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Maggio, lo sciopero non risolve i problemi

All’indomani del clamoroso atto che ha fatto saltare il concerto di chiusura, le forze in campo riflettono

di Valentina Grazzini/ Firenze sull'Unità 25/6/06

IL MAGGIO Musicale Fiorentino è finito nel silenzio, nella rabbia, nello stupore. Con un concerto annullato per sciopero dell’orchestra, quello finale, dedicato ai cittadini che potevano assistervi gratis, pensato in un luogo che è l’ombelico della città, piazza Duomo. Ma il sindacato degli orchestrali, Fials, non è tornato indietro sui suoi passi. 

Dopo una giornata passata ad attendere eventuali ripensamenti del sindacato, il soprintendente Francesco Giambrone - che non aveva annullato il concerto sperando in un miracolo dell’ultim’ora - riflette all’indomani del fattaccio. «Mi sono svegliato con l’amarezza di un Maggio già penalizzato dai tagli che era andato nonostante tutto bene e che si è concluso così - dichiara -. A questo si aggiunge la preoccupazione per il futuro, perché se è vero che Fials continua ad alzare il tiro minacciando nuovi scioperi, mi rendo conto che non si arriva a niente». 

Fials che, ricordiamolo, lamenta l’illegittimità dell’accordo firmato dalle altre sigle sindacali all’epoca del commissariamento Nastasi riguardo ai tagli sul costo del lavoro (accordo che è stato regolarmente ratificato dal nuovo Cda). E non nega la possibilità concreta di andare avanti con la linea dura. «Dopo il risultato di ieri sera, che è stato più positivo del previsto riguardo all’adesione noi manteniamo la nostra linea - commenta Luciano Di Labio della Fials -. La lotta sarà lunga e dura, sappiamo che ci dovremmo esporre in prima linea come sempre ma questo non ci fa paura. Non dobbiamo render conto a nessuno del nostro operato». E di fronte all’accusa di aver leso l’immagine di una Fondazione lirica che stava faticosamente risollevandosi dalla crisi, la risposta è secca: «Ne siamo consci, ma nessuno parla più di chi la crisi l’ha provocata, personaggi che sono ancora in teatro nei ruoli dirigenziali o che sono scappati (il riferimento è per il dimissionario soprintendente Giorgio Van Straten, ndr)».

Stand-by di Palazzo Vecchio, dove si cerca di far decantare gli effetti del grave atto di Fials, sbollire la rabbia e il rammarico. Il sindaco Domenici e Giambrone sono come comprensibile in strettissimo contatto, «la posizione mia, sua e di tutto il cda è la stessa», assicura il soprintendente. Posizione che attualmente non prevede spiragli: indicendo lo sciopero Fials ha chiesto a Giambrone di disapplicare l’accordo, cosa che quest’ultimo non vuole e non può fare, data la sua regolarità. «Se avessi un segnale di un cambiamento del quadro di riferimento, chiamerei tutte le organizzazioni sindacali e ne riparlerei - continua il soprintendente -. Ma se la domanda resta la stessa, la risposta c’è già stata». 

Prendono le distanze dallo sciopero le altre sigle sincacali: Carlo Bianco della Cisl ne parla come di un’arma «legittima ma inopportuna», definizione condivisa anche dalla segreteria della Uil che dichiara «quantomeno inopportuno lo sciopero in occasione del concerto di chiusura, peraltro aperto alla città». Più articolata la posizione della Cgil, dove comunque - nonostante voci contrastanti - tutti concordano nel dire che non era questo il momento di penalizzare il pubblico del festival.

Ma la domanda di tutti è: cosa accadrà ora? Vedremo saltare uno dopo l’altro tutti i concerti dell’Orchestra del Maggio, a cominciare da quello con Philip Glass previsto per l’11 luglio in piazza della Signoria? Fermo restando che durante le tournée per statuto gli artisti non possono scioperare (non sono dunque a rischio le trasferte a Madrid - Ravenna e Marocco sotto la direzione di Muti né quella di settembre in Giappone con Mehta, anche se Fials ammette candidamente che se potesse lo farebbe), per Giambrone la speranza è legata all’incontro che ci sarà il 6 luglio a Roma tra il sottosegretario Montecchi e l’associazione delle fondazioni liriche. Dove, neanche a dirlo, il tema delle risorse alla lirica sarà al centro del dibattito.

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IL MAGGIO
Suspence fino a sera poi il concerto salta
FULVIO PALOSCIA su la REpubblica 24/6/06

Ogni tentativo di mediazione di Francesco Giambrone è stato inutile. Nonostante il sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino abbia cercato fino all´ultimo una conciliazione con gli orchestrali della Fials che, due giorni fa, hanno proclamato sciopero, il concerto in piazza Duomo ieri sera, a ingresso libero e aperto dunque a tutta la città, non si è tenuto.

Il soprintendente Giambrone ha atteso le 21.30 poi al microfono ha fatto annunciare il ko del Maggio
Tutti in piazza ma il concerto salta
Domenici: "Con questo sciopero Fondazione a rischio"

Cinquecento spettatori sono accorsi comunque sotto il campanile

fulvio paloscia

Lo annuncia, alle 21.30 precise, a 500 persone (alcuni in piazza dalle sette) la voce fuori campo del direttore operativo Sandro Tranchina, che legge una comunicato in cui la direzione del teatro si scusa con i fiorentini, i turisti, gli sponsor e con i lavoratori «che non aderendo allo sciopero hanno manifestato la loro volontà di rilancio del teatro». C´è chi fischia, chi dichiara solidarietà a Giambrone, gli stranieri s´indignano. Il sovrintendente è lapidario: «Mai mi sarei immaginato che un´edizione del Maggio turbata dai tagli si chiudesse con uno sciopero. Abbiamo raggiunto un livello molto basso. Forse non si è capito che il Comunale sta vivendo una situazione grave dalla quale si può uscire con un piano di risanamento doloroso, certo, ma necessario che adesso subisce un blocco. La mia scelta di non far saltare il concerto è stata difficile, può aver recato disagio al pubblico che è venuto qui ma è stato un tentativo estremo nella speranza che si tornasse alla ragionevolezza». Durissimo il commento del sindaco Domenici: «Questa strada rischia di portare all´affossamento della Fondazione Teatro del Maggio. Le scelte contestate sono state fatte per salvare il Maggio. Questi comportamenti non portano da nessuna parte. Mi auguro un sussulto di consapevolezza. E la città deve sapere dove stanno le responsabilità».

Per due giorni Giambrone ha cercato un dialogo con i delegati sindacali della Fials contrari ad un accordo che, per risanare il pauroso deficit del Comunale, sospende temporaneamente premi di risultato e altri bonus dello stipendio. Accordo firmato dalla maggioranza dei dipendenti del teatro. Già durante la prova generale di giovedì il sovrintendente rilancia la mediazione con l´orchestra, che decide di proseguire con la linea dura. E a niente è valsa la lettera che ieri mattina Giambrone ha scritto alla Fials: «Un documento - spiega il sovrintendente - in cui ho ribadito la mia preoccupazione, in cui ho invitato i lavoratori in sciopero a riflettere e a riaprire un tavolo di negoziazione». Facendo notare «come l´iter che ha portato allo sciopero non sia stato giuridicamente corretto: dopo la proclamazione dello stato d´agitazione, infatti, da parte dei lavoratori non sono state messe in atto quelle procedure di conciliazione previste dal contratto che portano a esiti positivi o al raffreddamento delle vertenze». Luciano Di Labio, segretario provinciale della Fials (cinque i professori d´orchestra che ieri sera si sono presentati in piazza Duomo), non risponde a Giambrone, né per lettera né a voce, ma dichiara: «Dopo lo sciopero torneremo al tavolo di mediazione ma per ottenere la disapplicazione, dalle buste paga di chi non lo ha firmato, dell´accordo, di cui si vedranno i primi effetti già nelle retribuzioni in arrivo alla fine di questo mese. Altrimenti ci saranno nuovi scioperi, magari per il concerto di Philip Glass. La nostra battaglia non è solo sindacale, ma anche legale, a costo di portare il teatro in tribunale». Giambrone: «Una risposta in merito arriverà appunto dai legali della Fondazione, visto che c´è chi vuole trasformare una vertenza sindacale in qualcosa di molto diverso».

Dopo la Cgil, anche la Uil condanna lo sciopero definendolo «inopportuno: è necessario mettere in atto tutte le azioni possibili per il rilancio dell´attività e dell´immagine di una delle più prestigiose Istituzioni culturali del Paese» dice il delegato Nicola Lisanti.

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MAGGIO’ Il soprintendente critica Fials-Cisal

«Concerto al Duomo Bloccarlo adesso è un errore grave»

Il segretario del Slc-Cgil attacca gli autonomi: «Uno sbaglio di metodo e meriti»

su la Nazione 23/6/06

«Hanno scelto il momento sbagliato: lo sciopero che bloccherà il concerto in piazza del Duomo è un errore. Perché segna una frattura con il pubblico e con l’Opera del Duomo, ma anche con lo sponsor Fondiaria-Sai che aveva appena raddoppiato il contributo». Il soprintendente del Teatro del Maggio, Francesco Giambrone, è arrivato da Palermo solo da tre mesi ed è al suo primo sciopero. Ieri mattina ha tentato una conciliazione in extremis ma si è reso conto che c’era poco da fare. E anche ieri sera, nella prova generale in piazza, ha tentato una mediazione. Il sindacato autonomo Fials-Cisal, cui aderisce la maggioranza dei 114 professori d’orchestra, contesta l’accordo di marzo, quello che da questo mese taglia gli stipendi dei dipendenti. Per contribuire al risanamento del teatro la Fials aveva posto una condizione: «verificare le responsabilità, anche individuali, avute dalle precedenti soprintendenze sull’enorme deficit accumulato».

«Per evitare lo sciopero i sindacati chiedevano un atto di discontinuità — spiega Giambrone — rispetto all’accordo. E cioé l’annullamento o anche solo un rinvio. Io ho preferito essere leale, mi rifiuto di fare un’azione demagogica, cioé spostare il problema nel tempo. Comunque il Maggio non cancella l’evento, spero sempre nel senso di responsabilità dell’orchestra». Il soprintendente aggiunge che quella di insistere sui tagli alle retribuzioni dei dipendenti è una decisione molto dolorosa per lui, ma in gioco c’è il bene del teatro: «E’ uno dei pezzi dell’opera di risanamento — dice —. Ho dato la mia disponibilità a ridiscuterlo se il quadro di riferimento cambia, se cioé il Fondo Unico dello Spettacolo fosse quest’anno più alto. Ma in base alle notizie che ho non sono cambiate le condizioni che hanno dato vita all’accordo».

Francesco Giambrone spiega anche la questione degli emolumenti ai nuovi manager che i sindacati contestano perché avrebbero annullato per il 40% i sacrifici richiesti ai dipendenti. «Questa è una grande azienda, con 485 persone e un budget di 30-32 milioni di euro. Da anni mancavano dei top manager: ho chiamato alcune figure professionali con precise funzioni: un direttore operativo con riferimento alla produzione artistica che controlli i budget; un direttore del personale che si occupi a tempo pieno del problema degli esodi e che ha già dato risultati concreti. Non dobbiamo guardare quanto queste figure costano ma quanto rendono. Il loro peso è tutto già previsto nel bilancio 2006. E anche l’appannaggio del soprintendente è inferiore a quanto è stato detto. Grazie al controllo dei conti e all’efficienza della gestione i risultati ci sono già, a consuntivo scopriremo che il costo del personale è diminuito».

Paolo Aglietti, segretario generale Slc-Cgil, critica il sindacato autonomo: l’annullamento del concerto in piazza è un errore di metodo e di merito. Ma anche la Cgil è perplessa sui nuovi incarichi e contratti e parla di mortificazione delle professionalità esistenti nell’azienda.

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Teatro del Maggio, firmato l’accordo

Ultimo atto, ieri a Firenze, per la lunga e tormentata vertenza della fondazione lirica
La maggioranza dei lavoratori ha siglato l’intesa sui tagli. Solo la Fials ha detto no

ACCORDO fatto. Il commissario straordinario Salvatore Nastasi è riuscito a trovare l’intesa con i lavoratori su un tema spinoso come quello dei tagli ai costi del personale


di Valentina Grazzini sull'Unità 18/3/06

Solo la Fials non ha voluto firmare. Tutti gli altri hanno deciso di apporre la propria firma all’accordo che di fatto chiude la lunga e tormentata vertenza della Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ente vessato da un pesante disavanzo nel bilancio. L’accordo porta la firma del commissario straordinario Salvatore Nastasi che da settembre ha lavorato per trovare l’intesa con i lavoratori su un piano di ristrutturazione che farà risparmiare alla fondazione un milione e mezzo di euro. 

Tra i punti salienti dell’intesa ci sono la sospensione del premio di risultato per il biennio 2006/2007 e dell’accordo del 2004 (sempre relativo allo stipendio) per il solo 2006. E poi ci sono gli esodi volontari che saranno resi possibili grazie al fondo messo a disposizione dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e che riguardano i lavoratori che hanno raggiunto i minimi di pensione. Sia Nastasi che il neosoprintendente Giambrone parlano di almeno 40 esodi. Tutto sommato soddisfatti anche i lavoratori sebbene «vessati da una politica governativa scriteriata».

Maggio: accordo con i sindacati
La maggioranza dei lavoratori ha firmato


di Valentina Grazzini/ Firenze


ACCORDO raggiunto tra il commissario straordinario del Maggio Musicale e la maggioranza dei lavoratori della fondazione lirica a proposito dei tagli al costo del personale, ultima delicatissima voce della manovra con cui Salvatore Nastasi ha pareggiato il dissestato bilancio. Un successo funestato solo dalla mancata firma di una delle quattro sigle sindacali, la Fials, che ha preferito «aspettare l’insediamento del nuovo Cda, perché non c’è fretta di siglare un accordo proprio ora», come dichiara il segretario territoriale Luciano Di Labio. Ma la maggioranza vince, siamo in democrazia, e se da una parte restano ombre su un’eventuale sfumatura politica del gesto del sindacato dell’orchestra (di centrodestra), dall’altra è grande la soddisfazione del commissario e del nuovo soprintendente Giambrone per aver chiuso la trattativa. 

Queste per grandi linee le voci dell’accordo, che farà risparmiare alla fondazione un milione e mezzo di euro: la sospensione del premio di risultato (una sorta di tredicesima) per il 2006/2007 e dell’accordo del 2004 (ancora inerente allo stipendio) per il solo 2006, oltre agli esodi volontari. La particolarità dell’accordo sta peraltro nella previsione di un ripristino delle voci stesse a partire dal 2008. «Tengo a precisare - le parole sono di Salvatore Nastasi, che a scadenza del mandato commissariale è stato eletto dai soci privati come loro rappresentante nel costituendo cda del Maggio - che nella premessa fatta all’accordo c’è l’impegno al mantenimento degli organici». Gli esodi resi possibili dal cospicuo fondo messo a disposizione dalla Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze (solo a questo scopo, oltre 3 milioni di euro), in altri termini, sono volontari, non imposti. E riguardano le categorie di lavoratori che hanno raggiunto i minimi della pensione. «Il nostro obbiettivo minimo è di 40 unità - continua Nastasi -, che farebbe risparmiare al teatro tra i due milioni e mezzo e i tre milioni di euro. Ma speriamo di raggiungere cifre più alte, una settantina». «L’accordo ci permette di superare lo stato di crisi - gli fa eco il soprintendente -, mantenere il nostro impegno per recuperare credibilità e iniziare a lavorare con serenità per il futuro». Dalla loro i lavoratori firmatari sono soddisfatti, anche se, come dichiara Claudio Fantoni della Uil, «siamo rammaricati di doverci assumere l’onere di una politica governativa scriteriata». Prossima puntata il 28 marzo, quando (si spera) il consiglio regionale partorirà il secondo suo rappresentante nel Cda, permettendone la costituzione.

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TEATRO COMUNALE
Volevano aspettare il reintegro del Fus
Siglato l´accordo senza gli orchestrali

Cgil, Cisl e Uil hanno accettato la sospensione fino al 2008 delle maggiorazioni sugli stipendi

da la Repubblica 18/3/06

Comunale, l´accordo con i sindacati c´è. E´ stato siglato ieri mattina da Cgil, Cisl, Uil (ovvero dalla maggioranza dei lavoratori del teatro) ma, per il momento, non dalla Fials, la sigla che conta un alto numero di iscritti nell´orchestra e che non si è presentata all´incontro con il sovrintendente Giambrone e il commissario Nastasi: «In una lettera - spiega Giambrone - la Fials spiega che farà una proposta al consiglio d´amministrazione quando si sarà insediato, e lega il no a promesse, da parte del governo, di reintegro del Fus. Ma il cda non fa trattative sindacali e se mai il reintegro ci sarà, dovranno passare mesi tra elezioni, insediamento del nuovo governo e quant´altro. E sarà troppo tardi». 

Non è d´accordo Santo Giunta, della segreteria Fials: «Perché si chiedono sacrifici ai lavoratori quando il sottosegretario ai beni culturali Bono ha comunicato al deputato An Migliori che il reintegro, ai livelli del 2005, sarà a fine aprile? Anche la sinistra si sta impegnando in questo senso. E poi noi non vogliamo firmare un accordo con un commissario in prorogatio dal quale non ci sentiamo tutelati». Ma l´accordo porta anche la firma di Giambrone, «e non potrò certo sottoscriverne altri» dice il sovrintendente. «Il termine riferito da Bono è impossibile, non ci sono le prerogative per attuarlo e poi la quota Fus del 2005 non basterebbe a colmare il deficit» aggiunge Nastasi. Il no della Fials - che nasconde anche una guerra politica prelettorale - irrita Palazzo Vecchio. Dario Nardella, presidente della commissione cultura, dichiara: «Questo è un boomerang che isola l´orchestra dal resto del teatro e dalla città». L´accordo - il primo del genere in Italia - prevede la sospensione di maggiorazioni stipendiarie, ripristinate a partire dal 2008 e forti incentivi all´esodo. «Manterremo intatto l´organico delle masse artistiche e tecniche», sottolinea Giambrone che aggiunge: «Porte aperte ad un eventuale ripensamento». (f.p.)

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MAGGIO MUSICALE Il commissario Nastasi e il sovrintendente Giambrone ottimisti. Ma le nomine regionali non arrivano

I confederali firmano l’accordo, la Fials no

da la Nazione 18/3/06

L’ancora commissario straordinario Salvatore Nastasi (nella foto) - la Regione non nominerà i suoi consiglieri fino al 28 marzo - e il già sovrintendente Francesco Giambrone sono ottimisti. Ieri Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l’accordo con il quale il commissario è riuscito a far quadrare il cerchio dei disastrati conti della Fondazione. Da parte di lavoratori uno sforzo notevole, il primo nella storia italiana delle Fondazioni liriche, un ‘sacrificio’ da un milione e mezzo di euro per i lavoratori, ma in grado di far risparmiare al teatro da un minimo di 2,5 - 3 milioni di euro a un massimo di 4 - 4,5 milioni di euro. «Una condizione questa — hanno commentato all’unisono Nastasi e Giambrone che mette la Fondazione nella condizione di mantenere il bilancio in pareggio per il 2006 e il 2007, pur in costanza dell’attuale riduzione del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo». 

Ma se i sindacati confederali hanno firmato l’accordo senza esitazioni, diversa è stata la posizinoe presa dalla Fial, il sindacato che riunisce gli orchestrali (circa un quinto di tutti i dipendenti del Maggio). Loro hanno inviato una lettera al sovrintentendente Giambrone avvertendolo che «per il momento» preferivano non firmare l’accordo sul quale fino a poche ore prima avevano lavorato insieme ai colleghi confederali. Cgil, Cisl e Uil hanno anche accettato di rinunciare ad alcune voci previste nell'integrativo che, tutte assieme, per il 2006 ed il 2007, comporteranno una decurtazione dello stipendio di circa il 7 per cento. Si tratta di voci che saranno comunque ripristinate, in due anni, a partire dal 2008. L'accordo, tuttavia, ha sottolineato Nastasi, non si basa solo su sacrifici, ma impegna la dirigenza della Fondazione a perseguire una politica di maggiori ricavi e di investimenti con l’impegno preciso, sia del commissario che del nuovo sovrintendente, a «mantenere intatto l'organico delle masse artistiche e tecniche». Una mancata firma, quella della Fials, che sia Nastasi che Giambrone non hanno compreso, ma per loro le porte restano comunque ‘aperte’. Meno tenero è invece il responsabile per la cultura dei Ds, Dario Nardella: «Quello della Fials è un problema serio, rispetto al quale non mancheranno conseguenze nel rapporto fra la città e il teatro».
Paola Fichera

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FIRENZE

Maggio Musicale: entro febbraio il nuovo Cda

da l'Unità 17/2/06

Doppio palcoscenico ieri per il Maggio Musicale Fiorentino: mentre i sindacati occupavano simbolicamente gli uffici della soprintendenza (in linea con quanto deciso a livello nazionale, in segno di protesta per i tagli al Fus), trovando la disponibilità del neoeletto Francesco Giambrone, lo stesso soprintendente, insieme al commissario uscente Salvatore Nastasi, si trovava davanti alla Commissione cultura di Palazzo Vecchio, presieduta da Dario Nardella.

L’audizione, che è stata chiesta per approfondire la situazione del teatro e le prospettive all’orizzonte, ha visto da una parte il commissario riassumere il quadro, dall’altra il soprintendente tracciare le linee guida per il futuro. Spinoso e subito affrontato da Nastasi il capitolo del bilancio: «Il Comunale è l’unica fondazione lirica che presenta un preventivo per il 2006 in attivo, non solo il pareggio», dichiara quest’ultimo. Nella manovra da 8 milioni di euro all’uopo servita al commissario, tutti i tasselli sono andati al loro posto: maggiori entrate da parte degli enti pubblici (con in più l’ingresso della Provincia in veste di socio fondatore), vendita della ex Longinotti, risparmi sulla produzione e sul costo del lavoro. 

Per il prossimo Cda, e con lui l’atteso rinnovamento della governance della fondazione, c’è ormai poco da attendere: Nastasi ha assicurato di aver già formalmente chiesto le designazioni agli interessati (Governo, Regione, Comune e soci privati) e i nomi arriveranno entro il 24 di questo mese. Dalla sua il soprintendente assicura che si adopererà per consolidare il lavoro di risanemento e fa anche sapere che intende recuperare la centralità del Maggio, inteso come festival, all’interno della programmazione del teatro. Grande attenzione infine per il futuro polo musicale: «una realtà che potrà cambiare la città intera nel suo profondo». I sindacati, incontrati nel pomeriggio, valutano le sue parole positivamente. Valentina Grazzini

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Il nuovo soprintendente e il commissario Nastasi sentiti in Commissione cultura a Palazzo Vecchio
Il Comunale si dà un tetto 7 milioni di spesa all´anno
Giambrone: "Qualità senza sprechi"

Nel bilancio 2006 un milione di attivo: "Il teatro è in ottima salute economica"
FULVIO PALOSCIA su la Repubblica 17/2/06

Una delibera che, dal 2007 al 2009, bloccherà i costi della produzione a 7 milioni di euro l´anno. E´ una delle novità annunciate ieri dal commissario straordinario del Maggio Salvatore Nastasi durante l´audizione in commissione cultura in Palazzo Vecchio insieme al sovrintendente Francesco Giambrone. «Negli anni scorsi il Maggio produceva per una cifra che variava dagli 8 ai 10 milioni di euro l´anno: nel 2006, in seguito ai tagli e ai ridimensionamenti produttivi, supereremo di poco i 5 milioni». Nastasi ha illustrato il suo lavoro di risanamento del bilancio del teatro «che, per l´anno in corso, registra l´attivo di un milione di euro, unico caso tra le fondazioni lirico-sinfoniche italiane, mentre per il 2007 è prevedibile un deficit di 4 milioni di euro destinati a ridursi con gli esodi». Riguarderanno circa 70 persone in 2 o 3 anni «mentre l´esternalizzazione di vigilanza, portierato e biglietteria toccherà 15 lavoratori». 

Novità anche sul fondo vincolato di 4,5 milioni di euro all´anno per il 2006 e 2007 istituito dalla Cassa di Risparmio «che in realtà quest´anno - spiega Nastasi - erogherà 5 milioni e 200 mila euro: i 700 mila euro in più sono il saldo dei finanziamenti del 2005, sospesi a causa della situazione d´empasse del teatro. Dei 4,5 milioni di euro del 2006, circa 1250 andranno alla produzione del Falstaff al Maggio, il resto servirà per coprire interventi strutturali». Infine, il nuovo consiglio d´amministrazione: «Governo, Regione, Comune e privati designeranno i loro membri entro il 24 febbraio». Cominciano a circolare i primi nomi: l´editore Giovanni Gentile (probabile rappresentante dei privati), la Regione riconfermerebbe Mariella Zoppi ma non Girolamo Guicciardini Strozzi, e anche il membro designato da Palazzo Vecchio sarebbe nel segno della discontinuità con il passato (e quindi niente riconferma per Pasquale Russo); c´è infine l´ipotesi di un possibile coinvolgimento di Nastasi come uno dei membri di nomina governativa. 

Tre i punti su cui intende lavorare Giambrone: «Contenimento dei costi, recupero della centralità del Maggio sui cui devono concentrarsi le grandi scommesse artistiche: sarà garantita la qualità delle stagioni ma senza sprechi, attraverso il contenimento dei cachet, la riproposta di allestimenti del Comunale o il noleggio di spettacoli di qualità in tutta Europa. Infine, la necessaria realizzazione del nuovo polo musicale». Un programma apprezzato dalla commissione - centrodestra compreso - e anche da tutti i delegati sindacali che hanno incontrato il sovrintendente e Nastasi nel pomeriggio, dopo un´occupazione simbolica dell´ufficio del sovrintendente in segno di protesta contro i tagli al Fus. No comment sull´esito del colloquio con il commissario, «tra una settimana ci presenterà nei dettagli il piano di provvedimenti sul personale. Una cosa è certa: chiediamo l´allontanamento di quei dirigenti che hanno contribuito agli sprechi» dice Massimo Vagaggini della Cgil.

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Maggio, occupazione annunciata

Oggi i dipendenti con striscioni e bandiere andranno negli uffici della soprintendenza
per protestare contro i tagli al Fus e per chiedere chiarezza sul bilancio della Fondazione

Il COMMISSARIO Nastasi: «Il pareggio in bilancio è stato raggiunto, anche se solo un “pareggio tecnico” dovuto alla vendita della Longinotti». In mattinata sia Nastasi che il nuovo soprintendente Giambrone saranno sentiti dalla commissione cultura del Comune Maggio, le preoccupazioni dei lavoratori

di Edoardo Semmola sull'Unità 16/2/06

Ancora crisi per il Maggio Musicale. A poche settimane dalla nomina di Giambrone a nuovo soprintendente del Teatro, i sindacati hanno annunciato per oggi l’occupazione proprio della soprintendenza. Le Rsu chiedono chiarezza sulla contropartite che avevano convinto i lavoratori a trovare in busta paga un milione e mzzo di euro in meno all’anno e che non sono mai arrivate. E mentre Nastasi promette che nell’incontro di oggi chiarirà la situazione ai sindacati, la stagione 2006 che ha in programma solo un balletto e un’opera, è la più povera di sempre. Sul fronte bilancio la vendita dell’ex Longinotti permette di chiudere ques’anno in pari, ma lo stesso Nastasi avverte che nel 2007 non ci saranno una tantum a coprire le voragini lasciate dalla finanziaria. Lunedì prossimo i lavoratori del Maggio partiranno per Torino per partecipare alla manifestazione nazionale del Teatro Regio, dove gli artisti italiani torneranno ad alzare la voce contro i tagli allo spettacolo decisi a dicembre da Tremonti.

Oggi i sindacati occuperanno simbolicamente gli uffici della soprintendenza della Fondazione

SOPRINTENDENZA del Maggio occupata. Vento di crisi: «Potremmo non avere più una stagione teatrale». I lavoratori del Comunale, armati di striscioni alle finestre, occuperanno stamani simbolicamente gli uffici del nuovo soprintendente Francesco Giambrone. E si preparano alla manifestazione nazionale che si terrà al Teatro Regio di Torino, il prossimo lunedì, per tentare di sfruttare la rilevanza mediatica delle Olimpiadi al fine di sollevare nuovamente l’accesa questione del futuro della cultura dopo i poderosi tagli al Fondo unico per lo spettacolo dell’ultima finanziaria.

Ad annunciare la protesta sono stati i sindacalisti della Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino insieme al segretario nazionale della Fials, Enrico Sciarpa: «I soldi che servono per chiudere la stagione sono soldi che l’Italia si può permettere, e chi sostiene che tutti i guai del nostro settore nascano dall’eccessivo costo del lavoro (il riferimento è al ministro Rocco Buttiglione) dice un falso plateale, basta guardare qualsiasi altra realtà europea». L’allarme è alto: «O si provvede a reintegrare il Fus con finanziamenti straordinari immediati o chiudiamo definitivamente l’intero comparto. Non si può nemmeno aspettare che un nuovo governo - di centrosinistra - metta mano alla crisi, perché alla prossima finanziaria forse nemmeno ci arriviamo». 

Per il prossimo Maggio, fra l’altro, sono previsti una sola opera, il Falstaff, e un solo balletto: che tradotto significa un Maggio così “magro” come non se ne erano mai visti prima d’ora. Ma l’occupazione degli uffici del Comunale non ha soltanto motivazioni di respiro nazionale. Si riapre il problema del pareggio di bilancio del teatro. Da parte sindacale si lamenta un passo indietro rispetto alle promesse fatte dal commissario uscente Salvatore Nastasi circa l’appianamento del deficit di 8 milioni relativi al 2005. E soprattutto si lamenta un «balletto di cifre» che riporterebbe tutta la discussione ad una «preoccupante incertezza». E di conseguenza si rimette in discussione l’accordo raggiunto a fine 2005 che vedrebbe i lavoratori rinunciare a circa 1milione e mezzo dalle future buste paga in cambio di alcune contropartite che - secondo quanto detto in assemblea sindacale da Ghisolfi della Cgil - non sono mai state date. «Fino a prova contraria il commissario è un uomo d’onore ma non vorrei che si tramutasse si colpo in un Re nudo». «Proponiamo una legge che renda il soprintendete responsabile in proprio dei debiti che fa», ha aggiunto tra il serio e il faceto il segretario Fials.

Dalla sua il commissario Salvatore Nastasi smentisce tutto e afferma che incontrerà oggi i sindacati ( a margine dell’occupazione) e porterà chiarezza sulle cifre e le contropartite pattuite con i lavoratori. Innanzitutto il bilancio: il commissario conferma che il pareggio è stato raggiunto, anche se solo un “pareggio tecnico” dovuto alla vendita della ex Longinotti per 13 milioni. Di questi 6 serviranno a ripianare il buco, 2 andranno a far cassa, e 4 in riserva come patrimonio indisponibile. «Ma il rischio - ha aggiunto Nastasi - è che per il 2007 si riproponga la stessa situazione». Sul versante del milione e mezzo da “risparmiare” sulle buste paga la contropartita verrà grazie ad un fondo di 4,5 milioni messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio per il problema degli esodi, principale nodo da sciogliere da parte sindacale. Ma la battaglia è ancora tutta da giocare e i lavoratori sono quanto mai delusi e sfiduciati.

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IL COMUNALE Oggi occupazione simbolica
Giambrone incontra i sindacati

da la Repubblica 16/2/06

Calendario politico e sindacale fitto oggi per il Comunale. Alle 11 audizione in commissione cultura per il nuovo sovrintendente Francesco Giambrone e per il commissario straordinario Nastasi: all´ordine del giorno un bilancio sul commissariamento e un primo approfondimento delle prospettive del teatro. In contemporanea, i lavoratori del Maggio occuperanno simbolicamente l´ufficio di Giambrone «non contro di lui, ovviamente, ma per protestare contro quei sovrintendenti che hanno contribuito al falso storico per cui la colpa dei guai delle fondazioni lirico-sinfoniche nasce dall´eccessivo costo del lavoro: è da loro che il governo deve difendersi» dice Enrico Sciarra, segretario della Fials. L´occupazione è il risultato di un´assemblea dei lavoratori, a cui erano stati invitati politici cittadini (assenti), in vista della manifestazione nazionale del 20 febbraio a Torino in cui i teatri d´opera chiederanno al governo un finanziamento straordinario: «Non possiamo aspettare l´insediamento del nuovo governo per vedere cambiar le cose, sarebbe troppo tardi» dice Sciarra. Nel primo pomeriggio di oggi, Nastasi e Giambrone incontreranno i delegati sindacali del Maggio per discutere dei problemi della Fondazione.

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LA PROTESTA

I dipendenti del Comunale «Situazione drammatica»

da la Nazione 16/2/06

Aria tesa al Teatro Comunale. Nel corso di un’assemblea generale dei lavoratori, introdotta dal segretario provinciale Fials Luciano Di Labio e dal segretario nazionale Enrico Sciarra, è stata decisa per oggi alle 10,30 «l’occupazione simbolica della Sovrintendenza». «Chiediamo l’immediata reintegrazione del Fondo Unico dello Spettacolo alla cifra del 2001 — ha sottolineato Sciarra — per riuscire ad arrivare alla fine dell’anno e una legge di riforma con la quale i sovrintendenti siano ritenuti responsabili dei debiti che fanno nei teatri italiani».
«Troppo facile fare buchi nei bilanci e non trovare alla crisi in atto altro rimedio se non quello di operare tagli alla produzione e ai mesi di attività teatrale».
«Siamo in una situazione drammatica — ha dichiarato una rappresentante della Cgil — che umilia e mortifica la nostra professionalità. Le uniche due manifestazioni previste per il prossimo Maggio Musicale sono il Falstaff e un balletto».
Monica Pieraccini

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Maggio, un giorno dopo difficile
I lavoratori del teatro si interrogano sui nuovi vertici, tra speranze e preoccupazioni

di Valentina Grazzini sull'Unità 1/2/06

UN GIORNO dopo pieno di speranza, ma anche di dubbi. All’indomani della nomina di Francesco Giambrone alla carica di soprintendente del Maggio, “corredata”
dall’entrata a sorpresa di Paolo Arcà in qualità di direttore artistico, i lavoratori del Teatro del Maggio riflettono sulla nuova situazione. 

«Leggiamo positivamente il rifinanziamento della fondazione - commenta Claudio Fantoni della Uil -. Ma diamo anche un giudizio favorevole al fatto che si stiano ricreando le condizioni per un normale governo del teatro». Niente polemiche sul nome di Arcà: «È vero, se la figura di Giambrone era già stata annunciata da mesi, non si può dire altrettanto di quella del nuovo direttore artistico - precisa Fantoni -. Ma se questo è il nuovo assetto, ne prendiamo atto». 

Se la Fiasl preferisce non rilasciare dichiarazioni, sottolineando per bocca di Luciano Di Labio come «dopo l’incontro del 22 dicembre non si siano avute più notizie del commissario Nastasi», c’è inquietudine nelle fila della Cgil per il “colpo di mano” che ha messo Mehta di fronte al fatto compiuto di un nuovo direttore artistico: «Il maestro ha confessato all’orchestra oggi il suo sconcerto - riporta Antonio Carrara», concludendo col dire che «Arcà non lo conosciamo e quando chiedevamo discontinuità rispetto al passato non parlavamo certo della direzione artistica». 

E mentre la Cisl ricorda che «il nuovo soprintendente è stato eletto nonostante che manchi da parte dei lavoratori una progettualità comune, perché la Rsu non ci rappresenta», Fantoni conclude manifestando le proprie preoccupazioni sulle dinamiche interne al teatro.

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