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Il Tirreno mercoledì 4 settembre 2002
I minatori alla ricerca delle proprie radici
A dicembre Massa ricorderà la fondazione del sindacato (1902)
Ci sarà un convegno nazionale con storici e sindacalisti


GROSSETO.Una volta le miniere erano la spina dorsale della Maremma; i tempi sono passati, sono cambiati i cicli produttivi, l'economia ha deciso di imboccare altre strade per diventare globale; così quella galassia del mondo produttivo che scendeva nelle viscere della terra ha perso progressivamente le luci della ribalta per lasciare spazio nel terzo millennio ai computer ed alle nuove tecnologie. I tanti ricordi, la storia, il folclore, la memoria collettiva nel Dna di chi abita nell'entroterra della provincia di Grosseto servono a non dimenticare quegli anni costellati da sacrifici, di lutti di fatica e di battaglie sindacali. La storia del movimento operaio maremmano e nazionale passa da quegli impianti di Massa Marittima; le leghe dei minatori e la solidarietà sono stati per moltissimi anni una splendida realtà e la base da cui è nata la democrazia e, successivamente, lo statuto dei lavoratori.
Così il prossimo dicembre la Filcea-Cgil, il sindacato dei lavoratori chimici e minerari nazionale e regionali della Sardegna e della Toscana, in stretta collaborazione con la fondazione «Di Vittorio», l'Università di Teramo la Provincia e la Camera del lavoro di Grosseto, celebreranno a Massa Marittima, con un Convegno nazionale, i 100 anni della fondazione di questo sindacato nazionale minatori avvenuto il 27 aprile 1902 a Massa Marittima.
Questa iniziativa e lo stesso programma di essa sono stati definiti nel corso di un incontro che, presenti le sgreterie sindacali della Filcea, si è svolto recentemente ad Iglesias. Di questo avvenimento che, indubbiamente, nonostante tutte le vicissitudini che questa categoria di lavoratori ha incontrato nel tempo, non potrà che avere un richiamo sostanziale in una terra come l'Alta Maremma che sempre, dalle miniere e dal lavoro dell'uomo all'interno e all'esterno di esse, ha forgiato in gran parte la sua storia, ne abbiamo parlato con il Segretario della Filcea-Cgil, Silvano Polvani, che, tra l'altro, è uno dei coordinatori.
«E' sembrato più che doveroso per tutti noi - ha commentato nel riassumere gli scopi dell'iniziativa - ma pensiamo lo sia anche per molti altri, voler ricordare come un secolo fa, nell'aprile 1902, nel corso del primo congresso costitutivo, organizzato per iniziativa delle leghe minatori di Massa, Boccheggiano, Tatti, Castelnuovo Valdarno e Montecatini Val di Cecina, venne deciso di costituire un sindacato di categoria. Ci sembra, e credo che non sia presunzione, che questa sia un'occasione unica che non deve essere dispersa. Con essa vogliamo ricordare i 100 anni di storia sindacale, politica e sociale, tenendo ben presente come le miniere per secoli hanno davvero caratterizzato non solo l'aspetto economico, ma anche il profilo storico, sociale e culturale dei territori, in Toscana delle Colline Metallifere, e, in Sardegna, dell'Iglesiente. Si tratta di una storia così ricca di eventi significativi e di grande umanità che abbiamo il dovere di riportare alla memoria di chi l'ha vissuta direttamente e indirettamente e, insieme, di farla conoscere, soprattutto, alle giovani generazioni. Ci accingiamo a fare questo organizzando, proprio là dove nacque, un convegno nazionale al quale prenderanno parte molti relatori di livello universitario insieme a storici locali che sapranno, certamente, ricostruire le tappe, segnare le scofitte e le vittorie di una categoria come quella dei lavoratori minerari che, con la loro azione e la comune consapevolezza sono riusciti a segnare grandi avanzamenti dei diritti di tutta la società».
Forse qualcuno potrebbe pensare a un monumento di ricordi, ma il sindacalista non accetta questa interpretazione. «Il convegno non vorrà essere solo un atto celebrativo, ma, soprattutto, un momento di riflessione destinato ad un vasto pubblico ancora attaccato alle radici della miniera e rivolto alle giovani generazioni che si trovano, oggi, ad operare in territori che sempre sono stati segnati e plasmati dal lavoro dei minatori e dalle miniere, e che, oggi, vivono nel ricordo, ma anche nel superamento di queste, proiettati verso uno sviluppo che valorizzi le proprie risorse, ma, anche nel superamento di queste, proiettati verso uno sviluppo che valorizzi le proprie risorse sfruttando ancora la memoria delle miniere e creando sul territorio importanti parchi minero-archeologici».
Secondo il sindacalista il convegno massetano del prossimo dicembre avrà un'altra importante particolarità che non può essere assolutamente sottavalutata.
In particolare quella di far tesoro e di dare giusto spazio alla preziosa e univoca documentazione storica custodita nelle Biblioteche comunali di Follonica e di Massa Marittima. Il principale obiettivo degli organizzatori è, infatti, quello di giungere al più presto alla pubblicazione di tutti gli atti del convegno assieme alla dettagliata ricostruzione storica delle vicende dei minatori.