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APPALTI SANITA'
Le foto della Conferenza stampa del 14 Dicembre 2006
 

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Giovedì prossimo sciopero dei dipendenti della sanità

da l'Unità 15/12/06

Giovedì prossimo non è un buon giorno per ammalarsi. Infatti, col supporto della Filcams Cgil, incroceranno le braccia i lavoratori in appalto degli ospedali di Firenze e Provincia: lo stato di agitazione proclamato prevede un pacchetto di 8 ore di sciopero (garantiti solo i servizi d'emergenza), con un presidio di fronte a Santa Maria Nuova a Firenze dalle 11 alle 13. 

Nel mirino del sindacato l'Estav Centro, che da anni appalta ad aziende esterne molti servizi essenziali al funzionamento degli ospedali (barellaggio, pulizie, trasporto di vitto e farmaci, smaltimento di rifiuti speciali). 

Secondo Giuliana Mesina della Filcams, «molte delle aziende o cooperative appaltatrici ricorrono al subappalto, non garantiscono l'applicazione dei contratti nazionali e assumono solo con contratti part time».
Garantendo la precarietà e la ricattabilità dei lavoratori, molti dei quali extracomunitari tra i 500 stimati negli ospedali di Firenze e provincia. L'ultimo capitolo di questa situazione riguarda l'incertezza sul futuro di 45 addetti alla gestione nei magazzini delle farmacie ospedaliere del fiorentino, dopo che il consorzio Evolve ha vinto a settembre il bando dell'Estav per accentrare tutti questi servizi in un unico magazzino a Prato, da poco ultimato.

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COMUNICATO STAMPA

APPALTI SANITA’: i lavoratori esternalizzati ancora una volta di fronte al rischio di perdere il lavoro

L’Azienda U.S.L. 10 , tramite l’ESTAV Centro (Ente per i Servizi Tecnico-Amministrativi di Area Vasta) ha da anni appaltato ad azienda esterne molti dei servizi essenziali al buon funzionamento dei maggiori ospedali e dei presidi sanitari dell’area fiorentina.

Non parliamo solo dei classici servizi di pulizia e sanificazione, ma anche dei servizi di barellaggio, di trasporto del vitto, di smaltimento rifiuti speciali, di trasporto farmaci, etc.

Il risultato è che oggi, nei nostri ospedali, ci sono centinaia di lavoratrici e lavoratori “esterni”, dipendenti di Aziende private e Cooperative che molto spesso soffrono condizioni salariali e lavorative molto peggiori di quelle dei dipendenti ASL.

L’ESTAV, che redige e pubblica i bandi di gara per l’appalto dei servizi, non sempre attua una gestione razionale e trasparente, cessando  o istituendo nuovi affidamenti di servizi senza valutare CHI e COME già svolge, spesso DA ANNI, quegli stessi servizi e senza garantirne l’occupazione.

L’ultimo atto di questa intricata e insostenibile situazione è quello che riguarda i lavoratori addetti alla gestione dei magazzini delle farmacie ospedaliere: circa 45 lavoratori (ma una stima precisa ancora NON ESISTE!) improvvisamente messi alla porta, mediante la cessazione di un appalto, ma NON LA CESSAZIONE DEL SERVIZIO, che continua ad essere essenziale per la ASL!

Il nuovo appalto infatti è stato aggiudicato esclusivamente per la “progettazione e implementazione di un sistema di stoccaggio centralizzato e distribuzione di farmaci ospedalieri”, situato a Prato: un magazzino unico che dovrà rifornire di farmaci tutti gli ospedali di Firenze, incluso Careggi e il Meyer, i presidi ospedalieri, le usl di Pistoia, Prato ed Empoli.

Un piccolo particolare è però sfuggito all’ESTAV: l’appalto NON INCLUDE il mantenimento dell’occupazione per quei lavoratori che svolgono già il servizio nei magazzini farmaceutici dei singoli ospedali!

Una delibera regionale dispone che il magazzino di Prato debba essere gestito con personale ASL (che per l’occasione dovrebbe essere trasferito all’ESTAV), ma garantisce giustamente i dipendenti dell’Azienda Sanitaria, che saranno dislocati a Prato solo se volontari.

Del personale “esterno” non si fa cenno, non se ne garantisce il posto di lavoro e se ne deduce una CESSAZIONE, anche se l’ESTAV si propone come “garante” affinché il consorzio EVOLVE (aggiudicatario della gara di appalto per il magazzino) lo “tenga in considerazione” per eventuali necessità di personale!

Ma CON QUALI GARANZIE?

E CON QUALI CERTEZZE PER IL FUTURO?

E’ possibile che il diritto al proprio posto di lavoro diventi un semplice auspicio, che non implica alcun obbligo contrattuale?

STANCHI DI QUESTA SUBDOLA FORMA DI PRECARIETA’ VOGLIAMO CHE TUTTO IL PERSONALE COINVOLTO SIA GARANTITO NELL’OCCUPAZIONE E NEI LIVELLI SALARIALI, CONVINTI CHE SIA UN DIRITTO INNEGABILE ED ESSENZIALE.

ALLA REGIONE, ALL’ESTAV, ALL’ AZIENDA SANITARIA E AL CONSORZIO EVOLVE CHIEDIAMO DI FARSI CARICO DI QUESTA GRAVE SITUAZIONE E APRIRE SUBITO UN CONFRONTO SINDACALE PER IL MANTENIMENTO DELL’OCCUPAZIONE.

PER QUESTO, I LAVORATORI IN APPALTO DEGLI OSPEDALI DI FIRENZE E PROVINCIA PROCLAMANO LO

STATO DI AGITAZIONE E UN PACCHETTO DI 8 ORE DI SCIOPERO DA EFFETTUARSI IL 21 DICEMBRE 2006, CON PRESIDIO DI FRONTE A SANTA MARIA NUOVA IN FIRENZE DALLE 11,00 ALLE 13,00.

Firenze, 14 dicembre 2006

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CGIL – CAMERA DEL LAVORO  METROPOLITANA DI FIRENZE

UFFICIO COMUNICAZIONE

CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

 

Conferenza stampa

 

APPALTI SANITA’ di Firenze e Area Vasta: i lavoratori esternalizzati ancora una volta di fronte al rischio di perdere il lavoro

Verso lo sciopero

 

La Filcams Cgil  e la Fisascat Cisl di Firenze  indicono per

giovedì 14 dicembre ’06 alle ore 12

presso la Camera del Lavoro di Firenze ,

in Borgo dei Greci 3 ( Sala Palazzeschi)

Una conferenza stampa

nella quale verranno spiegati motivazioni ed orari degli scioperi dei lavoratori degli appalti della sanità pubblica di Firenze e dell’Area Vasta.

L’Azienda U.S.L. 10 , tramite l’ESTAV Centro (Ente per i Servizi Tecnico-Amministrativi di Area Vasta) ha da anni appaltato ad azienda esterne molti dei servizi essenziali al buon funzionamento dei maggiori ospedali e dei presidi sanitari dell’area fiorentina.

Non parliamo solo dei classici servizi di pulizia e sanificazione, ma anche dei servizi di barellaggio, di trasporto del vitto, di smaltimento rifiuti speciali, di trasporto farmaci, etc.

Il risultato è che oggi, nei nostri ospedali, ci sono centinaia di lavoratrici e lavoratori “esterni”, dipendenti di Aziende private e Cooperative che molto spesso soffrono condizioni salariali e lavorative molto peggiori di quelle dei dipendenti ASL.

L’ESTAV, che redige e pubblica i bandi di gara per l’appalto dei servizi, non sempre attua una gestione razionale e trasparente, cessando  o istituendo nuovi affidamenti di servizi senza valutare CHI e COME già li svolge, spesso DA ANNI e senza garantirne l’occupazione.

Questa situazione che si è creata negli anni  coinvolge circa 500 lavoratori  precari e sottopagati  che rischiano al cambiamento di ogni appalto il loro posto di lavoro.

Stanchi di questa subdola forma di precarietà la nostra battaglia è per garantire al personale coinvolto una occupazione stabile  e i livelli salariali previsti dai contratti di lavoro.

Nel corso della conferenza stampa i delegati di queste aziende racconteranno di come sono costretti a lavorare e porteranno numerosi esempi dei continui ricatti e del pericolo costante del licenziamento, naturalmente verranno annunciati gli scioperi  e le altre forme di protesta decise per aprire la vertenza.

FILCAMS CGIL e FISASCAT CISL DI FIRENZE

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POCHE IDEE E CONFUSE

Abbiamo appreso dal quotidiano La Nazione che secondo il Responsabile sanità per la UIL FPL esisterebbero dei problemi tra la componente FP CGIL della AOU Meyer e le altre componenti della RSU.

Se un problema esiste è, invece, la scarsa conoscenza dei problemi delle lavoratrici e dei lavoratori da parte dei membri FPL UIL aziendali.

Infatti, a proposito di quanto incautamente affermato rispetto al settore della Neurologia pediatrica, approfittiamo della disponibilità della stampa per informare, dati alla mano, su questo punto.

In data 16.10.06 è stato sottoscritto dalla RSU aziendale un verbale di intesa sull’organizzazione della Unità Operativa – Clinica di Neurologia Pediatrica. Prima di affrontare il merito, alcune considerazioni di metodo. Nessuno, né membro della RSU aderente alla UIL FPL, né della struttura provinciale, ha espresso nell’incontro o messo a verbale successivamente alcuna riserva o timore rispetto all’accordo sottoscritto.

E’ singolare che, invece di far valere le proprie idee in sede di trattativa aziendale, ci si rivolga agli organi di stampa. Se la UIL FPL ha così a cuore le condizioni dei lavoratori, si adoperi in sede di contrattazione aziendale per costruire e  ottenere dalla controparte risposte concrete per i bisogni di chi quotidianamente lavora.

Questa è la politica della Funzione Pubblica CGIL, evidentemente apprezzata dai lavoratori con la loro adesione.

Nel merito: non esiste alcun progetto ad hoc che preveda 13 medici e più di 30 infermieri per 12 posti letto ( magari fosse vero! ) .

L’attivazione della Unità Operativa – Clinica di Neurologia Pediatrica all’interno della politica di sviluppo delle competenze professionali in prospettiva del Nuovo Meyer riguarda non solo i 12 posti letto a cui si fa riferimento, ma il Laboratorio di Neurofisiologia, il Centro di riferimento per le Cefalee, il Centro per le malattie Neurometaboliche,  il Laboratorio delle Malattie metaboliche comprensivo di attività di screening neonatale, i Laboratori di Neurogenetica, Biologia molecolare e Patologia cellulare.

Prima di dire inesattezze sarebbe stato forse meglio informarsi: non corrisponde, purtroppo, al vero la disponibilità per dette attività di 30 infermieri, ma di 15, più 1 ausiliario e 1 OSS.

Rispetto ai timori per le attività che l’Azienda, in attesa del trasferimento nella nuova struttura, effettuerebbe al di fuori dell’attuale sede, sono stati da noi espressi assieme ai responsabili sanità di CISL e UIL in un incontro informativo tenutosi in data 16.10.06 tutti i rischi e le problematicità che tale scelta comporta. Posizione unanimemente assunta e comunicata all’Azienda da parte di tutti i presenti alla riunione.

Se la UIL FPL vuole dare un contributo effettivo a difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, sia più presente, più informata, più attenta ai bisogni di tutti i dipendenti del Meyer.

Speriamo che l’arrivo dell’aria fresca autunnale possa essere di aiuto.

 

Firenze, 3 novembre 2006
Funzione Pubblica CGIL provinciale e FP CGIL Azienda Meyer

 

SANITA’Il nuovo ospedale

Meyer, timori della Uil «Non tutti siamo pronti al trasferimento»

da la Nazione 2/11/06

C'è tensione sindacale al Meyer. L'ormai prossimo trasferimento delle attività sanitarie nel nuovo ospedale a villa Ognissanti, sopra Careggi, preoccupa i lavoratori. «Il personale non è preparato alla novità — lamenta Franco Fossi, segretario responsabile sanità per la Uil Fpl. — Di fronte a un processo di innovazione così importante che comporterà tanti cambiamenti per tutti, i lavoratori non sanno cosa li aspetta e sono preoccupati».

«Abbiamo anche timori specifici per alcuni settori — spiega Fossi —, come l'attività chirurgica che la direzione sta esternalizzando: in attesa del trasferimento nella nuova struttura dove ci sono numerose sale operatorie, nel vecchio Meyer i pochi spazi non permettono di rispondere a tutti gli interventi di ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria, in day hospital e più complessi. I medici litigano tra loro per lavorare in sala. Pare che il Meyer stia cercando soluzioni di ripiego nelle case di cure private, fatto che creerebbe forti disagi. Se il clima tra il personale fosse più sereno, potremmo trovare pacifiche soluzioni interne o presso altre strutture pubbliche».
Altro timore della Uil è causato dalla neurologia pediatrica. «E' stato creato un progetto ad hoc — dice Fossi — che prevede 13 medici e più di 30 infermieri per soli 12 posti letto. È una situazione paradossale che è stata accettata solo dalla Cgil e non dagli altri, ma che crea conflitto tra la Rsu e i sindacati». Un clima che dunque sta diventando difficile, nonostante le condizioni di lavoro al del Meyer siano migliori rispetto agli altri ospedali. Manuela Plastina

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OSPEDALI
Asl e sindacati: «Stop al traffico di infermieri»

da l'Unità 25/10/06

Stop allo sfruttamento di infermieri provenienti da Paesi extra Ue. L’azienda sanitaria di Firenze (con direttore generale Luigi Marroni) e i sindacati infatti hanno sottoscritto un accordo che obbliga la stessa Asl a impedire, sia nelle strutture pubbliche che in quelle private convenzionate «qualsiasi forma di utilizzo non consentito dalla legge di personale infermieristico proveniente da paesi extracomunitari». Il che concretamente significa che chi vuole utilizzare questi infermieri li assumerà o direttamente o attraverso società di lavoro interinale iscritte all’albo. L’intesa, dicono i firmatari, si è resa indispensabile perché anche a Firenze c’era il rischio che si diffondessero strane cooperative o associazioni che forniscono infermieri provenienti soprattutto dall’Est Europa. Troppo spesso accade infatti che non solo questi lavoratori vengono pagati meno di quanto prevede il contratto di lavoro (poco più di un terzo) e non vengono versati i contributi, mentre il “mediatore” incassa quanto previsto dal contratto, ma anche che questi infermieri siano costretti a vivere in perenne ricatto col passaporto o il diploma nelle mani di chi gli ha procurato il posto di lavoro.

PROTOCOLLO D’INTESA SUL “BUON E TUTELATO LAVORO” DEGLI INFERMIERI NON COMUNITARI

L’Azienda Sanitaria 10 e le OO.SS. con questo protocollo s’impegnano, insieme alle associazioni di categoria che lo sottoscriveranno, a far sì che in tutte le strutture sanitarie pubbliche o del privato convenzionato di attivino controlli accurati capaci di impedire qualsiasi forma di utilizzo non consentito dalla Legge, di personale infermieristico proveniente da paesi extracomunitari.

A tal fine, in tutte le convenzioni che l’Azienda Sanitaria stipulerà con le strutture sanitarie private, sarà previsto che il ricorso a personale infermieristico non comunitario sia possibile solo attraverso assunzioni dirette o attraverso l’uso di società di lavoro interinale iscritte nel relativo albo nazionale. Il non rispetto di questa clausola sarà causa di recesso della convenzione e l’Azienda Sanitaria si rivarrà civilmente e penalmente su quelle strutture che non vi si atterranno.

L’urgenza di un deciso intervento su questa materia è motivato dalla necessità di impedire la diffusione anche a Firenze del fenomeno del ricorso da parte di strutture sanitarie e socio sanitarie, in qualche caso anche pubbliche, a fantomatiche associazioni professionali o a particolari “cooperative” per rispondere al bisogno di personale infermieristico.

Questa pratica, nei casi in cui configura l’ipotesi di intermediazione di manodopera, è illegale e, peraltro, spesso potrebbe assumere i caratteri di una operazione che finanzia la malavita organizzata dei paesi dell’Est Europa (in particolare Romania e Moldavia).

Sono noti, infatti, casi di vero e proprio traffico di infermiere che vengono convinte da “mediatori” a venire nel nostro paese dove, attraverso faccendieri italiani, (in qualche caso personale dello stesso servizio sanitario), sono collocate in strutture sanitarie o in strutture sociali. Per tenerle sotto un pressante controllo a qualcuna di loro viene ritirato il passaporto o non consegnata l’equiparazione del titolo di studio necessaria ad esercitare la professione.

Per quanto riguarda le condizioni salariali, nonostante i “mediatori” ricevano dalle strutture quanto stabilito dall’applicazione dei contratti nazionali, a queste lavoratrici viene dato poco più di un terzo di quanto loro spetterebbe ed in moltissimi casi non viene pagata la contribuzione.

Il perenne stato di ricatto in cui vivono fa sì che le denunce di queste condizioni siano rare. Le stesse strutture dove esse sono impiegate, spesso non effettuano accurati controlli di merito, preferendo garanzie so!tanto sulla regolarità formale dei contratti con le associazioni e le cooperative coinvolte. Questo clima, fatto di ricatti e di scarsi o del tutto assenti controlli, garantisce mediatori e faccendieri.

Con questo protocollo l’Azienda Sanitaria 10 e le OO.SS. riaffermano la necessità di un forte impegno affinché il lavoro nel settore sanitario sia un lavoro di qualità e svolto con la garanzia del rispetto di tutti diritti normativi e sindacali.

20 0TT.2006

              Per l’Azienda: il  Direttore GeneraIe                                                Per le OO.SS.:

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Comuni e sindacati definiranno insieme organici e servizi
Accordo per il nuovo ospedale

«S. Giuseppe strategico ma la riorganizzazione è di tutto il sistema»

dal Tirreno 12/10/06

EMPOLI. Un accordo per la definizione di un piano per l’offerta dei servizi sanitari e per lo sviluppo della rete ospedaliera è stato firmato nei giorni scorsi dalla conferenza dei sindaci della Asl 11 e le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl e Uil dell’area Asl 11, in previsione dell’apertura del nuovo ospedale di Empoli. Si tratta di un primo accordo frutto dei diversi incontri svolti sulla bozza del piano per l’offerta dei servizi sanitari e lo sviluppo della rete ospedaliera approvato dalla conferenza dei sindaci della Asl 11 nello scorso mese di luglio. Il nuovo ospedale viene considerato “strategico”, come si legge nell’accordo, e la “riorganizzazione deve considerare l’intero sistema nella sua complessità e nella sua funzionalità”. 

Il piano “è oggetto di valutazione e concertazione finalizzata a definire un quadro di azioni e impegni che ne garantiscano una corretta attuazione nel rispetto e in coerenza con gli accordi” sottoscritti nei mesi di giugno 1999 e ottobre 2003 “e delle linee di indirizzo approvate dalla conferenza dei sindaci lo scorso luglio”. Si tratta di un impegno, convengono le parti, da sviluppare senza indugi: «Anche in considerazione degli sviluppi futuri sul versante della spesa sanitaria sarà opportuno che il piano si concretizzi in tempi certi e tali da consentire un’adeguata e corretta informazione dei cittadini sulle novità in esso contenute». «Sulla base di quanto concordato - si legge ancora nel verbale dell’accordo - saranno predisposti incontri di merito sui vari aspetti del Piano e le parti si impegnano ad avviare entro il mese di ottobre 2006, con la direzione dell’azienda Usl 11, il confronto sui vari e principali aspetti organizzativi, tecnologici, logistici e di supporto, del personale e delle compatibilità economico-finanziare connessi all’attuazione del piano». Punto qualificante dell’accordo è quello riguardante l’unicità e l’integrazione dell’organizzazione del sistema; «l’attuazione del piano - si legge - non può prescindere dalla messa in opera dei servizi e delle attività territoriali, a partire dalle Ucp», le unità di cure primarie, dove medici di medicina generale, pediatri libera scelta, medici di guardia medica, specialisti ambulatoriali, infermieri, lavorano in équipe per garantire un primo punto di riferimento per i cittadini e dove spesso si possono trovare risposte in tempi più veloci di un pronto soccorso. 

Nel mese di dicembre 2006, sarà fatta una prima verifica degli impegni presi. «Sono soddisfatta di questo accordo - dice il sindaco di Empoli, Luciana Cappelli -, le organizzazioni sindacali sono rappresentanze indispensabili per verificare non solo l’attuazione degli impegni in materia sanitaria e ospedaliera, ma anche per l’attenzione e il controllo che esercitano, un fattore importante per l’azione dei Comuni».

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Occhipinti: «Eravamo all’oscuro del disaccordo tra i sindaci»
Ospedali, Cgil soddisfatta ma sorpresa

dal Tirreno 4/8/06

EMPOLI. Sono soddisfatti e rimarcano l’importanza dei servizi sanitari sul territorio. Questo il commento della Cgil dopo il documento dei sindaci sulla riorganizzazione dei servizi sanitari con l’apertura del nuovo ospedale San Giuseppe. «E’ la proposta che ci aspettavamo perché è in linea con quelle venute fuori nel 2003 - spiega il segretario della Camera del lavoro di Empoli Giovanni Occhipinti - siamo, però, sorpresi della posizione non univoca degli amministratori. Sapevamo che tra loro c’era l’accordo». Questo in riferimento alla polemica fatta dal sindaco di Fucecchio Claudio Toni che chiede il mantenimento del reparto di chirurgia al San Pietro Igneo. Il sindacato focalizza l’attenzione sulla riorganizzazione della sanità territoriale, in particolare sui servizi che il cittadino trova, sulle visite specialistiche e sulle analisi che può fare. «Ribadiamo poi - spiega Occhipinti - l’importanza di avere molte ambulanze sul territorio». 

Per la Cgil i punti importanti sono le Unità di cura primarie, i medici di famiglia e la chiarezza dei contenuti.  «Tra i sindaci - spiega poi Occhipinti - sapevamo che c’era una posizione unitaria. Ci ha sorpreso il fatto che, invece, non sia stato così».  «La nostra valutazione - continua Occhipinti - sarà poi al centro di un confronto che riprende a settembre». «La conferenza dei sindaci ci ha dato un documento con cui ci potremo mettere a un tavolo con l’azienda sanitaria», aggiunge Luca Pasqualetti che segue il settore per la Cgil.  Per quanto riguarda gli spostamenti del personale «saranno mantenuti i posti secondo le esigenze dei lavoratori - dice Pasqualetti - e ci saranno opportunità per chi vuol migliorare le sue professionalità». L.A.

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SINDACATO Il segretario della Cgil, Giovanni Occhipinti, interviene sul documento dei sindaci

«Bene un ospedale per interventi specialistici Condizione per mantenere l’autonomia dell’Asl»

 di Bruno Berti su la Nazione 4/8/06

«Il documento con cui la conferenza dei sindaci ha fornito il quadro della riorganizzazione del sistema ospedaliero dell’Asl 11 è apprezzabile sia nel metodo che nel merito». Giovanni Occhipinti , segretario della Camera del lavoro dell’Empolese Valdelsa, è soddisfatto del lavoro compiuto dall’Azienda e dai sindaci in tema di sanità. Semmai fa notare che nell’ultimo incontro c’era una posizione assolutamente unitaria degli amministratori, che poi è un po’ cambiata: il riferimento è alle dichiarazioni del sindaco di Fucecchio Claudio Toni. «Questo ci ha stupiti».

Il piano è arrivato dopo una serie di consultazioni con le parti sociali, tra cui il sindacato. «E’ stato avviato un lavoro di concertazione concreta che continuerà dopo le ferie quando riuniremo i nostri organismi, anche per un approfondimento sui vari temi. C’è stata una continuità con la discussione fatta nel 2003 sulle linee di indirizzo per la sanità della nostra area».
Nel merito il sindacato di via Roma esprime apprezzamento per il quadro generale. «Avremo un ospedale per interventi specialistici paragonabile a quelli di livello provinciale. Noi ci siamo battuti per una soluzione di questo tipo già in occasione della nascita della nostra Asl», l’unica pluriprovinciale (ne fanno parte anche comuni del pisano). 

«Il punto dell’ospedale qualificato (quello di Empoli, n.d.r.) per noi continuerà a essere una discriminante, visto che l’esperienza dell’Asl deve proseguire. Ci fa anche piacere che, come da noi richiesto, si sia privilegiata pure la spesa sanitaria sul territorio con una distribuzione dei fondi per la medicina ambulatoriale e la diagnostica che sono il primo livello della struttura sanitaria». A questo riguardo Occhipinti sottolinea anche l’importanza dell’educazione dei cittadini, come si è fatto con la sicurezza sul lavoro. «Ci si deve impegnare per far sapere ai cittadini cosa è importante per curarsi. Quindi un ruolo essenziale toccherà ai medici di famiglia, che sono lo snodo principale perché rappresentano il primo contatto del paziente con il sistema sanitario».

«Dal punto di vista dei dipendenti — dice Luca Pasqualetti, responsabile della Funzione pubblica-Cgil — siamo in attesa di vedere cosa significherà concretamente per noi il documento. Non crediamo che ci saranno problemi particolari, anzi pensiamo che si apriranno occasioni di crescita professionale».

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CGIL   CISL   UIL   TOSCANA

 

RADIOTERAPIA NELL’AREA VASTA CENTRO

I PROGETTI IN ATTO VANNO APPROFONDITI

DURANTE UN INCONTRO IN REGIONE I SINDACATI DENUNCIANO CARENZE NELLE RELAZIONI SINDACALI E LE ASL RICONOSCONO DI NON AVERLE CORRETTAMENTE ATTIVATE SULLA QUESTIONE DI RADIOTERAPIA

COMUNICATO STAMPA

Firenze 27.06.2006 .-Si è tenuto un incontro tra la Regione Toscana, i rappresentanti delle ASL dell’Area Vasta Centro e le organizzazioni sindacali per discutere la delicata questione dell’attività di Radioterapia Oncologica dell’Area Vasta Centro.

Nell’incontro  le parti hanno condiviso la necessità di dare risposte adeguate ai cittadini, ma è stata anche messa in evidenza la necessità di approfondimenti sui progetti in atto, nonché riconosciuta, come sollevato dai sindacati, una carenza di relazioni sindacali che rispetto alla questione non sono state attivate correttamente.

Durante l’incontro è stata riconfermata per la ASL di Pistoia la gestione diretta del servizio con attrezzature e personale proprio e per le ASL di Firenze, Prato ed Empoli, l’avvio di una fase di approfondimento dei singoli progetti con l’obiettivo della gestione diretta dei servizi attraverso personale proprio delle Aziende Sanitarie.

Sulla base di queste indicazioni andranno ovviamente approfonditi gli atti.

A fronte di tutta la discussione le parti si sono date reciprocamente atto della necessità di rilanciare un ruolo più forte dell’Area Vasta, quale livello di programmazione e razionalizzazione delle risorse. nb

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Ponte a Niccheri
Verrà rifatto il bando per la radioterapia

da La Repubblica 27/6/06

E´ deciso, Il bando per la radioterapia di Ponte a Niccheri verrà rifatto. La Asl e la Regione hanno ceduto alle pressioni dei sindacati che non accettavano una gara in cui al privato si chiedeva, oltre alla fornitura del macchinario per la terapia dei malati di tumore e alla sua manutenzione, anche il personale che avrebbe dovuto farlo funzionare. Ieri pomeriggio in Regione la riunione determinante: si è deciso di rifare il bando specificando che tutto il personale sarà dipendente della Asl di Firenze. 

Sarà fondamentale riuscire a perdere meno tempo possibile. Si spera di avviare il servizio con circa 3 mesi di ritardo rispetto a quanto previsto alla fine dell´anno scorso. E´ necessario potenziare al più presto la radioterapia dell´area fiorentina, che di recente ha migliorato la sua offerta grazie alla riapertura di Pistoia. Ma Cgil, Cisl e Uil avevano da ridire anche sui bandi per gli acceleratori di Empoli e soprattutto di Prato, dove il ruolo disegnato per il privato è assai più penetrante che a Firenze. Si è deciso di istituire dei tavoli di confronto con i sindacati per illustrare l´andamento di quei due progetti.

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SANITA’I sindacati sull’Area vasta centro

«Non privatizzare la radioterapia»

da la Nazione 24/6/06

Non privatizzare, esternalizzare e appaltare a personale medico e tecnico sanitario non dipendente dalle Asl il servizio di radioterapia. E' quanto chiedono, in una nota, le segreterie toscane di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica, riferendosi a quanto sta accadendo nell’Area vasta centro in cui «nessuna delle quattro Asl fa sistema per l’organizzazione del servizio, con significative diseconomie».

I sindacati sottolineano che «è finalmente partita la messa in opera di progetti di attivazione dei servizi di radioterapia, ma che tutto questo sta avvenendo in totale assenza di coordinamento tra le varie Asl, ognuna delle quali, disinteressandosi di quanto sta avvenendo nell’azienda limitrofa, ha deciso, facendo riferimento a una situazione di emergenza, di mettere in campo un proprio autonomo percorso per l’attivazione e la gestione del servizio».

Infine, le segreterie regionali delle tre sigle sindacali invitano la Regione «ad uscire da un atteggiamento di apparente indifferenza verso quello che stiamo denunciando».

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FP CGIL REGIONALE     FPS CISL REGIONALE     UIL FPL REGIONALE
Segreterie Regionali

 

PROGRAMMAZIONE DI AREA VASTA

Area Vasta Centro

RADIOTERAPIA

C’è qualcosa che non torna

 

 Questi gli interrogativi, ai quali sarebbe utile che qualcuno incominciasse a rispondere.

 Come accade da anni, sempre più spesso come OO/SS si viene messi di fronte a scelte già fatte che vengono motivate per ragioni di Emergenza. Una Emergenza spesso costruita a tavolino  per indolenza o incapacità se non peggio, tema questo sul quale abbiamo maturato una certa esperienza.

In poche parole la sensazione che sempre più spesso si utilizzi lo stato di necessità per motivare il ricorso a scelte di esternalizzazione, privatizzazione e appalti, sta diventando forte.

 Questo è quanto si sta registrando in merito alla delicatissima e importante attività di Radioterapia dell’Area Vasta Centro.

 Questo modo di operare non ci appartiene, noi non ci stiamo, la FP CGIL FPS CISL e UIL FPL Regionali non ci stanno.

 Perché non si può non rilevare che attraverso un accordo sottoscritto in data 23 luglio 2002 tra le Aziende Sanitarie dell’Area Vasta Centro, accordo peraltro recepito dalla Regione Toscana con D.G.R. n° 885 del 5 agosto 2002, già si evidenziava la necessità di attivare 4 nuovi centri di Radioterapia, per rispondere alla crescente domanda di prestazioni, e prendere poi semplicemente atto che nel frattempo nulla è stato fatto di concreto.

Perché non si può, dopo 4 anni, ricordarsi all’improvviso della carenza di tali servizi ed utilizzare la situazione di Emergenza per dare sfogo, senza nessuna verifica e confronto tra le parti così come previsto dai protocolli di relazioni sindacali sottoscritti da Aziende Sanitarie e Regione Toscana, alle più fantasiose modalità di gestione.

Quello che stiamo registrando in questo momento, oltre ai 4 anni di colpevole ritardo dei quali sembra che nessuno abbia responsabilità, è (finalmente diciamo noi) la messa in opera da parte delle 4 Aziende Sanitarie – ASL Prato – ASL Pistoia – ASL Empoli – ASL Firenze – di progetti di attivazione dei servizi di Radioterapia; tutto ciò però con un grave difetto dal momento che questo sta avvenendo in totale assenza di coordinamento tra le varie Aziende Sanitarie.

 Ogni Azienda, disinteressandosi di quello che sta avvenendo nell’Azienda limitrofa, ha deciso, facendo riferimento alla situazione di emergenza, di mettere in campo un proprio autonomo percorso per la messa in opera, attivazione e gestione del servizio di Radioterapia.

 Infatti alle quattro Aziende Sanitarie dell’Area Vasta Centro corrispondono oggi, quattro diversi  percorsi e scelte di gestione:

 Come si può vedere, ed approfondendo un po’ la situazione si può capire meglio, il quadro è il seguente:

·         Quattro Aziende Sanitarie appartenenti alla stessa Area Vasta;

·         Quattro diversi progetti;

·         Quattro sostanziali diversi costi per l’erogazione dello stesso servizio;

·         Quattro diverse modalità di gestione dei servizi;

·         Quattro forse diversi livelli e sistemi nell’erogazione delle prestazioni.

Quello che contestiamo non è solo il metodo, che comunque non è forma ma sostanza, ma il merito, in particolare la scelta da parte di alcune ASL di privatizzare, esternalizzare e appaltare a personale medico e tecnico sanitario non dipendente dell’Azienda Sanitaria un così delicato servizio.

Un servizio al quale si rivolgono utenti estremamente deboli e fragili, che eroga non semplici esami che se venuti male si ripetono, ma prestazioni estremamente complicate e delicate nelle quali non sono ammessi errori. Un servizio, e gli esperti ce lo potrebbero insegnare, dove competenza ed esperienza professionale medica e tecnico sanitaria sono determinanti per la qualità della prestazione e pertanto per il risultato finale.

Sulla base di quanto sopra riteniamo indispensabile, oltre che attivare quanto prima detti servizi, che tale attività venga svolta da personale medico e tecnico sanitario dipendente della Azienda Sanitaria e di conseguenza siamo a chiedere la sospensione di tutti gli atti nei quali si prevede il ricorso alla privatizzazione e l'appalto della gestione del servizio per l’erogazione delle prestazioni.

Un ragionamento a parte sul quale riteniamo necessario avviare quanto prima un confronto con Regione Toscana e l’Assessore Rossi riguarda la spesa; quanto meno per capire meglio le diverse soluzioni e relativi costi-benefici che ogni Azienda Sanitaria si è impegnata a sostenere per l’attivazione della Radioterapia, nella speranza che tale diversità non sia imputabile alla scarsa capacità di chi è chiamato ad Amministrare la cosa pubblica. 

Quello che chiediamo inoltre alla Regione Toscana è di uscire da un atteggiamento di apparente indifferenza verso quello che stiamo denunciando. CGIL FP, CISL FPS e UIL FPL chiedono all’Assessore Regionale al Diritto alla Salute di mantenere fede agli impegni più volte presi con il Sindacato per la tutela del servizio pubblico.

Chiedono poi il rispetto degli obiettivi di programmazione sanitaria ed alle scelte di organizzazione dei servizi prescritte dal P.S.R.

Firenze, 23 giugno 2006 

 

 FP CGIL REGIONALE     FPS CISL REGIONALE     UIL FPL REGIONALE

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LA SANITA´
Prevista a Ponte a Niccheri: il sindacato si oppone a personale privato
IL RITARDO
La radioterapia slitta di tre mesi

da la Repubblica 23/6/06

La partenza della radioterapia di Ponte a Niccheri è destinata a slittare ancora. Almeno di altri 3 mesi. A questo punto l´inaugurazione rischia di essere a giugno, cioè 6 mesi dopo il termine ultimo promesso dalla Regione. Il motivo del nuovo ritardo è la protesta di Cgil, Cisl e Uil per come è stato previsto il servizio dalla Asl fiorentina. L´azienda, attraverso il consorzio Sior, ha messo a gara non solo la fornitura e manutenzione della radioterapia ma anche quella del personale che la gestirà. Una decisione presa già alla fine dell´anno scorso ma di cui i sindacati si sono accorti appena un mese fa. Oggi pomeriggio manifesteranno sotto la sede dell´azienda contro l´esternalizzazione del lavoro. 

Probabilmente Asl e Regione, che non vogliono arrivare allo scontro con i sindacati ma evidentemente non avevano previsto la loro reazione quando idearono il progetto, dovranno assecondare la loro protesta e fare un nuovo bando, effettivamente già allo studio. Così quando il 30 giugno scadrà il bando originario, verrà annullato e ne sarà fatto un altro. I più ottimisti pensano che ci vorranno altri 3 mesi per l´aggiudicazione. Da poco è stata riaperta la radioterapia di Pistoia, che ridurrà la pressione su Careggi e Santa Chiara, le uniche due strutture attive per mesi. A fine anno dovrebbero aprire anche Empoli e Prato ma i sindacati promettono battaglia anche per gli appalti di quelle due Asl.(mi.bo.)

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CGIL  CISL  UIL  Sanità Firenze

 

Al Direttore Generale ASF - Ing. Luigi Marroni

Al Coordinatore Area Vasta Firenze - Dott. Andrea Des Dorides

All’Assessore alla Sanità Regione Toscana - Dott. Enrico Rossi

Agli Organi di stampa

 

Firenze, 21 giugno 2006

Le scriventi OO.SS. ribadiscono la propria contrarietà al bando di gara d’appalto per la realizzazione e la gestione di un centro radioterapeutico presso il presidio ospedaliero di S.Maria Annunziata.

Pur essendo d’accordo sull’esigenza di potenziare queste prestazioni nel territorio fiorentino, siamo fermamente contrari alle modalità di svolgimento descritte dall’atto predisposto da ESTAV per l’Azienda Sanitaria di Firenze.

Infatti, nel capitolato d’appalto si prevede, oltre alla realizzazione del centro per prestazioni radioterapeutiche, alla fornitura di attrezzature e alla manutenzione dello stesso, che l’Azienda che si aggiudicherà l’appalto debba garantire anche le prestazioni sanitarie necessarie alla funzionalità del centro utilizzando proprio personale. 

In pratica  la totale esternalizzazione delle prestazioni sanitarie legate a quello che riteniamo essere un servizio strategico della sanità pubblica Toscana, che a parer nostro poteva essere svolto utilizzando professionalità presenti nelle Aziende Sanitarie del nostro territorio.

Questo sarebbe stato possibile se si fossero attivate le opportune forme di confronto con le OO.SS, così come previsto dalle norme contrattuali. Si è, invece, deciso di procedere in modo unilaterale.

A fronte di tutto questo le scriventi OO.SS. hanno deciso di organizzare un presidio di lavoratori davanti alla sede della ASF in piazza di S.Maria Nuova per il giorno 23 giugno alle ore 15.00 per chiedere alla Azienda Sanitaria Fiorentina, all’Area Vasta e alla Regione Toscana un ripensamento sull’intera questione e, più in generale, un confronto serio sulle forme di gestione dei sevizi sanitari del nostro territorio.

Distinti saluti

CGIL          CISL       UIL  Sanità 

Tanini        Taddei       Fossi

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I PROBLEMI DELLA SANITÀ
Radioterapia in appalto ai privati
La scelta della Asl per Ponte a Niccheri fa arrabbiare i sindacati

Il bando prevede che il primario sia pubblico, ma questo per Cgil e Cisl non basta La corsa per tagliare le attese
MICHELE BOCCI su la Repubblica 6/6/06

Da una parte la fretta di potenziare un servizio oncologico che nell´area fiorentina è lacunoso, dall´altra l´esigenza di salvaguardare il lavoro nella struttura pubblica. Sul tema della radioterapia a Ponte a Niccheri sono scintille tra la Asl di Firenze e Cgil e Cisl provinciali. Nei prossimi giorni scadrà il bando che l´azienda sanitaria ha realizzato per avviare la radioterapia. Prevede che il privato vincitore oltre a mettere il macchinario e la manutenzione, fornirà anche il personale per farlo lavorare. Dovrebbe trattarsi, ma dipenderà dalle offerte dei concorrenti, di sei tecnici, due medici e un fisico. Solo il primario sarà dipendente diretto della Asl. Il tutto ad un costo per il servizio pubblico di 12 milioni di euro per 9 anni. Cioè, secondo i calcoli dell´azienda, tre milioni in meno di quanto costerebbe fare tutto con le proprie forze. 

«Le nostre perplessità riguardano l´idea di esternalizzare un servizio sanitario di qualità come la radioterapia. E´ vero che c´è un controllo pubblico, ma in questo modo da ora in avanti tutte le volte che si presenta una situazione da risolvere urgentemente, si finirà di rivolgersi al privato, giustificandosi con la fretta e l´esigenza di risparmio», spiegano da Cgil e Cisl, che ieri hanno incontrato il direttore generale Asl Luigi Marroni. L´azienda ha ribadito che solamente incaricando il privato di gestire il servizio può avviare la radioterapia in tempo e che ormai è troppo tardi per tornare indietro. E´ stato l´assessore alla salute Enrico Rossi a chiedere, alla fine dell´anno scorso, l´avvio entro il 2006 di tre nuove radioterapie nell´area fiorentina: ad Empoli, a Prato e a Ponte a Niccheri. Quel termine, per quanto riguarda Firenze verrà quasi di sicuro disatteso, ma solo di un paio di mesi proprio alla scelta del privato. 

«Adesso porremo la questione a livello di area vasta - proseguono i sindacati - Anche a Prato e ad Empoli ci si appoggerà al privato per avviare i nuovi servizi e vogliamo discutere. Certo, si tratta di risolvere un problema sanitario serio come la radioterapia e siamo consapevoli della sua importanza, ma è stata fatta una cosa che non ci piace.

La vicenda della radioterapia nell´area fiorentina è abbastanza tormentata. Già nel 2002 si scoprì che molti malati di cancro dovevano spostarsi per fare il trattamento perché nelle strutture sanitarie zona (che comprende Firenze, Empoli, Prato e Pistoia) non c´era posto per loro. Già allora si disegnò un piano per rilanciare tutto il settore. Piano che, si è scoperto alla fine del 2005, era stato quasi completamente disatteso. Gli acceleratori lineari, le costose macchine per il trattamento anti tumore, sono sempre le quattro di Careggi, quella della clinica Santa Chiara, da poco riaperta dopo un potenziamento, e quella di Pistoia, che dopo una ristrutturazione riaprirà a giugno. Non bastano e si è deciso di avviarne altre tre, ma molto in fretta, ha chiesto la Regione. Così sette mesi fa venne fuori che a Ponte a Niccheri c´era già uno spazio con il bunker per l´acceleratore e la Asl venne incaricata di avviare il progetto radioterapia. La fretta ha suggerito di appoggiarsi al privato in modo consistente.

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FP CGIL FP CISL UIL FPL

Segreterie Regionali della Toscana

 

COMUNICATO STAMPA

FP CGIL  – CISL FP – UIL FPL  ed una folta delegazione dei lavoratori della Sanità Pubblica e privata rappresentativa di tutti i territori hanno, oggi 30 giugno 2006, incontrato l’Assessore alla Salute della Regione Toscana Enrico Rossi sollecitandolo ad assumere un esplicito impegno, oltre che ad intervenire sulla gravissima situazione venutasi a creare a causa della mancata sottoscrizione definitiva del CCNL della Sanità Pubblica, contratto scaduto ormai da oltre 30 mesi.

Nell’incontro l’Assessore Enrico Rossi si è impegnato a portare in sede di Conferenza Stato Regioni che si terrà giovedì 1 giugno le giuste rivendicazioni dei lavoratori ed a chiedere al Comitato di Settore una presa di posizione risolutoria della vicenda, invitando lo stesso a conferire all’ARAN l’immediato mandato alla sottoscrizione del Contratto Nazionale di Lavoro, affinché ciò possa consentire l’erogazione con il mese di giugno dei benefici economici spettanti ai lavoratori.

FP CGIL  – CISL FP – UIL FPL  Regionali hanno inoltre chiesto all’Assessore Regionale un impegno in merito al rinnovo del CCNL della Sanità Privata, comparto nel quale per l’atteggiamento di arroganza padronale AIOP – ARIS – Don Gnocchi non si è ancora aperto, a 30 mesi dalla scadenza del CCNL, un serio e proficuo confronto tra le parti.

Settore quello della Sanità Privata che in Toscana ha beneficiato nell’anno 2004 di un incremento del 7% delle risorse per far fronte ai rinnovi contrattuali.

Rimane pertanto proclamato lo stato di agitazione della categoria in attesa di una verifica dell’andamento della vicenda.

Firenze, 30 maggio 2006

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CGIL REGIONALE TOSCANA

 

ORDINE DEL GIORNO

Il Comitato Direttivo CGIL Toscana riunito il giorno 26 maggio 2006 denuncia la gravità della scelta assunta dal Comitato di Settore del Comparto Sanità che di fatto potrebbe riaprire la discussione sulla compatibilità economica del Contratto della Sanità Pubblica, già risolte in sede ARAN.

Il Comitato Direttivo esprime sostegno e solidarietà alle iniziative già messe in campo dalla Categoria e tenendo conto che gli orientamenti assunti dal Comitato di Settore rischiano di determinare ripercussioni anche per i rinnovi contrattuali di altri settori pubblici e privati, invita la Regione Toscana ad attivarsi affinché si pervenga nel più breve tempo possibile alla sottoscrizione del Contratto Sanità Pubblica ormai scaduto da 30 mesi.

Approvato all’unanimità

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SCIOPERO Oggi e domani carenza di personale e disagi per i pazienti: saranno garantite soltanto le emergenze

Sanità, giorni difficili

da la Nazione 29/5/05

Oggi e domani potrebbero essere giornate difficili per la sanità pubblica in tutta la regione. I sindacati confederali, infatti, in tutte le sedi sanitarie, ospedali e presidi, in orari non definiti organizzeranno manifestazioni di protesta contro la regione che non ha firmato il contratto nazionale della sanità pubblica.

«Il comitato di settore — spiegano i rappresentanti toscani della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil — hanno rimandato la firma del contratto. Sono trenta mesi che aspettiamo, trenta mesi di lotte e scioperi che non sono serviti a niente. Ancora una volta i lavoratori vedono negato il diritto al riconoscimento dei benefici economici che ci spettano a partire dal primo gennaio del 2004».

I sindacati lamentano «il blocco delle retribuzioni, mentre il costo della vita aumenta. Questo significa minor potere di acquisto e l'impoverimento delle famiglie, in particolare delle fasce più deboli».

Le rappresentanze sindacali degli ospedali pubblici hanno proclamato lo stato di agitazione permanente e hanno inviato raccomandate di protesta alle direzioni generali e sanitarie per lamentare l'ennesimo slittamento della firma del contratto.

In tutta la regione oggi i rappresentanti sindacali manifesteranno di fronte alle sedi delle rispettive Asl: a Firenze ci sarà un presidio davanti all'ospedale di Santa Maria Nuova. Questo potrebbe voler dire una carenza di personale al lavoro e disagi anche per i pazienti. Come sempre, saranno comunque rispettate le emergenze.

Domani la situazione non sarà più facile, non solo da un punto di vista sanitario, ma anche del traffico, in particolare nella zona di Rifredi-Careggi: in città, infatti, confluiranno centinaia di lavoratori toscani della sanità pubblica. Si ritroveranno sotto la sede dell'assessorato regionale alla salute, in via Taddeo Alderotti, con un presidio dalle 11 alle 13.

Chiederanno all'assessore Enrico Rossi di intervenire per sbloccare la situazione respingendo «gli inaccettabili comportamenti dilatori del comitato di settore che colpiscono solo i diritti di chi lavora». Manuela Plastina

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IL CASO Dopo il no arrivato dalla Corte dei Conti e dalla Conferenza Stato-Regioni

Sanità, salta il contratto Dipendenti in agitazione

Nella zona sono interessati più di 2.000 addetti Mercoledì manifestazione davanti alla Regione

di Bruno Berti su la Nazione 28/5/06

Nella sanità soffia un vento di tempesta: il contratto dei dipendenti del settore (non i medici e i dirigenti) sta andando incontro a una serie di difficoltà che hanno già portato a un irrigidimento dei sindacati e a forti malumori tra i lavoratori interessati. Il contratto, quello che riguarda il secondo biennio di validità, è stato siglato dalle parti tempo fa, ma adesso la Corte dei Conti non vuole registrarlo per difficoltà nel reperimento dei soldi necessari e anche il responsabile del settore sanità della Conferenza Stato-Regioni si è detto contrario alla sua applicazione.

Queste notizie hanno avuto l’effetto di una bomba quando sono arrivate sui tavoli dei sindacalisti, che si sono trovati di fronte a una situazione inedita (una cosa simile non era mai accaduta) ma anche esplosiva perché i dipendenti avevano fatto conto sugli aumenti stabiliti dal contratto.
Alla Funzione pubblica-Cgil i telefoni sono bollenti: in molti chiamano il sindacato per capire cosa stia accadendo e soprattutto per cercare di porre riparo a quella che viene vissuta come una situazione intollerabile, specialmente in un momento in cui c’è difficoltà ad arrivare alla proverbiale fine del mese.

«Nella nostra realtà — spiega Luca Pasqualetti, responsabile di zona del settore sanità del sindacato — gli interessati sono davvero tanti, più di 2.000». La novità riguarda quindi moltissime famiglie e poi anche tutti coloro che a vario titolo hanno bisogno di prestazioni sanitarie perché non è logico pensare che gli addetti dell’Asl rimangano passivi. «Noi abbiamo già indetto lo stato di agitazione e mercoledì ci sarà una manifestazione di fronte alla Regione con lavoratori provenienti da tutta la Toscana. Subito dopo organizzeremo un’assemblea del personale per discutere il da farsi».

I dipendenti della sanità erano tranquilli dopo la firma del contratto e dopo le assemblee che avevano dato l’assenso dei lavoratori all’ipotesi contrattuale con maggioranze di oltre il 90% dei voti. Non si aspettavano certo la bocciatura da parte dei magistrati contabili e il no della Conferenza Stato-Regioni. Il secondo, pare, per discordanze sulla distribuzione degli oneri, vale a dire gli aumenti stabiliti nel documento firmato con i sindacati, tra governo e Regioni. Come si ricorderà, la sanità è sempre un settore in debito d’ossigeno quanto a dotazione finanziaria, con le Regioni che da molti anni lamentano (spesso con forti deficit) una sottostima dei soldi necessari. In pratica, adesso la palla torna al governo che dovrà decidere come porre riparo a una situazione davvero difficile. «Per ironia della sorte — aggiunge Pasqualetti — siamo nelle condizioni di dover indire lo stato di agitazione contro un esecutivo, l’attuale, che non ha responsabilità nel merito». 

Tra i lavoratori del settore gli animi sono esacerbati. «Si deve capire che i dipendenti della sanità non solo non vedranno un centesimo degli aumenti stabiliti per un contratto venuto dopo scioperi e soprattutto dopo molto tempo dalla scadenza, ma non potranno contare neppure sugli automatismi di contratto che fanno crescere la busta paga. Questo senza dimenticare che in quasi tutti i reparti manca personale e che i numeri sono ridotti all’osso, con le conseguenti difficoltà nella gestione giornaliera delle attività».

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FP CGIL  FP CISL   UIL FPL

Segreterie Regionali della Toscana

 

CONTRATTO NAZIONALE DELLA SANITA’ PUBBLICA
LE REGIONI NON FIRMANO I SINDACATI SI ARRABBIANO

LUNEDI’ 29 PRESIDI SOTTO LE SEDI DELLE ASL  E

IL 30 MANIFESTAZIONE SOTTO LA SEDE DELL’ASSESSORATO REGIONALE 

Firenze 26 maggio 2006.- Dopo che il comitato di settore ha ancora rimandato la firma del Cnl della Sanità Pubblica  le segreterie regionale delle Federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil considerano provocatoria questa decisione.

“Dopo trenta mesi di attesa, caratterizzati da lotte e scioperi, le lavoratrici ed i lavoratori della sanità pubblica si vedono ancora una volta negato il diritto al riconoscimento dei benefici economici spettanti loro dal 1 gennaio 2004.

La situazione è oggi davvero insostenibile: il blocco delle retribuzioni, a fronte della crescita dei prezzi, ha ridotto significativamente il potere di acquisto ed impoverito lavoratrici e lavoratori delle fasce più deboli.

 

FP CGIL – FP CISL – UIL FPL della TOSCANA

presidi organizzati dalle RSU e dalle OO. SS. territoriali nella giornata di lunedì 29 presso le Direzioni generali delle Aziende sanitarie

manifestazione di lavoratori e lavoratrici martedì  30, dalle ore 11,00 alle 13,00, presso l’Assessorato alla Salute della Regione Toscana (Via Taddeo Alderotti 26/n Firenze)” nb

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