. Formalizzeremo una proposta in tal senso». Sì anche dall’ex assessore del Pdci Marco Montemagni. Silenzio da Forza Italia, e netta contrarietà da Rifondazione che col capogruppo Monica Sgherri parla di populismo che rischia di coprire i veri sprechi e propone un taglio a tutte le indennità nei vari enti derivati. Martini dice che qualcosa si sta facendo e cita Firenze Fiera dove il cda dovrebbe passare dagli attuali 17 a 7 membri. Vladimiro Frulletti Francesco Sangermano

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Il Consiglio regionale dà via libera alla proposta di manovra fiscale. Il presidente: tutti ora saranno ascoltati
Nuove tasse, Rifondazione dice sì
Cgil, Cisl e Uil invece contestano Martini per il metodo e il merito
Regione, Rifondazione comunista dice di sì alla proposta di manovra finanziaria della giunta Martini che prevede l´aumento del 10 per cento sul bollo auto e 2,58 centesimi di euro più per ogni litro di benzina. Dall´opposizione i comunisti non rinunciano a presentare un proprio ordine del giorno ma decidono comunque di appoggiare (ricambiata) anche il documento della maggioranza. Martini spiega che «la correzione sarà discussa con tutte le parti sociali, a cominciare dai sindacati». E´ l´annuncio dell´avvio della concertazione. Ma i sindacati però bocciano la proposta: «Il modello toscano è al capolinea, serve una riforma generale», dice il segretario regionale della Cgil Luciano Silvestri. Mentre la Uil si dice pronta allo sciopero se la manovra ipotizzata non verrà modificata. La Cisl ribadisce invece che il presidente Martini ha sbagliato nel metodo e anche nel merito.

LA MANOVRA FISCALE
Tasse, i sindacati bocciano Martini
Silvestri, Cgil: "Quello che serve è una riforma generale"

Petriccioli, Cisl: "la giunta ha sbagliato metodo e merito"
La Toscana, dicono, è in ritardo rispetto allo stesso modello nazionale
Marchiani, Uil: "Se si discute e si cambia bene ma pronti allo sciopero"
ILARIA CIUTI su la Repubblica 20/9/06

«Il modello toscano è al capolinea, non è più efficiente, è indietro anche rispetto al modello nazionale. In più, la macchina amministrativa non funziona, le spese per la politica sono troppo alte. Altro che tasse. Urge una riforma complessiva, dopodichè ci saranno bilancio in pari, meno tasse e più sviluppo». Il segretario della Cgil toscana Luciano Silvestri boccia il presidente Martini che ha deciso di aumentare bollo auto e tassa sulla benzina. Nè sono più morbidi i suoi colleghi di Cisl e Uil, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani. Anzi, la giunta regionale «ha sbagliato metodo e merito», dice Petriccioli. Il metodo, «perché non ha rappresentato e condiviso i problemi con le parti sociali, cancellando in un solo colpo un processo di condivisione che in Toscana funzionava da anni». Il merito, perchè «il buco da 230 milioni deriva dalla spesa corrente e non lo si sana senza avere analizzato da quali elementi è causato e senza avere fatto la proiezione di cosa accadrà negli anni a venire». Né basta a rivedere la spesa la manovra prospettata da Martini, concordano i tre. «Se si discute e si cambia, bene, altrimenti siamo pronti a tutto», sciopero non escluso, conclude Marchiani.

L´appuntamento di verifica per i tre sindacati il 2 ottobre al Saschall, una giornata già decisa per parlare della Finanziaria ma che adesso avrà risvolti toscani. Per ora Cgil, Cisl e Uil si lasciano una porta aperta. Hanno spedito ieri mattina alla giunta regionale la richiesta di un incontro e di convocazione del tavolo di concertazione. Chiedono al consiglio che da ieri ha cominciato a discutere la proposta di Martini di non avallarla senza condivisione delle parti sociali. «Noi siamo i primi a sostenere che un bilancio deve andare in pareggio e i primi a voler collaborare - dichiara Silvestri - Altri, però, sono gli interventi da adottare, che non servirebbero solo a tappare i buchi ma anche a rilanciare lo sviluppo. La Toscana è indietro a tutti ormai. Al nord si fanno accordi tra Milano e Brescia per le multiutility, tra Comuni di colore diverso quando noi non riusciamo a mettere insieme neanche Comuni dello stesso colore. L´Emilia Romagna ha una sola azienda per rifiuti, acqua, gas. Qui la frammentazione è infinita e causa spese e inefficienza. La più grande azienda dei rifiuti fa 73 milioni di fatturato quando per costruire un termovalorizzatore ce ne vogliono 220. Se si continua così non andiamo da nessuna parte»

L´affondo è duro. I tre segretari rimproverano alla giunta regionale la «mancanza di trasparenza»: «Il buco, nato dai tagli governativi e dal minore uso di benzina a favore del gasolio, era prevedibile da un anno, perché non parlarne prima insieme?». La accusano di voltafaccia: «Nel Dpef si era concordato di non aumentare le tasse», ricorda Silvestri. E invece eccolo l´aumento. Oltretutto, secondo i sindacati, ingiusto - «Il bollo lo pagano tutti, qualunque sia il reddito, e la benzina soprattutto i pendolari privi di servizi alternativi» - e falsamente motivato: «I soldi non serviranno allo sviluppo, come sostiene Martini, ma a ripianare il buco». Non si salva neanche il presidente degli industriali. «Ceccuzzi dice che ci sta se i soldi vanno alle aziende. Non è un discorso serio», protesta Marchiani. La Toscana, dicono i tre, ha brillato per inopportunità: «L´unica regione che si è mossa prima che sia precisata la Finanziaria. Se ognuno va per conto proprio, Comuni e Provincie metteranno le loro di tasse e i lavoratori pagheranno quanto prenderanno dal cuneo fiscale».

Perfino il presidente dell´Anci regionale, il sindaco di Pisa Paolo Fontanelli, mentre dichiara che «non è sostenibile una Finanziaria che chieda un ulteriore sforzo alle autonomie locali», non nasconde la sua perplessità di fronte alle nuove imposte. «Se la manovra regionale prevederà davvero un aumento di risorse per sviluppo e investimenti, l´Anci toscana non porrà limiti - dice - Ma vogliamo che siano individuati gli interventi e la concertazione con enti locali e categorie. Soprattutto, l´aumento di tasse deve tenere conto dell´insieme della manovra determinata dalla Finanziaria». Osservazioni anche dalla Regione. «Interveniamo anche sulle voci di spesa», raccomanda il capogruppo della Margherita, Alberto Monaci. Mentre quello di An, Maurizio Bianconi, si dichiara disponibile anche a tagliare i consiglieri per risparmiare: «Purchè si faccia sul serio torniamo ai 50 di prima».

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TOSCANA I SINDACATI ALL’ATTACCO DELLA MANOVRA

«Ci sentiamo traditi da Martini Pronti allo sciopero contro le tasse»

di OLGA MUGNAINI su la Nazione 20/9/06

«CERTO CHE sapevamo tutti del buco da 230 milioni di euro nel bilancio della Regione. Ma tutti insieme avevamo anche deciso, e sottoscritto, che non avremmo aumentato le tasse ai cittadini». Sono furiosi i tre segretari confederali, riuniti ieri nella sede della Cisl regionale. Furiosi per l’imbarazzante situazione in cui li ha cacciati il governatore della Toscana Claudio Martini, che saltando a piè pari ogni confronto, ha annunciato una stangata fiscale senza appello. Tanto che il tardivo invito al tavolo della concertazione suona ora come una beffa. Lo stesso segretario generale della Cgil Luciano Silvestri allarga le braccia e ammette: «Speriamo che almeno il dibattito in consiglio regionale non ammazzi tutti gli spazi per la concertazione. Altrimenti non so proprio su cosa possiamo confrontarci». Un incidente nelle relazioni che potrebbe far alzare definitivamente i sindacati dal tavolo del confronto regionale e dare inizio a una fase di vero e proprio scontro: «E’ evidente che si è aperto un problema politico — incalza Vito Marchiani, segretario regionale Uil —. Se la concertazione non funziona più vuol dire che passeremo ad altre iniziative, ad altre forme di lotta. Penseremo a uno sciopero. Chi l’ha detto che non si può scioperare contro le nuove tasse della Regione!»

COME RIBADISCE Maurizio Petriccioli, numero uno regionale della Cisl, il problema è doppio, di metodo e di merito. A rimarcare la scorrettezza formale si tira fuori un passo del Dpf della Regione (documento di programmazione finanziaria) approvato il 19 luglio, in cui si legge testuale: «Sarà perseguita l’invarianza in termini reali della fiscalità regionale; l’eventuale esercizio di margini di autonomia tributaria disponibili sarà valutato con il concorso delle categorie economiche e sociali presenti al tavolo di concertazione generale (...)». La prosa è contorta e criptica ma il senso è chiaro: no all’aumento delle tasse, e se proprio non se ne potrà fare a meno lo decideremo tutti insieme.
«Ma c’è un altro fatto che non ci torna — continua Petriccioli — : Martini dice che i nuovi prelievi andranno allo sviluppo. Noi crediamo invece che dovrebbero andare a tappare il buco in bilancio, perché in base a quando deciso nel Pdf è dalla spesa corrente che mancano i soldi, non dagli investimenti».

E IL DISCORSO PORTA alle recenti dichiarazioni - per niente condivise — del presidente degli industriali Sergio Ceccuzzi : «Non si può dire "se i soldi li date a noi imprenditori allora le tasse vanno bene", come di fatto ha detto Ceccuzzi», sostiene Marchiani, tanto per far capire quanto questa manovra fiscale sia ormai incasinata.
Ma al di là della stangata su bollo e benzina — giudicata iniqua socialmente, visto che colpisce tutti indiscriminatamente — il vero timore del sindacato è un altro: è che dopo la Regione si facciano avanti ora anche Province e Comuni, piangendo un’assoluta necessità di mettere nuovi balzelli ai cittadini.

E ALLORA DA DOVE si riparte? Per prima cosa Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro urgente alla giunta regionale, fuori dal tavolo della concertazione. «Vogliamo discutere del buco in bilancio - spiega Silvestri - e vedere come fare a diminuire spese strutturali che vengono prima di tutto dall’inefficienza della macchina, oltre che dai costi troppo alti della politica. E poi va affrontata l’inefficienza del modello-Toscana sui fronte dei servizi. Noi la proposta per cominciare ce l’abbiamo: facciamo una grande azienda regionale per acqua, gas, rifiuti, come ormai si fa in tante altre regioni d’Italia».
Il 2 ottobre i delegati dei sindacati confederali si riuniranno al Saschall di Firenze. «In quella sede - conclude Marchiani - parleremo anche della manovra fiscale toscana. In base a ciò che accadrà in questi giorni, valuteremo il da farsi».

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CGIL     CISL     UIL

TOSCANA

 

REGIONE TOSCANA

LE PROPOSTE DEI SINDACATI

PER RIMETTERE IN ORDINE I CONTI

DOMANI MARTEDI’ 19 SETTEMBRE 2006 ORE 12

-FIRENZE VIA BENEDETTO DEI, 2/A- INCONTRO STAMPA UNITARIO

DEI SINDACATI CONFEDERALI TOSCANI

Nelle ore immediatamente successive all’annuncio della manovra fiscale della regione Toscana

( bollo auto + 10%, accisa sulla benzina + 2,58 eurocent/litro) i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato, in distinte dichiarazioni, la loro contrarietà. Le  proposte unitarie dei sindacati confederali toscani sul come si possono e si devono mettere in ordine i conti saranno al centro di un

INCONTRO STAMPA

DOMANI MARTEDI’ 19 SETTEMBRE ORE 12.00

C/O CISL REGIONALE TOSCANA VIA BENEDETTO DEI 2/A – FIRENZE

 Dei segretari generali di Cgil, Cisl, e Uil rispettivamente Luciano Silvestri, Maurizio Petriccioli e Vito Marchiani.

Firenze 18.09.2006.

                                                                                              L’UFFICIO STAMPA

                                                                                          ( N. Bisogni – A. Campatoli)

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Tasse regionali, Martini attacca la Cisl

Nell’incontro della giunta col sottosegretario Letta il presidente della Toscana a muso duro contro il sindacato: «Mi dispiace che l’auto abbia assunto più valore di lavoro e ricerca...»

da l'Unità 19/6/06 di Vladimiro Frulletti

«Mi stupisce che l’auto abbia assunto un valore più importante del lavoro e della ricerca». La calma che domina il chiostro dell’ex convento di Santa Chiara in Fossabanda a Pisa ( (ristrutturato grazie ai fondi per il Giubileo 2000 in un hotel con centro convegni annesso), dove Martini ha riunito la giunta regionale al cospetto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, rende ancora più dure le parole con cui il presidente della Regione risponde alle critiche ala manovra fiscale da 60 milioni di euro che oggi verrà illustrata al consiglio regionale. Manovra che comporterà un aumento del 10% del bollo e di 2,58 centesimi per ogni litro di benzina. In totale ogni toscano pagherà il prossimo anno 1,5 euro in più al mese, un aumento che ieri ha criticato anche la Confartigianato. Ma Martini in particolare è parso stupito e amareggiato, senza però citarla direttamente, dalle parole della Cisl, sindacato che in giunta ha ben due assessori di riferimento: Gianni Salvadori al sociale e Ambrogio Brenna alle attività produttive. Il segretario toscano, Maurizio Petriccioli, aveva bollato la manovra come sbagliata nel metodo, perché le parti sociali erano state avvisate a mezzo stampa, e nel merito perché colpendo la benzina (da qui il riferimento di Martini al valore dell’auto) si colpisce indiscriminatamente sia i redditi più bassi sia quelli più alti.

«Il governo metterà il timbro sulle richieste toscane»

Letta conferma a Martini piena sintonia sulle priorità regionali a partire da Tav, Due Mari e Tirrenica

di Vladimiro Frulletti

GIUDIZI che Martini non ha digerito soprattutto perché arrivano da una forza che al tavolo della concertazione aveva detto sì al Piano regionale di sviluppo. «Leggetevi pagina 96 del Prs - dice Martini - C’è scritto che si potrà far ricorso alla leva fiscale per sostenere nuove e ulteriori politiche di sviluppo». Insomma la Cisl (anche senza tener conto di Salvadori e Brenna «tutta la giunta ­sottolinea Martini ­ è d’accordo sulla manovra») non può dire di non sapere. Perché il punto sta proprio qui. Martini ribadisce che quei 60 milioni in più che arriveranno da bollo e benzina non serviranno a coprire buchi di bilancio «ma per finanziare» nuovi progetti. Piani come l’estensione della banda larga, nuovi asili nido, incentivi alla ricerca, aiuti all’occupazione giovanile e femminile, che senza quei soldi rimarrebbero sulla carta di un lungo documento approvato dalla maggioranza che governa la Regione e dalle parti sociali che siedono al tavolo della concertazione. «E noi non possiamo e non vogliamo fermarci alle parole ­ aggiunge Martini ­ ma passare ai fatti». Così a chi chiedeva un incontro urgente (sempre la Cisl) Martini fa sapere che dopo il passaggio in consiglio sarà convocato il tavolo della concertazione: «Gli do appuntamento là». Del resto altre scelte fiscali per Martini non erano possibili.

«Certo intervenire sull’Irpef sarebbe stato più equo» dice, ma l’addizionale Irpef è bloccata da Roma (forse la nuova Finanziaria la sbloccherà), «sulle tasse universitarie non abbiamo voluto intervenire» e anche la proposta di Verdi e Pdci di aumentare il costo delle concessioni (Enel) per la geotermia è una manovra che potrà essere fatta solo quando le concessioni andranno a scadenza, cioè nel 2013. «E se forse ­ aggiunge Martini ­ il provvedimento non è molto equo, ma serve a finanziare politiche sociali». Cioè progetti di equità.

Insomma la Toscana ha bisogno di far partire i nuovi progetti contenuti nel Prs e quindi di nuovo ossigeno contabile. Da qui anche i tagli a consulenze, affitti e bollette per 140 milioni di euro, i nuovi mutui e, appunto, l’aumento di bollo e benzina. Anche perché da Roma non sono attesi copiosi trasferimenti in denaro. La cosa è apparsa chiaramente dopo l’incontro con Letta. Il sottosegretario ha più volte ricordato come serva una «Finanziaria di rigore» per non far aumentare il tasso di interesse sul gigantesco debito pubblico e che quindi «non lascerà spazio a grandi disponibilità». Alla fine il problema è sempre quello dei soldi. Perché sulle cose da fare Letta ha confermato che il governo metterà il proprio timbro sulle richieste toscane. Cioè rilancio dei distretti, completamento della Tav con sottopasso a Firenze, Due Mari e Tirrenica, ma anche rigassificatore Olt di Livorno, piano per la messa in sicurezza dell’Arno (la Toscana ha stanziato 100 milioni, altrettanti devono arrivare dal governo) e celebrazioni galileiane del 2009. In più Letta annuncia novità sul demanio (da Pianosa alla Fortezza da Basso) e sulle università. Ora su tutti questi argomenti nasceranno tavoli specifici fra governo e Regione. Lì si discuterà di modi, tempi e soprattutto soldi. Autonomia e responsabilità è il tracciato lungo cui il governo si muoverà perché «non abbiamo nessuna intenzione ­ chiarisce Letta ­ di prevaricare le scelte fatte della Toscana».

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Sindacati contrari all’aumento di bollo e benzina Petriccioli (Cisl): «Inaccettabile». No di Firenze

Lupi (Verdi): «Con le nostre proposte sulla geotermia potrebbero arrivare 65 milioni»

L’ASSESSORE Del Lungo: «La benzina più cara farà aumentare le auto diesel»

di Vladimiro Frulletti sull'Unità 17/9/06

Colpisce i redditi più bassi e fa aumentare l’inquinamento. Sono questi i giudizi (negativi) di sindacati (Cisl e Cgil) e Palazzo Vecchio alla manovra economica annunciata ieri dal presidente della Regione Claudio Martini. La regione deve trovare nel 2007 230 milioni di euro. Sono previsti tagli per 140 milioni (consulenze, affitti, utenze e burocrazia) e nuove entrate per 90. Di questi almeno 60 dovrebbero arrivare dall’aumento del bollo auto (più 10%) e dell’accisa regionale sulla benzina (2,58 centesimi a litro.
Scontate le critiche del centrodestra, meno attese in Regione (la proposta andrà al vaglio del consiglio regionale martedì e mercoledì) quelle dei sindacati e, soprattutto, del Comune di Firenze. 

Il primo a farsi sentire, già venerdì sera, era stato il segretario della Cgil Luciano Silvestri insistendo sul fatto che il disavanzo di 230 milioni è il prodotto di cause strutturali da risolvere prima di aumentare le tasse. E Silvestri suggerisce, richiamando il Prs, di cominciare dalla riorganizzazione delle aziende che gestiscono i servizi pubblici «in modo da non aumentare - insieme alle tasse - i costi delle tariffe». Molto più dure le parole del collega della Cisl Maurizio Petriccioli che definisce la manovra «inaccettabile nel merito e nel metodo». Nel metodo perché il presidente della Regione non ha informato le parti sociali. Nel merito perché in parte sbagliata e in parte ingiusta. Sbagliata dice Petriccioli «perché una parte delle maggiori entrare arriveranno da ulteriori indebitamenti e questo non fa altro che spostare in avanti il problema». Ingiusta perché bollo e benzina più cari ricadono «allo stesso modo su chi ha un reddito alto e su chi ha un reddito basso». Così la Cisl chiede un immediato incontro con la giunta regionale. 

Quanto a Firenze è l’assessore all’ambiente Claudio Del Lungo a esprimere disappunto. «La benzina più care - dice - farà crescere il numero di auto a gasolio». Carburante su cui però la Regione non può intervenire. Già quest’anno i minori consumi di “verde” hanno fatto calare gli incassi regionali di 50 milioni. E Del Lungo teme l’ aumento dei diesel perché «sono la prima causa da inquinamento da polveri in città». Un danno per Firenze e soprattutto una contraddizione del protocollo fra Regione e comuni che prevede dal primo gennaio 2007 restrizioni alla circolazione dei diesel euro 1. Anche il capogruppo regionale dei Verdi, Mario Lupi, è poco convinto. Suggerisce a Martini di tagliare i «costi della politica», ma soprattutto di accogliere due proposte del Sole che Ride. Istituire un centro unico regionale per le prenotazioni sanitarie e soprattutto aumentare i costi di concessione nella geotermia. Oggi i privati (Enel), che sfruttano questa fonte energetica, pagano circa 8 milioni di euro all’anno. I Verdi insieme al Pdci hanno presentato una proposta di legge nell’ottobre del 2005 per aumentare questi contributi. «L’incasso totale per la Toscana - dice Lupi - sarebbe di 65 milioni l’anno».

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Il vicepresidente Gelli: "C´era stato uno sviluppo eccessivo delle consulenze". Per i precari promesse di assunzione
Ogni assessore taglierà cinque milioni
Manovra in Regione, dubbi e critiche da sindacati e imprenditori

da la Repubblica 17/9/06

lA manovra sul bilancio regionale da 230 milioni di euro colpirà indistintamente ogni assessorato con tagli per almeno 5 milioni. E´ una delle indicazioni più importanti che arrivano dopo l´annuncio del presidente Claudio Martini di aumentare, per la prima volta dopo 9 anni, alcune tasse regionali. Il vicepresidente Federico Gelli ammette che sulle consulenze, che verranno tagliate di un terzo dopo essere state dimezzate, è mancato il controllo: «C´è stato uno sviluppo eccessivo, mancava una regia complessiva». Dai sindacati, durissime proteste.

LE GRANDI SCELTE DELL´ECONOMIA
LA RIORGANIZZAZIONE
Dubbi e mugugni sulla manovra
Sindacati contrari, imprenditori perplessi per le nuove tasse

Durissime Cisl e Uil che parlano di "odiosi balzelli" e di "tradimento degli impegni"
Il presidente di Assindustria Ceccuzzi: "Il vero problema è capire a cosa serviranno i sacrifici"

MARZIO FATUCCHI 17/9/06

I più duri sono Cisl e Uil. La prima parla di «manovra inaccettabile», la seconda di «odiosi balzelli» e di una giunta che «tradisce tutti gli impegni di metodo e di contenuti che aveva precedentemente assunto». Anche tra gli industriali si vuole vedere chiaro ed avere sicurezze su come verranno impiegate le nuove risorse che arriveranno dalle nuove tasse, dai mutui e dai tagli decisi dalla giunta regionale di Claudio Martini. Da categorie e sindacati arrivano più dubbi che consensi alla proposta di manovra regionale, 230 milioni di cui 140 di tagli e 60 di nuove tasse. Solo su un punto sono tutti d´accordo: va messo mano alla riorganizzazione della «macchina» regionale, ai costi della politica, ai servizi pubblici locali (acqua, gas, rifiuti) utilizzando le nuove entrate per lo sviluppo della Toscana.

«La Cisl toscana ritiene questa manovra inaccettabile nel merito e nel metodo» dice il segretario regionale Maurizio Petriccioli, a cui non va giù che «vengano comunicate alle parti sociali a mezzo stampa, senza nessuna consultazione, le manovre che dovranno ricadere sui cittadini». Per Petriccioli, «non si può accettare di parlare di innalzamento delle tasse se prima non si è parlato complessivamente di come si affronta il capitolo della spesa, in particolare intervenendo sulla riorganizzazione della macchina amministrativa, dell´accorpamento dei servizi pubblici, di una profonda revisione dei costi della politica e del diffuso utilizzo delle consulenze».

Stesso concetto espresso per primo da Luciano Sivestri, il segretario regionale della Cgil: «Rovesciamo il paradigma: prima si razionalizza, e noi ci vogliamo vedere chiaro, si lavora sulla riorganizzazione ed eliminazione della sovrapposizione dei Cda di aziende ed Ato dei servizi pubblici locali. Poi eventualmente si affronta il tema delle tasse: credo che sia anche possibile non toccarle, o aumentarle di meno di quanto paventato» dice Silvestri. Anche Vito Marchiani della Uil, che bolla come «inaccettabili e furbeschi» gli incrementi delle tasse, critica la scelta di Martini: «Viene particolarmente colpito il tenore di vita delle famiglie a basso reddito, aggredite anche dall´aumento di tutte le tariffe locali e da nuovi balzelli, a fronte di contratti che tardano a rinnovarsi e con i redditi che si riducono». Posizioni subito sostenute da Mario Lupi, capogruppo Verde in Regione.
Toni assolutamente diversi da quelli usati dal presidente di Assindustria, Franco Ceccuzzi: «E´ giusto che il governo regionale decida e proponga: ne risponde poi agli elettori» dice l´industriale, che aggiunge: «Il vero problema è capire a cosa serviranno questi sacrifici che vengono chiesti, per esempio le infrastrutture, e cosa si può fare sui servizi pubblici, sul contenimento della spesa». Ceccuzzi lancia anche un messaggio alle altre parti sociali: «Questo sacrificio va messo a frutto. Non facciamo come i polli di Renzo, non scanniamoci per due lire, pensiamo a come utilizzare al meglio queste risorse».

«Nessuna nuova tassa viene accolta positivamente, che sia un euro o 100: anche se di un´entità che non sconvolge la vita a nessuno, queste nuove imposte vanno ad impattare con le piccole e medie imprese, che hanno già una asfissiante pressione fiscale» aggiunge Massimo Biagioni, presidente Confesercenti regionale che si augura che «si punti ad utilizzare queste risorse per il turismo e la vivibilità delle città». Anche dalla Cna parole di critica: «Viene messa in discussione l´invarianza fiscale, bandiera della campagna elettorale. Sappiamo che servono finanziamenti per il piano regionale di sviluppo, ma questo sono tasse onerose per tutta la cittadinanza e per le imprese. Sospendiamo il giudizio: vogliamo capire meglio, ma siamo preoccupati. Va capita soprattutto l´entità dei tagli che la Regione farà sulla propria struttura. E´ il caso delle consulenze: se si sono tagliate così tanto ora, si potevano tagliare prima».

Dal centrodestra, dopo le critiche di An, solo Paolo Marcheschi di Forza Italia interviene contro la giunta, che secondo il consigliere regionale ha fatto un «uso preistorico della leva fiscale. I toscani devono ringraziare i governi Berlusconi se Martini non ha potuto aumentare in questi anni anche Irpef e Irap. Il vero Martini getta la maschera, e nonostante i viaggi in Cina per cercare illuminazioni, la sua sinistra continua a frugare nelle tasche dei toscani».

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Tasse più alte su bollo e benzina

Dopo 9 anni la Regione aumenta le imposte. Ogni toscano pagherà 1,5 euro in più al mese
Il presidente Martini: «Servono 230 milioni, 60% tagli alle spese, 40% nuove entrate»

di Vladimiro Frulletti / Firenze sull'Unità 16/9/06

Si dice che in politica le decisioni più difficili vadano prese per tempo. Prima che si avvicini la la scadenza delle urne. E siccome in Toscana già dalla prossima primavera (comunali di Lucca e Carrara) comincerà una lunghissima stagione elettorale (2008 al voto Pisa e Massa; 2009 europee e comunali tra cui Firenze; 2010 regionali), il tempo stava per scadere. Così Martini ha deciso (non senza difficoltà) di assumersi la responsabilità di aumentare le tasse. Il bollo auto (circa 10% in più) e la benzina ( 2,38 centesimi a litro). In Regione calcolano che ogni toscano spenderà 1,5 euro in più al mese. Alla fine nelle casse regionali dovrebbero entrare 60 milioni. Su un bilancio di quasi 9 miliardi non è granché. Anche per questo la scelta di Martini assume un peso più politico che contabile. Perché si tratta di un inversione di rotta che per i toscani ha un valore quasi storico. Era infatti dall’ormai lontano 1997 (presidente Vannino Chiti) che in Toscana le imposte regionali non venivano toccate. Anzi in alcuni casi Martini le aveva ridotte. Le associazioni di volontariato ad esempio non pagano il bollo, l’Irap è più bassa per le imprese certificate.

I RISPARMI riguardano consulenze (dimezzate nel 2006, saranno ridotte del 35%), affitti e utenze. Poi inizierà la cura dimagrante per agenzie, aziende e strutture regionali
Tagli in arrivo per agenzie e enti

Il presidente Martini: «Le nuove entrate (60 milioni ndr) per occupazione, nidi e sviluppo» Segue dalla prima

Silvestri (Cgil): «No ad aumenti di tasse se prima non ci sono interventi strutturali sulle spese»

TASSE Insomma l’aumento del bollo auto e dell’accisa regionale sulla benzina segnano un passaggio. Del resto nello spiegare questa «dura necessità» Martini più volte sottolinea che questi nuovi soldi serviranno non per coprire buchi nella spesa corrente, per dare certezza ai progetti contenuti nel Prs. Lì sono previsti investimenti di 1200 milioni nei prossimi 4 anni. Tolti i 600 preventivati per aumentare l’assistenza ai non autosufficienti (il piano sarà presentato solo quando da Roma arriverà il via libera alla “tassa per il nonno”), ne restano da trovare altri 600 . Quindi questi 60 derivanti da benzina e bollo andranno proprio lì. «Saranno esclusivamente finalizzati - scandisce le parole il presidente toscano - alle nuove politiche di sviluppo». Cioè soldi per far crescere l’economia toscana e aumentare (e stabilizzare) i posti di lavoro soprattutto di giovani e donne. Come? Aiutando la ricerca, portando la banda larga in tutta la regione, completando gli impianti di depurazione lungo l’Arno, acquistando altri treni per aumentare il numero delle tratte, aprendo nuovi asili nido, incentivando il ricorso a energie rinnovabili e sostenendo la raccolta differenziata dei rifiuti.

Dai calcoli fatti in regione questi aumenti dovrebbero significare una crescita della spesa a carico delle famiglie toscana dai 10 (un utilitaria) ai 35 (per auto di grossa cilindrata) euro per il bollo e di poco più di 2 centesimi per litro.
Il resto dell’obiettivo della manovra da 230 milioni dovrà essere raggiunto con nuovi mutui (circa 15 milioni), «ma a patto che non cambino il nostro ottimo rating» precisa Martini, e con somme (10 milioni) derivanti da altre leggi di spesa. Ma la parte più consistente (145 milioni) sarà fatta da tagli sulle uscite Verranno ridotte le spese per le consulenze (- 35%), per affitti e utenze (- 10%), per la comunicazione (- 8%). Ma soprattutto partirà un piano di «dimagrimento» della burocrazia regionale che riguarderà anche agenzie, aziende e enti vari. Il modello è quello degli Estav della sanità. Cioè centri (gli Estav sono tre: centro, nord-ovest; sud-est) che gestiscono tutta la parte amministrativa e burocratica (dalle gare alle buste paga) delle varie Asl. Lo stesso dovrebbe avvenire per le varie agenzie e enti. Ad esempio Arpat, Arsia, Irpet, Apet etc avranno un unico ufficio per gli acquisti e per il personale. Un processo che poi dovrebbe arrivare anche agli enti dipendenti da comuni e province. Martini cita i Lode che si occupano di edilizia popolare. «La programmazione rimarrebbe nel territorio, ma la gestione burocratica potrebbe essere accentrata». Un processo di regionalizzazione che potrebbe riguardare anche settori che oggi sono governati da qualche decina di “autorità” ognuna dotata di presidente e consigli d’amministrazione dotati di indennità e gettoni. Ora la manovra andrà in consiglio regionale (la destra sta già scaldando i muscoli) poi al confronto con le parti sociali. Luciano Silvestri, segretario della Cgil toscana, mette le mani avanti: «No a aumenti di tasse, se prima non ci sono interventi strutturali sul fronte delle spese».Vladimiro Frulletti

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Dal 2007 la tassa cresce del 10%, il litro di 2,58 centesimi. Con altre entrate, si punta a finanziare i 230 milioni dei piani integrati
Aumentano bollo auto e benzina

da la Repubblica 16/9/06

Manovra della Regione: tagli per 140 milioni e nuove tasse per 60
La Regione, per la prima volta dal 2000, aumenta le proprie tasse. L´imposta di circolazione, il vecchio bollo, subirà un incremento del 10 per cento. Il costo della benzina salirà di 2,58 centesimi. I due provvedimenti porteranno 60 milioni di euro nelle casse della Regione. Assieme a 140 milioni di tagli e minori spese, ad una operazione sui mutui e a una verifica sui finanziamenti, serviranno a una manovra da 240 milioni di euro. «Ci aspettiamo minori entrate per 115 milioni di euro» ha spiegato il presidente toscano Claudio Martini. Ma i nuovi fondi serviranno a dare uno «scatto» allo sviluppo della Regione, secondo Martini, sostenendo i 25 Pir, i piani integrati: progetti su formazione, lavoro, ricerca, imprese, asili nido, infrastrutture e telecomunicazioni. La Regione ha stimato di 3,5 euro a famiglia il costo della manovra, che tiene parzialmente conto di alcune anticipazioni della Finanziaria: ma, se questa dovesse portare altri tagli e minori entrate, a febbraio verrà valutato se è necessario fare ulteriori interventi, in attesa di segnali dal governo per il federalismo fiscale che potrebbe andare a sostenere la «tassa per il nonno».

LA REGIONE
Dopo nove anni di tassazione invariata, riparte la leva fiscale per finanziare i piani integrati
Tagli alle spese per 140 milioni nuove tasse sull´auto per 60

"Ci attendiamo 115 milioni in meno di entrate rispetto agli anni passati"
"Tutte le nuove entrate serviranno per far fare uno scatto alla Toscana"
MARZIO FATUCCHI 16/9/06

Il bollo auto aumenterà del 10 per cento, la benzina (non il gasolio) di 2,58 centesimi di euro al litro a partire dal prossimo anno. La Regione Toscana, per la prima volta dal 2000, decide di aumentare le tasse. Le uniche due che può modificare: l´addizionale Irpef regionale e l´Irap sono infatti state bloccate dalle Finanziarie degli ultimi anni; l´ultima tassa di competenza regionale, quella sulle iscrizioni universitarie, non verrà aumentata per la scelta di non incidere sugli studenti.
Bollo e benzina , un colpo da 60 milioni di euro, che uniti a tagli per 140milioni di euro e ad altre entrate di tipo finanziario rappresentano la "manovra" del bilancio 2007 della Regione: 230 milioni di euro. Soldi che servono a garantire l´equilibrio di bilancio ed il finanziamento dei 25 Pir, i piani integrati, cioè le linee di investimento, i nuovi progetti su cui la giunta regionale punta per rilanciare l´economia della nostra regione. La stima che fa la Regione del peso di queste nuove tasse è di 3,5 euro al mese per famiglia, 1,5 euro a persona: la metà derivante dal bollo (che in realtà è una tassa di proprietà), l´altra metà dalla benzina (non dal gasolio, dove non sono previste addizionali regionali). Sperando che la manovra della Finanziaria del governo non costringa, a febbraio, a trovare altre risorse.

«Abbiamo deciso di ridurre le spese rafforzando la linea del rigore e dei tagli e di intervenire sulle entrate ricorrendo, per la prima volta dopo nove anni, anche alla leva fiscale che sarà comunque finalizzata al sostegno di politiche aggiuntive - dice il presidente Claudio Martini, affiancato dal vicepresidente Federico Gelli e dall´assessore al bilancio Giuseppe Bertolucci - volendo sviluppare tutti i programmi previsti dal Prs, il piano regionale di sviluppo e in particolare quelli innovativi, è chiara la necessità di reperire risorse ulteriori. Lo faremo anche attraverso una limitata e comunque partecipata manovra fiscale. Nel corso degli ultimi anni ben 10 Regioni hanno già utilizzato la leva fiscale, la Toscana era finora riuscita a farne a meno».
La proposta della giunta arriva mercoledì prossimo in consiglio regionale, per avere il via libera per le trattative con le parti sociali. Già il segretario toscano della Cgil Luciano Silvestri fa sapere: «Non siamo disponibili a ragionare di aumenti di tasse senza un piano di interventi strutturali per ridurre le spese». Ma perché vanno trovati questi 230 milioni di euro, e Martini decide di rompere il tabù dell´aumento delle tasse (comunque ipotizzato nel Prs approvato lo scorso luglio)?

«Avremo quasi certamente 115 milioni di entrate in meno rispetto agli anni scorso - spiega Martini - che derivano dai minori introiti di accise della benzina, e sarà difficile recuperare alcune entrate che ci spettavano negli anni precedenti». Ma è solo la metà della manovra: «Il resto serve per tutte le nuove previsioni indicate dal programma regionale di sviluppo» insiste Martini. Sono cinque i settori dove la Regione vuole investire per far fare uno «scatto», come lo chiama il governatore, alla Toscana: economia e ricerca, «puntando all´internazionalizzazione delle aziende, alla ricerca con sinergie fra università e imprese ed a incentivi per rinnovare il parco dei mezzi agricoli»; le infrastrutture «soprattutto con l´aumento dei treni e il miglioramento degli orari»; il lavoro e la formazione «dall´occupazione giovanile e femminile all´aumento degli asili nido agli interventi per lavoratori atipici e in mobilità», poi l´ambiente «puntando sull´energia e le fonti rinnovabili, alla raccolta differenziata e sostenendo il progetto Arno»; infine, rendere la Toscana al passo con i territori più innovativi, «estendendo l´accesso alla rete a banda larga in tutto il territorio».

Se i 60 milioni di euro di entrate sono certe, e gli altri 25-30 di altre entrate finanziarie sono altamente probabili («anche se i mutui verranno accesi facendo particolare attenzione a non danneggiare il nostro ottimo rating» ripete Bertolucci), i tagli sono ancora in fase di studio. Le consulenze verranno ridotte di un altro 35 per cento, dopo che sono state dimezzate nel 2006; si faranno tagli del 10 per cento a tutte le spese di economato, risparmi sugli affitti e sulle utenze. «Un intervento selettivo» assicura Bertolucci. Ma la vera partita è nelle mani del vicepresidente e assessore al personale Gelli: parte dei 140 milioni di euro di tagli arriveranno da un processo di ri organizzazione complessivo di tutta la «macchina» regionale, una nuova pianificazione degli uffici, delle agenzie, degli enti che fanno capo alla Regione. Quanto sarà pesante? «Sarà pesante: ma non andrà ad incidere sul livello occupazione della nostra regione. La migliore qualificazione e valorizzazione delle professionalità interne è diretta conseguenza dell´abbandono del ricorso alle consulenze esterne, e questo è un processo progressivamente avviato. Il taglio che abbiamo dato alle consulenze che fanno capo alla Regione, lo proporrò anche in tutti gli altri enti strumentali della Regione». Martini fa due esempi: «Prevedere per tutte le agenzie e enti regionali centrali uniche di acquisto, uffici unificati (uno solo in Regione) per le attività amministrative. Ed una fusione di tutte le parti gestionali di tutte le Lode, le autorità che programmano l´edilizia residenziale pubblica».

Tutto questo mentre si attende la prossima Finanziaria, dove potrebbe arrivare quel federalismo fiscale per finanziare la «tassa per il nonno», cioè i 600milioni di euro per il progetto rivolto all´autosufficienza degli anziani. «E´ inutile che minimizzino - ironizza invece il capogruppo regionale di An Maurizio Bianconi - la benzina aumenterà di un botto, circa 50 delle vecchie lire al litro, e sul bollo auto il 10% in più non son certo bazzecole per i borsellini delle famiglie e dei risparmiatori. Alla fine ai cittadini toccherà andare a piedi, così Martini avrà ridotto la Toscana in una condizione da Cina di Mao: tutti in bicicletta». Ma c´è chi invece si spinge ancora più in là: è il sindaco di Tavarnelle Val di Pesa Stefano Fusi, che ha scritto al ministro dell´economia Tommaso Padoa Schioppa chiedendogli che anche gli agriturismi paghino l´Ici: «Un paradosso, dalle chiare ragioni storiche, ma che va superato» scrive Fusi.

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CGIL REGIONALE TOSCANA

 

BILANCIO REGIONALE 

“NON SIAMO DISPONIBILI  A RAGIONARE DI AUMENTI DI TASSE SENZA UN PIANO DI INTERVENTI STRUTTURALI PER RIDURRE LE SPESE”

DICHIARAZIONE STAMPA DI LUCIANO SILVESTRI SULL’ANNUNCIATA MANOVRA FISCALE DELLA REGIONE TOSCANA 

Firenze 15.09.2006.-  Dopo avere appreso dalle agenzie di stampa delle decisioni della giunta regionale di ricorrere alle leva fiscale per riportare in equilibrio il bilancio regionale, Luciano Silvestri, segretario generale della Cgil Toscana ha rilasciato la seguente dichiarazione stampa: 

“Il sindacato è da sempre convinto della necessità di tenere in ordine i conti, il problema è sul come si raggiunge l’obbiettivo Il nodo del disequilibrio del bilancio regionale è arrivato al pettine,  ed è un nodo la cui soluzione si è rinviata  per troppo tempo. Lo squilibrio di 230 milioni di euro nel bilancio della Regione era noto da tempo e le ragioni che lo determinano sono ragioni strutturali alle quali si deve rapidamente mettere mano a partire da questa manovra di bilancio. Riguardano innanzitutto il funzionamento della macchina amministrativa, i suoi punti di inefficienza e quelli che il Presidente della Repubblica ha definito i costi eccessivi della politica.

Noi su questo innanzitutto chiederemo alla Giunta e al Consiglio di lavorare, convinti che possiamo in questo modo risolvere gran parte dello squilibrio. Non siamo disponibili a ragionare di aumenti di tasse senza un piano di interventi strutturali per ridurre le spese. Ci auguriamo che l’attuale congiuntura convinca tutti della necessità di avviare un processo di ammodernamento e di crescita delle aziende che gestiscono i servizi come gas, acqua, rifiuti etc., in modo da non aumentare – insieme alle tasse - i costi delle tariffe per i cittadini e per le imprese. Questo è l’unico modo che conosco, come del resto è indicato nel PRS, per rilanciare il modello toscano intervenendo sui fattori dello sviluppo. nb

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