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FLC CGIL TOSCANA

 

LA FLC CGIL SI CONFERMA IN TOSCANA IL PRIMO SINDACATO ALLE ELEZIONI PER LE RSU DELLA SCUOLA.

COMUNICATO STAMPA

FIRENZE 11 DICEMBRE 2006.-  La FLC CGIL, a 2/3 dello scrutinio effettuato, si conferma il primo sindacato in Toscana alle elezioni per le Rsu della scuola svoltesi il 4/5/6 di dicembre, raggiungendo la percentuale del 38% di consenso, un risultato eccezionale se si considera che tutte le altre organizzazioni hanno presentato, rispetto alle elezioni precedenti, un maggior numero di liste ed hanno organizzato tale scadenza con maggiore impegno e determinazione.

La Flc Cgil risulta di gran lunga il primo sindacato nella scuola nelle province di Siena, dove sfiora il 50%, di  Prato, dove ottiene il 45%, di Firenze, dove supera  il 40%, di  Massa-Carrara, Livorno, Pisa, Grosseto, Arezzo, dove raggiunge mediamente il 37%. Nelle province di Pistoia e di Lucca dove si colloca al secondo posto supera di gran lunga la percentuale raggiunta nelle precedenti elezioni.

 I candidati nelle liste della Flc sono stati i più votati in quanto gli elettori hanno in loro riconosciuto adeguate competenze e professionalità nel condurre la contrattazione nelle scuole e nel saper rappresentare in modo responsabile i bisogni dei docenti e del personale Ata sul posto di lavoro.

Con tale consenso inoltre  i lavoratori della scuola hanno riconosciuto la serietà e l’impegno con cui la nostra organizzazione ha difeso , in qualunque momento e con qualunque maggioranza di governo, la scuola pubblica e ha tutelato i diritti di tutti i lavoratori, particolarmente dei precari.

Tale risultato acquista ulteriore valore se si considera che le OO.SS confederali ottengono il consenso di oltre il 70% dei lavoratori toscani. I sindacati autonomi corporativi non passano. Sono stati  invece apprezzati quei sindacati che hanno saputo coniugare gli interessi specifici dei lavoratori con gli interessi generali e che hanno sempre richiamato l’importanza della qualificazione della scuola.

Nel ringraziare tutti i lavoratori della scuola che hanno determinato questo splendido risultato la Flc Cgil della Toscana è consapevole della responsabilità che le è stata consegnata con il voto e anche per questo si impegna a favorire il lavoro degli eletti nelle Rsu con adeguati momenti di formazione e di supporto sindacale, a rafforzare, sul piano generale, la difesa e la qualificazione della scuola pubblica ed a consolidare  le tutele dei lavoratori, adoperandosi in particolare per una rapida stabilizzazione del personale precari.

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LA DENUNCIA DEL SINDACATO
Finanziaria, mille posti a rischio nelle scuole

da l'Unità 2/12/06

LA PIAGA è il cronico deficit di risorse: un esempio per tutti, alle scuole toscane mancano qualcosa come 13 milioni di euro per pagare la tassa sui rifiuti. «Ma complessivamente, già nel 2006, mancano all’appello fondi per 50 milioni di euro: è una situazione drammatica» spiega il segretario regionale della Flc - Cgil, Francesco Brandani. Tra l’altro, alle scuole della nostra regione non sono arrivati circa 3 milioni di euro per il miglioramento dell’offerta formativa e altri 5 sul fronte del funzionamento amministrativo e didattico. 

Un quadro che ha già tutte le caratteristiche dell’emergenza e che le misure della Finanziaria 2007 rischiano di aggravare ulteriormente. Una delle scelte che preoccupa di più il sindacato è l’ipotesi che prevede l’aumento dello 0,4 nel rapporto tra alunni e docenti: «In Toscana abbiamo già una proporzione di 10,06 alunni per docente - spiega Brandani - ed è una delle più elevate in Italia. Accrescerla ancora significa mettere a rischio circa mille posti». 

Le rivendicazioni spaziano dall’eliminazione delle norme della Finanziaria che producono riduzione degli organici alla conferma delle graduatorie permanenti per il reclutamento dei precari: a sostegno di queste istanze i sindacati hanno scelto di avviare una campagna di mobilitazione nazionale, che prevede lo sciopero generale alla prima o ultima ora dei lavoratori della scuola dell’infanzia, elementare e media (l’11 dicembre) e dei lavoratori della scuola superiore, il 13. Mentre il 17 si terrà la manifestazione nazionale a Roma. Intanto il sindacato toscano rinnova le RSU: le elezioni si terranno il 4, 5, 6 dicembre: la Flc, che ha presentato ieri le sue liste, ha sfiorato l’en plein. 522 le liste presentate nelle 551 istituzioni interessate in tutta la regione: 1227 i candidati, di cui il 60% sono donne e il 70% docenti. Su questo fronte c’è una novità anche per i precari, che rappresentano all’incirca il 18% dei 43mila lavoratori dell’organico delle scuole toscane: su iniziativa della Flc («unilaterale» spiega Brandani) il 31 gennaio 2007 saranno chiamati ad eleggere in ogni scuola un rappresentante che, sottolinea il segretario, «ci impegnamo ad inserire nella delegazione di scuola, quella che tratta sul contratto di istituto». v.gig

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FLC Cgil Toscana

SCUOLA: ELEZIONI RSU

4 – 5 – 6  DICEMBRE 2006

"Prima di tutto la SCUOLA PUBBLICA"

il voto per rinnovare le rsu nella scuola sara’ parte integrante della mobilitazione per modifiche sostanziali alla legge finanziaria incontro stampa per la presentazione delle liste e della mobIlitazione 

venerdi’ 1° dicembre ore 12.30 

via pier capponi, 7 firenze

Le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nella scuola in programma per il 4, 5 e 6 dicembre prossimi si collocano in un momento di forte mobilitazione dei lavoratori docenti e non della scuola. Una mobilitazione che passa per assemblee in tutte le scuole,  per manifestazioni e sit in,  per scioperi generali in ogni ordine e grado e per una manifestazione nazionale il 17  dicembre a Roma. "Prima di tutto la SCUOLA PUBBLICA" è lo slogan individuato unitariamente dai sindacati della scuola per la  campagna di mobilitazione e lotta, rappresenta  l'anima che la Finanziaria si deve dare facendo uscire le politiche sulla conoscenza dalla logica delle compatibilità di spesa per assumerle, invece, come uno strumento fondamentale per la democrazia e la crescita del nostro Paese.  Nella scuola lavorano circa un milione di persone, orgogliose di lavorare nella scuola pubblica, che pretendono, giustamente, risposte adeguate e coerenti all'importanza fondamentale del loro lavoro. Lo faranno, ne siamo certi,  anche con un’alta partecipazione al voto per rinnovare le loro rappresentanze sindacali di base. Le liste della FLC Cgil (522 liste con 1227 candidati di cui oltre il 60% donne) e le iniziative di lotta saranno oggetto di una

CONFERENZA STAMPA

VENERDI’1° DICEMBRE 2006 ORE 12.30

C/O CGIL REGIONALE (Saletta 1° Piano)VIA PIER CAPPONI, 7   - FIRENZE - 

Firenze 29.11.2006.-

 

                                                                                                          L’UFFICIO STAMPA

                                                                                                              (Nazzareno Bisogni)

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La denuncia fatta dalla Cgil-Flc. In alcuni casi non si sa come retribuire i commissari della scorsa maturità
Debiti record per le scuole toscane
Tassa sui rifiuti non pagata 13 milioni, supplenze brevi 43

da la Repubblica 25/11/06

Indebitamento record per le scuole toscane. Lo denuncia la Cgil-Flc: dalla tassa per la nettezza urbana, alle supplenze brevi, dall´esame di Stato al miglioramento dell´offerta formativa, sono le voci che hanno rivestito di rosso i conti. Dagli asili alle superiori, complessivamente gli istituti - dice Francesco Brandani della Cgil -, hanno accumulato per il mancato pagamento della tassa sui rifiuti, 13 milioni di euro. Per le supplenze brevi mancano alle scuole toscane 43 milioni di euro e in alcune non si sa come pagare i commissari della scorsa maturità.

I PROBLEMI DELL´INSEGNAMENTO
Scuole toscane indebitate fino al collo
Solo di tarsu un rosso di quasi 14 milioni. La Cgil: "Un disastro"

Alcuni insegnanti che hanno fatto i commissari di maturità non hanno avuto i soldi
"Il paradosso è che i Comuni iscrivono quelle cifre come una voce attiva"
Tra i capitoli che hanno svuotato le casse supplenze brevi e offerta formativa

Le scuole toscane hanno un indebitamento record. Lo denuncia la Cgil che, tabelle alla mano, parla di «situazione catastrofica»: tassa sui rifiuti, supplenze brevi, miglioramento dell´offerta formativa ed esami di Stato, fra i capitoli che hanno svuotato le casse e creato una voragine nei conti. Dagli asili alle superiori, gli istituti hanno accumulato con i Comuni o con le aziende partecipate della nettezza urbana, un debito di 13 milioni e 775 mila euro per il mancato pagamento della tassa sui rifiuti (la Tarsu-Tia). La capofila delle province con le scuole più indebitate è Firenze che supera i 5 milioni di euro. «Il paradosso è che i Comuni - spiega Francesco Brandani, della Cgil-Flc (Federazione dei lavoratori della conoscenza) - iscrivono quel debito in crescita continua, come una voce attiva, cioè pensano di poter incassare quei soldi che non so quando le scuole potranno pagare...».
L´altra nota dolente, nei conti dei bilanci delle scuole è alla voce «supplenze brevi». 

Sempre secondo i dati divulgati dal sindacato, fra lo stanziamento previsto per il 2006 e l´impegno di spesa (cioè quanto le scuole hanno già impegnato) mancano qualcosa come 43 milioni 387mila euro. Questo non significa che, spiega Brandani, i supplenti non sono stati pagati, in genere gli istituti prelevano da altre voci del bilancio, come per esempio dalla cassa. Ma lì ci sarebbero fondi che dovrebbero servire per altre cose e che invece vengono prosciugati. «Andiamo avanti - prosegue il sindacalista della Cgil - Mancano nelle scuole toscane anche 3 milioni 462mila euro nel capitolo del miglioramento dell´offerta formativa e oltre due milioni e 400mila euro nelle superiori per le spese sostenute per l´esame di Stato». La conseguenza è che alcuni docenti che hanno fatto i commissari nella maturità dello scorso luglio non hanno ancora ricevuto i soldi che spettavano loro. Altri 5 milioni e 800mila euro mancano nel capitolo delle assegnazioni per il funzionamento amministrativo e didattico.

«Davanti a questi numeri - denuncia Francesco Brandani - se la scuola fosse un´azienda avrebbe già portato i libri in tribunale. Servono finanziamenti e anche presto perché ne va della qualità del servizio. Razionalizzare le spese si può, ma non con tagli indiscriminati a monte». Tutti i numeri sull´indebitamento delle scuole toscane sono online sul sito della Cgil-Flc: www.cgiltoscana.it

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Suona la campanella, aumentano i precari

RISPETTO all’anno scorso ci sono quasi 7mila alunni in più, ma non tutti gli insegnanti andati in pensione sono stati sostituiti da personale di ruolo

Quasi 500mila studenti toscani ieri sono tornati sui banchi di scuola. Hanno trovato classi più affollate e meno insegnanti di ruolo. La Cgil: «Oramai 1 docente su 4 è precario». E a Firenze si canta Bella Ciao

Olivia Bongianni e Sonia Renzini/ Firenze sull'Unità 15/9/06

Il numero degli alunni aumenta, quello degli insegnanti no. Le classi sono sempre più numerose, mentre si registra un aumento vertiginoso del precariato: è un quadro a tinte fosche quello tratteggiato dalla Cgil sulla scuola toscana. E se le immissioni in ruolo non coprono il numero dei pensionamenti, si calcola che un insegnante su quattro sia precario, con un tetto del 50% tra gli insegnanti di sostegno. Contemporaneamente invece gli alunni sono aumentati (sono 6.723 in più rispetto all’anno scorso, 37mila gli studenti stranieri) affollando le classi che sempre più spesso toccano il limite massimo dei 28 ragazzi. E il sindacato annuncia battaglia: «Abbiamo apprezzato gli interventi del nuovo governo sulla riforma Moratti, ma non tollereremo altri tagli. Siamo pronti alla mobilitazione».

Intanto ieri è partito l’anno scolastico del Comune di Firenze, con gli auguri dell’assessore all’istruzione, Daniela Lastri, che ha fatto visita ad alcune scuole del territorio. E il presidente della Provincia Matteo Renzi ha inaugurato l’anno scolastico al Dante di Firenze, che è stato il primo liceo ginnasio pubblico d’Italia: «Munitevi dello spirito per costruire novità» ha detto ai 500 studenti.

Scuola, aumentano gli alunni e il precariato
Poche le assunzioni degli insegnanti, classi sempre più numerose. La Cgil: «Non tollereremo altri tagli»

di Sonia Renzini/ Firenze

AUMENTANO GLI ALUNNI, ma gli insegnanti rimangono gli stessi. In compenso cresce a dismisura il precariato. È tutt’altro che un quadro roseo quello della scuola toscana tratteggiato dalla Cgil all’inizio del nuovo anno scolastico. Dito puntato anche sul decreto Bersani che per il 2006 ha tagliato i fondi per il funzionamento ordinario degli istituti.
I precari
A fronte di 2201 pensionamenti le nuove immissioni in ruolo sono state solo 1528. Risultato, il numero dei precari è arrivato a 13mila per un totale di 57.138 lavoratori della scuola, tra 45.596 docenti e 11.542 addetti tra il personale Ata. In pratica un insegnante su 4 è precario. Sono 8353 i precari tra i docenti per una percentuale del 18%, 4674 quelli tra il personale Ata per una percentuale superiore al 35%. Particolarmente sofferente la situazione nella media superiore con la presenza di 3.500 precari. «Questo determina un aumento del personale non stabilizzato che raggiunge il 50% nel caso degli insegnanti di sostegno, 4580 in tutto per 8.600 alunni disabili. È chiaro che se il numero dei pensionamenti supera quello delle immissioni in ruolo la situazione dei precari diventa insostenibile», dice il segretario generale regionale della Flc Cgil Alessandro Pazzaglia.
Il rapporto alunni-insegnanti
Eppure il numero degli alunni è in netta crescita, 6.723 in più solo nell’ultimo anno per un totale di 428.757 a fronte dei 422.034 dell’anno precedente. Sono 37mila gli alunni stranieri con aumenti rispetto al 2005/2006 che vanno dal 17% di Siena a quasi il 50% di Arezzo e Firenze, al 67% di Pisa e al 70% di Pistoia. Una tendenza che tuttavia non sembra comportare un aumento sensibile dell’organico di diritto, aumentato solo di 521 unità per un totale di 42.596 (l’anno scorso il numero complessivo dei docenti era di 42.075). Le cose non vanno meglio per il personale Ata che cresce solo di 102 unità. «Anche quest’anno dobbiamo registrare un aumento del rapporto alunni/docenti - continua Pazzaglia - passato dal 10.03 al 10.06». In altre parole le classi sono sempre più numerose e raggiungono sempre più spesso il limite massimo consentito dalla legge, 28 alunni per la scuola dell’infanzia, addirittura 30 quando si tratta di sezioni uniche.
Gli stipendi dei docenti
Come se non bastasse gli stipendi dei docenti italiani sono tra i più bassi nei paesi europei. Per fare un esempio, un maestro di scuola elementare italiano guadagna 34.896 euro come tetto massimo. Di contro un collega di un paese europeo raggiunge 40.539 euro all’apice della carriera.
Verso la mobilitazione
Una situazione davvero poco confortante, aggravata da anni di cattiva gestione del governo Berlusconi. Con il nuovo governo sembra che qualcosa si stia muovendo, ma la Cgil mette in guardia: «Abbiamo apprezzato gli interventi sulla riforma Moratti - conclude Pazzaglia - ma ci sono ancora tante cose da fare. Non tollereremo altri tagli alla scuola, è necessaria un’inversione di tendenza che preveda un piano programmatico di assunzioni e se non ci sarà non faremo sconti a nessuno, siamo pronti per la mobilitazione». Intanto le previsioni per i prossimi 7 anni indicano un aumento dei pensionamenti che in Toscana riguarderà il 40% degli operatori scolastici.

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FLC Cgil Regionale Toscana

INIZIO ANNO SCOLASTICO

QUALCOSA SI E’ MOSSO

MA I PROBLEMI RESTANO SEMPRE QUELLI

IL SEGRETARIO GENERALE REGIONALE  ALESSANDRO PAZZAGLIA

GIOVEDI’ 14 SETTEMBRE ALLE ORE 12  IN VIA PIER CAPPONI

INCONTRA LA STAMPA PER RENDERE NOTI I NUMERI

DELLA SCUOLA TOSCANA E I SUOI MOLTI PROBLEMI

Aumentano gli alunni, ma non i professori. A fronte di 2.201 pensionamenti ci sono state, in toscana, solo 1.528 nuove immissioni in ruolo con il conseguente aumento dei precari che hanno superato le 13.000 unità. Organico inadeguato e carenza di risorse ( il decreto Bersani per il 2006 ha tagliato ulteriormente i fondi per il funzionamento ordinario degli istituti) caratterizzano l’avvio di questo nuovo anno scolastico. I sindacati dal canto loro si preparano, se le cose non dovessero cambiare, alla mobilitazione.

I numeri e i problemi della scuola toscana saranno oggetto di un

INCONTRO STAMPA

GIOVEDI’ 14 SETTEMBRE 2006 ORE 12.00

IN VIA PIER CAPPONI, 7 (Saletta 1° piano)

 Del segretario generale toscano della FLC Cgil Alessandro Pazzaglia.

 

Firenze 12.09.2006.

                                                                                                L’UFFICIO STAMPA
                                                                                                 
(Nazzareno Bisogni)

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Aumentano gli stranieri Così cresce la scuola

Sempre più iscritti. Il precariato si espande

— FIRENZE— da la Nazione 5/9/06

SEMPRE PIÙ ISCRITTI, studenti stranieri in constante aumento e sempre più precari dietro la cattedra e fuori dall’aula. A nove giorni dall’inizio delle lezioni, la scuola toscana si presenta così. E’ vero, la «conta» ufficiale non è ancora finita e certi dati saranno suscettibili di modifiche, ma le linee essenziali sono queste. Come conferma la Cgil Scuola Toscana, che mette in evidenza due aspetti più degli altri. Da un lato l’aumento degli studenti stranieri - si arriva a punte del 70 per cento in più nella provincia di Pistoia rispetto all’anno scorso - e dall’altro la crescente incidenza del precariato nella situazione generale e nel sostegno agli studenti diversamente abili in particolare, dove si realizza il paradosso di un numero superiore di precari rispetto agli insegnanti di ruolo.

ANCHE L’ASSESSORE regionale all’istruzione Gianfranco Simoncini è consapevole del problema, prioritario rispetto a quelli da risolvere in fretta. «Nei prossimi cinque o sei anni - dice - ci sarà un esodo massiccio, il 35-40 per cento dei docenti di ruolo andrà in pensione e dobbiamo essere pronti a fronteggiare questa situazione. Se la Regione potesse gestire direttamente la formazione del personale in "entrata" potremmo anche potenziare la preparazione specifica degli insegnanti rispetto alla realtà regionale, in aggiunta ai programmi nazionali, ovviamente».

PER QUANTO RIGUARDA la crescente presenza degli studenti stranieri, l’assessore ricorda che «nel piano di indirizzo proposto al consiglio regionale abbiamo chiesto che l’integrazione abbia un ruolo centrale nei piani attuativi locali, (considerato che la presenza di alunni stranieri in Toscana è più alta del tre per cento rispetto alla media nazionale ndr.). Abbiamo realtà di eccellenza come Prato a cui ispirarci e dalle quali trarre insegnamento, soprattutto per province dove il fenomeno è meno conosciuto ma in rapida espansione».
Rispetto alla situazione dell’edilizia scolastica, l’assessore Simoncini ha ricordato come «negli ultimi tre anni non ci sono stati finanziamenti da parte dello Stato e ciò ha creato difficoltà pesanti, specie per i piccoli comuni di fatto impossibilitati a fare adeguamenti e ristrutturazioni. Proprio per questo abbiamo messo nel bilancio 2006 due milioni di euro da destinare all’ediliza scolastica dei piccoli comuni.Faremo, inoltre, pressione sul Governo perché cresca l’autonomia scolastica così da evitare che siano le famiglie a dover pagare di tasca propria». Parlando di autonomia, Gianfranco Simoncini sottolinea come la Toscana,nella lettera inviata a inizio agosto al ministro dell’istruzione Giuseppe Fioroni, si sia candidata per l'autonomia sulla programmazione, una sperimentazione che potrebbe diventare un prototipo su scala nazionale.

«LA REGIONE adesso - spiega Simoncini - ha competenze per stabilire quante classi e quanti istituti e quali piani scolastici vanno fatti, ma poi è il ministero che assegna il personale e approva i piani. Il che comporta una difficoltà a volte insormontabile per attuare quanto predisposto. Avere la gestione diretta del personale faciliterebbe l’intero processo e porterebbe anche benefici sul piano dell’integrazione fra le richieste del mondo del lavoro e la possibilità di soddisfarle da parte della scuola. Attualmente in Toscana c’è un corrispondenza soddisfacente fra formazione e lavoro, ma se avremo autonomia gestionale miglioreremo ancora». Francesca Cavini

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SCUOLA Centinaia gli insegnanti in attesa della nomina

Precari, caos graduatorie Tensione al Marco Polo

da la Nazione 1/9/06

 Era andato tutto piuttosto bene, almeno fino a mercoledì, sul fronte delle nomine dei docenti precari.
Ma ieri — ultimo giorno dedicato alle operazioni, — non sono mancate un po’ di polemiche, in particolare tra i supplenti delle scuole medie, esasperati «dalla lunghezza delle operazioni e dalla mancanza di organizzazione», come tuona Gabriella Sedoni, precaria da trent’anni, nonché vittima di un brutto scherzo del destino.
«Dopo tanto tempo, mi era finalmente arrivato il telegramma che mi annunciava l’assunzione a ruolo — racconta .— Peccato però che il sogno sia finito al terzo giorno, quando mi è arrivato un altro telegramma con scritto che si era trattato solo di un errore, dovuto a un disguido su una data».

Ieri mattina, lei e altri 800 colleghi di materie umanistiche e artistiche si sono dati appuntamento alle 9 all’istituto ‘Marco Polo’. In contemporanea, altri 700 docenti di scienze si ritrovavano alla scuola media ‘Ottone Rosai’, mentre altrettanti invadevano l’auditorium della media ‘Beato Angelico’ per gli incarichi nelle materne.
Una giornata ‘bollente’, dunque, che ha fatto però registrare episodi di tensione solo al ‘Marco Polo’. «La confusione è totale, perché si passa da una graduatoria all’altra — prosegue Gabriella —. Io sono su quattro classi di abilitazione differenti e dovrei avere il dono dell’ubiquità. Insomma, siamo stanchi di veder puntualmente calpestata la nostra dignità di persone. Prima, hanno chiamato anche un collega morto mesi fa. Poi, non è bello dover ciondolare per ore e ore, stravaccati per terra o su seggiolacce».

«Pare di essere al mercato delle mucche — rincara la dose Vincenzo, 52 anni, precario dal ’93 —. Si perde il filo che è una bellezza».
Nell’auditorium, pochi metri più in là, le cose vanno meglio, anche perché è stato allestito un maxischermo collegato al pc per far meglio seguire le operazioni a chi è in attesa di avere l’incarico. «C’era da aspettarselo che oggi (ieri, ndr) sarebbe stata una giornata di fuoco — commenta Daniela Scarlata della Cisl —. Sul fatto della confusione lamentata dai docenti, però, c’è da dire che si procede a graduatorie incrociate proprio per agevolare chi è in più ‘liste’. Gli insegnanti hanno infatti il diritto di scegliere la cattedra per loro più conveniente». In ogni modo, con ieri sera le nomine sono terminate.

Non tutte le graduatorie però sono state esaurite (sono avanzati per esempio un centinaio di posti per il sostegno e alcuni per le elementari). A questo punto, entreranno in gioco le graduatorie d’istituto. «Con il risultato che è ancora presto per dire se l’anno scolastico inizierà con tutti i professori in cattedra», conclude Alessandro Rapezzi della Cgil scuola.
Elettra Gullè

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ISTRUZIONE Entro il 31 le nomine dei docenti

Sempre più precari Quest’anno tremila

da la Nazione 26/8/06

La carica dei tremila. A tanti ammontano, a Firenze, i precari del mondo della scuola, tra docenti e personale tecnico amministrativo. In particolare, i professori in attesa di nomina sono 1685 (295 nella scuola dell’infanzia, 730 alla primaria e 660 tra secondaria di primo e secondo grado) e quelli che concorrono per una cattedra di sostegno circa 300. A questi, si aggiungono i 1058 Ata, ovvero quelli che compongono il personale tecnico-amministrativo, che sono così suddivisi: 823 collaboratori scolastici, 171 assistenti amministrativi, 51 assistenti tecnici e 8 direttori generali assistenti amministrativi.

Infine, ci sono un posto (sempre annuale) per cuoco, uno per guardarobiere e tre per addetti all’azienda agraria. Da lunedì prossimo, tutte queste persone (eccetto gli Ata, le cui nomine sono in corso all’istituto della Ss. Annunziata e finiranno il 30 agosto) arriveranno a Firenze per avere le sospirate nomine annuali. E, dato che molti di loro vengono da fuori – in particolare dal meridione, - almeno stando alla Cgil si è reso necessario avvertire i vigili urbani.

Sempre secondo la Cgil, «nella nostra città i precari sono aumentati del 20% rispetto a un anno fa», come riferisce Alessandra Faini, che prosegue: «Tutto dipende dal fatto che le immissioni in ruolo sono state troppe poche e che, specialmente a Firenze, e in generale in tutta la regione, la popolazione studentesca è in forte crescita». In particolare, i docenti precari si concentrano alle elementari e alle superiori, dove sono più ‘a rischio’ i professori di materie tecniche e scientifiche. «Il numero dei contratti annuali è davvero enorme – rincara la dose Mario Batistini della Cgil scuola -. Per arginare il problema, oltre a fare un corposo piano di assunzioni, si dovrebbe procedere con un piano pluriennale che assicuri, ad esempio per tre anni, la messa in ruolo di un certo numero di docenti». Da lunedì, dunque, ai futuri supplenti non resterà che armarsi di tanta pazienza, visto che le procedure per le assegnazioni degli incarichi sono piuttosto lunghe e laboriose. Ma Sebastiana Battiato, vicedirettore generale Ufficio scolastico regionale, sfodera ottimismo: «Filerà tutto liscio, anche perché alle scuole è stato comunicato per tempo il numero di classi assegnate in rapporto agli iscritti. Insomma, il 31 agosto avremo tutti i posti ricoperti». Dello stesso avviso Batistini: «Quest’anno non ci sono domande di aggiornamento delle graduatorie (che vengono fatte ad anni alterni, ndr.) e, quindi, le possibilità di errore diminuiscono – osserva -. Quindi, a parte le singole questioni, per la prossima settimana non ci aspettiamo particolari difficoltà».

Riguardo al calendario, pubblicato sul sito www.csa.fi.it, si parte lunedì prossimo con le nomine per il sostegno alla scuola media ‘Beato Angelico’, in via Leoncavallo 12. Martedì e mercoledì sarà invece la volta di quelle per le elementari all’istituto ‘Marco Polo’ di via San Bartolo a Cintoia. Mentre giovedì sarà una giornata ‘calda’, con nomine per le materne alla scuola media “Beato Angelico” e, per i docenti delle medie e delle superiori, all’istituto ‘Marco Polo’ di via S.
Bartolo a Cintoia e alla scuola media ‘Rosai-Calamandrei’ in via Circondaria 5.
Elettra Gullè

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Scuola, al via migliaia di nomine annuali per il prossimo anno

La Cgil denuncia: «Così si continua a creare un esercito di precari, sono necessarie più assunzioni a ruolo»

di Sonia Renzini sull'Unità 22/8/06

SCUOLA, mancano almeno 700 assunzioni di docenti a Firenze. Tante quanti sono i posti liberi che invece di essere ricoperti da personale di ruolo saranno assegnati con nomine annuali, andando ad irrobustire le file già imponenti del precariato. Invece gli incarichi annuali che sono iniziati ieri per il personale Ata arrivano a quota 1200.
Dal 24 agosto le nomine riguarderanno il corpo insegnante. Per le scuole materne e elementari si stimano 600 nomine annuali, ancora incerto quello per le medie e le superiori.

«È inammissibile - dice Alessandro Rapezzi della segreteria della Cgil scuola di Firenze - quello che spesso la gente non sa è che queste persone non vanno a sostituire una maternità ma ad assumere un impiego per tutto l’anno scolastico e normalmente questi posti dovrebbero valere come incarichi di ruolo».

Le nomine per il personale Ata in particolare rappresentano un numero altissimo, tanto più se si considera che quest’anno nella provincia di Firenze sono stati assunti solo 15 custodi a tempo indeterminato.

«È un numero che non sostituisce nemmeno le uscite per la pensione. Le nomine annuali di questi giorni rappresentano un terzo dell’organico di diritto - continua Rapezzi - e rischiano di compromettere il funzionamento delle scuola con forti ricadute sulla didattica. Basti pensare che in alcune segreterie composte da 7 persone, 4 sono precari».

Sarà scongiurato il pericolo delle cattedre scoperte dunque per l’inizio dell’anno scolastico, previsto per il 14 settembre, ma resta l’emergenza di un corpo insegnante sempre più precarizzato.«Nemmeno le assunzioni fatte finora sono servite a risolvere il problema del precariato, erano tutte previste dal piano Moratti - dice Mario Batistini della Cgil scuola di Firenze - il sindacato era riuscito a strapparle con i denti, ma sono ancora insufficienti e infatti a Firenze mancano 700 assunzioni in ruolo di docenti».

In tutta la Toscana i docenti assunti a ruolo sono stati 1366, 356 a Firenze, di cui 61 nella scuola dell’infanzia, 130 nella primaria, 66 nelle medie inferiori, 70 nelle secondarie e 30 per il sostegno. Per quanto riguarda le altre figure professionali della scuola (tecnici di laboratorio, assistenti e custodi), che vanno sotto la voce di personale Ata, le assunzioni sono state 230.

«Non si può andare avanti coprendo posti liberi sempre con personale precario - continua Batistini - da qui l’esigenza di un piano triennale di riduzione dei precari della scuola intervenendo sulle cause che lo determinano. E questo significa che su 100 posti disponibili almeno 70-80 vengano coperti con personale stabile». Finora la percentuale delle assunzioni in ruolo è stata ben più bassa causando un aumento di precari che negli ultimi anni è andato sempre più crescendo. Senza contare il blocco delle assunzioni per 3 anni.

Una politica che il sindacato in tutto questo tempo non ha mancato di denunciare come cieca e irresponsabile. Causando una serie di problemi che rimangono tuttora irrisolti. A cominciare da quelli ereditati dalla riforma Moratti. Anche se alcuni, come la questione del tutor e quella degli anticipi nella scuola materna, sembrano ormai liquidati, visto che il ministro ha stabilito con un decreto che non sussistono le condizioni perché vengano attuati. «Per fortuna che con questo governo si ricomincia a parlare di scuola - conclude Batistini - i problemi sul tappeto continuano a essere tanti, ma il clima è cambiato. Un segnale incoraggiante in questo senso è stata la riforma dell’esame di maturità che reintroduce in parte la commissione esterna».

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Scuola, la carica dei 35mila precari
In aumento gli insegnanti non a ruolo. Alunni in classe dal 14 settembre

di ELETTRA GULLÈ su la Nazione 18/8/06

CIRCA 35MILA. È l’esercito dei precari della scuola toscana, tra docenti e personale tecnico-amministrativo. Una cifra enorme che non tiene però conto, precisa Francesco Brandani, segretario regionale Cgil scuola, «di tutti coloro, in prevalenza neo laureati, che ancora non sono inseriti in nessuna graduatoria».

DAL 20 AGOSTO, come ogni fine estate, per loro inizierà l’odissea dell’assegnazione delle supplenze annuali. Una procedura laboriosa che, se due anni fa creò non pochi problemi per un disguido amministrativo, quest’anno si preannuncia tranquilla. «Non dovrebbero esserci problemi — prosegue Brandani —. Le assegnazioni provvisorie e le immissioni in ruolo si sono svolte senza intoppi. I vari Csa hanno avuto tutto il tempo per svolgere tranquillamente i loro compiti, tanto che contiamo che dal primo settembre tutte le cattedre siano ricoperte».

Insomma, anche per il prossimo anno scolastico (in Toscana la prima campanella suonerà il 14 settembre) dovrebbe essere scongiurato il fenomeno delle ‘cattedre scoperte’. Conferma Sebastiana Battiato, vicedirettore generale dell’Ufficio scolastico regionale: «Ferma restando la complessità delle operazioni, tutto dovrebbe filare liscio. Alle scuole è stato comunicato per tempo il numero di classi assegnate in rapporto agli iscritti. Abbiamo poi nominato quasi tutti i dirigenti scolastici. Manca solo da attribuire qualche reggenza (in pratica, si tratta di presidi supplenti in mancanza di un titolare, ndr)».

Tornando ai precari, non mancano comunque notizie positive, visto che quest’anno ci sono state più immissioni in ruolo rispetto all’anno scorso. Nello specifico, si registrano 189 nuove assunzioni nella scuola dell’infanzia, 405 nella primaria, 264 nella secondaria di primo grado, 304 nella secondaria di secondo grado, 135 per il sostegno e 222 per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo. Se invece la panoramica si focalizza sui posti in organico, ovvero sull’insieme dei docenti di ruolo e precari, vediamo che in Toscana ce ne sono 5.071 nella scuola dell’infanzia, 12.896 nella primaria, 7.492 nella secondaria di primo grado e 12.303 nella secondaria di secondo grado. Quasi cinquemila, 4.588 per la precisione, sono poi i posti di sostegno disponibili, che vanno a coprire una domanda che, rispetto all’anno scolastico 2003-04, è cresciuta di 2mila alunni e oltre.

Sul versante degli studenti, 62.493 (di cui 690 disabili) sono iscritti alla scuola dell’infanzia, 138.757 (2.931 i diversamente abili) nella primaria, mentre nella secondaria di primo grado sono 86.025 (di cui 2.470 diversamente abili). Sono 142.290 i ragazzi toscani che invece frequenteranno la secondaria di secondo grado. Di questi, 2.532 sono disabili.

CRESCONO, soprattutto per la massiccia presenza di extracomunitari, i bambini iscritti alle scuole dell’infanzia: «Dal 2003 la crescita è stimata in 2.500 piccoli, con la creazione di ulteriori 245 posti per insegnanti», precisa Battiato. Intanto, aumentano gli iscritti alla secondaria di secondo grado. Un vero e proprio boom lo registrano i licei scientifici anche se, conclude la vicedirettrice dell’Ufficio scolastico regionale «complessivamente l’aumento della popolazione scolastica rimane stabile nei diversi tipi d’istruzione».

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Domenica la marcia a Barbiana alla «scuola di tutti» di don Milani

da l'Unità 18/5/06

La “lettera a una professoressa” di don Milani oramai ha 39 anni. Ma non è affatto datata perché, ancora oggi, la scuola non è di tutti e per tutti. Tanto che domenica si terrà per il quinto anno consecutivo la marcia di Barbiana. Il paese dell’alto Mugello dove il coraggioso priore realizzò la sua famosa scuola. Una marcia di «proposta» come la definisce la sindaca di Vicchio Elettra Lorini e non di «protesta» come nei precedenti 4 anni. La marcia infatti iniziò proprio come momento di protesta contro la riforma Moratti. E i promotori (tra cui il sindaco di Firenze Domenici, il presidente della Toscana Martini e il presidente della provincia Renzi) e chi sotto il sole si fa 2 ore di cammino in salita, adesso sperano che «con il nuovo governo - come dice l’assessore regionale all’istruzione Gianfranco Simoncini - la scuola sia rimessa davvero al centro delle politiche pubbliche». Da Barbiana sono discese «idee importanti» fa notare l’assessore di Firenze Daniela Lastri. 

Idee che però sono state abbandonate dalle scelte del governo Berlusconi. Tanto che l’assessore regionale alla Pace Massimo Toschi invita a non «usare » ma a «imparare» da Barbiana. Perché «la scuola - chiosa Lorini - non deve produrre macchinette funzionali e efficienti, ma cittadini sovrani, dotati di senso critico».

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PROGRAMMA DELLA MARCIA DI BARBIANA 2006

La marcia partirà alle ore 10:30 dal Lago Viola.

Comunque raggiungerete Vicchio troverete, una volta giunti sul territorio comunale, le indicazioni per arrivare ai parcheggi e per rintracciare i percorsi pedonali che portano fino al Lago Viola.

Alla stazione ferroviaria di Vicchio sarà attivo, per tutto il giorno, un servizio bus navetta per il Lago Viola e percorso inverso.

Per i disabili o per le persone in difficoltà sarà possibile parcheggiare vicino al luogo di partenza della marcia (il Lago Viola).

La strada è in salita, ripida in alcuni tratti. Camminando lentamente si arriva a Barbiana in circa due ore.

Lungo il tragitto potrete trovare punti dove viene distribuita acqua potabile e dove sono a disposizione servizi igienici.

Lungo il tragitto non ci sono bancherelle e non c’è niente da comprare, neppure un panino. Se volete pranzare a Barbiana, prima di scendere nuovamente al Lago, dovete portare con voi quello che vi necessita.

Per i disabili o per le persone in difficoltà saranno attivi servizi di bus navetta dal Lago Viola fino a Barbiana e ritorno.

Da Barbiana si scende di nuovo al Lago Viola in circa un’ora.

Se ci tenete a partecipare al momento di chiusura della marcia vi consigliamo di riprendere il cammino di ritorno non più tardi delle 13:30

Alle 14: 30 conclusione della giornata

Per facilitare coloro che verranno da lontano la giornata si concluderà, al Lago Viola, alle ore 14:30. Saluterà i partecipanti il Sindaco di Vicchio Elettra Lorini e sarà presentato il lavoro della commissione del concorso "Lettera a una professoressa, quarant'anni dopo"

Per ogni altra informazione potete scrivere a info@marciadibarbiana.it o telefonare al Comune di Vicchio 055 843921

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Domenica

21 maggio

2006

ore 10.30

  DA BARBIANA

  UNA NUOVA SPERANZA

  PER LA SCUOLA DI TUTTI

Per la quinta volta, Vicchio e il Mugello accoglieranno, il 21 maggio 2006, tutti coloro che credono nel futuro civile e democratico dell’Italia, della sua scuola per tutti e per ciascuno. Cammineremo quindi ancora, insieme, fino alla scuola di  Barbiana, ognuno col suo passo e la sua speranza.

In questi anni la Marcia ha rappresentato uno dei  punti più alti  di impegno e lotta contro le derive liberiste e populiste sull’educazione, ha fatto rifiorire attorno all’esperienza di Don Milani le radici dell’utopia educativa democratica che ha cambiato la scuola italiana. 

Questa utopia  segna ancora l’etica di migliaia di  insegnanti e cittadini, che hanno  nel cuore l’eguaglianza delle opportunità, il sapere come civiltà, la libertà critica, di tutti e di ciascuno. Questa avventura ha lo stesso concreto fascino di 40 anni fa e ci richiama agli stessi impegni per una società più equa e per una scuola ed un futuro più felice.

E’ con la speranza di una fase politica nuova che ci accingiamo e vi invitiamo ancora una volta a camminare verso Barbiana, senza bandiere e senza slogan di parte, ma con la consapevolezza che di quel pensiero educativo il nostro Paese ha bisogno sicuramente nel prossimo domani, dove è necessario ridare forza, speranza, risorse,  credibilità ad una vera e strutturale riforma democratica e civile della scuola.

C’è una buona scuola italiana figlia di Barbiana. Chiede eguaglianza e libertà, una scuola comunità,  un’educazione  serena e non adultistica,  meno consumista e più dialogante tra generazioni. Chiede un paese che torni ad amare i propri bambini, senza perderli tra uno spot e l’altro. 

A partire da questa Italia dobbiamo riprendere a parlare con tutti, con maggiore decisione del passato. Serve un impegno saggio e coraggioso che rilanci il progresso civile e culturale, a cominciare dalla scuola, valorizzandola come patrimonio autonomo del territorio, rinforzandola con nuovi investimenti,  riequilibrando gli svantaggi e combattendo contro le vecchie e nuove disuguaglianze. Una scuola delle città e dei paesi, una comunità nella comunità, la democrazia come gioia del futuro.

A partire da questa Italia dobbiamo ricostruire un’idea dell’educazione come radice di una civiltà che miri a rendere più umano il pianeta e a costruire una cultura della fratellanza che è l’unica possibilità per contrastare la barbarie delle ideologie separative, del darwinismo sociale. 

La speranza riparte dal primo e fondamentale insegnamento di Don Milani. Il problema della scuola è i ragazzi che perde, pensando che per tutti i nostri giovani vi sia un valore alto e grande per cui crescere e studiare: essere cittadini sovrani e occuparsi degli altri.

Ancora una volta, quindi, in cammino verso Barbiana, con la Costituzione e i nostri figli nel cuore, fratelli di valori comuni per tutti e per sempre: libertà, uguaglianza, pluralismo, solidarietà.

Il Sindaco del Comune di Vicchio                                             Il Presidente della Provincia di Firenze
Elettra Lorini                                                                         Matteo Renzi

Il Sindaco del Comune di Montespertoli                                   Il Presidente della Regione Toscana
Antonella Chiavacci                                                              Claudio Martini

Il Sindaco del Comune di Firenze                                             Il Presidente della Comunità Montana Mugello
Leonardo Domenici                                                               Stefano Tagliaferri

Il Sindaco del Comune di Calenzano
Giuseppe Carovani

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Scuola, mancano le classi nelle superiori fiorentine

I dirigenti scolastici richiedono 100 prime classi per il prossimo anno, ma ne vengono concesse solo 45. La Cgil: «Situazione intollerabile»

di Sonia Renzini sull'Unità 8/4/06


SCUOLA 47 classi prime in più attivate nelle scuole superiori di Firenze per il prossimo anno scolastico a fronte di una richiesta da parte dei presidi degli istituti di almeno un centinaio.
Un primo bilancio della popolazione scolastica per il 2006-2007 fiorentina non lascia dubbi: gli studenti iscritti alle scuole superiori sono decisamente in aumento. Peccato che non si possa dire altrettanto dei docenti.

Il tetto dei posti per l’insegnamento imposto dal Ministero sia a livello nazionale che regionale rende praticamente impossibile il soddisfacimento delle richieste inoltrate dalle scuole. In altre parole significa che non verranno attivate altre classi prime al liceo Giotto Ulivi, agli istituti Tornabuoni, Vasari, Saffi, Enriques, Russel, Ferraris, al liceo artistico di Firenze e Virgilio di Empoli e all’istituto d’arte di Sesto Fiorentino. Con gravi ripercussioni sull’attività scolastica e sul numero degli alunni per classe. «È chiaro che la situazione sta diventando intollerabile - denuncia Mario Batistini della Cgil scuola di Firenze - molti ragazzi a questo punto o saranno costretti a cambiare scuola oppure a essere inseriti in classi accorpate e superaffollate».

A settembre nelle scuole secondarie della provincia di Firenze ci saranno 1305 alunni in più, con una media di alunni per classe che scivolerà da 22.8 a 27. «In alcune classi ci saranno addirittura 30 alunni - continua Batistini - in queste circostanze la situazione per alcuni istituti sarà particolarmente pesante e problematica. Non credo che in queste condizioni nessuno potrà fare polemica dire che ci sono troppi insegnanti per numero di alunni, mi sembra evidente il contrario». E infatti i posti assegnati ai docenti dal Csa sono assolutamente insufficienti a ricoprire le richieste dei presidi.
Il taglio delle classi operato dal Csa in base alle necessità ritenute più urgenti è stato di almeno la metà delle classi richieste, ciononostante il tetto dei posti per i docenti imposto dal Ministero sarà sfondato di almeno 22 posti arrivando da 2748 a 2770.

«È bene sottolineare - continua Batistini - che lo sfondamento dei posti previsti avviene nonostante il taglio delle classi richieste operato dal Csa. Il numero dei posti in esubero rispetto al tetto imposto dal ministero è già il frutto di un’importante scrematura e dunque già insufficiente». Per la Cgil scuola è un segnale sconfortante.
L’ennesimo, dopo anni di lotte che hanno visto una forte contrapposizione tra il mondo della scuola e la politica del governo. Tesa a privilegiare i tagli all’organico e i conti dello Stato invece di preoccuparsi di potenziare le risorse esistenti per un migliore funzionamento dell’attività didattica. «Per quanto ci risulta la situazione della scuola anche nella nostra provincia è sempre più sofferente - conclude Batistini - a farne maggiormente le spese è la scuola superiore. Così si crea un impoverimento delle opportunità che è inammissibile».

A questo punto l’appello del sindacato è rivolto al Ministero: «Chiediamo un intervento forte per garantire le necessità segnalate dagli uffici scolastici regionali. Per garantire le esigenze delle scuole e il diritto allo studio dei ragazzi».
In soldoni si chiede l'innalzamento del tetto dei posti di insegnamento previsti. Finora l’appello è caduto nel vuoto.
In nome della scuola delle tre i e dell’efficienza tanto decantata dal ministro Moratti. Pace, se poi mancano gli insegnanti e le classi non ci sono.

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