Il Tirreno giovedì 28 marzo 2002
DA LEGGERE
La Camera del lavoro in un libro


CARRARA. Un libro di immagini e testimonianze per ricostruire una storia lunga un secolo, cento anni di lotte operaie che hanno caratterizzato il mondo del lavoro apuano, oltre 200 pagine per fissare su un volume una memoria collettiva fatta di immagini ma anche di testimonianze, le vicende del proletariato locale, dalle grandi vittorie alle brucianti sconfitte, dalle affermazioni prestigiose ai momenti di frustrazione, alla solidarietà, alle speranze. E' uscito da pochi giorni, in occasione delle celebrazioni per il centenario della Camera del lavoro, il libro "Novecento. Storia fotografica dei lavoratori apuani dalla nascita della Camera del lavoro al giorni nostri: un secolo di lotte sindacali, sociali e civili per il lavoro e la pace", edito dalla Cgil e curato da Daniele Canali, con la presentazione di Sergio Cofferati, il testo di Lorenzo Gestri e le testimonianze di Normanno Bagnoni, Ernesto Tramontana, Adelmo Riccardi, Eros Sermattei, Luciano Della Maggesa, Cesare Lorieri, Roberto Marcheselli e Angelo Fruzzetti. Oltre 130 fotografie, per fermare lo sguardo e il pensiero sui momenti più forti e significativi che hanno fatto la storia del movimento sindacale della zona; 8 lucide testimonianze di chi ha vissuto in prima persona le vertenze più «calde» del dopoguerra. (ma. mu.)
Il Tirreno martedì 12 marzo 2002
Cofferati in città per festeggiare i 100 anni della Camera del lavoro

CARRARA. La Camera del lavoro provinciale festeggia il centenario della sua fondazione: per questa importante ricorrenza, è stato organizzata la celebrazione il 19 marzo alle ore 16,30, al teatro Garibaldi: il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati sarà in città.
Oggi pomeriggio, si inaugura intanto la mostra di documenti e immagini relativa agli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita e le battaglie della Camera del lavoro apuana.
E poi martedì 19 alle 16,30 avverrà la celebrazione ufficiale, al Garibaldi, del centenario: interverranno, oltre a Cofferati, il segretario provinciale Paolo Marini e il docente di storia prof. Lorenzo Gestri. Coordinerà i lavori Normanno Bagnoni
Il Tirreno mercoledì 20 marzo 2002
Cofferati: «Da cent'anni in difesa dei diritti»
Il leader Cgil avverte: «Se si cambia l'articolo 18 si aprirà una falla inarrestabile»
Garibaldi strapieno, standing ovation e tante bandiere per il «Cinese»

di Claudio Figaia

CARRARA.«Oggi, come cent'anni fa i nostri predecessori, ci troviamo a combattere una battaglia per i diritti dei lavoratori che sono diritti di cittadinanza. Lo faremo con la serenità e la forza che provengono dalla nostra storia». Sergio Cofferati parla alla manifestazione per i cent'anni della Camera del lavoro apuana e infiamma la platea che riempie fino all'eccesso il cinema Garibaldi.
Un leader amato, rispettato e acclamato, il segretario generale della Cgil. La platea carrarese tributa al «Cinese» standing ovation, sventolii di bandiere e il coro finale dell'inno del sindacato che sono segno tangibile del consenso di cui gode Cofferati nel popolo della sinistra, ma anche della voglia di opposizione che cresce nel paese.
Il segretario non schiaccia subito sull'acceleratore dell'attualità. Siamo a commemorare un secolo di vita della Camera del lavoro e c'è spazio per il rito dei premi e delle citazioni dei «padri» del sindacalismo apuano. Ed è da qui che Cofferati parte. «La nostra organizzazione ha radici antiche e non ha paura di ripetere questi gesti, che possono sembrare una liturgia, di riconoscimento del lavoro svolto dagli uomini e delle donne che hanno dato tanto al nostro sindacato». L'excursus sulla storia del movimento dei lavoratori gli serve però per sottolineare gli aspetti fondanti del sindacalismo italiano, «la cui dimensione è stata, fin dalle origini, confederale, a differenza dei movimenti di altri paesi europei che hanno avuto origini ed evoluzioni più legate alle professioni e, quindi, più settoriali. Non solo: il sindacato italiano è sempre stato segnato da una netta separazione dalla politica». Autonomia e capacità di rappresentare tutto il mondo del lavoro diventano dunque, nell'analisi di Cofferati, le carte in più da giocare in Europa. «Nel 1992 accettammo la sfida europea perché convinti che restare fuori avrebbe sì fatto gli interessi di qualche impresa, ma non dei lavoratori. Oggi siamo ad una nuova fase: la costruzione di un movimento sindacale sovranazionale che deve difendere i diritti e la dignità dei lavoratori di tutta Europa. Per questo occorre un'organizzazione con un profilo confederale, non frammentata e corporativa; e per questo la Cgil trasferirà in Europa la sua forza e la sua azione».
Nel finale, l'attacco al governo di centrodestra la cui politica è «collaterale alle scelte della Confindustria». Un esecutivo impegnato «in un progetto di smantellamento dei diritti e di aumento dello sfruttamento che non condividiamo». Per questo, ha proseguito più volte interrotto dagli applausi, la questione dell'articolo 18, una norma che in fondo non riguarda l'intero mondo del lavoro, ma una parte di esso, «è stato individuato come un terreno di contrapposizione decisivo. Con una insopportabile mistificazione, il governo sostiene'equazione: licenziamenti più facili uguale più occupazione, che non esiste in natura. Ma in gioco è un sistema di diritti: se si modifica l'articolo 18, si aprirà una falla inarginabile: quelli non si fermerebbero più. Ma noi, ha chiuso Cofferati, faremo come i nostri progenitori: saremo qui a combattere per i diritti dei lavoratori».
Prima di lui, sul palco sopra il quale scorrevano le immagini fotografiche della storia del sindacato, avevano parlato Normanno Bagnoni, il segretario provinciale Cgil Paolo Marini («con la manifestazione di sabato faremo venire un altro attacco gastro-enterico a Berlusconi») e lo storico Lorenzo Gestri.
mercoledì 20 marzo 2002
LA MANIFESTAZIONE
Camera del lavoro: una storia di scioperi, lotte e passioni

di Maurizio Munda

CARRARA.«Cento anni di passioni, di lotte, di solidarietà e di progresso, e per il futuro un solo impegno: essere degni di questa storia». Così il segretario della Cgil apuana Paolo Marini ha concluso il suo intervento alle celebrazioni per il centenario della Camera del lavoro. Folla delle grandi occasioni al Garibaldi per la manifestazione: lavoratori e pensionati, iscritti e simpatizzanti, politici e amministratori locali. Sul palco, a fianco di Cofferati, i vertici della Cgil e il sindaco Lucio Segnanini. Gli onori di casa spettano a Normanno Bagnoni, memoria ria storica della Camera del lavoro e anima del centenario, che ricorda l'impegno dei comitati scientifico e organizzativo per la riuscita della manifestazione, mentre sullo sfondo vengono proiettate le foto dei momenti forti che hanno fatto la storia del sindacato.
L'intervento del segretario Marini è tra lo storico e l'attuale. «La Camera del Lavoro è stata alla testa delle lotte dei lavoratori per migliorarne le condizioni di vita» ha detto Marini ricordando le tre anime, socialista, anarchica e repubblicana, che il 21 maggio 1901, con la confluenza delle leghe dei lavoratori, diedero vita alla CdL. Ma Marini ha ricordato anche gli scioperi del dicembre 1947, quelli «del 5%», che costrinsero le aziende ad assumere 5 disoccupati ogni 100 occupati. «Con quegli scioperi» ricorda Marini «1500 disoccupati trovarono lavoro». Poi il riferimento ai giorni nostri con una riflessione: «Ci accusano di conservatorismo? Ebbene sì, siamo conservatori perchè vogliamo conservare la dignità delle persone, i diritti dei lavoratori, la libertà e la democrazia sul posto di lavoro». Infine un vaticinio «sabato a Roma saremo in tanti e qualcuno avrà un altro attacco di gastroenterite!».
A Lorenzo Gestri, docente di storia del movimento operaio e sindacale all'università di Pisa, il ricordo delle tappe storiche «la Camera del lavoro di Carrara non è stata tra le prime a nascere in Italia, ma nel 1901 contava già 8.000 iscritti (al tempo oltre 7.000 persone lavoravano nel marmo contro le 1.000 di oggi), era 5º a livello nazionale, ma per il settore industria era seconda solo a Milano e Genova e nel 1913 gli iscritti erano saliti a 15.000». Gestri ha ricordato i momenti più significativi, gli anni di sangue di finè '800, il primo contratto collettivo dei cavatori del 1902, le serrate del 1905 e del 1913-14, lotte che hanno registrato cocenti sconfitte ma anche grandi vittorie.