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altri articoli 2016

Appalti, nel Chianti nasce un Osservatorio tra Comuni e sindacati fiorentini

Appalti, nel Chianti nasce un Osservatorio tra Comuni e Cgil-Cisl-Uil Firenze. I sindaci: “Accordo positivo”. I sindacati: “Un passo avanti per i diritti del lavoro”

Appalti: Cgil, Cisl e Uil Firenze il 13 novembre scorso hanno sottoscritto con l’Unione dei Comuni del Chianti un accordo-ponte che istituisce un Osservatorio paritetico volto a garantire maggiore trasparenza sui procedimenti di gara, ed a promuovere le azioni di controllo sulla applicazione delle normative in materia lavoristica e di sicurezza sul lavoro. L’intesa inoltre mira anche a costituire una banca dati che analizzi le corrette applicazioni dei Contratti nazionali, gli aspetti della clausola sociale, la presenza di cooperative spurie, la corretta applicazione della legge in materia di salite e sicurezza sul lavoro.

Il commento dei sindaci del Chianti Giacomo Trentanovi (Barberino Val d'Elsa), Paolo Sottani (Greve in Chianti), Massimiliano Pescini (San Casciano Val di Pesa) e David Baroncelli (Tavarnelle Vl di Pesa): “E’ un accordo positivo, che tiene conto delle realtà del codice degli appalti e della necessaria autonomia, trasparenza, imparzialità dentro che sono il compito della pubblica amministrazione, e del rapporto corretto con chi rappresenta il mondo del lavoro. Ognuno per il suo ruolo. Il monitoraggio periodico degli effetti delle gare di appalto di lavori e servizi ci consente di fare un passo in avanti, possibile, nella qualità delle relazioni, valutandone gli effetti. E' un primo passo che si inquadra nel confronto costante tra le amministrazioni comunali e le organizzazioni sindacali su una complessità e una pluralità di argomenti".

Secondo Cgil, Cisl e Uil Firenze (rispettivamente con Laura Scalia, Nicola Longo, Renzo Nardi) si tratta di “un importante risultato e un passo in avanti per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nel settore degli appalti, per la legalità e il lavoro di qualità. Si sancisce al contempo la disponibilità dei Comuni del Chianti a discutere di un tema fondamentale come quello degli appalti: e si così apre un percorso di confronto con lo scopo di firmare anche in questo territorio il ‘Protocollo d'intesa in in materia di appalti pubblici, concessioni di lavoro, forniture e servizi e legalità’ da noi presentato a tutti i Comuni della Città metropolitana”.

Notizia del: ven 24 nov, 2017

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"Una task force contro gli incidenti sul lavoro": Cgil-Cisl-Uil Firenze hanno incontrato il prefetto

Sicurezza sul lavoro, stamani Cgil-Cisl-Uil Firenze ricevute dal prefetto. Chiesta una task force di vigilanza e controllo a tutela di chi lavora. “Nel nostro territorio gli infortuni gravi o mortali sono da considerare una emergenza”

Oggi si è svolto l'incontro con il Prefetto richiesto nelle scorse settimane da Cgil, Cisl e Uil Firenze a seguito dell'ennesimo infortunio mortale sul lavoro.
Come sindacati abbiamo sottolineato che gli infortuni gravi e mortali sono diventati così significativi sul nostro territorio da potersi considerare una “emergenza” e quindi ci vogliono azioni concrete ed immediate a garanzia e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Abbiamo proposto al Prefetto di trovare un luogo dove tutti i soggetti protagonisti della Sicurezza sul lavoro, dalle parti sociali datoriali a quelle istituzionali di controllo e vigilanza, possano dialogare ed interagire sotto la regia prefettizia; e a nostro avviso la Conferenza permanente prevista dalla circolare DPR 180/2006 potrebbe essere un luogo ideale.

Quindi, attraverso la creazione di una task-force, serve intervenire nei luoghi di lavoro al fine di concretizzare una vigilanza ed un controllo efficaci, a salvaguardia dei lavoratori su una questione di vitale importanza e di rilievo sociale come la Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, iniziando da uno dei settori particolarmente esposti ai rischi per più fattori, il settore edile.
La nostra proposta ha incontrato l'attenzione del Prefetto, che si è reso disponibile a convocare nelle prossime settimane la Conferenza permanente per tutte le azioni utili al fine di intraprendere un percorso di fattibilità che possa creare tutte le condizioni possibili per una garanzia di tutela per la salute e la sicurezza sul lavoro.

Firmato: Cgil, Cisl e Uil Firenze

Notizia del: gio 26 ott, 2017

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Indagine su Usl Toscana Centro, Cgil-Cisl-Uil Firenze: "Ora mantenere controlli e ispezioni"

Indagine su Dipartimento Prevenzione Usl Toscana Centro, la nota Cgil-Cisl-Uil di Firenze: “Ora bisogna garantire controlli e ispezioni, tutelare il diritto alla salute e sicurezza sul lavoro”

Adesso che la Procura di Firenze ha notificato avvisi di conclusione indagine agli operatori PISLL dell'Usl Toscana Centro, in attesa che si concluda l'iter degli accertamenti e riponendo piena fiducia nel lavoro della magistratura, siamo di fronte all'emergenza di come salvaguardare il diritto alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

L'attività di vigilanza e di ispezione che svolgono gli operatori PISLL è fondamentale per garantire la verifica del rispetto delle regole per salvaguardare la salute e la vita di chi lavora. I numeri degli infortuni gravi e mortali sono drammaticamente in aumento, una strage che da inizio anno ad oggi ha visto coinvolti tutti i settori, giovani e adulti.
Occorre garantire i controlli e le ispezioni.

La situazione che si è determinata con l'indagine, che si somma alla sospensione dei 6 ispettori addetti alle grandi opere della settimana scorsa, non può in nessun modo ricadere sul servizio di tutela. Si potrebbe generare una situazione di assenza tale da non garantire un servizio fondamentale.

Così come già richiesto formalmente in data 12 ottobre, ribadiamo la necessità di un incontro urgente in la Direzione USL Toscana Centro, cui aggiungiamo oggi il Dipartimento salute e sicurezza della Regione Toscana, al fine di conoscere quali misure si intenda adottare per far fronte a questo stato di emergenza.

Firmato: per i Dipartimenti Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro
CGIL Firenze: Barbara Orlandi, Laura Scalia
CISL Firenze e Prato: Fabio Franchi, Nicola Longo, Giuseppe Viviano
UIL Firenze: Arturo Papini

Notizia del: mer 18 ott, 2017

Indagine su Usl Toscana Centro, la Fp Cgil: "Interrogativi sulle procedure interne, c'è un settore in ginocchio''

Oltre 100 avvisi di chiusura indagine sul Dipartimento Prevenzione Usl Toscana Centro, la Fp Cgil di Firenze e Toscana: “Si solleva un interrogativo sulle procedure interne di registrazione delle attività dell’Asl e su come si formano gli operatori. Auspichiamo un rapido accertamento delle responsabilità, c’è un intero settore in ginocchio: Regione e Asl non riducano i servizi. Nostri uffici legali a disposizione dei lavoratori”

Oltre 100 avvisi di chiusura indagine per falso ideologico, falso informatico e truffa aggravata notificati agli operatori (tecnici, ingegneri, medici) dei Servizi di Prevenzione Igiene e Sicurezza del Dipartimento Prevenzione Usl Toscana Centro.

La nota di Fp Cgil Firenze e Toscana:
“E’ singolare che un intero Dipartimento venga indagato, un evento di una così vasta portata suscita ovviamente molta preoccupazione e solleva diversi interrogativi. Il più importante, vista la contestazione alla quasi totalità del personale in servizio di aver fatto false registrazioni, è sulla qualità dell’organizzazione dell’Azienda Sanitaria sia nel gestire correttamente le procedure interne di registrazione delle attività, sia nel garantire un’adeguata informazione e formazione degli operatori. Procedure e programmi informatici che peraltro sono stati nel tempo modificati e sostituiti con il nuovo sistema informatico di Prevenzione Collettiva adottato in tutta la regione.

Abbiamo messo a disposizione delle lavoratrici e lavoratori i nostri uffici legali per garantire un adeguato diritto alla difesa. Siamo certi che la magistratura saprà accertare le responsabilità, e auspichiamo che lo faccia il più rapidamente possibile per la serenità e dignità dei lavoratori e perché allo stato attuale c’è un intero Dipartimento in ginocchio. Il settore della Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro svolge un ruolo fondamentale ed ancora più strategico in questo momento nel quale, a causa di molti fattori sociali ed economici che stanno rendendo più precario e pericoloso il modo di lavorare e produrre, assistiamo ad un drammatico aumento degli infortuni sul lavoro. Non è pertanto nemmeno ipotizzabile una riduzione della attività di controllo e vigilanza in questo settore delicatissimo da parte della Asl e della Regione”.

Notizia del: mer 18 ott, 2017

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L’idea di un ‘telefono bianco’ sulla sicurezza

di TOMMASO CARMIGNANI su la Nazione 7 Ottobre 2017

UN TAVOLO con istituzioni e organi di controllo per rilanciare il tema della sicurezza sul lavoro. Lo scopo è iniziare finalmente ad applicare tutte quelle normative che consentirebbero alle aziende del territorio di curare maggiormente la salute e la tutela dei propri dipendenti. «Perché 42 morti dall’inizio dell’anno in Toscana – spiega Sergio Luschi della Cgil locale – non sono più accettabili». E’ l’appello lanciato con forza dai sindacati all’indomani dei due incidenti che si sono verificati quasi in contemporanea sul territorio. Il più grave, a Pozzale, è costato la vita a Guerino Elia, 46 anni, padre di tre figli. «L’indignazione – prosegue Luschi – non può durare un giorno o due, il rischio come al solito è che passi tutto in cavalleria. Intanto abbiamo chiesto un incontro al prefetto, adesso pretendiamo che tutti i soggetti interessati si assumano le proprie responsabilità sul tema della sicurezza. E’ necessario fare un salto di qualità, vogliamo l’apertura di un tavolo permanente dove tutti possano portare il proprio contributo. L’obiettivo è definire elementi tangibili per attivare un protocollo di regole certe». Ad aggravare la questione sicurezza è anche il periodo di crisi che il mondo del lavoro sta attraversando. «La normativa c’è – dice Edmond Velaj della Filctem – ma il lavoratore non è sicuro: qualcosa ci sfugge e dobbiamo capire cosa». 

OGNI GIORNO la Cgil locale riceve decine di lamentele da parte di operai che denunciano le condizioni di scarsa tutela in cui si trovano costretti a lavorare, ma quasi tutti sono precari ed hanno paura ad uscire allo scoperto perché vengono minacciati di perdere il posto. «Possiamo istituire un telefono bianco. Si può denunciare e intervenire prima che succedano incidenti – dice Giuseppe Dentato della Filctem – perché indignarsi non basta più. Dobbiamo ritrovare una cultura della sicurezza ed educare i nostri figli nelle scuole». La pensa così anche Giampiero Goti della Filt: «Le aziende risparmiano sulla pelle dei lavoratori». E SILVANO PINI dei pensionati Cgil gli fa eco: «Non basta mettere un drappo nero alla bandiera. La salute della persona non può essere una discriminante». I settori più a rischio sono edilizia e agricoltura e sembrano mancare soprattutto i controlli. «Abbiamo avviato una denuncia per un’azienda irregolare a luglio – dice ancora Dentato – ma l’ispezione è arrivata a metà settembre. In quel lasso di tempo sarebbe potuto capitare di tutto».

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Precipita dal tetto del capannone Muore il titolare di un’azienda

L’uomo stava rimuovendo dei tubi quando è caduto da sette metri

di SAMANTA PANELLI su la Nazione 6 Ottobre 2017

E’ PRECIPITATO dal tetto. Un volo di circa sette metri e poi l’impatto sul pavimento del capannone di via Sottopoggio a San Giusto. Siamo a Empoli, appena fuori dalla frazione di Pozzale. Lì ieri mattina, poco prima delle 10, si è consumato un incidente sul lavoro, un incidente mortale. A perdere la vita, Guerino Elia, 46 anni, socio della impresa edile Elfra con sede in provincia di Prato, a Poggio a Caiano, comune di residenza dello stesso imprenditore, sposato e padre di tre figli. Ieri mattina, secondo le prime informazioni, stava lavorando sul tetto del capannone che ospita una sorta di magazzino dell’etichettificio Unilabel. L’azienda, a quanto pare, è in affitto, la struttura non è di sua proprietà. 

C’ERANO da rimuovere alcuni tubi di amianto. Sulla copertura, oltre a Elia, era presente anche un lavoratore di un’altra ditta esterna: dovevano svolgere interventi di manutenzione. Quest’ultimo, a un certo punto delle operazioni, è sceso a terra. Poco dopo, si è reso conto che il 46enne, originario di Crotone, era immobile sul pavimento del capannone deserto, precipitato nel vuoto: per terra c’era il sangue, sul tetto un grosso buco. Ha chiesto aiuto e sono scattati i soccorsi: sul posto sono intervenuti i volontari della Misericordia di Empoli e i sanitari del 118. Per l’imprenditore non c’è stato niente da fare, è spirato poco dopo la terribile caduta. Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti. 

ELIA POTREBBE aver perso l’equilibrio e messo un piede in fallo, appoggiando il peso su una delle parti più fragili della copertura: questa è un’ipotesi, ma gli accertamenti sono in corso. Numerosi i tasselli del puzzle da incastrare a dovere. In via di Sottopoggio a San Giusto, in piena campagna empolese, sono intervenuti i tecnici della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl Toscana Centro. Con loro, i carabinieri della Compagnia di Empoli, con gli uomini del Radiomobile e della stazione, poi supportati dal nucleo operativo e dalla scientifica dell’Arma. Secondo le prime informazioni, al momento della caduta fatale, l’uomo non indossava i dispositivi di sicurezza: forse convinto di dover sbrigare un lavoro di poco conto, un intervento magari eseguito altre decine di volte nei tanti anni di lavoro che aveva alle spalle, senza mai un intoppo, aveva deciso di farne a meno. E’ uno degli aspetti su cui fare luce. 

A FORNIRE risposte alle domande degli investigatori, ci penserà l’autopsia, imminente, disposta dal sostituto procuratore Christine von Borries, titolare delle indagini. Lei stessa, nella tarda mattinata di ieri, si è recata a Empoli, dove sono stati ascoltati numerosi testimoni in cerca della verità.

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Incidenti sul lavoro a Empoli, Cgil-Cisl-UIL Firenze chiamano il prefetto. La nota della Cgil locale

Incidenti sul lavoro a Empoli, Cgil-Cisl-Uil di Firenze: “Le parole non servono più, servono atti per la sicurezza sul lavoro. Chiediamo un incontro al prefetto, il tema delle stragi sul lavoro va affrontato in termini di emergenza”

Oggi a Empoli due infortuni sul lavoro: muore un operaio di 46 anni e un altro lavoratore resta gravemente ferito. Le parole, le denunce, le condanne, la rabbia, non servono più. Occorre sentirsi tutti responsabili: le istituzioni, i sindacati, le aziende, l'Inail, l’Asl...

Intanto partiamo da noi: vogliamo atti e gesta che richiamino con forza l'attenzione sugli infortuni e le morti sul lavoro, vogliamo che la prevenzione, la salute e la sicurezza occupino la centralità delle politiche sociali e del lavoro. Azioni congiunte ed efficaci sia sul versante della prevenzione e formazione, della percezione del rischio per i lavoratori e le lavoratrici, sia sul versante dei controlli e delle ispezioni nelle aziende da parte degli organismi competenti.

I segretari generali di Firenze CGIL Paola Galgani, CISL Roberto Pistonina e UIL Annalisa Nocentini affermano che “solo tramite uno sforzo congiunto con le istituzioni possiamo sperare di aggredire un fenomeno così drammatico, e pertanto chiediamo un incontro urgente al Prefetto per affrontare il tema delle stragi sul lavoro in termini di assoluta emergenza”. 

Cgil-Cisl-Uil Firenze

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La dichiarazione stampa della Cgil empolese valdelsa

Questa mattina, a Empoli, si è consumata l'ennesima tragedia sul lavoro. Questa volta a perdere la vita è stato Guerino Elia, 46 anni, che lascia la moglie e tre figli, ai quali va il nostro più sentito cordoglio. A poche ore di distanza dall'infortunio mortale avvenuto ieri in Provincia di Siena e a pochi giorni dal gravissimo fatto avvenuto nello stabilimento della Revet di Pontedera.
I numeri riguardanti gli infortuni sul lavoro non sono più sopportabili!
Siamo stanchi di sentir parlare di “ tragica fatalità “ oppure di “ manovra errata “.
Siamo stanchi di dover constatare ogni volta che l'indignazione per questi fatti dura il tempo di un comunicato stampa!  Non possiamo rassegnarci a relegare il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un optional oppure un costo troppo oneroso.
I temi della salute e sicurezza sul lavoro non possono essere considerati un dramma solo per le vittime e i loro cari o un problema dei servizi di prevenzione, ma coinvolgono una intera comunità, sono un fatto di civiltà. Siamo convinti che sia arrivato il momento, per tutti i soggetti interessati, sindacati, associazioni datoriali, istituzioni di assumerci la responsabilità, di riportare al centro, con atti concreti il tema della sicurezza sul lavoro, con un tavolo permanente e la sottoscrizione di un protocollo.

CGIL Empolese Valdelsa  

Notizia del: gio 05 ott, 2017

Incidenti lavoro: cade da tetto e muore a Empoli In altro episodio un ferito grave

Un operaio di 46 anni, Guerino Elia, è morto cadendo dal tetto di un'azienda dove stava lavorando per conto di una ditta esterna. La tragedia sul lavoro è avvenuta questa mattina a Empoli (Firenze), in località Pozzale, intorno alle 10. La vittima operava per conto di un'impresa di Poggio a Caiano (Prato), aveva una moglie e tre figli. Inutili i tentativi di soccorso da parte del 118. Sempre nella stessa mattinata a Empoli un uomo di 40 anni, per cause in corso di accertamento, è stato soccorso con l'elicottero Pegaso per un altro infortunato sul lavoro. Il quarantenne è stato portato al nosocomio fiorentino di Careggi in codice rosso.(ANSA).

Notizia del: gio 05 ott, 2017

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Toscana, aumentano denunce infortuni e malattie professionali. 38 morti sul lavoro nei primi sette mesi del 2017 (-4 su 2016)

In Toscana dal 1° gennaio 2017 al 31 luglio sono stati 29.564 le denunce di infortunio sul lavoro (+ 203 sullo stesso periodo del 2016. La province con il più alt numero è Firenze con 8.370 denunce (+ 52 su 2016) quella con il minoro numero di denunce Massa Carrara, 1.449 denunce di infortunio (- 59 su 2016). Gli infortuni mortali, sempre in Toscana nei primi sette mesi dell’anno sono stati 38, 4 in meno rispetto allo stesso perodo del 2016. Al primo posto sempre firenze con 12 infortuni mortali, seguita da Pisa con 6. In aumento anche le denunce di malattie professionali. Nei primi sette mesi dell’anno sono sate 4.908 (+52 su 2016)

Notizia del: mer 30 ago, 2017

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Il calo nell'Empolese Valdelsa è frutto di ricatti e precariato e non del miglioramento della prevenzione
Asl: «Non denunciano all'Inail per tutelare i datori». La Cgil: «Edilizia e agricoltura i settori più colpiti»

Gli infortuni sul lavoro "crollano"
ma è solo un altro effetto della crisi

di Marco Pagli sul Tirreno 30 Agosto 2017

EMPOLI Diminuiscono le malattie professionali e crollano gli infortuni sul lavoro. A leggere i dati snocciolati dall'Asl nella sua relazione sanitaria annuale verrebbe da pensare di essere passati nell'emisfero opposto. E invece no. Succede nell'Empolese Valdelsa, così come in tutto il territorio della Toscana Centro e in quello regionale. Solo che il fenomeno ha bisogno di una spiegazione - fornita dalla stessa Asl - che squarcia il velo di ottimismo calato dai numeri e rigetta nell'inquietudine della realtà. Ad abbattere le cifre, insomma, non sarebbe stato un netto miglioramento delle condizioni di lavoro e degli standard di sicurezza negli ambienti. No, semmai la ragione è da ricercarsi nella crisi. 

Crisi matrigna. Proprio lei, ancora lei. Si lavora in maniera più discontinua, la precarietà dilaga e la paura di perdere il lavoro influisce sulle denunce di infortunio. I redattori della relazione sanitaria per spiegare cosa sta accadendo si affidano al concetto di "presenteismo", «ovvero la tendenza dei lavoratori nei momenti di crisi economica e minacce per il posto di lavoro a rinunciare a giorni di assenza per infortuni lievi, rientrando al più presto in azienda ed evitando così di andare "in infortunio" a carico dell'Inail con conseguenti maggiori oneri per il datore». I numeri. Ed ecco che un calo così marcato degli incidenti (il 30% in cinque anni) e un'incidenza minore delle malattie professionali (il 32% in due anni, anche se qui pesano anche altre variabili) diventano fenomeni più plausibili, più aderenti al quotidiano. Anche perché 874 infortuni in un anno, seppure possano sembrare poca cosa rispetto ai 1. 293 di cinque anni prima, non sono certo trascurabili. Da sottolineare come dal 2010 in poi il calo è stato costante: 1. 167 nel 2011, 1. 001 nel 2012, 988 nel 2013 e 980 nel 2014.

Infortuni gravi. E poi, seguendo il ragionamento dei tecnici Asl che per "ripulire" i numeri hanno scelto il criterio della gravità delle lesioni riportate, risulta evidente che in oltre un terzo dei casi le conseguenze dell'infortunio sono state serie, quando non serissime. Per incidenti sul lavoro gravi, infatti, si intendono quelli che per definizione «danno esito a morte, a danno permanente di qualunque grado o ad un periodo di inabilità temporanea di almeno trenta giorni». Il territorio della ex Asl 11 di Empoli da questo punto di vista è quello con la percentuale maggiore: sugli infortuni registrati nel 2015 (ultimo anno preso in considerazione dall'azienda sanitaria nella sua relazione) il 35% è grave, a fronte del 33% di Prato, del 31% di Pistoia e del 29% di Firenze. A questo proposito fa ancora più impressione un altro dato preso in considerazione dall'Asl nel suo report, cioè gli anni di vita perduti per morte precoce o destinati ad essere vissuti in disabilità a causa di infortunio sul lavoro: nel circondario nel 2015 sono stati 490 tra quelli andati in fumo e quelli vissuti peggio rispetto alla media. 

Il sindacato. Anche la lettura data dalla Cgil di zona collima con quella della relazione. «È indubbio che il peggioramento delle condizioni di lavoro sono all'origine di questo trend - commenta Rossano Rossi, segretario provinciale Cgil - può sembrare un paradosso, ma non lo è. Da una parte è calata l'occupazione e dall'altra i lavoratori di fronte ad un'occupazione più insicura e ai ricatti padronali siano più propensi a mascherare un infortunio sul lavoro. Il fenomeno è più marcato nelle aziende più piccole e in particolar modo nei settori dell'agricoltura e dell'edilizia, dove i rapporti di lavoro sono peggiori. In tutto questo non è da trascurare la connivenza di certi datori di lavoro». 

Le malattie. Alcuni spunti diversi li offrono i numeri sulle malattie professionali. I dati su quelle indennizzate evidenziano un andamento più o meno costante tra il 2010 e il 214 (quando ci si attesta intorno ai 50 casi), fino al crollo del 2015 quando ne sono state registrate 35. I motivi? Ovviamente i tempi di definizione più lunghi rispetto agli infortuni. Ma anche la scarsa propensione a intentare una causa, visti gli ultimi esiti: la vicenda dei vetrai (di cui parliamo a fianco) ne è un esempio evidente.

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E sulle malattie professionali pesa la vicenda degli ex vetrai

dal Tirreno 30 Agosto 2017

EMPOLI Secondo Rossano Rossi, segretario provinciale della Cgil si tratta di una «ferita ancora aperta, che grida vendetta». Ed è tra «i motivi all'origine del calo delle malattie professionali registrato dall'Asl». Si tratta della vicenda degli 80 ex vetrai empolesi, ai quali è stata prima riconosciuta una maggiorazione contributiva per aver lavorato a contatto con l'amianto e poi ritirata con una sentenza della Cassazione dopo tre anni, con tanto di richiesta di restituzione dei benefici fino ad allora goduti. «È un precedente clamoroso - continua Rossi - che serve da deterrente per ciascun lavoratore che voglia far riconoscere una propria condizione di svantaggio subita sul posto di lavoro e che testimonia il disconoscimento delle malattie professionali da parte degli enti preposti». Tutto cominciò nel 1995 con le prime richieste amministrative. 

Poi negli anni Duemila, grazie al supporto del sindacato, partirono le prime cause per 400 ex vetrai empolesi, molti dei quali affetti da asbestosi o addirittura colpiti da mesotelioma. In primo grado vennero accolte le richieste di una maggiorazione contributiva, cioè la rivalutazione dell'assegno o un anticipo pensionistico. Poi, però, dopo alcuni anni la Cassazione mutò il proprio indirizzo e iniziò a negare i benefici sulla base del dpr 639 del 1970, che prevede la prescrizione e decadenza delle prestazioni previdenziali per dare certezza ai bilanci dello Stato. All'epoca oltre 300 avevano la sentenza già passata in giudicato. Ma gli 80 ex vetrai che si erano mossi dopo e che avevano il procedimento ancora aperto sono stati costretti a rinunciare ai benefici e a restituire quanto anticipato in virtù della sentenza di primo grado. Senza più pensione e con migliaia di euro da versare allo Stato. (m. p.)

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Ancora troppi infortuni sul lavoro «La Regione abbassa la guardia»

Ai sindacati non piace il nuovo dipartimento unico sulla sicurezza

di ANDREA SETTEFONTI su la Nazione 10 Settembre 2017

DUE INCIDENTI sul luogo di lavoro accaduti in pochi giorni riportano di prepotente attualità il fenomeno anche in Valdelsa e nel Chianti. Nel primo infortunio è ancora grave, ma non in pericolo di vita, l’operaio di 51 anni di una azienda di Scarperia caduto dal tetto dove stava lavorando dell’azienda di Cusona, al confine tra i Comuni di Barberino e San Gimignano. Nell’altro, un dipendente di una azienda di camper si è ferito alla falange di una mano. 

DUE FATTI che non devono far abbassare la guardia sulla sicurezza. Come sottolinea Iuri Campofiloni, responsabile salute e sicurezza sui luoghi di lavoro della Fiom Cgil. «Con Prato, Lucca e Barberino salgono a cinque gli episodi di infortuni sul lavoro, dei quali due con quattro morti. E la Regione non ci dà risposte e non ci convoca come avevamo chiesto per discutere dell’accorpamento, operativo dal 1° settembre, di tre dipartimenti, sicurezza alimentare, sicurezza sul lavoro e malattie infettive in un unico calderone sulla sicurezza collettiva. Non possiamo permettere cali di attenzione, vogliamo prevenzione e non soltanto vigilanza». Per Campofiloni, «quanto successo a Barberino non dovrebbe accadere mentre invece, è insopportabilmente frequente. Per questo diciamo che la vigilanza non basta, ma serve poter entrare nelle aziende, vedere le criticità, formare i rappresentanti della sicurezza, avere la mappatura della sicurezza sui cantieri edile. Dobbiamo investire nella prevenzione, perché è la prevenzione che permette di non cadere dal tetto, di riportare la pelle a casa per mille euro al mese». 

SULLA questione incidenti sul lavoro è intervenuto anche Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. «Sono già 47 le morti sul lavoro in Toscana da inizio anno, e questa situazione è davvero molto preoccupante». E anche a Bazzoni non piace la riorganizzazione della Regione con l’accorpamento dei dipartimenti. «la chiamano riorganizzazione, ma è ben peggio. Verrà costituito un nuovo settore, generico, di cui si sa ben poco, che accorperà tante materie, dagli alimenti, alla veterinaria, ai vaccini, all’igiene pubblica, fino ad arrivare alla sicurezza sul lavoro. È proprio un salto nel passato la scelta della Regione».

 

Fiom Cgil FI: "Pericolosa scelta Regione accorpamento in generico settore prevenzione comprato sicurezza luoghi lavoro

Campofiloni, Chiediamo alla Cgil regionale di attivarsi tempestivamente per la sospensione della pubblicazione dell'atto in Gazzetta Ufficiale prevista per il 23 agosto prossimo, per avere un confronto vero e approfondito con la Regione Toscana e di prevedere, nel caso in cui ciò non fosse recepito, forme di mobilitazione necessarie a contrastarlo.

La Fiom Cgil di Firenze esprime preoccupazione in merito alla scelta della Regione Toscana di accorpare assieme a molti altri il settore “Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro” e sostiene la netta e tempestiva presa di posizione della Cgil Toscana.

Quello che traspare dal decreto, approvato senza il coinvolgimento delle parti sociali e in pieno agosto quando la gente è in vacanza, è che ancora una volta la politica si dimostra distante dalla vita reale delle persone, lontana da quei rischi e pericoli che ogni giorno corrono i lavoratori in una fonderia, a un forno a ciclo continuo, in un cantiere edile etc... L'immobilismo del Presidente della Regione Enrico Rossi in tal senso ci era già noto, come testimonia il fatto che il posto di dirigente del settore era vacante ormai dal 2010.

Il rischio concreto di tale intervento è quello di indebolire e vanificare il lavoro svolto in questi anni dal settore Salute e sicurezza, pur senza dirigente, in tema di coordinamento dei Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), di mappatura sicurezza sui cantieri o di collaborazione coi coordinamenti dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) come avvenuto con quello dei metalmeccanici Fiom, poiché con l'assorbimento dell'ente sarebbe vanificato.

Come bene ha precisato Mauro Fuso per la Cgil Toscana, in un momento in cui la precarietà introdotta dal Jobs Act, rende ancora più latente la sensibilità e l'attenzione in termini di prevenzione e sicurezza, si deve dare continuità a tutta l'iniziativa di prevenzione con un lavoro organico che ha bisogno di risorse economiche e professionali; vogliamo ricordare che anche in una regione avanzata come la nostra il 2016 ha visto 46 morti bianche e 17 già nei soli primi quattro mesi del 2017.

E così mentre il Presidente Rossi esce con un'intervista su La Stampa dove si rammarica per i tagli alla sanità e si erge a difensore del cittadino, la Regione approva un decreto in cui accorpa in un unico settore decine di comparti diversi tra loro, correndo il rischio che venga meno alla “Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro” quell'autonomia e specificità che la materia richiede.

Chiediamo alla Cgil regionale di attivarsi tempestivamente per la sospensione della pubblicazione dell'atto in Gazzetta Ufficiale prevista per il 23 agosto prossimo, per avere un confronto vero e approfondito con la Regione Toscana e di prevedere, nel caso in cui ciò non fosse recepito, forme di mobilitazione necessarie a contrastarlo.

Iuri Campofiloni - Responsabile Salute e Sicurezza Fiom Cgil Firenze

Notizia del: lun 14 ago, 2017

Incidenti lavoro: SI, Regione cancella settore sicurezza Declassato e fatto confluire in struttura con altre competenze

"Mentre i dati mostrano un incremento degli infortuni e delle malattie professionali e Inail comunica ufficialmente che da gennaio in Toscana sono già 38 le morti sul lavoro, cui vanno aggiunti i tragici recenti accadimenti di Lucca e Prato con nuove vittime, la Regione dal 1 settembre ha cancellato il settore 'Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro' declassandolo e facendolo confluire in un'unica struttura che assomma svariate altre competenze". E' quanto dicono in una nota Tommaso Fattori, capogruppo in Regione di Sì Toscana a Sinistra e Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra in Palazzo Vecchio, ribadendo che sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non si "scherza". "Già a luglio, con un'interrogazione in Consiglio regionale, avevamo denunciato la grave situazione di un settore strategico che da tempo non era più dotato di un dirigente specifico. Ora si dichiara di voler risparmiare qualche spicciolo - prosegue la nota - proponendo una discutibile riorganizzazione e un accorpamento che contrasta con le numerose campagne di prevenzione sulle quali la Regione sta giustamente impegnando risorse". "Sul lavoro non si scherza, tanto meno sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: è questione che meriterebbe la massima attenzione da parte della politica e delle istituzioni, soprattutto quando si tratta di fare scelte organizzative dirimenti, invece di recitar discorsi retorici ogni volta che i lavoratori ci lasciano la pelle. Non possiamo accettare il tentativo di risparmiare qualche euro avendo in cambio un danno clamoroso all'organizzazione dei controlli e della prevenzione. Se un ente non ha modo di prevenire le violazioni, non controlla e non riesce a sanzionare, poi non si possono versare lacrime di coccodrillo", concludono Fattori e Grassi. (ANSA).

Notizia del: mer 06 set, 2017

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Lavoro: Cgil, Regione chiarisca mancanza dirigente sicurezza

"Le scelte della Regione Toscana per il settore prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro hanno bisogno di chiarimenti precisi e di indicazioni di prospettiva. Non si tratta solo di chiarire la scelta di direzione del settore, comunque importante per dare impulso al progetto di rilancio del settore stesso, ma di un chiaro e preciso indirizzo generale che ha bisogno di risorse economiche e professionali". Lo afferma il segretario regionale della Cgil Toscana con delega alla sicurezza sui luoghi di lavoro Mauro Fuso, in merito alla mancanza del dirigente del settore prevenzione sicurezza luoghi lavoro della Regione Toscana. "Sarà questo il nostro obiettivo fondamentale per una verifica con la Regione - aggiunge in una nota - affinché non sia vanificato l'impegno degli ultimi anni, maturato solo dopo le morti di sette lavoratori cinesi a Prato e quelle nelle cave di marmo". 

Secondo Fuso "si deve dare continuità a tutta l'iniziativa di prevenzione con un lavoro organico e non episodico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, senza dimenticare che la crescita del lavoro a termine e precario alimenta ormai automaticamente un circuito di insicurezza, di scarsa informazione, di disattenzione, di paura e di infortuni spesso mortali". "Tutto il nostro impegno deve essere rivolto a prevenire quegli infortuni e quelle morti a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, tra giovanissimi e anziani che ormai rappresentano le categorie più a rischio", conclude.(ANSA).

Notizia del: sab 12 ago, 2017

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Firenze, il giudice del lavoro: "L'uso intenso del cellulare può causare malattie"

L'Inail condannato a corrispondere un indennizzo economico a un addetto alle vendite

da irenze.repubblica.it 27 Giugno 2017

L'uso intenso del telefono cellulare può causare l'insorgenza di malattie professionali, provocando invalidità permanente. E' quanto sottolinea il giudice del lavoro di Firenze, Vincenzo Nuvoli, nel motivare la sentenza con cui ha condannato l'Inail a corrispondere un indennizzo economico, per inabilità permanente del 16%, a un addetto alle vendite che per lavoro ha trascorso al cellulare molte ore al giorno dal 1994 al 2007 al punto da subire una patologia tumorale benigna (un neurinoma all'ottavo nervo cranico).

Il giudice, anche appoggiandosi alle conclusioni di una consulenza medico-legale da lui incaricata, ritiene plausibile "la sussistenza del nesso causale tra l'uso del cellulare per motivi di lavoro e la patologia lamentata dal ricorrente".

Il giudice valuta anche che circostanze come "l'utilizzo di apparecchi con superiore intensità di emissioni", in commercio e uso nei primi anni considerati (i Tacs fino al 1997, i Gsm fino al 2005, gli Umts fino al 2007), e la "localizzazione della patologia" all' orecchio destro, confermano come probabile "l'idoneità della esposizione al rischio a causare l'evento morboso". Viene considerata anche la classificazione Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) dei campi elettromagnetici come "possibili cancerogeni - Gruppo 2B" valutando "la maggiore probabilità di insorgenza di patologie neoplastiche tra gli utilizzatori di telefoni cellulari". La causa del lavoratore era stata perorata dagli avvocati Dario Zangara e Paolo Maresca dello studio Bonafede di Firenze: "L'utilizzo intenso e quotidiano del cellulare - commentano i legali - può portare a malattie. La questione va approfondita perché è ovvio che non può essere limitato l'uso del cellulare ma possono essere individuate delle precauzioni per eliminare ogni tipo di rischio e i cittadini devono essere informati"

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Reinserimento delle vittime di infortuni sul lavoro, a Firenze via a nuove iniziative (con Cgil-Cisl-Uil e Prefettura)

Nuove iniziative per il reinserimento lavorativo e sociale di chi subisce un infortunio sul lavoro, stamani conferenza in Prefettura a Firenze. Cgil-Cisl-Uil: “Scritta una pagina importante e innovativa per la tutela dei lavoratori”. In provincia di Firenze sono circa 700 i lavoratori che ogni anno sono vittime di infortuni che portano a una disabilità permanente tale da inficiare la continuazione del loro rapporto di lavoro

“Oggi è stata scritta una pagina importante, innovativa e positiva per la salute e la sicurezza sul lavoro e per la tutela globale per i lavoratori colpiti da infortuni e malattie professionali. Abbiamo anche chiesto di costituire un Osservatorio permanente di monitoraggio sulla salute e la sicurezza sul territorio, coinvolgendo tutti gli attori sociali e istituzionali”: così Cgil, Cisl e Uil Firenze al termine della conferenza provinciale permanente svoltasi stamani in Prefettura. Tema: le nuove iniziative per il reinserimento lavorativo e sociale delle persone con disabilità per cause di servizio.

IL COMUNICATO (fonte: sito Prefettura Firenze)

Abbattimento delle barriere architettoniche, interventi edilizi e domotici, adeguamento delle postazioni lavorative, formazione. Questi i pilastri dei progetti, che saranno finanziati da I.N.A.I.L. grazie a nuove competenze introdotte di recente, per favorire il ritorno alla propria occupazione delle persone con disabilità da lavoro o che sono affette da una malattia professionale. Il tema è stato al centro della conferenza provinciale permanente, tavolo di coordinamento degli uffici statati periferici presieduto dal prefetto, che si è riunita oggi a Palazzo Medici Riccardi. "Un tema importante, ha spiegato il prefetto Alessio Giuffrida, che abbiamo voluto affrontare per far conoscere meglio sul territorio che esiste una concreta opportunità di grande valore sociale". I.N.A.I.L., attraverso una vasta e articolata gamma di azioni personalizzate affiancherà il lavoratore infortunato per sostenerlo e consentirgli il massimo recupero delle funzioni lese, il suo rientro nel contesto lavorativo, prioritariamente nelle stesse mansioni, e la sua piena integrazione anche in ambito sociale e familiare. Per raggiungere questo obiettivo saranno finanziati progetti (stanziati 21 milioni di euro a livello nazionale), che si muovono su tre filoni operativi: abbattimento delle barriere architettoniche, interventi edilizi, impiantistici e domotici per l'accessibilità e la fruizione degli ambienti di lavoro; adeguamento delle postazioni lavorative, degli arredi e dei dispositivi tecnologici; formazione e addestramento all'utilizzo delle nuove attrezzature per lo svolgimento della stessa mansione o la riqualificazione professionale verso compiti diversi.

Dopo il saluto del prefetto, ha preso la parola il direttore territoriale I.N.A.I.L. di Firenze, Michele Brignola che ha sottolineato come la nuova normativa "possa portare al riconoscimento di un diritto per il datore di lavoro, che mantiene in azienda la professionalità infortunata, e per il dipendente che riesce in questo modo a guadagnare di nuovo un equilibrio lavorativo e familiare". Ampio il bacino di coloro potenzialmente interessati dai progetti di reinserimento. Dai dati I.N.A.I.L. risulta che in provincia di Firenze sono circa 700 i lavoratori che ogni anno sono vittime di infortuni che portano a una disabilità permanente tale da inficiare la continuazione del loro rapporto di lavoro. "Il nostro obiettivo , ha aggiunto Brignola, è quello di capire se e come queste persone abbiano bisogno di essere reintegrate".

Sono poi intervenute, a nome del Comitato Consultivo Provinciale che fa capo a I.N.A.I.L., la presidente Laura Scalia (per la parte delle organizzazioni sindacali) e la vice presidente Veronica Rovai (per la parte datoriale). Entrambe hanno sottolineato come le iniziative, che potranno svilupparsi grazie a questi finanziamenti, abbiano una valenza anche sul piano della prevenzione degli incidenti sul lavoro. In base alla relazione annuale dell'Istituto, nel 2015 in provincia di Firenze gli infortuni messi a tutela da I.N.A.I.L. sono stati 7.964 confermando il trend in diminuzione degli ultimi anni (erano stati 8.357 nel 2014, 8.532 nel 2013, 9.002 nel 2012, 10.117 nel 2011).

Notizia del: lun 15 mag, 2017

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Condannati in quattro per la morte del ferroviere

L’operaio fu travolto da un treno a Rifredi

dal Corriere Fiorentino 9 Maggio 2016

Riparava uno scambio ferroviario insieme ad altri due colleghi nel tratto tra le stazioni di Rifredi e Santa Maria Novella. Domenico Ricco si spostò, per l’arrivo di un convoglio merci, sul binario adiacente, ma fu travolto da un treno regionale. L’operaio di 27 anni originario di Barletta morì sul colpo, rimasero illesi gli altri. Era la sera del 5 novembre 2009. Ieri, il tribunale ha disposto quattro condanne e un’assoluzione per dirigenti e funzionari di Rfi, accusati di omicidio colposo e violazione della normativa sulla sicurezza. La pena più severa per Francesco Torre, dirigente di movimento alla stazione di Rifredi: 3 anni e 10 mesi. Poi 3 anni e 6 mesi per Carlo Manetti, caporeparto impianti di sicurezza e Alessandro Bartoloni, capo impianto di zona. Infine 3 anni per Paolo Ceccherini, tecnico della manutenzione e capo squadra, che quella sera lavorava con Ricco. Assolto perché il fatto non costituisce reato Andrea Pratesi, responsabile dell’unità territoriale Firenze Nodo Rfi con delega in materia di sicurezza sul lavoro (difeso dall’avvocato Luca Bisori). La famiglia di Ricco è stata risarcita prima della sentenza. Domenico faceva parte della squadra di pronto intervento Rfi a Firenze, ma aveva in progetto di ritornare in Puglia per sposare la fidanzata. Quella sera, dopo il turno di sette ore, era reperibile e fu richiamato per un guasto al deviatoio di una rotaia. E quella sera alle 23,25 il suo progetto si spezzò. (V.M.)

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Muore sul lavoro a 21 anni: 2 indagati

I sindacati: un minuto di silenzio alle manifestazioni

da la Repubblica 29 Aprile 2017

DUE persone sul registro degli indagati, come atto dovuto, e una serie di accertamenti a tappeto per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza. La procura di Firenze indaga sulla tragica fine di Fabio Rossini, 21 anni, residente a Signa, travolto venerdì sera da un carico di tubi di ferro nei locali della ditta di spedizioni Nexive, in via della Treccia. Sotto inchiesta sono finiti i responsabili della stessa Nexive e della cooperativa di facchinaggio Delfinia (con sede a Milano), per la quale il ragazzo era impiegato, ma il lavoro degli investigatori è appena all’inizio. In attesa degli esiti dell’autopsia, l’obiettivo resta quello di chiarire le reali mansioni del giovane, il motivo per cui stesse trasportando da solo un carico così pesante e la catena di comando da cui è partito l’ordine. Secondo i primi accertamenti dei tecnici della Asl e della questura, tutto è accaduto nei pressi dell’uscita del capannone. Il ragazzo stava trascinando un grande carrello contenente ben 29 tubi di ferro di tre metri l’uno, verso un furgone parcheggiato all’esterno, ma al momento di superare un gradino di pochi centimetri il carrello si è ribaltato, con tutta probabilità proprio per il carico eccessivo. Per Fabio non c’è stato niente da fare. Il personale della Asl, intervenuto sul posto insieme con gli uomini delle Volanti, ha subito messo sotto sequestro il capannone, poi ha avviato i primi accertamenti confluiti in un rapporto consegnato al pm Concetta Gintoli. La morte del giovane ha scatenando un’ondata di reazioni. 

«Non restiamo inermi», l’appello del presidente della Regione Enrico Rossi e dell’assessore al lavoro Cristina Grieco, mentre il sindaco Dario Nardella ha affidato un pensiero alla sua pagina Facebook: «Da padre, prima che da sindaco, sono sconvolto per Fabio, morto sul lavoro a soli 21 anni». Cgil, Cisl e Uil deporanno domani, giorno della Festa del Lavoro, un mazzo di fiori davanti alla sede della ditta e sarà osservato un minuto di silenzio durante le manifestazioni.

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Giornata della Sicurezza sul lavoro, il 28 aprile a Firenze presidio di Cgil-Cisl-Uil in "abiti" antinfortunistici

Giornata della Sicurezza sul lavoro: domani venerdì 28 aprile a Firenze presidio (con “abiti” antinfortunistici) di Cgil-Cisl-Uil dalle 10 alle 12 in piazza bambini e bambine di Beslan. Alle 11:30 conferenza stampa per illustrare i numeri locali degli incidenti sul lavoro, le proposte e l’attività dei sindacati

Elmetti, pettorine, scarponi e altri dispositivi antinfortunistici: così domani, venerdì 28 aprile, in occasione della Giornata dedicata alla Salute e sicurezza sul lavoro, delegati, Rls e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil saranno in presidio a Firenze in piazza Bambini e bambine di Beslan, davanti alla Fortezza da Basso, dalle 10 alle 12. Alle 11,30 è prevista una conferenza stampa in cui si illustreranno i numeri locali degli incidenti sul lavoro, con l’obiettivo di sensibilizzare e tenere alta l'attenzione sul valore del lavoro in sicurezza, sul ruolo degli organi competenti, sul valore del lavoro dei rappresentanti dei lavoratori, sull’attenzione verso la percezione dei rischi e dei pericoli.

Notizia del: gio 27 apr, 2017

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REVET INFORTUNIO

Appello di Cgil

"Attenzione a cosa si butta insieme al vetro"

S.P. su la Nazione 15 Aprile 2017

«LA CITTADINANZA tutta venga sensibilizzata sul corretto smaltimento di qualunque tipo di sostanza o prodotto». E’ l’appello di Silvia Mozzorecchi, segretario della Filctem Cgil, responsabile per il circondario Empolese Valdelsa, all’indomani dell’infortunio sul lavoro avvenuto alla Revet Vetri del Terrafino. Giovedì sei operai sono finiti in pronto soccorso, quattro con lievi irritazioni a occhi e prime vie respiratorie, due in via precauzionale, dopo essere entrati in contatto con una miscela irritante emanatasi durante la lavorazione del vetro. L’azienda si occupa di recupero e lavorazione vetro e multimateriale.

«La Filctem Cgil – sottolinea Mozzorecchi - esprime la propria vicinanza ai lavoratori interessati e spera nella loro più rapida guarigione. Dalla ricostruzione fatta dell’accaduto, sembra che la sostanza nociva sia stata sprigionata da un contenitore conferito impropriamente in una campana del vetro. Crediamo quindi opportuno che la cittadinanza venga sensibilizzata non solo per evitare problemi di inquinamento, ma anche per evitare di arrecare danno a persone che di mestiere si occupano di raccogliere e smistare i rifiuti». Una raccomandazione promossa anche dalla stessa azienda.

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Amianto, controlli gratuiti per cinquecento lavoratori

In partenza il programma di sorveglianza sanitaria della Regione per prevenire il rischio di tumori. Ecco dove rivolgersi per fare le visite

di Marco Pagli sul Tirreno 4 Aprile 2017 

La Regione ha attivato un programma di sorveglianza sanitaria rivolto a lavoratori che sono stati esposti all'amianto durante la loro vita professionale. Nell'Empolese Valdelsa il numero di persone potenzialmente interessate dal programma sfiora le 500 unità. Principalmente ex lavoratori del comparto vetraio (oltre ad alcuni impiegati nella lavorazione della ceramica in stabilimenti industriali della zona) che fino al 1992, anno in cui venne messo al bando l'amianto, subirono un'esposizione rilevante a questo agente cancerogeno. 

La sorveglianza sanitaria consiste in una serie di prestazioni, che saranno erogate gratuitamente in regime di esenzione totale, che hanno l'obiettivo della prevenzione sul rischio di tumore (in particolare di mesotelioma), ma anche su patologie respiratorie benigne, molto diffuse e con notevoli prospettive di riduzione dell'impatto secondo gli studi in materia. Il programma regionale è uno dei pochi presenti su tutto il territorio nazionale ed è realizzato sulla base di specifici piani operativi elaborati dalle aziende sanitarie, che puntano ad offrire omogeneità e appropriatezza delle prestazioni: dagli ambulatori di medicina del lavoro ai reparti di radiologia, da quelli di pneumologia a quelli di oncologia. 

Oltre all'assessorato alla salute, guidato da Stefania Saccardi, nel percorso sono stati coinvolti il direttore di epidemiologia dell'ambiente e el lavoro e responsabile del Centro operativo toscano dei tumori professionali Elisabetta Chellini, gli esperti delle diverse aziende sanitarie e i rappresentanti delle organizzazioni sanitarie e dell'Associazione mutilati e invalidi del lavoro. I soggetti potenzialmente interessati dal programma riceveranno una lettera dagli ambulatori di prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dall'Asl Toscana Centro. 

Gli inviti arriveranno nei prossimi mesi. Nel caso in cui non si riceva la lettera è possibile accedere spontaneamente al programma, svolgendo una visita preliminare da concordare con l'ambulatorio dedicato. Per quanto riguarda l'Empolese Valdelsa l'ambulatorio è stato predisposto nella sede di via dei Cappuccini e sarà aperto il venerdì dalle 8,30 alle 12,30. La responsabile è la dottoressa Tonina Enza Iaia e il numero di telefono è 0571-704897. La sorveglianza prevede una iniziale valutazione della pregressa esposizione ad amianto e quindi un'attestazione che consentirà di usufruire delle prestazioni gratuite. Saranno inclusi nel programma i lavoratori (in attività o in pensione) di età compresa tra i 30 e i 79 anni, con un'esposizione ad amianto certificata, che abbiano cessato l'esposizione a rischio da meno di 30 anni. 

La Regione ha stanziato oltre un milione di euro fino al 2018. Le risorse per le visite di primo e secondo livello sono state destinate alle varie aziende in maniera differenziata, in rapporto alla distribuzione dei potenziali esposti e all'incidenza dei casi di mesotelioma maligno. All'Asl Toscana Centro sono stati assegnati poco meno di 280mila euro. La stima della Regione è che attualmente i lavoratori toscani che potrebbero beneficiare della sorveglianza siano 5.600. Mentre i casi di mesotelioma registrati sul territorio regionale dal 1988 al 2017 sono 1.864. Di questi 335 riguardano la provincia di Firenze (si tratta di quasi il 20% dei casi totali), seconda solo a quella di Livorno.

La Cgil: «Risultato importante per chi è stato esposto»

«Il programma di sorveglianza sanitaria per i lavoratori che sono stati esposti all'amianto è un risultato importante, raggiunto anche grazie alle pressioni che negli anni sono arrivate dalle organizzazioni sindacali». Ad esprimere soddisfazione per il piano di prestazioni gratuite è Rossano Rossi, nella segreteria della Camera del lavoro provinciale e protagonista insieme a Paolo Grasso della battaglia dei vetrai. L'Empolese Valdelsa, d'altronde, è una delle aree regionali dove l'esposizione all'amianto è più diffusa. E interessa diverse centinaia di persone. «La nostra è una zona dove c'erano tantissime vetrerie - prosegue Rossi - nella quali veniva impiegato in maniera massiccia l'amianto. Le centinaia di vetrai che ci hanno lavorato, oltre ai lavoratori di alcune aziende della ceramica, sono tutti potenzialmente interessati al programma». Emblematica, a questo proposito, è la vicenda dei 400 vetrai che negli anni scorsi hanno richiesto la maggiorazione contributiva proprio legata all'esposizione all'agente cancerogeno messo al bando nel 1992. Anche se non a tutti è stata riconosciuta la maggiorazione: ad 80 di questi sono state prima accordate e poi ritirate delle agevolazioni economiche e previdenziali. «Nel complesso si tratta di un ottimo provvedimento - conclude - che garantisce cure dedicate gratuite. Tuttavia, se la Regione riconosce il danno provocato a questi lavoratori, non si capisce perché lo Stato abbia fatto di tutto per escluderli dalla maggiorazione contributiva rivalendosi su 80 di loro per riavere indietro i soldi ».

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Sicurezza nelle imprese artigiane toscane, i numeri e l'analisi di Cgil Toscana e CPRA

3mila imprese perse, denunce di infortuni sul lavoro in calo, nel 2015 impennata di morti sul lavoro: sicurezza delle imprese artigiane toscane, stamani convegno in Regione Toscana con CPRA, Cgil-Cisl-Uil, associazioni artigiane. Bardi (CPRA/Cgil Toscana): “Riteniamo il lavoro svolto positivo ma dobbiamo rilevare che il sistema ancora non ha raggiunto tutte le aziende. Grave la presenza di soggetti non titolati o che si spacciano per organismi paritetici. Auspichiamo che sia sempre più condiviso l’obiettivo della sicurezza e della legalità”

“La sicurezza nelle imprese artigiane - L’attività del Comitato Paritetico Regionale Toscano”: è il titolo del convegno che si è svolto stamani a Firenze (Sala delle feste, Palazzo Bastogi - Consiglio Regionale). L’iniziativa era organizzata dal Comitato Paritetico Regionale Toscano (CPRA) stesso, ente nato per “per contribuire alla promozione della prevenzione anche con azioni finalizzate alla tutela ed alla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro” e costituito tra Cna, Confartigianato, Casartigiani e Cgil, Cisl, Uil della Toscana. Il CPRA ha oltre 18000 aziende aderenti, oltre 80.000 lavoratori iscritti dalle aziende, 34 Rlst che operano in tutte le province. Nel corso del convegno (a cui ha partecipato l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi) si è illustrata l’attività di prevenzione e sicurezza nelle imprese dell’artigianato, si è fatta una analisi sull’andamento infortunistico, si sono indagati i modelli operativi e le prospettive.

I DATI

Gli indicatori dicono che tra il 2013 e il 2015 la perdita di imprese artigiane è complessivamente di oltre 3000 unità (3073). Le province dove vi è stata maggiore contrazione in termini percentuali sono Massa (-5%), Lucca (-4,2% ), Siena (-4%). 30,1% è il peso delle imprese artigiane sul complesso delle attività produttive a livello toscano. Nel 2012 le denunce di infortunio sono state 7595. Nel 2015 le denunce di infortunio sono state 6085. Il rapporto addetti totali/denunce di infortunio passa dal 3,05% del 2012 al 2,45% del 2015 (- 0,60). Nello stesso periodo nell’industria il rapporto addetti/ denunce di infortunio passa dal 3,70% del 2012 al 3,25% del 2015 (-0,45). Le denunce di infortunio in occasione di lavoro, esclusa l’edilizia ed esclusi gli infortuni in itinere che non sono disaggregati, hanno avuto questa evoluzione: 3846 nel 2012, 3201 nel 2015. Si è pertanto verificata una riduzione delle denunce pari al 17,7 %. Gli infortuni mortali riconosciuti, sempre esclusa l’edilizia ed esclusi gli infortuni in itinere, sono 6 nel 2012, 7 nel 2013, 4 nel 2014, 13 nel 2015. Nel 2015 si è verificata una drammatica impennata di infortuni mortali, in particolare nei due gruppi tariffari dei metalli e macchinari e dei trasporti e magazzini. “Riteniamo il lavoro svolto positivo (sono oltre 4.200 le aziende ad oggi verificate dai Rlst) ma dobbiamo rilevare che il sistema ancora non ha raggiunto tutte le aziende - dice Roberto Bardi, coordinatore CPRA Toscana e responsabile Dipartimento sicurezza Cgil Toscana -. C’è un problema di tempistica: si risponde alle aziende che chiamano, occorre riuscire a consolidare un numero ulteriore di visite aziendali per rispettare il programma di chiusura del ciclo in 4 anni. E’ presente ancora un atteggiamento passivo di una parte delle aziende; dispiace evidenziarlo, ma non interamente il sistema delle imprese di servizi, delle professioni e dei consulenti ha agevolato questo percorso. La cosa più grave è la presenza di soggetti non titolati o che si spacciano per organismi paritetici. In conclusione, auspichiamo che sia sempre più condiviso l’obiettivo della sicurezza, ma anche della affermazione della legalità e nel rispetto dei ruoli e delle funzioni che i diversi soggetti pubblici e privati sono chiamati a svolgere. Il CPRA riconferma la sua più ampia disponibilità affinché si possano definire e determinare nuove occasioni di collaborazione”.

Notizia del: lun 03 apr, 2017

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Sicurezza nelle imprese artigiane: lunedì 3 aprile convegno a Firenze con categorie, sindacati, CPRA, Regione Toscana

La sicurezza nelle imprese artigiane toscane: lunedì 3 aprile a Firenze presentazione dati, analisi e proposte nel convegno CPRA tra Cgil-Cisl-Uil e associazioni di artigiani (ore 9:30-13, Palazzo Bastogi/Sala delle feste, via Cavour 18). Bardi (CPRA e Cgil Toscana): “Condividere l’obiettivo della sicurezza”. Sarà presente l’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi

“La sicurezza nelle imprese artigiane - L’attività del Comitato Paritetico Regionale Toscano”: è il titolo del convegno che si svolgerà lunedì 3 aprile a Firenze (Sala delle feste, Palazzo Bastogi - Consiglio Regionale, via Cavour 18). L’iniziativa è organizzata dal Comitato Paritetico Regionale Toscano (CPRA) stesso, ente nato per “per contribuire alla promozione della prevenzione anche con azioni finalizzate alla tutela ed alla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro” e costituito tra Cna, Confartigianato, Casartigiani e Cgil, Cisl, Uil della Toscana. Il CPRA ha oltre 18000 aziende aderenti, oltre 90.000 lavoratori iscritti dalle aziende, una presenza articolata nelle province, 34 Rlst che operano in tutte le province. Nel corso del convegno si illustreranno l’attività di prevenzione e sicurezza nelle imprese dell’artigianato, una analisi sull’andamento infortunistico, i modelli operativi e le prospettive. “L’auspicio è che sia sempre più condiviso l’obiettivo della sicurezza , ma anche della affermazione della legalità nel rispetto dei ruoli e delle funzioni che i diversi soggetti pubblici e privati sono chiamati a svolgere”, dice Roberto Bardi, Coordinatore CPRA Toscana e responsabile Dipartimento Sicurezza di Cgil Toscana.

IL PROGRAMMA

9,30 Registrazione dei partecipanti
Presiede e coordina i lavori Mario Catalini
La Bilateralità in Toscana Ciro Recce - Presidente Ebret Toscana

10,00
L’ attività del CPRA Roberto Bardi - Coord. CPRA Toscana
Un quinquennio di formazione Riccardo Sabatini
Presentazione modelli operativi Silvia Marengo
Ruolo e funzioni RLST Luciano Sacchetti - RLST

11,30
Prospettive protocollo intesa OPNA/INAIL Manuela Brunati - Coordinatore OPNA
Le iniziative di INAIL per imprese artigiane Dr. Giovanni Asaro - Dirett. INAIL Toscana
Modelli di organizzazione e gestione Ing. Massimo Selmi - USL Toscana Centro

12,30
Conclusioni a cura di Marco Lupi - Coordinatore OPNA
Partecipa ai lavori Stefania Saccardi - Assessore Diritto alla salute Regione Toscana

Notizia del: ven 31 mar, 2017

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Sicurezza sul lavoro: a Firenze presentazione dell’accordo sindacati-Confapi

Nell'occasione saranno illustrati alcuni dati su malattie professionali e incidenti sul lavoro

28 Marzo 2017

Domani mercoledì 29 marzo è prevista la conferenza stampa di Cgil-Cisl-Uil Firenze e Confapi (appuntamento presso la sede di Confapi a Firenze in via Finlandia 28, ore 11:30) per presentare due accordi firmati tra le quattro sigle: uno che recepisce una direttiva europea contro le violenze e le molestie sul lavoro, l’altro che segna un’intesa su salute e sicurezza sul lavoro (punti principali: un’ora di assemblea retribuita in più su queste tematiche, clausola sociale nei cambi d’appalto, momenti di formazione e informazione anche in collaborazione con le scuole professionali).

Nell’occasione, saranno illustrati alcuni dati su malattie professionali e incidenti sul lavoro, anche se “crediamo che le denunce siano inferiori rispetto alla reale situazione, e questa cosa ci preoccupa”. I tre sindacati intendono lanciare “una vertenza sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro in tutto il territorio fiorentino, perché con gli attacchi ai diritti sul lavoro, con la crisi, con il cambio dei modelli produttivi ci preoccupano gli infortuni e le molestie sul lavoro, oltre che le malattie professionali”.

Fonte: Uffici Stampa Cgil Cisl Uil Toscana e Firenze

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Infortuni gravi o mortali sul lavoro

9 su 10 coinvolgono over 60

I dati del sindacato mettono a nudo un fenomeno in crescita costante

di IRENE PUCCIONI su la Nazione 16 Marzo 2017

«È SOLO un’illusione statistica quella della diminuzione degli infortuni nell’edilizia». Rossano Rossi, segretario Cgil Empolese Valdelsa, si irrigidisce quando si tenta di minimizzare il problema. «Secondo i dati dell’Inail il fenomeno sarebbe in calo, peccato però che non si consideri il fatto che tutta l’attività del settore si è sensibilmente ridotta. Quindi, alla fine, non c’è un vero miglioramento». Ad aggravare la situazione, poi, c’è la presa d’atto che a rimanere vittime di incidenti sul posto di lavoro sono sempre di più persone ‘mature’. La cronaca di questi giorni lo conferma: in meno di ventiquattr’ore si sono registrati due incidenti, di cui uno mortale, che hanno coinvolto over 60. A Vinci ha perso la vita un operaio sessantenne, Niccolò Vecchio, in un cantiere edile in via Collegonzi. L’indomani, nella frazione di Martignana, è stata sfiorata un’altra tragedia, con un sessantaseienne volato da otto metri di altezza a causa del cedimento del tetto di un’azienda mentre stava eseguendo delle operazioni di pulizia della copertura del capannone. Persone mature a rischio sui cantieri edili perché l’età pensionabile si è innalzata, ma anche perché taluni sono costretti - a causa di figli adulti disoccupati e quindi ancora a carico - a ritardare la pensione.

Se nell’edilizia un infortunio mortale su quattro è subìto da un operaio over sessanta (dato nazionale diffuso da Cgil Fillea, ndr), in altri settori il fenomeno raggiunge livelli, se possibile, ancora più allarmanti. «In agricoltura – sottolinea Rossi – nove infortuni gravi o mortali su dieci riguardano proprio persone che hanno oltre sessant’anni». Tra questi ci sono piccoli proprietari terrieri che scelgono volontariamente di prendersi cura del proprio campo per diletto o per mantenersi ancora attivi. Ma c’è anche chi torna a guidare un trattore, ad arrampicarsi su un ulivo o ad alzare pesanti bigonce di uva, per necessità. «Purtroppo – spiega Francesco Baccanelli, della Flai-Cgil Empolese Valdelsa - ci sono sempre più anziani che con la loro misera pensione non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e per arrotondare fanno la stagione in campagna».

ANZIANI costretti a lavorare e giovani che non hanno una occupazione, se non precaria: paradosso dei tempi moderni. «La crisi e la destrutturazione del lavoro – spiegano i sindacalisti – sono diventati una miscela esplosiva. Le aziende edili vanno male, la concorrenza aumenta, gli imprenditori cercano di vincerla sui costi e i tempi del lavoro. Le misure di sicurezza costano e allungano i tempi. Prima di fare un lavoro devi compiere almeno due operazioni per la sicurezza, se le elimini guadagni mezz’ora e le aziende ti chiedono di fare sempre più presto. E il lavoratore non si ribella, perché non c’è un altro lavoro che lo aspetta dietro l’angolo».

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La scure sulla sicurezza

E’ la prima voce su cui si risparmia

Irene Puccioni da la Nazione 16 Marzo 2017

SPESSO non sono «tragiche fatalità», ma infortuni prevedibili. Gli incidenti sul lavoro aumentano laddove diminuisce la sicurezza. E ciò avviene quando i ritmi di lavoro sono sempre più sostenuti, manca la formazione o si interrompe la trasmissione di conoscenze.

La verità è che la sicurezza costa troppo, in termini monetari e di tempo (e il tempo è denaro). In edilizia, come nell’agricoltura, si ‘rinuncia’ ad una maggiore protezione del lavoratore quando le imprese sono piccole, collegate da lunghe catene di esternalizzazione e subappalti. Un fenomeno che Flai-Cgil Empolese Valdelsa sta riscontrando proprio in questi giorni, in vista della scadenza (31 marzo) delle domande di indennità di disoccupazione agricola per l’anno 2016. «La presentazione della richiesta dà modo di parlare con alcuni lavoratori e le storie che emergono purtroppo non sono edificanti – racconta Francesco Baccanelli – I casi di irregolarità sul posto di lavoro sono molti e per la maggior parte si riscontrano in aziende ‘senza terra’, quelle cioè che assumono addetti per formare squadre di operai che poi vanno a lavorare in altre aziende agricole. L’impresa che dà lavoro, per ridurre i costi spesso risparmia sul vestiario e le dotazioni. Così, capita di vedere nei campi operai in scarpe da ginnastica con il rischio infortuni altissimo».

IN EDILIZIA le cose non vanno meglio. «Purtroppo – aggiungono i sindacalisti della Fillea-Cgil – in questi dieci anni di crisi, il lavoro ha subìto maggiore precarizzazione e quindi meno sicurezza. Per questo nelle settimane scorse abbiamo lanciato la campagna degli edili ‘Noi ci prendiamo cura di Firenze’, che naturalmente si estende a tutta la Città Metropolitana, per pretendere maggiore riconoscimento del valore del lavoro degli oltre 15mila edili che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare nei cantieri della città metropolitana per il funzionamento e la manutenzione del territorio, delle scuole, ospedali, case, strade»

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Incidenti sul lavoro a Vinci (mortale) e Montespertoli, la rabbia di Fillea Cgil Firenze: "Ora basta"

Morto sul lavoro a Vinci ieri, Pini (Fillea Cgil Firenze): “Era da poco venuto da noi per informazioni su come andare in pensione, siamo addolorati e vicino alla famiglia. Servono investimenti nella prevenzione, e va anticipata la pensione per gli over 60, i più colpiti dagli infortuni”.
Oggi infortunio sul lavoro a Montespertoli: “Riportare il tema della sicurezza sul lavoro al centro del dibattito politico”, spiega Luschi (Cgil Empolese). Sulla questione incidenti sarà chiesto un incontro al Prefetto

Un uomo di 60 anni, Nicolò Giuseppe Vecchio, è morto ieri nella campagne di Vinci (Firenze), in un’incidente sul lavoro avvenuto intorno all'area dove è in corso la ristrutturazione di un casolare. “Nicolò era una operaio da noi conosciuto ed apprezzato; un operaio che ha iniziato a lavorare in giovanissima età, che pochi giorni fa era venuto da noi per avere informazioni sulla possibilità e i tempi di andare in pensione. Siamo profondamente addolorati, ci stringiamo attorno alla sua famiglia, di cui siamo a disposizione, e ai compagni di lavoro. La dinamica dell'infortunio subito da Nicolò non è stata ancora definita e noi riponiamo la massima fiducia sugli enti di controllo e la magistratura”, dice Stefano Pini di Fillea Cgil Firenze. La situazione del settore è drammatica e inaccettabile, sia a livello nazionale che fiorentino. Aggiunge Pini: “Anche a Firenze purtroppo si evidenzia l'urgenza di un investimento maggiore nella prevenzione e nei controlli dei cantieri, basta vedere che a Firenze l'incidenza degli infortuni in edilizia negli ultimi anni è mediamente peggiorata rispetto alle altre province della Toscana. Anche la questione anagrafica è un aspetto da evidenziare in quanto, secondo le nostre statistiche, un infortunio mortale su quattro è subito da un operaio over 60. Per queste ragioni la Fillea sostiene da tempo che il legislatore deve intervenire con urgenza per anticipare l'accesso alla pensione degli edili, oltre che a prevedere una normativa nuova in materia di omicidio per incidente sul lavoro”.

Oggi, inoltre, un operaio si è gravemente infortunato cadendo da otto metri di altezza nella frazione di Martignana (stava eseguendo delle operazioni sul tetto di un capannone e la copertura avrebbe ceduto), nel Comune di Montespertoli (Firenze). “E’ insopportabile la frequenza con cui si verificano infortuni sul lavoro che, in alcuni casi, diventano vere e proprie tragedie. Abbiamo la necessità di riportare al centro del dibattito politico il tema della sicurezza sul lavoro, di non considerarla più un optional. C'è bisogno di una legislazione stringente, è un fatto di civiltà”, commenta Sergio Luschi (coordinatore Cgil Empolese) dopo gli incidenti di Vinci e Montespertoli. Solo due settimane fa a Barberino ha subito un grave infortunio (colpito gravemente al volto e all'occhio) un operaio: sulla questione degli infortuni sul lavoro, la Fillea Cgil fiorentina intende chiedere un incontro al Prefetto.

Notizia del: mar 14 mar, 2017

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Firenze, 21 febbraio 2017

Alla C.Att.ne del Presidente della Repubblica

Dott. Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale

Piazza del Quirinale

00187 Roma

Oggetto: conversione in Legge Milleproroghe (DL 244/2016), proroga adeguamento antincendio fino al 31/12/2017 per edifici scolastici, asili nido, e strutture ricettive turistico-alberghiere.

Egregio Signor Presidente,

Torno a scriverLe per richiamare la sua attenzione sul fatto che all'interno del maxi emendamento per la conversione in legge del Decreto Milleproroghe (DL 244/2016) a cui il Senato ha dato l'ok giovedì 16 febbraio, è previsto l'ennesimo slittamento, a fine 2017, dell’adeguamento delle nuove norme antincendio. Un differimento che per il ventitreesimo anno consecutivo riguarderà le strutture ricettive con più di 25 posti letto e che interessa anche gli asili nido con più di trenta persone presenti (articolo 5, comma 11-sexies e  articolo 4, comma 2 bis).

Cercando di riepilogare, ma senza essere probabilmente esaustivi, queste sono le proroghe che si sono succedute nel tempo per l'adeguamento antincendio nelle strutture alberghiere:
- la legge 463/2001 ha spostato la proroga dal 31/12/2001 al 31/12/2005;

- il decreto legge 300/2006 ha prorogato il termine fino al 30/04/2007 e la sua legge di conversione (17/2007) al 31/12/2007;

- il decreto legge 97/2008 ha prorogato al 30/06/2008, e la sua legge di conversione (129/2008) al 30/06/2008;

- il decreto legge 78/2009, convertito dalla legge 102/2009, ha spostato il termine al 31/12/2010;

- il decreto legge 225/2010 ha prorogato al 31/03/2011 e la sua legge di conversione (10/2011) al 31/03/2011;

- il decreto DPCM del 25 Marzo 2011 ha prorogato il termine al 31/12/2011;

- il decreto legge 216/2011 ha prorogato il termine al 31/12/2012 e la sua legge di conversione (14/2012) al 31/12/2012;

- il decreto legge 150/2013 ha prorogato il termine al 31/12/2014 e la sua legge di conversione (15/2014) al 31/12/2014;

- il decreto legge 192/2014 ha prorogato il termine al 30/04/2015 e la sua legge di conversione (11/2015) al 31 Ottobre 2015;

- il decreto legge 210/2015 e la sua legge di conversione (21/2016), hanno prorogato il termine al 31 Dicembre 2016.

 A queste proroghe si aggiunge appunto quella al 31 Dicembre 2017 presente nel Decreto Legge Milleproroghe (articolo 4, comma 2) che con l'approvazione della Camera si appresta a diventare, purtroppo, legge dello Stato Italiano.

Non si tratta solo di burocrazia: queste proroghe violano un numero consistente di normative antincendio e sembrano in contrasto con la normativa Ue, in particolare con la direttiva 89/391/CEE, che prevede che vi sia un obbligo generale del datore di lavoro di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti connessi al lavoro.

E' vergognoso che tali emendamenti passino sotto silenzio, come nell'intenzione di chi li ha proposti, ed è scandaloso che un decreto Milleproroghe sia diventato un decreto omnibus: basti pensare che nel solo maxi emendamento in questione sono state inserite circa cento modifiche che riguardano le tematiche molto diverse tra loro!

Mi rivolgo a Lei, Presidente, con la speranza che questa tendenza possa essere invertita.

Certo di un Suo interessamento e della Sua sensibilità già dimostrata riguardo al tema, le porgo i miei più cordiali saluti assieme a quelli di tutto il coordinamento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza della Fiom Cgil Firenze.

Marco Bazzoni

Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Fiom Cgil Firenze

Componenti del coordinamento RLS Fiom Cgil Firenze

Alessandro Cortini, Patrizia Ferretti, Paolo Mori, Lorenzo Raspini, Filippo Sozzi, Marcello Giannetti, Emiliano Borselli, Andrea Coppini, Marco Meini, Michele Di Paola

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