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altri articoli 2017

L’allarme: «Tagliano le buste paga» Bufera nel settore gomma e plastica

Cgil, Cisl e Uil: «Sciopero di 8 ore lunedì con presidio in piazza»

di BRUNO BERTI su la Nazione 25 Novembre 2017

VEDER sfumare parte dell’aumento contrattuale atteso a gennaio, adducendo questioni legate alla bassa inflazione, ha fatto infuriare i lavoratori del settore gomma e plastica quando i sindacalisti hanno fatto presente la mossa pensata dall’organizzazione di categoria di Confindustria. Per questo lunedì è stato indetto uno sciopero di 8 ore con presidio a Empoli in piazza della Vittoria dove si ritroveranno gli operai di Firenze, Prato e Pistoia. La nostra città è infatti un punto di riferimento del settore, visto che nelle imprese del comparto lavorano, senza contare l’indotto, 1.000 dipendenti sui 3.000 occupati nella gomma e plastica della Toscana. 

I SINDACALISTI sottolineano di aver firmato un contratto che prevedeva delle ‘tranche’ di aumenti annuali, come si fa quasi sempre. «Ma adesso ci dicono – afferma Silvia Mozzorecchi della Filctem-Cgil – che l’aumento di gennaio sarà più basso da 30 a 10,94 euro (decurtazione di 19,06), lordi, per effetto dell’inflazione, che è stata molto bassa. Noi crediamo che si voglia mettere in secondo piano il contratto nazionale di lavoro, depotenziandone alcuni ‘pezzi’. Se la controparte vuole lanciare un segnale, noi ne lanciamo un altro, quello della lotta a fronte di un’intollerabile decisione unilaterale». Sì, perché, come spiegano Giuseppe Dentato, anche lui Filctem, e Gianluca Valacchi, Femca-Cisl, «nei contratti si prevede che si possa e si debba discutere dell’andamento dell’inflazione». «Discutere, appunto – incalza Dentato –, facendo l’esempio del contratto dei farmaceutici. Lì, dopo un confronto, la differenza è stata sorbita nell’Edr (i soldi arrivano in busta, ma non sono conteggiati ai fini pensionistici, n.d.r.). Non sono mai previsti automatismi. Possiamo dire che gli imprenditori hanno scelto il conflitto e non il confronto. Eppure siamo di fronte a imprese che si sono riprese dalla crisi e che nella nostra zona arrivano a un fatturato complessivo annuo di 300 milioni di euro, con una buona redditività grazie a produzioni di qualità e innovative». 

VALACCHI sottolinea poi che «il taglio ha una valenza economica e una ‘politica’: si mettono a rischio le relazioni sindacali con un’interpretazione unilaterale del contratto». Michele Cataneo, Uiltec, valuta negativamente la scelta dell’organizzazione imprenditoriale di categoria. «Sembra che non stiano a sentire Confindustria. Nella contrattazione avremo sempre più problemi». Infine una considerazione corale. «Tutti dicono che i salari sono bassi e che mancano le risorse per dare una spinta all’economia tramite un incremento dei consumi. E qui ci tolgono una parte importante dei soldi che sarebbero dovuti arrivare in busta paga».

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Edison Giocattoli (Barberino del Mugello), la Filctem Cgil di Firenze lancia un allarme

Edison Giocattoli (Barberino del Mugello), verso la cessione di parte della proprietà immobiliare all’Outlet: preoccupazione dei lavoratori. La Rsu e Filctem Cgil Firenze: “Mancano Piano industriale e investimenti, servono strategie e innovazioni. Chiediamo chiarezza sul futuro, senza risposte alzeremo il livello della pressione”

La ditta Edison Giocattoli è un'azienda storica del territorio Fiorentino che si occupa, da oltre 50 anni, della produzione e commercializzazione di armi giocattolo, settore di nicchia dell'industria del giocattolo, nel quale detiene importanti quote di mercato. Attualmente occupa oltre 50 dipendenti.

A preoccupare i lavoratori è la notizia che Edison sia in procinto di cedere parte della proprietà immobiliare a favore dell'Outlet McArthurGlen adiacente allo stabilimento di Barberino; l'azienda conferma di avere contatti avanzati ma non ha dato precisazioni dei contenuti della trattativa.

La preoccupazione dei lavoratori di Barberino deriva anche dalla mancanza di un piano industriale aziendale che la RSU e la Filctem Cgil chiedono da oltre un anno e per il quale hanno richiesto l'attivazione del l'Unità di Crisi della Città Metropolitana.

Inoltre lavoratori, la RSU e la Filctem Cgil sono preoccupati dalla mancanza di investimenti, non soltanto in tecnologia e per la manutenzione delle strutture e gli impianti, ma anche quelli per la formazione del personale. L'azienda nel tempo ha perso efficienza, di conseguenza l'organizzazione del lavoro risulta antiquata e la produttività dell'azienda è in costante contrazione.

Nonostante che cinque anni fa la Edison sia entrata in società con la “concorrente” tedesca Bauer, non si sono potute apprezzare ricadute positive da un punto di vista industriale e economico; ci chiediamo quale sia stato l'interesse dei tedeschi visto che non sembrano interessati allo sviluppo del sito di Barberino.

Nel corso degli anni il mercato delle armi giocattolo sta segnando il passo, ormai i giochi “tradizionali” hanno poca presa sulle nuove generazioni e la Edison Giocattoli non fa eccezione, ragione per cui risulta essenziale che l'azienda si decida a pensare al futuro in termini di strategie di mercato e innovazione di prodotto.

Chiediamo che si faccia chiarezza al più presto sul futuro dell'azienda e sugli sviluppi dei contatti con la McArthur, se non arriveranno risposte convincenti, oltre a chiedere la riattivazione dei tavoli istituzionali, dovremo necessariamente alzare il livello della pressione da parte nostra, anche riservandoci azioni di lotta.

Firmato: Rsu Edison Giocattoli e Filctem Cgil Firenze

Notizia del: ven 22 set, 2017

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LE PRIME ASSUNZIONI ENTRO IL PROSSIMO DICEMBRE

La Eli Lilly offre trecento posti

Sandra Nistri da la Nazione 22 Agosto 2017

CIRCA 300 assunzioni, in diversi profili, nell’arco di tre anni. In tempi di ‘vacche magre’ per molti settori dell’economia nazionale l’annuncio dato lo scorso giugno di un consistente pacchetto di nuovi posti di lavoro all’interno della multinazionale farmaceutica Eli Lilly, con sede italiana a Sesto Fiorentino, ha fatto sperare molti anche se occorrerà ancora attendere. 

Un primo leggero incremento occupazione si verificherà già infatti da quest’anno con il passaggio, entro dicembre, da 660 a 700 dipendenti ma le prospettive maggiori sono legate al progetto di espansione dell’azienda all’interno del quale rientra anche la realizzazione della nuova sede del confinante Liceo Agnoletti. Stando agli impegni e alla ‘tabella di marcia’ diffusi a fine primavera durante un convegno nella sede di Eli Lilly, nel prossimo settembre, grazie ad un accordo che sarà ufficializzato in un protocollo di intesa tra le Istituzioni locali, l’Università di Firenze e Eli Lilly, la multinazionale acquisirà l’area e gli edifici del liceo che, con i proventi della vendita e 10 milioni messi a disposizione della Regione Toscana, sarà ricostruito all’interno del campus del polo scientifico universitario sestese. La nuova struttura, che riunirà le due sedi della scuola superiore di Sesto e Campi, sarà operativa dall’anno scolastico 2021-2022. L’area di via Ragionieri lasciata libera sarà così utilizzata per espandere l’attuale stabilimento nell’ultima porzione libera ancora a disposizione con la possibilità di realizzare una o più linee produttive per poter diversificare anche la produzione e creare nuova consistente occupazione. 

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Assunzioni grazie al corso di formazione

Si terrà all'azienda Vibac che prevede un potenziamento dell'azienda di Mercatale

di Marco Pagli sul Tirreno 13 Luglio 2017

VINCI Un corso di formazione all'interno di una delle principali aziende in crescita del territorio per trovare lavoro. La Vibac, azienda di Vinci leader nel settore delle materie plastiche e dei nastri isolanti che nel 2011 ha rilevato la Syrom, ha lanciato un piano industriale per potenziare lo stabilimento e prevede nuove assunzioni. Assunzioni che arriveranno grazie al corso di formazione rivolto a giovani e meno giovani in cerca di occupazione, organizzato da Centro Life (agenzia di formazione della Cgil) e Forium di Santa Croce in collaborazione proprio con l'azienda di Mercatale. Ancora non sono stati resi noti i numeri, ma di sicuro parte dei 15 posti offerti dal corso si trasformeranno in posti di lavoro. 

Soddisfazione della Cgil. «Da un anno continuiamo a ripetere che questo è il tipo di percorso necessario per agganciare le ripresa e rilanciare l'occupazione sul territorio - spiega Giuseppe Dentato della Filctem Cgil Empolese Valdelsa - in questi mesi diverse agenzie formative locali hanno presentato progetti ad hoc e adesso è con soddisfazione che presentiamo il primo frutto del nostro impegno. Si tratta del primo corso strutturato organizzato nel settore industriale in questa zona. La cosa a nostro avviso decisiva è che si terrà all'interno dell'azienda, la quale metterà a disposizione spazi e anche formatori esperti». 

Gli obiettivi. Le finalità del corso saranno quelle di accrescere le competenze della forza lavoro ed agevolare l'inserimento o il reinserimento lavorativo di disoccupati e inoccupati nelle aziende di produzione di nastri adesivi e Film Bopp attraverso una formazione specialistica. «Speriamo che i partecipanti che entrano in Vibac come corsisti possano rimanerci da lavoratori - prosegue Dentato - quello che vogliamo sottolineare ancora una volta è che la competitività necessaria a stare sul mercato si fa con le competenze della manodopera e con la qualità del prodotto e non con i tagli agli stipendi e l'attacco ai diritti».

Azienda al top. La Vibac rappresenta un esempio virtuoso per l'economia del territorio. Dopo aver rilevato la Syrom nel 2011, si impegnò da subito nel rilancio della produzione e trasformò 90 dei contratti a rischio da tempo determinato a tempo indeterminato. Da allora la crescita del colosso dei nastri adesivi con sede a Vinci non si è fermata. In sei anni, infatti, l'occupazione è aumentata del 60% con altri sessanta contratti a tempo indeterminato e altri trenta tra interinali e posti a tempo determinato. Adesso l'azienda ha lanciato un nuovo piano industriale per il prossimo triennio in cui si prefigge di consolidare la produzione e l'organico.

A chi è rivolto. Il numero di partecipanti è fissato in 15 persone (di cui 5 donne). I partecipanti devono essere disoccupati, inoccupati o inattivi iscritti ad un centro per l'impiego, essere residenti o domiciliati in un comune della Toscana e aver compiuto 18 anni. Nel caso in cui siano cittadini non comunitari dovranno avere regolare permesso di soggiorno e una conoscenza della lingua non inferiore al livello A2.La formazione. In tutto sono previste 290 ore di cui 168 di teoria , 10 di orientamento e 112 di stage. Le sedi di svolgimento saranno il centro Life in via San Mamante e lo stabilimento Vibac in via di Mercatale. Le aree sono taglio automatico-tecnologico di materie prime per la produzione e preparazione dell'attività di confezionamento per ogni lotto di prodotti. La frequenza è obbligatoria e a coloro che supereranno l'esame finale verrà rilasciato un certificato di competenze, utilizzabile anche come credito formativo. Per iscriversi è necessario compilare la richiesta (che si può ritirare al Centro Life o scaricare online) e consegnarla al centro Life o alla sede di Forium di Santa Croce entro il 15 settembre prossimo. Oppure inviarla per fax allo 0571-367396 o 0571-942190. O ancora via mail a centro life@alice.it o a info@forium.it. Qualora il numero di aspiranti sia superiore a 15 verrà effettuata una selezione preventiva

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Zignago, intesa sindacati-azienda Un primo esempio di cogestione

Commissioni sui problemi produttivi e aumento del Premio di Risultato

di BRUNO BERTI su la Nazione 7 Aprile 2017

UNO ‘SPICCHIO’ di cogestione, la mitbestimmung tedesca che vede i rappresentanti dei lavoratori nei consigli d’amministrazione delle grandi società come Volkswagen, si affaccia nel panorama delle relazioni sindacali dell’Empolese Valdelsa. La novità si concretizza grazie a un accordo tra sindacati e azienda (sia per aspetti monetari che normativi) raggiunto alla Zignago Vetro di via del Castelluccio al Terrafino. L’intesa è già stata approvata dall’assemblea dei dipendenti.

La Filctem-Cgil e Confintesa, insieme alla Rsu, parlano di accordo che «fa registrare un cambiamento ed un avanzamento delle relazioni industriali, con alcune novità interessanti, da prendere a riferimento per altre realtà della zona». Il documento, infatti, va oltre quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro. Vengono messe in campo tre commissioni paritetiche sulle criticità tecniche produttive e quelle legate all’organizzazione del lavoro per favorire una migliore qualità e sostenibilità dell’ambiente interno e della vita in fabbrica, con un occhio all’aumento della produttività e della qualità di ciò che si produce. Tutto questo, appunto, con il coinvolgimento dei lavoratori e della loro rappresentanza interna, i delegati.

DAL PUNTO di vista economico c’è stato un aumento del premio di risultato. In pratica, si prevede un incremento di 1.500 euro per ogni lavoratore al raggiungimento degli obiettivi minimi prefissati, che diventano 3.000 se si ‘toccano’ i livelli medi e oltre 3.000 se si arriva a quelli massimi. Elementi nuovi anche per il welfare aziendale. Se ci saranno miglioramenti sensibili degli indicatori della sicurezza sul lavoro (con l’obiettivo finale di arrivare a quota zero di infortuni), a tutti i dipendenti andranno 250 euro.

Da questo quadro, secondo i sindacati e la Rsu, non può che venire un giudizio positivo che dimostra la solidità del sistema di relazioni industriali con l’azienda.

LA ZIGNAGO Vetro di Empoli. che occupa circa 220 lavoratori, è controllata dalla Zignago Holding Spa. Insieme allo stabilimento di Portogruaro, in Veneto, rappresenta una realtà importante a livello nazionale, e oltre (ha stabilimenti anche all’estero), nel settore del vetro cavo meccanico. La fabbrica empolese produce soprattutto bottiglie per il settore alimentare, a partire dalle bordolesi per il vino, mentre da Portogruaro escono contenitori in vetro per cosmetica e profumeria. Nei due stabilimenti lavorano circa 600 addetti, per il 97% assunti a tempo indeterminato. Al Terrafino l’azienda ha fatto importanti investimenti facendolo diventare, dicono i sindacati, «uno degli stabilimenti strategici all’interno del gruppo».

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De Angeli, tremano in 280 

Produzione calata di un terzo

Sciopero e presidio all’azienda farmaceutica

Paolo Fabiani da la Nazione 19 Dicembre 2017

GIORNATA di sciopero all’Istituto De Angeli di Prulli. I lavoratori ieri mattina hanno presidiato i cancelli dell’azienda farmaceutica con qualche tentativo iniziale di bloccare la strada Pian di Rona. La protesta è stata organizzata dalle tre sigle confederali perché non hanno avuto risposte circa il piano industriale, «e soprattutto – hanno spiegato Massimo Bollini della Filctem Cgil, Claudio Di Cavo della Uiltel Uil e Mirko Zacchei dela Femca Cisl – perché adesso la multinazionale francese Fareva, con una ventina di stabilimenti nel mondo dove produce cosmetica e farmaceutica (compreso quello di Reggello ndr), ha messo la De Angeli in comparazione con altri due stabilimenti francesi in quanto vuole ridurre il costo del lavoro». 

Nello stabilimento reggellese, dove sono occupate 280 persone, venivano prodotti 120 milioni di pezzi ogni anno, adesso sono diventati 80 (mentre si era parlato di incrementare la produzione), e per il 2018 ne sono previsti 80,9 milioni. «Nessuno ci ha dato risposte – dicono i sindacati – proseguendo lo stato di agitazione chiederemo la riapertura del tavolo di crisi alla Regione». Sui cancelli della De Angeli c’era anche l’onorevole Elisa Simoni: «La situazione è molto complessa – ha commentato – per cui ci adopereremo per coinvolgere le istituzioni per sbrogliare la vertenza». Dal canto suo l’azienda, con un lungo comunicato assicura: «Strategie e politiche direzionali sono volte a garantire il consolidamento del business, e la sopravvivenza e prosperità dell’azienda».

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Lavoro, Vertenze Sims e Istituto de Angeli, prosegue l’impegno della Regione

20 Giugno 2017

“Lo scorso Aprile ho presentato in Consiglio Regionale una mozione “In merito alle prospettive occupazionali delle imprese farmaceutiche Istituto de Angeli Srl e Società di medicinali di Scandicci (Sims) Srl di Reggello”, approvata all’unanimità dall’Assemblea Regionale, nata a seguito di una iniziativa pubblica svoltasi al Teatro di Reggello a fine Marzo, organizzata dalle rappresentanze sindacali. Nella mozione si chiedeva alla Giunta Regionale un impegno forte nel proseguire ogni iniziativa possibile ed opportuna a tenere aperti i tavoli di confronto con le proprietà delle aziende, con le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali allo scopo di mantenere gli impegni assunti in termini di sviluppo degli stabilimenti e per salvaguardare, quanto più possibile, il livello occupazionale. Le due aziende farmaceutiche, Sims e Istituto De Angeli, costituiscono una ricchezza produttiva e lavorativa importante del Valdarno fiorentino ed aretino che è necessario tutelare e difendere con ogni mezzo.

Oggi è arrivata la Nota di Attuazione di questa mozione con un aggiornamento dei passaggi istituzionali e sindacali fatti con le proprietà aziendali nel mese di Maggio e le prospettive che si stanno determinando per il futuro, confermando un impegno di rilievo e di primo piano della Regione nei tavoli interistituzionali di gestione delle crisi aziendali.

Nel dettaglio, per quanto concerne l’Istituto De Angeli, i sindacati hanno avanzato la richiesta di riattivare il tavolo Regionale per esporre le preoccupazioni che hanno determinato lo stallo attuale (la Direzione aziendale non sta rispondendo, infatti, agli impegni presi in termini di sviluppo dello stabilimento e di risorse investite) ed entro il mese di Giugno la Regione intende riconvocare il tavolo di trattativa con il comune, le rappresentanze sindacali e le rappresentanze della proprietà dell’azienda.

Più delicata e complessa la situazione della Sims. Dopo un anno di difficoltà di dialogo tra le parti, lo scorso 30 maggio si è tenuta l’ultima di una lunga serie di riunioni del tavolo di crisi attivato presso la Regione, con sindacati, rappresentanti dell’azienda e Istituzioni Locali. In quella occasione l’azienda ha confermato il piano di rilancio che prevede una profonda riorganizzazione ed un’implementazione dei settori ricerca e sviluppo. Al termine della riunione è stata firmata un’ipotesi di accordo che, pur confermando la presenza di 28 esuberi, ha previsto la prosecuzione del contratto di solidarietà (in scadenza) e forme di incentivo all’uscita volontaria. Il 31 di Maggio l’Assemblea dei lavoratori ha approvato l’accordo quadro, e il 5 Giugno è stato sottoscritto, in sede amministrativa, presso gli uffici regionali territoriali di Firenze, l’accordo per l’utilizzo dei contratti di solidarietà per ulteriori 12 mesi a partire dal 6 Giugno e l’accordo per la gestione dei 28 esuberi con l’apertura della procedura di mobilità al 21 Aprile 2017. Infine è stato riconosciuto un incentivo all’esodo, graduato a seconda del momento in cui il lavoratore manifesta la volontà di uscire.

La Regione ha garantito e continua a garantire una continuità di svolgimento del proprio ruolo di supporto nelle situazioni di crisi aziendali anche nel nostro territorio, manifestando la disponibilità a riconvocare gli incontri, qualora in futuro qualcuna delle parti lo ritenesse necessario. Inoltre, a seguito di un eventuale richiesta del Comune di Reggello, la Regione si è detta disponibile anche a convocare incontri per affrontare i problemi dei collegamenti infrastrutturali dell’area industriale in cui si trova l’azienda Sims”.

Così Valentina Vadi Consigliera Regionale del Partito Democratico e prima firmataria della mozione dà notizia su Facebook degli sviluppi delle due crisi aziendali e dell’impegno assunto su queste dalla Regione Toscana.

Fonte: Consiglio Regionale della Toscana – Gruppo Partito Democratico

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Sims e De Angeli, passa all'unanimità la mozione. “Regione faccia ogni sforzo in difesa dell’occupazione”

Approvata la mozione sulle prospettive occupazionali degli stabilimenti reggellesi di Istituto De Angeli e Sims, presentata dalle consigliere Pd Vadi e Capirossi e che ha tra i firmatari anche Spinelli (Articolo 1 - Mdp). Primo atto istituzionale dopo l'assemblea voluta dai sindacati

di Glenda Venturini su Valdarnopost 12 Aprile 2017

È stata approvata all'unanimità nella seduta di consiglio regionale di oggi, la mozione sul futuro degli stabilimenti Sims e Istituto De Angeli di Reggello. Si tratta del documento che aveva come prime firmatarie Valentiva Vadi e Fiammetta Capirossi (Pd) e Serena Spinelli (Articolo 1 - Mdp). 

Diversi gli impegni che il documento affida al Presidente Enrico Rossi e alla sua giunta: proseguire nell’attuazione di tutte le iniziative possibili ed opportune per tenere aperti i tavoli di confronto con le proprietà delle aziende, le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali, nella prospettiva di ottenere da parte dell’azienda Istituto De Angeli la conferma e l’attuazione degli impegni assunti in termini di sviluppo dello stabilimento; e salvaguardare il livello occupazionale, diretto e indiretto, della Società Italiana di Medicinali.

“Quelle della Sims e della De Angeli – spiega Vadi – sono due vertenze ancora in atto che interessano profondamente tutto il tessuto sociale del Valdarno aretino e fiorentino. La Giunta e l’unità di Crisi della Giunta regionale hanno svolto finora un lavoro di mediazione importante e nelle scorse settimane ho partecipato a Reggello a una iniziativa pubblica insieme alle RSU dell’azienda, i sindacati Cgil-Cisl-Uil, ed i rappresentanti istituzionali tra cui sindaci e parlamentari del territorio. Avevamo promesso il massimo impegno per mantenere alta l’attenzione su questi due tavoli che coinvolgono oltre 400 lavoratori, oggi portiamo all’attenzione del Consiglio regionale della Toscana la situazione che stanno vivendo i lavoratori di queste due aziende storiche del territorio del Valdarno”

“È importante come istituzione – sottolinea Capirossi – continuare a monitorare la vertenza fino alla fine, ora bisogna cercare di fare un passo in avanti per scongiurare la perdita di posti di lavoro nel territorio e la crisi di due stabilimenti di alto livello. Sappiamo che per la vertenza SIMS, nel corso dell’ultimo incontro del 7 febbraio 2017, l’azienda ha confermato la situazione di criticità presente sul mercato dei farmaci prevedendo un calo di fatturato per il 2017 e presentando un piano industriale che, a fronte di una rapida e radicale riorganizzazione e di un’implementazione dei settori ricerca e sviluppo, prospetterebbe circa 35 esuberi tra lavoratori diretti, indiretti e impiegati. Per l’Istituto De Angeli, la proprietà dopo avere presentato uno specifico piano industriale non ha dato ancora seguito alle prospettive di sviluppo dello stabilimento contenute nel piano. Con questa mozione chiediamo che non si lasci impoverire questo importante distretto, irrinunciabile per il territorio e  la Toscana”.

“La nostra regione - ha aggiunto Spinelli - è il terzo polo del farmaco a livello nazionale con dati sull'esportazione col segno più; un fatto che rafforza la volontà di giungere a un esito positivo per le due situazioni  Lo scorso 7 febbraio, al Teatro Excelsior di di Reggello, si è tenuta un’assemblea pubblica, convocata dalle Rsu, sul futuro della Sims e dell'Istituto De Angeli. Un appuntamento al quale ho partecipato, che è servito a rimarcare quanto è necessario l’apporto delle istituzioni nella battaglia che i lavoratori e le parti sociali stanno portando avanti. L’impegno che come istituzioni regionali possiamo mettere in atto può rivelarsi fondamentale, così come è accaduto per altre realtà del nostro territorio. Serve stringere sulla proprietà, riportare le imprese ai tavoli e chiedere con maggiore chiarezza quali sono le prospettive in cantiere. Ma più di ogni altra cosa, per queste due situazioni e per altre analoghe, è urgente un intervento di politica economica nazionale: che reclami maggiori garanzie alle multinazionali che si insediano nei territori e che possono usufruire di competenze difficilmente paragonabili, come nel caso dei due siti in provincia di Firenze”.

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"Il settore chimico perde pezzi

Un piano per Sims e De Angeli"

I sindacati alla ricerca di soluzioni per le due aziende

di PAOLO FABIANI su la Nazione 28 Marzo 2017

LA VERTENZA Sims, l’industria chimica reggellese dove sono a rischio 35 dei 130 posti di lavoro, prosegue senza che si possa intravedere una ragionevole via d’uscita, va avanti da un paio d’anni a forza di trattative e manifestazioni, una delle quali si è svolta ieri mattina con un nuovo presidio davanti ai cancelli del Filarone, per rimuoverlo a metà mattinata sono intervenuti anche i carabinieri. Praticamente è stato un preludio all’assemblea pubblica programmata in serata nel Teatro Excelsior di Reggello con la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni e parlamentari. Rsu e sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno voluto accendere i riflettori sul settore della chimica in Valdarno presentando le vertenze in atto sia della Sims che della vicina De Angeli con 300 dipendenti, di proprietà della francese “Fareva”, vertenze della quali dovrebbero farsi carico le istituzioni perché ne va di una larga fetta occupazionale del territorio. «Sono due storie molto diverse – hanno spiegato i sindacati –, storie di aziende da molti anni nel comprensorio che sempre più si accomunano per la mancanza di una strategia industriale e per le incertezze sul futuro». 

Per quanto riguarda l’Istituto De Angeli ha preso il posto della storica Boheringer nella confezione dei medicinali, un’azienda solida e sicura, almeno per quanto riguarda il passato, visto che adesso la multinazionale francese, con 30 sedi produttive distaccate in tutto il mondo, non ha un piano di sviluppo per lo stabilimento di Reggello: «I lavoratori lo chiedono da anni – sottolineano i sindacati – , chiedono che Fareva confermi gli impegni assunti a suo tempo su investimenti e occupazione nello stabilimento italiano. Ma finora non si è visto nulla». Per quanto riguarda la Sims, dove si producono le materie prime per le diverse medicine, da parecchio tempo è in bilico tra crisi e ammortizzatori sociali, dopo la chiusura imposta nel 2015 dall’Agenzia del farmaco a causa di alcune irregolarità riscontrate nello stabilimento la Sims ha perso quote di mercato con alcuni clienti che si sono rivolti ad altri produttori. Da qui, secondo la proprietà, la necessità di ridurre del 25% le maestranze.

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S.I.M.S e Istituto De Angeli, quale futuro per la Chimica del Valdarno?

INIZIATIVA PUBBLICA PER LE VERTENZE DI S.I.M.S E ISTITUTO DE ANGELI

Le R.S.U di Istituto De Angeli e S.I.M.S, e le Organizzazioni Sindacali territoriali di Filctem CGIL, Femca CISL e Ulitec UIL hanno deciso di organizzare un’iniziativa pubblica per dare risalto alle vertenze delle due aziende del territorio valdarnese.

Iniziativa pubblica che avrà luogo Lunedì 27 marzo, alle ore 21.00, presso il Cinema Teatro EXCELSIOR di Reggello.

Tale iniziativa nasce per riflettere su due storie diverse di aziende storiche del territorio, Istituto De Angeli e S.I.M.S, che però sempre di più assomigliano per le incertezze sul futuro: c’è il rischio di un forte impoverimento della chimica Valdarnese se non verranno trovate soluzioni positive alle negative dinamiche aziendali.

Due aziende farmaceutiche: la prima un'azienda dalla storia solida, ex Boehringer, la seconda da anni in bilico tra crisi e ammortizzatori sociali; due storie che oggi si sono incontrate su un sentiero pericoloso. Per entrambe l’ombra d'incertezza del tessuto produttivo del Valdarno.

Da un lato occorre analizzare la situazione dalla SIMS e la storia, nota, di chi non investe e perde competitività e credibilità sul mercato. Come impedire il definitivo declino di un’’azienda che, senza una strategia industriale e un piano vero di rilancio, non ha futuro - non solo per le 35 persone dichiarate in esubero ma per tutti i 130 lavoratori?

Dall’altro-e qui parliamo dell’Istituto De Angeli e della proprietà della francese FAREVA (attore mondiale nella produzione farmaceutica e chimica conto terzi con 30 sedi produttive dislocate in tutto il mondo con un fatturato in continua crescita) - è necessario far riemergere l’appello-da anni inascoltato- che i lavoratori chiedono sulle conferme degli impegni su investimenti ed occupazione nello stabilimento italiano. E’ solo apparentemente una situazione più semplice. Nonostante le dimensioni mondiali e la solidità finanziaria, la multinazionale francese non ha un piano di sviluppo per l’Istituto De Angeli.

Con la nostra iniziativa chiediamo:

Alle Istituzioni di diventare protagoniste delle due vertenze, convocare i vertici delle due aziende per chiedere garanzie sulle intenzioni future. Insieme siamo più forti.

A tutti i cittadini la massima partecipazione e solidarietà. Sono in gioco i posti di lavoro di centinaia di cittadini valdarnesi e anche un pezzo di economia, necessaria per la tenuta economica e sociale del Valdarno.

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Sims, ristrutturazione ancora incerta 

Dubbi su esuberi e produzione

di PAOLO FABIANI su la Nazione 9 Febbraio 2017

PER LA SIMS si continua a parlare di 35 esuberi necessari per il rilancio dell’azienda ma il piano di ristrutturazione è molto vago, senza garanzie né certezze per il recupero della produzione, persa due anni fa con la chiusura dello stabilimento del Filarone, nel fondovalle reggellese, imposta dall’Aifa in quanto non i regola con la normative di legge. «Durante l’ultimo incontro fatto al tavolo istituzionale in Regione, al quale ha partecipato anche il Comune di Reggello – spiega Andrea Giovacchini, della Rsu Cgil -, ci è stato prospettato un piano industriale che fa acqua da tutte le parti, nel 2016 l’azienda ha realizzato un fatturato di 9,5 milioni di euro, con il recupero della clientela nel 2017 ne ha preventivati 14 per arrivare a 19 milioni di euro nel 2018, sempre prevedendo i 35 esuberi cosa – ha precisato Giovacchini – che non potrà essere mai accolta, a meno che per queste 35 persone (il totale occupati dell’industria chimica è di 130 ndr) non sia previsto o il prepensionamento o un’uscita volontaria. Per quanto riguarda invece i futuri introiti, e il rilancio della produzione, abbiamo invece verificato che non c’è niente di sicuro, i nuovi potenziali clienti ancora non hanno fornito risposte: quindi è tutta teoria».

La Sims è, o almeno era, una della più importanti aziende mondiali per la produzione di materie prime per il confezionamento delle medicine, lo stop che l’ha bloccata per mesi ha dirottato altrove i clienti e adesso pare difficile poterli recuperare, nonostante lo stabilimento reggellese sia perfettamente in regola con tutte le normative e disponga della manodopera esperta, quindi la riduzione della produzione obbliga anche alla riduzione degli addetti: «Anche se – fanno notare – quando il ciclo produttivo si mette in moto, poca o tante che sia la produzione gli operatori sono i soliti». A questo punto il tavolo istituzionale che ha seguito la vicenda cede il passo alla trattativa diretta fra azienda e sindacati, il prossimo appuntamento è fissato così per il 20 febbraio, un confronto che si prevede molto duro, proprio perché non si deve più parlare di licenziamenti, eventualità dalla quale non intenderebbe prescindere l’azienda. Ma le trattative si fanno per trovare un punto d’incontro, se c’è la volontà delle parti.

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