cgil Firenze stampa la pagina

torna a coordinamento donne

LA VISITA DI NAMRATA BALI

    Il 15 novembre si è svolto, presso la Camera del Lavoro di Firenze, un incontro informale con la Signora Namrata Bali,  importante rappresentante del Sewa (Self Employed Women’s Association), associazione sindacale di donne indiane dello stato del Gujarat.

    Namrata Bali, in visita per qualche giorno nel nostro paese anche per presentare a Roma i documentari realizzati da Video Sewa, ci ha raccontato la storia e l’attività di questo sindacato che conta un milione di donne associate.

    Sewa è nato negli anni ’70 dal sindacato indiano dei tessili, per dare voce alle numerose lavoratrici prive di ogni tutela del cosiddetto “settore informale” (che rappresenta il 93% del mondo del mondo del lavoro indiano) e cioè il lavoro a domicilio, soprattutto di tipo tessile, il piccolo commercio etc. C’era un’enorme fetta di economia “sommersa” artigianale gestita prevalentemente da donne non istruite, povere e senza assistenza sanitaria che cominciavano a prendere coscienza dei propri bisogni economici e formativi e, anche su insegnamento di Gandhi, dei propri diritti.

    Grazie alle battaglie combattute con coraggio da quelle donne, Sewa è stato una delle organizzazioni pioniere nel microcredito, fino alla creazione della Sewa Bank di cui sono fondatrici le iscritte al sindacato che investirono non senza sacrifici dieci rupie a testa. Non fu facile convincere le autorità che quelle centinaia di donne, che solo pochi giorni prima avevano imparato a firmare, avevano il diritto di istituire una banca, ma da allora l’accesso al credito per i più poveri è diventato possibile. Con piccolissimi prestiti, che il sistema bancario tradizionale non avrebbe mai concesso loro, hanno potuto ad esempio acquistare una macchina da cucire, riparare un tetto sotto il quale lavorare o acquistare un mezzo di trasporto e dunque avviare un’attività con cui poi restituire interamente il prestito (la percentuale di insolvenze è molto bassa, pari al 6%).

    Altre vittorie sono arrivate in seguito con il riconoscimento agli iscritti dello status di lavoratori e con la nascita nel 1990 della Sewa Academy, scuola di formazione, comunicazione e innovazione tecnologica diretta ancora oggi dalla stessa Namrata Bali, scuola che vuole fra le altre cose educare alla leadership e all’autostima, oltre a produrre video e documentari come quelli presentati a Roma in questi giorni.

    Con il sistema delle cooperative di donne, si è potuto finalmente parificare il lavoro informale al lavoro regolare, che in India riguarda un’esigua minoranza (7% dei lavoratori prevalentemente pubblici) nell’assistenza sanitaria, nel sistema pensionistico, nell’istruzione che sono garantiti non dallo Stato ma dal sindacato stesso. Con il tempo Sewa si è staccato definitivamente dal sindacato dei tessili, scegliendo di rimanere autonomo da partiti e confessioni religiose, pur avendo la propria sensibilità politica.

    Oggi, con la collaborazione fra Sewa e Progetto Sviluppo, istituto di cooperazione internazionale creato dalla CGIL nel 1985, è stato avviato il programma “Decent Work” (lavoro dignitoso) finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di favorire l’accesso al lavoro in condizioni di uguaglianza, dignità, sicurezza.

    Namrata Bali, che ha cominciato a lavorare come professionista del disegno tessile e che oggi è esponente di primo piano di Sewa e di altri organismi sindacali internazionali, ci ha così illustrato con semplicità e con comprensibile orgoglio che a volte migliorare il mondo è davvero possibile!

Il Coordinamento Donne

 

www.sewa.org

inizio pagina