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altri articoli 2016

"Guarimba in tour contro la violenza sulle donne": il 18 dicembre appuntamento in Cgil Firenze

"Guarimba on tour contro la violenza alle donne”. La Guarimba International Film Festival, per contribuire alla raccolta fondi organizzata dal Coordinamento donne Fisac Cgil a favore del Centro Antiviolenza Artemisia, porta il meglio dei suoi cortometraggi a Firenze. Proiezioni lunedì 18/12, ore 18.30 – 21.00, salone Di Vittorio Camera del Lavoro Metropolitana Firenze, Borgo dei Greci, 3

Lunedì 18 dicembre la Fisac Cgil Firenze e l'Associazione Culturale La Guarimba si uniscono per un'iniziativa inerente il tema della violenza alle donne raccontata attraverso il cinema.
La cultura è strumento imprescindibile per combattere alle radici questo fenomeno nelle sue diverse forme, da quella psicologica a quella fisica.
La Guarimba International Film Festival porta il meglio dei suoi cortometraggi a Firenze per contribuire alla raccolta fondi organizzata da Coordinamento donne Fisac Cgil Firenze a favore del Centro Antiviolenza Artemisia.
Proiezioni: lunedì 18/12, ore 18.30 – 21.00, salone Di Vittorio Camera del Lavoro Metropolitana Firenze, Borgo dei Greci, 3.
I film proiettati saranno: More than two hours di Ali Asgari (Iran), Madre di Simón Mesa Soto (Colombia), Inspection di Gala Sukhanova (Russia), Second Hand Lovers di Oren Lavie (Israele) e Good Morning di Heta Okkonen (Finlandia).
Sono tutte storie che hanno la donna come protagonista, ambientate in diverse allocazioni geografiche.
La Guarimba International Film Festival è una associazione culturale calabrese che ogni anno riporta il cinema alla gente e la gente al cinema.

Notizia del: ven 15 dic, 2017

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Le donne Cgil scrivono al sindaco «Prima libere per essere sicure»

«Ordine pubblico è anche rilanciare la vivibilità»

da la Nazione 29 Settembre 2017

CARO SINDACO Apprendiano che si è tenuto a Firenze un incontro fra il Comune (sindaco e vicesindaco), i rappresentanti degli atenei Usa, il console americano, il comandante provinciale dei carabinieri e il questore. Un incontro dedicato alla sicurezza, organizzato in seguito alla vicenda delle studentesse statunitensi che hanno denunciato due carabinieri per stupro. Se è evidente la necessità di tutelare l’incolumità non solo di turisti e studenti stranieri ma di tutta la cittadinanza, è anche evidente che l’obiettivo di una città più sicura (anche per chi lavora fino a tardi o chi vive nelle periferie non servite dai mezzi pubblici di notte o per chi subisce sopraffazioni perché di un altro colore) è un obiettivo che non si raggiunge solo con la divulgazione di decaloghi di comportamento, o con un’educazione alla sicurezza impartita a ragazzi e ragazze da chi in questo momento, oltretutto, si trova a doversi difendere da accuse molto gravi e potrebbe dunque non avere la necessaria credibilità e autorevolezza. La sicurezza si costruisce sì con la messa a disposizione di mezzi pubblici di trasporto H24, con il controllo degli alcolici, con gli strumenti delle forze dell’ordine. Ma se, come dice la vicesindaco Giachi «Firenze è una città sicura», lo dobbiamo innanzitutto alla nostra cultura e alla storia di questa città e di questa regione, basata su valori condivisi e sulla convinzione che lo spazio pubblico è uno spazio che ci appartiene, a qualsiasi ora della notte e del giorno. E nessuno, men che meno una donna, deve essere considerato soggetto debole da difendere con servizi appositi. Altrimenti rischiamo di alimentare nelle giovani l’idea che a loro non è concessa la stessa libertà dei maschi, a partire dalla scelta dei luoghi in cui muoversi. 

VORREMMO che fosse priorità del Comune coniugare la sicurezza con la libertà di vivere strade, piazze e parchi da cittadini, viaggiatori, lavoratori e non solo da consumatori. E’ la base del necessario e benefico controllo sociale che solo una “comunità” può garantire, mille volte più efficace di ogni azione repressiva o di ogni decalogo calato dall’alto. Per questo occorre innanzitutto restituire al centro storico, e poi a tutta la città, la sua vitalità originaria, facilitando la vita di chi vi risiede e rendendo i luoghi accoglienti non solo con il commercio ma con la socialità e l’incontro, confrontandosi magari non solo con consoli, questori, prèsidi e forze dell’ordine ma anche con chi semplicemente vive o vorrebbe vivere la città senza sentirsi un corpo estraneo e dando il proprio contributo attivo. Coordinamento donne Cgil Firenze

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«Basta violenza sulle donne Ora cambiamo regole e cultura»

da la Nazione 28 Settembre

«RIPRENDIAMOCI la libertà!»: con questo slogan il segretario generale della Cgil Susanna Camusso invita tutte le donne a scendere nelle piazze italiane sabato 30 settembre per le manifestazioni organizzate dalla Confederazione contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime. 

«In Toscana, dove nelle ultime settimane le cronache sono piene di episodi anche terribili di mancanza di rispetto verso le donne, saranno organizzati presìdi nelle province», spiega Dalida Angelini, segretaria generale di Cgil Toscana, che aggiunge: «In queste settimane abbiamo letto e sentito colpevolizzazioni delle donne, visto decaloghi su come comportarsi: ma si sa o no quanto per una donna è difficile e doloroso denunciare? Non è questa la strada giusta, per questo c’è bisogno di una azione. Serve coinvolgimento in questa battaglia, anche degli uomini perché il problema del femminicidio è più degli uomini che delle donne: ogni violenza sulle donne riguarda tutti. Il nostro appello è anche quello di un uso accorto delle parole, altrimenti le donne che subiscono una violenza finiscono per subirne due». Con l’appello, dal titolo ‘Avete tolto senso alle parole’, la Cgil lancia una mobilitazione nazionale «per chiedere un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura».

Giornata dell'aborto sicuro (28 settembre) e lotta alla violenza sulle donne (30 settembre): iniziative Cgil Toscana

“Libertà e diritti per le donne: riprendiamoceli”, la Cgil Toscana si mobilita per domani giovedì 28 settembre (Giornata dell’aborto sicuro, presidio a Firenze in piazza Duomo ore 15:30-17:30) e per il 30 settembre (iniziative nelle province contro la violenza sulle donne, in seguito all’appello “Avete tolto senso alle parole”). In Toscana più aborti e meno interruzioni volontarie di gravidanza, più della metà sono i medici obiettori. Agli sportelli Donna della Cgil in Toscana la violenza è il tema predominante. Dalida Angelini e Anna Maria Romano: “E’ ancora lunga la strada che porta al pieno rispetto delle donne dentro e fuori il mondo del lavoro”

LIBERE di scegliere senza imposizioni, LIBERE di decidere di essere madri, LIBERE di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza: per domani giovedì 28 settembre il Coordinamento Donne della Cgil Toscana, nella Giornata mondiale per l’aborto sicuro, organizza un presidio a Firenze (piazza Duomo, lato via del Proconsolo, ore 15:30-17:30): saranno presenti striscioni, cartelloni, colore (rosso) e saranno fatte letture. “Le donne e tutta la Cgil Toscana sono consapevoli dell’importanza di essere presenti per sottolineare ancora una volta il diritto alla libertà di scelta di ognuna di noi; il diritto a vedere applicata una legge dello stato, di fatto indebolita o resa nulla dalla troppa obiezione di coscienza; la necessità di combattere l’ennesima mattanza delle donne: l’aborto clandestino. MUOIONO 137 donne al giorno NEL MONDO PER ABORTI PRATICATI ILLEGALMENTE (prima causa di morte per le giovani tra 15 e 19 anni, nei paesi poveri). Anche in ITALIA il ricorso all’aborto clandestino è sempre più diffuso e mette a rischio la sicurezza e la vita delle donne: ALMENO 20.000 L’ANNO (ma se ne stimano almeno il doppio). L'aborto clandestino esiste eccome e ancora una volta discrimina per ricchezza: c’è quello che riguarda le donne che possono pagare e che vanno in cliniche private dove le ivg si praticano e si chiamano ‘aborti spontanei’. E quello, ben più drammatico, che riguarda le donne che non hanno soldi né vie alternative”, dice Anna Maria Romano (Coordinamento Donne Cgil Toscana).

I DATI TOSCANI

Anche in Toscana, pur con un tasso di abortività che si mantiene sempre superiore alla media nazionale (7,7 per 1.000), si è avuto un decremento delle IVG (interruzioni volontarie gravidanza): nel 2015 si sono registrate 6.100 IVG con una riduzione del 6,5% rispetto al 2014, mentre permane ancora elevato il tasso di abortività tra le donne straniere, il 18,7 per 1000 da confrontare col 5,5 per mille delle italiane.
Diminuiscono gli aborti nelle strutture ospedaliere, ma diminuiscono gli aborti? Un percorso ad ostacoli e contro il tempo. In Toscana la percentuale di obiettori nel 2016 era del 56,2%: più della metà. L’età media dei medici che applicano la legge 194 è molto alta e quando andranno in pensione non ci saranno sufficienti giovani medici per sostituirli. In più i medici non obiettori subiscono molto spesso discriminazioni sul posto di lavoro e pressioni psicologiche dai colleghi. Una criticità e rappresentata dal tempo di attesa per l’esecuzione dell’IVG: nel 39,7% dei casi è superiore a 2 settimane (era 24,3% nel 2000), valore in linea con la media nazionale del 37,7% nel 2013. Come conseguenza il 52,3% degli interventi per IVG si effettua dopo l’ottava settimana, con rischi maggiori per la salute delle donne. Sono le straniere a presentare tempi di attesa più lunghi, indicando problemi nell’accessibilità ai servizi. Quello che inquieta (ma i dati sono fermi al 2013) sono le IVG rispetto alle Dimissioni Ospedaliere (cioè quante donne realmente abortiscono dopo essere entrate in ospedale). Il trend della differenza tra chi entra per abortire e chi realmente lo fa è in calo fino al 2008 (varia dall’11,7% del 2002 al 6,5% del 2008), ma poi ricomincia a salire, fino ad arrivare di nuovo al 10% del 2012 e al 8,5% del 2013. Perché ci ripensano? Dove finiscono le donne che hanno chiesto di abortire e poi spariscono?

LE INIZIATIVE DEL 30 SETTEMBRE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

“Riprendiamoci la libertà!”: con questo slogan il segretario generale della Cgil Susanna Camusso invita tutte le donne a scendere nelle piazze italiane sabato 30 settembre per le manifestazioni organizzate dalla Confederazione contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime. “In Toscana, dove nelle ultime settimane le cronache sono piene di episodi anche terribili di mancanza di rispetto verso le donne, saranno organizzati presìdi nelle province”, spiega Dalida Angelini, segretaria generale di Cgil Toscana, che aggiunge: “I numeri sulle violenze sulle donne raccontano purtroppo non un’emergenza ma la quotidianità. In queste settimane abbiamo letto e sentito colpevolizzazioni delle donne, visto decaloghi su come comportarsi: ma si sa o no quanto per una donna è difficile e doloroso denunciare? Non è questa la strada giusta, per questo c’è bisogno di una azione. Serve coinvolgimento in questa battaglia, anche degli uomini: ogni violenza sulle donne riguarda tutti. Il nostro appello è anche quello di un uso accorto delle parole, altrimenti le donne che subiscono una violenza finiscono per subirne due”.
Per la Cgil “il linguaggio utilizzato dai media e il giudizio su chi subisce violenza, su come si veste o si diverte, rappresenta l’ennesima aggressione alle donne. Così come il ricondurre questi drammi a questioni etniche, religiose, o a numeri statistici, toglie senso alla tragedia e al silenzio di chi l’ha vissuta”. Con l’appello, dal titolo ‘Avete tolto senso alle parole’, la Cgil lancia una mobilitazione nazionale “per chiedere agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo dramma”. Perché “la violenza maschile sulle donne non è un problema delle donne”, che “non vogliono far vincere la paura e rinchiudersi dentro casa”. “L’appello - ricorda la Cgil - è aperto a tutte coloro che vorranno aderire. È fondamentale che il fronte di coloro che vogliono rompere il silenzio cresca ancora”. Per aderire, http://www.progressi.org/avetetoltoilsensoalleparole. Queste le iniziative toscane di sabato (eventi in aggiornamento): Arezzo (presidio il pomeriggio alla Fiera dell’artigianato, Corso e Piazza Vasari), Prato (volantinaggio in centro, alle 16 ritrovo in piazza del Comune), Pisa (volantinaggio al mercato la mattina a Volterra, volantinaggio al mercato la mattina a Pisa, presidio dalle 17 alle 19 in Corso Italia - Logge di Banchi a Pisa), Massa Carrara (oggi si decidono i termini dell’iniziativa), Pistoia (gazebo animato, ore 10:30 in Piazza Duomo), Livorno (ore 10-12 presidio alla terrazza Mascagni, in caso di pioggia via Grande angolo via della Madonna). A Firenze è prevista la manifestazione per l'aborto sicuro il 28 settembre, nel senese (a Montepulciano) il 13 ottobre alle 21 ci sarà una iniziativa in ricordo di Antoneta Balan (uccisa il 13 luglio).

I NUMERI DELLO SPORTELLO DONNA DI FIRENZE

Lo Sportello "Donna chiama donna" della Cgil Firenze (telefono 0552700417, mail donnachiamadonna@firenze.tosc.cgil.it) da anni - centinaia le donne assistite - tra Firenze, Figline, Empoli e Borgo San Lorenzo offre servizi a donne con problemi di lavoro, donne incinta che non sanno come coniugare la maternità con il mestiere, donne discriminate o maltrattate, o che hanno un genitore non più autosufficiente o che vogliono adottare un bambino): nell'ultimo anno (da giugno a giugno) 81 donne incontrate. Le fasce d’età più rappresentate sono fra i 30 e i 50 anni, con il 54% di presenze, ma sono significativi sia il 13% di ultrasessantenni, sia la bassa frequenza delle giovani fino ai 30 anni. Le donne che si rivolgono a questo sportello sono per la maggior parte sposate (30%), italiane (81%), con un solo figlio (43%) o senza figli (33%), occupate (68%). “Solo” il 17% sono disoccupate e solo una si è dichiarata casalinga. La scolarizzazione è alta: 48% diplomate, 27% con laurea o master. Hanno conosciuto lo sportello da fonte sindacale (per il 53%). Perché si rivolgono alla Cgil? In misura esattamente identica per problemi attinenti al diritto di famiglia e al diritto del lavoro (44%), in maniera residuale per i diritti della persona (12%) dove emerge il problema della sicurezza.
La violenza è il tema predominante: nell’ambito del diritto di famiglia il 18% ha affrontato problematiche di divorzio e separazione, in ambito lavorativo si denunciano vessazioni e violenze di varia natura nel 23% dei colloqui. Sempre nella sfera del lavoro, l’altro grande scoglio è la maternità (15% delle denunce) che fa sorgere problemi seri non solo col datore, ma spesso anche con i colleghi di lavoro. Su 81 persone incontrate ben 34 hanno denunciato violenze più un caso di mobbing e uno di stalking riconosciuti dalle autorità. I percorsi attivati dalla Cgil interessano sia i legali con cui si collabora ma soprattutto le categorie di riferimento, cui sono stati segnalati il 19% dei casi, senza contare i servizi e la galassia Cgil, da Federconsumatori a Sunia, senza tralasciare la Questura, i servizi sociali e associazioni del territorio come Artemisia.

Notizia del: mer 27 set, 2017

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«Uomini, vogliamo rispetto» Le imprenditrici ora alzano la voce

E la politica rilancia: «Stati generali anti violenza»

di ROSSELLA CONTE su la Nazione 6 Settembre 2017

«LA NOSTRA associazione non può che constatare con dolore la profonda lacerazione che sta vivendo la nostra società e che emerge dal sempre più diffuso fenomeno della violenza sulle donne. E’ necessario avviare progetti che portino gli individui a tutti i livelli di età, ma soprattutto i giovani, a fare pace fra i valori maschili e femminili, imparando il rispetto del diverso, la capacità di vivere integrando ed includendo valori e non prevaricando ed escludendo». Anche Aidda, l’associazione delle impreditrici fiorentine, è scesa in campo per «affermare un pensiero diverso, per l’appunto femminile» spiega Antonella Giachetti, vicepresidente nazionale. 

«AIDDA ce la metterà tutta – prosegue – un’associazione di donne disposta a riconoscere la propria diversità non può che portare un grosso contributo ad agevolare l’introduzione di un modo di pensare nuovo». Donne come Antonella ma anche Stella Reali Bigazzi, presidente della delegazione Toscana, Orietta Malvisi Moretti, Monique Kraft e Theodossia Tziveli, scendono tutti i giorni in campo per affermare i diritti del gentil sesso. L’associazione ha istituito anche un laboratorio, il Noe, per promuovere e fare ricerca su nuove forme di sviluppo economico e sociale e realizzare progetti finalizzati a portare un cambiamento nella società attraverso l’integrazione della prospettiva dei valori della cultura femminile. 

C’è ancora tanto da fare per la Cgil. Nell’ultimo anno, infatti, allo sportello Cgil ‘Donna chiama donna’ (055 2700417) si sono rivolte ben 81 lavoratrici. Donne con problemi di lavoro, incinta che non sanno come coniugare la maternità con il mestiere, discriminate o maltrattate. Le fasce d’età più rappresentate sono fra i 30 e i 50 anni, con il 54% di presenze, ma sono significativi sia il 13% di ultrasessantenni, sia la bassa frequenza delle giovani fino ai 30 anni. «C’È ANCORA tanto da fare per migliorare la condizione femminile – insiste Paola Galgani, segretaria Cgil Firenze -. Noi abbiamo investito sullo sportello per dare assistenza e strumenti alle persone in presenza di situazioni di discriminazione». «Sono numeri impressionanti - aggiunge la responsabile del progetto Valeria Cammelli - perché occorre sempre tener presente che questo è solo ciò che emerge, una piccola parte della realtà. I percorsi attivati interessano sia i nostri legali ma soprattutto le categorie di riferimento, i nostri servizi e la nostra galassia, da Federconsumatori a Sunia, senza tralasciare la Questura, i servizi sociali, associazioni del territorio come Artemisia». 

ANCHE la politica fa sentire la propria voce. Forza Italia lancia ufficialmente «la richiesta di fare a Firenze gli stati generali contro la violenza sulle donne». «C’è un clima preoccupante, che i fatti di cronaca confermano drammaticamente. Solo lavorando a livello culturale ed educativo, parallelamente ad azioni repressive sul territorio, potremo sperare di invertire una tendenza negativa, che vede le donne vittime di violenze fisiche, psicologiche e verbali. Tutti i settori della società devono sentirsi impegnati in questa battaglia di civiltà» lanciano l’appello Deborah Bergamini, responsabile nazionale comunicazione di Forza Italia e Marco Stella, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana. «L’obiettivo - sottolineano - è di qualificare Firenze come la città capofila in Italia per combattere il fenomeno, sempre più grave, della violenza contro le donne. Il cambio di mentalità è il primo passo per combattere un fenomeno che è atavico ed ha chiare radici culturali. Al contempo occorre inasprire le pene, e considerare nuove misure che facciano da deterrente».

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Un calcio alla violenza sulle donne Viola Women’s e metalmeccanici in campo per Artemisia

Partita benefica allo stadio Bozzi

da la Nazione 1 Giugno 2017

UNA PARTITA fra i metalmeccanici e le campionesse della Fiorentina Women’s per dire no alla violenza sulle donne e sostenere l’associazione Artemisia. È ‘Un calcio alla violenza sulle donne’, l’iniziativa promossa dalle organizzazioni territoriali dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e dalla sezione Metalmeccanica di Confindustria Firenze per offrire il contributo di una categoria composta prevalentemente da uomini alla battaglia contro la violenza di genere. L’appuntamento, in programma il 6 giugno alle 20.30 allo stadio Gino Bozzi, è stato presentato in Palazzo Vecchio dall’assessore allo Sport Andrea Vannucci.

“Un’iniziativa molto bella – ha detto Vannucci - che unisce il mondo del lavoro, della produzione e dello sport per contribuire alla causa di Artemisia, in prima linea nella nostra città sulla lotta alla violenza di genere. Ringrazio la Fiorentina Women’s, che ha accettato immediatamente l’invito, e i tre sindacati e Confindustria metalmeccanica per aver proposto l’iniziativa. Mi auguro di vedere uno stadio Bozzi pieno per questa bella festa di sport, lavoro e solidarietà”.

A SCENDERE in campo saranno le campionesse della Fiorentina Women’s FC contro una delegazione metalmeccanica composta da lavoratori, rappresentanti sindacali e istituzionali, personalità sportive e dello spettacolo. Tra i nomi: gli ex giocatori della Fiorentina Christian Riganò, Eraldo Pecci e Alberto Malusci; per le istituzioni l’assessore Andrea Vannucci, il sindaco di Campi Emiliano Fossi e il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi.

 

"Un calcio alla violenza sulle donne", domani a Firenze conf.stampa per presentare la partita di solidarietà

“Un calcio alla violenza sulle donne”, domani mercoledì 31 maggio a Firenze (ore 12:30, sala Macconi di Palazzo Vecchio) la conferenza stampa di presentazione della partita di solidarietà tra Fiorentina Women’s e una delegazione metalmeccanica con personaggi delle istituzioni, dello sport e dello spettacolo. La partita si giocherà il 6 giugno alle Due Strade

“Un calcio alla violenza sulle donne”: a Firenze domani mercoledì 31 maggio, alle ore 12:30 presso la sala Macconi di Palazzo Vecchio (piazza Signoria), si presenterà la partita di solidarietà a sostegno del Centro Antiviolenza Artemisia che vedrà le campionesse della Fiorentina Women's FC affrontare una delegazione metalmeccanica composta da rappresentanti sindacali, istituzionali, personalità sportive e dello spettacolo. La partita si giocherà martedì 6 giugno alle ore 20:30 allo Stadio Comunale Gino Bozzi-Due Strade.
Alla conferenza stampa di domani interverranno l'assessore Andrea Vannucci e i Segretari Generali territoriali di Fim/Cisl Alessandro Beccastrini, Fiom/Cgil Daniele Calosi e Uilm/Uil Davide Materazzi, oltre a un rappresentante di Confindustria.

Notizia del: mar 30 mag, 2017

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Un corteo color fucsia per i diritti delle donne “Scioperiamo su lavoro ma anche nella vita”

ILARIA CIUTI su la Repubblica 9 Marzo 2017

SONO una marea. «Siamo marea e cresceremo. Non abbiamo paura e il mondo cambieremo» grida lo slogan di apertura del corteo del Lotto Marzo, che ha attraversato ieri sera dalle 18 in poi l’intera città fina piazza Santo Spirito da piazza dell’Annunziata dove centinaia di donne a rotazione avevano sostato tutta la giornata. Chiamate dalla rete NonUnaDiMeno a scioperare in casa e sul lavoro e scendere in piazza insieme alle donne di 50 paesi del mondo, tutte ugualmente in lotta per la loro libertà, la dignità, la volontà di muoversi liberamene sempre, l’autodeterminazione, la parità salariale, il rispetto di ogni diversità. Contro gli stereotipi e le violenze sessisti, dal linguaggio, alle molestie, alla punta dell’iceberg del femminicidio. «La nostra libertà non si tocca la difenderemo con la lotta». Lo gridano, ritmando con tamburi e fischietti, giovani e meno giovani, le une accanto alle altre, le prime sono la grande maggioranza. Vestite di nero con una citazione fucsia: gli orecchini, la collanina, la sciarpa, un fiocco tra i capelli o in fondo al jeans, un cappellino, la bandanina fucsia come passata con le cocche a fiocco delle studentesse del liceo Galileo. «Siamo la luna che muove le maree, cambieremo il mondo con le nostre idee». Sono quasi tremila, difficile contarle, niente file ordinate come ai soliti cortei, ma una massa indistinta e accatastata di persone e colori, di slogan e cartelli come «l’8 per la mia libertà», senza soluzione di continuità. Per dare un’idea, la coda è ancora a San Marco quando la testa è al Duomo. Ci sono anche molti uomini. «Grido contro la violenza e me ne sento immune — dice Francesco — Poi mi guardo e mi domando: chissà se io di tante cose non mi sono reso conto». Lo dice guardando la piramide costruita dal «collettivo degenerate» con i cartelli dal basso a crescere: molestie sessiste sul lavoro e per strada, pubblicità, stereotipi di genere, violenze fisiche, psichiche, economiche, e in cima stupro, assassinio. Le donne della sanità hanno la parrucca fucsia. «Volevamo scioperare — spiega Francesca — Ma abbiamo l’obbligo di assicurare i servizi minimi e la carenza di organico è tale che i servizi minimi sono la quotidianità che ci impedisce di avere un’ora per noi e i nostri figli».

Quelle dell’Ataf con i palloncini fucsia sono fiere di essere riuscite, in 80 su 800 autisti, a fare scioperare anche gli uomini Dice Serena Merlini: «Vogliamo sicurezza per le donne e per le autiste e gli autisti su vetture ancora troppo poco sicure». Nel corto sfila lo striscione: «Questo 8 marzo non odora di mimose ma di riscatto ». Tutto fucsia, niente giallo, non si vede una mimosa. Ci sono le insegnanti di scuola e di università della Flc Cgil con lo striscione «Fermiamo la violenza contro le donne» retto anche dalla segretaria toscana della Cgil, Dalida Angelini. Ci sono le donne di Nosotras con i tocchi di fucsia nei fazzoletti che coprono la testa. E poi, Il Giardino dei Ciliegi, il collettivo degli studenti di scienze politiche, tante studentesse e anche studenti. Ci sono le educatrici degli asili nido che hanno scioperato, le commesse. Un tempo erano «le streghe sono tornate». Questo Lotto-Marzo streghe o donne sono tornate davvero, con la rabbia ma anche l’allegria e la fierezza di aver rialzato la testa, di rivendicare dignità, di dire «Yo decido» come è scritto su uno degli striscioni di NonUnaDiMeno che richiama l’inizio di questo movimento in Spagna. Persino il Cpa per la prima volta mette tra i suoi obiettivi la lotta al sessismo. Ci sono le donne dell’aeroporto: «Abbiamo scioperato, alcuni aerei sono rimasti fermi».

Molte sono arrivate solo per il corteo. Molte si erano invece avvicendate durante tutto il giorno in piazza Santissima Annunziata. Sottolineando la globalità dell’iniziativa. «Possiamo così lottare non solo per noi ma anche per le donne che non hanno alcun diritto», dice Adriana Ardi, tecnica universitaria. Dicono anche «Non siamo il sesso debole, sappiamo unirci in tutto il mondo e fare tante cose».



l’ 8 MARZO

scendiamo in piazza insieme alle donne di 40 paesi

Ore 10.00: in P.zza Ss. Annunziata

Attività varie, consultoriA e performance nella “Piazza del desiderio” dove saremo

liber* di essere quello che vogliamo

Ore 18.00: da P.zza Ss. Annunziata

Partenza del corteo sonoro e rumoroso con arrivo in piazza S. Spirito, al termine musica e

aperitivo femminista. Portiamo strumenti, fischietti e qualunque cosa faccia rumore!

Come si sciopera dal lavoro di produzione e riproduzione?

. possono aderire tutt* nei posti di lavoro nei quali sia stato proclamato lo sciopero.

. Vestiamoci di nero con “qualcosa di fucsia” fin dalla mattina.

. Asteniamoci dalle attività di cura quotidiane: spesa, consumi, cucina, pulizie, etc.

Diciamo basta alla violenza contro le donne e alla violenza di genere

. Vogliamo il lavoro senza sfruttamento e precariato, e un welfare per tutt*

. Vogliamo l’aborto libero,sicuro e gratuito, consultori accoglienti e senza ticket.

. Vogliamo che la scuola sia pubblica e laica, che promuova l’educazione alle differenze e sia capace di prevenire e contrastare tutte le violenze: di genere, omofobia, transfobia, bullismo e razzismo

. Rifiutiamo le politiche repressive, inutili e strumentali, rivendichiamo piena libertà di movimento e autodeterminazione.

. Sosteniamo le lotte delle migranti e dei migranti.

. Rifiutiamo pratiche, linguaggi e rappresentazioni mediatiche sessiste e misogine.

. Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi.

Se le nostre vite non valgono: noi scioperiamo!

#LottoMarzo #NonUnaDiMeno

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Donne, “in sciopero per non morire”

La festa di domani diventa una giornata di lotta proclamata dalla rete internazionale di sindacati e associazioni “Scendiamo in piazza vestite di nero: se la nostra vita non vale niente, allora non vale neppure il nostro lavoro”

Non aderisce la Cgil perché, come spiega Camusso, restare a casa avrebbe un costo alto Piazza Santissima Annunziata dalle 10 alle 18 sarà il vero cuore delle iniziative a Firenze

ILARIA CIUTI su la Repubblica 7 Marzo 2017

NON saranno solo mimose. Sarà, domani, un 8 marzo di lotta. NonUnaDiMeno, la rete internazionale di donne che raggruppa tutte le associazioni femminili e i centri antiviolenza italiani dopo la manifestazione del 26 novembre, dichiara sciopero generale nazionale dal lavoro. Aderendo così allo sciopero globale di produzione e di riproduzione: sul lavoro ma anche nelle attività di cura quotidiane: spesa, pulizie, cucina, accudimento. «Vestiamoci di nero con qualcosa di fucsia. Scioperiamo e scendiamo in piazza insieme alle donne di 40 paesi del mondo», dice il volantino di convocazione per #Lottomarzo da parte di #NonUnaDiMeno. Lo slogan è eloquente: «Se le nostre vite non valgono noi scioperiamo». E se non vale la nostra vita, ragionano le donne, non vale neanche il nostro lavoro che come è noto è doppio, in casa e fuori.

La Cgil non dichiara sciopero generale, perché, come spiegano sia la segretaria Camusso che Annamaria Romano della Cgil toscana, lo sciopero costa a chi lo fa e può essere convocato solo se connesso a obiettivi raggiungibili nel breve. Comunque il medesimo sindacato farà oggi assemblee nei luoghi di lavoro e da quelle assemblee come dalle altre che si faranno in seguito nascerà una piattaforma di rivendicazioni al femminile. Scioperano però alcuni settori. A Firenze, le donne della Funzione pubblica-Cgil che si prendono cura di anziani e disabili a Villa Gisella, contro la proposta di contratto nazionale e con presidio dalle 10. A livello nazionale dichiara sciopero generale la Flc – Cgil, la Federazione dei lavoratori della cultura, convinta che violenza sessista e la dignità delle donne siano questioni che riguardino soprattutto proprio la cultura. Dunque potrebbero svuotarsi scuole e università. Dopodiché hanno dichiarato sciopero generale tutti i sindacati di base, dalla Usb ai Cobas. Presenti a Firenze nei trasporti, il Comune, Careggi, alcune aziende private, la grande distribuzione da Esselunga alla Coop, Ikea, Rinascente, Zara e via dicendo. Ataf, dove i Cobas pesano e l’adesione potrebbe essere di qualche conto e dove le autiste hanno già lanciato l’iniziativa di mettersi tutti il fiocco rosso, si ferma, come Li-nea, dall’inizio del servizio alle 6 e dalle 9,15 alle 11,45 e dalle 15,15 a fine servizio. Alle 10,30 presidio in viale dei Mille. Fiocchi rossi, per iniziativa del 4242, anche sulle antenne dei taxi. Li venderanno a Peretola, a favore del centro anti violenza Artemisia, l’associazione «Per Michela», la dipendente dell’aeroporto uccisa dal marito, e Artemisia. Peraltro Toscana Aeroporti, a causa dello sciopero nazionale per l’8 marzo, garantisce domani solo i voli di emergenza. Per gli altri, consiglia i passeggeri di consultare prima i siti degli scali di Firenze e di Pisa.

Comunque domani lo sciopero potrebbe superare le aree di influenza Usb e Flc-Cgil. Basta che una sola sigla dichiari sciopero generale perché tutte e tutti (lo sciopero è sempre universale) siano autorizzati a aderire, anche se quella sigla non è presente nel loro luogo di lavoro. Come fa sapere alle donne NonUnaDiMeno di Firenze che dà appuntamento a chi sciopera e a chi no, domani dalle 10 alle 18 in piazza Santissima Annunziata, trasformata in «piazza dei desideri » e della libertà, compreso il consultorio all’aperto. Aderisce alla manifestazione la Cgil. I Cobas invitano autiste e autisti Ataf a partecipare. Alle 18, partenza in corteo per piazza Santo Spirito, facendo rumore per comunicare che lo sciopero dice basta alla violenza sulle donne ma anche che le donne vogliono «il lavoro senza sfruttamento e senza precariato, un welfare per tutte e tutti, l’aborto libero, sicuro e gratuito, la scuola pubblica e laica che educhi alle differenze e contrasti tutte le violenze, sostenere le migranti e i migranti» In più, rivendicano «piena libertà di movimento e autodeterminazione ». E concludono: «Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi».

Varie le iniziative in città. Toscana Aeroporti e l’Aeroclub Luigi Gori ripetono la prossima domenica l’iniziativa sperimentata domenica scorsa e offrono a un massimo di 100 donne un volo sopra Firenze su un velivolo da turismo. Prenotarsi allo 055/317313 oppure su segreteria@ aeroclubfirenze.it. Palazzo Vecchio e i musei civici di Firenze saranno gratuiti per le donne. La libreria Feltrinelli propone alle bambine letture che rovesciano gli stereotipi, parlando di talento, coraggio, libertà delle donne.

Corteo in centro Cgil e Cobas in cabina di regia

Ivana Zuliani sul Corriere Fiorentino 7 Marzo 2017

L’8 marzo diventa Lotto marzo. Le donne, per la loro giornata simbolo, scioperano e scendono in piazza: a Firenze, in Toscana e, in contemporanea, in 40 paesi del mondo. Per domani la rete «Non una di meno» insieme a varie sigle sindacali (Usi, Slai Cobas per il sindacato di Classe, Cobas, Confederazione dei Comitati di Base, Usb, Sial Cobas, Usi-Ait, Usb, Sgb, Flc Cgil) ha indetto uno sciopero generale per rendere di nuovo protagoniste le donne della festa internazionale a loro dedicata e per difendere i loro diritti. L’astensione dal lavoro riguarda ogni settore, pubblico e privato, durerà 24 ore (sono garantiti i servizi essenziali) è indirizzata alle lavoratrici, ma anche gli uomini sono invitati a partecipare. Con lo slogan «Lotto marzo», e il simbolo di una matrioska nera e fucsia, le donne scenderanno in piazza con cortei, presidi, assemblee e volantinaggi. 

A Firenze si riuniranno dalle 10 per tutto il giorno in piazza Santissima Annunziata: qui sarà ricreata una «piazza del desiderio» con tavoli di discussione e performance. Sarà ricreato anche un consultorio: «In Santissima Annunziata ce n’era uno che era un punto di riferimento per le donne, ma è stato chiuso. Voi vogliamo sottolineare la mancanza di questo servizio ricreandone uno noi per un giorno», afferma Lea Fiorentini, una delle promotrici della manifestazione. Alle 18 un corteo rumoroso, al suono di fischietti, strumenti musicali e pentole, sfilerà fino a piazza Santo Spirito, con flash mob divertenti davanti a luoghi simbolo come la Regione o le farmacie. «Scendiamo in piazza per dire che ci sono ancora discriminazioni forti sul lavoro, tra le mura domestiche e meccanismi sessisti», afferma Lea. Le donne faranno sentire la loro voce contro le discriminazioni e ogni forma di violenza maschile, per difendere il diritto all’aborto. «Scioperiamo perché siamo stanche di vedere i tagli al welfare ricadere sulle donne, perché nessuno può decidere quando possiamo avere dei figli, perché siamo stanche di subire prepotenze».


L'8 marzo della Fp Cgil Firenze: a fianco delle lavoratrici in lotta della Rsa Villa Gisella

L’8 marzo della Fp Cgil Firenze: al presidio delle lavoratrici della Rsa Villa Gisella, che difendono il proprio lavoro (largo Caruso 1, ore 10-12, la stampa è invitata). Sarà presente la segretaria generale Paola Galgani: “A fianco delle lavoratrici in lotta, un ottimo modo di celebrare la Festa”. Il segretario Fp Giorgetti: “La crisi le donne l’hanno pagata di più”. Al Meyer previste letture di favole ai bambini. Alle 18 il corteo da SS. Annunziata con il movimento “Non una di meno”

Mercoledì 8 marzo, Giornata Internazionale della donna, “vogliamo che sia un'occasione di lotta sui temi della contrattazione, della dignità della persona e dei diritti sul lavoro”: la Fp Cgil di Firenze organizza due iniziative sul territorio, che avranno come filo conduttore la cultura, il lavoro e le rivendicazioni sindacali volte al femminile. “In questi anni di crisi, sono soprattutto le donne a pagarne il prezzo più alto. Per il nostro comparto è ancora più dirompente l'impatto poiché i tagli ai servizi hanno gravi conseguenze per le donne sia come lavoratrici che come cittadine”, spiega Alessandro Giorgetti, segretario generale Fp Cgil Firenze.

Questi i due appuntamenti di mercoledì 8 marzo a Firenze organizzati dalla Fp Cgil:
1) dalle ore 10 alle ore 12 presidio “Non un'ora di più, non un diritto di meno!” in Largo Caruso, 1 davanti alla Rsa Villa Gisella a sostegno delle lavoratrici che si occupano di anziani e disabili e contro la proposta di rinnovo del Contratto nazionale Anaste, che vuole diminuire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e aumentare l'orario di lavoro (la stampa è invitata). Al presidio sarà presente la segretaria generale della Cgil fiorentina Paola Galgani, che spiega: “Al fianco delle donne che difendono il proprio lavoro: ci sembra un ottimo modo di celebrare l’8 marzo”. Ci sarà anche il camper dei diritti della Cgil, per la campagna del sindacato che chiede due Sì ai referendum su abolizione dei voucher e responsabilità solidale negli appalti.
2) alle ore 10:30, nella ludoteca dell'Ospedale Meyer, per l'educazione e la cultura al femminile, l'attrice Marion D'Amburgo leggerà favole e filastrocche di Gianni Rodari per i piccoli ospiti dell'ospedale (iniziativa non per la stampa).

Alle ore 18, in piazza Ss.Annunziata, la Cgil parteciperà al corteo del movimento “Non Una di Meno”, con arrivo in piazza S.Spirito.

Notizia del: lun 06 mar, 2017

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Festa della donna tra film, fotografie e lotte per i diritti

dal Tirreno 6 Marzo 2017

CERTALDO Anche quest'anno il mese di marzo a Certaldo si tinge di rosa con "Marzo al femminile", iniziative dedicate al tema dei diritti delle donne e delle pari opportunità. Un'iniziativa che è anche "arcobaleno", ovvero corale, in quanto realizzata a cura del Comune di Certaldo, grazie alle attività e alla collaborazione di Multisala Boccaccio, GrandeSchermo, I Cettardini, Anthos, Spi Cgil, Fotoclub 24/36, Centro Egiziano Giglioli, Auser, Unicoop Firenze e Minerva onlus. Si comincia domani alle 21.15 al cinema teatro multisala Boccaccio, con la proiezione del film “ 7 minuti”, regia Michele Placido (ingresso per le donne, 4 euro). Da mercoledì a domenica, nella saletta Via 2 Giugno, mostra fotografica “Per non dimenticare il cammino fatto”, esposizione di documenti fotografici sulle lotte delle donne per lavoro, diritti ed emancipazione. Mercoledì alle 15.30 nella saletta Via 2 Giugno incontro sul tema “Vecchi mestieri e pluralità dei nuovi lavori”. Proiezione video, letture, testimonianze dirette di donne diverse per età, cultura e provenienza.

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L'8 Marzo tra lettere, teatro, iniziative dedicate alle donne

da la Nazione 5 Marzo 2017

L’8 MARZO alla Casa del Popolo di ponte a Elsa si terrà una iniziativa sul tema della donna.
In programma, alle 19, i saluti delle amministrazioni comunali di Empoli e di San Miniato.
Seguono letture a cura di Silvia Mozzorecchi (Cgil Empolese Valdelsa) e, alle 20, apericena.
Alle 21.30 spettacolo teatrale di Rosa Iacopini «Femmina, grande come la terra».

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Le battaglie in rosa

Lungo le tappe dell’emancipazione

Le iniziative per l'8 Marzo a Castelfiorentino

Irene Puccioni da la Nazione 1 Marzo 2017

OLTRE settant’anni di battaglie che hanno portato a conquiste fondamentali nel campo dei diritti e in quello di una piena emancipazione della donna in famiglia, nel lavoro, nella cultura e nel costume. E’ questo il filo conduttore (e non l’unico) che animerà l’8 Marzo, Festa della donna, a Castelfiorentino, grazie a un programma pensato dallo Spi-Cgil locale insieme ad altre associazioni del territorio.

Il tema dell’emancipazione della donna nella società italiana sarà sviluppato attraverso una pluralità di eventi e di linguaggi: performances teatrali, cortometraggi, incontri, conferenze e mostre fotografiche aperte al pubblico fino a domenica 19. «Quando abbiamo iniziato a pensare cosa fare per l’8 marzo – sottolinea Nadia Meacci, segretaria Spi-Cgil di Castelfiorentino – siamo partiti da un punto fermo: non volevamo fare da soli, convinti che saremmo riusciti a realizzare un programma più ricco coinvolgendo le associazioni che già avevano collaborato con noi il 25 novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne».

Preludio ai festeggiamenti veri e propri sarà l’inaugurazione, lunedì 6 alle 10, nella galleria commerciale di Unicoop a Castelfiorentino, della mostra «Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia». Una ventina di pannelli espositivi ripercorreranno un confronto tra il ‘prima’ e il ‘dopo’ di oltre 70 anni di conquiste: dalla legge a tutela delle lavoratrici (primi anni del ‘900) al diritto di voto (1946), alla legge sul divieto di licenziamento a causa del matrimonio (1964), fino alle grandi questioni degli anni settanta, divorzio e riforma del diritto di famiglia, legge sull’aborto (1978), abolizione del «delitto d’onore» (1981, appena 35 anni fa). Occasione di approfondimento, la conferenza in programma martedì 7, alle 16, nel saloncino soci Coop con Graziella Falconi della «Fondazione Nilde Iotti». Mercoledì 8 la serata sarà aperta, alle 16, al Ridotto del Teatro del Popolo, da tre cortometraggi di Monica Gazzo, che alternano alcuni cambiamenti avvenuti nel costume a temi forti come la violenza o le malattie professionali. A seguire, gli interventi di Ivana Volterrani (coordinamento donne Spi-Cgil), del sindaco Alessio Falorni e lo spettacolo teatrale «L’amore e le grandi storie» (di Franco Benedetti e Giuliano Bagagli), incentrato su due relazioni: quella di Antonio Gramsci con la moglie Giulia, e quella epica di Paride con Elena.

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