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altri articoli 2017

Ore 12,30: sciopero alle poste I clienti in coda occupano l’ufficio

Caos in piazza Puccini: non ci hanno avvertito. Arrivano i carabinieri

mo.pi. da la Nazione 1 Ottobre 2017

L’UFFICIO postale è in sciopero, ma i clienti presenti non ci stanno e occupano i locali fino all’arrivo dei carabinieri. E’ successo ieri alle Poste di piazza Puccini. Come ogni giorno, ma soprattutto il sabato, lo sportello è preso d’assalto. Tanta gente in fila con il numerino. L’attesa è così lunga che c’è anche chi va in pasticceria a fare colazione e poi torna. La situazione scorre regolare per quasi tutta la mattinata e chi arriva nell’ufficio verso le 11 prende, come al solito, il suo numero e attende. Inconsapevole, però, che sulla porta aperta c’è affisso l’avviso di sciopero, con il quale s’informano i cittadini che il servizio non è garantito dopo le 12.30. 

Dal 22 settembre scorso, per protestare contro la carenza di organici, la Cgil ha infatti proclamato l’astensione delle prestazioni aggiuntive, che si concluderà il prossimo 5 ottobre. Niente straordinari, dunque, e l’ufficio deve chiudere regolarmente all’ora fissata. ALLE 12.20, a voce, la responsabile comunica ai presenti che l’ufficio avrebbe chiuso tra un quarto d’ora. Iniziano i primi malumori, restano da servire una decina di persone e tra questi c’è chi attende da un’ora il proprio turno. La responsabile, raccontano i presenti, non aderendo allo sciopero, fa due eccezioni. Dopo le 12.35 serve una signora anziana e un’altra che invece deve pagare un F24 in scadenza. 

Le altre sette persone che restano iniziano a protestare sempre più animatamente. Un ragazzo deve ritirare una raccomandata con la patente, per lui è importante, insiste. Anche altri devono ritirare racomandate. Ne nasce una discussione con la responsabile, che però è categorica. Tutti fuori, l’ufficio chiude. Ma i clienti sono irremovibili, non vogliono andarsene. Il tempo passa, la responsabile decide di chiamare i carabinieri, che arrivano in ufficio verso le 13.45. Spiegano ai clienti presenti che l’avviso dello sciopero era stato affisso e che i disagi sono inevitabili, riescono a placare gli animi e attorno alle 14 gli ‘occupanti’ decidono così di tornare a casa. Con un’ora e mezza di ritardo, l’ufficio può chiudere. «Non abbiamo protestato perché i lavoratori erano in sciopero – spiega Daniele, uno dei presenti – ma perché la situazione è stata gestita male. Bastava avvertire prima le persone. Bastava un foglio attaccato alla macchina che distribuisce i numeri e non affisso in un posto invisibile agli occhi dei più».

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DISSERVIZI POCHI I VEICOLI PER LA CONSEGNA

Portalettere appiedati La posta resta in sede

Monica Pieraccini da la Nazione 19 Settembre 2017

DISSERVIZI di Poste segnalati ieri nel centro città e nella zona di piazza della Vittoria. I portalettere, pur essendo a lavoro, non hanno infatti potuto consegnare la corrispondenza per mancanza di mezzi. La denuncia arriva dal sindacato Usb. «Io e altri sei colleghi – racconta Edoardo Todaro – non siamo andati a consegnare la posta. Non abbiamo potuto, perché i mezzi non c’erano. Siamo rimasti in ufficio. Il risultato, purtroppo, è stato che nelle zone del mercato centrale, via Nazionale, via Faenza, via Sant’Antonino, ma anche viale Cadorna, via Crimea, via Vannucci e via Fabbroni, non sono arrivate né la posta ordinaria né le raccomandate». Nella flotta di Poste, a disposizione dei portalettere, ci sono auto, mezzi elettrici e anche motorini. Ma non vengono riparati né sostituiti, accusa il sindacalista, e sono perciò inutilizzabili. «Tanto che l’azienda – fa presente Todaro – a volte mette in ferie i dipendenti perché i mezzi che ci sono possano essere usati da chi è in servizio». A volte, quando è disponibile un’auto, i portalettere vanno insieme a consegnare la posta, come accade ad esempio a Campi. Una situazione che è generalizzata e che riguarda non solo Firenze, ma tutta la Toscana e l’intero territorio nazionale.

«L’ASSURDO di questa situazione – aggiunge – è che accade in un’azienda che ha il proprio bilancio in attivo e che si fa vanto di aver acquisito l’ennesimo appalto per la consegna dei pacchi Amazon, che però mette in difficoltà i postini, che non hanno i mezzi adeguati». Oltre ai mezzi, manca però anche il personale. Secondo la Cgil, negli uffici postali ci vorrebbero il 40% di addetti in più. E’ questo uno dei motivi che ha fatto scattare la protesta: da venerdì e fino al prossimo 5 ottobre la sigla sindacale ha indetto lo sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive.

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Slc Cgil: Poste Italiane, ripartita la mobilitazione. 5-22 settembre sciopero prestazioni straordinarie e aggiuntive

“Abbiamo riaperto il Conflitto Regionale per coerenza con tutto quanto abbiamo rivendicato unitariamente e che ancora manca negli Uffici, nei Centri di Recapito e nelle condizioni di lavoro delle persone”

La Slc Cgil Area Servizi Toscana da tempo denuncia una situazione di pesante disagio in tutta la Toscana dovuta alla carenza di personale. A Firenze tale carenza è stimata fra il 27-30% nel recapito, coperto da tempi determinati, e del 40% nella sportelleria con uffici con dietro il vetro il direttore. Ancora, nella città di Prato è in corso la sperimentazione della consegna a giorni alterni. Prima, ogni giorno, c’era un addetto per ognuno dei due ‘giri’, oggi un solo addetto un giorno fa un giro e un giorno l’altro. Impossibile pensare che la cosa non crei problemi nei tempi di consegna.
Sull’insieme delle criticità ieri c’è stato un tentativo di conciliazione fra azienda e sindacato con esito negativo. Subito dopo la Slc ha proclamato lo sciopero delle delle prestazioni straordinarie e aggiuntive in tutta la Toscana in ambito posta, comunicazione e logistica (Pcl) e Mercato Privati (Mp [finanziario, commerciale e uffici postali]) dal 22 di Settembre al 5 di Ottobre prossimi.

Le richieste
1) un preciso programma di passaggi dal part al full time sia nel recapito che agli sportelli;
2) ampliamento del periodo di lavoro del personale con contratto a tempo determinato anche in Toscana come già fatto in Lombardia e Piemonte;
3) piano di stabilizzazione dei tempi determinati precari senza i quali il recapito non avrebbe avuto alcuna possibilità di restare in piedi;
4) avvio della sperimentazione di contratti a tempo determinato, di apprendistato e fomazione lavoro in ambito Mercato Privati come già avvenuto in altre regioni.

La nota di lancio dello sciopero
“Dopo i precedenti 90 giorni di agitazioni unitarie”, si legge nella nota di lancio della sciopero, abbiamo riaperto il Conflitto Regionale come Slc Cgil , per coerenza con tutto quanto abbiamo rivendicato unitariamente e che ancora manca negli Uffici, nei Centri di Recapito e nelle condizioni di lavoro delle persone”. “Invitiamo tutti”, si legge ancora a riflettere che avere un calendario di incontri a livello centrale, non è di per se stesso elemento di garanzia sufficiente con un'azienda che non ha onorato parti importanti di precedenti accordi e che ha riorganizzato il recapito in maniera fallimentare”. Nell’invitare tutti ad uno sciopero compatto per piegare l’azienda sulle richeste del sindacato la nota ricorda che “la mobilitazione nel chiedere soluzioni e risposte adeguate ne rivendica l’urgenza”.

Notizia del: mer 13 set, 2017

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Slc Cgil Toscana: Poste Italiane, formalmente aperto il conflitto di lavoro. 27% personale in meno. Domani (13.09) conferenza stampa

Pesante disagio in tutta la Toscana per carenza di personale. Domani Mercoledì 13 settembre 2017 ore 12.00 CdLM Firenze, sala Palazzeschi (2° Piano) Borgo dei Greci, 3 Firenze conferenza stampa

La Slc Cgil Toscana da tempo denuncia una situazione di pesante disagio in tutta la Toscana dovuta alla carenza di personale stimato in circa il 27%. Il disagio interessa tutti gli ambiti di Poste Italiane, sia il recapito che le attività di sportello. Un esempio per tutti. Nella città di Prato è in corso la sperimentazione della consegna a giorni alterni. Prima, ogni giorno, c’era un addetto per ognuno dei due ‘giri’, oggi un solo addetto un giorno fa un giro e un giorno l’altro. Impossibile pensare che la cosa non crei problemi nei tempi di consegna. Non mancano solo i portalettere, basta entrare in un qualsiasi ufficio postale per vedere postazioni con nessuno dietro il vetro e sentire le lamentele di chi aspetta il suo turno. Da tutto ciò l’apertura formale del conflitto di lavoro cui faranno seguito azioni di mobilitazione nel caso l’azienda continui a fare orecchie da mercante.
I numeri della carenza di personale, il disagio degli operatori e le richieste del sindacato saranno oggetto di una

CONFERENZA STAMPA
DOMANI MERCOLEDÌ 13 SETTEMBRE 2017 ORE 12.00
CdLM FIRENZE - SALA PALAZZESCHI (2° piano)
BORGO DEI GRECI, 3 – FIRENZE

Notizia del: mar 12 set, 2017

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Cgil Cisl categoria: Continua protesta contro completa privatizzazione Poste Italiane e contro carenza personale

Continua la protesta contro la completa privatizzazione di Poste Italiane e contro la carenza di personale che sta portando al collasso il servizio. Dal giorno 22 luglio al giorno 20 agosto riparte lo sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive sul territorio della Toscana.

I sindacati di categoria hanno deciso di continuare la protesta contro la completa privatizzazione e le carenze di personale delle Poste, proclamando un nuovo sciopero delle prestazioni aggiuntive, a partire da sabato 22 luglio e fino al prossimo 20 agosto.

“In Toscana –spiega Marco Nocentini, segretario regionale Cisl Poste - il personale applicato alla sportelleria e al recapito è insufficiente a garantire i servizi ai cittadini soprattutto in questo periodo. Poste Italiane non si è neanche preoccupata di assumere per le sostituzioni delle ferie estive, portando al collasso il servizio con quintali di corrispondenza ferma e file interminabili negli uffici postali.”

“La situazione del personale, decimato dai tantissimi pre-pensionamenti – continua Nocentini - è precipitata negli ultimi mesi e, guarda caso, dopo il collocamento in borsa del 30% del capitale di Poste Italiane. Questo dimostra che privatizzare un’azienda pubblica è un errore, in quanto il privato non guarda alla qualità del servizio reso ai cittadini ma soltanto al profitto. E’ per questo che stiamo continuando a lottare per evitare la completa privatizzazione; e chiediamo da tempo un piano di assunzioni indispensabile per salvaguardare la qualità del servizio ai cittadini.”

“Nella nostra regione - spiega Graziano Benedetti, coordinatore della Slc-Cgil Toscana, siamo di nuovo in sciopero contro la decisione del governo di privatizzare Poste Italiane , al solo scopo di fare cassa. I rischi occupazionali per la Toscana non sono ancora finiti, ancora non è stato ritirato il progetto sulla chiusura del CMP di Castello (FI) e nonostante le nostre richieste non è stato modificato il progetto di riorganizzazione della divisione PCL (Posta Logistica e Comunicazione), fatto di soli tagli con le zone alterne che, se non modificato profondamente, produrrà un peggioramento della qualità del servizio come a Prato e Arezzo.”

“Nella sportelleria del ‘Mercato Privati’, oltre che alle pressioni indebite sul personale, lo stress correlato è in aumento, il motivo dello sciopero è far fare sportellizzazioni per la copertura del pesante vuoto di organico, investito da massicci esodi incentivati aziendali senza sostituzione di chi esce. Il tutto provoca peggioramento del servizio per i cittadini e trasferte continue tra il personale, subissato dal lavoro. Ci scusiamo quindi con la clientela per i disagi che arrecheremo ma la dirigenza delle Poste della Toscana non risponde alle nostre richieste e le relazioni industriali sono completamente assenti non permettendo nessuna contrattazione territoriale.”

Il sindacato denuncia infine una situazione insostenibile in Toscana per i continui distacchi dovuti alla carenza di personale negli uffici, le precarie condizioni dei mezzi necessari alla consegna della corrispondenza e dei pacchi.

Notizia del: gio 20 lug, 2017

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Poste: Cgil Cisl, No privatizzazione completa. Dal 15 al 25 maggio sciopero dello straordinario sul territorio della Toscana.

Il sindacato di categoria ha deciso di continuare la protesta proclamando lo sciopero delle prestazioni aggiuntive.

“Sul territorio della toscana–spiega Marco Nocentini, segretario Regionale Cisl Poste. - il personale applicato alla sportelleria e al recapito è insufficiente a garantire i servizi ai cittadini e questo determina una situazione non più sostenibile. Agli sportelli la situazione si è notevolmente aggravata dal servizio delle raccomandate in giacenza, sono oltre dieci giorni che i clienti aspettano anche un ora per ritirare una raccomandata scaricando la loro rabbia nei confronti degli sportellisti. Al recapito la carenza di personale, non permette a Poste Italiane di garantire gli standard di qualità concordati con le istituzioni.

“Inoltre la nuova organizzazione del recapito a giorni alterni, partita a Prato e Arezzo sta continuando a produrre grossissimi disservizi, con la corrispondenza che viene consegnata quando va bene una volta la settimana. Nonostante il problema sia sotto gli occhi di tutti, Poste Italiane continua a minimizzare il problema. Il personale inoltre continua a essere incentivato a andare in pensione senza un turn over”

“In Toscana spiega Graziano Benedetti Coordinatore della Slc-Cgil Toscana, “

Vogliamo riprenderci il nostro ruolo sul territorio nazionale e regionale contrattando e confrontandoci con l’azienda su tutti gli argomenti, superando questa moda, che a noi non piace, di pensare che si possa fare a meno di un’interlocuzione con chi rappresenta i lavoratori e le lavoratrici postali e di un confronto vero, su i due livelli di contrattazione.
Vogliamo ripristinare il turn over del personale per migliorare la qualità del servizio erogato , bloccare le pressioni indebite sul personale MP e bloccare la falimentare riorganizzazione in PCL. Le Risorse umane centro 1 sono sorde alle nostre richieste , preferiscono essere sanzionati per comportamento anti sindacale ( 6 ricorsi articolo. 28 legge 300, persi da Poste ) che aprire un tavolo di confronto con il sindacato che è in stato di agitazioni da mesi.Ci scusiamo per i disagi che arrecheremo ma non avevamo alternative alla lotta che abbiamo intrapreso. Graziano Benedetti SLC CGIL area Servizi Toscana.

SLC CGILe SLP CISL della Toscana , denunciano , una situazione insostenibile per i continui distacchi dovuti alla carenza di personale negli uffici, le precarie condizioni dei mezzi necessari alla consegna della corrispondenza e di pacchi da recapitare.

Notizia del: sab 13 mag, 2017

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Denuncia: «Discriminata perché malata di tumore»

da la Nazione 5 Aprile 2017

«UNA lavoratrice diventata un fantasma per l’azienda perché malata di tumore al seno». E’ la denuncia del sindacato Slc - Cgil della Toscana, che ha raccontato la storia della donna, 52 anni, dipendente di Poste Italiane, che lavora al Cmp di Sesto Fiorentino. Secondo quanto riportano il coordinatore regionale Slc Cgil Graziano Benedetti, e la delegata della Rsu Paola Benedetti, nel 2008 la lavoratrice, ora in Sicilia dalla famiglia e che da lunedì dovrà iniziare la chemioterapia, ha superato una selezione interna per passare al lavoro di sportello. Ma, essendo in malattia, è stata scavalcata in graduatoria da sette dipendenti che erano sotto di lei e – accusano i due rappresentanti della Slc Cgil – non ha ricevuto rassicurazioni da parte dell’azienda che, al suo ritorno, potrà lavorare allo sportello, una mansione peraltro più idonea, visto che al Cmp, prima di scoprire di avere un tumore al seno, caricava e scaricava le casse di corrispondenza.

Il sindacato, venuto a conoscenza di questa situazione, l’8 marzo ha scritto una lettera ai responsabili delle risorse umane di Poste, ma senza ricevere risposta. «Dal nostro punto di vista – fanno sapere da Poste Italiane – non c’è nessun tipo di discriminazione nei confronti della nostra dipendente. Siamo disponibili e pronti a valutare la sua situazione nel momento in cui rientrerà dalla malattia».

 

Lavoro: Cgil, impiegata Poste discriminata perché malata. 'Non può passare il principio secondo cui un lavoratore malato viene messo da parte"

Una donna di 52 anni, impiegata al Cmp di Sesto Fiorentino di Poste Italiane, sarebbe stata discriminata dall'azienda perché a casa per malattia, un tumore al seno. E' la denuncia della Slc-Cgil della Toscana, che oggi ha esposto il caso a Firenze in una conferenza stampa. Secondo il sindacato, la donna, assente dal lavoro da dicembre dopo la scoperta del tumore, operata a fine marzo e ora in attesa di iniziare la chemioterapia, sarebbe stata scavalcata da sette dipendenti che erano sotto di lei in graduatoria per il trasferimento dal Cmp ad un lavoro di sportello. Un lavoro, peraltro, meno gravoso rispetto a quello di carico, scarico e smistamento della corrispondenza effettuato nel centro di Sesto. La donna era stata dichiarata idonea al lavoro di sportello nel 2008 e, sostiene la Cgil, non ha mai rinunciato al trasferimento. L'azienda non le ha dato alcuna spiegazione per quanto accaduto, lamenta il sindacato, che a sua volta non ha ottenuto risposta alla lettera inviata un mese fa, l'8 marzo, ai responsabili delle risorse umane. "Non può passare - accusa la Cgil - il principio secondo cui un lavoratore malato viene messo da parte".(ANSA).

Notizia del: mar 04 apr, 2017

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Poste, 3-4-5 aprile in Toscana mobilitazione dei sindacati contro la privatizzazione selvaggia

Poste, tre giorni di mobilitazione contro la privatizzazione selvaggia. Il 3, 4 e 5 Aprile iniziative e presidi in tutti i capoluoghi della Toscana. “Si svende la più grande azienda italiana. Le conseguenze, oltreché i lavoratori, le pagheranno i cittadini con il peggioramento dei servizi"

Lunedì 3, martedì 4 e mercoledì 5 Aprile sit-in di protesta dei lavoratori postali in tutti capoluoghi delle province toscane. Dalle 9 alle 12 i sindacati di categoria SLP-CISL, SLC-CGIL, FAILP-CISAL, CONFSAL-COM E UGL-COM protesteranno contro i processi di privatizzazione annunciati dal governo e sensibilizzeranno la cittadinanza per le ricadute sui servizi pubblici che essa comporterà, insieme all’introduzione del recapito a giorni alterni e alla possibile chiusura degli uffici postali nelle aree più marginali del paese.

“Organizzeremo dei presidi contemporaneamente e per tre giorni in tutte le città capoluogo della nostra regione –affermano i segretari regionali delle organizzazioni sindacali- vogliamo impedire la svendita della più grande azienda del nostro paese, che impoverirà ulteriormente il servizio pubblico offerto alla cittadinanza.”

“La totale privatizzazione di Poste Italiane, il portalettere che passera dalle nostre abitazioni un giorno si e uno no, la chiusura degli uffici postali nelle località più sperdute, la chiusura del CMP di Firenze – proseguono i sindacalisti- oltre a mettere a rischio migliaia di posti di lavoro e chiudere ogni prospettiva ai giovani che lo stanno cercando, aumenterà ulteriormente il degrado dei servizi offerti alla popolazione nelle aree più marginali. Questo i cittadini lo devono sapere e a loro ci rivolgiamo per chiedere solidarietà in questa nostra battaglia”

Notizia del: gio 30 mar, 2017

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Cgil e Cisl categoria: Poste Italiane, due condanne per comportamento antisindacale.

Precettazione illegale di lavoratori in sciopero e divieto di affissione di comunicati sindacali in bachecaPoste Italiane è stata condannata due volte, nel giro di pochi giorni, per comportamenti antisindacali tenuti in Toscana, sulla base di esposti presentati dalle organizzazioni sindacali Slp-Cisl e Slc-Cgil.
La prima sentenza è stata emessa dal Giudice del Lavoro di Firenze, e riguarda un episodio del 4 Novembre 2016 quando, in occasione dello sciopero nazionale, l’azienda ha obbligato i lavoratori del reparto accettazione grandi clienti a tenere aperto l’ufficio, anche se non era nell’elenco di quelli precettati a fornire i ‘servizi essenziali’ alla cittadinanza.

La seconda condanna è stata pronunciata dal Giudice del lavoro di Livorno perché Poste non aveva predisposto in tutti gli uffici le bacheche indispensabili per l’affissione dei comunicati sindacali in azienda.

Il Giudice del Lavoro di Firenze ha dato piena ragione alle organizzazioni sindacali, dichiarando antisindacale il comportamento di Poste Italiane Spa, ordinando di convocare le organizzazioni sindacali al fine di sottoscrivere nuovi accordi, in loro tutela, da applicarsi in futuri scioperi e condannando la società a rimborsare tutte le spese del procedimento.

Anche a Livorno il Giudice ha condannato la società a provvedere immediatamente all’istallazione delle bacheche al pagamento di tutte le spese processuali.
“Denunce analoghe – dicono i segretari regionali di Slp-Cisl e Slc-Cgil, Vito Romaniello e Graziano Benedetti - sono state presentate in tutte le province della Toscana e sono in attesa di giudizio. Queste azioni legali sono la risposta ad un atteggiamento arrogante e provocatorio della più grande azienda di servizi del nostro Paese, che delineano un clima non sereno nei rapporti e nelle relazioni industriali a causa delle continue riorganizzazioni che stanno provocando solo disagi ai lavoratori e disservizi alla cittadinanza, come nel caso del recapito a giorni alterni, e della scellerata scelta di privatizzare totalmente la società che comprometterà inevitabilmente la sua funzione sociale.”com

Notizia del: gio 16 mar, 2017

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Alle Poste cartelli appesi con i nomi di chi vende meno

Il sindacalista: "C'è una pressione molto forte legata alla vendita dei prodotti commerciali e finanziari. Gli operatori subiscono pressioni, talmente forti che raggiungono in alcuni casi forme di ricatto"

dal Tirreno 14 Marzo 2017

FIRENZE. Chi lo avrebbe mai detto? I lavoratori delle Poste sono tra i più stressati. E pensare che nell'opinione comune è uno dei lavori meno faticosi. Forse non entusiasmanti ma sicuramente un buon compromesso. «Non è così», a sostenerlo è Claudio Bellatti, responsabile Slc di Firenze per il settore delle Poste nonché membro dell'organismo paritetico regionale per la sicurezza sul lavoro. «C'è una pressione molto forte legata alla vendita dei prodotti commerciali e finanziari. Gli operatori subiscono pressioni, talmente forti che raggiungono in alcuni casi forme di ricatto».

Ci sono uffici postali, riferisce Bellatti, in cui vengono appesi i risultati raggiunti. Una sorta di scaletta tra chi vende e chi no. «Ovvio, che tra i dipendenti c'è malumore. Ho avuto segnalazioni di persone a cui legavano gli obiettivi raggiunti alle ferie. La situazione è diversa a seconda del comportamento dei responsabili ma le vendite vengono incentivati con i premi, a cascata. E’ evidente che si tratta di un forte strumento di pressione».

Eppure sembra quasi impossibile pensare che alle Poste ci sia una situazione così difficile. Casi elevati di stress certificati potrebbero forse corrispondere a una maggiore probabilità che si avviino percorsi di questo tipo in un luogo di lavoro in cui ci sono meno timori di ritorsione.

«È vero - commenta il sindacalista - che si fa un monitoraggio in applicazione delle normative europee e si redige un documento di valutazione dei rischi per cui alla fine di queste valutazioni viene fuori un indice dello stress da lavoro ma non ritengo sia indicativo del numero dei postali stressati anche perché ci sono uffici in cui il livello è medio, altri in cui invece è basso. A essere pesante è semmai la trasformazione del ruolo dei dipendenti delle Poste da impiegati a venditori». (ile.r.)

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Le Soluzioni si rafforza in arrivo 40 assunzioni

dal Tirreno 14 Agosto 2017

EMPOLI Il rafforzamento de Le Soluzioni, società consortile che presta servizi per le società pubbliche, potrebbe portare nel circondario circa quaranta assunzioni nei prossimi mesi. Nelle scorse settimane, infatti, ci sono stati due passaggi importanti che hanno portato la società guidata da Giancarlo Faenzi a strappare contratti con le principali realtà municipalizzate del comparto idrico (Acquedotto del Fiora, Acque Spa e Publiacqua) e con il gestore dei rifiuti dell'Area Centro (Alia). Call center, servizi informatici, lettura dei contatori, back office. Assegnazioni durature che permetteranno l'assunzione di nuovi lavoratori (al momento giunti a quota 200 tra stabili e interinali) e che determineranno un assetto più strutturato. 

«Il rafforzamento della società dà anche maggiori garanzie a livello di occupazione e di diritti per i lavoratori - spiegano Giuseppe Dentato e Salvatore D'Amico della Cgil - in queste settimane stiamo partecipando come parte sociale ai tavoli negoziali con delle nostre proposte. Tanto per cominciare per quanto riguarda i call center abbiamo chiesto che venga introdotta una clausola di salvaguardia sociale che ancora non esisteva: nel caso di riduzione di personale o spostamenti di sede i lavoratori assunti su questo territorio continueranno a lavorare su questo territorio». Ma la prospettiva è anche quella di un ulteriore ampliamento, dopo lo spostamento del call center di Empoli da Terrafino alla sede di via Garigliano e la creazione della sede di Castelfiorentino. «Ci stiamo mobilitando - proseguono - affinché Alia fin da subito rinnovi il contratto e per far sì che venga incrementata la quota di servizi affidata a Le Soluzioni». (m. p.)

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"Le Soluzioni unico call center

garantisce cittadini e lavoratori"

Il sindacato Filctem Cgil plaude all’accordo fra le società

Francesca Cavini da la Nazione 17 Febbraio 2017

«MANTENERE l’occupazione e mantenerla sul territorio toscano sono posizioni che non possono che trovarci d’accordo, anche perché sono posizioni che abbiamo sempre sostenuto». Così Giuseppe Dentato della Filctem Cgil insieme a Salvatore D’Amico della Slc Cgil di Firenze nel commentare l’annuncio fatto dal presidente della società Le Soluzioni, Giancarlo Faenzi, dell’accordo stipulato con i gestori del settore idrico e dei rifiuti per diventare l’unico call center di entrambi.

«Le Soluzioni – ha ricordato Dentato – lavora soprattutto nel settore che riguarda il rapporto coi cittadini, il call center, e l’idea che diventi l’unico erogatore di questo servizio è un’idea che può diventare patrimonio di tutta la Toscana».

«In passato – ha aggiunto il sindacalista della Filctem – ci sono stati frizioni a causa dell’incertezza relativa proprio al ruolo e alla posizione dei lavoratori, ma l’accordo menzionato da Faenzi toglie i dubbi sul futuro della forza lavoro. Molte aziende avevano esternalizzato i servizi di call center mentre Acque Spa e Publiambiente li avevano tenuti all’interno. Avere un unico call center oggi significa riportare all’interno queste attività. Le professionalità che si sono sviluppate sul territorio dobbiamo recuperarle».

Dentato ha poi illustrato lo scenario auspicato per i prossimi mesi, quando l’accordo siglato con i gestori di acqua e rifiuti dovrà tradursi in atto. «Come sindacato – ha detto – diamo un perimetro toscano. Questi temi vanno sviluppati secondo una crescita aggregativa, ma all’interno del perimetro toscano e lo sviluppo che sta avendo Le Soluzioni va in questa direzione».

«Rispetto a un panorama nazionale che tende a delocalizzare queste attività – ha concluso Dentato – ci troviamo a un ragionamento opposto. Così si erogano migliori servizi con maggiori garanzie per i cittadini e per i lavoratori, che mantengono il loro posto».

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Slc Cgil Toscana: per il contratto nazionale telecomunicazioni e contro disdetta integrativo Tim domani 10/03 presidio a FI

I manifestanti in presidio incontreranno la Rsu Rai, in programma anche un incontro fra una delegazione ristretta del lavoratori e dirigenti sindacali con i responsabili della redazione di Rai 3 Toscana.Nell’ambito della battaglia per il rinnovo del contratto nazionale delle telecomunicazioni e della vertenza contro la disdetta dell’integrativo Tim è in programma per domani venerdì 10 marzo 2017, a Firenze, dalle ore ore 15 alle 17, un presidio in Largo Alcide De Gasperi, fronte ingresso sede Rai Toscana.
Il luogo è stato scelto per sensibilizzare gli organi di informazione sulle vertenze in corso.
Iniziative simili, davanti a sedi televisive e/o dei giornali sono in programma in altre parti d’Italia.
Per il contratto nazionale delle telecomunicazioni e contro la disdetta dell’integrativoTim

DOMANI VENERDI’ 10 MARZO 2017
ORE 15.00 – 17.00 PRESIDIO
LARGO ALCIDE DE GASPERI, 1 -FIRENZE-


Nel corso del presidio i manifestanti incontreranno la Rsu Rai, in programma anche un incontro fra una delegazione ristretta del lavoratori e dirigenti sindacali con i responsabili della redazione di Rai 3 Toscana.

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, domani sciopero nazionale del settore telecomunicazioni. Manifestazione reg.le a Firenze

“Un settore che cresce non può licenziare”. Sciopero nazionale di 8 ore con manifestazione regionale a Firenze. Concentramento ore 09.30 Piazza S.M. Novella, corteo per le strade del centro, conclusione intorno alle 12 in Piazza San Lorenzo. Alle 12.30 una delegazione sarà ricevuta dal Prefetto.

Il settore delle Telecomunicazioni è un settore fondamentale per lo sviluppo tecnologico e industriale del paese, oggi è di uno dei pochi settori in crescita, potrebbe creare posti di lavoro e innovazione utile a tutti, soprattutto al nostro paese.

Al contrario Confindustria e le aziende del settore di fatto depauperano le potenzialità dell’innovazione e della crescita per interessi di bottega. La crisi di Almaviva, di Ericsson, di Tim e di tante altre realtà, dimostrano la volontà delle aziende di portare avanti politiche di solo taglio dei costi. Ne sono riprova incontrovertibile i 55 milioni di Bonus a disposizione di Flavio Cattaneo e del management di Tim a patto che taglino i costi, indipendentemente dalla qualità del servizio erogato.

A questo stato di cose si oppongono Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno proclamato per domani scioperano per 8 ore a livello nazionale. Una scelta inevitabile per costringere le imprese a investire nella qualità partendo dal mondo del lavoro e dalle politiche industriali.

I licenziamenti di Almaviva, la disdetta degli accordi in TIM, le pesanti ricadute in Comdata di Livorno, il rischio occupazionale in Ericsson, come tutte le speculazioni sul mondo degli appalti legati ai Call Center, le tante altre crisi del settore, possono essere risolte, solo con politiche industriali serie, adeguate e soprattutto credibili. Nell'ambito dello sciopero è in programma una

MANIFESTAZIONE REGIONALE A FIRENZE
DOMANI MERCOLEDI' 1° FEBBRAIO 2017
CONCENTRAMENTO ORE 09.30 PIAZZA S.M. NOVELLA
CORTEO PER LE STRADE DEL CENTRO CITTA'
CONCLUSIONE INTORNO ALLE 12 IN PIAZZA S. LORENZO

Alle 12.30 una delegazione di lavoratori e sindacati sarà ricevuta dal Prefetto.

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