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Articolo GAZZETTA DI PARMA
Promossa una serie di manifestazioni: sabato un convegno
Santi, le idee e i fatti
Parma ricorda il sindacalista riformista a 100 anni dalla nascita
Il prossimo 13 novembre ricorre il centenario della nascita di Fernando Santi, uno dei massimi dirigenti sindacali del secondo dopoguerra, segretario generale aggiunto della Cgil e, come tale, protagonista della rinascita democratica e della ricostruzione civile, sociale ed economica del nostro paese.

Fernando Santi nasce a Golese il 13 novembre 1902: la sua formazione politica risale ad un periodo molto delicato della storia italiana, quando nei primi decenni del '900 il movimento dei lavoratori inizia ad acquisire coscienza dei propri diritti, ma anche della propria forza. A 18 anni diventa segretario della Camera del lavoro di Parma, assumendo anche l'incarico di segretario della Federazione giovanile socialista.

Nel periodo che segue la fine del secondo conflitto mondiale entra nella direzione nazionale del Partito Socialista italiano. Č deputato per quattro legislature, dal '48 al '63 e svolge un'intensa attivitą nella commissione Lavoro e previdenza sociale. Fernando Santi muore a Parma il 15 settembre 1969.

Il Comune e la Provincia di Parma, unitamente a Cgil, Cisl e Uil, stanno organizzando le celebrazioni per la ricorrenza con il concorso di tutte le forze vive della cittą: l'obiettivo, al di lą degli aspetti celebrativi, č quello di raccogliere ed approfondire la vasta e multiforme ereditą di pensiero e d'azione di Santi, sindacalista e uomo politico, socialista e riformista, per consegnarla allo studio e alla riflessione delle nuove generazioni. Per definire i contenuti e il programma della ricorrenza si č riunito lo scorso 9 settembre l'apposito comitato composto da molte delle forze politiche, sindacali e culturali della cittą.

Le manifestazioni per l'anniversario della morte di Fernando Santi si apriranno il 13 novembre con la presentazione del libro di Roberto Spocci «Un uomo, un'idea: scritti e discorsi di Fernando Santi». L'opera, scientificamente rigorosa e completa sotto il profilo documentario, accompagna il lettore lungo il percorso della formazione del pensiero sindacale e politico di Santi. Sempre a Roberto Spocci si deve la mostra iconografica e documentaria che, se saranno conclusi i lavori di restauro, verrą allestita nell'Oratorio nuovo dell'Ospedale vecchio e nella contigua biblioteca Civica. Anche l'Istituto storico della Resistenza propone, a sua volta, un convegno sulla storia del movimento sindacale in Emilia Romagna dal '45 al '70. Tra le proposte figura anche quella dell'assessore Stefano Spagnoli sulla redazione di un quaderno essenziale e sintetico sulla storia del sindacato e la figura di Santi, da diffondere largamente nelle scuole della cittą. La prossima settimana verranno definiti i dettagli organizzativi della manifestazione.

Sabato all'hotel Farnese di via Reggio si terrą il convegno in ricordo di Fernando Santi organizzato dal Comitato regionale e dalla Federazione di Parma dei Socialisti democratici italiani: al convegno, organizzato con la collaborazione dell'associazione «Sandro Pertini» e del gruppo regionale Pri-Sdi, interverranno l'ex ministro Fabio Fabbri, Gaetano Arfč, collaboratore di Fernando Santi, Luciano Dalla Tana, dirigente socialista e gią presidente della Provincia di Parma, l'ex ministro Ottaviano Del Turco, il governatore della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, il senatore Manuele Maccaluso, il segretario regionale dello Sdi Paolo Zanca e il segretario nazionale del partito Enrico Boselli.

Alle 9.30 č prevista la visita alla casa Natale di Santi in strada dei Mercati 2 e alle 10 l'inizio del convegno. «Iniziamo con il nostro ricordo a Santi - ha spiegato Paolo Zanca, segretario regionale Sdi, alla conferenza stampa di presentazione del convegno - per dare il nostro contributo a questa importante ricorrenza. Sappiamo che gli enti locali stanno lavorando da tempo a questo evento: noi inizieremo con il convegno e poi collaboreremo con gli enti per la data del 13 novembre. Una ricorrenza utile anche per riorganizzare, insieme alla presenza del nostro partito in cittą, la grande cultura riformista di cui Santi era portavoce».

Luca Sommi