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COMUNICATO  STAMPA

Electrolux. Fim, Fiom, Uilm: aperto il confronto per il rinnovo dell’accordo integrativo di Gruppo

Le Segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uiml-Uil e il Coordinamento delle Rsu del gruppo Electrolux hanno diffuso oggi il seguente comunicato.

“Giovedì 21 settembre, presso l’Associazione Industriale di Pordenone, si è svolto il primo incontro di trattativa per rinnovare l’accordo integrativo del gruppo Electrolux.”

“Fim, Fiom, Uilm e il Coordinamento delle Rsu hanno illustrato le richieste contenute nella piattaforma rivendicativa approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori. Piattaforma relativa ai seguenti punti: politica industriale, investimenti, ruolo degli stabilimenti italiani; riforma e aggiornamento del sistema partecipativo di relazioni industriali in essere nel Gruppo; occupazione e riduzione della precarietà; organizzazione del lavoro, contrattazione della prestazione e della professionalità, contrattazione della flessibilità dell’orario e dell’utilizzo delle ferie; aumento salariale su base mensile che consolidi incrementi di produttività realizzati in questi anni; incremento del premio di risultato su base annua, in rapporto ai programmi concordati di miglioramento della produttività e della qualità a livello di ogni singolo stabilimento e della redditività a livello di Gruppo.”

“La Delegazione sindacale ha proposto all’Azienda un precorso serrato di trattativa al fine di verificare l’esistenza delle condizioni per realizzare in tempi rapidi la stipula del nuovo accordo di Gruppo (l’accordo precedente è scaduto il 31 dicembre 2003).”

“La Delegazione aziendale si è dichiarata disponibile a confrontarsi su tutti gli argomenti contenuti nella piattaforma sindacale ribadendo, nel contempo, la necessità di ricercare soluzioni che siano in grado di rafforzare la capacità competitiva dell’impresa e riservandosi una risposta di merito più dettagliata nel prosieguo della trattativa.”

“Si è infine convenuto di fissare due giornate di trattativa per martedì 3 e mercoledì 11 ottobre 2006.”

“La Delegazione sindacale ha giudicato positivamente la disponibilità espressa dall’Azienda di avviare con celerità il confronto, riservandosi un primo giudizio di merito complessivo a conclusione delle due giornate di trattativa fissate.” 

                                                                                                Uffici Stampa Fim, Fiom, Uilm

 

 Roma, 22 settembre 2006

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ZANUSSI - ELECTROLUX
La richiesta, nella fabbrica in crisi, spacca anche i sindacati
Straordinari? E’ guerra

di Fabrizio Morviducci su la Nazione 31/8/06

Acque agitate alla Zanussi. A due mesi dalla verifica sulla cassa integrazione straordinaria di un anno per 170 lavoratori, e proprio mentre azienda e sindacati siglano un accordo che riguarda l'impiego di alcune ore supplementari degli operai (come avviene stagionalmente), alcune tute blu decidono di ricorrere alle carte bollate per riacquistare il proprio posto di lavoro. Tutto sarebbe partito proprio dall'accordo sulla flessibilità, quello che ogni anno le parti sindacali sottoscrivono in concomitanza con il maggior sforzo produttivo dell'azienda che produce frigoriferi. E l'accordo sugli straordinari è servito ad alcuni operai (tra quelli al centro della ristrutturazione del colosso svedese dell'elettrodomestico proprietario di Zanussi) per presentare ricorso all'ufficio ispettivo dell'Inps. 

La richiesta è semplice: come mai, a fronte di ore di straordinario da ripartire tra i 450 addetti rimasti non si siano chiamati gli operai in cassa integrazione. «Gli accordi sulla flessibilità - ha detto Alessandro Beccastrini della Fim Cisl - hanno un carattere non continuativo, ma sono legati alla stagionalità della produzione di un'azienda che fabbrica frigoriferi. Non riesco a capire quale sia il senso del ricorso dei lavoratori, a fronte di intese che vengono firmate tutti gli anni, e che rappresentano una boccata d'ossigeno per un'azienda che è stata al centro di una difficile ristrutturazione. In questi giorni abbiamo difficoltà a capire anche la posizione della Uilm, che ha detto no a un'altra intesa sulla flessibilità, relativa a una commessa da 17mila pezzi da prodursi a Firenze».

L'investigazione sulla produttività dello stabilimento Zanussi di Scandicci ha portato a un difficile accordo che porterà al taglio di 170 dipendenti. Alcuni se ne sono andati con dimissioni volontarie (incentivate), altri hanno scelto la cassa integrazione straordinaria, con la speranza di trovare nei12 mesi (che scadranno a novembre) una nuova collocazione. L'obiettivo delle rappresentanze sindacali è arrivare al termine dei 12 mesi, avendo sistemato tutti gli operai al centro della ristrutturazione. Per quelli che rimarranno senza una collocazione, dovrebbe ripartire la trattativa sindacale. In base all'accordo, era il dicembre 2005, quanti hanno accettato subito la mobilità volontaria, hanno ricevuto un incentivo di 16mila euro. Da gennaio 2006 in poi la cifra è calata fino ad arrivare a 9mila euro per quelli che hanno scelto la mobilità entro giugno scorso. 

Ma il vero interrogativo, alla chiusura di questa pesante ristrutturazione, è capire quale sarà il futuro dello stabilimento di Scandicci. Tutti chiedono attenzione e investimenti che riportino competitività alla Zanussi, ma da tempo la multinazionale svedese dell'elettrodomestico ha avviato un'indagine di competitività sugli impianti in Europa per delocalizzare la produzione all'est. I primi, pesanti segnali, dell'investigazione sono arrivati lo scorso anno. A farne le spese nel nostro paese, lo stabilimento di Parabiago chiuso con i suoi cento dipendenti, ma anche la Zanussi di Scandicci, dove i tagli dovevano essere 250. Il progetto è stato ridimensionato grazie all'impegno di sindacati e istituzioni, che hanno fatto tornare parzialmente l'azienda sui suoi passi.

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Gli ex lavoratori Electrolux sporgono denuncia all’Inps

LA DECISIONE è stata presa dopo un accordo tra azienda e Rsu sulla flessibilità

di Francesco Sangermano sull'Unità 30/8/06

«Noi siamo in cassa integrazione, ma in azienda si chiede ai lavoratori il ricorso alla flessibilità e allo straordinario. Perché in un quadro simile non siamo stati richiamati al nostro posto?». Si può riassumere in questi termini il contenuto della denuncia che un gruppo di ex lavoratori della Electrolux-Zanussi ha rivolto all’ufficio ispettivo dell’Inps di Firenze. «Sappiamo - si legge nella denuncia - che l’azienda ha chiesto alle Rsu un accordo sulla flessibilità e sullo straordinario e che tutto questo è stato accordato dalle parti sindacali. E poiché ci risulta che sabato 26 tutti gli addetti sono stati a lavorare vorremmo capire come mai non vengono chiamati coloro che sono in cassa integrazione».

E dopo esser stato chiamato in causa, la risposta arriva dallo stesso sindacato. «In primo luogo - spiega Cesare De Sanctis della segreteria fiorentina della Fiom-Cgil - è bene precisare che non si è trattato di ricorso allo straordinario ma soltanto alla flessibilità. E non per un periodo lungo di tempo ma limitatamente a tre giorni a causa dell’arrivo di una commessa da 3mila pezzi». Una situazione da affrontare in via contingente, insomma. «Bisogna anche considerare - aggiunge De Sanctis - che questa flessibilità (vale a dire lavorare alcune ore in più del normale, Ndr) sarà molto probabilmente recuperate nei mesi autunnali. È bene infatti ricordare che quello, tutti gli anni, è un periodo in cui le commesse diventavano minori». Aggiunge un ulteriore elemento. «Non dobbiamo dimenticarci - conclude - che a giugno per la mancanza di volumi tutti i lavoratori sono stati per una settimana in cassa integrazione ordinaria e che si è deciso di ricorrere ai cinque giorni di permesso personali. Noi non vogliamo che questa situazione si ripeta e l’aver acconsentito in questa fase al ricorso alla flessibilità è stata una scelta che andava proprio in questo senso».

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