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Le Foto del sit-in del 14 Novembre 2006

Altri articoli del 2005
 

«Ci fu abuso di potere» Tribunale senza pace

Il gip dà ragione ai sindacalisti contro la dirigente

da la Nazione 278/12/06

SINDACALISTI battono azienda uno a zero. Così, parafrasando lo sport, è finita la sfida giudiziaria tra due rappresentanti della Fp-Cgil del tribunale e la dirigente amministrativa della stessa struttura di piazza San Firenze. Rosalia Scalera aveva infatti denunciato i due sindacalisti Santi Bartuccio e Maria Laura Biagioni, difesi dagli avvocati Patrizia Polcri e Renzo Ventura, a seguito di un duro volantino redatto proprio dalla struttura sindacale. Il pubblico ministero Massimo Bonfiglio aveva chiesto l’archiviazione e la dirigente aveva presentato opposizione. Adesso il giudice per le indagini preliminari Anna Sacco ha rigettato l’opposizione e disposto la definitiva archiviazione in tre pagine di osservazioni che, sostanzialmente, confortano i sindacalisti nella loro dura vertenza.

«Dagli atti — scrive il gip — emerge con chiarezza che, dopo l’insediamento di Rosalia Scalera presso questo tribunale come dirigente amministrativo, in conseguenza di atti da essa posti in essere nell’esercizio delle sue funzioni, veniva a crearsi un aspro contenzioso con le organizzazioni sindacali». «Decisioni legittimamente adottate» quelle della dirigente, ma «in netto contrasto con la prassi precedentemente seguita e concordata in sede di contrattazione decentrata». Cosa ha comportato ciò? «Le organizzazioni sindacali, non essendo state previamente messe al corrente del cambiamento di aspetti importanti della vita lavorativa dei dipendenti, vedevano assolutamente snaturata la loro funzione». Si arrivava così al duro volantino. Il gip Sacco considera «dato indiscusso» la «mancata concertazione» e che «la Scalera ha mutato le relazioni precedentemente esistenti».

E pertanto tutte le espressioni usate nel volantino rientrano, per il gip, nell’esercizio del diritto di critica: «Abuso di potere e arroganza indicano criticano il fatto che la Scalera ha proceduto senza concertazione; faciloneria e insipienza contestano il merito dei provvedimenti assunti unilateralmente in materia di organizzazione del lavoro; il riferimento alla lingua biforcuta è usato come critica a chi non ha rispettato gli accordi precedentemente assunti; con i termini intimidazione e attacco alla democrazia gli estensori del documento si riferiscono a un presunto intervento della dirigente volto a impedire un’assemblea dei dipendenti del tribunale presso la sede di lavoro». Come dicono gli arbitri di tennis a fine match: gioco, partita, incontro.

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TRIBUNALE UNA PERIZIA HA ACCERTATO PROBLEMI DI SICUREZZA

I giudici del lavoro non cambieranno sede Bocciata la direttiva del presidente Ognibene

da la Nazione 28/12/06

LA SEZIONE Lavoro del tribunale non andrà negli uffici al terzo e quarto piano del palazzo di via Fattori, che ospita anche i Giudici di Pace. La decisione in merito è stata depositata nel pomeriggio del 22 dicembre dal collegio di giudici che ha esaminato il reclamo di tutte le organizzazioni sindacali del settore giustizia, assistite dall’avvocato Bellotti.

IN PRIMO GRADO, dove si esaminava il ricorso con procedura d’urgenza presentato dai sindacati per violazione dell’articolo 9 dello statuto dei lavoratori, la decisione era stata favorevole all’avvocatura dello Stato, che tutelava la direttiva (che assomigliava molto a un diktat) del presidente del tribunale Enrico Ognibene (nella foto) e della dottoressa Rosalia Scalera, dirigente amministrativa, di ‘traslocare’ gli uffici entro il mese di gennaio 2007.

CONTRO IL TRASFERIMENTO peraltro erano insorti tutti, consiglio comunale compreso. I sindacati avevano presentato reclamo e il collegio, composto dai giudici Grazia Aloisio, Alessandro Gatta e Isabella Mariani (relatrice), ha nominato un consulente tecnico d’ufficio nella persona dell’ingegner La Ferlita, esperto in temi di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il perito del tribunale ha eseguito un accurato sopralluogo, alla presenza delle parti in causa, poi ha redatto la sua relazione consegnata ai giudici.
In sostanza il perito ha accertato che esistono diversi problemi strutturali specie in ordine alle uscite di sicurezza. Pertanto sono necessari diversi lavori di adeguamento prima di poter trasferire lì i lavoratori. I rischi naturalmente erano per tutti, avvocati, testimoni, parti in causa oltre che per i giudici. Tutto bloccato dunque.

E COSÌ SI SAREBBERO potuti risparmiare quei 450mila euro pagati d’affitto per tenere vuoti da un anno i locali al terzo e quarto piano dell’edificio, il cui contratto prevedeva peraltro la facoltà di recesso. «Quei locali, spiegano i sindacati, avrebbero potuto essere impiegati come ‘magazzino’ per migliaia di faldoni che oggi viaggiano tra Prato (dove sono custoditi) e Firenze a seconda delle necessità.
am ag

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Accolto reclamo dei lavoratori
La sezione lavoro non si trasferisce

da la Repubblica 27/12/06

Il tribunale di Firenze ha accolto il reclamo dei lavoratori che si oppongono al trasferimento degli uffici della sezione lavoro del tribunale in via Fattori 10, dove si trova il giudice di pace. La consulenza tecnica d´ufficio (ctu) ha infatti rilevato - si legge nell´ordinanza del giudice - la «effettiva sussistenza delle carenze dell´edificio in relazione alla normativa di prevenzione degli incendi. L´esito della ctu ha permesso di ritenere effettivamente sussistenti i vizi della struttura lamentati dalla parte reclamante» e «ha concluso quindi affermando che allo stato attuale il trasferimento della sezione lavoro è incompatibile con lo stato dei luoghi».

Il trasferimento della sezione lavoro era stato deciso il 25 ottobre da un provvedimento del presidente del tribunale e del dirigente amministrativo. A questo provvedimento si erano opposti in giudizio i lavoratori assistititi dai sindacati e dall´avvocato Giorgio Bellotti. Il primo giudice aveva però respinto l´opposizione, provocando il reclamo di fronte al tribunale, che ha adesso accolto le istanze dei lavoratori e ha sospeso il provvedimento del presidente del tribunale, ritenendo inaccettabile la promessa di mettere a norma gli edifici solo dopo il trasloco degli uffici nella nuova sede.

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Agli Organi di Stampa

Firenze, 27.11.06

Confermata la sentenza contro la Dirigenza del Tribunale di Firenze per comportamento antisindacale (ex art. 28 Statuto dei Lavoratori).

I lavoratori del Tribunale di Firenze hanno avuto ragione.

La Funzione Pubblica CGIL auspica una pronta ripresa delle trattative sindacali, in un clima finalmente rasserenato, per dare una risposta positiva ai numerosi problemi del Tribunale e dei dipendenti che non chiedono altro che di poter lavorare al meglio, nel superiore interesse dell’amministrazione della giustizia nella città di Firenze.

Distinti saluti

Per Funzione Pubblica CGIL

Donato Petrizzo

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Tribunale di Firenze, sit in dei dipendenti «Orari impossibili, disagi e vessazioni»

da l'Unità 15/11/06

Una situazione kafkiana. Come entrare a lavoro e non sapere quando si esce, o redigere documenti fino all'una di notte perché le udienze chiudono alle 22. Ma, se ne Il processo Kafka descrisse la burocrazia che annichilisce l'individuo, al Tribunale di Firenze sono i burocrati che ci lavorano a non farcela più. E ieri mattina, in piazza San Firenze, hanno organizzato, al fianco della Rsu, un sit in di protesta per due questioni che complicano la vita a lavoratori e utenti: la disorganizzazione in cui versa l'ufficio, tra i più importanti del territorio fiorentino (284 dipendenti, 80 giudici), e lo stato critico dei rapporti con la dirigenza. 

I dipendenti del tribunale lamentano crescenti difficoltà per il consistente aumento dei carichi di lavoro, la penuria di personale, la struttura degli stabili che rende ardua la movimentazione dei fascicoli. E anche per i programmi informatici «progettati da chi non conosce il lavoro delle cancellerie» accusa Carmine Padulo della Cgil, che caldeggia l'accorpamento del Tribunale col Palazzo di Giustizia a Novoli, come è nei piani: «Perché allora il Comune e il Ministero, che ancora non ne ha lanciato l'appalto, tergiversano pur conoscendo le nostre difficoltà? Non vedono la scomodità anche logistica di un tribunale in pieno centro storico?». 

Scotta inoltre la situazione tra Rsu e la Dirigente amministrativa, la dottoressa Scalera: tra i soggetti due anni di scontri e anche una recente causa legale, in cui il giudice del Lavoro ha dato ragione alla Rsu che accusava la Scalera di «comportamento antisindacale». Non solo: «La Dirigente non ha mai interpellato i responsabili dei servizi per le decisioni operative, e ha promosso una dura politica moralizzatrice ed intimidatoria verso i dipendenti, rei semplicemente di fruire dei contratti nazionali», tuona ancora Padulo, chiedendo l'apertura di un tavolo di contrattazione con Comune, Ministero e dirigenza del Tribunale. Tommaso Galgani

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Protestano in piazza i dipendenti del Tribunale

da la Repubblica 15/11/06

I dipendenti del tribunale di Firenze hanno manifestato ieri per un´ora in piazza San Firenze per far conoscere alla città lo stato disastroso delle loro condizioni di lavoro e delle relazioni sindacali con la dirigenza. Anni fa avevano dato battaglia per riunire le cancellerie civili nella sede di San Firenze e quelle penali in San Martino. Non furono ascoltati. Ora i dirigenti vogliono unificare per quanto possibile la sezione civile in una sede e quella penale in un´altra, e a tale fine hanno disposto il trasferimento della sezione lavoro in un´altra sede ancora, in via Fattori, frammentando ancora di più gli uffici. Il ricorso dei lavoratori è stato respinto dal giudice Papait, che lo ha ritenuto intempestivo. I dipendenti chiedono aiuto alla città perché venga reso disponibile al più presto il nuovo palazzo di giustizia di Novoli, il cui primo lotto è quasi completo ma rischia di rimanere inutilizzato per anni se il ministero non stanzia i fondi per gli arredi e la sicurezza

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Tribunale, dipendenti in rivolta ‘Non funziona più, siamo pochi’

Sit-in di protesta in piazza San Firenze. Sotto accusa la dirigenza

di GIGI PAOLI su la Nazione 15/11/06


PRIMA DOMANDA: «Chiediamo in che modo si possa gestire un ufficio della complessità e della dimensioni del tribunale di Firenze con le querele e con i procedimenti disciplinari, riversando sui dipendenti le responsabilità di passate gestioni e di decisioni che il personale ha osteggiato e che ha dovuto recuperare con faticose scelte a livello di contrattazione aziendale». Seconda domanda: «Chiediamo se si possano violare impunemente, da parte della dirigenza, le decisioni del giudice del lavoro». Terza domanda: «Chiediamo come si immagini di gestire il mondo dei disoccupati, degli occupati al nero, dei precari, quando i dirigenti, che lo stesso governo nomina, non sanno approfittare delle professionalità offerte di buon grado da chi ha la fortuna di godere di certezze, dal punto di vista lavorativo, come i dipendenti di questo Tribunale».

LA RABBIA
corre nel rimbombo di un megafono. Ieri mattina in piazza San Firenze è andata in scena l’ennesima protesta dei dipendenti del tribunale, che hanno tenuto un sit-in di protesta davanti alla sede del palazzo di giustizia. La manifestazione è stata indetta dalle organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, Rdb e Unsa/Sag, per denunciare, come era stato anticipato anche in una lettera inviata anche al ministro della giustizia Clemente Mastella, «il critico stato dei rapporti con la dirigenza», la «disorganizzazione», il «consistente aumento dei carichi di lavoro» e «la penuria di personale». Attualmente sono circa 300 i dipendenti in pianta organica del tribunale ma, secondo i rappresentanti sindacali, per un’ottimale gestione degli uffici ne occorrerebbero almeno un 30% in più. «Ribadiamo — spiega un rappresentante della Cgil — che la nostra azione non è finalizzata a richieste di natura economica, ma ad avere corrette relazioni sindacali e organici giusti per dare un buon servizio alla città».

IN QUESTO senso si legge la richiesta al Comune, «che si adoperi concretamente affinché la soluzione più valida disponibile a breve, cioè il palazzo di giustizia di Novoli, si renda utilizzabile nel minor tempo possibile, evitando di frammettere soluzioni temporanee che si rivelerebbero mere perdite di tempo e denaro pubblico, con l’unico risultato di creare inutile aggravio di lavoro sulle spalle dei dipendenti e nuove difficoltà per l’utenza».

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CGIL      CISL    UIL    RdB    UNSA/SAG

 Firenze

Agli Organi di stampa

Loro sedi

Le scriventi Organizzazioni Sindacali comunicano che, nell’ambito della vertenza “Tribunale di Firenze”,  martedì 14 novembre 2006, dalle ore 11.00 alle ore 12.00,  terranno una assemblea sit in dei dipendenti del Tribunale davanti alla sede dello stesso, Piazza San Firenze 5.

Certi della vostra presenza, si porgono

                            Distinti saluti

Per    CGIL    CISL   UIL    RdB   UNSA/SAG

 

Lettera aperta dei dipendenti del Tribunale di Firenze

Il personale del Tribunale di Firenze, riunito in assemblea il giorno 8 novembre u.s. per discutere del critico stato dei rapporti con la Dirigenza e della disorganizzazione in cui versa l’Ufficio, ha preso all’unanimità alcune importanti decisioni, tra l’altro finalizzate a far conoscere in modo dettagliato i motivi alla base della crisi che da anni attanaglia una delle aziende più grandi del territorio fiorentino, e per protestare energicamente col Ministro a causa di una situazione che si trascina, a danno di lavoratori e utenti, oramai da troppo tempo.

E poiché è bene che ognuno si assuma le proprie responsabilità, pare doveroso iniziare ricordando a tutti che i mali attuali derivano in gran parte da scelte molto opinabili, che l’allora Presidente prese all’epoca dell’entrata in vigore del così detto Giudice unico.

In quell’occasione, i rappresentanti del personale intrapresero una lotta aspra, quanto consapevole, finalizzata a riunire le cancellerie civili in San Firenze e quelle penali nel plesso di San Martino, già parzialmente informatizzato e collegato con la Procura di Viale Spartaco Lavagnini. Questa lotta si infranse nell’intransigente rifiuto, da parte del Presidente in persona, di adeguare l’Ufficio alle nuove esigenze, al punto che alcuni rappresentanti del personale si dimisero per protesta.

La confusione che ne sarebbe derivata negli anni a venire, oggi sotto gli occhi di tutti, fu facilmente prevedibile.

Da allora il Tribunale si è dibattuto in crescenti difficoltà, per il consistente aumento dei carichi di lavoro, per la penuria di personale, per la struttura degli stabili che rende difficoltosa la continua attività di movimentazione dei fascicoli, per i programmi informatici progettati da persone che non conoscono il lavoro delle cancellerie.

Non possiamo nascondere che nel marasma che via via si andava formando alcuni dipendenti si siano troppo presto arresi alle difficoltà, ma nell’insieme il personale era molto preoccupato per l’andamento delle cose, trovandosi ad affrontare, un giorno dopo l’altro, avvocati e utenti imbelviti a causa di ritardi e disservizi.

Per questo le rappresentanze sindacali, in occasione delle contrattazioni che si sono succedute nel tempo, hanno ottenuto di adeguare i doveri dei lavoratori ad una situazione particolarmente gravosa, sforzandosi di far corrispondere i tempi di lavoro  alle principali urgenze, contemperando i vuoti nell’organico con il carico crescente di attività, visto anche il divieto di effettuare straordinari.

La nuova “filosofia” dell’ufficio adottata per non soccombere, e l’equilibrio raggiunto con la collaborazione di tutti, permetteva di rispondere alle esigenze dell’utenza in modo sufficientemente dignitoso.

Arrivata circa due anni addietro, la nuova Dirigente ha evidenziato come la gestione del personale non fosse conforme alla più rigida interpretazione dei contratti nazionali, e, senza chiedersene il motivo, ha giudicato “privilegiati” i lavoratori che ne fruivano a danno dei “cittadini e del foro” (La Repubblica, 29/10/05), ponendosi quindi l’obiettivo di una dura politica moralizzatrice.

Da allora, una situazione in continua evoluzione, priva di un progetto organico generale e di una strategia comprensibile, almeno apparentemente estranea ai reali problemi delle cancellerie, è stata imposta dalla Dirigente amministrativa, che non ha approfittato dell’esperienza dei responsabili dei servizi per le decisioni operative più importanti, demolendo così una dopo l’altra le ultime “oasi” in cui qualcosa funzionava a dovere.

Procedimenti disciplinari e penali a chi non piega prontamente il capo; tempo sottratto al lavoro per attività inutili e dispendiose. A Firenze, non solo la Giustizia (come abbiamo l’occasione di leggere da qualche parte), ma pure il personale non è trattato con rispetto, e di conseguenza tutto il mondo che ruota attorno ai nostri uffici.

Alla Cittadinanza, agli utenti, alle autorità del governo di Firenze, che non merita una situazione così disastrata, rivolgiamo un appello: nella previsione che, a breve, così continuando, il Tribunale rischi di non essere definitivamente più recuperabile, è urgente riannodare stretti rapporti tra tutti i potenziali interessati, puntando assieme ad una realtà che costituisca per la città fonte di opportunità, e non un freno; che possa rispondere in modo più concreto alla richiesta di giustizia della popolazione; che sappia approfittare in modo meno dispersivo di quanto viene offerto dal Governo della città (leggi: che concretamente si adoperi affinché la soluzione più valida disponibile a breve, cioè il Palazzo di giustizia di Novoli, si renda utilizzabile nel minor tempo possibile, evitando di frammettere soluzioni temporanee che si rivelerebbero mere perdite di tempo e denaro pubblico, con l’unico risultato di creare inutile aggravio di lavoro sulle spalle dei dipendenti e nuove difficoltà per l’utenza).

Al Governo nazionale e al Ministro chiediamo in che modo si possa gestire un Ufficio, della complessità e dimensioni del Tribunale di Firenze, con le querele, con i procedimenti disciplinari, riversando sui dipendenti le responsabilità di passate gestioni e di decisioni che il personale ha osteggiato e che ha dovuto recuperare con faticose scelte a livello di contrattazione aziendale; chiediamo se si possano violare impunemente, da parte del Dirigente, le decisioni del Giudice del lavoro; chiediamo come si immagini di gestire il mondo dei disoccupati, degli occupati al nero, dei precari, quando i Dirigenti, che lo stesso Governo nomina, non sanno approfittare delle professionalità offerte di buon grado da chi ha la fortuna di godere di certezze, dal punto di vista lavorativo, come i dipendenti di questo Tribunale.

Signor Ministro, rendersi conto, all’improvviso e tutti assieme, che il nostro lavoro è diventato irrimediabilmente sgradevole non è un gran risultato!

                                                                   Il personale riunito in assemblea

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R.S.U.  TRIBUNALE DI FIRENZE

FP CGIL FP CISL UIL PA RdB/CUB UNSA/SAG FIRENZE

Firenze, 13/6/O6

 

Agli Organi di stampa

Alle Emittenti televisive

e radiofoniche locali

FIRENZE

 CONFERENZA STAMPA

Il trasferimento della sezione lavoro del Tribunale di Firenze da Piazza San Martino a via Fattori non risolve nessun problema del più grande ufficio giudiziario della Toscana, anzi, se attuato, aggraverà la situazione.

LA POSIZIONE DELLA RSU E DELLE OO.SS. TERRITORIALI DI FIRENZE

CONFERENZA STAMPA

MERCOLEDI’ 14 GIUGNO 2006 ORE 13,30

PRESSO LA STANZA SINDACALE DEL TRIBUNALE DI FIRENZE

PIANO PRIMO (ingresso da via dell’Anguillara 21)

Dopo l'assemblea del personale, convocata da tempo per altri argomenti, e dopo le notizie di stampa sull’allarme lanciato dall’Asociazione dei Giuslavoristi della Toscana su vari organi di stampa fiorentini del 13 giugno 2006, la RSU del Tribunale e le OO.SS. territoriali illustreranno le ragioni funzionali e di risparmio economico della ferma contrarietà all’ipotizzato trasferimento delle Sezioni Lavoro del Tribunale di Firenze da Piazza San Martino a Via Fattori.

RSU Tribunale di Firenze FP CGIL FPS CISL UIL PA RdB/CUB UNSA/SAG Firenze

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LA POLEMICA
Sono contrari al trasferimento da piazza San Martino a via Fattori
Sezione lavoro, avvocati in rivolta

da la Repubblica 13/6/06

Non piace agli avvocati del lavoro di Firenze l´ipotesi di un trasferimento della sezione lavoro del tribunale di Firenze dall´attuale sede di piazza San Martino a via Fattori, negli ex uffici del giudice unico. Trasloco di cui, spiegano, non c´è alcuna notizia ufficiale, ma sul quale le voci si fanno insistenti. L´Associazione giuslavoristi minaccia possibili azioni legali per contrastare un trasferimento definito «improvvido». Gli avvocati lamentano di aver chiesto sia un incontro col presidente vicario del tribunale sia con l´assessore comunale al bilancio, senza però ottenere una convocazione. 

Uno dei rilievi dei giuslavoristi, fra cui gli avvocati Giorgio Bellotti, Andrea Del Re e Fabio Rusconi, riguarda anche il fatto che tra qualche anno tutti gli uffici si sposteranno a Novoli. Perché affrontare adesso il trasloco della sezione del lavoro che poi dovrà essere nuovamente spostata? Ci sono poi questioni logistiche, economiche e di celerità di giustizia che sconsigliano il trasloco in via Fattori. I locali di quest´ultima sede sono ritenuti inadeguati come spazi, tanto che i giuslavoristi invitano la Asl ad effettuare un sopralluogo. Il costo del trasferimento inoltre verrebbe ad incidere sul budget messo a disposizione dal Comune, già decurtato dalla Finanziaria. Secondo gli avvocati, se proprio si vogliono sfruttare gli uffici di via Fattori, considerato che l´immobile costa complessivamente circa 448mila euro all´anno di affitto, perché non trasferire lì l´archivio dei fascicoli delle cause estinte, attualmente a Prato, così risparmiando?

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Toscana: i sindacati lamentano che il personale viene «scippato» da altri uffici mentre il carico di lavoro è in continua crescita. La Corte d’appello smentisce: l’organico è coperto

Giudici di pace sul piede di guerra

da la Nazione 30/5/06

FIRENZE — È una calma solo apparente, quella che si percepisce nella sede del giudice di pace. Il primo segnale di una tensione latente è l'affissione sulle porte di un recente articolo de La Nazione dal titolo Giudice di pace, ufficio nel caos. «Abbiamo più di 26mila cause iscritte a ruolo, l'organico effettivo è di sole 16 persone, a fronte delle 36 previste, il funzionamento del sistema è seriamente a rischio», si sfoga una sindacalista della Cgil. «La scorsa settimana — continua — la Rsu ha indetto una riunione e ha chiesto al presidente della Corte d'appello un incontro. Siamo in attesa».
È una guerra tra poveri, la lotta per il personale: «Sono anni e anni — dicono — che non ci sono assunzioni. Ma il tribunale non è certo messo meglio di noi. Non possiamo dare a nessuno la colpa, però l’organico del giudice di pace è il primo in cui si ‘pescano’ impiegati, essendo considerato un ufficio meno importante».

La questione è delicata e le radici del disagio nascono — sostengono i sindacati — dall’inefficienza della giustizia nel gestire il personale. Ogni richiesta di dipendenti è soddisfatta attraverso un sistema d'interscambio di figure tra livelli. La facoltà di spostare il personale spetta al presidente della Corte d'appello, che può contare su una rosa sempre più limitata. Proprio la Corte, però, smentisce le carenze di personale. I dati del 2005 disegnano un quadro abbastanza positivo: il giudice di pace, a Firenze, risulta coperto; ad Arezzo ci sono solo due dipendenti in meno, come a Pistoia, mentre a Livorno, Prato, Lucca e Siena è segnalato solo un posto vacante. Però gli uffici del giudice di pace, oltre a essere vittime dello «scippo» di personale, devono farsi carico anche di assenze per malattia o maternità senza sostituzioni.

Ma la carenza di organico è solo una parte del problema. C’è poi l’enorme mole di processi, in continuo aumento, anche per le recenti leggi sull’immigrazione (presto passeranno da questo uifficio le convalide delle espulsioni) e sulla droga. A parte queste «new entry», le competenze nel civile vanno dalle cause relative alla circolazione di veicoli e natanti, non superiori al 15500 euro, alle controversie condominiali e relative alla definizione di termini e distanze, fino ad alcuni contenziosi su beni mobili. Dal 2002 é prevista anche una competenza penale di circa cinquanta microreati. Oltre a ciò, si può far ricorso al giudice di pace per sanzioni aministrative come multe e per conciliazioni non contenziose. Per avere un’idea dei carichi di lavoro che gravano su questo giudice onorario, nel 2005 a Firenze sono stati iscritti a ruolo quasi 27mila procedimenti, per un organico effettivo di 42 giudici, a Pisa 11000 cause per 12 magistrati, a Grosseto, Arezzo e Siena più di 4500 procedimenti rispettivamente per 8, 5 e 6 giudici. Laura Tabegna

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Il giudice del lavoro dà ragione ai dipendenti
Dirigenti del tribunale comportamento antisindacale

da la Repubblica 17/2/06

Il giudice del lavoro Nicoletta Taiti ha dichiarato antisindacale il comportamento della dirigenza amministrativa del tribunale di Firenze, che il 16 gennaio aveva revocato unilateralmente l´accordo del 2000 sullo svolgimento delle prestazioni di lavoro nei turni pomeridiani. Il giudice ha accolto il ricorso presentato il 25 gennaio dagli avvocati Bellotti, Calvani, Stramaccia e Rotondaro, a nome dei sindacati e dei dipendenti del tribunale, che da mesi denunciano difficoltà crescenti nella organizzazione del lavoro e nei rapporti con la dirigenza, e che hanno proclamato uno sciopero e partecipato a vari sit in di protesta. Il giudice Taiti non ha messo in discussione la scelta della dirigenza di modificare l´organizzazione del lavoro, ma il metodo scelto, e cioè la mancata consultazione dei rappresentanti dei lavoratori. Perciò ha disapplicato il provvedimento del 16 gennaio e ha condannato la dirigenza al pagamento delle spese processuali.

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CAOS GIUSTIZIA

Sciopero generale dei dipendenti Tribunale paralizzato

da la Nazione 28/1/06

Sciopero generale doveva essere e sciopero generale è stato. Giustizia paralizzata, ieri in città, per l’eclatante protesta dei dipendenti del tribunale (nella foto), che a decine si sono riuniti in piazza San Firenze per poi recarsi in corteo davanti alla prefettura e alla Corte d’appello, in via Cavour. Armati di bandiere, cartelli e fischietti, i lavoratori hanno voluto sensibilizzare la città riguardo alla loro situazione, che da mesi li vede contrapposti ai vertici della struttura su numerose questioni sindacali. «Sono in pericolo il lavoro delle cancellerie penali e di quelle civili, la qualità del servizio all’utenza, l’efficienza e l’efficacia di tutti i segmenti del complesso lavoro per arrivare al risultato, al giudicato», si legge in una nota della funzione pubblica della Cgil. Che aggiunge: «Siamo in piazza anche per questo, non solo per dire a tutta la cittadinanza che al tribunale siamo alla frutta nell’organizzazione del lavoro, nell’applicazione degli istituti contrattuali, nella gestione del lavoro corrente. La dirigenza del tribunale vuole cancellare tutti gli accordi di contrattazione decentrata conquistati negli anni con le unghie e con i denti. Ma non passerà. Come disse Di Vittorio: ‘Se saremo uniti, saremo invincibili’». E stamani la protesta si replica davanti all’aula bunker dove si celebra l’apertura dell’anno giudiziario. Gigi Paoli

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LA PROTESTA
Anno giudiziario, l´Anm ha deciso di non partecipare alla cerimonia che si terrà domani
I magistrati disertano l´inaugurazione

"In questi cinque anni è stata perseguita la coventrizzazione della giustizia"
FRANCA SELVATICI su la Repubblica 27/1/06

Ovunque volgano lo sguardo, i magistrati vedono macerie. La giustizia è come una città bombardata, come Coventry devastata dalle bombe di Hitler. «La comunità nazionale non può non aver preso coscienza che in questi cinque anni è stata perseguita la coventrizzazione della giustizia e della magistratura». 

Giuseppe Quattrocchi, procuratore di Lucca e presidente della sezione toscana della Associazione nazionale magistrati, spiega perché, dopo cinque anni di bombardamenti, i magistrati hanno deciso di disertare la cerimonia di inaugurazione dell´anno giudiziario, che a Firenze si svolgerà nell´aula bunker di Santa Verdiana. Per la prima volta, per effetto della riforma dell´ordinamento giudiziario, la relazione sullo stato della giustizia nel distretto sarà letta non dal procuratore generale ma dal presidente della corte d´appello Marcello De Roberto. Il quale, per dovere istituzionale, non può disertare la cerimonia, ma condivide le scelte della magistratura associata e ha fatto pervenire ai colleghi la sua solidarietà.

Il presidente Quattrocchi e i suoi colleghi nella giunta toscana della Anm Fernando Prodomo, Fabrizio Amato e Fabio Massimo Drago hanno descritto i cinque anni di politica giudiziaria del governo di centro destra come una sequenza ininterrotta di attacchi al diritto (per esempio con le leggi ad personam), e alla autonomia e indipendenza della magistratura, che «si vorrebbe ridurre ad un ordine professionale come tanti». Per contro - ha sottolineato il presidente Quattrocchi - «non è stata emanata una sola norma che sia riuscita ad accorciare di un solo minuto la durata del processo penale». Anzi. «Il ministro ha segnalato con malcelato orgoglio che questo governo ha perseguito l´ottimo risultato di ridurre il personale amministrativo di 1770 unità e con altrettanto orgoglio ha ricordato che alla giustizia è stato destinato lo 0,53 del prodotto interno lordo». Il ministro si vanta di aver dotato ogni magistrato di un computer, ma molti non funzionano e gli stanziamenti per l´informatica sono stati ridotti del 40%. Ai magistrati non vengono forniti più i codici, né le riviste giuridiche e neppure più la gazzetta ufficiale.

«Questa politica sta mettendo in ginocchio la giustizia», concordano i rappresentanti sindacali dei lavoratori, che oggi a Firenze scioperano e domani manifestano davanti all´aula bunker.

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«Il tribunale non funziona»
Sabato sit-in del personale: «Siamo pochi e l’organizzazione fa acqua»

di Federico Nocentini sull'Unità 26/1/06


MANCANZA di personale con lavoratori part-time che non possono essere assunti perché non ci sono i fondi, straordinari non retribuiti, disservizi vari come ascen-
sori e montacarichi rotti. Sono questi alcuni mali che, secondo le rappresentanze sindacali unitarie e Cgil, Csil e Uil, affliggono il tribunale di Firenze. Per denunciare il loro disagio domani sciopereranno per l'intera giornata, mentre un sit-in di protesta è annunciato per sabato alle 10.30 in Via dell'Agnolo, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. 

I sindacati puntano il dito sopratutto contro l'organizzazione del lavoro che, dicono "fa acqua da tutte le parti:": come ad "esempio l'obbligo di tornare al tribunale per timbrare il cartellino ogni volta che sono chiamati ad andare fuori perché in carcere non c'è. Questo per un ordine di servizio della dirigente che vuole verificare la produttività dei lavoratori. Misura che loro respingono perché "con 9000 sentenze che finiscono in prescrizione è assurdo che la dirigente controlli i movimenti dei dipendenti". Un'altra questione sollevata dai sindacati riguarda, lo spostamento delle attività nelle sedi distaccate come le udienze della sezione del lavoro che andranno in Via Fattori dove attualmente ci sono gli uffici del giudice di pace. Un provvedimento che preoccupa anche gli avvocati perché lo spostamento dalla sede attuale di S.Martino appesantirà loro attività in aggiunta a quella prevista per il passaggio alla nuova sede di Novoli, su cui al momento, non esistono date certe per il trasferimento dell'attività giudiziaria.

E così ne risentirà tutta l'organizzazione del funzionamento del tribunale con un ulteriore aggravio dei tempi. C'e anche dell'altro: secondo i sindacati i locali di Via Fattori non sarebbero idonei ad accogliere il pubblico che segue le udienze, «poiché si tratta di locali adatti per essere usati come semplici uffici e sarebbe meglio utilizzare i locali che ci sono come quelli di Piazza S.Firenze». E aggiungono: «Siamo favorevoli all’unificazione del settore penale e civile, ma questo deve avvenire in accordo con noi dato che non conosciamo come saranno usati i soldi del fondo sull’amministrazione della giustizia». In compenso dicono che il Ministro Castelli ha tagliato in un anno 8000 caselle di posta elettronica, perchè considerate inutili. «Vogliamo lavorare per assicurare un corretto funzionamento dell’attività giudiziaria - concludono - perché questo deve essere un diritto per tutti». I sindacati si dicono pronti a nuove proteste se la situazione non cambierà entro giugno.

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IL CASO
Ricorso dei dipendenti del tribunale. Domani sciopero con corteo fino alla corte d´appello
"Comportamento anti-sindacale del ministero della Giustizia"

Tensione per una controversia sui turni pomeridiani. Sabato nuova manifestazione
FRANCA SELVATICI su la Repubblica 26/1/06

«Venire a lavorare in tribunale sta diventando per noi una sofferenza. La gente non ne può più». I rapporti sindacali in San Firenze sono oltre il limite di rottura e i dipendenti, dopo aver denunciato le loro difficoltà in novembre con un sit in davanti al tribunale, hanno proclamato uno sciopero per domani, venerdì 27 gennaio. Si ritroveranno alle 10 in piazza San Firenze, andranno in corteo in prefettura per illustrare al prefetto i loro problemi e poi proseguiranno fino alla corte d´appello per spiegare al presidente Marcello De Roberto le ragioni dello sciopero. Dopodomani, sabato 28 gennaio, manifesteranno con un sit in di fronte all´aula bunker in via dell´Agnolo, dove si terrà la cerimonia di inaugurazione dell´anno giudiziario.

La tensione con i vertici del tribunale è arrivata ad un livello tale che i sindacati Cgil, Cisl Uil e Rdb-Cub hanno deciso una iniziativa senza precedenti: hanno presentato ricorso per comportamento antisindacale contro il Ministero della Giustizia. Al centro della controversia vi sono gli accordi sullo svolgimento delle prestazioni di lavoro nei turni pomeridiani: accordi che - accusano i sindacati - sono stati revocati «unilateralmente e immotivatamente», «dopo anni di corretta applicazione», «sembra per improvvisa idea di un Dirigente». Il ricorso, predisposto dagli avvocati Giorgio Bellotti, Lorenzo Calvani, Andrea Stramaccia e Nicola Rotondaro, è stato depositato ieri mattina.

L´organizzazione del lavoro, in tribunale, è da sempre un problema irrisolto. L´intento dichiarato dei dirigenti è quello di restituire efficienza ai servizi e alle cancellerie. Ma i lavoratori contestano le decisioni dei vertici non solo nel metodo ma anche nel merito. Per esempio, il sistema di controllo delle presenze non funziona: a volte aggiunge le ore lavorate, a volte le sottrae. Tutti i dipendenti devono controllare i cedolini e perdere ore per porre rimedio agli errori. E poi c´è l´altalena dei trasferimenti. L´ufficio impugnazioni penali è stato da poco riunificato nella sede in San Martino, e poco dopo si è saputo che tutto il penale dovrà essere accorpato in San Firenze. La sezione lavoro è in bilico. Vogliono mandarla nel palazzo dei giudici di pace in via Fattori. Ma le stanze sono così piccole che non si sa come i giudici potrebbero tenere udienza. E il trasferimento bloccherebbe per mesi l´attività della sezione. E poi - obietta il Sindacato Avvocati, che appoggia la vertenza dei lavoratori - che senso ha mettere in moto questo gioco dell´oca se fra qualche anno tutto sarà concentrato nel nuovo palazzo di giustizia? «Dal nostro osservatorio - denunciano gli avvocati - verifichiamo che negli uffici giudiziari le situazioni stanno diventando insopportabili e insormontabili».

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GIUSTIZIA Domani sciopero generale e corteo

Tribunale, dipendenti sul piede di guerra «Impossibile lavorare»

da la Nazione 26/1/06

«In questo tribunale l’organizzazione del lavoro fa acqua da tutte le parti, non c’è alcuna strategia nella gestione. Venire a lavorare qui è diventata una sofferenza, la gente non ne può più. Assistiamo ogni giorni ad apertissime violazioni sindacali da parte del presidente del tribunale, del suo delegato e della dirigente amministrativa. Violano gli accordi passati e ci nascondono le cose. Noi vogliamo un rapporto trasparente e corrette relazioni sindacali. Qui si sta smontando tutto, si sta smontando la giustizia, pezzo per pezzo. Il tribunale ha sempre avuto problemi, ma a questo punto non eravamo mai arrivati».
Ci sono rabbia ed esasperazioni fra le decine e decine di dipendenti del tribunale, che da mesi ormai sono allo scontro frontale per quella che viene definita come «una mancanza di correttezza e trasparenza, da parte della dirigenza del tribunale, nei rapporti con il personale». Così, ieri mattina, i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Sag e la Rsu del tribunale hanno illustrato formalmente un ampio ventaglio di forme di lotta che da domani a giugno saranno portate avanti per controbattere «con la risposta che meritano le azioni unilaterali della dirigenza su mobilità interna, organizzazione del lavoro, orari e indennità fondo unico di amministrazione».

Si comincia, anzi, si prosegue domani quando si svolgerà l’annunciato sciopero generale dei dipendenti del tribunale: alle 10 il corteo dei lavoratori si ritroverà in piazza San Firenze per dirigersi alla volta della prefettura (dove una delegazione incontrerà il nuovo prefetto De Martino) e successivamente della Corte d’appello, dove i dipendenti incontreranno il presidente De Roberto. Sabato mattina, invece, in concomitanza con l’inaugurazione dell’anno giudiziario, i lavoratori del tribunale organizzeranno un’assemblea-sit in, dalle 10.30 alle 12.30, proprio davanti all’aula bunker. Altri quattro sit-in si svolgeranno entro giugno.

Per i dipendenti del tribunale — che ieri hanno anche avuto la solidarietà degli avvocati («una situazione insopportabile») — l’occasione di spiegare alla città il loro disagio, «pur essendo coscienti di creare qualche problemi agli utenti». Ma i problemi li hanno loro per primi con il trasloco nel nuovo Palagiustizia che di sicuro slitterà oltre il 2008, mentre è in corso una sorta di gioco dell’oca che coinvolge la sezione lavoro, che chiuderà almeno sei mesi per un inspiegabile trasloco in via Fattori, dove c’è il giudice di pace. E poi: una pianta organica che vede decine di «buchi», 8000 sentenze che rischiano la prescrizione, migliaia di decreti penali ancora da notificare e, accusano, «una dirigente che invece di occuparsi di questo, pensa ai badge».
Gigi Paoli

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Contrasti con una dirigente, il 28 manifestazione
Dipendenti del tribunale venti ore di sciopero

da la Repubblica 13/1/06

Sempre più esasperati, i dipendenti del tribunale di Firenze hanno dato mandato, con una decisione presa a larghissima maggioranza, ai rappresentanti sindacali di effettuare un pacchetto di 20 ore di sciopero entro il 30 giugno. Il 28 gennaio i lavoratori manifesteranno in coincidenza con la cerimonia di apertura dell´anno giudiziario. In tribunale da anni la situazione del personale e delle strutture è al limite del collasso e le tensioni si sono acuite dopo l´arrivo di una dirigente amministrativa con la quale i rapporti sono divenuti sempre più difficili. I sindacati hanno anche ricevuto mandato di proporre ricorsi per comportamenti antisindacali, di inviare una denuncia alla Asl per il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza, di verificare la possibilità di presentare un esposto in procura, di informare della difficile situazione fiorentina il sindaco, il prefetto e i presidenti di Provincia e Regione. 

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IL CASO
Allarme per il progetto di spostare la sezione da piazza San Martino alla sede dei giudici di pace
"Folle trasferire ora gli avvocati del lavoro"

da la Repubblica 14/1/06

«Dopo anni di attesa, eravamo riusciti ad ottenere una sede dignitosa. Ora vogliono togliercela. Non è che fa gola a qualcuno?». Se lo chiedono gli avvocati specializzati in materia di lavoro, allarmati e indignati dal progetto di trasferire la sezione lavoro del tribunale dall´attuale sede in piazza San Martino nel palazzo di via Fattori che ospita i giudici di pace. «Noi siamo parte strutturale del tribunale civile», spiega il professor Marco Papaleoni: «E´ il diritto del lavoro che ha insegnato al civile coma va fatto il processo. Ma al di là di questo, è folle che, mentre si sta realizzando il disegno unitario del nuovo palazzo di giustizia, ci si separi ora per essere poi riunificati a breve». «E´ assurdo e ridicolo - concorda l´avvocato Giorgio Bellotti - che a un anno, un anno e mezzo dal prospettato trasloco degli uffici a Novoli si faccia un trasferimento che costa (un costo stupido, che grava sulla collettività) e che determina la sospensione delle udienze almeno per un mese. L´auspicio è che questo provvedimento venga quanto meno sospeso e ridiscusso con le istituzioni e con noi avvocati, che non siamo stati neppure consultati». «Oltretutto - interviene l´avvocato Andrea Del Re, che presto presiederà la costituenda associazione dei giuslavoristi della Toscana - per i colleghi che come me fanno anche civile aumenta lo stress da spostamenti». «In conclusione - sintetizza il professor Papaleoni - è uno schiaffo che stanno dando, oltre che a noi avvocati, ai magistrati e al personale della sezione lavoro, che funziona bene, che si distingue per operosità, che, insomma, è un´isola felice».(f.s.)

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